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I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della Sanità, per sapere - premesso che:
dal quotidiano La Repubblica del 3 maggio 2005 e dal mensile “Pride” del maggio 2005 è emerso che la dottoressa Chiara Atzori, medico infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano, gestirebbe una rete di medici e psicologi che sottopongono omosessuali alla “terapia riparativa”
Considerato che
L’Apa, la maggiore associazione di psicologi americani, che dal 1973 non considera più l’omosessualità una malattia, in un documento [il numero 200001] condanna espressamente la cosiddetta terapia riparativa: “[gli] sforzi di ripatologizzare l’omosessualità sostenendo che possa essere curata sono spesso guidati non da rigore scientifico o ricerca psichiatrica, ma, qualche volta, da forze religiose e politiche che si oppongono ai diritti civili di gay e lesbiche. […] La letteratura sulla terapia riparativa usa teorie che rendono difficile formulare una selezione scientifica dei criteri per le modalità di trattamento. La letteratura non solo ignora l’impatto dello stigma sociale […] è una letteratura che attivamente stigmatizza l’omosessualità” e che negli Stati Uniti gli psicologi che fanno terapie riparative sono richiamati dall’Apa.
Aggiunto che
l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha cancellato, l’omosessualità dal suo Manuale diagnostico delle malattie mentali nel 1993 stabilendo, al di là di ogni dubbio, che l’omosessualità è da considerarsi “una variante non patologica del comportamento sessuale” ed in sostanza, non esiste alcuno studio su rivista scientifica che supporti la “terapia riparativa” o i tentativi di “curare” l’omosessualità e quindi che l’omosessualità non è una malattia.
Si chiede
al Signor Ministro se non ritenga di intervenire per chiedere chiarimenti all’Ordine dei Medici e alla dottoressa Atzori tenendo conto che le leggi vigenti vietano ai medici di sottoporre i propri pazienti a terapie non scientifiche e se non ritiene di chiedere all’Ordine Nazionale degli Psicologi di applicare il codice deontologico che sostiene la non discriminazione per orientamento sessuale e che le terapie non debbano essere influenzate da terzi.
On. Franco Grillini, Katia Zanotti, Valerio Calzolaio, Luigi Giacco, Marisa Abbondanzieri, Giovanni Melandri, Katia Berillo, Giovanna Grignaffini, Gabriella Pistone, Titti De Simone
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