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Giovedì 09 settembre 2010
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Gay, Grillini: I carabinieri hanno il terrore di essere scoperti
Roma, 02 LUG (Il Velino) - "I carabinieri gay hanno il terrore di dichiararsi tali e, nonostante le dichiarazioni di tenore opposto del Ministro La Russa, in realta' non e' cambiato nulla. A differenza della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, l'Arma si conferma un luogo ad alto tasso di omofobia e, pertanto, e' piu' difficile fare outing per chi ne fa parte". Lo ha dichiarato Franco Grillini, consigliere regionale dell'Idv in Emilia Romagna e presidente onorario di Arcigay, intervistato da Klaus Davi nel corso del suo programma di approfondimento politico "KlausCondicio", in onda su You Tube. "Il Ministero della Difesa - puntualizza Grillini - continua a sostenere che non ci siano discriminazioni, che l'Italia sarebbe addirittura piu' avanti degli Stati Uniti, dove vige ancora il "Don't ask, don't tell", "Non chiedere, non dire", una disposizione un po' pasticciona che volle l'ex presidente Bill Clinton. Ma la verita' e' un'altra. C'e' ancora una paura fortissima a dichiararsi da parte delle singole persone omosessuali organiche alle strutture militari". (com/udg) 021433 LUG 10 NNNN
OMOFOBIA:GRILLINI,CARABINIERI GAY TERRORIZZATI DI ESSERE SCOPERTI =
(AGI) - Roma, 2 lug. - "I carabinieri gay hanno il terrore di dichiararsi tali e, nonostante le dichiarazioni di tenore opposto del ministro Ignazio La Russa, in realta' non e' cambiato nulla: a differenza di polizia e Guardia di Finanza, l'Arma si conferma un luogo ad alto tasso di omofobia e, pertanto, e' piu' difficile fare outing per chi ne fa parte".
Lo ha dichiarato Franco Grillini, consigliere regionale dell'IdV in Emilia Romagna e presidente onorario di Arcigay, intervistato da Klaus Davi nel corso del programma 'KlausCondicio', in onda su You Tube. Per questo l'Arcigay chiedera' un incontro al titolare della Difesa, alla presenza del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, "per discutere del problema dei militari gay che vivono male la loro sessualita' per paura di ritorsioni fisiche e professionali".
Il ministro La Russa, ha tenuto a precisare il presidente Grillini, "continua a sostenere che non ci siano discriminazioni, che l'Italia sarebbe addirittura piu' avanti degli Stati Uniti dove vige ancora il 'Don't ask, don't tell' ('Non chiedere, non dire'), una disposizione un po' pasticciona che volle l'ex presidente Bill Clinton. Ma la verita' e' un'altra: c'e' ancora una paura fortissima a dichiararsi da parte delle singole persone omosessuali organiche alle strutture militari". E spiega: "Il loro problema non e' tanto la sottoscrizione della tessera di Arcigay, quanto piuttosto la paura di essere visti da qualcun altro che possa riconoscerli.
Allora dobbiamo chiederci se forse esistano ancora le schedature di una volta". E' stato dimostrato, ha continuato Grillini, "in tutte le forme e in tutte le salse che un tempo nelle forze armate gli omosessuali venivano schedati. Non solo.
A loro era preclusa la possibilita' di far carriera. Questa cosa e' stata assolutamente dimostrata dopo un ricorso al Tar presentato da uno degli interessati. Allora io mi chiedo se forse non siano applicate ancora adesso: se qualcuno continui a tenere in considerazione anche la vita privata delle persone in funzione dei loro avanzamenti di carriera". E ha argomentato: "Con l'abolizione della leva obbligatoria quello del militare e' diventato un mestiere a tutti gli effetti, quindi e' giusto battersi contro le discriminazioni che si registrano al suo interno come all'interno di qualsiasi altro mestiere". (AGI)
Italia
02/07/2010 - 14.31
(IRIS) - ROMA, 2 LUG - “I carabinieri gay hanno il terrore di dichiararsi tali e, nonostante le dichiarazioni di tenore opposto del Ministro La Russa, in realtà non è cambiato nulla. A differenza della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, l’Arma si conferma un luogo ad alto tasso di omofobia e, pertanto, è più difficile fare outing per chi ne fa parte”.
Lo ha dichiarato Franco Grillini, consigliere regionale dell’IdV in Emilia Romagna e presidente onorario di Arcigay, intervistato da Klaus Davi nel corso del suo programma di approfondimento politico “KlausCondicio”, in onda su You Tube.
“Il Ministero della Difesa –puntualizza Grillini- continua a sostenere che non ci siano discriminazioni, che l’Italia sarebbe addirittura più avanti degli Stati Uniti, dove vige ancora il “Don’t ask, don’t tell”, “Non chiedere, non dire”, una disposizione un po’ pasticciona che volle l’ex Presidente Bill Clinton. Ma la verità è un’altra. C’è ancora una paura fortissima a dichiararsi da parte delle singole persone omosessuali organiche alle strutture militari.
“Il loro problema –spiega Grillini- non è tanto la sottoscrizione della la tessera di Arcigay, quanto piuttosto la paura di essere visti da qualcun altro che possa riconoscerli. Allora dobbiamo chiederci se forse esistano ancora le schedature di una volta. E’ stato dimostrato, in tutte le forme e in tutte le salse, che un tempo nelle forze armate gli omosessuali venivano schedati. Non solo. A loro era preclusa la possibilità di far carriera. Questa cosa è stata assolutamente dimostrata dopo un ricorso al Tar presentato da uno degli interessati, Pur avendo dei titoli che altri non possedevano, si è visto ingiustamente scavalcare professionalmente e, per questo, si è rivolto al Tar, che alla fine gli ha dato ragione. Ecco, allora, che le schedature c’erano eccome. Allora io mi chiedo se forse non siano applicate ancora adesso, se qualcuno continui a tenere in considerazione anche la vita privata delle persone in funzione dei loro avanzamenti di carriera. Con l’abolizione della leva obbligatoria, quello del militare è diventato un mestiere a tutti gli effetti, quindi è giusto battersi contro le discriminazioni che si registrano al suo interno come all’interno di qualsiasi altro mestiere. Certo, sarebbe bene che ci fosse anche un po’ più di coraggio da parte degli interessati”.
Autore: Red
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