Franco Grillini
 Un impegno per i diritti e le libertà
Il Manifesto. Gay Pride al via tra polemiche e rivendicazioni
«Manifestazioni come i pride sono importanti momenti per l'affermazione della laicità dello Stato», spiegava ieri Franco Grillini, ex deputato Pd oggi confluito nell'Idv di Di Pietro. «Viviamo in Paese dove si tutelano soltanto gli interessi personali del presidente del consiglio, mentre vengono del tutto ignorati gli interessi individuali di libertà».
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Giovedì 09 settembre 2010

ROMA

Piazzale della Piramide ore 16,30. E' da questa piazza romana che oggi pomeriggio prenderà il via il Gay pride cittadino. Appuntamento preceduto nei giorni scorsi da un forte scambio di accuse tra le varie componenti del movimento omosessuale e che hanno portato alla decisione da parte di una cinquantina di associazioni, tra le quali il circolo Mario Mieli e il Mit, il movimento di identità transessuale, di disertare la manifestazione, non condividendone la piattaforma politica scelta da Arcigay Roma, Gay Project, GayLib Roma e Azionetrans, le quattro associazioni promotrici del pride romano.
Tutti gli altri, coloro che invece hanno deciso di partecipare, sfileranno dalla Piramide fino a piazza Venezia, passando per la prima volta anche davanti alla Gay Street capitolina, all'ombra del Colosseo. «Manifestazioni come i pride sono importanti momenti per l'affermazione della laicità dello Stato», spiegava ieri Franco Grillini, ex deputato Pd oggi confluito nell'Idv di Di Pietro. «Viviamo in Paese dove si tutelano soltanto gli interessi personali del presidente del consiglio, mentre vengono del tutto ignorati gli interessi individuali di libertà».
Il pride verrà aperto da un bacio collettivo dei partecipanti e dalla celebrazione simbolica di una serie di matrimoni tra coppie delle stesso sesso insieme alla distribuzione di centinaia di fedi nuziali, A celebrare le nozze, però, nessun sindaco. «In Italia, a differenza che nella maggioranza dei Paesi europei, - ricordano infatti gli organizzatori - manca una legge, resa più difficile dall'ostilità della politica ai diritti e all'uguaglianza».
Ed è inutile guardare verso il Campidoglio: il sindaco Gianni Alemanno ha infatti annunciato che al corteo non si farà neanche vedere proprio perché non condivide alcune richieste avanzate dai manifestanti, come quella appunto dei matrimoni gay. E per fortuna che doveva essere il sindaco di tutti.
La scenografia sarà quella ormai tipica dei pride: carri coloratissimi e musica per tutto il percorso. Prima della partenza del corteo verrà depositata una corona di fiori davanti al monumento dedicato alla vittime del nazifascismo a porta San Paolo, ricordando così tutte le vittime dell'omofobia, della transfobia e della violenza.
Un gesto che ha valore molto più che simbolico in una città come Roma dove le aggressioni, verbali e non solo, nei confronti di gay e lesbiche sono in continuo aumento. E anche per questo tra le richieste avanzate oggi dai manifestanti al governo, c'è anche quella di arrivare al più presto all'approvazione di una legge contro omofobia e transfobia.

www.grillini.it | franco@grillini.it

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