Franco Grillini
 Un impegno per i diritti e le libertà
SANREMO: GRILLINI, VIENE VOGLIA DI IGNORARE POVIA E FESTIVAL
"Il duo Povia Bonolis dovrebbe sapere che le persone omosessuali che si accettano e che sono accettate sono felici come il resto della popolazione come dimostra il bel libro di Colombo, Barbagli Omosessuali moderni''.
Home
Diario elettorale
Iniziative e conferenze
Comunicati stampa
Presenze Radio-TV
Lettere
Interrogazioni e interventi
Archivio legislativo
Documentazione
Rassegna stampa
PACS
GayNews
Video
Varie
Tutti gli articoli
Scrivi al deputato
Mailing list
Link
Giovedì 29 luglio 2010

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - ''Verrebbe voglia di ignorare totalmente sia Povia che Sanremo lasciando cadere questa penosa operazione di marketing nel silenzio che meriterebbe''. Franco Grillini, presidente di Gaynet, associazione omosessuale d'informazione, lo dice dopo le ultime indiscrezioni sul testo della canzone 'Luca era gay' che Povia presentera' a Sanremo.
''Con sapiente e cinica regia - sottolinea Grillini - il duetto Povia-Bonolis lascia trapelare ogni giorno un distillato dell'operazione schifezza della canzone anti-gay con il fine di rianimare il morto che cammina ovvero il Festival di Sanremo''.
''Tra annunci e smentite, e con interviste piu' o meno taroccate fatte sapientemente trapelare come se fossimo di fronte ad un affare dei servizi segreti, quello che si viene a sapere - continua - e' molto peggio di cio' che potevamo immaginare.
Nell'informazione di oggi sul testo del Povia antigay pensiero sembrerebbe che si parli di infelicita' per la condizione gay scambiando ancora una volta causa ed effetto''.
Ma, conclude Grillini, ''se Povia da omosex e' stato infelice che colpa abbiamo noi? E, in ogni caso, il duo Povia Bonolis dovrebbe sapere che le persone omosessuali che si accettano e che sono accettate sono felici come il resto della popolazione come dimostra il bel libro di Colombo, Barbagli Omosessuali moderni''.
(ANSA).

CA 21-GEN-09 15:54

SANREMO: GRILLINI A POVIA "INFELICE SARAI TU"


ROMA (ITALPRESS) - "Con sapiente e cinica regia il duetto Povia-Bonolis lascia trapelare ogni giorno un distillato dell'operazione schifezza della canzone anti-gay con il fine di rianimare il morto che cammina ovvero il Festival di Sanremo". E' quanto si legge in una nota di Franco Grillini, Presidente di Gaynet, Associazione omosessuale d'informazione, che aggiunge: "Tra annunci e smentite, e con interviste piu' o meno taroccate fatte sapientemente trapelare come se fossimo di fronte ad un affare dei servizi segreti, quello che si viene a sapere e' molto peggio di cio' che potevamo immaginare".
"Nell'informazio di oggi sul testo del Povia antigay pensiero - prosegue la nota - sembrerebbe che si parli di infelicita' per la condizione gay scambiando ancora una volta causa ed effetto. Ma se Povia da omosex e' stato infelice che colpa abbiamo noi? E, in ogni caso, il duo Povia Bonolis dovrebbe sapere che le persone omosessuali che si accettano e che sono accettate sono felici come il resto della popolazione come dimostra il bel libro di Colombo, Barbagli Omosessuali moderni. In realta' verrebbe voglia di ignorare totalmente sia Povia che Sanremo lasciando cadere questa penosa operazione di marketing nel silenzio che meriterebbe".
(ITALPRESS).


Repubblica.it

SPETTACOLI & CULTURA Abbiamo ascoltato in anteprima "Luca era gay", il brano che già ha sollevato un putiferio
Un ragazzo reso omosessuale da un pedofilo e che trova la felicità da eterosessuale
La canzone di Povia a Sanremo
Gay? È colpa di mamma e papà
di GINO CASTALDO


Povia a Sanremo l'anno scorso
Multimedia
IL VIDEO
ROMA - Attenti genitori. Attente mamme troppo affettuose, attenti padri distratti e sbevazzoni. Attenti soprattutto a decidere di separarvi con troppa leggerezza. Il vostro irresponsabile comportamento potrebbe avere l'indesiderato effetto di generare un figlio gay. È questo, in sintesi, il Povia-pensiero che sbarcherà sul palco di Sanremo. Abbiamo ascoltato, superando ostacoli degni di un segreto di Stato, la canzone più blindata del festival, quella che ha già provocato polemiche fin dal suo annuncio. È bastato il titolo, Luca era gay, con quel verbo all'imperfetto, a ispirare alle associazioni omosessuali un malaugurato sospetto: non è che Povia, viste alcune sue precedenti affermazioni sul tema, intenda dire che l'omosessualità possa essere considerata una malattia, e come tale passibile di guarigione? Apriti cielo. Povia ha smentito, riportando addirittura a circostanze autobiografiche la storia della canzone ("i miei si separarono quando ero piccolo. Rimasi solo in un ambiente tutto femminile, giocavo con le bambole. Sbaglia chi crede che gay si nasce" ha raccontato) ma non ha convinto del tutto. E l'ascolto della canzone chiarisce ogni cosa.

Di malattia, a onor del vero, non si parla, anzi a un certo punto canta a chiare lettere: "né malattia, né guarigione", un verso che sembrerebbe quasi aggiunto in un secondo momento per rispondere al polverone polemico. Ma i conti non tornano lo stesso. La storia è questa: Luca è stato un ragazzo infelice, finché ha incontrato un uomo, molto più grande di lui, che gli ha dato amore, sesso e conforto. Poi a una festa incontra una lei, e la sua vita cambia. Il ritornello afferma implacabile: "Luca era gay, e adesso sta con lei" (da notare l'ineffabile rima Gay-lei) "Luca parla con il cuore in mano, Luca dice sono un altro uomo". Una semplice trasformazione, dunque, prima gay convinto, poi "finalmente" uomo. Ma l'equazione sospetta rimane. Tutto nella canzone porta verso un assioma incontrovertibile: omosessualità=infelicità, eterosessualità=felicità. L'Arci-gay avrà comunque pane per i suoi denti.

Non che a Sanremo non ci siano stati precedenti. L'anno scorso la Tatangelo fu sbeffeggiata per molto meno. In fondo si limitava a notare che il suo caro amico, pur essendo gay, era anche lui come noialtri etero un figlio di Dio. Ma Povia va molto oltre. La canzone è un rap e racconta con dovizia di particolari la storia di Luca, praticamente un melò: l'infanzia, dominata da una madre iperaffettuosa, ovviamente gelosa di altre femmine che "mi parlava sempre male di papà mi diceva non ti sposare mai" e un padre che non regge il disagio, "non prendeva decisioni e stava fuori tutto il giorno", alla fine se ne va, comincia a bere, di fatto scompare dalla vita di Luca finché, seguendo un determinismo meccanico, da manuale di psicologia minore, arriva un uomo adulto (in zona di sospetta pedofilia, tanto che il ragazzo teme possa essere arrestato, ma pensa già a far sparire le prove così lo assolvono), un uomo che, neanche a dirlo, sostituisce il padre mancante e gli regala il tanto agognato amore. Poi si arriva alla rivelazione finale. Luca scopre che attraverso una lei può finalmente smettere di essere gay ("papà ti ho perdonato, mamma ti penso spesso ma adesso sono innamorato dell'unica donna che abbia davvero amato").

Non fa una piega. Il Luca di fine canzone è un uomo ritrovato, con moglie e figli. Povia lo dice chiaramente: l'omosessualità non è una malattia, bontà sua, ma una deviazione sì, un errore causato da una pessima situazione familiare, e quindi rimediabile. Insomma la buona notizia è che per i gay non tutto è perduto, una speranza di redenzione c'è.


(21 gennaio 2009)
www.grillini.it | franco@grillini.it

Guarda gli spot di Franco Grillini per le Elezioni Regionali 2010
Lega Italiana Famiglie di Fatto
Arcigay
Cassero - Gay Lesbian Center
A Gaie Lettere