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Giovedì 09 settembre 2010
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www.scuolaecostituzione.it
5 domande sulla scuola ai candidati al Consiglio regionale
Gentile candidata/o,
noi pensiamo che il modello di scuola rifletta il modello di società che si vuole costruire. Noi
pensiamo che l’idea di scuola per il futuro sia determinante per l’esercizio dei diritti di uguaglianza
e libertà posti alla base della nostra Costituzione.
Oggi la Scuola della Repubblica è pesantemente attaccata attraverso la continua diminuzione dei
fondi per il suo funzionamento, che mettono in discussione persino le pulizie degli edifici,
l’aumento degli studenti per classe, il taglio di 150.000 unità di personale docente e non docente,
provvedimenti di riordino che si basano sulla riduzione del tempo scuola, sulla canalizzazione
precoce delle scelte e sulla netta separazione fra Licei e Istituti tecnici e professionali.
Le competenze della Regione in materia scolastica sono crescenti in vista dell’applicazione della
riforma costituzionale del Titolo V, pertanto le scelte politiche della nostra regione sono sempre più
importanti al fine di garantire la scuola di tutti e per tutti.
Il Ministro dell’istruzione ha dato avvio illecitamente alle iscrizioni alle scuole superiori (con scadenza il 26 marzo 2010) senza che i regolamenti di riordino siano stati ancora pubblicati in G.U. e senza aver definito i nuovi programmi.
Il Ministro sta costringendo i genitori e gli studenti a una scelta al buio, ha imposto alle Istituzioni
scolastiche autonome i nuovi indirizzi di studio senza tenere conto delle loro proposte e ha impedito
a province e regioni di predisporre il piano dell’offerta formativa territoriale.
Risulta evidente il tentativo di privatizzare la scuola pubblica scaricando sulle famiglie i costi per il funzionamento della scuola e di creare un mercato per la scuola privata attraverso la dequalificazione dell’offerta statale.
1) E’ accettabile che la Regione Emilia Romagna continui ad erogare propri fondi alle scuole
materne private, in contrasto con l’art. 33 della Costituzione ( corrispondenti a 2.727.342
euro all’anno), che si aggiungono a quelli dello Stato e dei Comuni, (per un totale di oltre 40
milioni di euro all’anno) mentre la scuola statale è sottoposta a tagli crescenti ? A questo
proposito noi proponiamo che la nostra regione utilizzi questi fondi a favore dei Comuni che
non riescono a soddisfare la domanda di scuola dell’infanzia pubblica al fine di istituire
nuove sezioni statali o comunali.
2) Pensate che vada superato in ogni caso il meccanismo di finanziamento pubblico che eroga
fondi a pioggia a tutte le scuole private anche a quelle che presentano rette di 800 euro al
mese e non accolgono alunni diversamente abili ?
3) Ritenete auspicabile l’erogazione di risorse regionali alle scuole per sopperire ai tagli dei
docenti in compresenza, degli insegnanti di laboratorio scientifico, di quelli di inglese e al
taglio del tempo scuola dalla scuola primaria alla superiore ?
4) Ritenete opportuno che la Regione presenti ricorso insieme con la collettività scolastica
contro l’invasione delle proprie competenze sul piano dell’offerta scolastica territoriale e per
difendere l’autonomia delle scuole ?
5) Ritenete opportuno che la Regione rifiuti l’applicazione della norma che consentirebbe
l’accesso all’apprendistato a 15 anni, riducendo in tal modo l’obbligo scolastico di un anno ?
Bologna 17 marzo 2010
Il segretario del Comitato bolognese Scuola e Costituzione Prof. Bruno Moretto
Le risposte di Grillini
1) E’ accettabile che la Regione Emilia Romagna continui ad erogare propri fondi alle scuole
materne private, in contrasto con l’art. 33 della Costituzione ( corrispondenti a 2.727.342
euro all’anno), che si aggiungono a quelli dello Stato e dei Comuni, (per un totale di oltre 40
milioni di euro all’anno) mentre la scuola statale è sottoposta a tagli crescenti ? A questo
proposito noi proponiamo che la nostra regione utilizzi questi fondi a favore dei Comuni che
non riescono a soddisfare la domanda di scuola dell’infanzia pubblica al fine di istituire
nuove sezioni statali o comunali.
* Assolutamente d’accordo. Occorre privilegiare la scuola pubblica e nel programma dell’idv questo è scritto senza ombra di dubbio. Da un lato assistiamo ad una grave crisi della finanza pubblica che rende particolarmente difficile per i comuni soddisfare la richiesta di servizi e dall’altro in moltissimi comuni della nostra regione l’amministrazione pubblica non riesce soddisfare la domanda di accesso soprattutto alle scuole materne. La mia opinione è che ogni risorsa disponibile della regione vada impiegata per la domanda di servizi e di accesso alle strutture pubbliche superando le liste di attesa per l’accesso alla scuola di base.
2) Pensate che vada superato in ogni caso il meccanismo di finanziamento pubblico che eroga
fondi a pioggia a tutte le scuole private anche a quelle che presentano rette di 800 euro al
mese e non accolgono alunni diversamente abili ?
* Assolutamente si, se eletto sarà uno dei primi atti del mio mandato. Non è accettabile in alcun modo che si finanzino strutture già molto costose per le quali il finanziamento pubblico non è affatto necessario. Peggio ancora non è accettabile in alcun modo il finanziamento a scuole che non accettano tutti gli studenti o che rifiutano persino le persone diversamente abili.
3) Ritenete auspicabile l’erogazione di risorse regionali alle scuole per sopperire ai tagli dei
docenti in compresenza, degli insegnanti di laboratorio scientifico, di quelli di inglese e al
taglio del tempo scuola dalla scuola primaria alla superiore ?
* Non solo lo ritengo auspicabile, ma persino doveroso. Va garantito in questa come nelle altre regioni un effettivo diritto allo studio che i tagli brutali del governo Berlusconi e del ministro Gelmini stanno mettendo seriamente in discussione. Oltre agli insegnanti da voi citati io aggiungerei anche la presenza nelle scuole di mediatori culturali per i figli della popolazione immigrata al fine di favorire una reale integrazione per non parlare degli insegnanti di sostegno per i ragazzi diversamente abili.
4) Ritenete opportuno che la Regione presenti ricorso insieme con la collettività scolastica
contro l’invasione delle proprie competenze sul piano dell’offerta scolastica territoriale e per
difendere l’autonomia delle scuole ?
* Anche su questo sono d’accordo. Se consideriamo la retorica sul federalismo, sull’autonomia degli enti locali anche in campo educativo, mi sembra necessaria una lotta contro l’invadenza e il neocentralismo del governo lega-pdl.
5) Ritenete opportuno che la Regione rifiuti l’applicazione della norma che consentirebbe
l’accesso all’apprendistato
Anche qui sono d'accordo: il tentativo è quello di creare di nuovo una scuola di classe dove i figli dei ricchi vanno al liceo, quelli meno ricchi agli isituti tecnici e professionali, quelli poveri si "fermano" all'apprendistato senza la possibilità di proseguire gli studi creando un vero e proprio sbarramento, una sorte di numero chiuso di massa fin dalla fine delle medie inferiori. Si tratta dell'istituzionalizzazione di un vero e proprio Darwinismo sociale del tutto inaccettabile che sfavorirebbe proprio i meno fortunati bloccando la mobilità sociale tra le generazioni. Insomma, una grave ingiustizia e un danno per l'avvenire del paese.
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