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Giovedì 09 settembre 2010
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La Repubblica
GIOVEDÌ, 22 LUGLIO 2010
Pagina 22 - Cronaca
La crociata del sindaco veneto "Gay malati, serve il coprifuoco"
Grillini: subito un kiss day sul Piave contro l´omofobia
NICOLA PELLICANI
TREVISO - La crociata estiva contro i gay parte dal greto del Piave, del fiume sacro alla patria, dove Riccardo Missiato, sindaco di Spresiano, un paese lungo la Pontebbana, ha lanciato il progetto "Estate sicura". Vale a dire una campagna per arginare la frequentazione di parchi pubblici, spiagge e rive del fiume da parte di lucciole e trans. Ma anche di ragazzi omosessuali. Un giro di vite annunciato forte e chiaro: «I gay sono deviati e malati, non possono amoreggiare sul Piave, li identificheremo». Parole che hanno scatenato dure reazioni in tutta Italia, tanto che Missiato, capo di una coalizione trasversale e con alle spalle un passato da democristiano doc, è stato costretto ad abbozzare una retromarcia: «Non sono malati, ma intendo fermare il fenomeno della prostituzione femminile e maschile che ha raggiunto un degrado morale inaccettabile. A casa loro possono fare ciò che vogliono, ma non in pubblico».
Troppo tardi però per rimediare, il tam tam all´interno della comunità gay era già partito. Ed è stato Franco Grillini a lanciare la proposta di organizzare una manifestazione di massa come risposta: «Faremo il kiss day sul Piave». Il presidente onorario dell´Arci Gay rilancia e attacca duramente il sindaco: «Gay malati? Il malato è lui, l´omofobia è una patologia sociale, siamo rimasti ai tempi della caccia alle streghe, con un´ideologia razzista e pattugliamenti che ricordano Ku Klux Klan. Serve una reazione conseguente per questo lancio l´idea di un Kiss-in sul Piave, facciamolo prima di Ferragosto. Tutti sono invitati: eterosessuali, gay, lesbiche, trans e tutti coloro che vogliono reagire a questo clima da Medioevo».
L´idea del kiss-in ha già fatto il giro d´Italia raccogliendo adesione da ogni parte. Ma c´è chi si attende anche una risposta politica adeguata. L´Arci Gay chiede l´intervento del ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna: «Ci aspettiamo dal ministro un invito agli amministratori locali a moderare i toni e ad impegnarsi per fermare l´ondata di omofobia nel nostro Paese».
Solo qualche giorno fa all´ospedale Pini di Milano era stata rifiutata una trasfusione di sangue ad un omosessuale. Senza contare che le aggressioni notturne alle coppie gay ormai non si contano più. Per questo Alessandro Zan, leader veneto dell´associazione lgbt: chiede di più: «Se fossimo in un´altra nazione Missiato verrebbe indagato e poi condannato. Serve una legge contro l´omofobia». Pronto a ricorrere alle carte bollate per denunciare il sindaco anche Aurelio Mancuso, leader nazionale lgbt, mentre Vladimir Luxuria vorrebbe accompagnare Missiato sul greto del Piave «ad ascoltare le storie dei gay così capirebbe molte cose. Sindaco, glielo dico con il cuore in mano: non servono cure mediche, basta l´amore».
La Stampa
22 Luglio 2010
Sindaco choc “Identificheremo i gay sul Piave Sono malati”
MASSIMO GUERRETTA
TREVISO
«Identificheremo i gay sul Piave: sono malati, hanno bisogno di sostegno psicologico». L’ultima crociata contro gli omosessuali in Veneto non ha il timbro dello sceriffo leghista Giancarlo Gentilini, che due anni fa parlò di «pulizia etnica» per le alcove gay nel parcheggio dell’ospedale. È Riccardo Missiato, sindaco di Spresiano alla guida di una lista civica, a far esplodere il caos e a scandalizzare Arcigay e comunità omosessuale. Inutile la zoppicante retromarcia («Non ritengo l’omosessualità una malattia, anzi ho il massimo rispetto per le persone e per i loro orientamenti sessuali», si è giustificato ieri sera), la polemica è divampata in un batter d’occhio, mettendo a rischio la stessa giunta, in parte targata Pd. Le parole di Missiato riguardo i pattugliamenti di polizia e carabinieri contro prostitute e gigolò che si aggirano nei pressi del fiume sono scivolate sull’omofobia: l’Arcigay di Treviso ha chiesto le immediate dimissione del sindaco e di tutta la giunta mentre Alessandro Zan, rappresentante regionale, ha già annunciato una denuncia per diffamazione. Vladimir Luxuria quasi non ci crede: «Incredibile che ci sentano ancora dichiarazioni di questo genere: il sindaco dovrebbe andare sul Piave a conoscere i gay, magari scoprirebbe storie ed esperienze umane che nemmeno immagina». Pronto a una nuova provocazione Franco Grillini, esponente dell’Idv e presidente onorario dell’Arcigay: «Facciamo un bel kiss-in sul Piave come successo qualche anno fa con Gentilini. Dimostriamo a questo sindaco che il malato è lui, perché l’omofobia è una patologia sociale, con idee da medioevo e pattugliamenti che ricordano il Ku Klux Klan».
Il dietrofront del sindaco non è bastato a smontare il caso: febbrili i colloqui telefonici per tentare di disinnescare una bomba ormai pericolosissima, che trova l’innesco in Anna Concia, deputata del Pd: «Invito gli organi locali del mio partito a fare pressione sul sindaco affinchè chieda scusa. Oppure spero che il Pd voglia prendere in considerazione l’ipotesi di ritirare il proprio appoggio a una persona incompatibile con i valori del partito». La giunta serra le fila per evitare un pericoloso crack, ma i controlli partiranno comunque: «È la gente che chiede questi controlli - insiste il sindaco di Spresiano - si parla di decoro, di dignità».
La tribuna di Treviso
GIOVEDÌ, 22 LUGLIO 2010
Pagina 3 - Primo Piano
Sfida gay al sindaco: kiss day sul Piave
Riccardo Missiato: «Sono deviati». Poi fa dietrofront ma la polemica infuria
OMOFOBIA Spresiano, il primo cittadino attacca gli omosessuali Ed è bufera: Grillini annuncia la manifestazione
MASSIMO GUERRETTA
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SPRESIANO. «I gay sono deviati e malati: non devono amoreggiare sul Piave, li identificheremo». L’omosessuale va cacciato. Lo ha detto sindaco di Spresiano, Riccardo Missiato, suscitando un’ondata di polemiche. E non basta un dietrofront dell’ultimo minuto, ieri sera, del sindaco. L’Arcigay, sta già preparando una manifestazione di massa: «Faremo un kiss-in sul Piave».
L’idea è di Franco Grillini, esponente dell’Idv e presidente onorario dell’Arcigay. E il dietrofront del sindaco in serata non è bastato a smontare il caso: la frase che ha suscitato la polemica («I gay sono malati») è stata pronunciata mentre il sindaco spiegava il progetto «Estate Sicura», e aveva per oggetto la frequentazione di prostitute e gay tra Pontebbana, parchi pubblici e spiagge del Piave, un fenomeno che la giunta vuole arginare. Missiato ha poi innestato la retromarcia, spiegando che «non ritengo l’omosessualità una malattia, anzi ho il massimo rispetto per le persone e per i loro orientamenti sessuali», ma le sue parole avevano già scatenato la reazione della comunità gay. «Gay malati? Il malato è lui, l’omofobia è una patologia sociale - attacca Grillini - siamo rimasti ai tempi della caccia alle streghe, con un’ideologia razzista e pattugliamenti che ricordano il Ku Klux Klan. Serve una reazione conseguente: allora lancio subito l’idea di un kiss-in sul Piave, facciamolo prima di Ferragosto. Tutti sono invitati: eterosessuali, gay, lesbiche, trans, e tutti coloro che vogliono reagire a questo clima da medioevo». L’idea del kiss-in sul Piave è subito accolta dalla comunità omosessuale trevigiana: «Cominciamo subito ad organizzarlo - spiega Giovanni Chiara, coordinatore provinciale dell’Arcigay - sarà ancora più bello con le dimissioni del sindaco, che ha dimostrato una totale inadeguatezza rispetto alla carica che riveste».
C’è chi chiede la testa di Missiato e chi invece è già pronto a trascinarlo in tribunale: «Non vedo alternative a una querela per diffamazione - è il pensiero di Alessandro Zan, leader regionale delle associazioni lgbt - se fossimo in un’altra nazione Missiato verrebbe indagato e poi condannato: serve una legge contro l’omofobia». Pronto alla denuncia anche Aurelio Mancuso, esponente della comunità lgbt nazionale, mentre l’ex parlamentare Vladimir Luxuria vorrebbe accompagnare Missiato sul Piave: «Così potrebbe incontrare i gay, farsi raccontare le loro storie, e capirebbe molte cose. Comunque mi piacerebbe che ci fosse una medicina contro l’ignoranza e l’omofobia. Sindaco, glielo dico a cuore aperto: non servono cure mediche, basta l’amore».
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