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Giovedì 09 settembre 2010
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Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione
BOLOGNA
CRONACHE pag. 15
 |  | | L'opinabile immagine della copertina di panorama sull'inchiesta sui preti gay |
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Preti gay, l'ira della Chiesa «Escano allo scoperto»
L'inchiesta sulle notti brave scuote il Vaticano
di IACOPO SCARAMUZZI CITTÀ DEL VATICANO
TEMPI di questione morale, anche per la Chiesa. Mentre la politica si dibatte tra indagini e sospetti, il settimanale Panorama dedica la copertina alle notti brave' di un gruppo di preti gay di Roma. Giunta la notte, riposta la tonaca e il clergyman, si scatenano in balli lascivi e incontri omosessuali in discoteche, case, anche istituti religiosi all'ombra del Cupolone. «Si delinea il quadro di una parte del clero che vive nella capitale, piccola ma non riconducibile a singoli casi, che neanche tanto in segreto dà libero sfogo alla propria sessualità», sostiene il settimanale della Mondadori. Niente male, per una Chiesa già alle prese con lo scandalo pedofilia. Il vicario del Papa per la diocesi di Roma non perde tempo, e mentre le copie stanno arrivando alle edicola diffonde un lungo comunicato con il quale rivolge a questi preti una dura reprimenda. «Chi conosce la Chiesa di Roma scandisce il cardinale Agostino Vallini non si ritrova minimamente nel comportamento di costoro dalla doppia vita', che non hanno capito che cosa è il sacerdozio cattolico' e non dovevano diventare preti. Sappiano che nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici. Coerenza vorrebbe che venissero allo scoperto. Non vogliamo loro del male ma non possiamo accettare che a causa dei loro comportamenti sia infangata la onorabilità di tutti gli altri». IL PORPORATO, fine canonista incline ai toni miti, questa volta non usa mezzi termini. Certo, smentisce che i preti gay siano una maggioranza, rivendica il lavoro di tanti di loro negli ospedali, nelle caritas, nelle università della capitale. Ma poi esprime «dolore e sconcerto» per le rievelazioni e promette «rigore» contro «ogni comportamento indegno della vita sacerdotale». Panorama in realtà non scoperchia una pentola nuova. È da mesi che il cardinal Vallini ha ordinato maggior controllo sui preti che vengono a Roma dall'estero o dal resto d'Italia. Troppi la prendono come una vacanza, qualcuno, tradisce la vocazione. Il Vaticano lascia parlare il vicario del Papa. La linea stabilita da Ratzinger, del resto, è di non ammettere in seminario i candidati con «tendenze omosessuali radicate». Esultano i radicali. «Finalmente un'inchiesta giornalistica documenta», afferma Sergio Rovasio. IRONICO, invece, il leader del movimento gay Franco Grillini: «Un prete gay è la scoperta dell'acqua calda». Il mondo politico evita di commentare la vicenda, ma nelle orecchie di più di un uomo di Chiesa ancora risuonano le parole con le quali, pochi giorni fa, Silvio Berlusconi aveva ribattuto alle critiche per la corruzione nella maggioranza: «Su cento persone, una, due, tra anche quattro, che non siano angeli, si trovano sempre, in qualsiasi categoria, nei carabinieri come fra i sacerdoti». Ora l'inchiesta di Panorama. «La finalità dell'articolo afferma il cardinal Vallini è evidente: creare lo scandalo, diffamare tutti i sacerdoti, screditare la Chiesa». Una Chiesa disposta a fare pulizia al suo interno, sì, ma non a subire in silenzio le prediche altrui.
Il Riformista, sabato 24 luglio 2010
Panorama indigna Chiesa e Arcigay. Per gli orno non c'è nulla di nuovo
SEX. Il Vicariato duro con i sacerdoti coinvolti e il settimanale: «Vuole creare scandalo». La comunità però non si stupisce. Luxuria: «Sono cose che sapevamo tutti».
DI ANGELA GENNARO
Mani di uomo raccolte. Tengono un rosario. Mani di prete, unghie laccate rosa shocking. È la copertina dell'ultimo numero di Panorama: un viaggio, con tanto di telecamera nascosta e scene di sesso, attraverso i locali gay di Roma, tra «vizi e perversioni di insospettabili sacerdoti dalla doppia vita». Un'inchiesta che vede l'immediata reazione del Vaticano: una nota del Vicariato precisa che i preti «gay e promiscui non hanno capito che cosa è il sacerdozio cattolico e non dovevano diventare preti». Per il cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa per la diocesi, «nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici. Non vogliamo loro del male ma non possiamo accettare che a causa dei loro comportamenti sia infangata l'onorabilità di tutti gli altri» e la «bellezza del volto della Chiesa». Opinabile, per il Vicariato, anche lo «stilé» dell'articolo: «La finalità è evidente: creare lo scandalo» e «fare pressione contro quella parte della Chiesa da loro definita "intransigente"». Ma non è solo la Chiesa a storcere il naso: per Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay, il servizio è una «brutta pagina di giornalismo». «Non è la vita privata delle persone che va colpita con un moralismo scandalistico ed offensivo, ma i comportamenti pubblici e politici di chi pianifica ed afferma l'omofobia e la discriminazione. E poi basta dipingere l'omosessualità come fonte di ogni male».
Un'inchiesta di cui è invece «soddisfatto» Sergio Rovasio, segretario associazione radicale Certi Diritti: «Finalmente si documenta quello che tutti i frequentatori di locali gay romani sanno: ci sono tantissimi preti gay che li frequentano e praticano sesso senza nemmeno preoccuparsi molto dell'evidente ipocrisia tra ciò che predicano di giorno e ciò che fanno di notte». Il Vaticano, «dove sappiamo per certo esistere all'interno del suo territorio un'area di "battuage" frequentata da preti e cardinali gay, farebbe bene a non alimentare la sua ipocrisia cercando di parlare di scandalismo ma di prendere atto che vi sono parecchi omosessuali nel suo apparato tutti velati per paura».
Plaude anche Franco Grillini, responsabile nazionale per i diritti civili dell' Idv e presidente di Gaynet: «L'imposizione del celibato è del tutto antistorica, ma la sessuofobia è una componente genetica del cattolicesimo. Più reprimi la sessualità, più hai poi una vita sessuale fatta di eccessi, compulsiva e di sesso mercenario». E tuona: «Peccato? I preti che fanno sesso se ne fregano del senso di colpa». Da più parti si avanza poi il collegamento tra un'inchiesta che fa discutere e la testata su cui è uscita: Panorama, ovvero Mondadori, ovvero famiglia Berlusconi: «Un'inchiesta del genere fa vendere», commenta Grillini. «E poi tutti sanno che la Cei ha dato il via libera al terzo polo, e c'è tensione tra il cardinale Bertone - che va a cena con Berlusconi - e la Conferenza episcopale per l' affaire Boffo».
La deputata Pd Paola Concia si augura «che questa inchiesta faccia riflettere la Chiesa, affinché abbia più rispetto verso i gay. Etero o omo, la sessualità è una cosa seria, e reprimerla ha effetti solo negativi». Per Andrea Berardicurti, segretario politico del Mario Mieli, l'inchiesta è fatta di «una serie di banalità utilizzate in manie ra morbosa per aumentarne l'appeal». «Ineccepibile», dice, la reazione del vicariato. «Ma ci sono tanti sacerdoti omosessuali che vivono in castità per vocazione. Il punto è che ad essere contro natura è proprio la castità, non l'omosessualità». La comunità gay della Capitale, comunque, non sembra stupita dalla storia raccontata da Panorama. «In dieci anni di Muccassassina (la serata gay più famosa della Capitale, ndr) ne ho viste, di situazioni del genere», racconta Vladimir Luxuria. «È una cosa che sapevamo da molto tempo nell'ambiente». E a volte, dice l'ex parlamentare di Rifondazione, il rapporto col peccato arriva al «paradosso»: «Una volta mi sono sentita dire addirittura da un prete che era lì perché per combattere il peccato bisogna conoscerlo».
Il Fatto Quotidiano
Sabato 24 luglio 2010
OMOFOBIA
IL VATICANO: "QUEI GAY, PRETI SOLO PER CONVENIENZA"
di Chiara Paolin
Il cardinale Agostino Vallini del Vicariato di Roma non ha gradito il servizio di Panorama che racconta la vita sessuale di alcuni sacerdoti romani: "Chi conosce la Chiesa di Roma non si ritrova minimamente nel comportamento di costoro dalla doppia vita, che non hanno capito che cosa è il sacerdozio cattolico e non dovevano diventare preti - dice in una nota ufficiale il porporato -. Sappiano che nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici. Coerenza vorrebbe che venissero allo scoperto. Non vogliamo loro del male ma non possiamo accettare che a causa dei loro comportamenti sia infangata l'onorabilità di tutti gli altri" . Ovvero, per la Chiesa l'omosessualità resta un peccato e non c'è la minima possibilità di accogliere nelle fila sacerdotali i gay.
"Ma notate quel passaggio sui `benefici' del mestiere: è lì la chiave - sottolinea Franco Grillini -. Conosco personalmente un uomo, omosessuale da sempre, che ha scelto la professione ecclesiale proprio come un lavoro. Stipendio, casa, sicurezze non scontate di questi tempi, specie per lui che vive al Sud. E poi la sera esce, ha le sue storie, tutti lo sanno. Casi simili si registrano ovunque in Italia, in Liguria se n'è parlato molto e chiaramente i vertici del Vaticano sono pienamente consapevoli del fenomeno. Almeno la metà dei preti ha una vita sessuale, ma l'importante è tacere". Nelle alte sfere pontificie il caso dei sacerdoti filmati mentre frequentano locali dichiaratamente omo e hanno rapporti sessuali ha determinato l'ennesimo richiamo ai comportamenti necessariamente casti del sacerdozio: "Dinanzi a simili fatti - dice ancora la nota del Vicariato - aderiamo con convinzione a ciò che il Santo Padre Benedetto XVI ha ripetuto più volte negli ultimi mesi: 'I peccati dei sacerdoti' ci richiamano tutti alla conversione del cuore e della vita e ad essere vigilanti a non 'inquinare la fede e la vita cristiana, intaccando l'integrità della Chiesa, indebolendo la sua capacità di profezia e di testimonianza, appannando la bellezza del suo volto'. Questo Vicariato è impegnato a perseguire con rigore, secondo le norme della Chiesa, ogni comportamento indegno della vita sacerdotale".
I commenti sui blog omosex ondeggiano tra l'insoddisfazione per "la rigidità dimostrata dalla Chiesa" e "la voglia di prurito della testata". Spiega Irene su Gay.it: "Soltanto l'immagine di copertina, rappresentata da un rosario stretto da mani con unghie smaltate, dovrebbe suggerirvi il tono di tutta l'inchiesta, orientata a far emergere l'esistenza di preti omosessuali ma non certo con il fine di condannare l'ostracismo della Chiesa cattolica nei confronti dei non eterosessuali ma, piuttosto, per aumentare i pregiudizi (forse più per una latente e inconscia omofobia che come un intento razionale) che accostano pedofilia a omosessualità" .
Intanto il sito venerabilis.tk, fantomatica confraternita di preti cattolici - attiva su dominio turco - che farebbe da luogo d'incontro ai sacerdoti gay, offre già una prima risposta concreta: "I 500 preti gay di Venerabilis dicono no alla proposta del Vicariato di uscire allo scoperto". E così sia.
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