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gentile On. Grillini,
desidero segnalarle una piccola ma fastidiosa vessazione che mi è capitata.
Convivo da alcuni anni e il mio compagno paga l'abbonamento RAI nell'ottica di una suddivisione delle spese di casa.
Quest'anno abbiamo ricevuto insieme al bollettino RAI 2006 la richiesta di un pagamento dell'abbonamento anche a mio nome.
Abbiamo comunicato e autocertificato che siamo conviventi e l'ufficio abbonamento RAI ci ha risposto:
"facendo seguito alla corrispondenza da lei inviata, Le precisiamo che da accertamenti svolti presso i competenti Uffici Anagrafici Comunali, Lei non risulta nel nucleo familiare anagrafico del titolare dell'abbonamento televisivo di cui ha dichiarato di fruire nella sua comunicazione. Pertanto, per regolarizzare la sua posizione dovrà contrarre un nuovo abbonamento alla televisione ..... il mancato pagamento del canone, nei casi in cui è dovuto, comporta l'applicazione di sanzioni amministrative"
Ovviamente non ho nessuna intenzione di pagare. Ho chiamato il numero abbonamenti e mi hanno detto di rispedire un'altra autodichiarazione sul mio stato di convivenza (che naturalmente non manderò visto che la risposta mi è stata già data).
Può sollevare pubblicamente, magari in una trasmissione RAI, la questione?
Io probabilmente mi rivolgerò ad un legale anche perché la vita personale e le scelte che la riguardano non sono tutelate dalla legge sulla privacy? Potremmo anche essere due studenti o amici che vivono sotto lo stesso tetto in quel caso come potrebbemo essere parte dello stesso nucleo famigliare?
Grazie mille,
Antonella Romano
P.S.: oltretutto considerando i programmi RAI, sono tentata di non pagare il canone 2006 per protesta sulla qualità dei programmi che ci propinano!!!
Antonella Romano
antonella.romano@noesis.net
Cara Romano, la sua storia è molto interessante anche perchè anch'io, che convivo con mia zia, ho fatto una dichiarazione analoga sul canone Rai, peraltro ribadita più volte. La cosa curiosa è che "sono state fatte indagini" non si sa se più o meno legalmente.
Forse, se lei mi autorizza (e autorizza la pubblicazione della sua lettera sul sito www.liff.it, oltre che sulla rubrica lettere del mio sito), potremmo persino trasformare la sua storia in una interrogazione parlamentare.
A presto e continui la sua battaglia
Franco Grillini
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