Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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Franco Grillini

Franco Grillini

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(AGI) - Roma, 7 lug. - "Anche oggi siamo costretti a commentare le infelici esternazioni del senatore Giovanardi che, negli ultimi tempi, ha preso l'abitudine di inveire contro gli omosessuali e l'omosessualita'. Stavolta propone una vera e propria apartheid per le persone omosessuali che sono nell'esercito e suggerisce di separarli dagli etero con apposite camerate. Cio' perche', secondo Giovanardi, un omosessuale farebbe il militare, non per lavoro, ma solo per 'praticare' la propria omosessualita'. Ovviamente, non e' cosi' ed e' evidente che le strane fantasie di Giovanardi lo portano a pensare che gli omossessuali potrebbero rappresentare un pericolo per gli altri militari, quando invece e' il maschilismo il problema di molte strutture militari, che va combattuto. Pertanto, Giovanardi la smetta di lanciare invettive caratterizzate da pregiudizio e di promuovere squallide forme di ghettizzazione". Lo afferma in una nota Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell'Italia dei Valori.
Dobbiamo proprio dire bravo Vasco! Perché sulle coppie di fatto ha detto una sacrosanta verità e cioè  in Italia non esiste alcuna tutela per le persone che vivono assieme e si vogliono bene.
Giusta anche l'analisi delle cause ovvero l'opposizione vaticana alla quale la maggior parte dei partiti si genuflette incurante dei diritti calpestati di milioni di persone.
Un altro merito di Vasco è quello di aver pensato in vita alle persone amate cosa che non hanno fatto un paio di personaggi molto famosi della musica della nostra provincia di Bologna.
Auguri, quindi, a Vasco e alla sua compagna e auguri a tutte le coppie di fatto come la sua.

Franco Grillini
Presidente di Gaynet

dal Corriere Veneto

Ancora ieri i padiglioni della Fiera di Padova che saranno occupati dal Padova Pride Village, erano un cantiere. Ma da domani quello spazio diventerà il cuore pulsante dell'estate padovana, una «festa di tutti» come dice lo storico slogan (apertura dalle 19.30, info www.padovapridevillage.it). Anche di chi, come il consigliere regionale della Lega Bozza Santino, si è espresso in frasi profondamente omofobe, «è ben accetto anche lui, basta che prima chieda scusa per quello che ha detto», ha precisato ieri Alessandro Zan, assessore del Comune di Padova . Il Padova Pride Village 2012 riaprirà i battenti domani sera con Piero Chiambretti nelle vesti di padrone di casa, e«padrino» della rassegna chiamato durante lo spettacolo ad intervistare Paola e Ricarda Concia. Poi, a seguire, si terrà lo show comico di Gabriella Germani. Dalle ore 20 e fino alla cerimonia di inaugurazione RadioVillage e Loredana Forleo accompagneranno il pubblico presente che non sarà lasciato neppure solo dopo lo show visto che fino alle 3 si potrà ballare con Jack dj e Vittorio dj nel boulevard esterno, e con Gianluca Pacini dvj nel palavillage. Ma la festa non si fermerà più fino a settembre. Il primo sabato sera avrà come protagonista Fabio Canino che porterà in scena il suo più grande successo rivisitato per l'occasione: «Cronache terrestri». Uno spettacolo imperdibile e imprevedibile che vede la partecipazione straordinaria di Lucia Ocone e l'intervento di molti ospiti, tra cui Franco GrilliniAlessandro Golinelli e Tommaso Cerno. La domenica del Padova Pride Village, solitamente dedicata alla musica, per la prima settimana fa un'eccezione ospitando il nuovissimo spettacolo di Paolo Rossi «Serata del disonore», occasione unica di incontrare da vicino il «piccolo grande comico». F.Ver.

«Vi dichiaro uniti in matrimonio». In un’intervista al portale Gay.it, l’assessore al Turismo e al Commercio della Regione Toscana Cristina Scaletti annuncia che in occasione del primo Pride regionale che si terrà sabato a Viareggio, celebrerà unioni simboliche fra coppie gay nella piazza di arrivo del corteo. Non nuova a iniziative in favore dei diritti lgbt come, ad esempio, il portale per il turismo lgbt sul sito istituzionale della Regione, l’assessore Scaletti spiega a Gay.it che questo è il suo contributo «per unioni che simboliche lo sono solo adesso ma che si spera possano presto essere matrimoni veri in linea con un andamento europeo consolidato. Noi, invece, su questo - aggiunge - siamo lontani anni luce rispetto agli altri paesi europei e non è tollerabile. A preoccupare dovrebbe essere non solo lo spread economico ma anche lo spread dei diritti civili. Fare un Pride serve anche a questo, a ricordare a tutti "senza se e senza ma" quanto sia miserevole che in Italia manchi un clima di libertà per l'affettività delle persone». Un punto che lei stessa metterebbe in un suo ipotetico programma per le elezioni nazionali. E alla domanda del giornalista che le chiede se si candiderebbe per fare la presidente del Consiglio risponde: «Mi piacerebbe, così proporrei subito una legge sui matrimoni gay e maggiori tutele dei diritti civili». Si tratta della prima volta che un amministratore di livello regionale compie un simile passo. Messaggi di sostegno, plauso e solidarietà all’assessore toscano alla cultura provengono principalmente dal mondo gay, ma anche dai politici: «Bene, molto bene - commenta Franco Grillini  di Gaynet - ha fatto l’assessore Scaletti (Idv) ad aderire alla richiesta di celebrazione delle Unioni Civili alla manifestazione del Pride di Viareggio. Anche altri esponenti istituzionali dovrebbero seguire il suo esempio così come avviene un pò in tutto il mondo occidentale». Saranno in tutto 10 le coppie protagoniste della cerimonia in programma a Viareggio: quattro gay, quattro lesbiche, due con persone in transizione. Il palco è allestito sul carro del Comitato Toscana Pride e si posizionerà in piazza Puccini, punto di arrivo del corteo.

 

  

  

  

In allegato la proposta di legge depositata alla Camera
(ANSA) - ROMA, 6 LUG - L'Italia dei Valori ha presentato alla Camera una  proposta di legge per ''l' eguaglianza nell'accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso.
''Dopo gli interventi della Corte costituzionale - sostengono il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, firmatario della pdl, e il responsabile diritti civili e associazionismo del partito, Franco Grillini - e di quella di Cassazione, che hanno riconosciuto la rilevanza sociale delle famiglie formate da persone dello stesso sesso, nonché la necessità di garantire i diritti fondamentali delle persone che le compongono, inclusi i loro figli, è giunto il momento che il legislatore si assuma la responsabilità storica di rendere egualitario il matrimonio civile''.
La scelta dell'Italia dei Valori di investire ''su un tema di civiltà giuridica così rilevante, mettendo da parte altre ipotesi di intervento legislativo che non assicurerebbero una totale uguaglianza e il riconoscimento della stessa dignità sociale a tutti i cittadini, come richiesto dalla nostra Costituzione, si colloca nella scia della stessa scelta operata da altri paesi che hanno la nostra stessa tradizione giuridica e con i quali condividiamo il riconoscimento degli stessi diritti fondamentali''.
Per Di Pietro e Grillini, ''siamo all'interno di un movimento della storia che, in materia di diritti civili e fondamentali, sta costruendo, sulla saldezza dei nostri principi, una società che cancella le discriminazioni e attribuisce pieno valore alle differenze e alla dignità delle persone. Le persone con orientamento omosessuale devono poter accedere al matrimonio e vivere fino in fondo il proprio progetto di vita famigliare e di genitorialità, ove desiderata, così come fino ad oggi è stato possibile per le coppie eterosessuali''.(ANSA).

La conferenza stampa Vendola-Di Pietro sulle alleanze nel centrosinistra contiene una grossa novità tra le altre e cioè per la prima volta in Italia ben due partiti dichiarano irrinunciabile e non trattabile la politica dei diritti civili e in particolare il riconoscimento delle coppie di fatto. E' noto che questo costituisce un argomento molto indigesto all'Udc e a Casini che, nel panorama europeo, continuano ad essere molto più arretrati della maggior parte dei partiti persino del PPE.

Se il pd continua a rinfacciare all'idv presunte questioni programmatiche in materia di governabilità ci si dovrebbe spiegare come si può governare con una forza politica come l'Udc contraria a qualsiasi riconoscimento sui diritti civili: legge 194 e obiezione di coscienza, inseminazione assistita, testamento biologico e fine vita, legge sull'omofobia (sono orribili gli interventi udcini in aula nella varie discussioni in materia), matrimoni gay e unioni civili ovvero l'intere sfera sulle libertà personali. Dov'è di grazia la governabilità con l'Udc su questi temi? A meno ché non li si considerino affatto secondari o addirittura "negoziabili".

Di Pietro e Vendola hanno detto parole chiarissime su tutto ciò: non si governa con chi nega i diritti alle persone, con chi nega le libertà personali. Il Pd quindi discuta di programma e cominci a dire parole chiare e definitive su questi temi.

da ANSA

"E' decisamente importante che i magistrati si schierino a grande maggioranza a favore dei diritti delle coppie omosessuali, anche perch‚ la sentenza della Cassazione parla chiaro: d'ora in poi le coppie gay potranno rivendicare il riconoscimento dei loro diritti 'analoghi a quelli delle coppie coniugate' rivolgendosi direttamente al tribunale ordinario": e' il commento alle affermazioni del membro togato del Csm Vittorio Borraccetti di Franco Grillini, che si chiede: "cosa ne pensa il vicepresidente del Csm Vietti?".
Proprio Vietti, ricorda il presidente di Gaynet, "fu protagonista della pagina nera del Parlamento quando, nel 2010, venne approvata una mozione di incostituzionalità redatta dal vicepresidente del Csm per l'Udc contro la legge sulla lotta all'omofobia".

Che a Bassano, come in qualsiasi altra città , si possa fare una manifestazione politica o un Gay Pride dovrebbe essere un fatto scontato e che non desta alcuna perplessità o preoccupazione. Anzi come quella che si svolgerà sabato, dovrebbe essere occasione di riflessione e impegno collettivo sulla materia dei diritti civili e delle libertà personali. Per questo è veramente sgradevole la posizione della Associazione nazionale degli alpini parla addirittura di una “oltraggio” il fatto che la manifestazione transiti sul ponte come se il ponte stesso fosse di loro proprietà e non un luogo di pubblica viabilità. Spiace che questa associazione, prevalentemente maschile, rifiuti il confronto e la riflessione sulla radicale mancanza di diritti di un intero rilevante settore della popolazione italiana, diritti che, invece, sono garantiti nel resto dell’Europa.
Per fortuna che da tempo, in Italia, su queste tematiche dei diritti civili si è aperta una riflessione all’interno delle forze armate che sembrano non essere più così chiuse come un tempo. I dirigenti dell’ANA di Bassano o chi per loro non dovrebbero essere un gruppo di maschi nostalgici ma dovrebbero mostrarsi disponibili ad aprirsi ai cambiamenti della società e, come succede altrove, da tempo, dovrebbero persino partecipare in divisa al Pride stesso, anche in virtù dell’alta presenza di omosessuali fra le penne nere.
 
Franco Grillini
Presidente nazionale Gaynet

Ha provocato sentimenti contrastanti, come spesso accade quando a parlare è lui. La proposta di Civil Partership di Matteo Renzi e di tutela ai figli delle coppie gay affidata a Gay.it da Matteo Renzi incontra le critiche di qualcuno; altri apprezzano i passi in avanti delle posizioni del Sindaco di Firenze. Il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè, ad esempio, "apprezza il tentativo del sindaco di Firenze di ragionare in modo articolato e chiaro su un tema troppo spesso frantumato a scapito della vita delle persone" ma "Notoriamente Arcigay è posizionata altrove, restando ferma sostenitrice dell'estensione del matrimonio civile alle persone dello stesso sesso: unica modalità possibile di dare concretezza al principio di eguaglianza".

Per la collega di partito Paola Concia "Di sicuro non bisogna fare propaganda sulla pelle dei cittadini omosessuali e transessuali, ma è necessario approvare le leggi. Il segretario Bersani questo lo sa bene e mi sembra che anche Renzi lo abbia capito. Grazie alle numerose battaglie che in questi anni sono state fatte per aprire un dibattito nel partito, oggi fra i dirigenti Democratici c'è la consapevolezza diffusa che i diritti dei cittadini omosessuali e transessuali fanno parte delle priorità del paese e questo rappresenta un decisivo passo in avanti".

Secondo il responsabile diritti civili dell'Italia dei Valori Franco Grillini "Ogni politico che si pronuncia a favore dei diritti delle coppie omosessuali prendendosi impegni precisi costituisce un fatto positivo e un avanzamento per tutti. Quindi bene Renzi quando dice che è ora di smetterla di fare tavoli e gruppi di studio ma occorre passare ai fatti e fare leggi e che su questo terreno il suo partito, il Pd, deve finalmente garantire fatti e non parole, per citare il famoso Cevoli. Vedremo se e quando Renzi saprà essere coerente con ciò che dice nell'intervista al portale Gay.it". "Va detto che il movimento lgbt chiede la parità dei diritti tra omo ed eterosessuali - prosegue - e quindi l'accesso a tutti gli istituti giuridici esistenti, matrimonio e adozioni comprese. La Civil partneship è stata una conquista importante dell'Inghilterra laburista ed è un istituto molto simile al matrimonio tuttavia nella stessa gran Bretagna ora sono persino i conservatori a farsi paladini dell'estensione del matrimonio civile anche alle persone omosessuali e in Europa sono già 7 i paesi dove ciò è possibile."

Per il senatore radicale Marco Perduca "Le dichiarazioni del sindaco Renzi sulla civil partnership, da estendere anche alle coppie omosessuali e alla tutela dei loro figli sono le benvenute e credo che dimostrino come quando il dibattito è affrontato laicamente e in modo pubblico, esso consente di poter fare passi avanti nella direzione della tutela dei diritti costituzionalmente garantiti". "Matteo Renzi di ieri - prosegue Perduca - molto probabilmente non la pensava come il Matteo Renzi di oggi e, se la sua attenzione alle istanze politiche e sociali che lo circondano rimarra' tale, il Renzi di domani potrà esser ancora più avanti di molti suoi compagni di partito. Adesso però, visto che si presenta come uomo 'del fare', occorre che là dove la sua carica glielo consente, adegui le politiche cittadine a quanto affermato oggi".

 

Il tema dei figli delle coppie lgbt - Quanto al tema dei figli delle coppie gay "è fondamentale - dice Patanè - una trattazione complessiva perché non si può parlare di coppie omosessuali, senza parlare di famiglie, e non si può parlare di famiglie omosessuali senza parlare di figli e di omogenitorialità". Per Paola Concia "Renzi propone nel suo programma la Civil Partnership. Bene, il sindaco deve sapere che quell'istituto prevede la possibilità di adottare da parte delle coppie omosessuali. E su questo lo invito a riflettere. Com'è noto, io sono per la piena uguaglianza tra le coppie omosessuali ed eterosessuali". Per il presidente di Equality Italia Aurelio Mancuso "se da una parte sono positive le affermazioni a favore di un modello all'inglese per il riconoscimento giuridico delle coppie gay e la tutela dei bambini nati nelle famiglie omogenitoriali, rimane inspiegabile la netta contrarietà all'accesso all'istituto delle adozioni da parte delle coppie gay. Se si è capaci di allevare figli propri, non si comprende perché non si sia in grado di donare amore a bambini e minori, che hanno diritto ad avere figure genitoriali adulte e stabili. Purtroppo anche Renzi, cade in questa contraddizione e, probabilmente non conoscendo bene la materia, incappa in luoghi comuni più affini al pregiudizio, che al necessario approfondimento che dovrebbe operare chi si candida a governare un Paese complesso".

 

L'alleanza con Casini - "Dal PD non arriva una posizione chiara e l'annunciata alleanza con l'UDC non lascia per nulla presagire risvolti progressisti", secondo il presidente di Arcigay. "Ad oggi prendiamo atto che le posizioni di Renzi sono più avanzate di quelle di tanta parte delle nomenklatura del partito e rivelano una sensibilità politica alle questioni. L'Europa dell'eguaglianza e della cittadinanza senza distinzioni e discriminazioni resta però un pò più in là".

Per Franco Grillini "l'esperienza ci insegna che l'Udc si è da sempre schierata contro le persone omosessuali con interventi terribili in aula alla Camera e al Senato facendo il cane da guardia del peggior conservatorismo vaticano. Onestamente per il Parlamento che uscirà dalle prossime urne preferiremmo un'alleanza laica per il paese che è decisamente più in linea con il comune sentire della popolazione che non il solito fritto misto di un centrosinistra clericale che sarebbe tutto fuorché laico e a favore dei diritti".

 

CORRIERE DELLA SERA -

 

Il sindaco ai gay: «Coppie di fatto, ora il registro»

dal Corriere della Sera

«Magari Pisapia scende...». Hanno atteso un paio d'ore, in piazza Scala, dove s'erano ritrovati per ricordare il ventennale dei primi matrimoni simbolici tra coppie omosessuali. C'erano i rappresentanti del coordinamento Arcobaleno, gay e lesbiche, l'ex consigliere Paolo Hutter (fu lui a celebrare l'unione di Ivan Dragoni e Gianni Delle Foglie, era il 27 giugno 1992), Franco Grillini, il presidente cittadino di Arcigay Marco Mori. Aspettavano, distribuivano sacchetti di riso e chiudevano lucchetti dell'amore. Giuliano Pisapia li ha raggiunti nel tardo pomeriggio. Gli è stato chiesto: scelga e chiuda un lucchetto, stringa un patto con noi, ci sostenga. La risposta rassicurante di Pisapia: «Il mio impegno è quello di aprire questi lucchetti, perché quando si apriranno vorrà dire che si sarà trovato uno spazio di libertà». Il gesto è riuscito a stemperare una polemica che stava già montando: «Il patrocinio non ci è stato concesso ha ricordato Mori . Si apre quindi un questioning, non dico una fase conflittuale, ma vedremo cosa succederà con il registro delle unioni civili. La giunta dia un segnale di discontinuità». Il regolamento per l'accesso delle coppie di fatto ai servizi del Comune inizierà a giorni il suo iter. La promessa di Pisapia alla città arcobaleno: «Faremo il registro e sarà un segnale per il parlamento». Conclude Mori: «Ringrazio il sindaco per il saluto affettuoso e il discorso sincero del tutto inaspettato. Questo dimostra che non è in atto nessun tipo di 

Fu il sindaco Renato Zangheri a concederla, cedendo le chiavi degli spazi di porta Saragozza. Nel 2001 il trasferimento alla Salara. Tre decenni di battaglie per i diritti del mondo omosessuale, che vogliamo raccontare per episodi e istantanee

di LUCA BORTOLOTTI per Repubblica.it

Buon compleanno, Cassero, oggi sono 30. Trent'anni in cui tanto è cambiato, trent'anni che hanno fatto in qualche modo la storia. Il Cassero fu la prima sede assegnata da un'amministrazione comunale al movimento gay, grazie al sindaco Renato Zangheri e all'allora segretario Pci Renzo Imbeni. Il 24 giugno 1982 il circolo di cultura omosessuale venne convocato dal Comune per ritirare le chiavi, il 28 giugno (data che sin lì dava il nome al circolo stesso, fondato nel '77 col nome di "Collettivo frocialista") i  suoi rappresentanti da piazza Nettuno sfilarono verso quella che quel giorno sarebbe diventata la loro casa, il Cassero di Porta Saragozza.


Una trattativa non facile, fatta da incomprensioni e dissidi col mondo cattolico, che gridava allo scandalo perché da lì passava la processione della Madonna di San Luca. Polemiche che si placarono solo nel 2001, quando l'ex sindaco Giorgio Guazzaloca spostò il Cassero nella sua sede attuale, alla Salara. Ma sono stati 30 anni di storie ed episodi, più o meno noti, ma tutti degni di essere raccontati.

Quel bacio a Zangheri. Il 28 giugno 1980, durante la festa dell'orgoglio gay a Bologna, una delegazione ricevuta da Zangheri ottiene risposta positiva alla richiesta di una sede in città. Di quel giorno rimane un'istantanea

indelebile, la foto dell'attore Ciro Cascina che tenta di baciare il sindaco Zangheri. Bacio che arrivò però al suo addetto stampa, Alessandro Rovinetti. "Quella foto m'ha perseguitato per tutta la vita  -  racconta, ridendo -. Cascina entrò entusiasta, gridando "Che bella giunta", e per la gioia provò a baciare Zangheri. Lui si scansò, io ero lì dietro e ricevetti quel bacio sul collo. Cascina mi chiamò per scusarsi, gli dissi che non era un problema, le cose difficili sarebbero state ben altre".

Il valzer con l'assessore. Altro momento iconico nella storia del Cassero sono i passi di valzer improvvisati da Beppe Ramina con l'assessore alla cultura Sandra Soster il giorno dell'inaugurazione. "Eravamo sulla terrazza, una giornata di festa  -  ricorda Ramina  - . Dal giradischi partì un valzer di Strauss, io non potevo resistere, il mio spirito romagnolo è uscito da sé. Non sono un gran ballerino, ma poco contava. Lei era lì a fianco, mi è venuto naturale prenderla sottobraccio e accompagnarla nella danza. Un po' era sorpresa, sì, ma s'è prestata al gioco. Una giornata indimenticabile".

Lo striscione. Della contro-processione del 28 giugno'82, Franco Grillini ricorda soprattutto uno striscione. "Da Piazza Nettuno partimmo in 400, io ero tra i pochi a parlare dialetto bolognese - dice - . Decisi di mettere a capo del corteo uno striscione che riprendeva un vecchio detto cittadino, "L'è méi un fìol lèder che un fìol busoun" (per i non bolognesi: "E' meglio un figlio ladro che uno omosessuale", ndr). Una presa in giro bonaria, il nostro tratto distintivo era da subito l'autoironia. Uno dei tanti ricordi bellissimi di 30 anni di battaglie con cui abbiamo fatto la rivoluzione e cambiato il paese".

Tra politica e creatività. Delle due anime del Cassero parla Sergio Lo Giudice, che ne fu presidente dal '93 al '98. "Da una parte, quella politica, come quella volta che manifestammo contro una farmacia di via Massarenti che rifiutava di vendere i preservativi. Dall'altra quella creativa, con le rappresentazioni dell'Aida in versione camp, o le aste di beneficenza, in cui il battitore distruggeva l'oggetto appena venduto, in genere piatti o capi di abbigliamento raccattati da amici. L'episodio più bello fu però il primo Gay Pride a Bologna, nel 1995, col sindaco Vitali sul palco".

(28 giugno 2012)


 

da Corriere Bologna

Il Cassero festeggia i suoi primi 30 anni: «Vinse il diritto»

 

28 giugno 1982 Il Cassero festeggia i suoi primi 30 anni: «Vinse il diritto» La testimonianza Beppe Ramina, primo presidente Arcigay: «Imbeni alla fine cedette, ebbe la lucidità di capire» Era caldo come in questi giorni, ma soffiava una leggera brezza, che accompagnò il corteo da Piazza Maggiore a Porta Saragozza con uno striscione in testa che recitava «L'è mei un fiol leder che un fiol buson». Ancora non si chiamava «pride», ma il 28 giugno di trent'anni fa si realizzò una conquista importantissima per Bologna e per tutto il movimento gay italiano: l'inaugurazione dell'autogestione del Cassero da parte del Circolo di cultura omosessuale XXVIII Giugno. Da quell'esperienza, chiamata come i locali della Porta, tre anni dopo è nata l'Arcigay, nel 2001 c'è stato il trasferimento negli spazi molto più ampi dell'ex-Salara e oggi gli iscritti all'Arcigay sono 228mila. E pensare che quel giorno erano solo 200, ricorda Beppe Ramina, primo presidente della neonata Arcigay: «Erano due anni che battagliavamo per quella sede, c'era una certa ritrosia da parte della giunta a darci il Cassero, perché la Porta ospita la lapide dedicata alla Madonna, ma noi insistevamo». E in un incontro avvenuto poche settimane prima del 28 giugno con Renzo Imbeni, allora segretario del Pci bolognese, il movimento gay fece valere le sue ragioni: «Non si trattava di un luogo sacro, c'erano già altre associazioni, come una polisportiva, e pensavamo di mettere a posto il circolo Fabris, che era andato a fuoco ed era gestito da Ivano Marescotti», dice il consigliere Idv Franco Grillini, anche lui in quella storica marcia. Ci fu una raccolta di firme. Annamaria Carloni, futura moglie di Antonio Bassolino, era responsabile della federazione femminile del Pci e disse: «Dobbiamo fidarci degli amici del circolo XXVIII giugno», ma poi ci si mise anche la Curia bolognese con l'ostruzionismo del cardinale Antonio Poma. «La decisione fu abbastanza combattuta e alla fine Imbeni cedette — continua Ramina —, ebbe la lucidità di capire e antepose il diritto alla realpolitik. Fu il momento di svolta. Comunicammo la notizia da Radio Città dove ero in trasmissione». E quando il Cassero, quel 28 giugno, per la prima volta aprì al movimento gay, in terrazza Ramina fece suonare un valzer di Strauss e lo ballò abbracciato all'allora assessore alla Cultura Sandra Soster, in un momento che fu immortalato dai fotografi per sempre.

 

(ANSA) - ROMA, 22 GIU - "L'Italia dei Valori parteciperà convintamente al Pride di Roma di domani. Come sempre, saremo al fianco di tutta la comunità Lgbt e scenderemo in piazza per difendere i diritti civili e le libertà personali e per ribadire la nostra ferma opposizione ad ogni forma di intolleranza e discriminazione". Lo annuncia in una nota il responsabile diritti civili e associazionismo dell'IdV, Franco Grillini, che domani guiderà una delegazione del partito alla manifestazione di Roma.

"L'IdV si batte da tempo per colmare finalmente il vuoto intollerabile che esiste, in materia di diritti civili, tra il nostro Paese e il resto d'Europa. Per questo, abbiamo presentato in Parlamento una proposta di legge per estendere la legge Mancino anche per quei reati motivati dall'orientamento sessuale e combattere così l'odiosa violenza omofobica. Inoltre, l'IdV chiede di estendere anche alle coppie omosessuali il matrimonio civile e, più in generale, propone di riconoscere i diritti di tutte le coppie sposate e non, perché in questo Paese non ci sia più distinzione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B". Conclude Grillini: "L'IdV sarà presente al Pride romano con un carro organizzato e allestito dai giovani del partito dal titolo 'Laici, liberi, uguali, diversi'".

da La Voce di Romagna

Nella giornata di ieri, il gruppo regionale Idv, durante il question time, ha interrogato l'Assessore Melucci per avere un quadro esaustivo sul destino della spiaggia Bassona del Lido di Dante: "Da decenni - ha spiegato Franco Grillini, consigliere regionale Idv e presidente di Gaynet - il turismo naturista si è sviluppato in questa oasi del Parco del Delta del Po, generando peraltro un ottimo ritorno economico nel territorio. Il Comune non ha, per ora, formalmente autorizzato la destinazione dell'area al naturismo, subordinando quest'ultima alla costruzione di servizi igienici che, in presenza di volontà politica, si possono realizzare nel rispetto dell'oasi protetta. Per questo, abbiamo interrogato la Giunta per sapere cosa intenda fare la Regione al fine di tutelare il turismo naturista nel ravennate "L'Assessore Melucci - prosegue Grillini - ha confermato che, a distanza di sei anni dalla sua entrata in vigore, la Regione darà attuazione alla legge regionale che valorizza il turismo naturista definendo i criteri per l'approntamento delle aree ad esso riservate e si attiverà nei confronti del Comune di Ravenna e della forestale per favorire l'individuazione della spiaggia Bas-sona come area dedicata al naturismo. Come gruppo Idv, non possiamo che ritenerci soddisfatti. Ora non ci resta che attendere la piena attuazione della legge regionale.

da Il Fatto Quotidiano

 

Tombe di famiglia, ma non per le coppie di fatto. Idv: “Gli affetti non si discriminano”

La polemica è scoppiata dopo che il nuovo bando per l'assegnazione dei loculi a Castel San Pietro Terme accetta solo le persone legate da matrimonio o con parentela di secondo grado. Il consigliere Franco Grillini: "E' una questione politica". Ma il sindaco Brunori respinge le critiche: "L'articolo 41 non esclude il caso citato"

di Antonella Beccaria 

 

Sepolti l’uno accanto all’altro? È possibile, ma solo se sposati o se parenti fino al secondo grado. Nulla da fare invece per le coppie di fatto. A riportare d’attualità il dibattito è quello che accade a Castel San Pietro Terme, centro di quasi 21 mila anime ancora viventi in provincia di Bologna. Qui poche settimane fa è stato pubblicato pubblicato un bando per le “concessioni di gruppi familiari nel cimitero comunale del capoluogo”.

La pratica è stata affidata alla Solaris, la società che dal 2008 ha in carico la gestione dei cimiteri comunali, e per gli abitanti della cittadina emiliana c’è tempo fino al 16 luglio per richiedere uno dei dieci “gruppi familiari” raggruppati nella batteria 23 del locale camposanto. In altre parole, si tratta di 2 loculi a gruppo che, per 15 mila euro Iva compresa da versare alla sottoscrizione del contratto, sono accessoriati anche di lapide.

La particolarità della vicenda sta nei criteri di assegnazione. Criteri che, definiti nel burocratese del bando, parlano di “persone congiunte con un residente con rapporto di coniugo o parentela entro il secondo grado”. In termini più chiari, a farsi inumare vicine possono essere solo persone sposate con rito civile o religioso o nelle cui vene scorre lo stesso sangue. Escluse invece le coppie di fatto ed esclusi più in generale tutti i conviventi legati solo da vincoli affettivi privi di effetto di legge.

Le modifiche al regolamento? Grillini (Arcigay): “Questione politica”. Per motivare il requisito di parentela, a Castel San Pietro Terme si richiama il regolamento di polizia mortuaria, che all’articolo 41 parla di “loculi denominati ‘gruppi familiari’”. Al suo interno viene riportata la frase che si trova anche nel bando e che prevede un’unica eccezione: la tumulazione di cassette o urne cinerarie solo per “giustificati motivi” da sistemare eventualmente anche in un unico tumulo, se lo spazio lo consente. Tra i casi particolari niente invece a proposito dei vincoli extra familiari.

Uno dei primi a reagire è stato il segretario cittadino dell’Idv, Antonio Lannutti, che ha detto di condividere la parte del bando che dà priorità ai residenti. Ma non gli sta bene il resto: “Gli affetti non dovrebbero mai essere discriminati”. Concorda con lui – e chiede che il regolamento di Castel San Pietro Terme venga modificato – Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, oltre che deputato e consigliere regionale per l’Emilia Romagna.

Annunciando in quest’ultima veste un question time apposito, aggiunge che “siamo alla follia. Perché a persone che hanno vissuto insieme non garantire la sepoltura vicini? Questa è una questione puramente politica che in altri Comuni italiani è stata risolta e anzi, a questo proposito, sembra essere più garantito un diritto post mortem mentre quello in vita è ancora negato”. Inoltre “l’episodio in sé può essere definito come ‘minore’, tuttavia è significativo di un modo di vedere del tutto ideologico e fuori da ciò che è la vita reale delle persone”.

Il sindaco di Castel San Pietro Terme, Sara Brunori, è intervenuta per respingere le critiche. A proposito dell’articolo 41 del regolamento, che risale al 2004, dice che “non esclude la possibilità del concessionario di essere sepolto insieme al proprio convivente”. E fa riferimento a un altro passaggio in cui si dice che “la concessione è nominativa, le domande dovranno specificare i nominativi di tutti gli aventi diritto alla sepoltura nel blocco richiesto e avranno diritto alla sepoltura solo le persone indicate nella concessione”. Formula di cui sembra riconoscersi la poca chiarezza. E in merito il sindaco aggiunge che la formulazione dell’articolo dovrà essere rivista per evitare le “interpretazioni strumentali”. Così facendo, dunque, si cercherà di approcciare un “tema delicato che va affrontato tenendo conto delle molteplici sensibilità presenti nella nostra comunità”.

Coppie di fatto in vita e in morte: dove accade in Italia. Casi diversi ne esistono e dovrebbe capitare – ma non sempre succede – laddove ci si è dotati registri delle unioni civili. “Può accadere che il registro esista, ma che la possibilità di tumulazione per coppie di fatto non sia contemplata”, prosegue Grillini. “Il problema è che i registri talvolta si limitano a essere una raccolta di principi con scarsi effetti pratici. E invece proprio con materie come quelle mortuarie, ma anche con questioni legate alla sanità, devono essere riempiti”.

Andando a vedere alcuni comuni in questo è possibile, uno dei casi di concessione di loculi familiari anche alle coppie di fatto risale al 2007 e si è concretizzato nel lecchese, a Cassago Brianza, dove l’allora giunta di centrosinistra ha introdotto la modifica al regolamento cimiteriale mentre infuriava il dibattito sui Dico (diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi), mai riconosciuti dalla legge negli anni a seguire.

E poi è accaduto anche a Rimini, che ha modificato il suo regolamento di polizia mortuaria nel 2008 introducendo, laddove si parla di “diritto d’uso delle sepolture” (articolo 53), il concetto di nucleo familiare anagrafico. Un concetto che si estende a “vincoli affettivi coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso comune”, secondo la definizione che ne dà Ergo, l’Azienda per il diritto agli studi superiori dell’Emilia Romagna.

Lo stesso è stato proposto due anni più tardi in Sardegna, ad Alghero, dove il provvedimento è dato discusso come “ovvio riconoscimento a chi ha deciso di condividere una vita insieme”. Parola del consigliere Valdo Dinolfo, schieramento di centrodestra. Nell’aprile scorso la stessa scelta è stata inoltre effettuata a Golnate Olona, comune della provincia di Varese guidato anche in questo caso da un sindaco di centrodestra, Barbara Bison.

La quale, convivente more uxorio con il suo compagno e madre di un bambino concepito fuori dal matrimonio, aveva dichiarato: “Non vedo per quale ragione una prerogativa di chi è sposato non possa essere estesa a chi si vuole bene, ma non ha contratto matrimonio”. Così, aggiungendo al regolamento comunale solo la parola “convivente”, il diritto è stato esteso sia agli eterosessuali che agli omosessuali.

 

da La Voce di Romagna

Loculi, Brunori smonta il caso "Non esclusa la possibilità del concessionario di essere sepolto col convivente".

Ma l'Idv interviene con Grillini: "Visione della società del tutto ideologica"

CASTEL SAN PIETRO - Dopo il caso sollevato due giorni fa dal consigliere comunale dell'Idv Antonio Lannutti, secondo cui affetti ed amicizie venivano discriminate dal recente regolamento di concessione dei gruppi di loculi familiari, è il sindaco di Castel San Pietro, Sara Brunori, a fare chiarezza, rile :4• endo con attenzione il codice di Polizia mortuaria "L'articolo 41 del regolamento non esclude la possibilità del concessionario di essere sepolto insieme al proprio convivente. (::articolo recita infatti: "La concessione è nominativa, le domande dovranno specificare i nominativi di tutti gli aventi diritto alla sepoltura nel blocco richiesto e avranno diritto alla sepoltura solo le persone indicate nella concessione". Tuttavia - aggiunge - mi rendo conto che l'articolo in questione necessita di una revisione formale che lo renda maggiormente chiaro e al riparo da interpretazioni strumentali': Sul caso è intervenuto anche il consigliere regionale dell'Idv Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay: "L'episodio in se può essere definito come'minore, tuttavia è significativo della persistenza di un modo di vedere la società del tutto ideologico e fuori da ciò che è la vita reale delle persone. Come ci dice I'Istat i conviventi rappresentano ormai un parte consistente della nostra società e in molte parti del Paese i conviventi hanno ormai superato i coniugati. Mentre per le coppie gay com'è noto, è precluso l'accesso al matrimonio, speriamo ancora per poco. Per alcuni, infatti, la famiglia non cambia mai mentre nel mondo moderno sono le persone che scelgono giorno per giorno le proprie relazioni sia affettive che amicali, e sarebbe bene che le istituzioni si limitassero a prendere atto della volontà delle persone stesse.

da Il Secolo XIX

Polemiche a Castel San Pietro e retromarcia del sindaco: «Potranno acquistarle tutti»

La disfida loculi matrimoniale, Tombe "doppie" solo ai coniugi, ma insorgono le coppie di fatto

di MARCO MAROZZI

BOLOGNA. «Amor, ch'a nullo amato amar perdona...» Paolo e Francesca potranno essere sepolti a Castel San Pietro. E anche Achille e Patroclo. Dolce e Gabbana, Cassano e Balotelli, Thelma e Louise, Stanlio e 011io. Tutti quelli che lo vorranno, in coppia, senza distinzione di sesso, religione, razza, vita, morte, storia La cittadina che da Bologna porta verso il mare, nota per le terme e il castrato di agnello, ultima propaggine di Emilia prima della romagnola Imola, ha compiuto una liberalizzazione funeraria non priva di spine. Fra linguaggio burocratico, regolamenti da rivedere e tran tran politico, è montata una polemica sull'esclusione dalle tombe a due delle coppie di fatto. A dare fuoco alle polveri è stata l'Italia dei valori, seguita dall'Arci Gay: hanno denunciato la faccenda. C'è voluto l'intervento del sindaco Sara Brunori, 39 anni, Pd, per raffreddare vivi, morti, morituri. A Castel San Pietro, 20 mila abitanti, ricco polo edilizio, patria di Luisa Ferida, diva dei telefoni bianchi fucilata dai partigiani insieme a Osvaldo Valenti, un bando qualche giorno fa ha aperto le richieste per le «concessioni di gruppi familiari nel cimitero comunale». C'è tempo fino al16luglio per uno dei dieci posti matrimoniali (pardon doppi) nellabatteria 23 del campo-santo, due loculi a gruppo,15 mila euro Iva e lapide comprese. I criteri di assegnazione parlano di «persone congiunte con un residente con rapporto di coniugo o parentela entro il secondo grado». Si può abbracciare la propria amata metà nella tomba solo se sposati o consanguinei? Niente Dico, coppie di fatto nemmeno da defunti? Il segretario cittadino dell'Idv, Antonio Lannutti, ha subito scoperchiato il problema Il suo partito è maggioranza nel paese con il Pd e altre forze, lui benedice la priorità ai residenti Seppellisce il resto. «Le amicizie e gli affetti non dovrebbero mai essere discriminati». Concorda e attacca Franco Grillini, fondatore e leader dell'Arcigay che chiama il suo compagno «mio marito», ex deputato di sinistra, ora consigliere regionale del partito di Di Pietro. «Siamo alla follia. Perché a persone che hanno vissuto insieme non garantire la sepoltura vicini? E una questione puramente politica che in altri Comuni è stata risolta e anzi sembra essere più garantito un diritto post mortem mentre quello in vita è ancora negato». Il regolamento di polizia mortuaria 41 parla di «loculi denominati "gruppi familiari"». Unica eccezione: la tumulazione di cassette o urne cinerarie da sistemare per «giustificati motivi». Niente sui vincoli extra familiari. La sindaca Brunori appena si è accorta del rischio di pianto e stridore di denti è corsa a consultare i regolamenti. Esperienze in aziende private, un inglese che le ha ottenuto l'omaggio delle Iene alla ricerca dell'ignoranza dei politici, ex assessore al bilancio, assicura che il bando «non esclude la possibilità per due conviventi di essere sepolti insieme». La politica però se la prende con il burocratese anche sui morti. «L'articolo della Polizia cimiteriale necessita di una revisione formale che lo renda più chiaro e al riparo da interpretazioni strumentali» dice la signora Brunori. Lannutti si dice «contento», Grillini vigilerà. Castello San Pietro con qualche problema si aggiunge ai pochi Comuni con loculi familiari anche alle coppie di fatto. Nel centrosinistra Cassago Brianza, Lecco, e Rimini Nel centrodestra Alghero e Golnate Olona, Varese, dove Barbara Bison, sindaco con famiglie e figlio senza matrimonio, ha aggiunto al regolamento comunale solo la parola «convivente» e il diritto è stato esteso sia agli eterosessuali che agli omosessuali.

Bene ha fatto il segretario Idv Lannutti del comune di Castel San Pietro a sollevare il caso del bando cimiteriale riservato solo a coppie coniugate o parenti stretti. L'episodio in se può essere definito come "minore" tuttavia è significativo della persistenza di un modo di vedere le persone del tutto ideologico e fuori da ciò che è la vita reale delle persone. Come ci dice l'Istat i conviventi rappresentano ormai un parte consistente della nostra società e in molte parti del paese i conviventi hanno ormai superato i coniugati. Mentre per le coppie gay com'è noto è precluso l'accesso al matrimonio, speriamo ancora per poco.
Per alcuni, infatti, la famiglia non cambia mai e invece nel mondo moderno sono le persone che scelgono giorno per giorno le proprie relazioni sia affettive che amicali e sarebbe bene che le istituzioni si limitassero a prendere atto della volontà delle persone stesse.

Oggi il gruppo regionale Idv durante il question time ha interrogato l’assessore Melucci per avere un quadro esaustivo sul destino della spiaggia Bassona del Lido di Dante, situata nel Comune di Ravenna. Da decenni il turismo naturista si è sviluppato in questa oasi ubicata nel Parco regionale del Delta del Po, generando peraltro un ottimo ritorno economico nel territorio ravennate. L’Attuale Amministrazione comunale non ha, per ora, formalmente autorizzato la destinazione dell’area alla pratica del naturismo, subordinando quest’ultima alla costruzione di servizi igienici  –che, in presenza di volontà politica,  si possono realizzare nel rispetto dell’oasi protetta del Parco regionale del Delta del Po. In sede di Consiglio regionale abbiamo pertanto interrogato la Giunta per sapere cosa intenda fare la Regione al fine di tutelare il turismo naturista nel territorio ravennate. L’assessore Melucci ha confermato che -  a distanza di circa sei anni dalla sua entrata in vigore – la Regione darà attuazione alla legge regionale che tutela e valorizza il turismo naturista definendo i criteri per l'approntamento delle aree ad esso riservate e si attiverà nei confronti del Comune di Ravenna e della forestale al fine di favorire l’individuazione della spiaggia Bassona come area dedicata al naturismo.  Come gruppo Idv, non possiamo che ritenerci soddisfatti della risposta. Ora non ci resta che attendere la piena attuazione della suddetta legge regionale.

Dai tempi di Pasolini Roma era violenta verso le persone omosessuali e transessuali e oggi, purtroppo, continua ad esserlo. È stata per un lungo periodo addirittura la capitale mondiale degli 'omocidi' e ancora adesso si rivela un luogo estremamente pericoloso per le persone Lgbt. È ora di finirla: dobbiamo dirci con chiarezza che l'assenza di una legge specifica, come quella proposta da tempo dall'IdV, contro i reati motivati da orientamento sessuale, rappresenta una sorta di via libera per i violenti di ogni tipo. A Roma si aggiunge poi la violenza di carattere politico, perche' in buona parte delle aggressioni abbiamo visto una sorta di giustificazione ideologica degli aggressori stessi. Esiste nella Capitale, infatti, un sottobosco di organizzazioni neonaziste e clerico-integraliste che alimentano un odio diffuso verso la diversita', con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. E’ bene quindi protestare in modo radicale. Per questo, l'IdV e' vicina alle vittime di tutte le aggressioni e partecipera' alle prossime manifestazioni romane, compresa quella del Pride in programma il prossimo 23 giugno. Tuttavia, sono le istituzioni che devono intervenire con la massima urgenza per garantire campagne contro l'omofobia non episodiche e saltuarie. Occorre un'azione costante d'intervento come suggeriva la circolare ministeriale che chiedeva a tutti gli istituti scolastici un'iniziativa contro l'omofobia.

Proprio mentre Amnesty International dice che "i ritardi e l'ostruzionismo in Italia nell'approvazione della legge contro l'omofobia sono una violazione dello Stato italiano ai diritti dell'uomo", uno dei calciatori più noti, Cassano, pronuncia frasi offensive verso le persone omosessuali. Da tempo andiamo dicendo che il calcio, e un po' tutto lo sport professionista, sono giacimenti di maschilismo e volgare machismo che poi concretamente si traduce in omofobia appunto "da stadio". Lo stesso ct della nazionale Prandelli aveva parlato di omofobia nel calcio come vero e proprio razzismo. Ora Cassano e le sue "esternazioni" (che non sono nemmeno tutto visto che conclude con "se dico quel che penso succede un casino") dovrebbe come minimo scusarsi e magari il ct dovrebbe lasciarlo a casa dai giochi europei. Finche’ non ci saranno provvedimenti esemplari, gli omofobi di ogni risma si sentiranno legittimati a profferire insulti e offese verso gli omosessuali senza remore. La domanda finale quindi è: tutto questo maschilismo, tutta questa omofobia, tutto questo odio verso la diversità fa bene allo sport? Avere dei trucidi milionari che parlano come se stessero al bar fa bene allo sport? Noi diciamo di no, razzismo e omofobia danneggiano l'immagine e la pratica sportiva come non mai perché danno l'impressione di un mondo fatto di aggressività e di violenza verso i diversi prima ancora che di agonismo e amore per l'attività fisica.

Il Pd esplode sui diritti civili

Tuesday, 12 June 2012 14:27 Published in Comunicati Stampa
L'intervento di Fioroni contro il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali dimostra quello che andiamo dicendo da tempo e cioe' che su molti temi programmatici il Pd non riesce a decidere.

Qualche giorno dal grande successo del Pride di Bologna esplode dunque, con tutta evidenza nel Partito democratico, la questione 'diritti civili' che non e' limitata soltanto ai matrimoni gay, ma e' relativa all'intera questione dei diritti della persona come il divorzio breve, il testamento biologico, le leggi sul fine vita e l'inseminazione assistita. Fioroni dice che tutto cio' non rappresenta una priorita' e che questi temi farebbero perdere voti. Dimentica che in Francia Hollande ha appena vinto non solo la presidenza, ma anche il secondo turno elettorale, con una linea assai radicale in materia di diritti civili e che il presidente degli Usa, Obama, incurante dei moniti di Fioroni, si e' appena schierato per l'estensione del matrimonio civile alle persone omosessuali. Fioroni farebbe meglio a dire, e con lui una fetta consistente del Pd, che e' contrario a questi temi senza nascondersi dietro al dito delle 'priorita'. Non e' un caso quindi che l'IdV abbia posto come condizione per un accordo di centrosinistra la questione del programma, sostenendo che i diritti civili non sono affatto secondari.

 

INCONTRO SABATO IN CARCERE 'PER SENSO DI AMICIZIA' (ANSA) - MILANO, 2 GEN - Solidarieta' ed amicizia. E' questo lo spirito con cui sabato scorso Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, si e' recato al carcere di Opera per fare visita a Lele Mora, il talent scout detenuto da piu' di sei mesi che il 30 dicembre scorso ha tentato il suicidio.
Durante l'incontro, durato circa un'ora e mezza, Grillini e il talent scout hanno chiacchierato, scambiando qualche battuta.
A fronte di un rimprovero di Grillini per il gesto compiuto poche ore prima, Mora ha spiegato che si e' trattato di ''un attimo di debolezza'', e gli ha promesso che non lo fara' piu'.
I due si sono poi lasciati con la speranza di un prossimo incontro fuori dal carcere. ''Sono andato per senso di amicizia'', ha sottolineato Grillini. (ANSA).

YNY 02-GEN-12 17:19 NNNN

INCHIESTA MORA: GRILLINI, 'NON TENTERA' PIU' DI SUICIDARSI' (2)

 

(ANSA) - MILANO, 2 GEN - Grillini, attualmente presidente della Commissione politiche economiche della Regione Emilia Romagna, e' stato in passato membro della commissione giustizia ed ha visitato diverse carceri. ''L'ho trovato prostrato - ha sottolineato - ma in discrete condizioni, seppur molto dimagrito''. Sulla perdita di peso, anche Mora per un attimo ha scherzato definendola ''l'unica cosa positiva'' nella vicenda che lo vede coinvolto.
Mora, che ha patteggiato 4 anni e tre mesi di reclusione per bancarotta, ha chiesto nelle scorse settimana al tribunale del riesame di Milano di poter uscire dal carcere e di continuare le detenzione agli arresti domiciliari. Domani i suoi legali, l'avvocato Luca Giuliante e Nicola Avanzi, dovrebbero anche depositare al gup una breve relazione del consulente di parte Giordano Invernizzi che in seguito ad una visita medica avvenuta il 29 dicembre scorso descrive la preoccupazione per lo stato di salute del talent scout.(ANSA).

YNY 02-GEN-12 17:42

 

 

(DIRE) Bologna, 20 dic. - Le tensioni tra Pd e Idv a livello nazionale non saranno replicate in Emilia-Romagna. Ad assicurarlo e' Franco Grillini, consigliere regionale dell'Idv, intervenuto questo pomeriggio in Assemblea legislativa nel corso della discussione sulla relazione di fine anno sull'attivita' della Regione fatta dal governatore Vasco Errani. "Questa discussione avviene nel pieno di una situazione di emergenza- sottolinea Grillini- di una grande paura che ha fatto paventare una crisi dell'Europa innescata da un default dell'Italia. Questa paura ha provocato un cambio al governo del Paese, ma sulla paura e' lecito dubitare che si possa costruire qualcosa di positivo".
Dunque, assicura il dipietrista, "le divergenze che si sono manifestate in Parlamento fra Idv e Pd non vanno certo riprodotte sul piano regionale: qui la maggioranza era e rimane solida, non sono ipotizzabili cambi di maggioranza". Secondo Grillini, inoltre, "grazie alla presidenza Errani, la Conferenza Stato-Regioni potra' giocare un ruolo fondamentale nel delineare una nuova idea di crescita e sviluppo, a partire da una rivoluzione culturale a cui l'Emilia-Romagna deve contribuire".

(ER) CARCERE: GRILLINI E MANDINI (IDV), ALLA DOZZA TROPPI DETENUTI MA BENE I SERVIZI SANITARI

Nell’ambito delle celebrazioni per la giornata mondiale contro l’AIDS l’Italia dei Valori si mobilita per verificare la situazione nelle carceri italiane dei detenuti sieropositivi o malati di Aids, ma anche per monitorare il funzionamento del sistema carcerario. “Questa mattina abbiamo fatto visita al carcere bolognese della Dozza – esordisce il consigliere regionale IDV e Vice Presidente dell’Assemblea Legislativa Sandro Mandini – del quale è nota da tempo la condizione di sovraffollamento, al pari delle altre case circondariali della regione. Al sovraffollamento purtroppo si associa una cronica mancanza di personale: alla Dozza mancano più di 200 unità tra amministrativi e guardie penitenziarie”. “Una delle conseguenze del sovraffollamento – continua il consigliere dipietrista – consiste nell’impossibilità di utilizzare le sale mensa. Per questi motivi i detenuti consumano i pasti forniti nelle loro celle, e questo comporta l’uso di fornelli a gas, che come abbiamo potuto apprendere sono stati la causa della morte di un detenuto nei giorni scorsi”.

“La regionalizzazione ha sicuramente migliorato la situazione del sistema sanitario carcerario – afferma Franco Grillini; in questo momento alla Dozza sono presenti 20 detenuti sieropositivi, sicuramente molti di meno degli anni ’90, e circa 200 tossicodipendenti, che vengono sottoposti a cure di disintossicazione. Abbiamo tuttavia notato una elevata sensibilità rispetto a questo tema così delicato, di sicuro i protocolli sanitari sono molto più accurati di una volta e i detenuti, una volta arrivati al carcere, si dimostrano più disponibili a sottoporsi agli accertamenti sanitari di rito. Allo stesso modo, abbiamo apprezzato l’accuratezza con la quale si forniscono informazioni ai detenuti sulle patologie virali croniche come epatite B e l’HIV”.

“Ci auguriamo che il tema dei tossicodipendenti venga al più presto preso in considerazione dalla nuova Ministra di Grazia e Giustizia. Per questo tipo di i detenuti servono soluzioni alternative al carcere. In quel caso il sovraffollamento scomparirebbe quasi del tutto” ha concluso l’esponente dell’IDV.

Bologna, 7-12-2011

Ufficio Stampa regionale Idv

Il duro attacco della Curia al Comune per l'ok alle associazioni omosessuali

L'OK del Comune a far entrare nella Consulta per la famiglia anche alcune associazioni
omosessuali rappresenta «una grave offesa in primo luogo alla ragione e al buon
senso comune», «alla comunità civica, perché in palese contrasto con l'articolo
29 della Costituzione, e inoltre alla comunità cattolica». È la convinzione
della Curia espressa nell'editoriale non firmato che sarà pubblicato oggi su
Bologna sette, il supplemento domenicale di Avvenire. Da qui il «dovere di
uscirne» riferito appunto alla partecipazione alla Consulta. A SOSTEGNO della
propria tesi, la Curia richiama l'insegnamento ricordato di recente
dall'arcivescovo, cardinale Carlo Caffarra, nella nota dottrinale Matrimonio e
omosessualità' e dalla Congregazione per la dottrina della fede che in una nota
del 24 novembre 2002 sottolineava che «devono essere salvaguardate la tutela e
la promozione della famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra persone di
sesso diverso», e una nota del 3 giugno 2003 per cui «nessuna ideologia può
cancellare dallo spirito umano la certezza secondo la quale esiste matrimonio
soltanto tra due persone di sesso diverso, che per mezzo della reciproca
donazione personale, loro propria ed esclusiva, tendono alla comunione delle
loro persone». DA QUI la conclusione: «I singoli fedeli e le associazioni che
fanno riferimento all'appartenenza ecclesiale hanno il grave dovere, in forza
della coerenza con la fede che professano, di astenersi da qualsiasi forma di
cooperazione volta a promuovere o applicare concezioni della famiglia in palese
contrasto con il magistero cattolico». Di conseguenza «la presenza, in organismi
che nella denominazione si riferiscono alla famiglia costituzionale ma poi
accolgono chi propugna orientamenti diversi, è un messaggio carico di ambiguità
e perciò contrario allo spirito di verità. Il dovere è perciò quello di
uscirne». PER FRANCO Grillini la posizione della Curia «ha tutta l'aria di
essere un ordine di servizio alle associazioni di orientamento cattolico, ovvero
uscire dalla Consulta perché non si deve convivere con gli omosessuali». Il
consigliere regionale Idv, ex presidente Arcigay, critica così l'argomentazione
della diocesi, definendola «agghiacciante». «Dire che la sola presenza o la sola
convivenza con associazioni Lgbt sia di per sé un'offesa a chicchessia significa
tornare indietro di 70 anni alle ideologie più terribili del XX secolo aggiunge
Grillini . In questo modo si mette in discussione la laicità delle istituzioni e
si pretende che Comune, Provincia e Regione siano agli ordini di una confessione
religiosa. È bene quindi dire no, una volta per tutte».

BOLOGNA CRONACA pag. 17 Il Resto del Carlino

Evidentemente Acli &Company hanno deciso di aprire la guerra nucleare minacciando addirittura ricorcosi e diffide legali qualora, udite udite, ci si azzardi a fare a Bologna quello che si sta facendo in mezza Italia ovvero fare le Consulta familiari a partire dalle famiglie anagrafiche cioè includendo tutte le associazioni familiari in questi organismi.

A parte il fatto che vorremmo sapere cosa c’azzeccano le Acli con le famiglie visto che sono un’organizzazione di lavoratori dipendenti, allora perché la CGIL non potrebbe chiedere di far parte della Consulta?

Si accampano presunte questioni regolamentari, bene allora si cambino i regolamenti che sono di pertinenza del Consiglio Comunale e non della giunta

In realtà la famiglia in questa querelle c’entra ben poco perché le 10 organizzazioni che minacciano la guerra nucleare in realtà sono diretta emanazione della Curia e vorrebbero che la Consulta fosse un organismo religioso. Questa vicenda infatti dimostra come quant’altre mai che i fanatici clericali vogliono discriminare ed escludere tutto ciò che non rientra nelle ristrette formulette del bigottismo discriminatorio.  Si vuole in sostanza strumentalizzare la vicenda della Consulta, con un regolamento incautamente votato da tutti centrosinistra compreso, nel 2008, per imporre alla società bolognese, che è laica e inclusiva, le famose direttive vaticane “non negoziabili” con effetti di brutale negazione dei diritti di una buona fetta, forse maggioritaria, della cittadinanza.

Si parla poi di “congelamento” della Consulta che, essendo in autunno inoltrato, mi sembra una metafora poco felice….

Franco Grillini
Consigliere regionale Idv


(ER) COMUNE BOLOGNA. ARRIVA DIFFIDA: NO GAY IN CONSULTA FAMIGLIA
 
 
ACLI E ALTRE 9 ASSOCIAZIONI: PRONTI A RICORRERE A VIE LEGALI

(DIRE) Bologna, 28 nov. - Dieci associazioni della Consulta della famiglia (su 18 che ne fanno parte) diffidano il Comune di Bologna dall'ammettere le due associazioni collegate alla mondo gay, Agedo e Famiglie arcobaleno, all'interno dell'organismo.
L'atto, indirizzato alla presidente del Consiglio comunale Simona Lembi e al presidente della commissione Politiche sociali Pasquale Caviano, e' stato consegnato questa mattina del presidente delle Acli Francesco Murri. Le altre firme sono quelle del Servizio accoglienza vita, di Sidef, di Famiglie nuove Movimento dei focolari, di Famiglie per l'accoglienza, del centro Dore, di Club Punto g, dell'Mcl provinciale, del circolo Mcl Pastore e del centro internazionale di economia sociale. La tesi e' che la Consulta della Famiglia e' gia' formalmente insediata e pertanto "dovra' essa stessa provvedere alla valutazione di ammissione o esclusione" di nuove associazioni.
Alla prima seduta, si legge nella lettera, "dovranno partecipare esclusivamente i soggetti che gia' ne facevano parte eleggendo al loro interno il presidente e solo successivamente la Consulta cosi' come presieduta- si legge nella diffida- dovra' prevedere sulle nuove domande di ammissione". Se cosi' non sara' "si avverte che si adiranno le vie legali in ogni sede". Una guerra in piena regola. "A fronte di diversi pareri legali- ha annunciato questa mattina su Radio Tau lo stesso Murru- diffidiamo il Comune dal voler proseguire in questa forzatura tecnica. Attendiamo di vedere se ci sara' un rinvio dell'assemblea convocata per domani pomeriggio". 
 
 Ma le Acli, che hanno gia' minacciato l'abbandono della Consulta, vogliono anche una risposta politica dal sindaco Virginio Merola, che finora ha precisato che la partita non riguarda lui ma il Consiglio comunale. "Pregherei il sindaco di non fare come Ponzio Pilato", gli manda a dire Murru.
"Mi aspetto una risposta politica dal sindaco- dice Murru- perche' la forzatura tecnica e' avvenuta su una spinta ideologica posta in essere da un assessore della sua giunta, Amelia Frascaroli, che si presento' con questa impostazione di accoglienza del Comune scavalcando la Consulta".

(Bil/ Dire) 12:54 28-11-11

(ER) COMUNE BOLOGNA. CONSULTA FAMIGLIA, NUOVI INGRESSI CONGELATI
 
 
MEROLA: PAUSA DI RIFLESSIONE; FRASCAROLI: SBAGLIATO BUTTAR FUORI

(DIRE) Bologna, 28 nov. - Svolta clamorosa nella vicenda della Consulta della famiglia, che domani avrebbe dovuto riunirsi per mettere la parola fine sull'ingresso di due associazioni della galassia gay, Agedo e Famiglie arcobaleno. Il presidente della commissione Politiche sociali, Pasquale Caviano (Idv), ha deciso di rinviare la riunione "a data da destinarsi". E' lo stesso dipietrista ad annunciarlo, a margine della seduta del Consiglio comunale. "Visto che e' giunta la richiesta di un'altra associazione, il Tavolo delle donne sulla violenza e la sicurezza, mi vedo costretto a rinviare la seduta di domani pomeriggio in attesa che gli uffici valutino se puo' entrare". Di fatto, una (potenzialmente) enorme grana viene allontanata dall'orbita della maggioranza di centrosinistra. Tanto che il sindaco Virginio Merola applaude la decisione del consigliere comunale. "Ha fatto bene il presidente Caviano a prendere questo provvedimento. E' opportuna una riflessione, credo che Caviano abbia ben interpretato l'esigenza di fermarsi un attimo a riflettere".
Ma di riflettere non sente il bisogno l'assessore al Welfare, Amelia Frascaroli, che ribadisce le proprie convinzioni in materia. "Il Comune deve essere un po' come la mamma, non butta fuori nessuno", scandisce a stretto giro di posta. Proprio nel giorno in cui piu' tesi sono stati i rapporti tra il sindaco (e il Pd) e il gruppo di riferimento di Frascaroli a Palazzo D'Accursio. "Un'istituzione- sottolinea l'assessore- deve essere capace di tenere dentro tutte le voci possibili, senza discriminazioni e senza veti. Non ne faccio una questione di regolamento, ma di principio. Per fortuna abbiamo spazi di dialogo. Se buttiamo fuori la gente prima di dialogare...".(SEGUE)

(Bil/ Dire) 17:01 28-11-11

(DIRE) Bologna, 22 nov. - La Regione e' pronta a mettere in campo
gli ammortizzatori sociali straordinari per i lavoratori della
Pansac. Nel frattempo, ci sarebbero dei compratori interessati a
rilevare l'attivita'. Lo annuncia questa mattina in Assemblea
legislativa il sottosegretario alla presidenza, Alfredo Bertelli,
in risposta a una domanda di attualita' del consigliere regionale
dell'Idv, Franco Grillini, sulla situazione dell'azienda
ravennate. "La Regione e' solidale con i lavoratori, senza
stipendio da ottobre, che fino a ieri erano in presidio per
evitare lo svuotamento del magazzino e l'asportazione dei
macchinari- spiega Bertelli- e siamo anche a disposizione di
Comune e Provincia di Ravenna per cercare un nuovo acquirente".
Anche perche', afferma il sottosegretario, "ci sono dei soggetti
imprenditoriali interessati a rilevare l'attivita'". Nel
frattempo, aggiunge Bertelli, "siamo pronti a muoverci per la
cassa integrazione straordinaria".
Della vertenza Pansac si sta occupando il ministero dello
Sviluppo economico ed e' previsto un nuovo incontro il prossimo
29 novembre, dopo quello della settimana scorsa in cui i vertici
dell'azienda hanno ammesso l'esistenza di gravi difficolta'
finanziarie a causa della non disponibilita' da parte delle
banche a sostenere le linee di credito. L'azienda ha deciso il
fermo della produzione in attesa del nuovo incontro al ministero.

(DIRE) Roma, 19 nov. - Una lettera-appello al presidente del consiglio Mario Monti nella quale si chiede di considerare tra i temi dell' emergenza italiana anche il fronte dei diritti civili e in particolare una regolamentazione normativa delle coppie di fatto e il matrimonio gay. La firmano numerose associazioni impegnate nella tutela dei diritti: Associazione Radicale Certi Diritti, Associazione Luca Coscioni, Arcigay, Associazione Divorzio Breve, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno, Associazione GayLib, Agedo, GayNet, Fondazione Massimo Consoli, Associazione 'NuovaProposta, donne e uomini omosessuali cristiani', Gaynews.it.
Chiedono di intervenire sul tema della Riforma del diritto di famiglia, sulla base di una proposta che ha visto coinvolte negli ultimi anni, per la sua preparazione, giuristi, esperti e associazioni italiane, poi pubblicata nel libro 'Amore Civile' e depositata in Parlamento come proposta di legge.
Allegati alla lettera sono stati inviati al Presidente del Consiglio il libro 'Amore civile - dal Diritto della tradizione al Diritto della ragione' curato dai giuristi Bruno de Filippis e Francesco Bilotta e il testo della proposta di legge n. 3607 'Norme Modifiche al codice civile in materia di testamento biologico, di disciplina del diritto di famiglia e della fecondazione assistita, al codice penale in materia di omicidio del consenziente e di atti di violenza o di persecuzione psicologica all'interno della famiglia, nonche' al codice di procedura civile in materia di disciplina della domanda di divorzio (presentata il 6 luglio 2010, prima firmataria la deputata Radicale Rita Bernardini).
Di seguito il testo integrale della lettera:"Signor Presidente del Consiglio, il Governo al quale lei sta lavorando avra' un compito immenso, e urgente, per il nostro Paese: riportare l'Italia agli standard sociali, culturali e normativi, non solo economici, comuni ai paesi dell'Unione Europea. Come Lei ben sapra' la Strategia 2020 adottata nel giugno 2010 dal Consiglio Europeo ha fissato nell'interdipendenza tra politiche di sviluppo e politiche per l'inclusione sociale uno dei cardini delle strategie di sviluppo europeo, individuando tra gli interventi prioritari della Piattaforma contro l'emarginazione la lotta contro le discriminazioni".


"Operare contro ogni forma di discriminazione, quindi, non e' solo obiettivo di giustizia e di uguaglianza, ma condizione per lo sviluppo. Tradurre questi principi in interventi normativi e politiche specifiche- scrivono le associazioni firmatarie al presidente del consiglio Mario Monti- e' un compito arduo per chi si accinge ad operare in un Paese, come il nostro, ove il velo dell'ideologia nasconde una realta' in trasformazione al pari con il resto dell'Europa".
In particolare "riteniamo che negli ultimi anni il pregiudizio ideologico di una parte della nostra classe dirigente si sia accanito contro le famiglie, in particolare contro la responsabilita' e la liberta' su cui si sono costruite nuove forme di famiglia in Italia al pari che nel resto dell'Europa. Le segnaliamo quindi, un progetto integrato e completo di Riforma del Diritto di famiglia che comprende specifici progetti di intervento su: la regolamentazione delle coppie di fatto; la separazione, la mediazione familiare; il divorzio breve; il matrimonio tra persone dello stesso sesso; le norme sulla procreazione e sulla genitorialita' responsabile; la norme in materia di filiazione legittima e naturale; nuove norme contro la violenza ed i maltrattamenti in famiglia".
La lettera si conclude: "Noi siamo convinti che l'Italia ha bisogno urgentemente di un intervento normativo, e crediamo che il Suo Governo possa e debba contribuire a colmare il divario tra noi e il resto dell'Europa su queste materie".

(Rai/ Dire) 13:31 19-11-11

Possiamo dire che nel nuovo governo entra anche un po’ di Bologna con il nuovo ministro degli interni Anna Maria Cancellieri, che è stata commissario al Comune per più di un anno.

Sappiamo essere persona capace e integerrima. Personalmente l’ho conosciuta in occasione del Pride di Genova quando era prefetto in quella città e svolse un ruolo positivo per l’organizzazione di quella manifestazione.
Anche da Commissario del Comune di Bologna ha svolto il suo compito al di sopra delle parti senza schierarsi o persino candidarsi nonostante la popolarità  che si era conquistata nel suo mandato di gestione del governo cittadino.

Auguri quindi al nuovo ministro, nell’interesse del paese, in questo momento drammatico di crisi economica i istituzionale.

Franco Grillini
Consigliere regionale Idv Emilia Romagna

(ANSA) - BOLOGNA, 13 NOV - ''La Consulta non e' un organo religioso ma istituzionale''. Lo sottolinea Franco Grillini, Consigliere regionale Idv, replicando a Bologna 7.
''Bologna 7, inserto domenicale dell'Avvenire, quotidiano dei vescovi intaliani - ricorda Grillini -, si schiera contro l'ingresso nella consulta per le famiglie del Comune di Bologna delle associazioni familiari che si occupano di diritti lgbt. Si parla di buon senso, di 'legge naturale' (di cui peraltro ci manca un codice scritto, ci potreste dire dove ne troviamo una copia?), di opinione comune su matrimonio e famiglia. Che poi la grande maggioranza dei bolognesi (visti anche i risultati delle elezioni) sia di orientamento laico e pensi che la famiglia sia quella costituita da due persone che stanno assieme indipendentemente dal loro sesso o dalla celebrazione di un rito, sembra non preoccupare piu di tanto l'editorialista.
Vorremmo dire sommessamente all'Avvenire che la Consulta del Comune di Bologna non e' un organismo religioso e non puo' esprimere soltanto l'idea religiosa della famiglia e delle famiglie, ma un organismo istituzionale che deve rappresentare tutti gli interessi della citta' e la sua composizione sociale e culturale''.
''La curia non condivide? - aggiunge - Pazienza, ma non si puo' dire che se la si pensa in un altro modo si e' contro natura, contro il senso comune, contro il buon senso, contro la presunta legge naturale. Per favore: uno sforzo di creativita', di novita'. Basta con la solita tiritera della legge naturale che non ha nulla a che vedere con le leggi dello Stato.
In ogni caso e' bene sapere che a Ferrara e in diverse altre citta' le associaizoni lgbt fanno parte da tempo della Consulta e che cio' accadra' tra breve anche in molte amministrazioni dove si e' votato di recente. Sarebbe veramente bizzarro che solo a Bologna non ci fosse la possibilita' di un'ampia rappresentanza delle organizzazioni familiari nella Consulta''.
(ANSA).

BS 13-NOV-11 18:33

ASSOCIAZIONI CATTOLICHE SIANO COERENTI CON VALORI RIFERIMENTO

(ANSA) - BOLOGNA, 13 NOV - Nella vicenda della Consulta delle associazioni familiari di Bologna, ''c'e' un problema di coerenza''. E' quanto si legge su 'Bologna Sette', inserto domenicale di 'Avvenire', quotidiano che fa capo alla Cei, in merito all'ingresso nella stessa Consulta di due associazioni - 'Famiglie Arcobaleno' e 'Agedo' - vicine alla realta' gay.
''Al di la' del percorso formale richiesto dalle procedure'' per l'ingresso delle due associazioni nella Consulta, percorso ''nel quale non entriamo ma a nostro avviso piuttosto tortuoso - si legge - ci pare ora debba prevalere quel buon senso comune che e' patrimonio della gente comune, della nostra gente. La quale - viene osservato - sa benissimo che cosa e' matrimonio e che cosa e' famiglia, perche a dirglielo e' la stessa legge naturale, cioe' quella legge che e' connaturata alla persona umana''.
A giudizio dell'inserto del quotidiano curato dal centro servizi generali dell'Arcidiocesi di Bologna, ''e' questa fiducia nel patrimonio di buon senso naturale e comune che ancora connota la nostra societa' a farci sperare, qui poi a maggior ragione, che le numerose associazioni cattoliche che gia' fanno parte della Consulta agiscano sempre ma specialmente nei momenti decisivi della loro identita' - si legge ancora - in coerenza con i loro valori di riferimento. In argomento - conclude l'articolo - ricordiamo che questi sono magistralmente riassunti nella nota dottrinale 'Matrimonio e unioni omosessuali' del nostro cardinale arcivescovo''.
Dopo il sostanziale nulla osta alla segreteria generale di Palazzo d'Accursio all'ingresso nella Consulta delle due associazioni vicine al mondo omosessuale (la sola ipotesi di un loro ingresso, lo scorso ottobre, aveva scatenato polemiche tra le diverse parti politiche) e' emersa nelle scorse ore, secondo indiscrezioni di stampa, la possibilita' da parte delle associazioni cattoliche di uscire dall'organismo.(ANSA).

 

Il Resto del Carlino

BOLOGNA CRONACA pag. 4
Consulta, monito di Avvenire: «Ora prevalga il buon senso»
GAY E FAMIGLIE EDITORIALE SU «BOLOGNA SETTE»
NELLA VICENDA della Consulta delle famiglie del Comune «c'è un problema di coerenza». Lo afferma Bologna Sette, inserto domenicale di Avvenire, quotidiano dei vescovi della Cei, in merito all'ingresso nella stessa Consulta di due associazioni gay: Famiglie Arcobaleno' (genitori omosessuali) e Agedo' (genitori con figli gay). «Al di là del percorso formale richiesto dalle procedure» per l'ingresso delle due associazioni nella Consulta», si legge, «ci pare debba prevalere quel buon senso comune che è patrimonio della gente comune, della nostra gente». La quale, scrive ancora Bologna Sette, «sa benissimo cosa è matrimonio e cosa è famiglia, perché a dirglielo è la stessa legge naturale, cioè quella legge connaturata alla persona umana». A giudizio del quotidiano dell'Arcidiocesi, «è questa fiducia nel patrimonio di buon senso naturale e comune che ancora connota la nostra società a farci sperare, qui poi a maggior ragione, che le numerose associazioni cattoliche che già fanno parte della Consulta agiscano sempre, specie nei momenti decisivi della loro identità, in coerenza con i loro valori di riferimento». Valori che «sono magistralmente riassunti nella nota dottrinale Matrimonio e unioni omosessuali' del nostro cardinale arcivescovo» Carlo Caffarra. DOPO il sostanziale nulla osta alla segreteria generale di Palazzo d'Accursio all'ingresso nella Consulta delle due associazioni vicine al mondo omosessuale (la sola ipotesi di un loro ingresso, lo scorso ottobre, aveva scatenato polemiche tra le diverse parti politiche) è emersa nelle scorse ore, secondo quanto dichiarato da Francesco Murru, presidente delle Acli, la possibilità da parte delle associazioni cattoliche di uscire dall'organismo. La replica a Bologna Sette viene da Franco Grillini, consigliere regionale Idv: «Vorremmo dire sommessamente che la Consulta non è un organismo religioso e non può esprimere solo l'idea religiosa della famiglia e delle famiglie, ma un organismo istituzionale che deve rappresentare tutti gli interessi della città La Curia non condivide? Pazienza».

Roma, 10 nov. (TMNews) - "Una battuta, sicuramente infelice, quella del presidente Antonio Di Pietro, durante una trasmissione televisiva, sta sollevando un inutile vespaio, perché l`impegno dell`Italia dei Valori, sul terreno dei diritti civili e delle libertà individuali, è fuori discussione". Lo ha affermato Franco Grillini, responsabile del dipartimento diritti civili e associazionismo dell`Italia dei Valori.

"Prova ne è il fatto che è stata l`IdV a volere la ricalendarizzazione della legge Mancino contro l`omofobia in Commissione giustizia - ha aggiuntoGrillini - dove attualmente è in discussione. Ed é sempre il presidente Di Pietro il primo firmatario della legge sui patti civili di solidarietà. Questo impegno mi è stato ribadito direttamente da Di Pietro nel corso di un colloquio telefonico di chiarimento durante il quale mi ha spiegato che è `profondamente dispiaciuto per l`equivoco, assolutamente involontario, prodotto dalla concitazione nel corso della discussione televisiva e si scusa con la comunità LGBT. Ha ribadito inoltre di voler incontrare al più presto l`Arcigay", ha concluso Grillini.

GOVERNO: DI PIETRO, CHIEDO SCUSA A COMUNITA' LESBICHE E GAY

 

(V. GOVERNO: GAY CENTER, SU GAY DI PIETRO... DELLE 13,52) (ANSA) - ROMA, 10 NOV - ''Chiedo profondamente scusa alla comunita' Lgbt (lesbiche, GAY, bisex e transgender, ndr). La mia e' stata una battuta assolutamente infelice ma involontaria.
Ribadiamo tutto il nostro impegno nel campo della lotta per i diritti civili e le liberta' individuali e proseguiremo la nostra battaglia in Parlamento in tal senso''. Cosi' il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che conclude: ''E' mia intenzione incontrare l'Arcigay al piu' presto''. (ANSA).

CSS 10-NOV-11 15:08


CORRIERE DELLA SERA - CORRIERE DELLA SERA
sezione: Primo Piano data: 11/11/2011 - pag: 13
«Come nozze tra uomini» E i gay protestano

ROMA Le dichiarazioni in tv vengono fuori «alla Di Pietro», scherzose. Ma i gay di tutta Italia non ci trovano nulla da ridere. Ha cominciato a Porta a Porta, Antonio Di Pietro, per scagliarsi contro l'accordo Pd-Pdl sul governo a guida Monti: «È come un matrimonio fra uomini». Poi ieri mattina a Canale 5 ha rincarato la dose. «Si accorgeranno che non possono stare insieme perché due maschi in camera da letto non fanno figli». I gay si sono scatenati. Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, per primo, seguito dal presidente dell'Arcy Gay Paolo Patanè, Fabrizio Marrazzo del Gay Center, e da una lunga scia di improperi in Rete. Persino Franco Grillini, che è fondatore dell'Arci Gay e che ora milita nell'Idv, ha definito «infelici» le parole del suo leader. Che alla fine ha chiesto scusa, con una nota articolata diretta a tutta la comunità Lgbt lesbiche, gay, bisex e transgender: «La mia è stata una battuta assolutamente infelice ma involontaria. Ribadiamo tutto il nostro impegno nel campo della lotta per i diritti civili e le libertà individuali». Parole che fanno tirare un sospiro di sollievo a Paola Concia, pd, unica omosessuale dichiarata nelle file del Parlamento.

Kit illegali per test MTS dalla Cina

Sunday, 06 November 2011 14:23 Published in Rassegna stampa
COMUNICATO STAMPA
Kit illegali per test HIV, infezioni a trasmissione sessuale, compresa l'epatite, la gonorrea, clamidia e sifilide importati dalla Cina sono in vendita su Internet senza controlli.
Potrebbero dare la diagnosi errata.
Kit illegali per test HIV in vendita online, potrebbero dare una diagnosi errata. Importati dalla Cina sono sprovvisti del necessario marchio di qualità CE. I siti web hanno messo in vendita anche dispositivi medici di prova non compatibili con altre infezioni a trasmissione sessuale, compreso l'epatite, la gonorrea, clamidia e sifilide.
In questi giorni quasi 500 persone hanno già acquistato il kit, che consentono agli utenti di verificare da soli nelle proprie abitazioni l’eventuale infezione.
Alcuni dei kit sono stati recapitati senza nessuna istruzione, mentre altri erano con etichette ambigue o insufficienti.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, informa le persone che hanno acquistato il kit, che essi non rispondono alle linee guida del Ministero della Salute così come anche ha allertato l’Agenzia Inglese per la Protezione della Salute (HPA).
L'inglese MHRA ( Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency ) ha comunicato che durante l'indagine per risalire ai siti web di vendita dei dispositivi illegali, hanno scoperto che nel frattempo che vi erano state delle vendite record.
L’agenzia MHRA nel suo comunicato consiglia gli acquirenti di verificare che qualsiasi Kit acquistato dai siti internet sia marcato con la sigla CE che dovrebbe indicare la conformità con la normativa europea. Potrebbero, infatti, essere in vendita online un numero di kit auto-test che non sarebbero compatibili con la normativa pertinente e per tale motivo si sconsigliano le persone a considerare internet come un mezzo per effettuare test per restare anonimi.
Questi kit possono essere inaffidabili; c'è un rischio significativo in quanto potrebbero fornire all'utente un risultato falso.
I soggetti a rischio dovrebbero contattare le associazioni di settore, gli specialisti e gli ospedali, dove possono ricevere la giusta assistenza  per tutte le malattie sessualmente trasmissibili, tra cui l'HIV.
Lecce,  28 ottobre 2011
Giovanni D’AGATA

Incontri sul programma triennale Attività Produttive della Regione E-R Venerdì 28 Ottobre 2011 10:40 Notizie - Emilia Romagna     (Sesto Potere) - Bologna - 28 ottobre 2011 - Prosegue il ciclo di incontri sul Programma triennale attività produttive 2011-2013. Venerdì 28 ottobre, alle ore 9 è in programma un convegno sul tema "Regione Emilia-Romagna: le politiche per l'innovazione" nello spazio dedicato della Regione ER, Terza Torre, Viale della Fiera 6 a Bologna. Ad aprire la giornata sarà Franco Grillini, presidente Commissione Politiche economiche Regione Emilia-Romagna. Di seguito, la presentazione dei lavori affidata a Morena Diazzi, Direttore generale Attività Produttive, Commercio, Turismo Regione Emilia-Romagna. Dopo una serie di approfondimenti tematici su strumenti a supporto dell'innovazione, reti d'impresa, Ict e politiche Ue, affidate ad esperti, è prevista la tavola rotonda a cui parteciperà, tra gli altri, Ugo Girardi, segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna. Le conclusioni, alle ore 12.45, di Gian Carlo Muzzarelli, assessore alle Attività Produttive Regione Emilia-Romagna. Il ciclo di incontri sul Programma Triennale delle Attività Produttive e nuovo PRRIITT è composto da convegni e seminari di approfondimento tematico che proseguiranno sino alla fine del 2011. Oltre ai convegni e seminari, sono programmati alcuni specifici workshop tecnici sulle principali filiere produttive della regione, questi ultimi concepiti come vero e proprio momento di ascolto "open", aperti a tutti i protagonisti di ciascun settore. A tutti i momenti di incontro saranno presenti gli esperti di Nomisma e Prometeia. In allegato l'invito ed il programma dettagliato dei lavori del 28 ottobre. Sul sito dedicato, aggiornamenti, documentazione e news www.imprese.regione.emilia-romagna.it .

THE ITALIAN MISS ALTERNATIVE 2011 “MARRONE MAI.”

Wednesday, 26 October 2011 12:49 Published in Rassegna stampa
il Cassero - gay lesbian center presenta:
THE ITALIAN MISS ALTERNATIVE 2011 - “MARRONE MAI.”
18^ edizione del concorso di bellezza riservato a giovanotti e signorine coi tacchi alti quanto le mutande.
L’irriverenza e la creatività di questo concorso benefit hanno raggiunto la maggiore età. Diciotto anni di presenza in città di uno spettacolo ideato nel 1994 da Stefano Casagrande, attivista del movimento lgbt cui la città ha intitolato un giardino nei pressi del palasport di piazza Azzarita. Uno show che negli anni ha visto la partecipazione di numerosi personaggi del mondo della politica, dello spettacolo e della cultura. Un’epopea che molto spesso è diventata oggetto di studio di tesi di laurea e di saggistica varia che ne hanno analizzato ogni possibile aspetto. Torna anche quest’anno. Nella cornice dell’Estragon, che fu la stessa dell’edizione del BolognaPride 2008. E anche quest’anno un esercito di improbabili modelle è pronto a sfoggiare i ritrovati in fatto di haute couture del riciclaggio. Impavide, pericolose, pronte a tutto, armate di sparapunti e colle industriali, le nostre protagoniste sono più vicine all’artigianato specializzato che all’effimero mondo della moda. Chiamate a prendersela con un colore, assisteremo basiti a terrificanti off topic, deliziosi nonsense e squilibrate interpretazioni. Marrone mai. Questo il titolo dell’edizione. Ce la siamo presa con tutti i luoghi comuni dello show business, dal circo alle fiabe, dagli atelier al mondo dell’arte, abbiamo provocato catarsi e incubi svolgendo temi che spaziavano dalla psicanalisi all’horror. E’ il momento della verità: va bene tutto, tranne il marrone. Un colore triste, scialbo, poco appariscente, depresso, bacchettone, antico. Un colore che fa storia senza aver dato spettacolo. Ebbene, è il momento di immolarlo.Dopo la scorsa edizione tenutasi in PDopo la scorsa edizione tenutasi in Palazzo Re Enzo e dedicata al lusso, questo sarà l’anno del popular. Così come popolare sarà la giuria. Presieduta da Filippo Nardi, noto showman, presentatore e deejay, verrà composta in sala coinvolgendo il pubblico presente. Come ogni anno le associazioni beneficiarie hanno formulato una mini camapagna di sensibilizzazione sul tema della prevenzione da HIV/AIDS. E distribuiranno al pubblico un gadget che conterrà preziosi consigli della nonna. Anche in dialetto bolognese. Oltre alle modelle della Maison du Casserau, calcheranno la passerella alcuni artisti che proporranno canzoni, balli, monologhi e manifesti, tutti rigorosamente militanti. Minerva Lowenthal si cimenta con una versione accappella di “Fischia il vento”, Gaeta Jones propone il monologo napoletano di una prostituta alle prese con la sua rubrica di contatti, Maurizio Cecconi presenta il decalogo della laicità, Evira Lords rievoca le atmosfere anni ‘90 quando la moda creava ancora dei mostri: le modelle. Lo spettacolo è condotto da Agònia.
Lo spettacolo quest’anno inaugura la settimana del festival Gender Bender.
Organizzazione Bruno Pompa
Ottimizzazione Matteo Cavalieri
Cerimoniere Matteo Giorgi
Per informazioni e press kit completo di immagini contattare This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it
CASSERO GAY LESBIAN CENTER via Don Minzoni 18 Bologna tel 051 0957200
I giornalisti che desiderano assistere all’evento saranno nostri graditi ospiti.
GIOVEDI’ 27 OTTOBRE 2011 ORE 22:00 presso ESTRAGON, PARCO NORD, BOLOGNA
ingresso 10 euro
potrona numerata 15 euro
(prevendite al Cassero nei pomeriggi feriali e tutte le sere)
Benefit:
CASSERO SALUTE
INIZIATIVA DONNE AIDS
MOVIMENTO IDENTITA’ TRANSESSUALI

Mancava solo Giovanardi nella discussione sulla Consulta per le famiglie del comune di Bologna ed ecco puntuale il suo intervento per dire che la maggioranza dei gay a suo avviso non vorrebbe entrare nella Consulta stessa. Da dove vengano queste convinzioni quantomeno bizzarre il sottosegretario non lo dice. Anche perchè è del tutto infondata. Sono secoli che andiamo dicendo che quella omosessuale è una famiglia come le altre e che deve avere gli stessi diritti compreso quello della rappresentanza nelle consulte.
Fa scompisciare dal ridere poi l'accusa di ideologismo rivolta al movimento lgbt da un sottosegretario che ha dedicato la sua vita alla battaglia ideologica contro qualsiasi diritto civile di questo mondo.
Vorremmo informare Giovanardi, ed anche i clericali di casa nostra, che l'associazionismo omosessuale e l'associazionismo familiare laico è già presente in numeroso Consulte in altrettante numerose città come Ferrara e non si capisce bene in base a cosa proprio a Bologna si dovrebbe escludere l'associazionismo familiare lgbt dalla Consulta.

In realtà sul termine famiglia c'è un malinteso, quello sì ideologico, che dura da tempo e cioè che famiglia e consulte siano terreno di caccia solo delle organizzazioni religiose in generale e cattoliche integraliste in particolare. Qualcuno dovrà rassegnarsi al fatto che non esiste un monopolio clericale della famiglia ma che stanno nascendo e si stanno consolidando i "concorrenti" laici di questo settore di cui nessuno può pretendere l'esclusiva.

Franco Grillini
Consigliere regionale Idv
Presidente di gaynet

 

 

 

GAY: GIOVANARDI, SU CONSULTA BOLOGNA BATTAGLIA IDEOLOGICA


(ANSA) - BOLOGNA, 22 OTT - Le polemiche in corso a Bologna sull'eventuale partecipazione di alcune associazioni omosessuali alla Consulta per la famiglia sono il frutto di ''una battaglia ideologica''. Ne e' convinto Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla famiglia, che ne ha parlato a Bologna a margine di un convegno di Confabitare. ''L'articolo 3 della Costituzione - ha spiegato Giovanardi - pone tutti sullo stesso piano ed e' giustissimo. Io continuo a dire che le persone, qualunque orientamento sessuale abbiano debbano essere trattate in maniera uguale, debbano avere pari diritti sul luogo di lavoro, senza nessuna discriminazione.
Questa battaglia - ha aggiunto, riferendosi alla Consulta bolognese - e' di una minoranza del mondo gay, che non rappresenta la maggioranza dei gay e trasforma tutto in una battaglia ideologica''. Non si tratta, per Giovanardi, di una battaglia come quella ''per la non discriminazione''. Ma di una simile a quelle, per esempio, ''sull'accesso al matrimonio che diventa una battaglia ideologica, perche' bisognerebbe cambiare la Costituzione''.
Il sottosegretario ha raccontato infine, di aver sentito, qualche giorno fa, ''una proposta intelligente da parte dei notai italiani: hanno detto di essere a disposizione - ha proseguito - per i problemi successori, collegati a persone che vivono assieme''. Problemi che ''possono benissimo essere risolti attraverso contratti privatistici senza imbarcarsi in questa battaglia che mi sembra ideologica''.(ANSA).

Y9C-MR/TER 22-OTT-11 10:57

 

BUGANI: E ALLORA FESTA PER NOZZE LO GIUDICE ERA SOLO MARKETING
(DIRE) Bologna, 20 ott. - "Siamo alle solite: anche sui matrimoni gay, sulle coppie di fatto, sulle pari opportunita', sulle associazioni da inserire in consulta, cosi' come su tutti gli altri temi del nostro tempo, il Pd ha mille anime e mille idee diverse al suo interno che non fanno altro che confondere i loro elettori". Lo rileva il capogruppo del Movimento 5 stelle a Palazzo D'Accursio, Massimo Bugani, commentando la presa di distanza dei consiglieri democratici di area cattolica dal capogruppo Sergio Lo Giudice sull'apertura della Consulta delle famiglie a due associazioni vicine al mondo gay.
"Avevo apprezzato molto il valore simbolico e l'impatto mediatico che il Pd aveva voluto dare al matrimonio di Sergio Lo Giudice avvenuto questa estate. Avevo apprezzato la presenza del sindaco alla festa organizzata a Bologna in onore del capogruppo Lo Giudice al suo rientro da Oslo dove era andato a sposarsi": per Bugani era "un segnale forte, l'inizio di un nuovo corso volto al pieno riconoscimento del valore dei sentimenti umani senza valutazioni sui generi, i colori e gli atteggiamenti". Ma ora che alcuni eletti prendono le distanze dal loro capogruppo, "e' evidente che quella era stata esclusivamente un'operazione di marketing, un fumo con pochissimo arrosto, un tentativo di dare freschezza e modernita' ad un partito che stenta a trovare un'identita'".
(DIRE) Roma, 20 ott. - "Non e' la prima volta che Berlusconi cita, a sproposito, la questione omosessuale, dicendo che l'unica accusa che gli manca e' quella di essere gay. Vorremmo chiarire al presidente del Consiglio che l'essere gay non puo' essere considerata un'accusa". Lo dice il responsabile diritti civili e associazionismo dell'Italia dei Valori, Franco Grillini.
Piuttosto, prosegue, "un po' di omosessualita' la consiglieremo volentieri a Berlusconi, in modo da limitare il suo inveterato maschilismo, che peraltro e' alla base di molti suoi guai. Anziche' scherzarci sopra malamente il presidente del Consiglio farebbe bene a dire di si' alle principali rivendicazioni del movimento LGBT, perche' proprio grazie a lui e al suo partito l'Italia e' uno dei pochissimi Paesi occidentali a non riconoscere i diritti omosessuali".
(ASCA) - Firenze, 19 ott - ''Vorrei capire quanta indignazione ha suscitato la candidatura del figlio di Di Pietro in Molise, spostando voti verso i 'grillini'''. Lo ha detto Matteo Renzi, sindaco di Firenze, commentando il risultato elettorale del centrosinistra in Molise nel corso di un incontro organizzativo in vista della convention dei 'rottamatori' in programma nel capoluogo toscano dal 28 al 30 ottobre prossimi.
''Prima c'era il Trota - ha aggiunto con una battuta - ora c'e' anche il delfino. Sembra di essere in una pescheria''.
(ANSA) - ROMA, 19 OTT - "Il presunto sottosegretario per le
politiche alla famiglia, Carlo Giovanardi, pretende, dall'alto
del suo magistero ormai in declino, di stabilire i diritti a cui
un cittadino può accedere. Com'è noto, per lui, gli omosessuali
non hanno alcun diritto: devono solo pagare le tasse e stare
zitti. Giovanardi arriva persino a contestare Obama": cosi' il
responsabile diritti civili dell'Italia dei Valori, Franco
Grillini, commenta le affermazioni di Giovanardi sui matrimoni
gay.
"Non contento di dire delle sciocchezze in Italia, infatti -
continua Grillini - Giovanardi produce dati falsi o incompleti
sulla situazione in Usa, dove gli stati che riconoscono le
unioni civili, oltre ai matrimoni gay, sono ormai più della metà
della federazione. In realtà, non è Giovanardi che decide cos'è
una famiglia, chi ha diritto a sposarsi e cosa dice la
Costituzione. Sono i diretti interessati che decidono se la loro
unione rappresenta un nucleo familiare o meno, se hanno o meno
la volontà di stabilire un diritto per via legislativa".
"L'esclusione delle coppie omosessuali da qualsiasi
riconoscimento legislativo - conclude Grillini - rappresenta una
gravissima discriminazione che ormai viene consumata nel mondo
occidentale solo in Italia". (ANSA).

Con buona pace di coloro che sostengono che le discriminazioni verso le persone omo e transessuali non esistono più, la roicerca dell’Arcigay sulle discriminazioni sui posto di lavoro ci riporta alla realtà. E’ i fatti, cioè i numeri duri e cridu, ci dicono che non solo le discriminazioni ci sono, non solo sono consistenti (4,8% di licenziati, 19% discriminati nella carriera, 13% non assunti dopo il colloquio di lavoro). Per non parlare della “paura” che hanno i lavoratori omo e transessuali di “rivelarsi” sul luogo di lavoro al punto che solo il 52% dei datori di lavoro sono a conoscenza dell’identità dei lavoratori lgbt.

 

Esiste un vero e proprio “negazionismo in materia” di discriminazioni sui luoghi di lavoro e soltanto la CGIL è intervenuta su questi temi organizzando gli “uffici per i nuovi diritti” e cercando di discutere il tema della lotta alle discriminazioni nei contratti collettivi di lavoro.

Dopo questa ricerca il razzismo omofobico e le discriminazioni sui luoghi di lavoro non potranno più essere negati e il ministero del lavoro non potrà più far finta di nulla com’è successo finora.

 

Franco Grillini

Resèposnabile nazionale diritti civili Idv

GAY: ARCIGAY, OMOSESSUALI E TRANS DISCRIMINATI SUL LAVORO =
 

 

(AGI) - Roma, 12 ott. - La discriminazione di gay, lesbiche, bisessuali e trans esce dall'invisibilita' e dal silenzio grazie a "Io Sono Io Lavoro": la prima ricerca scientifica quali-quantitativ di rilievo nazionale mai realizzata in questo campo in Italia. La rilevazione e' stata svolta da Arcigay, nell'ambito di un progetto omonimo, con il contributo del ministero del Lavoro.
Attraverso 2.229 questionari compilati da persone lgbt, 52 interviste a testimoni qualificati e 17 storie di discriminazione sul lavoro prende finalmente forma un fenomeno finora inesistente nella riflessione scientifica e per il quale non esiste ancora alcun sistema consolidato di rilevazione.
"Grazie a questa ricerca la discriminazione delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans sul lavoro assume una dimensione reale sia attraverso i dati qualitativi che quantitativi", dichiara Paolo Patane', presidente nazionale Arcigay, Il 19.1% delle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e trans) intervistate riferisce di essere stata discriminata sul lavoro.
Quanto alle discriminazioni la forma piu' grave, il licenziamento, e' stata esperito dal 4,8% degli intervistati, in particolare da trans.
Anche l'accesso al lavoro risulta difficoltoso: il 13% delle persone lgbt dichiara di aver vista respinta la propria candidatura per un posto di lavoro in ragione della propria identita' sessuale. Il 48% del campione controlla scrupolosamente le informazioni personali che comunica sul posto di lavoro per non correre il rischio di essere trattato ingiustamente. Cosi' un quarto degli omosessuali e' completamente invisibile (nessuno e' a conoscenza dell'orientamento sessuale) sul posto di lavoro; si tratta, in particolare, di intervistati con titolo di studio e livelli di inquadramento elevati. Negli enti pubblici lo svelamento del proprio orientamento, e quindi la condivisione serena della propria realta', e' meno diffuso, mentre lo e' maggiormente nelle cooperative e associazioni. La visibilita' e' piu' elevata con sottopostie colleghi, meno con datori di lavoro (52,5%), molto meno con clienti, utenti o committenti (24,6%).
I settori lavorativi nei quali le persone lgbt sono maggiormente visibili sono nell'ordine: attivita' artistiche sportive e ricreative, poi alberghiero e ristorazione, poi le libere professioni, poi il commercio. Le persone lgbt sono maggiormente invisibili, in ordine di invisiblita', nelle forze armate, nei trasporti, nella scuola e nel'industria. A parita' di lavoro, gli uomini omosessuali guadagnano dal 10% al 32% in meno dei loro colleghi eterosessuali. (AGI)


 


Roma, lunedì 10 ottobre alle ore 18.00 – Libreria Feltrinelli, via V.E. Orlando, 78/81 (zona: Termini-Repubblica)

Le famiglie omogenitoriali rappresentano un fenomeno sociologico emergente che si inserisce a pieno titolo nella generale trasformazione della famiglia contemporanea. Sebbene la presenza di bambini che crescono
con uno o più genitori omosessuali sia un dato a volte quantificato e a volte solo stimato a seconda del paese preso in considerazione, è evidente che la rivendicazione della genitorialità anche da parte di
gay e di lesbiche ha percorso negli ultimi anni passi da gigante, soprattutto in virtù delle tecniche di fecondazione medicalmente assistita. In Italia si dice che siano centomila i bambini inseriti in contesti familiari omosessuali, ma vista la scarsità di ricerche sul tema si tratta certamente di cifre approssimative. Dunque un argomento di grande attualità, ma sul quale i testi divulgativi italiani si contano sulle dita di una mano. Eppure a essere coinvolti sono strati di popolazione sempre più ampi e un numero sempre crescente di bambini. È di loro, in particolare, che si parla in questo libro. Come crescono con padri gay e madri lesbiche? Come vivono la loro diversità nei servizi per l’infanzia? Ma soprattutto: come devono porsi gli adulti di fronte a loro e ai loro genitori? I pregiudizi da abbattere sono molti, e la pedagogia ha davanti a sé una sfida enorme, ma ha anche i mezzi per vincerla. Silvia Manzani è nata a Ravenna nel 1981.

 

Laureata in Scienze internazionali e in Educatore d’infanzia, ha lavorato come giornalista per le redazioni di “La Voce di Romagna”, “Qui Magazine” e “Il Sole 24 Ore”. Con il fotoreporter Giampiero Corelli ha realizzato tra il 2009 e il 2010 il progetto “Ravenna liquida

 

A Live Tech oggi 7 ottobre, il programma in diretta dalle 18.00 alle 19.00 su Top Tech (canale 294 del Digitale Terrestre. Su Sky: 5294). Per i telespettatori che non riescano a seguirci via TV c’è la possibilità di seguire la trasmissione in diretta sul Live Streaming al sito www.top-tech.it. Il canale fa parte del gruppo Mediapsaon, lo stesso di Telelombardia.
La questione di oggi verterà sulla contestatissima applicazione Android che permetterebbe ai genitori di svelare l’omosessualità del figlio/a tramite sole 20 domande: “Is my son Gay?”.
Di seguito la news data dalla nostra conduttrice, Maria Remi, oggi alle News di Top Tech.
Mio figlio è gay?" la provocatoria Applicazione proposta dall'Android Market è stata prontamente rimossa da Google dopo le numerose proteste degli avvocati che rappresentano alcune associazioni per i diritti dei gay.
La decisione dei manager di Mountain View è stata accelerata da una martellante campagna lanciata su Twitter dai membri della AllOut.org, che hanno cinguettato così forte contro l'Apps considerata omofoba, da provocarne la rimozione. Insomma, nella guerra del cyberspazio c'è anche chi usa Twitter per bacchettare Google.

Di seguito, invece, notizie dal web correlate:
http://route66.corriere.it/2011/09/mio_figlio_e_gay_da_oggi_puoi.html
http://www.ilgiornale.it/interni/e_adesso_scopri_telefonino_se_tuo_figlio_e_gay/27-09-2011/articolo-id=548299-page=0-comments=1
http://www.vanityfair.it/news/mondo/2011/09/29/applicazione-android-mio-figlio-e-gay

 

Sabato 8 ottobre  nell’aula magna del dipartimento di Sociologia, via Cesarotti 10, convegno internazionale dal titolo «Confronting homophobia in Europe. Social and juridical perspectives», in conclusione del progetto europeo Citizens in diversity che ha coinvolto Italia, Ungheria, Inghilterra Slovenia. Partecipano sociologi, docenti, esperti, e rappresentanti dei governi dei vari Paesi (Franco Grillini, tra gli ospiti).

BERLUSCONI: GRILLINI, MA IL VATICANO CHE NE PENSA?

Thursday, 06 October 2011 15:59 Published in Comunicati Stampa

BOLOGNA, 6 OTT - Di fronte alle ultime frasi del premier, secondo Franco Grillini, presidente di Gaynet, ''viene spontanea la domanda: ma il Vaticano che ne pensa? Visto che Bertone, segretario di Stato, andava a cena una settimana si' e l'altra pure con il nostro galletto nazionale ci si chiede se andrebbe anche a cena con i leader del 'partito della gnocca'''.
Ma, aggiunge Grillini, ''il Vaticano tace perche' come ha detto l'arcivescovo emerito di Grosseto meglio un governo puttaniere che uno favorevole ai diritti degli omosessuali''.
In una nota Grillini ha sottolineato come sulle ultime esternazioni di Berlusconi ''si potrebbe per esempio dire che si tratta del solito maschilismo da quattro soldi che riduce il corpo della donna alla mera funzione genitale''. Oppure che ''ormai 'il premier a tempo perso' ha elevato il 'cazzeggio' a strumento di governo''. Insomma, conclude l'esponente del movimento gay, ''il bar sport non e' piu' solo un posto di sfaccendati che discutono di calcio e di gnocca, perche' non hanno di meglio da fare, ma si e' trasferito direttamente a Palazzo Chigi''. (ANSA).

Y8C-MR 06-OTT-11 16:35

Steve Jobs ha rivoluzionato il modo di ascoltare la musica, di usare un telefono, di scrivere su di un computer.

Nel salutarlo è bene ricordare che la mela morsicata della Apple si ispira alla tragica fine di Alan Turing, il genio che ha decodificato Enigma e dato un contributo decisivo alla vittoria sui nazisti. Era omosessuale, fu costretto ad una cura ormonale che lo fece impazzire e decise di suicidarsi con una mela avvelenata. Gordon Browne, primo ministro inglese, nel 2008 si "scusò" per quell'omofobia che ha privato il mondo di un grande genio. La Apple lo ha trasformato in un simbolo. Ed è bene ricordare che l'attuale ceo Tim Cook è un omosessuale dichiarato e che l’azienda di Cupertino è stat tra le prime a riconoscere al suo interno i diritti delle coppie conviventi comprese quelle omosessuali.

Apple è un esempio di come l’innovazione che cambia la vita delle persone non può non andare di pari passo con l’estendersi dei diritti e delle libertà civili.

Franco Grillini

Responsabile nazionale diritti civili Idv

 

LO SCONTRO POLITICO

DOPO I DIECI NOMI PUBBLICATI SUL WEB
«Gay omofobi», inchiesta sul sito che ha infangato i politici
Aperto a Roma un fascicolo contro ignoti: l’ipotesi èviolazione della privacy. Caccia agli hacker, il blog registrato negli Usa
Patricia Tagliaferri Roma È partita ufficialmente la caccia ai blogger-hacker che hanno messo online i nomi di dieci politici del centrodestra presunti gay nonostante le loro posizioni pubbliche omofobe. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti,sull’elenco diffuso venerdì dal blog anonimo listaouting. wordpress.com .
Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pm Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici, ipotizzano la violazione dell’articolo 167 della legge sulla privacy, che punisce il trattamento illecito di dati sensibili relativi alla sfera sessuale. E non ci sono dubbi sul fatto che diffondere informazioni sulle tendenze sessuali dell- e persone senza il consenso degli interessati sia illegale. Infatti chi ha diffuso la lista ha preso tutte le precauzioni necessarie per tutelarsi,registrando il sito all’estero e inserendo i nominativi in California. I magistrati hanno incaricato la polizia postale di verificare la provenienza della pubblicazione e di risalire ai responsabili, con la consapevolezza che per portare a termine tutti gli accertamenti sarà necessario un complesso iter di rogatorie. Nel frattempo il sito non è stato oscurato, basta un clic per scorrere l’elenco dei politici che sarebbero omosessuali oltre le apparenze, oltre le loro manifeste convinzioni anti-gay. In attesa di vedere se verranno, come annunciato, pubblicati altri nomi. Notizie vere? False? Sul web non ci sono prove di certe affermazioni. E comunque ai magistrati non interessa. Gli inquirenti vogliono solo capire chi è perché ha messo in rete informazioni tutelate dalla legge sulla privacy. L’inchiesta è stata aperta d’ufficio, ma nei prossimi giorni potrebbero arrivare a piazzale Clodio lequerele per diffamazione firmate dagli esponenti politici tirati in ballo. E chissà che gli investigatori non vogliano ascoltare la versione di Aurelio Mancuso, uno dei leader del movimento gay che a lugliodopo la bocciatura delle norme che aumentavano le pene sull’omofobia - aveva posto l’accento sull’ipocrisia di certi politici augurandosi che qualcuno di loro si decidesse prima o poi a fare outing , e che ora garantisce di non avere nulla a che fare con la pubblicazione della lista.Franco Grillini, responsabile nazionale Diritti civili e associazionismo dell’Idv, prende atto della mossa della Procura, ma osserva che «la lotta politica si fa a viella non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze per difendere i diritti civili».

La Sicilia

Gay, «quella lista è un illecito»
Aperta un'inchiesta a Roma
La pista porta dritto in California dove è materialmente avvenuta l'immissione in rete
Domenica 25 Settembre 2011 I FATTI, pagina 8 e-mail print Roma. Il giorno dopo le polemiche e le battute politiche, ieri è stato il giornoo dell'azione giudiziaria. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla pubblicazione della lista dei politici presunti omosessuali da parte del blog «listaouting». Illecito trattamento dei dati sensibili attinenti, nel caso in questione, la sfera sessuale, il reato ipotizzato.
Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici-violazione della privacy, hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se è già noto che l'immissione dei nominativi nel sito è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali.
Il fascicolo processuale è stato aperto d'ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei dieci politici chiamati in causa.
Già l'altro ieri il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, si era scagliato contro l'elenco: «I dati sulle tendenze sessuali delle persone non possono mai essere diffusi senza il consenso degli interessati - aveva detto -, indipendentemente dal fatto se si tratti di eterosessuali o omossessuali: è assolutamente illecito».
Intanto, continua la bagarre politica, con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che definisce la lista «uno scherzo». Uno dei deputati coinvolti, Mario Baccini, parla di «mezza vendetta». «È una sciocchezza, resta una sciocchezza - ha detto Baccini - e io non sono gay: e lo dico con tutto il rammarico possibile, ma davvero, purtroppo, si tratta di un dono che il Padreterno mi ha voluto negare».
Dall'Idv, Franco Grillini sostiene che la lotta politica non si fa sul web, ma «a viso aperto, con le armi della legalità e della non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze per difendere i diritti civili».
Ma proprio dalla rete continuano ad arrivare battute e scherzi sulla lista. Su Twitter è stato creato un gruppo ad hoc dove c'è chi annuncia la pubblicazione dell'elenco di ministri e parlamentari «che credono di avere un cervello» e chi si dice sconvolto non tanto dalla lista ma dal fatto che «quei nomi abbiano una vita sessuale». C'è chi scherza sulle camicie di Formigoni e chi critica la scelta di pubblicare i nomi.
Insomma, tra il serio e il faceto, si è aperto un dibattito sul quale ora la Procura vuole vederci chiaro.


Il Messaggero

Domenica 25 Settembre 2011  

di VALENTINA ERRANTE
ROMA - Violazione della privacy: il giorno dopo le polemiche e le battute sulla pubblicazione della lista dei politici presunti omosessuali, diffusa dal blog listaouting, entra in campo la procura di Roma con un’inchiesta. Un fascicolo contro ignoti per illecito trattamento dei dati sensibili attinenti la sfera sessuale. Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pm Eugenio Albamonte, del pool reati informatici-violazione della privacy, hanno delegato gli accertamenti alla Polizia postale per risalire ai responsabili della divulgazione dei dati. Ma si sa già che quell’elenco, creato per additare gli omofobi, integerrimi difensori dei costumi e della morale, come gay, è stato inserito in rete in California, circostanza che comporta non pochi ostacoli. Per procedere, sarà necessaria una rogatoria internazionale.
Il fascicolo è stato aperto d’ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare denunce per diffamazione da parte dei dieci politici chiamati in causa e accusati di doppia morale.
Il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, si era scagliato contro l’elenco: «I dati sulle tendenze sessuali delle persone non possono mai essere diffusi senza il consenso degli interessati - aveva detto - indipendentemente dal fatto che si tratti di etero o omosessuali: è assolutamente illecito».
Intanto della lista si continua a parlare, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la definisce «uno scherzo». Uno dei deputati coinvolti, Mario Baccini, parla invece di «mezza vendetta». «È una sciocchezza, resta una sciocchezza - ha detto Baccini - e io non sono gay: e lo dico con tutto il rammarico possibile ma davvero, purtroppo, si tratta di un dono che il Padreterno mi ha voluto negare». Maurizio Gasparri si è definito un «banale eterosessuale». Mentre è stata più dura la reazione di Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, che ha definito l’elenco nel quale è finito frutto di «fantasie malate».
E sono in tanti a criticare la scelta di pubblicare quei nomi, Nichi Vendola in testa: «L'outing, la costruzione sensazionalistica e morbosa della rivelazione dell’identità sessuale degli altri la trovo una violenza - commenta il presidente della Regione Puglia - la battaglia per l'affermazione dei diritti non può cedere sul terreno della violenza», e dall’Idv, Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, sostiene che la lotta politica non si fa sul web ma «a viso aperto, con le armi della legalità e della non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze per difendere i diritti civili».
Ma in rete il tormentone sull’elenco è cominciato. Su Twitter è stato creato un gruppo ad hoc, nel quale si annuncia la pubblicazione di una lista di ministri e parlamentari «che credono di avere un cervello» e c’è chi si dice sconvolto non tanto dalla notizia ma dal fatto che «quei nomi abbiano una vita sessuale».


Alto Adige e giornali del gruppo Repubblica

Inchiesta sulla lista dei politici gay 

Fascicolo contro ignoti per violazione della privacy  


ROMA. La lista dei (presunti) politici gay ma omofobi arriva anche nelle stanze della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per “illecito trattamento dei dati sensibili attinenti alla sfera sessuale”, in violazione del codice della privacy. L’inchiesta, che al momento è senza indagati, è affidata al Procuratore aggiunto Nello Rossi, e al sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici.
Gli inquirenti hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se è già noto che l’immissione dei nominativi nel sito «listaouting» è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali. E, d’altra parte, finora non ci sono state “rivendicazioni” dell’iniziativa.
Il fascicolo processuale è stato aperto d’ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei politici chiamati in causa.
Sull’iniziativa di piazzale Clodio interviene Franco Grillini, per anni presidente di Arcigay e ora responsabile nazionale diritti civili dell’Idv: «Era prevedibile che la Procura aprisse un fascicolo. Prendiamo atto, però, che questa triste vicenda ha permesso di aprire un dibattito sull’ipocrisia di molti politici che non sono affatto coerenti nella loro vita privata con ciò che pubblicamente e legislativamente vogliono imporre a tutta la comunità».
E, il giorno dopo, ritorna sulla vicenda anche Mario Baccini (Udc), uno dei politici il cui nome compare nella lista: «È una sciocchezza, resta una sciocchezza. Probabilmente qualcuno c’è rimasto male per non aver visto la mia firma su un documento contro l’omofobia».


Carlino, Giorno Nazionae qn

PRIMO PIANO pag. 11
Lista gay, la Procura apre un'inchiesta
IL CASO L'ELENCO DEI DIECI POLITICI INDICATI DA UN BLOG CONTRASTA CON LA LEGGE SULLA PRIVACY
ROMA POLITICI e omosessualità, la bufera non diminuisce. Entra in campo la magistratura. Come noto, la pubblicazione dei nomi di dieci rappresentanti delle istituzioni bollati come gay su un sito anonimo ha sollevato polemiche a non finire. Un'iniziativa condannata sia dalle più note associazioni per la difesa dei diritti dei gay, sia da parte del mondo politico. Un'idea che pare essere stata un boomerang visto che la maggioranza dei commenti ha rilevato come così non si aiuti la battaglia contro le discriminazioni. Nichi Vendola, leader di Sel e omosessuale, scandisce: «L'outing, la costruzione sensazionalistica e morbosa della rivelazione dell'identità sessuale degli altri la trovo una violenza. La battaglia per l'affermazione dei diritti non può cedere sul terreno della violenza». I nomi sono stati pubblicati, secondo gli anonimi promotori, per mettere in evidenza come i politici che hanno bocciato la legge contro l'omofobia siano in realtà omosessuali. Ma il garante della privacy Pizzetti ha detto che ogni preferenza sessuale divulgata senza il consenso degli interessati è una chiara violazione della sfera privata e perciò illegale. ORA LA PROCURA di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla vicenda. Reato ipotizzato: illecito trattamento dei dati sensibili (articolo 167 del codice della privacy) attinenti, nel caso in questione, la sfera sessuale. L'inchiesta è affidata al procuratore aggiunto Nello Rossi, e al sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici-violazione della privacy. Gli inquirenti hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se è già noto che l'immissione dei nominativi nel sito è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali. Il fascicolo processuale è stato aperto d'ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei politici chiamati in causa. TRA I COMMENTI, quello del sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «Si tratta di uno scherzo». Più ampio il ragionamento di Franco Grillini, responsabile diritti civili dell'Idv: «La lotta politica si fa a viso aperto. Pensare a scorciatoie è illusorio, come illusorio è offrire a una base, giustamente esasperata, qualche vendetta e ritorsione, consumata all'oscuro di alcune tastiere di computer. Prendiamo atto che questa triste vicenda ha permesso di aprire un dibattito sull'ipocrisia di molti politici che non sono affatto coerenti nella loro vita privata con ciò che pubblicamente e legislativamente vogliono imporre a tutta la comunità». Ma dalla rete continuano ad arrivare battute e scherzi sulla lista. Su Twitter è stato creato un gruppo ad hoc dove si annuncia la pubblicazione dell'elenco di politici «che credono di avere un cervello»... f. gh.


L'Adige


Lista di politici gay, procura avvia inchiesta 


ROMA - Il giorno dopo le polemiche e le battute politiche, per altro non ancora sopite, ieri è stato il momento dell'azione giudiziaria. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla pubblicazione della lista dei politici presunti omosessuali da parte del blog «listaouting». Illecito trattamento dei dati sensibili attinenti, nel caso in questione, la sfera sessuale, il reato ipotizzato. Il procuratore aggiunto e il sostituto, entrambi del pool reati informatici-violazione della privacy, hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati, anche se è già noto che l'immissione dei nominativi nel sito è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali. Il fascicolo processuale è stato aperto d'ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei dieci politici chiamati in causa. Già ieri il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, si era scagliato contro l'elenco: «I dati sulle tendenze sessuali delle persone non possono mai essere diffusi senza il consenso degli interessati - aveva detto -, indipendentemente dal fatto se si tratti di eterosessuali o omossessuali: è assolutamente illecito». Intanto continua la bagarre politica, con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che definisce la lista «uno scherzo». Uno dei deputati coinvolti, Mario Baccini (foto) , parla di «mezza vendetta». «È una sciocchezza - ha detto Baccini - e io non sono gay: e lo dico con tutto il rammarico possibile ma davvero, purtroppo, si tratta di un dono che il Padreterno mi ha voluto negare». E anche Francesco Pionati (Alleanza di centro) cerca di allentare la tensione. «Qui siamo a livello di cabaret. Come dire, sarà Zelig ad occuparsi di questa vicenda». «La lista - ha aggiunto il segretario dell'Adc - nemmeno la conosco. Stamattina (ieri n.d.r.) ho telefonato a Baccini, che è un mio fraterno amico e sono sicuro della sua eterosessualità, e mi ha risposto con la seguente battuta: "qui arcigay istituto associazioni". Ci stiamo scherzando su». Dall'Idv, Franco Grillini sostiene che la lotta politica non si fa sul web ma «a viso aperto, con le armi della legalità e della non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze». E Nichi Vendola si sofferma su cosa significa riconoscere e dichiarare la propria omosessualità. «L'outing, la costruzione sensazionalistica e morbosa della rivelazione dell'identità sessuale degli altri, la trovo una violenza. La battaglia per l'affermazione dei diritti non può cedere sul terreno della violenza», ha detto ieri il leader di Sel. Ma proprio dalla rete continuano ad arrivare battute e scherzi sulla lista. Su Twitter è stato creato un gruppo ad hoc dove c'è chi annuncia la pubblicazione dell'elenco di ministri e parlamentari «che credono di avere un cervello» e chi si dice sconvolto non tanto dalla lista, ma dal fatto che «quei nomi abbiano una vita sessuale». C'è chi scherza sulle camicie di Formigoni e chi critica la scelta di pubblicare i nomi.

Gazzetta del Sud

Lista di presunti gay la Procura romana apre un fascicolo


Cinzia Sebastiani
ROMA
Il giorno dopo le polemiche e le battute politiche, è il momento dell'azione giudiziaria. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla pubblicazione della lista dei politici presunti omosessuali da parte del blog «Listaouting». Reato ipotizzato: illecito trattamento dei dati sensibili attinenti, nel caso in questione, la sfera sessuale.
Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici-violazione della privacy, hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se è già noto che l'immissione dei nominativi nel sito è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali.
Il fascicolo processuale è stato aperto d'ufficio, ma non è escluso che possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei dieci politici chiamati in causa.
Già il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, si era scagliato contro l'elenco: «I dati sulle tendenze sessuali delle persone non possono mai essere diffusi senza il consenso degli interessati, indipendentemente dal fatto se si tratti di eterosessuali o omossessuali: è assolutamente illecito».
Intanto continua la bagarre politica, con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che definisce la lista «uno scherzo». Uno dei coinvolti, Mario Baccini, ex Udc adesso del Pdl, parla di «mezza vendetta». «È una sciocchezza, resta una sciocchezza – ha detto Baccini al Corriere della Sera – e io non sono gay: e lo dico con tutto il rammarico possibile ma davvero, purtroppo, si tratta di un dono che il Padreterno mi ha voluto negare».
Dall'Idv, Franco Grillini sostiene che la lotta politica non si fa sul web ma «a viso aperto, con le armi della legalità e della non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze per difendere i diritti civili».
Nichi Vendola, ospite di «In Onda» su La7, afferma: «L'outing, la costruzione sensazionalistica e morbosa della rivelazione dell'identità sessuale degli altri la trovo una violenza. La battaglia per l'affermazione dei diritti non può cedere sul terreno della violenza».
Il coordinatore nazionale di Gaycs, Adriano Bartolucci Proietti, si dichiara «in assoluto disaccordo con la nascita del blog ed il suo insensato obiettivo che, sicuramente, lede l'immagine della comunità Lgbt e mina ad una libertà sessuale limpida e privata. Credo sia ormai superato l'utilizzo dei mezzi di informazione con finalità politiche in un ambito, quello Lgbt, che deve essere invece costantemente tutelato, fin quando l'equiparazione e il godimento dei diritti civili sia fruibile per tutti i cittadini».
Ma dalla rete continuano ad arrivare battute e scherzi sulla lista. Su Twitter è stato creato un gruppo ad hoc dove c'è chi annuncia la pubblicazione dell'elenco di ministri e parlamentari «che credono di avere un cervello» e chi si dice sconvolto non tanto dalla lista ma dal fatto che «quei nomi abbiano una vita sessuale». Insomma, tra il serio e il faceto, si è aperto un dibattito sul quale ora la Procura vuole vederci chiaro.

Il Tirreno

Inchiesta sulla lista dei politici gay 

Fascicolo contro ignoti per violazione della privacy 



ROMA. La lista dei (presunti) politici gay ma omofobi arriva anche nelle stanze della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per “illecito trattamento dei dati sensibili attinenti alla sfera sessuale”, in violazione del codice della privacy. L’inchiesta, che al momento è senza indagati, è affidata al Procuratore aggiunto Nello Rossi, e al sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici.
Gli inquirenti hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se è già noto che l’immissione dei nominativi nel sito «listaouting» è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali. E, d’altra parte, finora non ci sono state “rivendicazioni” dell’iniziativa.
Il fascicolo processuale è stato aperto d’ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei politici chiamati in causa.
Sull’iniziativa di piazzale Clodio interviene Franco Grillini, per anni presidente di Arcigay e ora responsabile nazionale diritti civili dell’Idv: «Era prevedibile che la Procura aprisse un fascicolo. Prendiamo atto, però, che questa triste vicenda ha permesso di aprire un dibattito sull’ipocrisia di molti politici che non sono affatto coerenti nella loro vita privata con ciò che pubblicamente e legislativamente vogliono imporre a tutta la comunità».
E, il giorno dopo, ritorna sulla vicenda anche Mario Baccini (Udc), uno dei politici il cui nome compare nella lista: «È una sciocchezza, resta una sciocchezza. Probabilmente qualcuno c’è rimasto male per non aver visto la mia firma su un documento contro l’omofobia».


Stampaweb


Lista dei politici gay,
ora indaga la Procura

 


Il gay pride a Torino lo scorso maggio

 

 

Aperto un fascicolo contro ignoti
Caccia aperta agli autori del blog,
ma il sito è registrato in America

 

ROMA
Il giorno dopo le polemiche e le battute politiche, oggi è il momento dell'azione giudiziaria. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla pubblicazione della lista dei politici presunti omosessuali da parte del blog "listaouting".

Il reato ipotizzato è illecito trattamento dei dati sensibili attinenti, nel caso in questione la sfera sessuale. Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici-violazione della privacy, hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se è già noto che l'immissione dei nominativi nel sito è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali.

Il fascicolo processuale è stato aperto d'ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei dieci politici chiamati in causa. Già ieri il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, si era scagliato contro l'elenco: «I dati sulle tendenze sessuali delle persone non possono mai essere diffusi senza il consenso degli interessati - aveva detto -, indipendentemente dal fatto se si tratti di eterosessuali o omossessuali: è assolutamente illecito». Intanto continua la bagarre politica, con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che definisce la lista «uno scherzo». Uno dei deputati coinvolti, Mario Baccini, parla di «mezza vendetta». «È una sciocchezza, resta una sciocchezza - ha detto Baccini al Corriere della Sera - e io non sono gay: e lo dico con tutto il rammarico possibile ma davvero, purtroppo, si tratta di un dono che il Padreterno mi ha voluto negare».

Dall'Idv Franco Grillini sostiene che la lotta politica non si fa sul web ma «a viso aperto, con le armi della legalità e della non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze per difendere i diritti civili». Ma proprio dalla rete continuano ad arrivare battute e scherzi sulla lista. Su Twitter è stato creato un gruppo ad hoc dove c'è chi annuncia la pubblicazione dell'elenco di ministri e parlamentari «che credono di avere un cervello» e chi si dice sconvolto non tanto dalla lista ma dal fatto che «quei nomi abbiano una vita sessuale». C'è chi scherza sulle camicie di Formigoni e chi critica la scelta di pubblicare i nomi. Insomma, tra il serio e il faceto, si è aperto un dibattito sul quale ora la Procura vuole vederci chiaro.

 

 

Ansa

ANSA/ LISTA GAY:PROCURA ROMA VUOLE VEDERCI CHIARO, APRE INDAGINE ILLECITO TRATTAMENTO DATI SENSIBILI, MA SITO E' IN CALIFORNIA (ANSA) - ROMA, 24 SET - Il giorno dopo le polemiche e le battute politiche, oggi e' il momento dell'azione giudiziaria.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla pubblicazione della lista dei politici presunti omosessuali da parte del blog 'listaouting'.
Illecito trattamento dei dati sensibili attinenti, nel caso in questione, la sfera sessuale, il reato ipotizzato.
Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici-violazione della privacy, hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se e' gia' noto che l'immissione dei nominativi nel sito e' avvenuta in California e cio' comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali.
Il fascicolo processuale e' stato aperto d'ufficio, ma non e' escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei dieci politici chiamati in causa.
Gia' ieri il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, si era scagliato contro l'elenco: 'I dati sulle tendenze sessuali delle persone non possono mai essere diffusi senza il consenso degli interessati - aveva detto -, indipendentemente dal fatto se si tratti di eterosessuali o omossessuali: e' assolutamente illecito'.
Intanto continua la bagarre politica, con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che definisce la lista 'uno scherzo'. Uno dei deputati coinvolti, Mario Baccini, parla di 'mezza vendetta'.
'E' una sciocchezza, resta una sciocchezza - ha detto Baccini al Corriere della Sera - e io non sono gay: e lo dico con tutto il rammarico possibile ma davvero, purtroppo, si tratta di un dono che il Padreterno mi ha voluto negare'.
Dall'Idv, Franco Grillini sostiene che la lotta politica non si fa sul web ma 'a viso aperto, con le armi della legalita' e della non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze per difendere i diritti civili'.
Ma proprio dalla rete continuano ad arrivare battute e scherzi sulla lista. Su Twitter e' stato creato un gruppo ad hoc dove c'e' chi annuncia la pubblicazione dell'elenco di ministri e parlamentari 'che credono di avere un cervello' e chi si dice sconvolto non tanto dalla lista ma dal fatto che 'quei nomi abbiano una vita sessuale'. C'e' chi scherza sulle camicie di Formigoni e chi critica la scelta di pubblicare i nomi.
Insomma, tra il serio e il faceto, si e' aperto un dibattito sul quale ora la Procura vuole vederci chiaro. (ANSA).


Corriere del sud

Lista Gay: Grillini, indagine ma politici Non sono coerenti nella loro vita privata

 

(ANSA) – ROMA, 24 SET – ”Com’era prevedibile la procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla lista dell’Outing di 10 politici italiani. D’altra parte anche gli estensori della lista erano consapevoli dell’illegalita’ dell’operazione dato che hanno registrato il sito in California e non ci hanno messo la faccia. Prendiamo atto che questa vicenda ha permesso di aprire un dibattito sull’ipocrisia di molti politici che non sono coerenti nella loro vita privata”. Cosi’Franco Grillini,responsabile diritti civili Idv

 

Roma, 24 set. (Adnkronos) - ''Com'era prevedibile la procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla lista dell'outing di 10 politici italiani. D'altra parte anche gli estensori della lista erano consapevoli dell'illegalita' dell'operazione, dato che hanno registrato il sito in California e non ci hanno messo la faccia''. E' quanto afferma Franco Grillini, responsabile nazionale diritti civili e associazionismo dell'Idv.

''La lotta politica si fa a viso aperto -sottolinea Grillini- con le armi della legalita' e della non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze per difendere i diritti civili. Pensare a scorciatoie e' illusorio, come illusorio e' offrire a una base, giustamente, esasperata qualche vendetta e ritorsione, consumata all'oscuro di alcune tastiere di computer''.

''Prendiamo atto, pero' -conclude l'esponente dell'Italia dei valori- che questa triste vicenda ha permesso di aprire un dibattito sull'ipocrisia di molti politici che non sono affatto coerenti nella loro vita privata con cio' che pubblicamente e legislativamente vogliono imporre a tutta la comunita'''.

(Sin/Ct/Adnkronos) 24-SET-11 17:35

Il Manifesto APERTURAdi Alberto Piccinini «OMOFOBI» Pubblicato in maniera anonima un elenco di dieci omosessuali nascosti tra ministri e onorevoli (tutti maschi)) La guerriglia gay scopre la politica Polemiche anche tra le associazioni omosex. «Gossip senza fondamento», «no, giusta reazione» Mancavano venti minuti alle dieci, ieri mattina, quando la «lista outing» si è accesa. Prima del previsto. Sul blog, ospitato da wordpress (niente di particolarmente hacker, né complicato) è comparso un elenco numerato di dieci nomi che si apriva con Ferdinando Adornato (Pdl) e si chiudeva con Luca Volontè (Udc), passando in ordine alfabetico per Baccini, Bonaiuti, Calderoli, Corsaro, Formigoni, Gasparri, Gianni Letta e Marco Milanese, il protagonista del voto dell'altro ieri alla Camera. Che ha dichiarato poco dopo: «Certe dicerie sul rapporto tra me e Tremonti non mi hanno ferito assolutamente. Anche perché non ci sarebbe nulla di male, se non fossero cose inventate di sana pianta». E ancora: «Se fosse vero, non avrei timore a dirlo». Tremonti nella lista non c'era. Perchè – dicono le voci – non ha partecipato al voto sull' incostituzionalità della legge antiomofobia. Ma così si va troppo lontano. La lista scarna, deludente, pettegola, violenta che fosse, si è diffusa ben presto tramite la Rete (si sono contati almeno 10.000 link su facebook), dove la reazione all'iniziativa era da qualche giorno generalmente positiva (75% a favore, secondo alcuni sondaggi). Qui i commenti variavano tra le esclamazioni di sorpresa (Calderoli?! Gasparri!?) e duri scambi tra favorevoli e contrari. Tutte le edizioni online dei quotidiani hanno ripreso la notizia. Però si sono guardate bene dal fare i nomi, chi pubblicando il link o la schermata del blog, chi ricorrendo ad avventurose perifrasi («Ci sono anche un ministro e un presidente di Regione...», su repubblica.it). La polizia postale per il momento non ha ravvisato reati, né ricevuto denunce. Nella pratica dell'outing dare del «gay» aun personaggio pubblico non è mai un insulto. Gli interessati, chi più chi meno, e certo aiutati dalla timidezza della «lista», hanno cercato di sdrammatizzare. «Sono un banale eterosessuale», ha detto Gasparri ridendo prima di «tornare a occuparsi di cose serie». «Fantasie malate di personaggi inqualificabili», ha commentato Formigoni. Maurizio Corsaro si è avventurato in una battuta tipo «meglio che nella lista degli interisti nascosti». Mario Baccini si è lanciato in una tipica bagattella berlusc-omofoba: «Ho già ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da miamoglie Diana». E ancora: «Mi hanno assicurato che si sta costituendo un comitato femminile per la tutela del maschio latino che lancerà una campagna di adesioni e raccolta firme affinchè l'Unesco mi riconosca come maschio patrimonio dell'umanità». Tutto qui? Ha ragione Paolo Patanè di Arci Gay che ieri è tornato a definire l'iniziativa «unmiserevole rigagnolo di pettegolezzi senza fondamento preciso», neppure un vero outing dunque? Alessio De Giorgi di gay.it gli ha fatto eco così: «Siamo proprio sicuri che tutti i personaggi inseriti in questa lista siano effettivamente omosessuali o piuttosto sono solo pettegolezzi, dicerie, discorsi da bar?». Ivan Scalfarotto si è ancora lamentato del «pressapochismo» di questo outing all'italiana. Più morbido Franco Grillini: «La pratica dell'outing ci lascia perplessi, perchè lalotta politica si fa, mettendoci la faccia e correndo anche i relativi rischi» Tuttavia, ha continuato «in un paese normale, con un normale standard democratico, queste persone sarebbero costrette immediatamente alle dimissioni. Ma, si sa, l'Italia non è un paese normale». E' rimasto della sua idea Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, che in questi giorni era stato praticamente l'unico a difendere l'iniziativa, attirandosi non poche critiche: «Un'operazione certamente estrema ma che dà anche voce, viste le tante reazioni che ci sono nella rete, ad un sentimento di indignazione diffuso nella comunità gay italiana». Tornando a mostrarsi stupito, Mancuso, che «molti esponenti del movimento gay invece di rimarcare che in Italia ci sono migliaia di gay e lesbiche che per colpa di politici omofobi patiscono le pene dell'inferno, difendono i politici». Paola Concia, pur contraria all'outing, ha chiesto infine di non trasformare «questa vicenda così delicata in una guerra tra bande:mi piacerebbe invece che scaturisseuna riflessione collettiva su cosa significala coerenza in politica, quali siano i limiti della privacy per i politici e su come viene percepita l'omosessualità nel nostro Paese». «Un'outing all'amatriciana», dunque, «un atto violento e inutile», comediceil circoloMario Mieli; addirittura una riedizione del «metodo Boffo», secondo i radicali (maquello a dire il vero era un ricatto stile anni '60, non un outing). Oppure, come ha scritto appassionatamente Aldo Busi su Dagospia: «Ben venga ogni possibileouting, poiché la violenza al liberoarbitrio che con l'outing subirebbero questi gay occulti delle alte sfere omofobe e reazionarie del Paese è infinitamente minore della violenza che da sempre le loro corsie preferenziali, i loro stipendi e pensioni, i loro clan, la loro vampiresca ipocrisia fanno subire ai più e al Paese tutto e alla Comunità Europea intera». Come ha fatto notare Michelangelo Signorile, il giornalista americano che negli anni '80 lo inventò e praticò sulla rivista Outweek «l'outing dovrebbe essere fatto dai giornalisti come parte del lavoro di giornalista, cosìche possa essere preso sul serio e non possa essere negato». «Forse – ha aggiunto riferendosi a Lista Outing - i giornalisti prenderanno quella lista di nomi e racconteranno finalmente quelle storie ipocrite». Forse. Non a caso i bersagli di Signorile, all'epoca, erano i suoi colleghi giornalisti gay «omertosi», prima ancora che i politici e vip vari. Lista outing, in questo senso, è soltanto un piccolo passo in direzione dell'outing – e anche nel verso sbagliato,secondo alcuni. Non mancano del resto le «voci», i «pettegolezzi», e neppure gli archivi. Interi florilegi di battute omofobe dei Gasparri e dei Calderoli. La campagna elettorale del 2006, con la candidatura di Luxuria e la prospettiva dei Pacs all'orizzonte, a questo proposito fu esplosiva. «I pacs sfasciano la famiglia», disse gelido Gasparri. «W la famiglia, abbasso i culattoni!», urlò Calderoli. «Il buon Dio – aggiunse- ha fatto Adamo ed Eva e non Adamo e Giuseppe o Eva e Carla, per cui qualunque riconoscimento di famiglia fra Adamo e Giuseppe o tra Eva e Carla è un atto contro il buon Dio, contro la natura e soprattutto contro la famiglia». Il Messaggero Sabato 24 Settembre 2011 di MARIO AJELLO ROMA - Pedro Almodovar ha detto che Berlusconi è gay. Potrebbe bastare, no? Macché. I gay sono tanti nel Palazzo («Più di 70!», calcolò Grillini anni fa), la gaytudine allieta Montecitorio (copyright Vittorio Sgarbi) e il gaysmo sarebbe insomma l’unica filosofia pratica («lì dentro ce ne stanno centinaia, ma non lo dicono per paura di non essere rieletti», parola di Alessandro Cecchi Paone) scampata alla morte delle ideologie parlamentari italiane. Dopo tanti annunci più o meno generici, ecco finalmente i nomi. Arriva dal web l’elenco dei primi dieci nomi di politici gay, ed è una bomba (alla crema). La «listaouting», che mescola on line onorevoli omosex e omofobi eletti dal popolo, con chi comincia? Con Ferdinando Adornato, dell’Udc. Che se la ride così: «Sono dieci ore che sono gay - commenta al telefono, dopo aver distrattamente sbirciato la listina - e mi sono già stufato. Quindi, ho deciso di ritornare etero, com’ero ieri». E poi, e poi, e poi chi c’è nella pink list? Una camicia verde: Roberto Calderoli. Una camicia a fiori, perché così vestito e con jeans attillatissimi il governatore si presentò il giorno delle ultime elezioni, e insomma stiamo parlando di Roberto Formigoni, che comunque ha sempre detto di essere illibato, sfoggia talvolta un look stile Muccassassina (la disco gay di Roma) ma se fosse omosessuale non avrebbe più la testa. Visto che un suo ex assessore, Pier Luigi Prosperini, ha annunciato tempo fa: «I pederasti? Vanno garrotati!». Poi per fortuna s’è scusato il Prosperini. Ora dice Formigoni a chi gli sventola sotto il naso la pink list: «Fantasie malate di personaggi inqualificabili. Non perdete tempo con queste sciocchezze estreme». L’elenco è opera di anonimi, ma l’ispiratore è Aurelio Mancuso, uno dei leader storici del movimento omosessuale. «Che male c’è a dire di un altro che è gay?», così si difende lui. Tutti gli altri esponenti dei gruppi omosessuali - a cominciare dall’Arcigay che parla di «macchina del fango» - giudicano ripugnante questa iniziativa. Il garante della privacy, Pizzetti, avverte che «i dati sulle tendenze sessuali delle persone non possono mai essere diffusi senza il consenso degli interessati». Intanto si fa un mucchio di risate Paolo Bonaiuti. E’ anche lui in lista, e la cosa lo rende gaio (non gayo). Gira per le stanze di palazzo Chigi, dove è sottosegretario oltre che portavoce del premier, e si diverte a prendere in giro i suoi collaboratori: «Avete un capo gay e non ve n’eravate mai accorti». E pensare che Bonaiuti ha sempre avuto fama di uomo assai galante e apprezzato dalle donne. Non solo Paolino, ma anche Gianni Letta - l’altro sottosegretario a Palazzo Chigi - è fra i nomi della pink list. L’ha presa con un sorriso, e ha altro a cui pensare. Occhio al centrista Luca Volontè: è in lista! Attenti a Marco Milanese: l’ex braccio destro di Tremonti ha una ex moglie, una figlia e una bella fidanzata che adora, ma è in lista! Ecco il nome di Maurizio Gasparri, che premette («Occupiamoci di cose serie, parliamo di politica») e poi ironizza: «Forse, per trarre vantaggio dal politically correct, sarebbe stato giusto accreditare la notizia. Ma è palesemente falsa, e io sono un banale eterosessuale». Non è in lista Carlo Giovanardi, sottosegretario con delega alla famiglia, ma sembra il più arrabbiato: «L’ispiratore di questa violenta azione intimidatoria è Mancuso, vicino al Pd». Dunque c’è un complotto democrat dietro la pink list? No. Anche perché la deputata gay Paola Concia appartiene a quel partito e prende le distanze dalla vicenda, in maniera molto ragionata: «L’outing rappresenta una pratica estrema e violenta che non appartiene alla mia cultura. Ma in questo caso è figlia dell’esasperazione dei cittadini omosessuali e transessuali, che ogni giorno sono vessati e costretti a subire discriminazioni inaccettabili e sono cittadini senza alcun diritto». E comunque: «Non trasformiamo questa vicenda così delicata in una guerra tra bande». Tranchant Mara Carfagna, ministro delle Pari opportunità: «Questo elenco è una bufala che alimenta l’intolleranza». Massimo Corsaro, vicepresidente dei deputati Pdl, così commenta la propria gaytudine segreta ma ignota anzitutto a se stesso: «Mi era giunta notizia che il mio nome sarebbe stato strumentalmente inserito in un elenco infamante. Per un attimo, ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto sommato meglio così». Il cattolico pidiellino Mario Baccini è a sua volta in elenco: «Sono seriamente preoccupato - sorride - perché ho già ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia moglie Diana». A proposito di mogli e a proposito dell’unico ministro segnalato fra quelli dell’outing: Calderoli. Il fatto che ha sempre insultato gli omosessuali («La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni») è segno che la prima gallina che canta ha fatto l’uovo? La sua ex consorte, Sabina Negri, smentisce: «No, Roberto non è gay. Ma freudianamente, nell’inconscio ci sta dentro di tutto». Il Giornale Il fatto 24-09-2011 il racconto Le confessioni dei politici e gli scandali a luci rosse Da Vendola a Pecoraro, i veri outing a Palazzo Felice Manti Cristiano Lobbia, chi era costui? La prima vittima di uno scandalo a sfondo politicosessuale in Italia, anno del Signore 1896. Il malcapitato onorevole, dopo aver denunciato una storia di corruzione riguardante la «Regia manifattura tabacchi », fu prima vittima di un attentato e poi distrutto politicamente con l’accusa diessere «pederasta».Sono passati cent’anni e più, e sotto il profilo della barbarie politica nulla sembra cambiato. «Abbiamo avuto un esponente di primo piano della Dc, che era notoriamente omosessuale, ha potuto fare il presidente del Consiglio senza che nessuno gli rompesse le scatole. E quello fu un atto di civiltà»,ricorda sempre il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. Qualcuno dice che i premier omosess- uali eletti con la Balena bianca fossero almeno due, qualcun altro dice che nella Prima repubblica tra ministri, sottosegretari e premier i gay fossero anche di più, e non solo nelle fila della Democrazia cristiana... A tracciare il solco del coming out ( la parola outing si usa quando qualcuno, per ritorsione, dichiara i gusti sessuali altrui) è stato il governatore della Puglia Nichi Vendola, che già nel 1987 da candidato Pci alle Politiche ebbe l’endorsement dell’Arcigay assieme a Franco Grillini. Allora essere comunista e omosessuale era difficile assai visto che nel Pci la «diversità» sessuale non era contemplata né tutelata come quella morale. L’anno scorso il leader Sel raccontò al Corriere della Sera di aver fatto più fatica come cattolico e comunista a rivelare la sua omosessualità al partito che non ai preti. Grillini invece è uno che si diverte a seminare zizzania nel Palazzo, senza mai però calpestare la privacy. L’ex presidente dell’Arcigay ce l’ha soprattutto con la Lega: «Ci sono almeno sei dirigenti top notoriamente omosessuali, se parlassero la loro carriera finirebbe ipso facto eallora si nascondono dietro la maschera della più feroce omofobia». Nel giugno del 2000 toccò all’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio. Ai giornali disse di non essere «né eterosessuale, né omosessuale» ma di aver scelto «l’assoluta libertà sessuale», ergo la bisessualità. Nel 2008 il consigliere nazionale Udc Alberto Villa lasciò lo scudocrociato in polemica con il suo partito e con la Chiesa, che «ci considera cittadini e cattolici di serie B». Oggi tra chi fa del proprio orgoglio gay la cifra della sua attività politica, e proprio da destra,c’è il giornalista Paolo Cecchi Paone, già candidato con Forza Italia all’Europarlamento, che rivendicò la sua «omo-- affettività » alla rivista Vanity Fair a giugno del 2004, poi raccontò a Novella 2000 di essere impazzito per un ragazzo di nome Andreas («Mi ha stregato, sembra Tadzio di Morte a Venezia »). Oggi che è assessore a Maiori vuol fare della località salernitana «la meta del turismo gay». Anche Vladimir Luxuria, primo deputato transessuale del Parlamento, ama ricordare di essere stata «corteggiata da personaggi politici importanti, ma solo per fare sesso». Erano gay o etero? Mistero. In fondo l’ex governatore del Lazio Piero Marrazzo, travolto nel 2009 dallo scandalo trans, nei giorni scorsi ha seccamente negato di essere gay pur ammettendo la sua love story con Brenda, deceduta il 20 novembre 2009 nell’incendio del suo appartamento: «Il fatto che abbiano attributi maschili è irrilevante nel rapporto, loro sono donne all’ennesima potenza...». Contento lui. Al Pd che schiera Ivan Scalfarotto, l’Italia dei Valori risponde con Gianni Vattimo, compagno di scranno a Strasburgo dell’ex sindaco di Gela Rosario Crocetta, anche lui dichiaratamente gay seppur con qualche invasione di campo, stando a quello che raccontò il suo ex assessore Silvana Grasso: «Con lui ebbi una grande storia d’amore. Platonica? No, direi onnicomprensiva. Lui è intellettualmente omosessuale, come gli antichi greci». E tra le donne? L’ex giornalista dell’ Ora di Palermo Titti De Simone, lesbica dichiarata, è stata la prima deputata omosessuale eletta con Rifondazione comunista per due legislature. Oggi la sua eredità è stata raccolta da Anna Paola Concia, eletta con il Pd, che recentemente si è sposata a Berlino con la criminologa tedesca Ricarda Trautmann. Peccato che i big del suo partito abbiano disertato l’evento. Omofobia anche quella? Giornali del gruppo Repubblica Pagina 4 - Attualità Politici omosex online, è bufera Pubblicata lista di 10 nomi, il movimento si divide MARIA BERLINGUER ROMA. Tutti di centrodestra e tutti omofobi. Ci sono anche un ministro e un presidente di Regione nell’elenco dei dieci presunti politici con frequentazioni gay pubblicato ieri da un blog di internauti anonimi, forse residenti all’estero. Una lista di nomi secca, senza alcun commento né episodio, pubblicata «per rendere un po’ di giustizia in un paese dove ci sono persone che non hanno alcun tipo di difesa di fronte agli insulti e agli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva», scrivono gli autori del web outing, annunciando a breve un nuovo elenco di politici, giornalisti ed ecclesiastici. «Da ora in poi quando avverranno attacchi nei confronti della comunità ci riserveremo di rispondere». «Mi era giunta voce che il mio nome sarebbe stato inserito in un elenco infamante, per un attimo ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti: tutto sommato meglio così», ironizza Massimo Corsaro, vicepresidente del Pdl alla Camera. «Sono seriamente preoccupato perchè ho giù ricevuto centinaia di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia moglie Diana», aggiunge Mario Baccini. «Fantasie malate di personaggi inqualificabili», stigmatizza Roberto Formigoni, governatore della Lombardia ed esponente di Cl. L’operazione ha spaccato profondamente il mondo gay. «E’ un’iniziativa spregevole», attacca Paolo Patanè presidente dell’Arcigay. «E’ un boomerang nei confronti della lotta per i diritti civili delle persone omoaffettive», rincara Franco Grillini, ora responsabile dei diritti civili dell’Italia dei valori dopo una lunga militanza nell’Arcgay. «E’ un modo che a me che sono anni che faccio una battaglia alla luce del sole non è mai venuto in mente», avverte la Pd Paola Concia invitando tutti a fare una riflessione e a non trasformare una vicenda «così delicata in una guerra per bande». Per Mara Carfagna, ministro per la Pari opportunità si tratta di «una bufala cinica e violenta». Fuori dal coro Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, e ispiratore dell’iniziativa. «Il sottoscritto non c’entra nulla», assicura. Per Mancuso la pubblicazione è «un’operazione certamente estrema ma che dà voce a un sentimento di indignazione diffuso nella comunità gay italiana». Italia Oggi Primo Piano 24/09/2011 - pag: 3 Franco Adriano Ma non si parla che di gay Ha fatto discutere la lista dei dieci nomi di politici presunti gay, ma omofobi, pubblicata ieri mattina sull'anonimo blog listaouting. Alcuni dei politici chiamati in causa si sono arrabbiati, altri hanno usato l'arma dell'ironia, altri ancora hanno taciuto, mentre nel mondo politico si accantonava ogni altro argomento e incredibilmente non si parlava d'altro. «Questa iniziativa», si legge sul sito pirata, «nasce per riportare un po' di giustizia in un Paese dove ci sono persone non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti e gli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva». «Fantasie malate di personaggi inqualificabili, non perdete tempo a seguire queste sciocchezze estreme», ha liquidato la questione il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, evidentemente irritato per essere stato coinvolto. «Mi era giunta notizia che il mio nome sarebbe stato strumentalmente inserito in un elenco infamante», ha scelto la strada dell'ironia il vice presidente vicario del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, «per un attimo ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto sommato meglio così». E ci hanno scherzato su anche l'ex ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini: «Sono seriamente preoccupato perché ho già ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia moglie Diana» e il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri: «Devo ammettere di essere un banale e convinto eterossessuale». Ma la questione si è fatta seria in riferimento al fatto che i promotori dell'elenco hanno garantito che è solo l'inizio di una operazione che coinvolgerà anche ecclesiastici e personaggi del mondo del'informazione. Già alcuni giorni fa Ivan Scalfarotto, vicepresidente dell'assemblea Pd si era dissociato dall'iniziativa e si era dimesso dal comitato d'onore di Equality Italia, il cui presidente Aurelio Mancuso veniva indicato da alcuni tra i promotori dell'outing, anche se l'interessato smentisce. «Io ed Equality non c'entriamo nulla», ha affermato, «ma non condanno l'iniziativa di questo sito corsaro». «La prima reazione che dovrebbero avere i dieci politici», per Mancuso, «è di non sentirsi offesi, semmai possono smentire, ma non certo offendersi». Altri leader della comunità lesbo, gay, bisex e trans, invece, come la deputata Paola Concia (l'iniziativa sarebeb nata per contestare chi ha votato contro la sua pdl) e Franco Grillini, si sono dichiarati nettamente contrari alla lista. Per l'Arcigay, infine, è solo «un rigagnolo di pettegolezzi senza fondamento». Il Secolo d'Italia Arriva la gay-list, ma è la solita bufala (e poi chi se ne frega) Pubblicati 10 nomi di "omosessuali omofobi": è pioggia di critiche Adriano Scianca Meno male, credevo mi stessero dando dell'interista: grazie a questa battuta è Massimo Corsaro a conquistare la palma del più spiritoso fra coloro che sono stati arbitrariamente inseriti nella scombiccherata e un pochino infame (infame, non infamante) lista dei politici "omofobi" ma pretesamente "omosessuali". Un'iniezione di intelligenza e ironia che fornisce la risposta migliore all'insensata iniziativa di un gruppo di hacker che ha proposto ieri una lista di dieci nomi di presunti parlamentari "gay omofobi". Tutti di centrodestra, ovviamente, al massimo dell'Udc. L'iniziativa, secondo gli autori della lista, dovrebbe «riportare un po' di giustizia in un Paese dove ci sono persone che non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti e agli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva». E minacciano: seguiranno altri nomi: di ecclesiastici, personaggi dell'informazione e ulteriori politici. Professione disinformazione Non serviva una particolare arguzia, in realtà, per replicare alla bufala. Dieci nomi e una qualifica ("gay omofobi"): nient'altro, neanche un preambolo, una spiegazione, una prova, una postilla, un commento. Solo dieci nomi. Buttati lì che sembran veri. Al che il minimo che si possa rispondere è: 1) Un documento del genere non ha uno straccio di credibilità, è una patacca palese; 2) Se anche fossero indiscrezioni confermate, l'outing forzato con tanto di elenchi pubblici resterebbe una pratica profondamente immorale e sgradevole; 3) In ogni caso chi se ne frega. L'impressione, del resto, è che siano stati pescati dei nomi più o meno a caso, magari puntando proprio sull'effetto straniante, sulla contrapposizione spaesante tra profili pubblici particolarmente irrigiditi e presunte abitudini private sguaiate. Insomma, una cosa del tipo: ma te l'immagini quel tipo lì con le piume di struzzo e il rossetto? Perchè parliamoci chiaro: nonostante le sbandierate intenzioni liberal, il retropensiero che guida l'iniziativa è più che becero. È la nobilitazione del pettegolezzo, l'elevazione morale dello sghignazzamento. Non è denuncia sociale, non è lotta per i diritti, è il «benvenuti a ‘sti frocioni» che accoglieva al ristorante il commissario Auricchio, alias Lino Banfi, in Fracchia la belva umana. Le reazioni dei citati... Non tutti i politici citati, comunque, hanno voluto commentare. Fra quelli che lo hanno fatto il più brillante, lo abbiamo detto, è stato Massimo Corsaro. Il vicepresidente vicario del Pdl alla Camera ha infatti commentato: «Mi era giunta notizia che il mio nome sarebbe stato strumentalmente inserito in un elenco infamante.Per un attimo ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto sommato meglio così...». Sceglie la via dell'ironia anche Mario Baccini: «Credo che questo signore sia un co... che vuole farsi un pò di pubblicità e purtroppo c'è riuscito. Io l'ho presa a ridere, che devo fare? Istituirò un comitato per la tutela del mascolinità, una raccolta firme affinchè l'Unesco mi riconosca come maschio patrimonio dell'umanità...». Anche Maurizio Gasparri la prende con una risata: «Ho letto divertito di essere stato incluso da un sito internet in una lista di gay insospettabili e ho osservato il dibattito che ne è scaturito. Forse per trarre vantaggio dal politically correct sarebbe stato giusto accreditare la notizia che è palesemente falsa. Ma le risate di amiche e amici mi hanno convinto che provarci sarebbe inutile perchè proprio non mi ci vedono in quel ruolo e allora, pur con rispetto verso tutti, devo ammettere di essere un banale e convinto eterossessuale». ...e quelle dei gay Se i politici citati voltano pagina con una battuta e scrollandosi le spalle, la comunità omosessuale discute febbrilmente, nella maggior parte dei casi considerando controproducente e avventata l'iniziativa degli hacker. «Questa iniziativa è irricevibile da tutti i punti di vista, è un vero e proprio atto violento, nonchè perfettamente inutile. Colpisce la modalità della delazione: anonimi contributi, una lista di nomi, niente altro. Un pettegolezzo aberrante ed inaccettabile: lo stesso modo in cui le persone gay, lesbiche e transessuali sono state spiate, controllate, accusate, esposte al pubblico ludibrio e allo stigma sociale per secoli», attacca ad esempio Rossana Praitano, presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Un'iniziativa «becera, vile, barbara e senza alcuna prova», dice Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it. «Hanno lanciato il sasso e nascosto la mano. La pubblicazione della lista dei politici gay è sul piano etico fortemente sbagliata e potrebbe diventare anche un autogol nella lotta per i diritti civili: nella lista infatti sono presenti politici per niente omofobi e alcuni di loro si sono anzi più volte espressi a favore delle lotte per i diritti delle persone omosessuali», aggiunge Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay e presidente di Gaynet. «Una pagina da operetta: la strombazzatissima lista di politici gay omofobi è stata pubblicata non presenta nessuna prova, nessun dossier, nessuna fonte verificata o verificabile», commenta dal canto suo Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay. Sulla stessa linea Imma Battaglia, fondatrice di Gay Project, che si spinge oltre prefigurando un regolamento di conti interno alla comunità lgbt: «In una situazione come quella che stiamo passando in Italia la pubblicazione della lista dei politici gay non fa bene al movimento. La mancanza di prove è controproducente e Aurelio Mancuso avrebbe dovuto, essendo venuto a conoscenza di questo fare tutto il possibile per fermare la diffusione online, cosa che non ha fatto». Chiamato in causa, Mancuso replica: «Non posso fermare qualcosa che è partito e si è evoluto autonomamente, forse Imma non sa bene di quello che parla sul piano ideale e fattivo». «Bufala cinica e violenta» La pubblicazione della lista ha suscitato anche l'ira del ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, che ha commentato duramente: «Una bufala, cinica e violenta: diffamazione gratuita che non aiuta certo la causa della lotta contro l'omofobia, anzi, fomenta l'intolleranza e, quindi, la violenza. Il ricorso all'idea di "lista", poi, riporta alla nostra memoria orrori del passato che non si ripeteranno. Tutti coloro che si battono per il rispetto degli omosessuali e dei loro diritti - spiega il ministro - oggi condannano questa iniziativa ritenendola discriminatoria, sbagliata e controproducente: utilizzare il presunto orientamento sessuale come strumento politico è una bassezza. Il diritto e la libertà di essere se stessi è un principio fondamentale della Repubblica e tutti dovrebbero rispettarlo». 24/09/2011 Affari Italiani Ecco i nomi dei politici omofobi e gay. Da Milanese a Bonaiuti fino a Calderoli Venerdì, 23 settembre 2011 - 10:30:09 L'ora X è scoccata alle 10. Sul blog 'listaouting' è stata pubblicata una lista di dieci nomi di politici omofobi ma gay. Nell’elenco compaiono nomi di primo piano della scena politica italiana: da Paolo Bonaiuti a Gianni Letta, da Maurizio Gasparri a Roberto Calderoli. Ci sono anche Roberto Formigoni e Luca Volontè e Marco Milanese. Ma anche Massimo Corsaro, Mario Baccini, Ferdinando Adornato Naturalmente la responsabilità di questo “coming out” è tutta del blog sopracitato. Una iniziativa che fa discutere la comunita' Lgbt, divisa tra chi si e' detto favorevole, soprattutto privati cittadini sul web, e chi invece non ha per niente apprezzato, soprattutto leader politici del movimento. "Questa iniziativa - spiega il sito 'pirata' - nasce per riportare un po' di giustizia in un paese dove ci sono persone non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti e gli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva". L'outing di uomini pubblici e' "uno strumento politico duro ma giusto" per "far comprendere chiaramente come nel Parlamento italiano viga la regola dell'ipocrisia e della discriminazione". A questi nomi potrebbero seguirne altri di politici, ecclesiastici, personaggi dell'informazione. Gia' alcuni giorni fa Ivan Scalfarotto, vicepresidente dell'assemblea Pd si era dissociato dall'iniziativa e si era dimesso dal comitato d'onore di Equality Italia, il cui presidente Aurelio Mancuso veniva indicato da alcuni tra i promotori dell'outing, anche se l'interessato smentisce. "Non mi dissocio dalla rivendicazione dei nostri diritti - spiega Scalfarotto - ma questa pratica non contribuisce a costruire un paese piu' civile". E anche Paola Concia, che in Parlamento ha cercato invano di far approvare una legge contro l'omofobia, spiega che "e' un gesto estremo che io non farei mai, non e' la mia cultura politica. Essere gay non e' un'offesa o un insulto, io non mi offendo se mi dicono che sono lesbica". Concia, deputata Pd, invita pero' a riflettere "sul perche' qualcuno giunge a queste forme estreme", "invito tutti a interrogarci sul perche' in questo paese siamo arrivati a questo, perche' alcuni pensano di fare una battaglia politica in questo modo discutibile? Forse perche' siamo tra i paesi piu' omofobi, servirebbe una riflessione su questo". "Sono in dissenso netto" rincara la dose Franco Grillini. "E' un'operazione che serve solo a fare pubblicita' a chi la promuove". "La pratica politica non si fa cosi', e' non si fa sparando nel mucchio e in modo anonimo, ma individuando un personaggio importante su cui si hanno prove certe e con testimoni che testimoniano a viso aperto. L'ha inventata l'americano Michelangelo Signorile e nemmeno in Usa si fa piu'". Grillini critica dunque il fatto che "nel caso italiano il blog e' anonimo ed e' gestito da un portavoce che non si assume responsabilita' legali, ma parla di persone reali". "E' un fatto diseducativo anche per motivi pedagogici, e' gettare il sasso e nascondere la mano, una cosa vile. E' un'operazione sbagliata perche' sembra solo una vendetta e non porta nulla di positivo alla comunita' Lgbt". E Aurelio Mancuso, invece, cosa dice? "Io ed Equality non c'entriamo nulla", assicura. "Ma non condanno l'iniziativa di questo sito corsaro", afferma. "Tre sono le considerazioni. Innanzitutto e' uno stigma se qualcuno ti indica come gay? Se lo e' non siamo un paese europeo, la prima reazione che dovrebbero avere i dieci politici e' di non sentirsi offesi, semmai possono smentire, ma non certo offendersi. La seconda cosa e' che non c'e' nessun clamore per il fatto che milioni di omosessuali in questo paese non hanno diritti e vengono discriminati senza che questo sollevi indignazione. Tra l'indignazione per la pubblicazione dei dieci nomi di politici e l'indignazione per una politica che blocca la legge sull'omofobia, mi sento piu' vicino alla seconda". Infine, rimarca, "l'outing e' una pratica estrema praticata negli Stati uniti, in Germania e in Inghilterra, per mettere alla berlina chi e' pubblicamente omofobo ma in privato fa ben altro. In questo paese siamo o no in una situazione eccezionale? Anch'io la ritengo una forma estrema, ma questa operazione personalmente non mi dispiace, perche' da' voce a persone indignate da quello che accade. Io non condanno questi corsari". Corriere.it Lista gay: Grillini, viola privacy Ma contiene omofobi patentati (ANSA) – ROMA, 23 SET – “E’ sbagliato fare una lista di nomi, violando la privacy delle persone anche se, in alcuni casi, si tratta di omofobi patentati che fanno una politica senza coerenza con la propria identità ”. Lo afferma il responsabile diritti civili e associazionismo dell’IdV, Franco Grillini. “La pratica dell’outing ci lascia perplessi:la lotta politica si fa mettendoci la faccia. A differenza di quanto avvenuto con la pubblicazione dei dieci nomi fatta da anonimi, su un sito registrato all’estero”. Rainews 24 Lista di politici gay e omofobi su blog pirata. E' polemica L'operazione, annunciata da giorni, è scattata alle 10 di mattina: su un blog anonimo creato attraverso una piattaforma americana è comparsa una lista di dieci nomi di politici tacciati di essere gay - benchè non si siano mai dichiarati tali - e omofobi. I dieci politici inseriti nella lista sono esponenti di centro e di centrodestra (Udc, Pdl, Lega), tra i quali un ministro e un presidente di Regione. Ironiche le reazioni di due dei parlamentari che compaiono nella "outinglist". "Mi era giunta notizia - dice Massimo Corsaro, vicepresidente vicario del Pdl alla Camera - che il mio nome sarebbe stato strumentalmente inserito in un elenco infamante. Per un attimo ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto sommato meglio così". Di analogo tenore il commento di Mario Baccini, esponente del Pdl e presidente dei Cristiano popolari: "Sono seriamente preoccupato perché ho già ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia moglie Diana. A seguito della notizia mi hanno assicurato che si sta costituendo un comitato femminile per la tutela del maschio latino che lancerà una campagna di adesioni e raccolta firme affinche' l'Unesco mi riconosca come maschio patrimonio dell'umanità". Durissimo il giudizio del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. Si tratta - dice - di "una bufala, cinica e violenta: diffamazione gratuita che non aiuta certo la causa della lotta contro l'omofobia, anzi, fomenta l'intolleranza e, quindi, la violenza. Il ricorso all'idea di 'lista', poi, riporta alla nostra memoria orrori del passato che non si ripeteranno". La Carfagna rammenta che "il diritto e la libertà di essere se stessi è un principio fondamentale della Repubblica e tutti dovrebbero rispettarlo". Anche Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, punta il dito contro "una azione violenta di una minoranza dei movimenti gay che ricorre ad ogni mezzo per intimidire e minacciare di rappresaglie chi non condivide le sue rivendicazioni sponente del governo". L'idea di ricorre al cosiddetto "outing" - rivelare l'identità omosessuale di una persona senza il suo consenso - come forma di lotta contro le ipocrisie del mondo politico divide la stessa comunità gay. Difende l'iniziativa Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia ed ex numero uno di Arcigay, per il quale l'azione piratesca "è il frutto dell'indignazione di chi quotidianamente subisce violenze e insulti" e non merita di essere bollata come "macchina del fango": "Se uno dice ad un altro che è gay di cosa lo sta accusando?". Ma l'attuale presidente di Arcigay, Paolo Patanè, parla di "operazione spregevole" che "inganna la legittima rabbia delle persone gay, lesbo e trans esasperate dall'assenza di rispetto e delle leggi". Netta contrarietà anche da un'altra figura di riferimento della comunità omosessuale ed ex presidente di Arcigay, Franco Grillini, ora impegnato nelle file dell'Italia dei valori: "E' sbagliato fare una lista di nomi, violando la privacy delle persone anche se, in alcuni casi, si tratta di omofobi patentati che fanno una politica senza coerenza con la propria identità". No all'outing pirata anche dalla deputata Pd Paola Concia, ex presidente di Gayleft, secondo cui si tratta di "un modo estremo di fare battaglia politica" privo di trasparenza ed estraneo alla sua cultura. La "outinglist" potrebbe essere aggiornata con l'aggiunta di nomi non solo appartenenti al mondo politico, avvertono gli anonimi promotori. Che puntualizzando: "I politici di cui conosciamo le vere identità sessuali sono molti altri, presenti in tutti i partiti, per ora ci limitiamo a pubblicare un estratto di quelli appartenenti ai partiti che hanno votato contro la legge sull'omofobia". "Da questa vicenda dovremmo prendere spunto per avviare una riflessione pacata e rigorosa. Non condivido questa operazione di outing forzato poichè lede profondamente la sensibilità e il diritto alla privacy delle persone coinvolte. ritengo tuttavia che, per quanto sconsiderata, questa iniziativa sia figlia della radicalizzazione del dibattito sui diritti civili e la lotta all'omofobia". Così Ignazio Marino, senatore del Partito democratico. "Viviamo in un paese - continua Marino - che non ha ancora una normativa sulle unioni civili perché la cultura dei diritti è arretrata, e la politica è incapace di affermare 'laicamente' il principio della piena uguaglianza dei cittadini. Alla Camera, poi, è stata affossata la legge contro l'omofobia negando una protezione contro le aggressioni agli omosessuali. questa mancanza di garanzie e tutele rende il paese più fragile, è ora di porvi rimedio con provvedimenti concreti e non ipocriti sui diritti". "Becera, vile, barbara e senza alcuna prova", così Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it, definisce l'iniziativa. "Chi ha deciso quali nomi pubblicare e quali no? - chiede - Come sono stati raccolti questi nomi? Sulla base di quali prove è stato deciso di inserirli in questa lista? Cosa c'è a supporto di queste affermazioni? Siamo proprio sicuri che tutti i personaggi inseriti in questa lista siano effettivamente omosessuali o piuttosto sono solo pettegolezzi, dicerie, discorsi da bar?". Il direttore del sito inoltre addossa la paternità politica ad Aurelio Mancuso. Per De Giorni inoltre l'operazione outing potrebbe rivelarsi un boomerang per l'intera comunità lgbt italiana, che "in buona parte ha comunque ha giustamente preso le distanze da questa operazione". Dagospia CULI CHIACCHIERATI - L’ARCIGAY CONTRO LA LISTA OUTING: “UN MISEREVOLE RIGAGNO DI PETTEGOLEZZI” - DA GRILLINI UN COLPO AL CERCHIO E UNO ALLA BOTTE: “UNA PORCATA, MA…” - REPLICANO FORMIGONI (“FANTASIE MALATE”), CORSARO (“MEGLIO GAY CHE TRA INTERISTI OCCULTI”) E BACCINI (“HO CENTINAIA DI DONNE IN APPRENSIONE”) - L’INCARFAGNATA: “BUFALA CHE FOMENTA L'INTOLLERANZA”… 1. ARCIGAY, UN MISEREVOLE RIGAGNO DI PETTEGOLEZZI... (ANSA) - "Una pagina da operetta: la strombazzatissima lista di politici gay omofobi è stata pubblicata con ben 20 minuti di anticipo, e contiene 10 nomi di politici, nessuna prova, nessuna evidenza della loro omofobia, nessun dossier, nessuna fonte verificata o verificabile, almeno per ora". E' quanto afferma Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay. Paolo Patanè "Alcuni dei nomi sono chiacchierati e, di bocca in bocca, corre la presunzione della loro omosessualità. Alcuni sono molto omofobi, altri non hanno mai espresso pubblicamente il loro pensiero sull'argomento, ma hanno votato contro una timidissima legge contro l'omofobia. Nessuno di loro è politicamente difendibile, ci mancherebbe, ma quello di cui sono oggetto è banale gossip da parte di anonimi", ha aggiunto Patané. "Qui siamo oltre la valutazione dello strumento outing, da cui ci siamo da subito discostati in coerenza con la nostra cultura, la nostra tradizione ed i nostri principi, qui siamo di fronte ad un miserevole rigagnolo di pettegolezzi senza fondamento preciso che finisce per ingannare le aspettative delle persone, la loro rabbia e la sofferenza per la mancanza di diritti. L'operazione così conclusa non ha alcun valore ma solo il ridicolo della sua inconsistenza e il cinismo con cui ha giocato sulla stanchezza delle persone lgbt", ha concluso Arcigay. FRANCO GRILLINI 2. GRILLINI, VIOLA PRIVACY, CONTIENE OMOFOBI PATENTATI... (ANSA) - "E' sbagliato fare una lista di nomi, violando la privacy delle persone anche se, in alcuni casi, si tratta di omofobi patentati che fanno una politica senza coerenza con la propria identità". Lo afferma in una nota il responsabile diritti civili e associazionismo dell'IdV, Franco Grillini. "La pratica dell'outing ci lascia perplessi, perché la lotta politica si fa, mettendoci la faccia e correndo anche i relativi rischi. A differenza, invece, di quanto è avvenuto con la pubblicazione dei dieci nomi fatta da anonimi, su un sito registrato all'estero". Grillini aggiunge: "Volendo trovare qualcosa di positivo in questa vicenda possiamo riflettere sulla gigantesca ipocrisia di molte persone di potere che sostengono una politica omofoba, clericale, opponendosi all'affermazione dei diritti civili per poi combinarne di tutti i colori nella vita personale, come fa Berlusconi. In un paese normale, con un normale standard democratico, queste persone sarebbero costrette immediatamente alle dimissioni. Ma, si sa, l'Italia non è un paese normale". FORMIGONI 3. FORMIGONI, FANTASIE MALATE, TUTTE SCIOCCHEZZE... (ANSA) - "Fantasie malate di personaggi inqualificabili. Non perdete tempo a seguire queste sciocchezze estreme". Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato così, a margine di un incontro al Pirellone, la pubblicazione del suo nome nella lista di 10 politici che, secondo un blog pirata, sarebbero segretamente omossessuali e omofobi. MARIO BACCINI 4. BACCINI, HO CENTINAIA DI DONNE IN APPRENSIONE... (ANSA) - "Sono seriamente preoccupato perché ho già ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia moglie Diana". E' questo il commento ironico di Mario Baccini, impegnato in una riunione a Milano, dopo aver scoperto di essere stato inserito nella outing list di gay e omofobi. "A seguito della notizia - ha aggiunto Baccini - mi hanno assicurato che si sta costituendo un comitato femminile per la tutela del maschio latino che lancerà una campagna di adesioni e raccolta firme affinché l'Unesco mi riconosca come maschio patrimonio dell'umanità". 5. CORSARO, MEGLIO GAY CHE TRA INTERISTI OCCULTI... (ANSA) - "Mi era giunta notizia che il mio nome sarebbe stato strumentalmente inserito in un elenco infamante. Per un attimo ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto sommato meglio così ... ". Il vice presidente vicario del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, commenta con ironia la pubblicazione del suo nome nella lista di 10 politici che, secondo un blog pirata, sarebbero segretamente gay. SILVIO BERLUSCONI MARA CARFAGNA 6. CARFAGNA, BUFALA CHE FOMENTA L'INTOLLERANZA... (ANSA) - "Una bufala, cinica e violenta: diffamazione gratuita che non aiuta certo la causa della lotta contro l'omofobia, anzi, fomenta l'intolleranza e, quindi, la violenza". Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, sulla pubblicazione, in rete, da parte di anonimi, di una lista di presunti politici omofobi. "Il ricorso all'idea di "lista", poi, riporta alla nostra memoria orrori del passato che non si ripeteranno. Tutti coloro che si battono per il rispetto degli omosessuali e dei loro diritti oggi condannano questa iniziativa ritenendola discriminatoria, sbagliata e controproducente: utilizzare il presunto orientamento sessuale come strumento politico è una bassezza". "Il diritto e la libertà di essere se stessi è un principio fondamentale della Repubblica e tutti dovrebbero rispettarlo", conclude Carfagna.

(ER) HIV – GRILLINI(IDV): APPROVATA RISOLUZIONE A SOSTEGNO DEI CONSULTORI AUTOGESTITI PER LA LOTTA ALL’HIV IN EMILIA ROMAGNA  

“Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione in sede di Consiglio regionale della risoluzione Idv a sostegno dei consultori autogestiti per la lotta all’Hiv in Emilia-Romagna”Lo dichiara Franco Grillini, consigliere Idv in Regione.

“Grazie a questo atto – continua Grillini - saranno favorite e promosse sul territorio forme di assistenza e solidarietà, anche psicologica, attraverso specializzati gruppi di volontariato nei confronti dei malati e delle persone sieropositive.

In ultimo, sarà organizzata una campagna regionale di sensibilizzazione rivolta agli studenti delle scuole medie e superiori per mettere in guardia le giovani generazioni dal rischio delle malattie sessualmente trasmissibili”.

“Essendoci un’altissima percentuale di sieropositivi ignari di essere in questa condizione – conclude il dipietrista - auspico che l’approvazione di questa risoluzione porti alla realizzazione anche in Emilia-Romagna, come già in altre città europee, di centri cosiddetti check point a gestione mista pubblico/associazionismo per la somministrazione di test rapidi e per diffondere una cultura del della prevenzione tesa alla diminuzione dei contagi”.

Se sei curioso di sapere cosa è un check-point visita il sito:

http://www.bcncheckpoint.com/en/bcn-checkpoint/

Così Franco Grillini, consigliere regionale dell'Emilia Romagna e Presidente di Gaynet, da Venezia commenta "Quando la notte", il film di Cristina Comencini in concorso al Festival del Cinema e al centro delle polemiche, dopo i fischi durante la proiezione per la stampa e i 7-8 minuti di applausi del pubblico. Per quanto il mondo in cui il Festival affronta le tematiche gay, Grillini loda il film di Al Pacino "Wilde Salome".Grillini è un affezionato del Festival, come racconta lui stesso.
Link all'intervista:

«Propaganda contro chi la pensa diversamente». Don Contarini: «Chi non lo espone è omofobo?». Monsignor Costa: «Rallenta l’integrazione». Per Grillini iniziativa lodevole

PADOVA —E’ un semplice adesivo, una targhetta di pochi centimetri. Ma capace di attirare ideali e visioni della vita radicalmente diversi. Era inevitabile che il bollino «gay friendly», la certificazione ufficiale del turismo omosessuale ideata dal Consorzio di promozione turistica, portasse polemiche a Padova. «Sì, e poi mi aspetto anche il Muslim friendly, il Single friendly e cos’altro?—sbotta don Cesare Contarini, rettore del Collegio Barbarigo e già direttore della Difesa del Popolo, il periodico della Diocesi—Mi pare un’iniziativa propagandistica, utile solo a far arrabbiare chi la pensa diversamente. E se poi un negozio non espone il bollino? Sarà additato come omofobo? ». Di iniziativa «alla moda» aveva parlato ieri il presidente provinciale dell’Ascom, Fernando Zilio, ricordando che in fondo mai nessun esercizio aveva manifestato tendenze omofobe o discriminatorie. Nessuno mette in dubbio la necessità di una reale pari opportunità, ma in molti hanno da ridire sull’utilità del bollino. Il marchio, una sorta di identificativo per chi accetta di buon grado una frequentazione omosessuale, dovrebbe essere esposto a partire dal prossimo anno all’ingresso di ristoranti, alberghi, locali. Questo almeno quanto annunciato da Etta Andreella, del Consorzio di promozione turistica, dal palco del «Padova Pride Vilage», la festa organizzata ogni anno dall’Arcigay. Un bollino che eleggerà la città del Santo, prima in Italia a ideare un’iniziativa di questo tipo, capitale del turismo omosessuale.

«Rispettare tutte le persone, al di là del loro orientamento, è un conto—aggiunge monsignor Franco Costa, direttore dell’Ufficio scuola della Curia padovana — ma perchè scriverlo fuori dai negozi? Allora voglio che venga precisato che anche i preti sono i benvenuti. Secondo me rema contro una reale integrazione dei gay». Ma è ovvio che dietro all’iniziativa si nasconda una concreta strategia per intercettare flussi turistici statisticamente più facoltosi della media (non a caso è stato coniato l’acronimo «Dink», ovvero «Double Income No Kids», cioè «doppio stipendio e non bambini»), sfruttando l’accoglienza di una città che già da tempo si è guadagnata l’appellativo di «gay friendly». «Dipende però da cosa significa questo — precisa Gian Ernesto Zanin, presidente di Federturismo Veneto e proprietaio dell’hotel Plaza—noi a Roma abbiamo un albergo "gay friendly", ma non si tratta solo di attaccare un adesivo. Si tratta anche di formare il personale ad alcune cortesie, riservatezze e richieste che potrebbero far piacere ad una clientela omosessuale». A completare l’elezione di Padova a capitale del turismo gay sarà infine una sezione appositamente creata nei siti turistici. Come già fatto da altre regioni (la Toscana per esempio), sarà ideata una pagina contenente percorsi, suggerimenti, idee per il turista omosessuale. Chi è pronto a scommettere sul successo dell’iniziativa è Franco Grillini, politico e presidente dell’Arcigay. «Bravi veramente, una bella iniziativa— dice—anche perchè spesso è l’economia, visto che pecunia non olet, a divenire una sorta di testa d’ariete per cambiare la mentalità della gente. E allora ben vengano iniziative di questo genere. Anzi, la mia speranza è che Padova possa fare scuola e che tutta Italia la segua».
Riccardo Bastianello
 Corriere del Veneto 31 agosto 2011

TURISMO: PADOVA 'GAY FRIENDLY'?;CONSORZIO, BOLLINO NON C'E'
(ANSA) - PADOVA, 31 AGO - Il bollino turistico di Padova 'Gay Friendly' non c'e' ancora, e non e' detto ci sara', ma la sola idea lanciata dal palco dei 'Gay Pride' da un consigliere del Consorzio Turismo, Etta Andreella, ha gia' scatenato polemiche. Soprattutto da parte della Curia padovana, che con don Cesare Contarini - riferisce 'Il Corriere Veneto' - la ritiene 'un'iniziativa propagandistica, utile solo a far arrabbiare chi la pensa diversamente'. 'Questa resta la citta' del Santo, e del caffe' Pedrocchi' puntualizza sul 'Gazzettino' padre Ugo Sartorio, direttore del 'Messaggero di sant'Antonio'.
La targhetta turistica di citta' 'aperta ai gay' pero' ancora non esiste. 'Il Consorzio di promozione turistica - spiega il presidente Antonio Piccolo - ha allo studio un progetto per fare di Padova un luogo aperto a tutte le sensibilita' sociali che si vanno manifestando: dalla diversita' sessuale, appunto, fino alla sensibilita' verso gli animali, che ancora non sono accolti in molti alberghi'. L'idea del bollino, continua Piccolo, non e' del Consorzio; e' stata proposta da un consigliere di amministrazione, Etta Andreella, che rappresenta il settore delle agenzie di viaggio. 'Non sappiamo ancora - prosegue Piccolo - come questo progetto si tradurra' praticamente. E' un dibattito che abbiamo avviato, ma e' presto per dire con quali strumenti prendera' forma'. Piccolo ricorda tuttavia che diversi alberghi della citta' di Padova si stanno gia' muovendo su questa tema, e sui loro siti compare gia' da tempo l'etichetta di hotel 'gay friendly'. (ANSA).

GM 31-AGO-11 12:56

L'agenzia stampa di ieri


L'iniziativa è del Consorzio di Promozione turistica

Padova, 30 ago. (TMNews) - Padova come San Francisco. Che la città del Santo abbia sempre espresso massima apertura all'accoglienza di gay e lesbiche era cosa risaputa. Basti vedere il numero di locali 'gay oriented'. Dall'anno prossimo, grazie a un'iniziativa voluta dal Consorzio di promozione turistica cittadino, il bollino 'gay friendly' comparirà sulle vetrine di bar, negozi e alberghi disponibili all'accoglienza di clientela omosessuale.Ne dà notizia in un articolo 'Il Corriere del Veneto'.
Soddisfazione è stata espressa dall'assessore all'ambiente nonché presidente di Arci Gay Veneto, Alessandro Zan. A completamento dell'iniziativa ci saranno anche della pagine web dedicate sui principali siti del turismo padovano.Meno soddisfatto, invece, il deputato del Pdl, Filippo Ascierto che ha criticato il bollino definendolo "un controsenso" volto a rimarcare la differenza tra eterosessuale ed omosessuali.


america oggi

Nozze gay. Sposi in Spagna simulano il rito a Bologna

BOLOGNA. Due sposi gay, mano nella mano, seduti nella sala dei matrimoni del Comune di Bologna, dove forse non si aspettavano nemmeno loro di entrare. Ottavio Marzocchi e Joaquin Nogueroles Garcia, entrambi funzionari dell'Unione Europea, si sono scambiati le fedi il 20 agosto a Polinyà de Xuquer, duemila abitanti vicino a Valencia. A suggellare l'unione, il fratello di Joaquin, assessore locale. E' stato ancora lui, simbolicamente, con a fianco Cathy La Torre, capogruppo vendoliana a Bologna, ad abbozzare il rito nella città di Ottavio. Tra gli applausi di parenti ed amici, ne è nata una festa di nozze improvvisata e simbolica, con tanto di baci e foto nel balcone che dà su piazza Maggiore. I due neoconiugi, 38 e 36 anni, fidanzati da quattro, vivono a Bruxelles. E lì chiederanno che la loro unione venga riconosciuta, come peraltro è previsto dalle leggi del Belgio. Hanno però salito le scale di Palazzo D'Accursio, per avere anche qui una risposta politica: accompagnati da un corteo dell'associazione radicale Certi Diritti (tra gli altri l'ex parlamentare Franco Grillini), volevano la trascrizione nel registro delle nozze. Per questo speravano di essere ricevuti da Virginio Merola. Assente il sindaco (alla manifestazione Anci), non presenti neppure altri assessori, nessuno ha impedito loro di entrare in Sala Rossa e far festa. A Merola, che per il momento non ha dato risposte, invieranno una richiesta nei prossimi giorni. Subito intanto sono andati all'anagrafe: a loro è stato gentilmente risposto che serve una copia dell'atto spagnolo, ma anticipando già che, mancando una legge nazionale, sarà un no obbligato. I due faranno ricorso alla Corte di giustizia europea e alla Corte europea dei diritti dell'uomo. "In Belgio siamo cittadini come tutti gli altri, mentre qui siamo di serie B", ha detto Ottavio sventolando davanti ai cronisti il libretto di famiglia spagnolo. "Qui ci sono i nostri nomi, e c'é lo spazio pure per i figli. Se un domani decidessimo di adottarne, per le autorità italiane sarebbero orfani. Siamo indietrissimo, l'Iran d'Europa". Per protesta gli sposi sarebbero anche disposti a prendere in moglie una donna, in Italia, creando così un corto circuito giuridico tra i paesi. Il loro primo passo comunque passa da Bologna, "dove un giorno potremmo trasferirci". Bologna, definita città Gay Friendly' da una recente ricerca dell'Arcigay e candidata ad ospitare il Pride 2012 ma che, come in tutta Italia, non può legittimare il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Così Matteo e Matteo, bolognesi, sono stati i primi gay italiani sposi a New York, esattamente un mese fa. Poi c'é Sergio Lo Giudice, capogruppo Pd in Comune, che sabato ha detto sì al suo compagno, in esilio' a Oslo.


La Repubblica

MARTEDÌ, 30 AGOSTO 2011

Pagina I - Bologna

La storia 

Non solo matrimoni il Cassero vuole il Gay Pride   


ROSARIO DI RAIMONDO


Il Gay Pride 2012 a Bologna, per festeggiare i trent´anni del Cassero, circolo omosessuale tra i più importanti e longevi del Paese. L´ha annunciato ieri Emiliano Zaino, presidente dell´Arcigay cittadino, a Palazzo d´Accursio, dove si stava trascrivendo nei registri comunali l´atto di matrimonio di Ottavio Marzocchi e Joaquin Nogueroles Garcia, due funzionari Ue che il 20 agosto si sono sposati in Spagna.
I due, circondati da parenti e amici, hanno simbolicamente simulato le nozze nella Sala Rossa del Comune, luogo dove vengono celebrati i riti civili. Ed è stata Cathy La Torre, capogruppo di Sinistra e Libertà in consiglio comunale, a unire la coppia.
SEGUE A PAGINA VII


(segue dalla prima di cronaca)
I coniugi avrebbero voluto incontrare il sindaco Virginio Merola, per chiedere la trascrizione dell´atto nel registro comunale, come si fa all´estero. La stessa richiesta che verrà posta, al rientro in Italia, dal capogruppo del Pd Sergio Lo Giudice, che sabato ha sposato Michele Giarratano a Oslo. «Una cosa che non si può fare», ha ammesso la stessa La Torre, in risposta alla provocazione di Franco Grillini, consigliere regionale dell´IdV, che ha chiesto al sindaco «un atto di coraggio nel fare questa trascrizione, anche se qualche tribunale la cancellerà. Zangheri e Imbeni dissero sì al Cassero». E se ieri Merola era assente "giustificato" (a Milano per la manifestazione dell´Anci), venerdì è atteso proprio al Cassero per una riproposizione delle nozze di Lo Giudice e Giarratano.
Cadrà invece il 7 settembre il primo anniversario della morte di Marcella Di Folco, storica leader del Mit (Movimento per l´identità transessuale), consigliere comunale sotto le Due Torri, primo transessuale ad esservi eletto, nel 1995: un ordine del giorno chiederà di intitolarle una via della città. E ancora, a fine settembre, si saprà se la Rainbow Flag, la bandiera arcobaleno simbolo storico del Gay Pride, potrà sventolare a Bologna. Sarebbe la terza volta in città, dopo la prima "marcia dell´orgoglio" nel 1995 e, nel 2008, quella dei duecentomila partecipanti che intonarono lo slogan "Laicità, parità, dignità".

Il Carlino

BOLOGNA CRONACA pag. 11
Gay, nozze finte in Sala Rossa «Sposi in Spagna. E qui?»
Grillini sfida Merola: «Gay Pride sotto le Due Torri»
CIRCONDATI da parenti e amici, giunti fin dalla Spagna, si sono scambiati un bacio seduti nella Sala Rossa di Palazzo D'Accursio, proprio dove vengono celebrati i matrimoni in rito civile. Ottavio Marzocchi e Joaquin Nogueroles Garcia, entrambi funzionari dell'Ue, si sono sposati vicino Valencia il 20 agosto scorso. E ieri, scherzosamente, hanno voluto simulare le nozze anche nella città natale di Ottavio. La coppia omosessuale, con un corteo organizzato dall'associazione radicale Certi Diritti', avrebbe voluto incontrare il sindaco Virginio Merola, per chiedere «la trascrizione del matrimonio sul registro comunale», così come avviene solitamente per le unioni (eterosessuali) contratte all'estero. Ma il primo cittadino era a Milano per la manifestazione dell'Anci. Così i novelli sposi, prima di recarsi in anagrafe per consegnare tutta la documentazione del caso, hanno pensato di fare da soli. Ad abbozzare il rito ci ha pensato la capogruppo di Sel in Consiglio e vicepresidente del Mit (Movimento identità transessuale) Cathy La Torre e l'assessore di Polinyà de Xuquer, fratello di Joaquin, che ha già unito i due in Spagna. «IL FATTO che siano potuti entrare in Sala Rossa ragiona La Torre è già un segnale di accoglienza da parte del Comune». Anche se per la trascrizione non c'è stato nulla da fare. I due sono stati ricevuti da alcuni funzionari comunali, ma senza raggiungere il risultato sperato. Perché? Semplice: «la legge italiana non lo consente», ammette Ottavio deluso e amareggiato. «Siamo l'Iran d'Europa accusa quindi il consigliere regionale dell'Idv Franco Grillini . Spero che Merola farà lo stesso la trascrizione del matrimonio. Anche se poi un Tribunale qualsiasi l'annullerà. Non chiediamo di violare la legge, ma di dare un segnale forte». Perchè, prosegue Grillini, per gli omosessuali italiani «il fascismo non è mai finito e il matrimonio resta un privilegio per eterosessuali. Merola quindi ha concluso dimostri di essere un sindaco all'altezza di Imbeni e Zangheri, che trent'anni fa permisero l'apertura del Cassero. Il primo circolo gay riconosciuto nel nostro Paese». E ARCIGAY, proprio in occasione dell'anniversario, ha proposto Bologna come sede per il Gay Pride 2012. Anche il 7 settembre prossimo sarà una data importante per la comunità Lgbt bolognese. Ricorre infatti un anno dalla morte di Marcella Di Folco, storico leader del Mit e consigliere comunale. Per ricordarla Sel chiederà di intitolarle una via.


Bologna città aperta per i gay. Sotto le due torri, ci sono buoni servizi sociali per chi è emarginato a causa del suo orientamento sessuale, un´ottima qualità della vita, tolleranza per i "diversi" e, in ultima istanza, una piazza dove le occasioni per prostituirsi sono più frequenti che altrove. È quel che emerge da una ricerca finanziata (100 mila euro) dal ministero del Welfare in quattro città campione: Milano e Roma (in quanto metropoli), Bologna (in rappresentanza dei centri medio-grandi) e Cosenza (quale realtà di provincia del sud). L´indagine, che consta di un´ottantina di interviste a omosessuali in condizioni di marginalità, è stata condotta, tra gli altri, dall´antropologo Carlo Francesco Salmaso e dalla responsabile salute di Arcigay Rebecca Zini. I ricercatori hanno ascoltato anche una trentina di operatori che si occupano di questo tema nelle strutture di assistenza. A Bologna, il campione annovera 15 interviste a omosessuali in difficoltà e a 12 operatori in strutture di assistenza.
Nella nostra città il mondo gay (raccolto sotto la sigla "lgbt" (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), trova una società tollerante e attenta oltre che una rete di servizi che dialogano in rete, sia quelli laici che quelli cattolici. Semmai, chi ha più difficoltà, è il sistema dell´assistenza pubblica che non riesce a lavorare in modo ottimale anche perché «il decentramento nei quartieri ha creato confusione». Ben diversa la situazione altrove. A Roma dopo il caso Marrazzo e i frequenti episodi di intolleranza verso i gay, si registra un progressivo peggioramento delle condizioni di vita degli omosessuali, specie quelli "marginali" che vivono senza fissa dimora tra la strada dove si prostituiscono e i dormitori che frequentano. Ma stando alle conclusioni di Salmaso, uno degli elementi che fanno preferire Bologna è l´idea che la città possa essere un mercato più favorevole per la prostituzione. Una conclusione sulla quale non è del tutto d´accordo Franco Grillini, presidente onorario dell´Arcigay: «Nella scelta di Bologna, prevale la qualità della vita non certo questo elemento» spiega. «Anche perché, gran parte dell´omosessualità bolognese è intellettuale, per esempio composta da studenti che si prostituiscono solo occasionalmente per aumentare il proprio reddito o per mantenersi agli studi».
Per Zini «l´omofobia è anche tutto ciò che porta all´emarginazione sociale» in particolare «tra le persone che provengono dal sud, si trovano episodi di allontanamento dalle famiglie». Su questo disagio si innescano droga e alcolismo e solo successivamente vengono le difficoltà sul lavoro dove l´ostilità e la discriminazione riguarda soprattutto i trans. Ma anche tra gli emarginati, l´omosessualità è spesso fonte di ulteriori discriminazioni. Nei dormitori, come riferiscono i ricercatori, esiste una forte omofobia che spesso è causa di risse. «Il punto vero - riprende Grillini - è che in Italia mancano le grandi città rifugio come Parigi, Londra o Berlino dove le comunità gay sono più protette e mimetizzate. A Parigi vive la metà degli omosessuali francesi. Da noi è Milano il centro più attrattivo con circa 300 mila gay. Bologna è accogliente perché qui 29 anni fa nacque il circolo "Ventotto giugno" e da allora la nostra città può essere considerata la ‘capitale politica´ del movimento». 

La Repubblica, martedì 9 agosto 2011
MARTEDÌ, 09 AGOSTO 2011
Pagina IV - Bologna
Bologna a misura di gay "Qui servizi sociali più attenti"
Studio del governo. L´ombra della prostituzione omosex
VALERIO VARESI

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 3

Il Resto del Carlino

«Ma in strada sono pochi La massa sta su Internet»

Franco Grillini, lo storico ideatore dell'Arcigay
CON DI PIETRO Franco Grillini, 56 anni, attualmente è un consigliere regionale dell'Italia dei valori
di LUCA ORSI BOLOGNA è, da alcuni decenni, una «città mito» per il movimento omosessuale italiano. E non solo. Qui, nel 1985, nasce l'Arcigay. E il Cassero inaugurato tre anni prima come circolo di cultura omosessuale 28 giugno' è oggi, con oltre 15mila iscritti, «il gay lesbian center più importante in Italia», spiega Franco Grillini, 56 anni, ideatore dell'Arcigay, di cui è presidente onorario dal 1998. Che Bologna sia una città gay friendly, dunque, non c'è alcun dubbio. Quanto al fatto che sia la mecca della prostituzione omosessuale, Grillini frena: «A me non risulta...». Certo, il fenomeno «non riguarda solo i soggetti marginali», cioè con forti problemi sociali. Ma, «in certi periodi della vita, può interessare» anche omosessuali integrati nel tessuto sociale cittadino. IMPOSSIBILE, però, ipotizzare numeri. Ma, in una città «in cui si può stimare una presenza di 35-40mila omosessuali», calcola Grillini una percentuale più alta della media italiana in rapporto agli abitanti , è facile pensare che il fenomeno della prostituzione sia più diffuso che altrove. Di certo, precisa il presidente onorario dell'Arcigay, «la prostituzione maschile omosessuale in strada, a Bologna è estremamente marginale: parliamo di alcune unità, forse neppure una decina» di persone. Molto più diffusa, sui marciapiedi ed è sotto gli occhi di tutti la prostituzione di travestiti e transessuali. PER prostituirsi, spiega Grillini, ormai da anni i maschi gay «utilizzano Internet». Nella rete «eviti i rischi della strada, i contatti avvengono con più sicurezza». Volendo, «l'anonimato è garantito, e questo evita indebite intrusioni nella vita privata». Più in generale, poiché quasi sempre quella di prostituirsi è, per un omosessuale, una scelta a tempo determinato, legata a momenti della vita (solitudine, necessità di denaro), «lavorando su Internet puoi entrare e uscire dal mondo della prostituzione senza conseguenze». SOTTO le Due Torri, afferma Grillini, il mondo Lgbt lesbiche, gay, bisessuali e transgender trova da sempre «un'accoglienza e una possibilità di convivenza civile più accentuate che altrove». Anche se, anche qui, il movimento «non è riuscito a superare una propria cronica debolezza, cioè l'assistenza alle fasce più deboli: dagli homeless omosessuali, ai giovani cacciati di casa, agli anziani, categorie per le quali mancano strutture di sostegno e accoglienza». A BOLOGNA, comunque, «ci si trasferisce volentieri», dice Grillini, confermando i dati della ricerca dell'Arcigay. Le altre due mete privilegiate per chi vuole fuggire i pettegolezzi dei piccoli centri o il rifiuto delle famiglie sono Roma e Milano. La nostra Università è una potente calamita. «Conosco ragazzi omosessuali che, per venire a studiare qui, hanno scelto appositamente facoltà non presenti nelle loro città», racconta Grillini. E l'Alma Mater, assicura, «ha la percentuale più alta di studenti gay in Italia».

LETTERE E AGENDA pag. 14

L'OMOMERCATO Per gay e trans, Bologna è il paese di Bengodi. Vero: non abbiamo mai avuto tanti Grillini per la testa
('GAY: AVVENIRE, MATRIMONIO CONCIA...' DELLE 16.26) (ANSA) - ROMA, 7 AGO - ''L'Avvenire attacca il matrimonio di Paola e Riccarda dimostrando di accusare il colpo perche' almeno in Germania i niet Vaticani valgono meno di zero''. Lo afferma Franco Grillini, presidente di Gaynet, sulle critiche del quotidiano cattolico per le nozze tra le due donne celebrate in Germania.
''Gli argomenti dell'Avvenire - dice in una nota - sono i soliti triti e ritriti sul diritto naturale, sulla riproduzione, ecc ecc che abbiamo gia' sentito milioni di volte. Cio' che diverte nell'editoriale di Avvenire e' l'accusa di ideologismo come se proprio il Vaticano non fosse il principale fautore dell'ideologia familista alla base dei mali del nostro paese.
Cio' che ha dato fastidio all'Avvenire e' la grande copertura mediatica dell'evento. In effetti sono finiti i tempi in cui gay e lesbiche si nascondevano come pretendeva il fanatismo religioso che al mondo Lgbt riservava omerta' e silenzio. Per la cronaca dell'Avvenire - conclude Grillini - informiamo che ci saranno altre decine di matrimoni di coppie Lgbt italiane all'estero finche' non sara' possibile fare in Italia cio' che e' gia' normalita' in quasi tutta Europa''. (ANSA).
Grillini (Gaynet), matrimonio di Paola Concia e Ricarda Trautmann, una augurio affettuoso.
Per garantire i propri diritti in Italia si è costretto ad emigrare
Nel formulare un affettuoso augurio a Paola e Riccarda per il loro matrimonio celebrato oggi a Colonia non possiamo non far rilevare che per garantire i propri diritti le coppie lesbiche e gay italiane devono emigrare.
Sono tante le coppie che lo hanno fatto approfittando anche del fatto che in alcuni paesi non è più richiesto il requisito della residenza come a New York,  Oslo e persino le Azzorre dove si è sposata proprio in questi giorni una coppia veneta.
Il fenomeno dei matrimoni gay oltreconfine ha ormai raggiunto proporzioni ragguardevoli e sono decine e decine le coppie che sono state costrette ad "emigrare" per potersi sposare essendo quello del matrimonio in Italia un privilegio riservato solo agli eterosessuali.
I matrimoni delle coppie lgbt italiane celebrati all'estero rendono quanto mai visibile il medioevo dei diritti che caratterizza il nostro paese governato da una destra troglodita capace solo di fare battutacce maschiliste e bocciare sistematicamente ogni norma sui diritti civili volta a modernizzare l'Italia.
Oggi si è sposata una deputata della Repubblica anch'essa costretta all'emigrazione dei diritti in quella Germania che è diventata un esempio di democrazia e di libertà. Oggi verrebbe da dire "siamo tutti gay tedeschi".
Franco Grillini
Presidente di Gaynet
Direttore di Gaynews
COM-BOS 07-AGO-11 18:56
L'unità di domenica 7 agosto 2011
Articolo di Claudia Fusani

Nella casa di Di Pietro amici e avversari:   "Qui mai Berlusconi". Grillini porta 5 kg di tagliatelle fatte a mano

Alla festa delle trebbiatura vanno tutti, “amici e avversari” dice Di Pietro, chi passa di qua, anche chi non ha aiutato nel raccolto,  “purchè abbia voglia di collaborare e condividere qualcosa”. Alla masseria Di Pietro, sul cucuzzolo di Montenero di Bisaccia arrivano tutti, ogni anno. Anche gli avversari: “Il sindaco è di centro destra ma stamani ha riaperto gli uffici comunali apposta per noi per timbrare i moduli per la raccolta delle firme per l’abolizione del porcellum”. Quello del referendum per una nuova legge elettorale è il primo banchetto entrando sulla destra nel grande prato, tra mazzi di bandiere tricolori, alzate di frutta, fantasie di pasticceria secca, grill per arrosticini, porchetta, il pasta party e il palco musica dal vivo, anni sessanta e settanta, Nomadi, Battisti, Mina, Creedence clear water revival fino a “Guarda” di Giuliano e i notturni e l’intramontabile Gloria Gaynor. Tremila coperti, decine e decine di tavolate di legno con tavoglie di carta. La festa comincia al tramonto.  I ritmi della terra restano gli stessi negli anni. A volte possono cambiare i prodotti. “Una volta a mio padre erano cresciuti proprio qua sotto centinaia di meloni, siccome non sapeva che farsene e mia madre brontolava perché stavano andando a male, lui li mise in strada con il cartello regalasi. Sparirono in poche ore”. Una volta i meloni. Oggi la possibilità di firmare per cambiare la legge elettorale. 
C’è poco da fare: quando è quassù Di Pietro diventa Tonino ed è un uomo felice, ride e sorride cosa che gli riesce assai poco laggiù a Roma. Maglietta e jeans e sandali si piazza sul vialetto d’ingresso in mezzo al prato e dà vita alla cerimonia dei saluti. Arriva Sabatino, da Isernia, con caciocavallo di 20 chili, Tonino: “Iamma mò, questo è il più grande di sempre”. Arriva Franco Grillini con 5 chili di tagliatelle “in onore delle sfogline”. E poi vino e grappe. Dalla Calabria una grappa di fichi. “Ma mica i fichi secchi che ci ha raccontato ieri Berlusconi in quella conferenza stampa  che gli ha imposto di fare l’Europa e la Bce per correre ai ripari in questo disastro economico”. Ecco, la manovra anticipata e il dietro front del premier irrompono tra i tavoli e i profumi delle grigliate che alle otto di sera cominciano a diffondere i sapori e gli odori antichi delle feste della trebbiatura. Tonino salta sul palco, con la moglie Susanna e i figli Cristiano e Totò e Anna, a cui dedica la festa perché si è appena laureata. Ci sono molti onorevoli - Zazzera, Evangelisti, Belisario, Caforio -, politici locali (Franco Grillini, Cristina Scaletti, un polemico assessore provinciale di Torino Roberto Cermignani che ce l’ha con il taglio delle province, ospite d’onore il professor Roberto D’Alimonte, docente a Firenze, esperto di sistemi elettorali. Il richiamo che arriva dai buffate e dalle griglie è forte. Ma gli ospiti hanno voglia di sapere. “Il momento è grave – dice Di Pietro – perché abbiamo due presidenti del consiglio, uno che mercoledì va alla Camere, dice che va tutto bene, ragiona con la sua testa e quindi sragiona; uno che venerdì dice il contrario, che il paese è a rischio fallimento, perché parla con la testa dell’Unione europea e quindi racconta come è stato commissariato.  Uno così è incapace di intendere e di volere e va espulso perché da solo non se ne va”. 
Alla festa della trebbiatura andavano e vanno tutti, nemici e amici. Anche al tavolo della crisi. “Sia chiaro – scandisce le parole Tonino - noi collaboriamo, con tutte le opposizioni (il 16 settembre alla festa del partito è a Vasto con Bersani e Vendola, ndr)  e non solo e siamo disposti a fare una manovra fino a 70 miliardi con il pareggio nel 2013”.  Prende fiato e la dice ancora meglio: “Il problema non è tanto chi c’è al tavolo, può esserci Berlusconi, Alfano e anche Genoveffa. Il punto è i contenuti della manovra Tremonti vanno cambiati perché pagano solo i disgraziati”.
Ogni tanto, tra la musica anni sessanta, si fa largo il “po-ro-po-pò” di tamburelli, fisarmoniche e  du bot  (i due bassi). Tra l’odore della griglia sale anche quello dell’erba tagliata. Tonino chiama la carica “per un rinnovato impegno civile e politico” e per partire “con una nuova battaglia”, quella dei referendum. Suggerimento tra gli ospiti: “Tonino, prendi lu scateno”. E’ uno dei tre trattori custoditi gelosamente sul retro della masseria. “E’ quello per arare – dice Tonino - , quello che scatena la terra, che tira sotto quella vecchia e mette sopra quella nuova”.  Dopo la trebbiatura.dopo il raccolto, la terra va rinnovata

Sembra incredibile che in una fase di crisi del turismo che si registra un po' in tutto il paese un'amministrazione comunale decida di chiudere per tutta l'estate uno dei locali più frequentati di Torre del lago, il Priscilla caffè. Eppure a causa di presunti limiti al suono del karaoke (gli avventori avevano una voce troppo potente?) il sindaco di destra di Viareggio non ha esitato a firmare la chiusura del locale per 3 mesi ovvero per tutto il periodo estivo.
E' evidente che si tratta dell'ennesimo episodio di guerra al "friendly versilia" ovvero ad un luogo particolarmente frequentato dalla comunità lgbt. Forse l'amministrazione locale non ama il friendly versilia, certo è che in quel luogo il presunto rumore non da fastidio a nessuno e quindi siamo inevitabilmente portati a pensare che la decisione del comune sia tutta politica.
Solidarietà quindi a Regina Satariano e alla sua clamorosa protesta con lo sciopero della fame. Facciamo un appello perchè chiunque abbia a cuore gli spazi di libertà in questo paese si mobiliti a difesa di un importante luogo di incontro e di socializzazione.

Franco Grillini
Presidente di Gaynet
Direttore di Gaynews


GAY: BAR CHIASSOSO CHIUDA PRIMA, MA TRANS FA SCIOPERO FAME


PROTESTA TITOLARE CAFFE'A TORRE DEL LAGO. COMUNE, TROPPI DECIBEL (ANSA) - VIAREGGIO (LUCCA), 3 AGO - Sciopero della fame di un trans, proprietario di un locale per gay a Torre del Lago (Lucca), dopo che il Comune di Viareggio ha imposto la chiusura del locale a mezzanotte per tre mesi, cioe' l'intera estate.
Cio', dopo che sabato scorso, durante un controllo, i vigili urbani hanno trovato la musica del karaoke troppo alta. I vigili hanno poi notificato al trans Regina Satariano, titolare del Priscilla Caffe', l'ordinanza di chiusura del locale a mezzanotte tutti i giorni proprio perche' il karaoke era troppo chiassoso e i decibel diffusi troppo alti. Stamani il sindaco Luca Lunardini, incontrando il trans nel municipio di Viareggio, ha confermato l'ordinanza. Cosi', per protesta, Regina Satariano ha deciso di iniziare uno sciopero della fame.
La decisione del Comune di Viareggio non e' piaciuta alla comunita' gay. ''E' soltanto l'ultimo atto di una guerra tra Comune e imprenditori Lgbt'', scrivono in una nota i gay che frequentano Torre del Lago. E venerdi', dalle 1 alle 2, tutti i locali della Marina interromperanno la musica e spengeranno le luci per solidarieta' con il trans Regina.(ANSA).

YG0-GUN 03-AGO-11 18:05

 

(ANSA) - ROMA, 28 LUG - A pochi giorni dal voto che ha stabilito priva dei requisiti di costituzionalita' il provvedimento contro l'omofobia, l'Idv torna all'attacco e presenta una proposta di legge, primo firmatario Antonio Di Pietro, che abbandona la strada delle aggravanti e inserisce i reati compiuti per omofobia tra quelli previsti dalla legge Mancino. Il testo dell'Italia dei Valori e' semplice: conta nell'aggiunta delle parole 'fondati sull'omofobia o sulla transfobia' dopo quelle che identificano i reati puniti dalla legge come 'dettate per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi'. ''La nostra proposta di legge - sottolinea il capogruppo dipietrista a Montecitorio Massimo Donadi - e' piu' efficace della precedente. Non si espone, infatti, a critiche di incostituzionalita'. Interviene su una legge che, gia' dal 1993, punisce i reati basati su odio etnico, razziale o religioso''. Franco GRILLINI, storico esponente del mondo gay e responsabile Idv per i diritti civili, sottolinea che Antonio Di Pietro e' l'unico leader di partiti, in Italia, ad aver 'messo la faccia' su un argomento, la difesa delle persone lgbt, che il Parlamento ha liquidato, nell'Aula di Montecitorio, in soli 45 minuti''. GRILLINIricorda che un provvedimento analogo a quello presentato oggi, supero' il voto della commissione durante l'ultimo esecutivo Prodi, perche' ''non attaccabile, in quanto solo estensione della Mancino''. L'Idv critica infine il ministro per le Pari opportunita' Mara Carfagna, che ''con atteggiamento ipocrita'', nel voto della settimana scorsa si e' ''nascosta dietro l'astensione''.(ANSA). PAG 28-LUG-11 12:43 NNNN
Oggi, giovedì 28 luglio, alle ore 11.30 presso la sala stampa di Montecitorio, conferenza stampa di Italia dei Valori su: omofobia. Parteciperanno Antonio Di Pietro, Massimo Donadi, Federico Palomba, Silvana Mura, Franco Grillini.
L’incontro con la stampa sarà trasmesso in diretta streaming.
Sarà possibile seguire la diretta dell'incontro cliccando su uno dei link che compariranno poco prima della conferenza sulle home page dei siti:  http://www.italiadeivalori.it e  http://www.antoniodipietro.it/ o  sul sito della Web TV della Camera nella sezione Conf.Stampa, in alto a destra: http://webtv.camera.it/

GRILLINI (IDV):NOE’ SMETTA DI LAMENTARSI, GUARDI A QUELLO CHE HA DETTO E FATTO IL SUO PARTITO ALLA CAMERA SULL’OMOFOBIA

 

Silvia Noè continua a lamentarsi e a fare la vittima e a non prendere atto che era inadatta per l’incarico di presidente della Commissione Pari opportunità perché chi afferma di avere principi non negoziabili non può presiedere una commissione che discute di diritti civili.

Un esempio del perché giustamente il consiglio regionale ha scelto un altro presidente alla commissione Pari Opportunità lo si è avuto ieri alla Camera dove l’Udc ha capitanato in combutta con la destra il voto che ha affossato una moderatissima legge sull’omofobia. Buttiglione, che giustamente è stato cassato nel ruolo di presidente della commissione libertà e giustizia del Pe, ha addirittura chiesto agli stati occidentali che hanno legislazioni antiomofobia di cancellarle, non soltanto di affossarla in Italia.

L’Idv fin dall’inizio aveva chiesto una presidenza laica dichiarandosi disponibile a votare la Noè in un’altra commissione. Non esiste quindi nessuna discriminazione personale in quanto cattolica (la Noè non ha la rappresentanza di tutti i cattolici compresi quelli dell’Idv) ed è bizzarro che Noè parli di discriminazione quando da sempre si dichiara contraria a riconoscere diritti e tutele alle minoranze lgbt e delle coppie conviventi compreso quelle eterosessuali che ormai sono la maggioranza in Italia.

 

Franco Grillini

Consigliere regionale Idv

 

TLC: E-R; VERSO NUOVO PIANO TELEMATICO,APPROVATE LINEE GUIDA
(ANSA) - BOLOGNA, 27 LUG - L'Assemblea legislativa ha
licenziato a maggioranza (astenuti Lega, Pdl e 5 Stelle) le
linee guida per il quarto Piano telematico regionale (2011-13),
dando indirizzi per mettere a frutto il piu' possibile
interventi e infrastrutture gia' realizzati con i piani
precedenti.
La Regione Emilia-Romagna punta cosi' a raggiungere con le
nuove tecnologie comunicative (Ict) tutti gli ambiti di vita dei
cittadini (ambiente, trasporti, cultura, sanita', accesso ai
servizi), considerando questa una delle iniziative necessarie a
superare la crisi, per una sempre maggiore fruibilita' anche dei
servizi utili alle attivita' economiche. Si tratta di Linee
guida per un piano tutto da stilare ancora, che pero' disegnano
gia' 'nuovi diritti di cittadinanza' nell'accesso ai servizi
telematici che Regione ed Enti locali si impegnano a garantire.
Dunque 'diritto di accesso' e rilancio del contrasto al 'digital
divide', con percorsi di alfabetizzazione informatica, ma anche
supporto alla pubblica amministrazione che seglie le 'open
sources', soprattutto nel software libero.
''Il problmea delle licenze e' sotto gli occhi di tutti - ha
ricordato il presidente della commissione Attivita' produttive,
Franco Grillini - e la stessa Microsoft sta valutando se
rinunciare ai diritti d'autore, perche' il futuro del mercato e'
nella gestione dei servizi. Ma gia' ora la pubblica
amministrazione ha la possibilita' di risparmiare grosse cifre
dovute a monopolisti o a enormi aziende''. Continua inoltre il
cammino verso la dematerializzazione dei documenti e l'avvento
della 'identita' digitale', da annettere alla diffusione
omogenea dei servizi in e-government quale strumento di
semplificazione. Poi, il diritto di accesso a quei dati gestiti
dalla pubblica amministrazione regionale che possono essere
utili ad altri soggetti, pubblici o privati. Una quinta linea
guida e' lo sviluppo delle 'smart cities' (citta' intelligenti),
dove la tecnologia e' capace di migliorare la qualita' della
vita. (ANSA).

OMOFOBIA:GRILLINI, PARLAMENTO DOMINATO DA DESTRA SESSUOFOBA
OSTACOLA MODERNIZZAZIONE SOCIALE E CIVILE PAESE
(ANSA) - ROMA, 26 LUG - "Un Parlamento omofobo con una
maggioranza caratterizzata dalla destra peggiore d'Europa ha
bocciato, per l'ennesima volta, una norma ultra moderata contro
la piaga dell'omofobia". Lo afferma in una nota Franco Grillini,
responsabile diritti civili e associazionismo dell'Italia dei
Valori.
"Le motivazioni della destra - aggiunge Grillini - erano
risibili e patetiche e l'imbarazzo delle argomentazioni del
paravento giuridico è stato palese. Qualcuno, come Buttiglione
dell'Udc, si è permesso persino di contestare le norme contro
l'omofobia approvate negli altri paesi consigliandone
l'abrogazione. Risulta quindi evidente - prosegue Grillini - che
il Parlamento italiano, in questo momento, è dominato da una
destra omofoba, sessuofoba e maschilista che costituisce il
principale ostacolo alla modernizzazione sociale e civile del
Paese. L'Italia dei Valori - assicura Grillini - proseguirà la
sua battaglia, all'interno del Parlamento e nelle piazze, per
proporre l'estensione della legge Mancino anche ai reati
motivati dall'orientamento sessuale ma, soprattutto, si batterà
per andare il più presto possibile a elezioni anticipate per
cambiare la maggioranza politica del Paese e - conclude -
voltare per sempre la pessima pagina del governo delle
destre".(ANSA).


OMOFOBIA. GRILLINI: AL VOTO SUBITO, SENZA UDC: È CLERICO-FASCISTA
(DIRE) Roma, 26 lug. - "Il punto e' politico: bisogna mandare a
casa questa maggioranza e lavorare a un'intesa senza l'Udc che si
dimostra come un partito clerico-fascista". Franco Grillini,
presidente onorario dell'Arcigay interviene duramente nei
confronti dei centristi che oggi hanno proposto e votato una
pregiudiziale di costituzionalita' al pdl anti-omofobia.
"Buttiglione ha detto in aula che non solo era necessario
bocciare una norma come questa, ma che bisognava anche invitare a
fare altrettanto quei paesi in cui norme antidiscriminazione come
queste sono gia' in vigore. Per chi si batte per il rispetto dei
diritti civili- dice Grillini- la questione e' semplice: chiedere
il voto subito, perche' con questa maggioranza non si va da
nessuna parte. E poi auspicare un'intesa che escluda l'Udc,
perche' altrimenti siamo punto e daccapo".
(Rai/ Dire)

DIRITTI
Gay, lezione americana
Grillini: «In Italia si ostacola la legge sull'omofobia. Figurarsi le nozze».
di Antonietta Demurtas
Franco Grillini, esponente Idv e presidente onorario dell'Arcigay.
Chissà quanti gay si sarebbero sposati in Italia se quella legge approvata dallo Stato di New York fosse stata tricolore. «Sarebbero stati parecchi, migliaia tra coppie lesbiche, gay, e transessuali che non hanno compiuto ancora il processo di transizione», ha risposto Franco Grillini a Lettera43.it.
IMMIGRAZIONE MATRIMONIALE. Intanto, secondo il presidente onorario dell'Arcigay e responsabile nazionale dei diritti civili dell'Idv, gli italiani che sono andati a sposarsi all'estero in questi anni sono almeno un migliaio, «e la cifra è per difetto». «Il fenomeno dell'immigrazione delle coppie gay a fini matrimoniali», ha continuato Grillini, «è consistente tanto che stiamo cercando di fare un piccolo censimento».
La migrazione dei promessi sposi verso la Grande Mela
Nozze gay. New York diventerà la mecca Usa dei matrimoni omosessuali.
In Italia sono ancora pochi quelli che hanno potuto coronare il loro sogno d'amore con rito religioso. L'ultimo è stato quello di Ciro Lanza e Guido Scelsi alla chiesa evangelica valdese di Milano lo scorso 26 giugno: «Una cerimonia celebrata in un tempio gremito».
Ma le nozze che Grillini ha ricordato con più emozione sono quelle tra Mario Ottocento e Antonio Garrulo, celebrate in Olanda, all'Aja, nel 2003. «Li accompagnai e si sposarono nella sala dei matrimoni del comune dove nel 1939 si celebrarono le nozze della regina Beatrice d'Olanda».
CANCELLATO L'OBBLIGO DI RESIDENZA. Grillini è legato a quella prima cerimonia perché ancora oggi «la maggior parte delle unioni tra gay sono nozze private su cui le coppie mantengono il riserbo». Quasi a custodire un sogno realizzato al costo di tanti sacrifici. «Nel 2003 era molto complicato sposarsi anche all'estero, era richiesto l'obbligo di residenza per almeno uno dei due», ha spiegato il politico. «Mario e Antonio pagavano 800 euro al mese per l'affitto di una casa che consentisse loro di essere in regola e potersi sposare. Spesero una fortuna», ha ricordato.
Ancora oggi sono molti i Paesi che richiedono questa condizione. «Ma altri per fortuna non più, come per esempio Oslo e New York: ecco perché anche molti italiani adesso andranno lì a celebrare i loro matrimoni».
ENTRATE PER LA GRANDE MELA. E quelle nozze andranno a riempire le casse dello Stato: «Nella sola New York nel giro di qualche anno la città avrà un beneficio di 230 milioni di dollari dalle celebrazioni dei matrimoni gay. Un bel colpo per il governatore che ha caldeggiato questa legge», ha osservato il presidente onorario dell'Arcigay.
«Nel medioevo italiano le nozze gay restano un tabù»
Nello Stato di New York il 24 luglio si sono celebrati i primi matrimoni gay.
Nel primo giorno di celebrazioni nello Stato della Grande Mela, domenica 24 luglio, hanno fatto richiesta più di 3 mila le coppie, tanto che il governatore ha istituito uan sorta di lotteria. Sono riusciti a dire sì solo in 800, nonostante ben 120 giudici di pace si fossero offerti volontari per farne il più possibile.
«NEW YORK, CAPITALE MORALE». «Le prime sono state due nonne di 80 anni di cui una in carrozzella», ha ricordato Grillini, che ha seguito la giornata con emozione, ma soprattutto «soddisfazione», perché «gli omosessuali di New York hanno dimostrato che non è vero, come sostengono i detrattori dei nostri diritti, che la questione delle unioni gay è di nicchia. È un tema che interessa migliaia di persone».
Il fatto poi che questo diritto sia stato concesso nella città più internazionale degli Stati Uniti, New York, «una specie di capitale morale del mondo», ha un effetto simbolico a livello globale, «che si riverbera positivamente anche qui da noi».
Una ondata positiva, quindi, che però non cambia la situazione italiana. Nel nostro Paese, ha denunciato Grillini, «non c'è uguaglianza giuridica di tutti i cittadini».
LA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA. Invece, sotto il Cupolone, rimangono intatti molti, troppi, tabù. La prossima battaglia è il voto sulla norma contro l'omofobia previsto il 26 luglio alla Camera. «Purtroppo non arriverà neanche alla discussione», ha  detto l'esponente dell'Idv, «perché la destra ha presentato alcune mozioni di incostituzionalità e così la norma sarà dichiarata tale».
Quindi oltre a essere bizzarro che sia il parlamento a decidere cos'è incostituzionale, «quando c'è una Corte che dovrebbe fare questo», la più amara considerazione di Grillini è che «nel parlamento italiano queste leggi neanche si discutono». C'è addirittura una mozione di sospensiva, ha fatto notare il presidente dell'Arcigay, «figuriamoci se parlassimo di matrimonio gay. Siamo veramente al Medioevo».
Martedì, 26 Luglio 2011
L'Associazione Radicale Certi Diritti insieme alle associazioni lgbt(e) e a parlamentari di diversi gruppi segue i lavori dell'aula da Piazza di Monte Citorio dalle ore 15 con un sit-in e una maratona oratoria per chiedere al Parlamento un segnale forte contro l'omofobia e la transfobia.
Pubblichiamo il video dell'intervento di Franco Grillini.
OMOFOBIA: IDV, DESTRA CONTRO MINORANZE LGBT
ITALIA NON TUTELA DIRITTI OMOSESSUALI
(ANSA) - ROMA, 19 LUG - ''Ormai l'omofobia e' una vera e
propria emergenza nazionale e lo dimostrano gli episodi di
violenza nei confronti di persone omosessuali che purtroppo sono
all'ordine del giorno''. Lo ha affermato il responsabile diritti
civili e associazionismo dell'Italia dei Valori, Franco
Grillini, che, insieme ad una delegazione del partito, ha
partecipato questo pomeriggio alla manifestazione contro
l'omofobia organizzata davanti a Montecitorio.
''L'IdV rivendica la propria battaglia contro l'omofobia e ha
presentato gia' da tempo in Parlamento una proposta di legge per
chiedere l'estensione della legge Mancino ai reati commessi in
base all'orientamento sessuale''. ''L'Italia - ha aggiunto
Grillini - e' l'unico paese in Europa a non avere una norma
contro l'omofobia e la responsabilita' e' tutta della destra
italiana che si e' opposta a qualunque iniziativa tesa ad
arginare le violenze contro le persone omosessuali''. ''E'
necessario, quindi, andare ad elezioni al piu' presto e cambiare
questa maggioranza parlamentare: solo i partiti del
centrosinistra, e in particolare l'IdV, hanno svolto un'azione
di tutela delle minoranze Lgbt e solo un nuovo governo potra'
garantire questi diritti'', ha concluso Grillini.

Al festival dei reazionari in corso a Mirabello va in onda la destra peggiore d'Europa: bigotta, incattivita, incolta, ferocemente antigay e contro ogni diritto civile. Il solito Gasparri, preoccupato di tornare all'opposizione dopo la disastrosa performance governativa di pdl-lega, lancia l'allarme coppie di fatto e laicismo ululando alla luna sul pericolo delle riforme alla Zapatero che poi si dovrebbe fare la fatica di "cancellare".
A Gasparri nessuno ha spiegato che persino in Spagna nessuno, nemmeno la destra, vuole cancellare le leggi sui diritti civili dell'era Zapatero e che quella legislazione è largamente condivisa dalla maggioranza della popolazione.

Bisogna proprio essere disperati se per cercare di vincere le prossime elezioni Gasparri deve fare appello non a favore di un programma che la destra non ha ma contro qualcuno e precisamente al solito contro gli omosessuali di cui Gasparri è ossessionato.
La verità è che Mirabello non è a favore di qualcosa ma solo contro qualcuno, vedi la scelta della location.
La destra italiana, la peggiore d'Europa, non ha nulla da dire e da offrire al paese e farebbe bene a prendere atto del suo fallimento.

Franco Grillini
Responsabile diritti civili Idv

 

(ANSA) - MIRABELLO (FERRARA), 9 LUG - ''Io pongo un problema di contenuti. Cosa direbbe il fronte cattolico se in Italia vincesse di nuovo il centrosinistra e, di conseguenza, si cominciassero a fare leggi a favore dei gay o delle coppie di fatto? Non sarebbe meglio che si unisse il fronte moderato che ha anche valori cattolici per tentare di vincere il 2013?''. E' questo l'appello che il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, lancia dalla festa di Mirabello.
''Io non faccio una questione di nomi. Casini ci sta e Fini no. Io pongo solo un problema di contenuti. Chi e' che ci si rispecchia? Se qualcuno vuole difendere i nostri stessi valori, bene, allora si crei questo fronte e si punti a vincere per il 2013''.
''Ritengo sia molto meglio prevenire una deriva laicista, anziche' trovarci a fare come tocchera' fare ora al centrodestra spagnolo e cioe' arrivare al governo per poi cancellare tutte le leggi che ha fatto Zapatero. Se si previene tutto questo, ribadisco, sarebbe molto meglio''. ''Quindi - conclude - sarebbe meglio dare vita subito ad un fronte moderato''.(ANSA).

BSA/KZS 09-LUG-11 14:33

La celebre trasmissione radiofonica di Radio2 "Un giorno da Pecora" è sbarcata alla Versiliana.
Dal 4 all’8 luglio è trasmessa in diretta dalle 17.30 alle 19.30 al Caffè Letterario in Viale Morin a Marina di Pietrasanta.
Tra gli altri, ospite della prima puntata dell'edizione estiva simpaticamente ridenominata "La pecoriana", è Franco Grillini.

Pubblichiamo il link al sito della trasmissione dove è possibile trovare i link al podcast audio, video e ad altri contenuti.

OMOFOBIA. GRILLINI: PARLAMENTO APPROVI SUBITO LEGGE
"A ROMA AGGRESSIONI ORMAI ALL'ORDINE DEL GIORNO".
(DIRE) Roma, 5 lug. - "Con l'ennesima aggressione la Roma
dell'era Alemanno si conferma la citta' piu' pericolosa per la
popolazione omosessuale in Italia. Gli episodi di aggressione e
violenza omofoba sono pressoche' quotidiani e richiedono
interventi drastici e strutturali che le amministrazioni locali
devono mettere in campo con grande rapidita'". È quanto afferma
in una nota il responsabile diritti civili e associazionismo
dell'Italia dei Valori, Franco Grillini. "Come abbiamo gia'
denunciato piu' volte, bisogna prendere atto che esiste un forte
intreccio tra cultura del violento maschilismo e alcune frange di
estrema destra che soffiano sul fuoco per trovare quello spazio
che politica e societa' gli hanno gia' negato definitivamente".
   Conclude Grillini: "La legge sull'omofobia, che il Parlamento
si ostina a non approvare, rappresenta lo strumento principale
d'intervento. Ma sono estremamente utili e necessari anche gli
interventi volti a cambiare la cultura attraverso massicce e
costanti campagne di informazioni contro l'omofobia".
GAY: GRILLINI (IDV), ROMA CITTA' PIU' PERICOLOSA PER OMOSEX
NUOVO APPELLO A LEGGE ANTI-OMOFOBIA DOPO EPISODIO VILLA BORGHESE
   (ANSA) - ROMA, 5 LUG - ''Con l'ennesima aggressione, la Roma
dell'era Alemanno si conferma la citta' piu' pericolosa per la
popolazione omosessuale in Italia. Gli episodi di aggressione e
violenza omofoba sono pressoche' quotidiani e richiedono
interventi drastici e strutturali che le amministrazioni locali
devono mettere in campo con grande rapidita'''. E' quanto
afferma in una nota il responsabile diritti civili e
associazionismo dell'Italia dei Valori, Franco Grillini
riferendosi alla denuncia di una aggressione a due trentenni gay
a Villa Borghese.
   ''Come abbiamo gia' denunciato piu' volte - aggiunge -
bisogna prendere atto che esiste un forte intreccio tra cultura
del violento maschilismo e alcune frange di estrema destra che
soffiano sul fuoco per trovare quello spazio che politica e
societa' gli hanno gia' negato definitivamente. La legge
sull'omofobia, che il Parlamento si ostina a non approvare,
rappresenta lo strumento principale d'intervento. Ma sono
estremamente utili e necessari anche gli interventi volti a
cambiare la cultura attraverso massicce e costanti campagne di
informazioni contro l'omofobia'', conclude Grillini. (ANSA).

OGGI ALLE 17,30 ALLA VERSILIANA
MARINA. Dopo una stagione in cui ha raccontato un paese politicamente sull’orlo di una crisi di nervi, il radio talk show più irriverente dell’etere chiude la sua quinta edizione in Versilia: da oggi a venerdì, dalle 17.30 alle 19.30, «Un Giorno da Pecora» - il programma condotto da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro - si trasferisce al Caffè della Versiliana, per dar vita a cinque puntate in diretta radiofonica e davanti al pubblico, del programma cult di Radio2. Per «La Pecoriana - Un Giorno da Pecora alla Versiliana», la formula classica lascerà il posto ad una serie di novità: gli ospiti saranno tutti presenti sul palco del Caffe, per raccontarsi e lasciarsi andare senza pensare troppo a come appariranno.
Ospiti della giornata inaugurale dello show - che prenderà il via eccezionalmente alle 17,30 - il vice presidente del Fli, Italo Bocchino, il presidente onorario dell’Arcigay Franco Grillini. Con loro anche il disegnatore Vincino e Lory Del Santo.

Pagina 6 - Viareggio - Il Tirreno

 



Per Bologna 7, inserto domenicale della curia bolognese sull'Avvenire, il referendum sui finanziamenti pubblici alle scuole private confessionali è archiviato con "sospiro di sollievo di quasi tutti i bolognesi". Ma è proprio vero? Suggerirei ai commentatori di via Altabella di dare un'occhiata ai sondaggi che, quando fanno comodo (come nel caso dei matrimoni gay) vengono sempre citati come un'arma contundente. Ebbene nella fattispecie del finanziamento pubblico, ovvero con danari frutto delle tasse di tutti, i sondaggi sono impietosi e ci dicono che percentuali vicine al 90% della popolazione sono assolutamente contrari all'utilizzo di fondi pubblici per finanziare scuole private ad orientamento confessionale (dove si "indottrinano" letteralmente i minori).

Lo dice per es un sondaggio di un quotidiano locale, lo dicono rilevazioni nazionali dei grandi istituti di ricerca. Lo dicono anche i recenti referendum contrari alla privatizzazione dell'acqua.

Quello della Curia bolognese è quindi uno sguardo strabico che non tiene minimamente conto dell'opinione pubblica perché se così fosse cosa aveva da temere via Altabella dalla consultazione popolare? Se era così convinta del consenso maggioritario dei bolognesi perché ha fatto di tutto per opporsi alla consultazione?
La risposta è semplice: perché sapeva benissimo che la maggioranza dei bolognesi avrebbe votato per cancellare lo sperpero di danaro pubblico a sostegno non di scuole private gestite per conto del bene pubblico, ma di scuole private a carattere religioso confessionale.
E' inutile quindi che si parli "di armamentario ideologico, antistorico e fuori dal tempo" perché di ideologico c'è solo la pretesa che il pubblico, vale a dire tutti noi, paghi per un'istruzione di parte, per un indottrinamento sui minori molto opinabile, per scuole private dove il controllo pubblico sull'uso dei fondi pubblici è pressoché impossibile.

Franco Grillini
Consigliere regionale Idv


SCUOLA: BOLOGNA; DIOCESI,NUOVO SCENARIO DOPO NO A REFERENDUM


'LE FAMIGLIE POSSONO CONTINUARE A ESERCITARE LIBERTA' SCELTA' (ANSA) - BOLOGNA, 3 LUG - ''Un nuovo scenario'' si e' aperto a BOLOGNA dopo la decisione del comitato dei garanti di non ammettere il referendum contro i finanziamenti comunali alle scuole dell'infanzia a gestione privata: ''disinnescando una mina vagante, i saggi hanno fatto tirare un sospiro di sollievo a quasi tutti i bolognesi''. Lo afferma un commento di 'BOLOGNA sette', il supplemento domenicale dell'Arcidiocesi al quotidiano cattolico Avvenire, riferendosi alla decisione presa mercoledi' dai garanti; a chiedere il referendum era una serie di realta' del mondo associativo, sindacale e della societa' civile riunita sotto il nome di comitato 'Articolo 33'.
Ora - rileva l'Arcidiocesi guidata dal cardinale Carlo Caffarra - i gestori delle materne ''possono programmare con piu' serenita' il prossimo anno scolastico''; le famiglie ''possono continuare a esercitare una liberta' di scelta''; il sindaco Virginio Merola ''puo' riconfermare la sua convinta adesione, espressa in tempi non sospetti, al metodo della convenzione''; il partito di maggioranza, ''allontanando il rischio di divisioni interne che il referendum avrebbe favorito ora puo' far vedere se e' davvero un partito di governo (cioe' se e' capace di tenere conto di tutti i fattori in gioco)''; la stessa opposizione in questa vicenda ''ha dimostrato come di fronte a un problema delicato si possa portare un contributo costruttivo e utile''. Per 'BOLOGNA sette' ''rimangono fuori da questa sinfonia solo i professionisti del referendum come arma politica (e non come strumento di democrazia sostanziale) supportati da frange di partiti che cavalcano la battaglia contro le scuole cattoliche senza rendersi conto che questa diventa un boomerang che si ritorce contro tutta la citta' nel momento in cui la legge, e non l'arcivescovo, riconosce loro la natura di servizio pubblico''.
Per l'Arcidiocesi il periodo che si apre, di discussione e confronto sulle scuole dell'infanzia, e' una grande opportunita' per BOLOGNA, ''per tornare a essere un vero laboratorio politico e sociale mettendo definitivamente in cantina il vecchio armamentario ideologico, antistorico e fuori dal tempo'', ma anche per Merola e la sua squadra, ''di amministrare partendo dal principio di realta' (che non ha tessere di partito) piuttosto che da quello dell'ideologia''. ''Se questo dialogo virtuoso scattera' - conclude il commento di 'BOLOGNA sette' - BOLOGNA diventera' a livello nazionale un esempio di 'buona pratica', e Dio sa quanto ci sia bisogno di esempi cosi', per il bene comune della citta'''. (ANSA).

GIO 03-LUG-11 10:52

(DIRE) Roma, 2 lug. - "E' un bene che Santo Versace dica nettamente si' alle unioni gay e al loro riconoscimento giuridico ed anche, par di capire, in piena uguaglianza rispetto ai diritti degli eterosessuali". Lo dichiara, in una nota, Franco Grillini, presidente Gaynet.
"Sarebbe bene che anche il resto del mondo della moda e del made in Italy si pronunciasse in modo netto- prosegue- sia perche' e' fatto essenzialmente da omosessuali sia perche' le voci dal suo interno continuano a rimanere rare, soprattutto se interpellati in Italia (all'estero persino le aziende italiane prendono un po' piu' di coraggio sui diritti civili). Le affermazioni di Santo Versace sono indirettamente polemiche con cio' che ieri ha affermato il nuovo prestanome di Berlusconi Angelino Alfano il quale- conclude Grilli- come un disco rotto, ha parlato di difesa della famiglia composta da un uomo e una donna, come se le famiglie fossero minacciate dalle coppie gay e non dalla politica disastrosa di tagli indiscriminati al welfare del governo di cui fa parte".

(Com/Fmu/ Dire) 15:54 02-07-11

Gay/ Versace: Sì a unioni omosessuali, si chiamino contratti


"E' una battaglia di civiltà"

Roma, 2 lug. (TMNews) - "Sono favorevole che le unioni gay siano legalizzate e regolamentate. Ma non le chiamerei `matrimonio`, lascerei ancora per un po` questo termine alle coppie eterosessuali. Sarebbe più una forma di contratto, come anche il matrimonio civile che per me è un contratto". Lo ha detto a KlausCondicio, il talk show di Klaus Davi in onda su YouTube, l`imprenditore e deputato del Pdl Santo Versace.

Nel corso del programma il conduttore ha anche chiesto cosa pensasse lo stilista Gianni Versace dei matrimoni gay: "Gianni era un liberale. Sui matrimoni gay scherzava sempre con Elton John. Era favorevole ovviamente. I miei personaggi di riferimento sono Luther King e Gandhi. Si sono battuti per i diritti delle minoranze, per la pace, degli afro americani per i diritti dei gay. Sono battaglie di civiltà che condivido in pieno".

 

 

 


Grillini (Gaynet), Versace dice si alle unioni gay? Il mondo della moda e del made in Italy lo segua

E' un bene che santo Versace dica nettamente sì alle unioni gay e al loro riconoscimento giuridico ed anche, par di capire, in piena uguaglianza rispetto ai diritti degli eterosessuali.
Sarebbe bene che anche il resto del mondo della moda e del made in Italy si pronunciasse in modo netto sia perché è fatto essenzialmente da omosessuali sia perché le voci dal suo interno continuano a rimanere rare soprattutto se interpellati in Italia (all'estero persino le aziende italiane prendono un pò più di coraggio sui diritti civili).
Le affermazioni di Santo Versace sono indirettamente polemiche con ciò che ieri ha affermato il nuovo prestanome di Berlusconi Angelino Alfano il quale, come un disco rotto, ha parlato di difesa della famiglia composta da un uomo e una donna come se le famiglie fossero minacciate dalle coppie gay e non dalla politica disastrosa di tagli indiscriminati al Welfare del governo di cui fa parte.

 

Franco Grillini
Presidente Gaynet

(ANSA) - BOLOGNA, 1 LUG - La commissione regionale Politiche economiche, presieduta da Franco Grillini, ha licenziato a maggioranza (Lega nord astenuta) la bozza di delibera della Giunta regionale per la modifica ai criteri di attuazione della legge regionale 4/2009 per l'agriturismo. Dopo il primo anno di applicazione e alla luce di alcune novita' della normativa nazionale, per l'abilitazione all'attivita' agrituristica si prevede che la Segnalazione certificata di inizio attivita' (Scia) sostituisca la dichiarazione di inizio attivita' (Dia) in tutte le situazioni previste dalla legge regionale 4/2009. Ci sono poi maggiori specifiche per i requisiti dei fabbricati utilizzabili per agriturismo e il relativo censimento catastale; e per le materie prime nei pasti, con criteri per alimenti destinati ai celiaci e per l'uso di selvaggina. Si precisano inoltre i controlli di Comuni e Province previsti nei primi tre anni di applicazione della norma. Introdotta anche salvaguardia dei benefici e degli interventi speciali gia' previsti per i territori montani interessati al riordino territoriale (L.r.10/2008). Inoltre, nel calcolo del rapporto agricoltura-agriturismo e' stato inserito il bosco naturale senza manutenzione. Il provvedimento applica anche la determina regionale 8771/2010 per il software e il manuale di gestione degli elenchi provinciali agrituristici. I controlli sono stati al centro del dibattito. I leghisti Mauro Manfredini e Roberto Cavalli sono tornati a sollevare il problema del rischio di 'concorrenza sleale' nei confronti delle vere e proprie attivita' di ristorazione e cosi' suggeriscono di controllare il numero dei pasti settimanali somministrati. Palma Costi e Tiziano Alessandrini del Pd hanno invitato a valutare l'importanza dell'attivita' agrituristica per lo sviluppo in campagna, pur raccomandando a Comuni e Province di provvedere a controlli congiunti. Roberto Montanari (Pd) ha ricordato che gia' non si puo' superare la media mensile di 50 pasti giornalieri ne' i 1.500 pasti al mese. Anche il 'grillino' Giovanni Favia ha suggerito regole piu' stringenti, ma per l'ambiente, puntando a premiare le 'fattorie ecosostenibili'. Per Gian Guido Naldi (Sel-Verdi) ben vengano i controlli, non solo contro la 'concorrenza sleale', ma a salvaguardia di una genuina immagine dell'agriturismo, nelle sue forme originali. Il presidente Franco Grillini ha sottolineato l'importanza degli agriturismi anche come occasione di un rapporto piu' stretto tra popolazione e produzione agricola. (ANSA). SE 01-LUG-11 17:37



 

FAMIGLIA. GRILLINI: PER ALFANO ESCLUDE I GAY


"MA CHI VIVE IN QUELLA TRADIZIONALE È SOTTO IL 50%".

(DIRE) Roma, 1 lug. - "Il nuovo finto segretario porta borsette di Berlusconi, Alfano Angelino, ha fatto il predicozzo sulla famiglia dicendo che per lui e' solo quella composta da una donna e un uomo. Tutti gli altri non sono nulla: famiglie ricostruite, single, ragazze madri (in Italia sono un milione e centro mila i minori con un solo genitore), coppie gay, coppie lesbiche, conviventi. Tutti costoro, come ci dice l'Istat, costituiscono la maggior parte della popolazione italiana. Chi vive in una famiglia tradizionale e' largamente sotto il 50%. Quindi, per Angelino la maggioranza del paese non deve avere alcuna forma di tutela. È cosi' che il prestanome di Berlusconi fa del moralismo bacchettone la stella polare del Pdl. Dal bunga bunga al familismo: la destra italiana e' cosi', puttaniera e moralista come si addice alla versione arcaica del maschilismo nostrano che il nuovo portaborsette del premier incarna cosi' bene". Lo dichira, in una nota, Franco Grillini, presidente di Gaynet.

(Com/Fmu/ Dire) 18:27 01-07-11

La Repubblica Bologna
VENERDÌ, 01 LUGLIO 2011
Pagina VII - Bologna
La proposta
Grillini: una lapide a Porta Saragozza
«In trent´anni, per il Cassero, si sono impegnati molti sindaci, da Renato Zangheri (che lo inaugurò il 28 giugno 1982) a Walter Vitali. Sarebbe bello se Merola l´anno prossimo scoprisse una lapide commemorativa a Porta Saragozza in onore di tutte le battaglie che, a partire da questa città, si sono combattute a favore dei diritti delle comunità Lgbt». E´ l´iniziativa promossa da Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay (di cui è stato anche uno dei fondatori, nel 1985) e consigliere regionale tra i banchi dell´Idv.
VENERDÌ, 01 LUGLIO 2011
Pagina VII - Bologna
Polemiche dopo l´annuncio del Cassero che vuole portare la manifestazione a Bologna. L´imbarazzo dei cattolici Pd, l´ira del Pdl
Gay pride 2012, c´è già l´appoggio di Merola "Evento importante per confrontarsi sui diritti"
«Si tratta di un appuntamento internazionale importante per la città». Virginio Merola tende la mano alla richiesta di patrocinio di Arcigay per organizzare il Pride del 2012 a Bologna. «Ci incontreremo - continua il sindaco - può essere l´occasione per confrontarsi sulle buone pratiche europee legate ai temi dei diritti e della lotta alle discriminazioni». Ma contro la sfida del mondo omosessuale c´è chi si prepara a fare le barricate. A partire dalle dichiarazioni di fuoco del consigliere regionale Pdl Galeazzo Bignami, che di manifestazioni e bandiere colorate proprio non vuole saperne: «Così come non c´è mai stata una manifestazione per l´orgoglio etero, non vedo perché organizzarne una per l´orgoglio gay. Si tratta di puro esibizionismo». E sul matrimonio per le coppie omosessuali, rincara la dose: «Violerebbero la Costituzione, sono un´offesa nei confronti del matrimonio tradizionale. Si smetta di scimmiottare l´istituto familiare». Gli risponde scherzosamente Benedetto Zacchiroli, consigliere comunale del Pd che, oltre a giudicare il Pride «un´occasione per la politica di confrontarsi su temi che riguardano molte persone», invita Bignami «a salire con me sul carro, quel giorno». «Lui è molto più intelligente delle affermazioni che ha fatto - continua "Zac"-, ed è un politico. Deve costruire ponti, non muri». «Io invece non lo invito a salire sul carro - avverte sorridendo Franco Grillini, consigliere regionale Idv - perché se poi gli piace siamo rovinati». Mentre il Movimento 5 stelle, come afferma Massimo Bugani, «darà pieno sostegno all´iniziativa», tra le fila del Partito democratico si viaggia a passo d´uomo. «Ci confronteremo insieme al gruppo - fa sapere Raffaella Santi in Casali, consigliere comunale - ne parleremo a seconda delle prerogative e in base alle decisioni adottate dalla politica nazionale». Un deciso "No-comment" arriva invece da Matteo Richetti, presidente dell´assemblea legislativa dell´Emilia-Romagna. Fredda la reazione della Curia. Adriano Guarnieri, portavoce del cardinale Caffarra, sottolinea che «le nostre posizioni sono chiare. La Chiesa è radicata a principi non negoziabili, come quello della famiglia».
(r.d.r.)
VENERDÌ, 01 LUGLIO 2011
Pagina VII - Bologna
"Ci sposiamo a Oslo per lottare in Italia"
Sergio e Michele: dopo la festa chiederemo che l´unione valga per la legge
ROSARIO DI RAIMONDO
Per chi li conosce da tempo, non poteva che andare così. Da una parte lui, Sergio Lo Giudice, capogruppo del Pd a Palazzo d´Accursio, presidente onorario di Arcigay e icona di molte battaglie del movimento omosessuale in Italia. Dall´altra, Michele Giarratano, suo compagno da più di cinque anni, avvocato e responsabile dello sportello legale del Cassero. «Una coppia bellissima, sinergica», confidano gli amici.
Cinquant´anni Sergio, ventinove Michele, entrambi siciliani, il 27 agosto si sposeranno a Oslo, accompagnati da parenti ed amici. Testimoni di nozze due donne, amiche di vecchia data. Hanno scelto la Norvegia, duemila chilometri dall´Italia, perché è l´unico Paese europeo dove ci si può sposare senza essere residenti, a differenza, ad esempio, della Spagna.
«Non è un matrimonio simbolico - sottolinea un conoscente di vecchia data -, loro due si amano veramente. Le nozze rappresentano il coronamento di un percorso». Un percorso che da strade differenti si è unito in un impegno comune, che tra le tante altre cose li accomuna: la lotta per la conquista dei diritti a favore di gay, lesbiche e trans.
«Sergio ha impresso una svolta matrimonialista al nostro movimento - ricorda Franco Grillini -, lui è quello che un giorno ha detto: basta, adesso vogliamo tutto. Altro che Pacs o robe simili, lui voleva e vuole gli stessi diritti per tutti». Mentre Michele, continua il consigliere regionale dell´Idv, «è un bravissimo avvocato, che mi ha anche difeso in passato». E che ha fatto parte del collegio della trans Alessandra Bernaroli, cui la Corte d´Appello di Bologna ha imposto il divorzio dalla moglie dopo aver cambiato sesso.
Dopo le nozze, il ritorno in Italia e il "wedding planner" organizzato dagli amici del Cassero, con tanto di confetti di Sulmona. Scelta non casuale, dato che il sindaco della città ha definito i gay «un´aberrazione genetica». Poi la battaglia legale: «Dopo il matrimonio chiederemo la trascrizione in Italia e dopo il rifiuto (lo stato italiano non riconosce i matrimoni gay, anche se celebrati all´estero) faremo ricorso alla Corte europea - spiega Lo Giudice -. Speriamo così anche noi di spingere tribunali e legislatori a pronunciarsi sui diritti delle persone omosessuali». E, in questo senso, "promuove" l´Emilia-Romagna: «La linea adottata è la più efficace, ossia garantire servizi a nuclei di persone che decidono di fare famiglia indipendentemente dal vincolo che li lega».

Garagnani se la può scordare una legge regionale per finanziare scuole clericali.
Era noto a tutti che la maggioranza dei bolognesi era contraria al finanziamento della scuola confessionale.

La bocciatura del comitato dei garanti sul referendum sulle paritarie è illegittima perché l'organismo di garanzia si deve esprimere sulla correttezza formale della richiesta di referendum non sul merito altrimenti tanto vale abolire l'istituto referendario a Bologna per la sua inutilizzabilità (i "garanti" potrebbero dire di grazia su cosa si può fare un referendum a Bologna?).

In realtà la curia locale e i clericali avevano un sacro terrore della consultazione perché sanno bene che l'opinione pubblica nazionale, e ancor più quella bolognese, è fortemente contraria a spendere soldi di tutti per finanziare scuole confessionali; si badi bene, non scuole gestite da privati nell'interesse pubblico, ma scuole religiose dove con fondi pubblici viene impartita una confessione a chi per motivi di età non è ancora in grado di scegliere liberamente se avere o non avere una fede religiosa.

Oggi i garanti hanno tolto alla politica locale, con un voto opinabile e nemmeno unanime, l'imbarazzo di dover scegliere chiaramente di investire i fondi pubblici solo sulla scuola pubblica. D'ora in poi sarà chiaro che la laicità a Bologna, pur essendo patrimonio della maggioranza dei bolognesi, non è però la stella polare nel governo della città.

Non contenti dell'imbroglio sul referendum i Garagnani di turno vanno persino alla carica della Regione Emilia Romagna battendo cassa anche a livello regionale. Qui sia chiaro troverà un'opposizione durissima perché la questione non è nel programma di mandato. Garagnani quindi si metta il cuore in pace e si scordi gli sperperi di danaro pubblico da parte della regione.

Franco Grillini
Consigliere regionale idv

SCUOLA: BOLOGNA; REFERENDUM FONDI PRIVATE, QUESITO BOCCIATO


INAMMISSIBILE PER TRE DEI CINQUE GARANTI DEL COLLEGIO DEL COMUNE (ANSA) - BOLOGNA, 29 GIU - Il collegio dei garanti del comune di Bologna ha dichiarato inammissibile il quesito referendario sui finanziamenti alle scuole paritarie. Il verdetto e' arrivato dopo quattro ore di riunione dei cinque garanti nel palazzo comunale ed e' stato espresso con una maggioranza di tre a due.
A chiedere il referendum era una serie di realta' del mondo associativo, sindacale e della societa' civile riunita sotto il nome di comitato 'Articolo 33'. In ballo ci sono i finanziamenti per poco piu' di un milione di euro che ogni anno il comune gira alle scuole materne private. A favore della consultazione si era gia' schierata l'ala sinistra della coalizione del sindaco Virginio Merola che, invece, pur rispettando ogni decisione dei garanti, ha sempre sostenuto di preferire sul tema un lungo percorso partecipato di approfondimento. (ANSA).

Y8C-MR 29-GIU-11 16:43

 

Nella città di Roma, al di la delle buone intenzioni di chi la governa, sono presenti bande di violenti conosciute da tempo dalle forze di sicurezza. Sono i gruppi del sottobosco della destra neonazista, squadristi di antica data, fanatici clericali, ultras di ogni tipo. Quasi sempre è gente conosciuta, già segnalata. Poi c'è una violenza diffusa di carattere maschilista, gruppi di coatti che pensano di avere la verità in tasca e di dover difendere la "morale" comune anche con le botte e con la caccia organizzata com'è successo ieri notte al gay village.
Questi figuri, quasi sempre non a caso di sesso maschile, sono convinti di interpretare la maggioranza e di difendere quel tradizionalismo maschilista che nella loro testa bacata dovrebbe rappresentare il modello unico per tutti.
Ovviamente la responsabilità è principalmente di chi quotidianamente gli da ragione con un linguaggio violentemente omofobo e con la giustificazione ideologica. Le polemiche antigay alimentano la violenza e vale poco l'ipocrita condanna dei fatti più eclatanti o fare dichiarazioni contro le discriminazioni senza che poi si traducano in provvedimenti concreti.
Purtroppo finché non saranno garantiti i diritti delle persone lgbt e non ci saranno leggi severe antiomofobia i violenti ci saranno sempre. soprattutto ci saranno finché non sarà avviata una vera e propria rivoluzione culturale antimaschilista volta a garantire la piena legittimità di ogni stile di vita indipendente dall'orientamento sessuale.
Franco Grillini
Presidente di Gaynet
La Repubblica
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MERCOLEDÌ, 29 GIUGNO 2011
Pagina IV - Milano
Perché lo spirito del vero dialogo continuerà a fare migliore Milano
MAURIZIO BONO
(segue dalla prima di Milano)
Insomma, è facile diventare retorici e lasciarsi perfino intimidire dalla portata dell´argomento, quando cambia un arcivescovo di Milano e con l´uomo, certo, anche la sensibilità personale, forse l´approccio, probabilmente, com´è umano, lo stile. Ma sarebbe, anzi è già, molto peggio il difetto opposto, la falsa familiarità di chi interpreta un nevralgico passaggio di testimone piegandolo senza imbarazzo alla polemica e alla tifoseria sguaiata, senza averne alcun titolo come il deputato leghista Salvini quando parla di "aria nuova in Curia" (senza pensare ad arieggiare le proprie stanze, dove ristagnano ancora le contumelie contro "Tettamanzi imam") o avendone i titoli sbagliati, perché riferiti a meriti di guerre crociate oggi antistoriche, come i deputati ex Dc (e almeno uno anche ex Sismi) che hanno brindato al ristorante della Camera a Roma alla nomina del cardinale Angelo Scola come a una loro rivincita di corrente. Mentre dal fronte opposto rischia una simmetria sbagliata anche l´allarme improprio del presidente di Gaynet Franco Grillini per il «completamento della dittatura ciellina» che rappresenterebbe.
Niente di tutto questo, per fortuna, avrà importanza. Ne avrà invece molta, a Milano, il rispetto reciproco e scrupoloso dei rispettivi campi che dovranno e sapranno trovare le istituzioni civili elettive e quelle morali della Chiesa, a partire dal suo pastore fino all´ultimo prete di frontiera. Ma conterà forse perfino di più il fatto che le une e le altre siano ben immerse nella realtà e nella complessità dei problemi, e che in questa città volontariato, associazionismo, comunità del variegato mondo cattolico siano spesso state in prima linea per affrontarli e alleviarli, proprio mentre altri soffiavano solo sul fuoco per esasperarli.
È fuori strada, oltre che ancora una volta fuori sintonia con il sentire collettivo (per poi sorprendersi della bocciatura alle urne) chi pensa al ricambio sul pulpito di Ambrogio come a un turnover aziendale che aumenta il peso di un azionista di riferimento, e magari cambia il target e il "core business" dalla difesa della dignità umana senza distinzioni di colore e censo alla promozione di localismi e affari. Sarà invece la portata stessa e il peso delle difficoltà che chi vive le contraddizioni della città conosce bene - dall´integrazione alla difesa dei diritti di uguaglianza e giustizia, dalla solidarietà sociale all´argine da porre all´arroganza di misurare col potere e il denaro ogni cosa, della quale la villa di Arcore è ormai un manifesto - a chiamare alla serietà e al dialogo, anche nella diversità delle ispirazioni. Come a Milano succede da tempo ed è tornato a succedere addirittura più spesso in una campagna elettorale che non aveva mai visto tanta "centralità" dei cattolici, ma anche tanta loro capacità di incontro concreto con le tradizioni culturali laiche.
C´è davvero troppo da fare, e da far bene, per permettersi di giocare alle piccole guerre di religione. Anche negli oratori hanno smesso da un pezzo.
Pagina VII - Milano
Brindano Cl, la Lega e la Moratti
Pisapia chiede continuità "con la missione pastorale degli ultimi decenni"
LUCA DE VITO
«Grande biblista, uomo aperto, illuminata guida pastorale». Appena nominato il cardinale Angelo Scola, puntuali sono arrivati gli attestati di stima dalla società che vive nei confini della diocesi più grande del mondo. Dalla politica ai sindacati, passando per università, imprenditoria e società civile, nessuno ha fatto mancare il suo saluto rispettoso al nuovo capo della Curia milanese. Ma al netto delle felicitazioni sono emerse anche attese, timori e speranze. E una domanda: la nuova guida dei cattolici milanesi seguirà il percorso tracciato dal cardinale Dionigi Tettamanzi oppure no?
Il primo ad auspicare continuità è il sindaco Giuliano Pisapia, che dà il benvenuto a Scola «convinto che saprà proseguire nella missione pastorale che ha contraddistinto la chiesa ambrosiana negli ultimi decenni». Nell´accogliere il nuovo arrivato, poi, dedica un caloroso saluto all´arcivescovo uscente: «A lui va la gratitudine di Milano per essere un punto di riferimento illuminante per tutti i cittadini». Ad invocare coerenza con la precedente gestione sono anche Roberto Cornelli, segretario del Pd metropolitano, («siamo certi che vorrà proseguire la missione pastorale già avviata») e il segretario della Cgil milanese Onorio Rosati («mi aspetto che mantenga l´interesse per i temi sociali e del lavoro»). Chiede invece discontinuità il capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale, Matteo Salvini: «Riesca a unire la nostra città e non a dividerla come ha fatto il suo predecessore, per il quale c´erano i milanesi figli di un Dio minore». E se nel messaggio di congratulazioni dell´ex sindaco Letizia Moratti si fa sentire la mancanza di qualsiasi riferimento a Tettamanzi, è più diplomatica l´esultanza del presidente della Regione Roberto Formigoni («Benvenuto tra noi vescovo Angelo! Grazie vescovo Dionigi!»).
Seppur vicino a don Giussani e ai suoi insegnamenti, secondo molti Scola non è riducibile a Comunione e Liberazione. Per questo, se da una parte suscita l´entusiasmo del blocco ciellino («un´infinita gioia» per Maurizio Lupi e «un grande conforto» per Carlo Masseroli, portavoce del Pdl in Comune), dall´altra si guadagna pure l´apprezzamento dei cattolici di sinistra. Per il vicesindaco Maria Grazia Guida infatti si tratta di «un grande dono, nel magistero autorevole e profondo dell´arcivescovo Scola avremo un prezioso richiamo per tutta la città nel segno della solidarietà e della carità evangelica».
Felicitazioni - condite di attese e buone speranze - arrivano anche dalla società civile. In prima fila Lorenzo Ornaghi, rettore dell´università Cattolica, che accoglie la nomina dell´ex allievo dell´ateneo di largo Gemelli «con gioia intensa». Un caloroso benvenuto arriva pure dalla comunità islamica e dal presidente del centro islamico di viale Jenner Abdel Hamid Shaari: «In noi troverà gente disponibile al dialogo e al rispetto reciproco». E se dalla comunità gay parte l´unico attacco diretto nei confronti di Scola («Non siamo affatto contenti e non ci uniamo al coro ipocrita di felicitazioni» ha detto Franco Grillini presidente di Gaynet), unanime l´apprezzamento anche da parte del mondo del lavoro. Per Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano, «Scola saprà raccogliere il testimone di Tettamanzi fatto di valori che hanno contribuito a rendere migliore la città» mentre per Danilo Galvagni, segretario generale della Cisl, «diventerà un punto di riferimento per i fedeli e per la società nel suo insieme».
Il Giornale
Interni 29-06-2011
L’ADDIO A VENEZIA
«Obbedisco al Papa Torno a Milano perché si trova lì la mia Chiesa madre»
Uomini di Dio e di sentimenti umani. «Il mio cuore è in travaglio » rivela il nuovo arcivescovo di Milano, Angelo Scola, che lascia Venezia per tornare a casa: «Milano è la mia Chiesa madre. In essa sono nato e sono stato svezzato alla fede». E il cardinale Dionigi Tettamanzi, ora ammini-- stratore apostolico e per sempre arcivescovo emerito: «I tempi di cambiamento chiedono a tutti una forte docilità, un senso di pieno abbandono nelle mani del Signore: lo avverto in prima persona ».
È mezzogiorno in punto quando la Santa Sede dà l’annuncio della nomina del patriarca di Venezia ad arcivescovo di Milano. Le campane del Duomo suonano a distesa mentre Tettamanzi entra nella sua cappella privata e dà l’annuncio solenne allaCuria: «Con serenità di cuore e con spirito di fede sono lieto di trasmettere il testimone della guida pastorale di questa splendida Chiesa al carissimo confratello cardinale Angelo Scola. Egli è conosciuto da molti di noi». Legge una biografia del successore, lo affida a sant’Ambrogio e alla Madonnina. Conclude: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore». A Venezia, Scola si apre ai presenti. «Ho accolto questa decisione del Papa, perché è il Papa» le sue prime parole, riportate dal sito Vaticaninsider , sempre aggiornatissimo nel seguire le vicende della Santa Sede e di questa importante nomina. Scolascrive a Tettamanzi e a Milano: «L’obbedienza è l’appiglio sicuro per la serena certezza di questo passo. Attraverso il Papa Benedetto XVI l’obbedienza mia e Vostra è a Cristo Gesù». Una parola antica e impopolare, «obbedienza », scelta come biglietto da visita alla città. Scola parla di «famiglia», «pluriformità nell’unità», «ecumenismo » e «dialogo interreligioso »: apertura alle confessioni cristiane e alle altre religioni, come la fede islamica. Viene con «animo aperto», chiede «simpatia ». Piovono le reazioni, tutte positive ( fa eccezione l’Arcigay di Grillini: «non siamo affatto contenti»). Arrivano le felicitazioni del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Alla Camera dei deputati un gruppo di parlamentari cattolici brinda su iniziativa di Rocco Buttiglione. La soddisfazione è trasversale. Per tutti valgono le parole di Massimo Cacciari, che da sindaco di Venezia ha parlato a lungo con lui: «Venezia ci perde. Va via una personalità di grande rilievo».
SCot CONGEDO
Il cardinale Tettamanzi: «Trasmetto il testimone di una splendida Chiesa» IL SINDACO
Massimo Cacciari: «La città di Venezia perde una personalità di rilievo»
Il Gazettino
tra Pisapia e Lega
Mercoledì 29 Giugno 2011,
Applausi generalizzati, ma anche qualche sottile distinguo, per la scelta del Papa. Il sindaco Giuliano Pisapia ad esempio ha espresso al neo arcivescovo «il più sincero sentimento di benvenuto nella nostra città, convinto che saprà proseguire nella missione pastorale che ha contraddistinto la chiesa ambrosiana negli ultimi decenni. Al cardinale Dionigi Tettamanzi - ha aggiunto il primo cittadino - va la gratitudine di Milano per essere un punto di riferimento illuminante per tutti i cittadini e aver diffuso i valori dell'accoglienza, della solidarietà e del dialogo».
Se dunque Pisapia auspica la continuità con l’arcivescovo uscente, la Lega Nord milanese non nasconde la sua soddisfazione per il suo "pensionamento" e dando il benvenuto a monsignor Scola si aspetta «aria nuova in Curia». Il capogruppo del Carroccio in Comune Matteo Salvini si augura in particolare che il successore di Tettamanzi «riesca a unire la nostra città e non a dividerla come ha fatto il suo predecessore, per il quale c'erano milanesi figli di un dio minore».
Felicitazioni e auguri a Scola sono arrivati dalle più alte cariche dello Stato, dalla politica e dalle istituzioni, sia lombarde che venete: dal presidente del Senato, Renato Schifani («la città è in fiduciosa attesa») al presidente della Lombardia, Roberto Formigoni («Benvenuto vescovo Angelo, grazie vescovo Dionigi»), dal presidente della Provincia di Milano Guido Podestà («saprà dimostrarsi illuminata guida pastorale di una comunità storicamente sensibile all'evangelizzazione e all'accoglienza») al leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini («una personalità che ha dimostrato straordinarie capacità di ascolto e altrettanto forte impronta decisionale») sono stati numerosissimi i messaggi al nuovo arcivescovo.
Il mondo economico milanese sostiene, con le parole di Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, che «Milano porterà sempre nel cuore il cardinale Dionigi Tettamanzi guida spirituale di grande umanità in un momento difficile per la città e il mondo economico. Siamo certi che il Cardinale Scola saprà raccogliere il suo testimone fatto di valori che hanno contribuito a rendere migliore Milano».
Dal mondo cattolico, a un Franco Grillini (Gaynet) che sostiene «che si completa la dittatura di Comunione e liberazione in Lombardia e si conferma la tendenza del Vaticano a fare opposizione alle giunte di centrosinistra» replica indirettamente il settimanale Famiglia Cristiana, secondo cui «Scola non va a Milano a correggere quello che ha fatto Tettamanzi (...) A Milano vivono 400 mila musulmani. Non hanno nemmeno una moschea per pregare. È l'unica grande città europea dove manca. Tettamanzi più volte ha sottolineato l'incongruenza. Scola non sarà da meno. A Milano c'è molta gente che ritiene il dialogo un segno di arrendevolezza. Sono gli stessi che criticano Tettamanzi e brindano a Scola. Ebbene saranno smentiti». E Cl col suo presidente Don Juliàn Carròn e i suoi uomini pubblici (Maurizio Lupi) ovviamente esulta.
LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO
«Continuità con Tettamanzi», è scontro
Mercoledì 29 Giugno 2011,
Applausi generalizzati, ma anche qualche sottile distinguo, per la scelta del Papa. Il sindaco Giuliano Pisapia ad esempio ha espresso al neo arcivescovo «il più sincero sentimento di benvenuto nella nostra città, convinto che saprà proseguire nella missione pastorale che ha contraddistinto la chiesa ambrosiana negli ultimi decenni. Al cardinale Dionigi Tettamanzi - ha aggiunto il primo cittadino - va la gratitudine di Milano per essere un punto di riferimento illuminante per tutti i cittadini e aver diffuso i valori dell'accoglienza, della solidarietà e del dialogo».
Se dunque Pisapia auspica la continuità con l’arcivescovo uscente, la Lega Nord milanese non nasconde la sua soddisfazione per il suo "pensionamento" e dando il benvenuto a monsignor Scola si aspetta «aria nuova in Curia». Il capogruppo del Carroccio in Comune Matteo Salvini si augura in particolare che il successore di Tettamanzi «riesca a unire la nostra città e non a dividerla come ha fatto il suo predecessore, per il quale c'erano milanesi figli di un dio minore».
Felicitazioni e auguri a Scola sono arrivati dalle più alte cariche dello Stato, dalla politica e dalle istituzioni, sia lombarde che venete: dal presidente del Senato, Renato Schifani («la città è in fiduciosa attesa») al presidente della Lombardia, Roberto Formigoni («Benvenuto vescovo Angelo, grazie vescovo Dionigi»), dal presidente della Provincia di Milano Guido Podestà («saprà dimostrarsi illuminata guida pastorale di una comunità storicamente sensibile all'evangelizzazione e all'accoglienza») al leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini («una personalità che ha dimostrato straordinarie capacità di ascolto e altrettanto forte impronta decisionale») sono stati numerosissimi i messaggi al nuovo arcivescovo.
Il mondo economico milanese sostiene, con le parole di Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, che «Milano porterà sempre nel cuore il cardinale Dionigi Tettamanzi guida spirituale di grande umanità in un momento difficile per la città e il mondo economico. Siamo certi che il Cardinale Scola saprà raccogliere il suo testimone fatto di valori che hanno contribuito a rendere migliore Milano».
Dal mondo cattolico, a un Franco Grillini (Gaynet) che sostiene «che si completa la dittatura di Comunione e liberazione in Lombardia e si conferma la tendenza del Vaticano a fare opposizione alle giunte di centrosinistra» replica indirettamente il settimanale Famiglia Cristiana, secondo cui «Scola non va a Milano a correggere quello che ha fatto Tettamanzi (...) A Milano vivono 400 mila musulmani. Non hanno nemmeno una moschea per pregare. È l'unica grande città europea dove manca. Tettamanzi più volte ha sottolineato l'incongruenza. Scola non sarà da meno. A Milano c'è molta gente che ritiene il dialogo un segno di arrendevolezza. Sono gli stessi che criticano Tettamanzi e brindano a Scola. Ebbene saranno smentiti». E Cl col suo presidente Don Juliàn Carròn e i suoi uomini pubblici (Maurizio Lupi) ovviamente esulta.
Rocco Buttiglione non ha ancora superato il trauma della sua bocciatura in Europa e continua nella sua poco onorevole militanza omofoba sparando stupidaggini come fossero verità scientifiche. Il nostro non si rassegna al fatto che gay e lesbiche possono generare figli come chiunque altro, senza nemmeno chiedergli il permesso. Non si rassegna nemmeno al fatto elementare che gay e lesbiche sono maschi e femmine come ogni altro essere umano e che l'unica differenza sta nell'oggetto d'amore in una persona dello stesso sesso.
D'altra parte Buttiglione gioisce per la nomina di Scola a Milano mentre noi non siamo affatto contenti e non ci uniamo al coro ipocrita di felicitazioni.
Con Scola infatti si completa la dittatura di Cl in Lombardia e si conferma la tendenza del Vaticano a fare opposizione alle giunte di centrosinistra soprattutto laddove ci sono sindaci schierati su posizioni libertarie in materia di diritti civili.
Tuttavia l'esperienza ci insegna che è meglio uno scontro aperto ed esplicito all'immobilismo consociativo dei partiti proni alle curie. Milano sarà di sicuro un banco di prova sui temi delle libertà civili e individuali.
Franco Grillini
Presidente di Gaynet

(DIRE) Roma, 27 giu. - "Forse Frattini non sa che e' il ministro degli Esteri dell'Italia e non del Vaticano perche' quando si parla di diritti delle coppie omosessuali il nostro dovrebbe sapere che in tutto il mondo occidentale in vario modo le unioni gay sono riconosciute. Soltanto nel nostro paese e' quasi impossibile parlare dei diritti delle coppie conviventi, etero od omosessuali che siano". Lo dice Franco Grillini, presidente di Gaynet.
"Frattini dice che in Italia 'sono garantiti i diritti individuali e fisici', di grazia, l'egregio ministro ci potrebbe elencare quali?', si chiede Grillini. "Perche' a noi non risulta alcunche'- aggiunge- se non per alcune misure esclusivamente giurisprudenzi per esempio della corte costituzionale sempre citata a sproposito. La Consulta infatti ha stabilito che le coppie gay hanno valenza costituzionale in riferimento alle 'formazioni sociali' di cui parla l'articolo 2 della Costituzione stessa. La Corte ha persino detto con chiarezza che interverra' in tutte quelle situazioni dove le copie gay hanno diritti equiparabili a quelli coniugali. Il mondo e' cambiato ma Frattini non se ne accorge perche' anziche' guardare al mondo il suo sguardo si ferma al di la' del Tevere".

(Com/Rai/ Dire) 18:02 27-06-11

 

Domani si celebra il 29° anniversario della conquista a Bologna del cassero di porta Saragozza in occasione del 28 giugno, giornata mondiale dell'orgoglio lgbt. Per chi, come me, c'era la data è molto importante perché dopo tanto tempo si può e si deve fare un bilancio di quell'esperienza che è stata decisiva per il rilancio del movimento per i diritti civili non solo a Bologna ma in tutto il paese.

Le polemiche attorno alla sede dell'allora "circolo di cultura omosessuale 28 giugno" furono molte ed anche aspre soprattutto da parte della curia guidata allora dal cardinale Poma che si oppose con tutte le forze alla concessione dell'affitto del piccolo "castello" di Porta Saragozza. Si disse che non lo si poteva dare agli omosessuali perché lì sotto ci passava la processione della madonna di san Luca. Che non si poteva riconoscere il "peccato", che sarebbe successo chissà cosa. E invece successe che proprio dal Cassero di Bologna ripartì la costruzione del movimento omosessuale in Italia e più in generale la battaglia per i diritti civili in un paese dominato dal clericalismo e dalla subalternità al vaticano di quasi tutta la classe politica.

Tra un anno saranno ormai 30 gli anni dalla data dell'inaugurazione e si stanno già preparando celebrazioni e iniziative. Per quanto mi riguarda è giusto ricordare due protagonisti politici di allora: Renzo Imbeni e Anna Maria Carloni che assieme a tanti altri diedero un contributo decisivo alla svolta dell'allora Pci al governo della città, svolta non solo relativa alla sede data in affitto dal comune agli omosessuali ma svolta anche polisca perché con quel gesto eclatante la sinistra finalmente anche in Italia faceva propria la battaglia squisitamente liberale dei diritti civili.

Franco Grillini

I valdesi dimostrano che non c'è contraddizione tra cristianesimo e omosessualità.

Una grande lezione a Vaticano e Stato.


Il tempio valdese di Milano era affollato come non mai per lo storico "matrimonio gay" tra Ciro Lanza e Guido Scelsi la cui Unione è stata benedetta dalla pastora Anne Zell con una cerimonia commovente ed intensa alla presenza dei parenti della coppia stessa. 
Si tratta di un piccolo grande fatto storico perché non solo viene solennemente riconosciuta la coppia omosessuale all'interno della comunità valdese ma con la cerimonia di oggi si dice con chiarezza che non c'è alcuna contraddizione tra cristianesimo e omosessualità contro le interpretazioni "letteraliste" del "vangelo spesso usato come proiettile" contro gli omosessuali.
Di particolare forza emotiva la predicazione del pastore Giuseppe Platone che ha parlato della diversità come valore e della necessità di "non aspettare più" una legge dello stato che tarda a venire per il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali.
Si tratta di una grande e severa lezione sia al Vaticano e al suo fanatismo omofobo e allo Stato che non tutela i diritti di tutti.
Personalmente ero presente alla cerimonia e sono stato orgoglioso di aver scelto la confessione valdese per la contribuzione de l'8 per mille fin dal primo anno della convenzione con lo Stato.

Franco Grillini
Presidente di Gaynet 
Responsabile nazionale Linfa
Lega italiana nuove famiglie
ER) ENERGIA. OK PIANO REGIONALE, MA CONSIGLIERI VOLEVANO DI PIU'


68 EMENDAMENTI, SINISTRA CHIEDE PIU' AMBIZIONE, M5S PORTA IN AULA 

(DIRE) Bologna, 24 giu. - Il piano energetico regionale passa in commissione sotto una pioggia di emendamenti, 68 in tutto, che chiedono di puntare piu' in alto nelle rinnovabili, il risparmio energetico, la sostenibilita'. Oggi, dunque, la proposta di delibera sul Secondo piano triennale di attuazione del Piano energetico regionale2011-2013 e' stata licenziata dalla commissione politiche economiche, presieduta da Franco Grillini, con il voto favorevole della maggioranza (Pd e Sel-verdi ed il voto contrario di Pdl, Lega Nord e Movimento 5 stelle). Il record di emendamenti, 27, lo hanno segnato iGrillini, anche se il consigliere Giovanni Favia ha deciso di ritirarli e ripresentarli direttamente in Assemblea legislativa.
L'obiettivo del gruppo, ha spiegato, e' sollecitare la Regione a cambiare la delibera con una discussione politica che affronti anche "temi nuovi", da quello sulla CO2 impostato sulla "riforestazione", all'adesione al "Patto dei sindaci", dal monitoraggio costante dei piccoli impianti per la produzione di energie rinnovabili, alla promozione della mobilita' sostenibile.
Molti anche gli emendamenti di Sel-Verdi, che ne hanno presentati 22 dei quali uno verra' riformulato in aula, cinque sono stati bocciati, 13 accolti e tre ritirati. "Condivido gli obiettivi di fondo del piano" ha detto Gian Guido Naldi, ma gli emendamenti servono "per affermare la possibilita' concreta che si possano raggiungere maggiori risultati, per esempio sul risparmio energetico". Altro punto, quello di avere piu' rigore nella certificazione dei risultati, per garantire che i contributi corrispondano a quanto e' stato realizzato effettivamente.

(DIRE) Bologna, 24 giu. - Roberto Sconciaforni (Fds) ha parlato di un "piano complesso", con un "testo in gran parte di orientamento politico", specificando che i suoi emendamenti (tre, di cui due bocciati e uno ritirato) nascevano per integrare il testo per chiarire meglio gli orientamenti sui piani attuativi.
Un esempio riguarda gli impianti a biomasse, che per Sconciaforni e' meglio siano piccoli per utilizzare meglio l'energia prodotta.
Anche il Pd ha presentato otto emendamenti (di cui cinque approvati, tre decaduti perche' gia' approvati) per far emergere in modo piu' evidente i risultati del Piano. "Non crediamo di risolvere tutti i problemi, ma cerchiamo di dare un indirizzo e di fare si' che la certificazione energetica non si risolva in una pratica burocratica, ma in un atto con ricadute concrete", ha spiegato Tiziano Alessandrini (Pd). Otto anche gli emendamenti dell'Idv (due votati, ma formulati in modo diverso, tre accolti, due ritirati, uno respinto) che avevano l'obiettivo di rendere il Piano "piu' ambizioso", soprattutto sul fronte del "risparmio energetico", e "vincolanti gli obiettivi", ha detto Franco Grillini.
A replicare l'assessore Gian Carlo Muzzarelli che ha criticato alcuni emendamenti che sembrano voler "mettere dentro tutto ed il suo contrario" nella delibera. Alle critiche di aver usato dati vecchi (del 2007), Muzzarelli ha risposto che sono gli ultimi forniti dagli enti e in particolare da Enea. L'assessore ha chiesto a tutti di essere piu' realisti: "Dobbiamo fare cose concrete", ha detto. Anche perche' "quello che si scrive bisogna poi trasformarlo in azione operativa". La sollecitazione e' quindi quella di "rimanere nel merito, senza avere la velleita' di cambiare le leggi attraverso una delibera".

(Asa/ Dire) 18:52 24-06-11

Grillini (Idv), matrimoni gay, storico voto a New York, lo stato americano più popoloso. L'Italia sempre più lontana dai paesi civili. Domani a Milano il primo matrimonio gay nel tempio valdese. Oggi il grande pride milanese con il patrocinio della nuova giunta di centrosinistra

Verrebbe da dire "viva l'America" e in particolare viva New York il cui parlamento ha dato il via libera ai matrimoni anche per gli omosessuali equiparando in tutto e per tutto le coppie gay a quelle etero. Il voto favorevole si è avuto anche per la defezione dal campo conservatore di 4 repubblicani ed è molto significativo quello che ha detto uno di loro il senatore repubblicano Mark J. Grisanti: "Chiedo scusa a coloro che si sentano offesi. Ma non posso negare a un essere umano, a un contribuente, a un lavoratore, alla gente del mio collegio e di questo stato, lo stato di New York, e a coloro che lo rendono grande gli stessi diritti che ho assieme a mia moglie"… Sarebbe bello che un giorno anche i conservatori italiani abbandonando al loro destino i trucidi bigotti alla Giovanardi facessero affermazioni simili.

Lo storico voto di New York si aggiunge a quello di altri 5 stati Usa:  Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire e Vermont, più il District of Columbia dove c'è la capitale americana. New York è lo stato più popoloso dei 6 che hanno approvato la legge che equipara matrimoni etero a quelli gay e con gli altri 5 stati il 10% della popolazione americana è coperta dalla nuova legislazione. D'altra parte lo stesso Obama aveva dato di recente l'ordine di non utilizzare più il famigerato Federal Defense of Marriage Act (DOMA) di cui il movimento lgbt americano chiede l'abrogazione e in un incontro recente con la comunità lgbt lo stesso Obama aveva dichiarato che i diritti degli omosessuali devono essere gli stessi di tutti gli altri cittadini.

Negli Usa è cambiato radicalmente il comune sentire verso i matrimoni gay, un recente sondaggio stima nel 53% della popolazione i favorevoli all'equiparazione dei diritti tra coppie etero e coppie gay. Anche in Europa sono maggioranza i paesi che riconoscono in varie forme i diritti delle coppie omosessuali tranne che in Italia dove soltanto alcune insufficienti misure di origine giurisprudenziali tutelano i conviventi.
Anche nel nostro paese la maggioranza dell'opinione pubblica è favorevole a riconoscere i diritti delle coppie conviventi e l'Idv da tempo ha presentato la proposta di legge sul Pacs in Parlamento che dovrebbe finalmente iniziare la sua discussione.

Intanto dobbiamo alla chiesa valdese italiana il primo matrimonio gay celebrato in un tempio cristiano, avverrà domattina a Milano dopo la grande manifestazione del pride milanese prevista per oggi pomeriggio con il patrocinio della nuova giunta di centrosinistra. Complimenti alla chiesa valdese a cui assieme a tanti altri ho dato il mio ben riposto 8 per mille.

Franco Grillini
Responsabile Idv diritti civili

 

 

 

E` il sesto stato Usa a rendere legali unioni dello stesso sesso


New York, 25 giu. (TMNews) - Il matrimonio tra coppie dello stesso sesso è legge da ieri sera nello stato di New York. Dopo una seduta fiume la misura è passata al Senato dello stato per 33 voti a 29; quattro repubblicani hanno votato insieme ai democratici. New York diventa così lo stato più grande dell`unione nonché il sesto in ordine di tempo a consentire il matrimonio gay dopo Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire e Vermont, più il District of Columbia. La misura era già stata approvata dalla Camera dello stato e va ora alla firma del governatore Andrew Cuomo. Entrerà in vigore 30 giorni dopo la promulgazione e quindi le prime coppie gay potranno sposarsi a New York già quest`estate.

L'approvazione della legge riflette il mutamento dell`opinione pubblica dello stato di New York rispetto alle unioni dello stesso sesso. Secondo un sondaggio del 2004 solo il 37 per cento degli abitanti dello stato sosteneva il matrimonio gay mentre quest`anno il consenso era salito al 58 per cento.

Usa/ Giubilo a New York per legalizzazione del matrimonio gay

Quattro repubblicani a sorpresa votano con i democratici

New York, 25 giu. (TMNews) - Giubilo nella comunità gay di tutti gli Stati Uniti dopo l'approvazione della legge che ammette le nozze fra omosessuali anche nello Stato americano, il sesto dell'Unione a consentire il matrimonio fra gay dopo Connecticut, Iowa, Massachusetts, New Hampshire e Vermont, più il District of Columbia.

Il governatore del New York Andrew Cuomo poche ore fa ha firmato. Dopo una seduta fiume la misura è passata al Senato dello stato per 33 voti a 29; quattro repubblicani hanno votato insieme ai democratici. La misura entrerà in vigore 30 giorni dopo la promulgazione e quindi le prime coppie gay potranno sposarsi a New York già quest`estate.

L'approvazione della legge riflette il mutamento dell`opinione pubblica dello stato di New York rispetto alle unioni dello stesso sesso. Secondo un sondaggio del 2004 solo il 37 per cento degli abitanti dello stato sosteneva il matrimonio gay mentre quest`anno il consenso era salito al 58 per cento.

La comunità gay di tutti gli Stati Uniti spera però che si tratti di una vera svolta. Il primo grande Stato a legalizzare le nozze gay fu la California ma il provvedimento fu poi bocciato per referendum tre anni fa dopo una furibonda battaglia politica.
Numerosi Stati dell'Unione invece hanno scelto di modificare la loro Costituzione per dichiarare il matrimonio una unione "fra un uomo e una donna" a scanso di equivoci. New York potrebbe cambiare il corso delle cose perché è la città - e lo Stato - di una comunità gay numerosa e politicamente influente: insomma quella di ieri è una vittoria politica particolarmente simbolica per il movimento.

Anche il presidente Barack Obama, favorevole alle nozze gay in gioventù e poi tornato su posizioni più conservatrici in occasione dell'elezione al Senato e poi alla Casa Bianca, ha da poco dichiarato di averci ripensato e di approvare il matrimonio omosessuale (la comunità gay è del resto fra i suoi sponsor in vista della campagna elettorale per le prossime elezioni).

La giornata di ieri ha visto anche forti momenti di tensione, perché l'esito era incertissimo fin quando quattro senatori della maggioranza repubblicana non hanno cambiato campo votando come i democratici. Mark J. Grisanti, repubblicano di Buffalo che era stato eletto promettendo di opporsi alle nozze gay, ha per esempio finito per votare sì dopo essersi lacerato per mesi: "Chiedo scusa a chi si sente offeso" ha detto ma "non posso negare a una persona, a un essere umano, a un contribuente, a un lavoratore, alla gente del mio Stato di avere gli stessi diritti che io ho con mia moglie".

Due anni fa sempre nel New York il Senato aveva bocciato la medesima legge nonostante all'epoca la maggioranza fosse democratica. La vittoria ha il suo artefice nel governatore democratico Andrew Cuomo, giunto raggiante in Senato con la moglie e le figlie: questa battaglia è stata una delle sue priorità, incluso l'impiego dei suoi assistenti per coordinare le associazioni di gay e lesbiche e l'organizzazione di una campagna radiotelevisiva da 3 milioni di dollari.

Durante la votazione la democratica del Queens Shirley Huntley, da poco convertita alla causa delle nozze gay, si è alzata dal suo posto per abbracciare il relatore della legge Daniel J.
O`Donnell, gay dichiarato, eletto a Manhattan, in aula a fianco del suo partner e visibilmente commosso.


USA: SENATO NEW YORK APPROVA MATRIMONI GAY E CUOMO FIRMA LA LEGGE =


(ASCA-AFP) - New York, 25 giu - Il Senato dello Stato di New York ha approvato, 33 voti a 29, il diritto al matrimonio tra le coppie omosessuali e il governatore Andrew Cuomo ha firmato la legge. Ai 29 senatori democratici che appoggiavano il provvedimento si sono aggiunti quattro repubblicani, uno in piu' del minimo necessario per ottenere l'approvazione del disegno di legge.
Si tratta di una grande vittoria per i difensori dei diritti gay che rende New York lo stato piu' popoloso degli Stati Uniti dove gli omosessuali potranno sposarsi. A partire da oggi dovranno passare 30 giorni prima che la nuova legge entri in vigore cosi' i primi matrimoni di coppie gay potranno avvenire verso alla fine di luglio. Gli attivisti per i diritti gay, appresa la notizia dell'approvazione della legge, hanno cantato e ballato per le strade di New York.
''La democrazia funziona quando la gente parla - ha detto Cuomo dopo l'approvazione -. E il popolo, nel corso di questi ultimi mesi, ha parlato. Questo stato, quando e' al suo meglio, e' un faro per la giustizia sociale''.
map/cam/ss 251134 GIU 11

 

 

 

Ancora una volta Obama ci stupisce con gli effetti speciali. Alla cena organizzata a New York dalla Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender Leadership, il presidente Usa ha sostenuto la necessità che alle coppie gay siano garantiti gli stessi diritti delle coppie eterosessuali.
Dopo l'abolizione del 'don't ask don't tell' (non chiedere, non dire', la legge che vieta a una persona che si dichiara gay di essere arruolata nelle forze armate) Obama sta procedendo speditamente nella realizzazione di quei diritti sul cui riconoscimento aveva scommesso in campagna elettorale.

Rimane ancora da abolire negli usa quel Doma (la facoltà per gli stati di non riconoscere la validità dei matrimoni gay celebrati negli altri stati della confederazione) che rappresenta ormai il principale obiettivo del movimento lgbt negli Usa.

L'Italia è anni luce lontana dal livello di riconoscimento dei diritti civili che proviene da oltre Atlantico e ancora un volta gli americani ci segnalano la strada da seguire esattamente come 56 anni fa quando le loro truppe ci liberarono dal giogo della dittatura fascista. Rimane da superare il giogo della dittatura clericale.

Franco Grillini
Presidente di Gaynet


USA: OBAMA AI GAY, STESSI DIRITTI CIVILI DI COPPIE ETERO
(ANSA) - NEW YORK, 24 GIU - Alla sua prima partecipazione da presidente ad un evento organizzato a New York dalla Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender Leadership, un gruppo che sostiene i diritti degli omosessuali, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha ribadito che le coppie gay 'meritano gli stessi diritti civili' di tutte le altre coppie.
E' quanto Obama ha detto davanti ad una platea di circa 600 persone, che hanno pagato 1.250 dollari a testa pur di essere presenti al gala, organizzato per raccogliere fondi per la campagna elettorale di Obama.
Obama ha ribadito che la concessione per i diritti civili dei gay deve essere condotta 'a livello degli Stati', esattamente come sta avvenendo in queste ore al Parlamento dello Stato di New York, riunito per decidere se votare o meno una legge che consentirebbe le nozze gay nello Stato di New York.
Il presidente ha ricordato di essersi mosso per il superamento della 'don't ask don't tell' (non chiedere, non dire', la legge che vieta a una persona che si dichiara gay di essere arruolata nelle forze armate), ma ha anche sottolineato di essere personalmente a favore del riconoscimento delle unioni civili, non dei matrimoni tra coppie omosessuali. (ANSA).

CLE 24-GIU-11 02:20

(ANSA) - BOLOGNA, 23 GIU - Un grazie a Veronesi ''per
affermare che anche l'amore omosessuale e' legittimo e puro'',
ma anche una precisazione ''che al mondo esiste un'unica
tipologia di amore, che e' uguale per tutti''. E quanto ha
dichiarato Franco Grillini, presidente di 'Gaynet' e storico
attivista del movimento omosessuale italiano, riguardo alle
parole dell'oncologo sull'amore gay.
''Grazie a Veronesi! Perche' in questo momento
contraddistinto da una miriade di polemiche strumentali e da una
destra sempre piu' omofoba, la sua voce che si alza chiara e
forte per affermare che anche l'amore omosessuale e' legittimo e
puro, e' stata davvero una gradita sorpresa'', ha esordito
Grillini, aggiungendo pero' che ''e' gia' stato ampiamente
dimostrato come i meccanismi dell'innamoramento e della passione
amorosa siano esattamente identici in tutti gli esseri umani,
eterosessuali e non''. Quello che cambia, ha proseguito, ''e'
semplicemente l'oggetto dell'amore che negli omosessuali e'
costituito dalle persone dello stesso sesso''.
La Repubblica Bologna
IL CASO
Coppie sposate, Veronesi contro Merola
"L'amore più puro è quello omosessuale"
Non si placa la polemica dopo le dichiarazioni del sindaco di Bologna. E l'oncologo lo bacchetta: "Rispetto a lui sono sul fronte opposto, anche ideologicamente"
Umberto Veronesi
Non è bastato l'incontro "riparatore" tra Virginio Merola e la comunità gay. La sua sortita sulle coppie sposate continua a suscitare polemiche, e non solo a Bologna.  Al punto che il sindaco di Bologna è stato citato in negativo, stamattina a Milano, financo dall'oncologo Umberto Veronesi.
"Quello omosessuale è l'amore più puro - ha detto infatti l'ex ministro della Sanità, polemizzando tanto con Merola quanto con il sindaco di Sulmona, Fabio Federico -  al contrario di quello eterosessuale, che è strumentale alla riproduzione".
Federico aveva equiparato certi tipi di omosessualità ad una "aberrazione sessuale", mentre Merola si era detto propenso a un'iniziativa per la tutela "delle coppie sposate" a dispetto di quelle di fatto, dunque omosessuali comprese (anche se poi, durante un incontro al Cassero, aveva spiegato di non avere alcuna preclusione nei confronti delle coppie omosessuali, e anzi di essere favorevole all'estensione a tutti, compresi gay e lesbiche, dell'istituto delle nozze).
GRILLINI: "Grazie professore, ma l'amore è uguale per tutti. Giovanardi: "Un delirio"
"Io, come potete immaginare - ha detto Veronesi a margine di una conferenza per presentare la sua iniziativa 'The future of science' - la penso all'opposto: l'omosessualità è una scelta consapevole e più evoluta. L'amore omosessuale è quello più puro. In quello eterosessuale, una persona direbbe 'io ti amo non perché amo te, ma perché in te ho trovato la persona con cui fare un figlio'. Nell'amore omosessuale invece non accade: si dice 'amo te perché mi sei vicino, il tuo pensiero, la tua sensibilità e i sentimenti sono più vicini ai mieì'. Quindi sono sul fronte opposto, anche ideologicamente, rispetto a Merola".
CRONACA
Grillini: "Grazie, ma l'amore è uguale per tutti"
Giovanardi furioso: "E' un delirio"
Le reazioni alla polemica sollevata dal sindaco, che ha parlato di favorire chi contrae il matrimonio per le graduatorie comunali. L'oncologo: "Più puro l'affetto fra gay, perchè non è finalizzato alla procreazione"
Carlo Giovanardi
"Grazie a Veronesi! Perché in questo momento contraddistinto da una miriade di polemiche strumentali e da una destra sempre più omofoba, la sua voce che si alza chiara e forte per affermare che anche l'amore omosessuale è legittimo e puro, è stata davvero una gradita sorpresa". Esordisce così Franco Grillini, presidente di 'Gaynet' e storico attivista del movimento omosessuale italiano.
Tuttavia, prosegue Grillini, "è già stato ampiamente dimostrato come i meccanismi dell'innamoramento e della passione amorosa siano esattamente identici in tutti gli esseri umani, eterosessuali e non". Quello che cambia, ha proseguito, "è semplicemente l'oggetto dell'amore che negli omosessuali è costituito dalle persone dello stesso sesso".
Le dichiarazioni di Veronesi vengono invece bocciate senza appello dal sottosegretario con delega alla Famiglia Carlo Giovanardi, che accomuna il medico al cantante Vasco Rossi - reo di aver definito vergognose le leggi che impediscono di guidare ubriachi. Per Giovanardi entrambi "sono in corsa per il premio 'delirio d'estate'. Per fortuna questi vaneggiamenti non riusciranno a vanificare l'opera di milioni di famiglie e di educatori, che sanno bene che il futuro dei giovani e la sopravvivenza della nostra società dipendono dal saper mettere assieme il rispetto della libertà di tutti, ma anche dal non esaltare comportamenti che da un lato mettono a rischio la vita di terze persone e dall'altro non possono essere certamente definiti più evoluti e superiori all'amore che lega un uomo a una donna".
Corriere della Sera Bologna
Veronesi contro Merola:
«L'amore gay è il più puro»
«Quello eterosessuale invece è strumentale alla riproduzione». Grillini: «Grazie ma l'amore è uno»
Umberto Veronesi
A Bologna la polemica sulle parole di Virginio Merola sui matrimoni - sulla necessità, secondo lui, di tutelare maggiormente le coppie sposate - si è già sgonfiata, soprattutto dopo che il sindaco si è riappacificato con la comunità gay assicurando di essere favorevole ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. A livello nazionale, invece, la bufera cresce. Di mezzo c'è anche il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, che ha equiparato certi tipi di omosessualità a una «aberrazione sessuale». Risponde a entrambi Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della Sanità: «Quello omosessuale è l’amore più puro, al contrario di quello eterosessuale, strumentale alla riproduzione».
«Io, come potete immaginare - ha detto Veronesi, a margine di una conferenza per presentare la sua iniziativa The future of science - la penso all’opposto: l’omosessualità è una scelta consapevole e più evoluta. L’amore omosessuale è quello più puro»; in quello eterosessuale, invece, una persona direbbe «io ti amo non perchè amo te, ma perchè in te ho trovato la persona con cui fare un figlio. Nell’amore omosessuale invece non accade: si dicono "amo te perchè mi sei vicino, il tuo pensiero, la tua sensibilità e i sentimenti sono più vicini ai miei". Quindi sono sul fronte opposto anche ideologicamente rispetto a Merola».
Corregge parzialmente Veronesi, Franco Grillini, storico attivista (bolognese) del movimento omosessuale: ringrazia l'oncologo «per affermare che anche l’amore omosessuale è legittimo e puro», ma precisa «che al mondo esiste un’unica tipologia di amore, che è uguale per tutti». Quello che cambia «è semplicemente l’oggetto dell’amore che negli omosessuali è costituito dalle persone dello stesso sesso».
23 giugno 2011

 


 

 

POLITICA pag. 15
Coppie sposate, il tormento del Pd Errani dà lo stop alle polemiche
Il governatore: «Merola non è in contrasto con la legge regionale»
Rita Bartolomei BOLOGNA MA I FAMOSI Dico all'emiliana', dopo un anno e mezzo, cos'hanno cambiato nella vita dei cittadini? Franco Grillini, consigliere regionale dell'Idv e presidente onorario dell'Arcigay, pensa, sbuffa, rimugina e rilancia, proprio nel bel mezzo della solita rissa a sinistra sui temi etici: «Nessun effetto pratico, per ora. L'ho anche detto in consiglio. Gran litigate con il cardinale ma poi alla fine la ciccia dov'è? La conseguenza? Solo politica e culturale. Ma ghe pensi mi. Almeno ci proverò. In autunno presenterò una proposta di legge sui diritti delle famiglie conviventi. Un esempio? La possibilità per una persona di nominare chi può decidere al suo posto in caso di inabilità». NEL FRATTEMPO la domanda, ma soprattutto la risposta, dà il segno della discussione su matrimonio e nozze gay. Un ginepraio che stressa la maggioranza di centrosinistra anche in Comune ma non approda da nessuna parte. Anche perché, distinguo su distinguo, alla fine non si comprendono più i fondamentali. Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha dichiarato e ritrattato più volte. Prima si è sbilanciato sulla famiglia da Costituzione, che si prende più responsabilità e quindi dev'essere favorita. Poi ci ha ripensato. Lo hanno corretto gli omosessuali. Si è corretto da solo. Lo ha corretto il Pd. Non solo quello bolognese anche quello regionale. E mentre il presidente Vasco Errani ieri ha rassicurato «nessuna contrapposizione, il sindaco ha dato tutte le risposte chiare» a Radio Tau il capogruppo democratico Marco Monari ha dato qualche scossone al primo cittadino. Primo: «In questo momento ci sono priorità amministrative che non devono essere distratte da questo tipo di dibattito. Ora Merola sarà preso da mille problemi...». Come a dire: occupati d'altro. Secondo: «Un bambino di una coppia non sposata ha gli stessi diritti di quello di una coppia sposata». COME se non bastasse. La discussione s'inserisce anche nei rapporti tesi tra Pd e Sel, che sulla materia incalza da sempre il partito di Bersani. Tra l'altro: il momento è particolare e si vede anche in giro per la Regione, ad esempio a Modena. In tanta confusione anche monsignor Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare emerito di Bologna, uno abituato a parlar chiaro, assolve' il sindaco. «Gli do ancora fiducia sta sulla porta . Cofferati qui può essere d'esempio. Merola deve capire che tocca a lui decidere. Bisogna che l'opinione pubblica lo aiuti a diventare se stesso». E cioé come? «Più volte s'è manifestato per dare una preferenza a chi s'impegna davanti allo Stato con il matrimonio, religioso o civile non ha dubbi Vecchi . Poi chiaro, Merola ha una coalizione che si fa avanti. Ma come diceva mia nonna, con il tempo e la paglia maturano le nespole». Sempre che l'albero sia fruttifero.

(DIRE) Bologna, 21 giu. - Anche in casa dipietrista si festeggia il responso del Tribunale di Bologna, che ha invitato il comitato dei garanti ad esprimersi nel merito sull'ammissibilita' del referendum sui finanziamenti alle scuole paritarie. Ed applaude anche Rifondazione comunista: Pd (diviso sulla questione) a parte, della coalizione di centrosinistra che governa Palazzo D'Accursio non manca nessuno all'appello. "La decisione del Tribunale sul comitato garanti sul referendum sui finanziamenti alla scuole private e' molto positiva perche' al di la del merito ristabilisce il corretto funzionamento dell'istituto referendario a livello cittadino cosi' come chiesto dal comitato articolo 33", scrive il consigliere regionale dipietrista Franco Grillini in una nota. "Il rifiuto dei garanti comunali di pronunciarsi sulla richiesta del Comitato non aveva senso. Aspetteremo i sette giorni concessi dal Tribunale al comitato dei garanti che appunto e' organo di garanzia e non di decisione politica", aggiunge Grillini, ma "Bologna e i bolognesi sono sufficientemente maturi per affrontare un referendum sul finanziamento della scuola privata che e' essenzialmente confessionale", aggiunge. "Attraverso il referendum ciascuno potra' esprimersi sull'uso di fondi pubblici per le scuole private confessionali in un momento di grave ristrettezza di bilancio per il Comune", conclude Grillini.(SEGUE) (Com/Bil/ Dire) 18:50 21-06-11

La Repubblica

MARTEDÌ, 21 GIUGNO 2011 Pagina VII - Bologna

«Buona l´ultima, speriamo che non cambi idea di nuovo». Il consigliere regionale dipietrista e presidente onorario di Arcigay Franco Grillini spera di mettere la parola «fine» sulla querelle innescata dalle parole del sindaco a favore delle coppie sposate. «Tutto è bene quel che finisce bene».
Grillini, è soddisfatto dalle spiegazioni del sindaco?

«Diciamo di sì, ma che fatica».

Il sindaco è andato al Cassero.
«Non sono stato invitato. Erano presenti il capogruppo Pd Sergio Lo Giudice e quello di Sel Cathy La Torre. Mi è stato detto dal Comune che hanno partecipato in quanto rappresentanti del mondo Lgbt, ma mi pare una spiegazione del cavolo visto che anche io rappresento quel mondo. Questa dichiarazione conferma che "non volevano" un rappresentante dell´Idv all´incontro».

È deluso?
«Se lo vedo... Non capisco come gli sia venuto in mente di dire che chi si sposa ha una marcia in più. Sul piano politico culturale, dimostra di non essere d´accordo con il suo programma sulla laicità, che peraltro ho scritto io».

Che spiegazione si è dato?
«Credo che ci sia un mix di fattori. Da una parte una sorta di sentimento di onnipotenza dovuto al fatto di essere sindaco. Ecco, non vorrei cedesse alla tentazione di sentirsi uomo solo al comando. D´altra parte credo risenta anche lui del cronico ossequio, chiamiamolo così, degli ex Pci nei confronti dei cardinali. Basti pensare che la sua prima uscita pubblica l´ha fatta sulla Madonna di San Luca».
Oggi comunque il sindaco pare essere tornato sui suoi passi. Il regolamento comunale non sarà toccato.

«Ci mancherebbe altro. Del resto, la maggioranza in Comune non lo avrebbe mai permesso. Sarebbe stato folle anche solo pensarlo».
(s.b.)

La Repubblica Bologna

CORRIERE DI BOLOGNA - BOLOGNA
sezione: Primo Piano data: 18/06/2011 - pag: 3
Insurrezione a sinistra: «Tradisce la coalizione» E Virginio si corregge
La grana esplode nel pomeriggio. Con silenzi imbarazzati di molti esponenti del Pd. Mentre gli alleati di Sel e dell'Idv si affrettavano a prendere le distanze dal sindaco Virginio Merola che vuole premiare le coppie sposate nell'accesso al welfare comunale. E così Merola, sottoposto per ore al fuoco di fila degli alleati, fa uscire alle 19,23 una nota in cui conferma punto per punto l'impianto teorico della sua proposta. Ma per «evitare l'inutile ed abituale massacro di parole e concetti» precisa che «prevedere qualcosa di più» per le coppie sposate non significa negare la legittimità delle convivenze né i Dico voluti dalla Regione. Infine aziona il freno a mano: «Non chiedo di rivedere le regole comunali o i punteggi» . Un modo per dire: sono convinto che le coppie sposate debbano essere in qualche modo avvantaggiate, ma senza un consenso allargato, le graduatorie per case e nidi non si toccano. E infatti, aggiunge: «Sarebbe molto importante che di questi temi non si discutesse solo come in un ping pong fra le opinioni note» . Rimane, a fine giornata, la sensazione che si sia consumata una prima, significativa frattura tra il sindaco e suoi alleati, che su certi temi non accettano cedimenti. Amelia Frascaroli, l'assessore al Welfare, commenta con freddezza: «Non parlo con il sindaco attraverso i giornali. Su certe cose c'è il bisogno di capirsi bene. Sono temi che vanno concordati, Merola avrà espresso un parere personale» . Durissima Cathy La Torre, consigliere comunale di Sel e vicepresidente nazionale del Mit, il Movimento identità transessuale: «In un momento in cui la Regione eroga beni e servizi senza disuguaglianze, Merola mi sembra in controtendenza. Ricordo che ci sono coppie che non si possono sposare perché non è loro concesso. Mi auguro che il sindaco riveda la sua posizione» . Ironica la leader regionale dell'Idv Silvana Mura: «Non è più tempo per le gaffe. Merola chiarisca il senso delle sue parole che sembrano a tutti gli effetti un nulla osta alle disuguaglianze. Marcare il confine tra coppie di serie A e di serie B, tradisce lo spirito di apertura con cui l'Idv ha sostenuto Merola» . E il consigliere regionale dipietrista Franco Grillini: «Tutte le famiglie hanno gli stessi diritti. Merola rischia di dividere il centrosinistra e di opporre famiglia a famiglia, chi ha un pezzo di carta e chi non ce l'ha. Si deve seguire solo il criterio del bisogno e delle necessità dei nuclei familiari» . Si discosta però dalla linea di partito il consigliere comunale Idv Pasquale Caviano: «Sono d'accordo con Merola: la famiglia è importante, le coppie sposate hanno più responsabilità» . Il Prc (senza consiglieri in Comune) attacca: «Auspichiamo che il nostro sindaco non abbia lo stile di un amministratore di condominio, ma di un politico che provi a cambiare le cose» . Alla fine dopo la (parziale) retromarcia del sindaco sono in molti a pensarla come Benedetto Zacchiroli (Pd): «Apprezzo lo stop di Merola, quando dice che non rivedrà i punteggi e le regole comunali» . P. V.
La Repubblica nazionale
SABATO, 18 GIUGNO 2011
Pagina 22 - Cronaca
"Favorire le coppie sposate" a Bologna è bufera sul sindaco
Merola sconfessa i Dico poi fa dietrofront. Insorgono Pd e Idv
SILVIA BIGNAMI
BOLOGNA - Primo scivolone per il neo sindaco di Bologna Virginio Merola (Pd), sul terreno minato delle unioni di fatto e dei diritti alle coppie gay. Le sue parole a una tv vicina alla Curia, «chi si sposa si assume una responsabilità maggiore di chi non lo fa che deve essere riconosciuta anche dal Comune», scatenano la reazione del centrosinistra, Sel e Idv in testa, col Pd in imbarazzo. In serata il sindaco - dopo telefonate con i vertici del partito - corregge in parte il tiro rassicurando: «Non toccherò graduatorie e punteggi dei bandi comunali». Ma la frittata ormai è fatta. Bologna, che ha una lunga tradizione sui diritti civili, dal ‘99 col registro delle "famiglie affettive" fino ai Dico regionali di due anni fa, si ritrova di nuovo a dividersi su questa delicata materia.
Per tutto il giorno su Merola piovono le critiche della sinistra. Lo stesso Pd, preso in contropiede, non può tacere. Il presidente del consiglio comunale Simona Lembi, abbandona l´aplomb istituzionale e commenta gelida: «Io sono d´accordo con i Dico di Vasco Errani. Non cambio idea». Il capogruppo dei Democratici in Comune Sergio Lo Giudice, in passato presidente di Arcigay, avverte: «Merola rispetti la linea della Regione». Attaccano a tutto spiano gli alleati, dai dipietristi come l´ex deputato Franco Grillini a Sinistra ecologia e libertà, alle associazioni legate al mondo Lgbt, ad Arcygay. Il sindaco viene definito «antistorico» e «clericale». Mentre il centrodestra applaude convinto e incredulo, dall´ex candidato sindaco leghista Manes Bernardini alla consigliera regionale Udc Silvia Noè, che esclama: «Merola ci stupisce con effetti speciali».
«Sembra di sentir parlare Casini... « è il commento stupefatto che circola in Regione. Non parla il presidente Vasco Errani, che coi suoi Dico sfidò la Curia bolognese e vinse anche la partita col governo davanti alla Corte Costituzionale, ma a Viale Aldo Moro si parla di idee in «conflitto politico» con le norme regionali. Un putiferio che lascia stupito Merola, che già in campagna elettorale aveva accennato alla sua intenzione di «dare priorità a chi ha il coraggio di sposarsi e di avere figli». A bacchettarlo, era il 7 maggio scorso, arrivò allora il governatore della Puglia Nichi Vendola, sotto le Torri proprio per sostenere Merola: «Basta usare le vite delle persone in campagna elettorale».
Dopo una giornata sulla graticola, il sindaco prova a rimediare in serata, ribadendo tra l´altro il suo sì ai matrimoni gay, tanto da volersi far promotore anche a livello nazionale di una legge che li renda legali. «Quando parlo di riconoscere l´impegno di chi decide di sposarsi, mi riferisco anche alle coppie omosessuali» dice Merola, che chiosa citando Rosa Luxemburg: «Oggi chiamare le cose con il proprio nome è diventata una cosa rivoluzionaria».
La repubblica Bologna
SABATO, 18 GIUGNO 2011
Pagina VII - Bologna
Il Pd preso in contropiede Frascaroli fredda: non condivido
Grillini dell´Idv: posizione antistorica
Lembi contraria: sul tema ho già espresso la mia opinione a favore delle unioni di fatto
«Oddio, a sentire certe cose mi viene mal di pancia». Amelia Frascaroli, assessore ai Servizi Sociali, salta sulla sedia quando sente parlare di punti in più o in meno a seconda che la coppia sia sposata o convivente. Si arrabbia, scalpita, scuote la testa. «Il matrimonio? Ma cos´è il matrimonio? I servizi sono una cosa seria, parliamo di gente che ha bisogno». La Frascaroli, cattolica adulta favorevolissima i matrimoni gay, fatica a tacere, ma non vuole entrare nel «circo» di dichiarazioni «superficiali e approssimative», e si limita ad avvertire: «Queste devono essere scelte condivise, non dico nulla finché non se ne parla in giunta».
Sfogo represso, di cui parlerà poi anche con la collega consigliera di Sinistra Ecologia e Libertà Cathy La Torre, che in compenso lancia dichiarazioni di fuoco: «Così Merola avvalla le disuguaglianze. Il sindaco lo sa benissimo che ci sono coppie, come quelle omosessuali, che non possono sposarsi. Oltretutto sono parole in contrasto con i Dico regionali». Ma è da tutta la sinistra che piovono strali sul sindaco, mentre il Pd non riesce a nascondere l´imbarazzo. Fatica a trovare una spiegazione il capogruppo dei Democratici Sergio Lo Giudice, tra l´altro ex presidente di Arcigay, che prima abbozza: «Va bene favorire le coppie sposate, ma solo quando ci sarà una legge nazionale anche per i matrimoni gay». Poi affina: «Vanno considerati anche i diritti delle coppie di fatto». E infine capitola, aggrappandosi ai Dico di Errani: «Le indicazioni della Regione su questo tema sono molto chiare». Scuote la testa il consigliere Pd Benedetto Zacchiroli, che durante la campagna elettorale ha dichiarato la sua omosessualità: «I progetti di vita sono tanti. Piuttosto diamo punti in più a chi ha figli». Si «preoccupa» Carlo Santacroce, Presidente dell´associazione Pd riunisce i "Democratici per pari diritti e dignità di lesbiche, gay, bisessuali e trans". E reagisce gelida la presidente del consiglio comunale Simona Lembi, che nel 2009 intervenne a difendere i Dico della Regione dagli attacchi della Curia: «La mia opinione riguardo questi temi è nota, e non è cambiata». Molto meno imbarazzati gli alleati. Su tutte le furie il dipietrista Franco Grillini, che proprio su questo tema si era scagliato contro le parole del sindaco già in campagna elettorale: «Il mio è un dissenso radicale. Dire che gli sposati valgono di più perché hanno un pezzo di carta è antistorico. Merola fa discorsi clericali come Giovanardi». Si arrabbia pure Silvana Mura: «Non è più tempo per le gaffe. Merola così tradisce lo spirito di innovazione del centrosinistra reagisce pronto il consiglio direttivo di Arcigay, che paragona il sindaco al ministro Renato Brunetta: «È discriminazione. Dal sindaco un grave passo indietro». Parole in sintonia con la Rete Laica di Maurizio Cecconi, che parla di «un sindaco che non conosce la realtà» e bacchetta il suo atteggiamento «altalenante», «un giorno dalla Madonna di San Luca e il giorno dopo al Gay Pride». Tutto mentre il centrodestra, dal leghista Manes Bernardini a Gianluca Galletti, applaude convinto. Una bufera davanti alla quale il segretario Pd Raffaele Donini tace fino all´ultimo, quando la "precisazione" di Merola salva i Dico e il regolamento comunale, confermando anche il sì ai matrimoni gay. «Il sindaco conferma semplicemente quanto ha detto in campagna elettorale - dichiara allora Donini - tanto rumore per nulla».
(s. b.)
Gazzette Modena reggio Ferrrara
SABATO, 18 GIUGNO 2011
Pagina 6 - Attualità
BOLOGNA
Più punti alle coppie sposate L’ira dell’Arcigay su Merola
BOLOGNA Più punti alle coppie sposate rispetto a quelle di fatto nelle graduatorie comunali. Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, rispetta la parola data in campagna elettorale e ribadisce l’intenzione di privilegiare, ad esempio nell’assegnazione delle case pubbliche, chi ufficializza la propria unione. «Siamo persone libere- ha chiarito il primo cittadino ai microfoni di una emittente tv- ma nella vita dobbiamo sapere mettere insieme anche la responsabilità con la libertà. Se ci assumiamo impegni maggiori verso gli altri credo che sia necessario distinguere». L’impegno non ha sesso e Merola si è detto favorevole ai matrimoni gay, purchè però venga fatta una legge nazionale. «Penso sia legittimo anche il matrimonio tra persone dello stesso sesso, anche se non è di competenza del Comune perchè è un provvedimento nazionale. Ed io sono per rispettare le leggi nazionali». Le sue dichiarazioni hanno sollevato un vespaio di polemiche, a partire dall’Arcigay che lo ha paragonato al ministro Brunetta. Merola finisce sotto accusa per una «distinzione in palese contraddizione con il più banale dei principi di uguaglianza». Dunque, avverte il direttivo dell’Arcigay di Bologna che si aspetta un passo indietro dal consiglio comunale, il sindaco dovrebbe «aprire gli occhi e a rendersi conto che il matrimonio in Italia non è precluso solo agli omosessuali, ma anche a chi per possibilità economiche rimanda il “grande giorno”: i precari, ad esempio, quel “peggio dell’Italia” che la politica continua a offendere, tanto con gli insulti verbali di un ministro, quanto con le politiche miopi di un’amministrazione comunale». Dura anche la reazione del consigliere regionale dell’Idv e storico leader Arcigay, Franco Grillini: «Tutte le famiglie hanno gli stessi diritti. Dissento dal doppio binario». La strada da percorrere è «il criterio del bisogno e della relativa graduatoria in base alle effettive necessità del nucleo familiare. Criteri oggettivi, non ideologici».
Repubblica.it
POLITICA
Merola sconfessa i "Dico"
"Favoriamo le coppie sposate"
Il primo cittadino va in direzione opposta rispetto alla mossa del governatore Vasco Errani che aveva aperto alla parità per le coppie di fatto per le graduatorie pubbliche. "Se ci assumiamo impegni maggiori verso gli altri credo che sia necessario distinguere". Il centrodestra: "Deve fare così". L'Udc parla di "svolta storica". Il Cassero: "Grave passo indietro". Grillini (Idv): "Dissento dal doppio binario per chi ha un pezzo di carta e chi non ce l'ha". Dopo le polemiche la precisazione del sindaco: "Usciamo da un lungo periodo in cui ha prevalso l'idea e la pratica della libertà dai legami. Ma non intendo rivedere le regole comunali o i punteggi"
Il sindaco Merola con il cardinal Carlo Caffarra
Controcorrente, almeno rispetto a quello che ha sempre perseguito Vasco Errani, la sostanziale parità di diritti fra coppie sposate e coppie di fatto. Virginio Merola dai microfoni di ETv, ricorda invece che "siamo persone libere ma nella vita dobbiamo saper mettere insieme anche la responsabilità con la libertà", e dunque per le graduatorie comunali andranno "più punti alle famiglie sposate".
"Se ci assumiamo impegni maggiori verso gli altri credo che sia necessario distinguere", precisa il primo cittadino. Merola, come riporta l'agenzia Dire, ribadisce anche di essere favorevole ai matrimoni gay e disposto a considerare coppie sposate anche quelle dello stesso sesso, purchè però venga fatta una legge nazionale. "Se verranno da me coppie gay per chiedermi di sposarle? non avrà molto senso, perchè non c'è una legge nazionale. Io sono per rispettare le leggi nazionali".
Cosa sono i Dico. A gennaio 2011 arriva l'assoluzione della Consulta sui "Dico all'emiliana". La Corte costituzionale aveva infatti rigettato il ricorso del governo contro la finanziaria della Regione Emilia Romagna, che garantisce pari accesso ai servizi a coppie sposate e di fatto. Una norma approvata dal governatore Vasco Errani nella coda del suo precedente mandato, prima della rielezione del marzo 2010, che fu per molte settimane al centro di polemiche, tra la bocciatura del cardinale Carlo Caffarra ("Dio vi giudicherà") e le critiche del centrodestra.
Il centrodestra: "Deve essere così". Appoggia in pieno la posizione del sindaco il suo sfidante alle elezioni, l'attuale capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale Manes Bernardini. "Lui deve dare più punti alle coppie sposate, questo è ovvio. Il riconoscimento va dato alla famiglia fondata sul matrimonio, così come viene indicato nella costituzione. Adesso però io vorrei che introducesse anche un bonus basato sulla residenza per l'assegnazione delle case che vada a premiare chi risiede a Bologna da più tempo".
Un plauso arriva anche dall'Udc: "Sarebbe una svolta storica e positiva", commenta Maria Cristina Marri, coordinatrice provinciale del partito di Casini. Il vicepresidente dei deputati Udc Gianluca Galletti si spinge anche oltre: ""Noi abbiamo sempre sostenuto la necessità di tutelare in modo più concreto la famiglia fondata sul matrimonio, e questa ci sembra una decisione che va verso questa direzione. Non resta che attendere i fatti", scrive in una nota, definendo le dichiarazioni di Merola "un'assunzione netta di reponsabilità" da parte del sindaco. "Una qualità sempre più rara in politica".
Il Cassero: "Grave passo indietro". Non si fa attendere la dura replica della comunità omosessuale di Bologna. In una nota il centro culturale Cassero giudica la distinzione fra coppie sposate e non "in palese contraddizione con il più banale dei principi di uguaglianza: se il matrimonio è una condizione discriminatoria in Italia – in aperto contrasto con il Trattato di Lisbona- prenderla a parametro del welfare vuol dire cavalcare quella discriminazione e rendersene coautori assieme a questo indegno Parlamento". La direzione indicata da Merola quindi "è un grave passo indietro rispetto alle norme approvate dalla Regione Emilia Romagna e vagliate anche dalla Corte Costituzionale. Infine, invitiamo il sindaco ad aprire gli occhi e a rendersi conto che il matrimonio in Italia non è precluso solo agli omosessuali, ma anche a chi per possibilità economiche rimanda il “grande giorno”: i precari, ad esempio, quel “peggio dell'Italia” che la politica continua a offendere". Dello stesso tono il messaggio che manda al sindaco il capogruppo di Sel Cathy La Torre: il Comune dovrebeb andare "nella direzione della regione sull'equiparazione tra coppie sposate e coppie di fatto. Ricordiamoci che ci sono delle coppie che non si possono sposare perché non ne hanno il permesso. Non si può produrre diseguaglianza".
Idv: "Divide il centrosinistra". "Non è più tempo per le gaffe", tuona l'Idv Silvana Mura, ricordando gli scivoloni di Merola sul Bologna in campagna elettorale. "Dovrebbe chiarire il senso delle sue parole in merito alle graduatorie comunali e diradare le nubi su quello che sembra a tutti gli effetti un nulla osta alle diseguaglianze". Il consigliere regionale Franco Grillini: "Tutte le famiglie hanno gli stessi diritti. Dissento dal doppio binario per chi ha un pezzo di carta e chi non ce l'ha. Merola divide inutilmente il centrosinistra". Rifondazione attacca: "Nella stessa giornata in cui all'Onu si vota una risoluzione che dice l'ovvio se vogliamo, e cioè che tutti gli individui devono avere pari diritti indipendentemente dal loro orientamento, stupisce che a bologna si senta la necessità di ribadire invece una differenza".
La nota di Merola dopo le polemiche. Le parole di Virginio Merola suscitano il plauso del centrodestra e dure critiche dal centrosinistra. Raffaele Donini, segretario cittadino del Pd, ricorda però che il sindaco "ha confermato le cose che diceva in campagna elettorale". Ma Merola tiene a precisare in una nota il suo pensiero. "Ritengo importante lavorare per costruire legami di libertà e di solidarietà tra le persone. Usciamo - è l'auspicio - da un lungo periodo nel quale ha prevalso l'idea e la pratica della libertà dai legami e dell’esaltazione dell’interesse individuale contrapposto all’interesse generale. Per questo ritengo importante sostenere le persone che scelgono legami di libertà, di responsabilità tra loro e verso la comunità. Il matrimonio implica un grado di responsabilità diverso rispetto ad altre scelte di convivenza. E credo che questo vada riconosciuto.
Ma questo, precisa Merola, "non significa negare diritti alle unioni di fatto o mettere in discussione i “Dico” proposti dalla Regione, né negare che per l’accesso alla graduatoria alla casa o ad altri servizi occorra discriminare chi non si sposa; ma è giusto o no prevedere qualcosa in più per chi si impegna in un legame maggiore? Non chiedo di rivedere le regole comunali o i punteggi, chiedo solo di provare di nuovo a chiamare le cose con il loro nome perché la politica sia utile ai cittadini per costruire legami di libertà e di responsabilità fra le persone".
MICROMEGA
Grillini: “Da Merola frasi clerical-integraliste” (AUDIO)
Franco Grillini, responsabile nazionale diritti civili dell’Idv, replica al neosindaco di Bologna che oggi ha sconfessato i Dico favorendo le coppie sposate: “Una cultura laica e liberale in un paese democratico non può non mettere al centro la questione dei diritti individuali di libertà, rischiamo alle prossime elezioni un centrosinistra che sarà un prolungamento del berlusconismo. Il Pd si decida”.

Ascolta l'intervista

http:// urlin.it/1f3c8
TgCOM
Sindaco:"Gay un'aberrazione genetica"
Il video finisce in tv, imbarazzo a Sulmona
Le dichiarazioni shock del sindaco Fabio Federico (Pdl) danno scandalo sul web
FOTO DA VIDEO
14:05 - Un video finito su YouTube in cui definisce i gay "un'aberrazione genetica" fa scatenare il putiferio mediatico contro il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, del Pdl. Durissime le reazioni delle associazioni gay ma anche del suo stesso partito che interviene per prendere le distanze dal primo cittadino del capoluogo peligno. Tutti i principali siti riportano la lunga esternazione di Federico rilasciata nel 2006, quando era consigliere comunale di opposizione, a una emittente televisiva locale.
Accuse che il sindaco ha prima confermato e poi parzialmente edulcorato anche oggi ad alcuni quotidiani. Nell'intervista con domande già pattuite Federico spiegava: "se hai degli ormoni maschili e un genoma maschile, fai il maschietto. Il contrario è fuori natura, ci sono delle possibilità di composizione intermedie di questi assetti genetici. Ci sono delle aberrazioni genetiche che determinano il fatto che non si sia né perfettamente uomo e né perfettamente donna. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di scelte fatte per un gusto personale. Niente a che dire sul gusto. Ogni omosessuale può vivere la sua vita sessuale come meglio crede. Se gli piace, gli piace. Non posso certo giudicarlo. Ho due figlie femmine, e purtroppo anche tra le donne esiste l'omosessualità. Preferirei che le mie figlie crescessero in maniera normale e facessero una vita normale, con una famiglia normale. Se poi dovessi vedere che le cose non vanno tanto bene, le farei curare. Chi è omosessuale fa una scelta contraria a quella indicata dalla natura. Non posso pensare che queste famiglie possano regolarmente adottare dei bambini - concludeva riferendosi a Pacs e gay - il condizionamento psicologico sarebbe tale, che questi bambini avrebbero sicuramente dei problemi. Sono contrario all'equiparazione tra famiglie omosessuali ed eterosessuali".
Dichiarazioni che hanno scatenato reazioni a catena: Paola Concia, deputato del Pd, chiede le sue dimissioni, e il ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna, si dice indignata e definisce le affermazioni del sindaco "inaccettabili". Al fianco del ministro si schiera anche un'altra deputata del Pdl, Paola Pelino, concittadina del sindaco, oltre che consigliere comunale, che con il suo intervento apre di fatto una crisi politica all'interno della maggioranza al Comune di Sulmona . Dure reazioni arrivano anche dall'Idv con Franco Grillini che accusa Federico di "essere di un'ignoranza plateale". Il tutto anche dopo la parziale rettifica del sindaco che afferma di non avere nulla contro i gay ma di essere contro le adozioni di figli da parte di coppie gay. Il senatore del Pd e medico, Ignazio Marino, chiama in causa l'organizzazione mondiale della sanita' mentre il presidente arcigay Paolo Patané ricorda l'importanza di una legge a sostegno dell'omosessualità. Equality, infine, afferma che la "la migliore e più autorevole risposta ai vaneggiamenti del sindaco di Sulmona è la risoluzione storica del Consiglio dei Diritti dell'Uomo dell'Onu approvata oggi a Ginevra, che intende promuovere l'eguaglianza degli individui senza distinzioni per le loro preferenze sessuali e che chiede inoltre uno studio sulle leggi discriminatorie e le violenze presenti nel mondo ai danni delle persone in ragione del loro orientamento sessuale".
Il Mattino
Patrizio Iavarone Sulmona. Aberrazioni genetiche, individui contro natura, patologie, persone da curare: le parole del sindaco di Sulmona, Fabio Federico (Pdl), rimbalzano da una trasmissione televisiva locale di cinque anni fa (quando era solo un consigliere comunale di An) sulla rete di Youtube. Le ha raccolte un privato cittadino e postate qualche settimana fa. Sono state rimosse l’altro giorno per ordine del Tribunale di Sulmona, su richiesta dello stesso sindaco, ma solo nella versione breve e ironicamente montata, mentre non è censurabile, per il giudice, nella versione integrale dell’intervista. Quanto bastava per far tornare agli onori della cronaca quel repertorio omofobico e per gettare il primo cittadino peligno, tra l’altro medico, al centro di un bufera mediatica e politica. Lui, ora, minimizza, giustifica, chiarisce: «Non ho nulla contro gli omosessuali, che credo siano persone di spiccata sensibilità. Ho parlato di malattia riferendomi al caso di eccesso di estrogeni, e non vedo cosa ci sia di male». Ma conferma, a distanza di anni, di «pensare ancora le cose dette». Ed è bufera, appunto. La prima reazione è quella del ministro Mara Carfagna: «Le frasi pronunciate e le teorie enunciate da Fabio Federico sono assolutamente inaccettabili - commenta la titolare delle Pari opportunità -. Un conto è esprimere la propria opinione, un altro è scadere in volgarità, provocazioni, offese e affermazioni antistoriche». È d’accordo con lei anche l’onorevole Pdl e consigliere comunale proprio a Sulmona, Paola Pelino (quella dei confetti fucsia regalati ad un matrimonio gay in Spagna qualche anno fa, ricorda Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center): anche sul suo voto si regge la fiducia in Comune a Federico, contro cui l’Idv ha già pronta una mozione e una manifestazione nazionale da tenere proprio a Sulmona: «Prima ancora che per manifesto razzismo - spiega Franco Grillini, responsabile diritti civili ed associazionismo del partito - bisognerebbe chiedere le dimissioni al sindaco abruzzese per la sua plateale ignoranza». Gaylib chiede una censura e provvedimenti disciplinari seri da parte del Guardasigilli Angelino Alfano. Per la parlamentare Paola Concia (Pd), sono «aberranti le parole del sindaco. Sarebbe bello sentire parole chiare ed esplicite di condanna da parte dei colleghi di centrodestra che si sono detti disponibili a votare la legge contro l’omofobia». Il senatore e medico Ignazio Marino (Pd) si spinge a chiedere un intervento dell’ordine professionale: «L’Oms ha definito, nel lontano 1990, l’omosessualità una variante naturale della sessualità, sottolineando quindi che essa non può in alcun modo essere associata al concetto di malattia». «Dichiarazioni indegne» commenta l’Arcigay, proprio ora che è stata appena approvata dal consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu a Ginevra «una risoluzione storica - ricorda Aurelio Mancuso, di Equality Italia - che intende promuovere l’eguaglianza degli individui senza distinzioni per le loro preferenze sessuali». ©
Libertà
Sindaco Sulmona: gay sono malati
Vecchio video sul web e nuove dichiarazioni riaccendono la polemica
SULMONA - Un video finito su YouTube in cui definisce i gay «un'aberrazione genetica» fa scatenare il putiferio mediatico contro il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, del Pdl. Durissime le reazioni delle associazioni gay ma anche del suo stesso partito che interviene per prendere le distanze dal primo cittadino del capoluogo peligno. Tutti i principali siti riportano la lunga esternazione di Federico rilasciata nel 2006, quando era consigliere comunale di opposizione, ad una emittente televisiva locale.
Accuse che il sindaco ha prima confermato e poi parzialmente edulcorato anche ieri ad alcuni quotidiani. Nell'intervista con domande già pattuite Federico spiegava: «se hai degli ormoni maschili e un genoma maschile, fai il maschietto. Il contrario è fuori natura, ci sono delle possibilità di composizione intermedie di questi assetti genetici. Ci sono delle aberrazioni genetiche che determinano il fatto che non si sia nè perfettamente uomo e nè perfettamente donna. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di scelte fatte per un gusto personale. Niente a che dire sul gusto. Ogni omosessuale può vivere la sua vita sessuale come meglio crede. Se gli piace, gli piace. Non posso certo giudicarlo. Ho due figlie femmine, e purtroppo anche tra le donne esiste l'omosessualità. Preferirei che le mie figlie crescessero in maniera normale e facessero una vita normale, con una famiglia normale. Se poi dovessi vedere che le cose non vanno tanto bene, le farei curare. Chi è omosessuale fa una scelta contraria a quella indicata dalla natura. Non posso pensare che queste famiglie possano regolarmente adottare dei bambini - concludeva riferendosi a Pacs e gay - il condizionamento psicologico sarebbe tale, che questi bambini avrebbero sicuramente dei problemi».
Dichiarazioni che hanno scatenato reazioni a catena: Paola Concia, deputato del Pd, chiede le sue dimissioni, e il ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna, si dice indignata e definisce le affermazioni del sindaco «inaccettabili». Al fianco del ministro si schiera anche un'altra deputata del Pdl, Paola Pelino, concittadina del sindaco, oltre che consigliere comunale, che con il suo intervento apre di fatto una crisi politica all'interno della maggioranza al Comune di Sulmona. Dure reazioni arrivano anche dall'Idv con Franco Grillini. Il tutto anche dopo la parziale rettifica del sindaco che afferma di non avere nulla contro i gay ma di essere contro le adozioni di figli da parte di coppie gay.
18/06/2011
Corriere della sera
CORRIERE DELLA SERA - CORRIERE DELLA SERA
sezione: Cronache data: 18/06/2011 - pag: 29
«I gay? Aberrazione genetica» È bufera
ROMA «Se le mie figlie un giorno mi dicessero che sono lesbiche per prima cosa le manderei all'ospedale a fare gli esami del sangue per vedere se stanno bene e se c'è qualche problema, qualche patologia» . Parole e opinioni del sindaco di Sulmona Fabio Federico, Pdl, che prima in una vecchia video-intervista che circola su youtube aveva detto che i «gay sono un'aberrazione genetica» e ieri precisando intervenendo alla Zanzara di Radio 24, ha spiegato in modo più dettagliato la sua teoria sull'omosessualità. E' stato sommerso da una marea di critiche. Ovviamente dalle associazioni degli omosessuali ma anche dal ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna che ha definito le sue parole «inaccettabili» . «Razzista strampalato» lo definisce l'ex presidente dell'Arcigay Franco Grillini (Idv). «Parole aberranti» dice la pd Paola Concia. Ma anche la deputata pdl di Sulmona Paola Pelino difende la città: «Non è omofoba, le parole del sindaco sono opinioni personali» . Ma Gaylib chiede l'intervento del ministro della giustizia Angelino Alfano nella sua qualità di segretario del partito del sindaco: «Di solito dopo queste dichiarazioni arrivano le botte. Non vogliamo altre aggressioni omofobe» . Federico dopo le polemiche della giornata cerca di fare una parziale ma inutile marcia indietro: «Si tratta di bufale. Sono stati estrapolati soltanto alcuni stralci di una vecchia intervista che durava a lungo e in cui dicevo il contrario» . Tuttavia nelle precisazioni il sindaco ha modo anche di rincarare: «Se fossimo tutti gay come faremmo a riprodurci? Madre Natura ci ha fatto così per un motivo, no?» . L'associazione Gaycenter ne chiede le dimissioni.
Il Messaggero
di PATRIZIO IAVARONE
SULMONA - Aberrazione genetica, individui contro natura, patologie, persone da curare: le parole del sindaco di Sulmona, Fabio Federico (Pdl), rimbalzano da una trasmissione televisiva locale di cinque anni fa (quando era solo un consigliere comunale di An) sulla rete di Youtube. Le ha raccolte un privato cittadino e postate qualche settimana fa. Sono state rimosse l’altro giorno per ordine del Tribunale di Sulmona, su richiesta dello stesso sindaco, ma solo nella versione breve e ironicamente montata, mentre non è censurabile, per il giudice, nella versione integrale dell’intervista. Quanto bastava per far tornare agli onori della cronaca quel repertorio omofobico e per gettare il primo cittadino peligno, tra l’altro medico, al centro di un bufera mediatica e politica.
Lui, ora, minimizza, giustifica, chiarisce: «Non ho nulla contro gli omosessuali, che credo siano persone di spiccata sensibilità. Ho parlato di malattia riferendomi al caso di eccesso di estrogeni, e non vedo cosa ci sia di male». Ma conferma, a distanza di anni, di «pensare ancora le cose dette». Non solo. Intervenendo ai microfoni della «Zanzara» di Radio 24 ha aggiunto: «Se le mie figlie un giorno mi dicessero che sono lesbiche per prima cosa le manderei all’ospedale a fare gli esami del sangue per vedere se stanno bene e se c’è qualche problema, qualche patologia». Ed è ancor più bufera, appunto.
La prima reazione è quella del ministro Mara Carfagna: «Le frasi pronunciate e le teorie enunciate da Fabio Federico sono assolutamente inaccettabili -commenta la titolare delle Pari opportunità- Un conto è esprimere la propria opinione, un altro è scadere in volgarità, provocazioni, offese e affermazioni antistoriche». E’ d’accordo con lei anche l’onorevole Pdl e consigliere comunale proprio a Sulmona, Paola Pelino (quella dei confetti fucsia regalati ad un matrimonio gay in Spagna qualche anno fa, ricorda Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center): anche sul suo voto si regge la fiducia in Comune a Federico, contro cui l’Idv ha già pronta una mozione e una manifestazione nazionale da tenere proprio a Sulmona: «Prima ancora che per manifesto razzismo -spiega Franco Grillini, responsabile diritti civili ed associazionismo del partito- bisognerebbe chiedere le dimissioni al sindaco abruzzese per la sua plateale ignoranza». Gaylib chiede una censura e provvedimenti disciplinari seri da parte del Guardasigilli Angelino Alfano. Per la parlamentare Paola Concia (Pd), sono «aberranti le parole del sindaco. Sarebbe bello sentire parole chiare ed esplicite di condanna da parte dei colleghi di centrodestra che si sono detti disponibili a votare la legge contro l’omofobia».
Il senatore e medico Ignazio Marino (Pd) si spinge a chiedere un intervento dell’ordine professionale: «L’Oms ha definito, nel lontano 1990, l’omosessualità una variante naturale della sessualità, sottolineando quindi che essa non può in alcun modo essere associata al concetto di malattia». «Dichiarazioni indegne» commenta l’Arcigay, proprio ora che è stata appena approvata dal consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu a Ginevra «una risoluzione storica -ricorda Aurelio Mancuso, di Equality Italia- che intende promuovere l’eguaglianza degli individui senza distinzioni per le loro preferenze sessuali e che chiede inoltre uno studio sulle leggi discriminatorie e le violenze presenti nel mondo ai danni delle persone in ragione del loro orientamento sessuale».
Messaggero Veneto e giornali del gruppo repubblica
SABATO, 18 GIUGNO 2011
Pagina 8 - Attualità
Il sindaco esterna sui gay «Aberrazione genetica»
Sulmona, le dichiarazioni omofobe in un video su YouTube e scoppia la polemica Lui prima conferma poi rettifica. Indignata anche la Carfagna: frasi inaccettabili
ROMA Nel giorno in cui il Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu adotta una «risoluzione storica» volta a promuovere l’eguaglianza degli individui senza distinzioni per le loro preferenze sessuali, in Italia siamo alle prese con le ennesime esternazioni omofobe. Questa volta si tratta del sindaco di Sulmona, Fabio Federico (Pdl), che in un video diffuso su YouTube definisce i gay «un’aberrazione genetica». Si tratta di una lunga esternazione rilasciata nel 2006, quando era consigliere comunale di opposizione, alla emittente televisiva Videoesse di Sulmona. Già finito nella bufera per un rimborso di circa 7 mila euro ottenuto dal Comune per farsi riparare il Suv che qualcuno aveva danneggiato, ieri il primo cittadino ha prima confermato le sue teorie («Penso ancora quello che ho detto»), per poi tentare un’imbarazzante e malriuscita rettifica. «Non ho nulla contro gli omosessuali - ha dichiarato - che credo siano persone di spiccata sensibilità. In quell’occasione mi chiesero se preferivo avere un figlio omosessuale o etero e la mia risposta continua ad essere quella di tutti i genitori, credo, etero. Ho parlato di malattia, riferendomi al caso di eccesso di estrogeni e non vedo cosa ci sia di male. Io credo nei rapporti sanciti dalla natura e due donne o due uomini non possono avere figli. Per questo non sono affatto contrario alle coppie di fatto, ma sono in disaccordo con l’adozione dei figli da parte di coppie omosessuali». Parole insufficienti a fermare reazioni indignate come quella del ministro Mara Carfagna: «Le frasi e le teorie di Fabio Federico sono assolutamente inaccettabili». Durissime le reazioni delle associazioni gay ma anche del suo stesso partito che interviene per prendere le distanze. Ad esempio la deputata del Pdl, Paola Pelino, concittadina del sindaco oltre che consigliere comunale, parla di «dichiarazioni assolutamente personali» e chiarisce che «Sulmona non è omofoba». Nel Pd c’è chi chiede le dimissioni e Paola Concia che definisce le parole del primo cittadino «aberranti e ancora più indegne perchè espresse da un rappresentante delle istituzioni». Dure reazioni arrivano anche dall’Idv con Franco Grillini che accusa Federico di «essere di un’ignoranza plateale». Il video è intanto diventato un caso giudiziario: Federico ha ottenuto dal Tribunale la rimozione di una versione satirica. L’emittente che l’ha diffusa ha però già annunciato ricorso.(m.v.)
Il tempo
Notizie - Abruzzo
«Frasi gravi, si dimetta»
Critiche bipartisan Sollecitato l'intervento dell'Ordine dei medici
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Antonella Di Lorito SULMONA Tre parole per scatenare l'inferno. I gay sono «un'aberrazione genetica». E il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, finisce dritto nell'occhio del ciclone. Una vera e propria insurrezione bipartisan galvanizzata poi dall'intervento di Equality e dall'approvazione della risoluzione del Consiglio dei diritti dell'uomo dell'Onu che intende promuovere l'eguaglianza degli individui senza distinzioni per le loro preferenze sessuali. «È questa la migliore e più autorevole risposta ai vaneggiamenti del sindaco di Sulmona - commenta il presidente di Equality Italia Aurelio Mancuso -. L'errore in cui non si deve cadere nel nostro Paese è di inseguire le dichiarazioni omofobe dei vari apprendisti-stregoni della politica nazionale e locale». Dalle file del Pdl arrivano le biasimevoli parole del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna e dell'on. Paola Pelino. «Le frasi pronunciate da Federico - dichiara la Carfagna - sono inaccettabili e risultano ancora più gravi perché sortite da un uomo che ricopre un importante e delicato incarico pubblico. L'Italia e il suo governo ripudiano ogni forma di discriminazione, razzismo e omofobia». «Il governo - aggiunge la Pelino, parlamentare e consigliere di Sulmona - è impegnato a evitare ogni forma di discriminazione». Insorgono anche l'Idv e il Pd. «Il sindaco di Sulmona deve dimettersi - asserisce Carlo Costantini, capogruppo Idv alla Regione -. Se c'è una persona che in questo momento debba farsi curare in Abruzzo è proprio lui, non certo gli omosessuali». «Le parole del sindaco di Sulmona - incalza Paola Concia, deputato del Pd - sono aberranti e ancora più indegne perchè espresse da un rappresentante delle istituzioni. Se Federico avesse un minimo rispetto per l'incarico ricoperto dovrebbe dare immediatamente le dimissioni». Punta il dito contro il sindaco anche Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell'Idv. «L'idea dell'omosessualità come malattia - dichiara - è stata definitivamente superata dall'Organizzazione mondiale della sanità da diversi decenni. Il sindaco potrebbe fare qualcosa di utile per superare la sua ostentata ignoranza ragionando sull'omofobia come grave patologia sociale».Auspica un intervento dell'Ordine dei medici Ignazio Marino, chirurgo e senatore del Pd. «Forse il sindaco di Sulmona non ha mai sentito parlare dell'Organizzazione mondiale della sanità e questo stupisce poiché anche lui è un medico. È evidente che alla base di affermazioni come quelle del sindaco non vi siano dati scientifici ma solo gravi pregiudizi».
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18/06/2011
Il centro
SABATO, 18 GIUGNO 2011
Pagina 40 - Cronaca
E la Pelino (Pdl) prende le distanze
Concia: «Parole indegne». Il Pd abruzzese: «Città tollerante, un’offesa»
Il senatore Marino: «Intervenga l’Ordine dei medici»
SULMONA. Dall’Arcigay agli esponenti politici del suo stesso partito. Le frasi omofobe hanno scatenato indignazione in tutta Italia. «Aberranti sono le parole del sindaco Federico e ancora più indegne perché espresse da un rappresentante delle istituzioni» afferma Paola Concia, deputata Pd di Avezzano, sposata con una psicologa tedesca. «Sento il dovere, in qualità di parlamentare del Pdl, nonché di consigliere comunale di Sulmona» evidenzia Paola Pelino «di associarmi alle parole del ministro Carfagna. Si tratta di affermazioni del tutto personali». Arcigay Consoli dell’Aquila ha scritto una lettera a Federico rammentando «che l’omosessualità non è più una malattia bensì è l’omofobia che egli stesso sta dimostrando da considerarsi come tale». Parole di condanna anche dal presidente nazionale di Arcigay, Paolo Patané. «Forse il sindaco di Sulmona non ha mai sentito parlare dell’Organizzazione mondiale della sanità e questo stupisce poiché anche lui è un medico» ironizza Ignazio Marino, senatore del Pd «oppure ignora che un organismo internazionale così autorevole ha definito, nel lontano 1990, l’omosessualità una variante naturale della sessualità. È evidente che alla base delle affermazioni del sindaco non vi siano dati scientifici ma solo gravi pregiudizi. Spero che l’Ordine professionale dei medici intervenga». Il circolo Uaar di Pescara (Unione degli atenei e degli agnostici razionalisti) ha mandato una lettera al sindaco per chiedere spiegazioni. «Ancora una volta Federico dimostra di non essere all’altezza di essere sindaco di una città dalle tradizioni secolari di tolleranza, accoglienza e di civiltà come Sulmona»: lo affermano il segretario regionale del Pd abruzzese, Silvio Paolucci, e il segretario cittadino di Sulmona Mimmo Di Benedetto. Che aggiungono: «Le dichiarazioni di Federico sono contro il buon senso e la ragionevolezza». Aurelio Mancuso, presidente di Equality, commenta: «La storica risoluzione del consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu (approvata ieri a Ginevra, ndr), che intende promuovere l’eguaglianza, è la migliore e più autorevole risposta ai vaneggiamenti del sindaco di Sulmona». Carlo Costantini, capogruppo Idv in Regione, chiede le dimissioni di Federico. Franco Grillini, responsabile diritti civili dell’Idv, dice: «Nel festival delle idiozie va riservato un posto al sindaco Pdl di Sulmona. Copre il razzismo». (r.rs.)
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La Nuova sardegna
SABATO, 18 GIUGNO 2011
Pagina 15 - Attualità
«I gay aberrazione genetica» Bufera sul sindaco di Sulmona
Le dichiarazioni omofobe in un video su YouTube scatenano la polemica Fabio Federico (Pdl) conferma, poi rettifica. Indignazione del ministro Carfagna
MONICA VIVIANI
ROMA. Nel giorno in cui il Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu adotta una «risoluzione storica» volta a promuovere l’eguaglianza degli individui senza distinzioni per le loro preferenze sessuali, in Italia siamo alle prese con le ennesime esternazioni omofobe. Questa volta si tratta del sindaco di Sulmona, Fabio Federico (Pdl), che in un video diffuso su YouTube definisce i gay «un’aberrazione genetica».
Si tratta di una lunga esternazione rilasciata nel 2006, quando era consigliere comunale di opposizione, alla emittente televisiva Videoesse di Sulmona. Federico era già finito nella bufera per un rimborso di circa 7 mila euro ottenuto dal Comune per farsi riparare il Suv che qualcuno aveva danneggiato. E ieri il primo cittadino della cittadina abruzzese ha dapprima confermato le sue teorie («Penso ancora quello che ho detto»), per poi tentare un’imbarazzante e malriuscita rettifica. «Non ho nulla contro gli omosessuali - ha dichiarato - che credo siano persone di spiccata sensibilità. In quell’occasione mi chiesero se preferivo avere un figlio omosessuale o etero e la mia risposta continua ad essere quella di tutti i genitori, credo, etero. Ho parlato di malattia, riferendomi al caso di eccesso di estrogeni e non vedo cosa ci sia di male. Io credo nei rapporti sanciti dalla natura e due donne o due uomini non possono avere figli. Per questo non sono affatto contrario alle coppie di fatto, ma sono in disaccordo con l’adozione dei figli da parte di coppie omosessuali».
Parole insufficienti a fermare reazioni indignate come quella del ministro Mara Carfagna: «Le frasi e le teorie di Fabio Federico sono assolutamente inaccettabili». Durissime le reazioni delle associazioni gay ma anche del suo stesso partito che interviene per prendere le distanze. Ad esempio la deputata del Pdl, Paola Pelino, concittadina del sindaco oltre che consigliere comunale, parla di «dichiarazioni assolutamente personali» e chiarisce che «Sulmona non è omofoba». Nel Pd c’è chi chiede le dimissioni e Paola Concia che definisce le parole del primo cittadino «aberranti e ancora più indegne perchè espresse da un rappresentante delle istituzioni». Dure reazioni arrivano anche dall’Idv con Franco Grillini che accusa Federico di «essere di un’ignoranza plateale». Il video è intanto diventato un caso giudiziario: Federico ha ottenuto dal Tribunale la rimozione di una versione satirica. L’emittente che l’ha diffusa ha però già annunciato ricorso.

Le famigliesono catalogabili a seconda dei punti assegnati? Il diritto di famiglia si può trasformare in questione matematica tra addizione e sottrazione? Per il sindaco di Bologna sembra di sì. Più punti alle famiglie regolarmente sposate perché chi si sposa si assume delle responsabilità che vanno premiate nella dialettica
libertà-responsabilità. Avevo già contestato questa bizzarra e non originale idea (la destra clericale la propugna da sempre) in campagna elettorale, ma ora che viene riproposta rincarando la dose il discorso merita non un semplice "ma sei impazzito?".



Nel giorno in cui il Consiglio per i diritti Umani dell'Onu a Ginevra vota una risoluzione storica sull'uguaglianza dei diritti tra eterosessuali ed omosessuali (23 voti a 19), nel giorno in cui a New York si vara il matrimonio per le persone lgbt, nel giorno in cui a Padova un tribunale condanna un'impresa per omofobia verso un dipendente omosessuale, a Bologna in totale e incomprensibile controtendenza si dice che coppie gay, conviventi omo ed etero, contano meno di chi ha un pezzo di carta, di chi è "regolarmente sposato".

Sembrerebbe che a Bologna ci sia un'emergenza demografico-familiare che impone improvvisamente al Sindaco misure drastiche a costo di inimicarsi l'intero schieramento che lo ha eletto, suo partito compreso. Ma se guardiamo ai dati dello stesso ufficio statistico comunale non esiste nulla di tutto ciò. 
Al contrario, scopriamo che nella nostra città le famiglie ricostruite superano il 20% (il maggior dato nazionale), che i nuclei monoparentali sono oltre 50 mila, che abbiamo il maggior numero di conviventi e che la popolazione che vive in una famiglia tradizionale è largamente sotto il 50% come in tutto il nord Italia come in tutta l'Europa, ovvero una minoranza, per quanto grande essa sia. 

Proprio recentemente l'Istat ha certificato il crollo del numero di matrimoni: i giovani non si sposano più o si sposano sempre meno. Le ragioni sono evidenti: le case sono costosissime (nell'indagine Idv ai banchetti elettorali la casa era il primo problema in città), gli affitti impraticabili, il lavoro è precario e le banche non danno mutui a chi non ha un impiego fisso; spesso le donne in età fertile non vengono assunte o sono persino licenziate in gravidanza (questa sì che è un'emergenza). Per non parlare della vetustà dell'istituto matrimoniale troppo pervasivo, troppo difficile da sciogliere senza drammi e senza passare anni e anni in tribunale in caso di fallimento. 

E che dire di chi, come le coppie gay, non ha accesso all'istituto matrimoniale? Persino la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dato torto alle coppie gay che chiedevano l'accesso al matrimonio ha però riconosciuto la valenza costituzionale delle coppie omosessuali in base all'art 2 della nostra carta
fondamentale (sulle "formazioni sociali") affermando l'uguaglianza sostanziale tra queste e quelle coniugate e minacciando l'intervento della Corte in caso di palesi discriminazioni. Se si realizzasse la proposta del sindaco di
Bologna basterebbe quindi un ricorso di una coppia gay per far intervenire la Consulta e cancellare il provvedimento.



Il sindaco si dice favorevole ai matrimoni, ma solo dopo l'approvazione del Parlamento dell'apposita legge, peraltro in vigore in vario modo in tutti gli stati della vecchia Europa tranne l'Italia. Ma è noto che al momento non esiste nessuna maggioranza laica in grado di ottenere una simile approvazione, nemmeno per altre norme come il divorzio breve, un testamento biologico non autoritario, una politica sulla riduzione del danno in materia di stupefacenti e via elencando. 



Siamo un paese prigioniero di un veto Vaticano che non trova riscontri in nessun altro paese europeo. E proprio per questo la politica degli enti locali può rompere una cappa clericale responsabile in gran parte dell'arretratezza civile del nostro paese.

(Tra l'altro, è bene ricordare che a Bologna il partito clericale per eccellenza, l'Udc (che ha subito applaudito alla proposta del sindaco) non è nemmeno riuscito ad eleggere un rappresentante in Consiglio Comunale).



Occorre mettere tutte le "famiglie" sullo stesso piano, come dice l'art 48 della legge finanziaria regionale, e soprattutto è urgente riempire di contenuti quel "certificato di unione affettiva" approvato nel '99 dalla giunta Vitali e abbandonato a se stesso negli anni successivi. In Regione è stata protocollata la proposta di legge sul Pacs del gruppo Idv da mandare alle Camere. Sarebbe bello che Comune e Provincia tornassero ad essere all'avanguardia come quella Regione che nel lontano 1982 approvò una legge con la parola "famiglie" al plurale provocando un sit in capitanato dal ciellino Formigoni.



Il Comune di Bologna ha tutte le carte in regola per dire nei fatti che ognuno ha diritto di costruirsi in libertà la propria vita familiare ed affettiva e che il Comune stesso aiuta senza privilegi e senza discriminazioni.

Grillini (IDV), Bologna e le dichiarazioni del Sindaco, coppie sposate? tutte le famiglie hanno gli stessi diritti.
In autunno a Bologna l'apertura della sede nazionale della Linfa, lega italiana nuove famiglie
Chiunque faccia famiglia si assume responsabilità, sia esso etero o omosessuale o semplicemente convivente. Non posso quindi che dissentire dalle affermazioni del Sindaco di BOLOGNA che propone il doppio binario tra chi ha un pezzo di carta e chi non ce l'ha. Questo dibattito impostato così rischia di essere solo ideologico, di portare ad inutili divisioni nel campo del centrosinistra e di non cogliere l'essenza del problema che è la parità di accesso senza discriminazioni al welfare così come ha stabilito l'articolo 48 della legge finanziaria regionale.
Il criterio dev'essere quello del bisogno e della relativa graduatoria in base alle effettive necessità del nucleo familiare. Criteri oggettivi, quindi, non ideologici.
Piuttosto si rilanci il certificato di Unione Affettiva varato dal Comune nel '99 e lasciato a se stesso e non riempito di contenuti concreti.
In regione ho proposto la legge sul Pacs da inviare al Parlamento proprio per coprire il vuoto normativo.
In ogni caso in autunno apriremo a Bologna la sede nazionale della LINFA, Lega Italiana Nuove Famiglie e invitiamo fin d'ora il sindaco alla sua inaugurazione.
Franco Grillini
Consigliere regionale Idv
La risoluzione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite che riconosce la totale parità dei diritti fra persone  etero, omo e trans rappresenta indubbiamente un fatto storico per la stessa ammissione dei protagonisti e che sarà di grande utilità nel dibattito internazionale per tpotersi lasciare un giorno alle spalle, speriamo presto, gli orrori li leggi che puniscono anche con la morte cittadini di molti paesi per il solo fatto di essere gay lesbiche bisessuali o transessuali.
Ammirevole la presa di posizione sudafricana, che rompe il fronte tradizionalista venato di fondamentalismo del continente africano, nonché la determinazione statunitense.
Al contempo  nel nostro Paese siamo ormai circondati di segni chiari e inequivocabili che è ora che anche in Italia si dia il via libera ad una legislazione che riconosca e tuteli singoli e coppie LGBT.
Siamo uguali  nei diritti ad ogni altro cittadino! In quietante invece la posizione machista degli altri paesi africani e quella decisamente omofoba dei paesi islamici.
Siamo stufi di sentire che le leggi che ci riguardano subiscono ritardi, amputazioni e rinvii.
Un milione di persone, esponenti di destra e di sinistra a manifestare per i diritti LGBT in occasione dell'Europride e ancor di più il messaggio della segrataria di stato americana Hilary Clinton sono il segno che non solo è ora che ci vengano concessi i nostri sacrosanti diritti, rappresentano anche una grande vergogna èer il nostro Paese, il mondo intero ci guarda e non per le nostre bellezze, ma per l'arretratezza in cui questa classe dirigiente ci ha costretto.
A qiesto punto è bene che i clericali di casa nostra, i Giovanardi e i Buttiglione, si leggano bene la risoluzione Onu prima di sparare bordate omofobe quasi quotidianamente.
Franco Grillini
Presidente di Gaynet
ROMA - Dopo la vicenda del rimborso di circa settemila euro ottenuto dal Comune per farsi riparare il suo Suv che qualcuno aveva danneggiato gettando acido sul cofano, il sindaco di Sulmona, Fabio Federico (Pdl), finisce di nuovo nella bufera per un video su YouTube in cui definisce i gay «un'aberrazione genetica».
La lunga esternazione del primo cittadino, visibile su Youtube, è del 2006, quando era consigliere comunale di opposizione, alla emittente televisiva Videoesse di Sulmona. Ma le farneticanti affermazioni il sindaco le ha confermato anche oggi ad alcuni quotidiani.
Originariamente sul web erano finite due versioni del video: la prima in chiave satirica in cui venivano sottolineati alcuni passaggi, ripetendo più volte le parole utilizzate dal sindaco, e l'altra in versione originale. Il primo cittadino si è rivolto al giudice chiedendo la rimozione immediata dalla piattaforma di entrambe le versioni, sostenendo di «non aver mai autorizzato la pubblicazione del video che non aveva alcun interesse pubblico e che, per di più, era lesivo della sua immagine».
Il giudice ha accolto la richiesta solo per quanto riguarda la versione manipolata. Decisione contro la quale è intenzionato a ricorrere Roberto Di Ruscio, titolare di società di produzione televisiva di Sulmona, che ha messo il video su YouTube. «Nel video che abbiamo leggermente modificato abbiamo solo voluto sottolineare alcune parole, non alterando minimamente i concetti espressi dal primo cittadino - afferma Di Ruscio - per questo chiederemo che anche la seconda versioni torni sul web».
«Le parole del Sindaco di Sulmona sono aberranti e ancora più indegne perché espresse da un rappresentante delle istituzioni. Se Federico avesse un minimo rispetto per l’incarico ricoperto dovrebbe dare immediatamente le dimissioni», commenta Paola Concia, deputata del Pd. «E’ inquietante - prosegue - che il rappresentante di una comunità non si faccia scrupolo di offendere gratuitamente una parte dei suoi cittadini. Si tratta di affermazioni talmente assurde ed offensive da rendere assolutamente inutile qualsiasi tipo di confutazione logica. Simili tesi possono solo essere condannate in maniera immediata e totale. Il germe dell’intolleranza, purtroppo, trova spesso sponde fertili in rappresentanti del centrodestra e questo è un fatto estremamente preoccupante. Sarebbe bello sentire parole chiare ed esplicite di condanna da parte dai colleghi di centrodestra che si sono detti disponibili a votare la legge contro l’omofobia. Ora, ha concluso l’esponente del Pd, è più che mai necessario lavorare perché si affermi nel nostro paese,a tutti i livelli, rispetto e senso di responsabilità, tra i cittadini e ancora di più nei rappresentanti delle istituzioni».
«Nel festival delle idiozie possiamo riservare un posto anche al sindaco del Pdl di Sulmona, Fabio Federico, che per coprire il suo brutale razzismo s'inventa strampalate teorie sull'omosessualità», afferma in una nota il responsabile diritti civili e associazionismo dell'Italia dei Valori, Franco Grillini. «Prima ancora che per manifesto razzismo - aggiunge - bisognerebbe chiedere le dimissioni al sindaco abruzzese per la sua plateale ignoranza. Infatti, l'idea dell'omosessualità come malattia è stata definitivamente superata dall'Organizzazione mondiale della sanità da diversi decenni, nonchè da tutte le principali organizzazioni degli psicologi e
degli psichiatri. Magari potremmo andare da lui a riferire di persona queste banali verità, organizzando una manifestazione di protesta a Sulmona. Nel frattempo, il sindaco potrebbe fare qualcosa di utile per superare la sua ostentata ignoranza, ragionando sull'omofobia come grave patologia sociale».
Il Messaggero. Venerdì 17 Giugno 2011 - 10:23    Ultimo aggiornamento: 13:48
CORRIERE DI BOLOGNA - BOLOGNA
14/06/2011 - pag: 2
In piazza sotto la pioggia: una festa con dedica a Celli
«È una bellissima giornata anche se piove, l'acqua è un bene comune anche per la pioggia» . Facile per il sindaco Virginio Merola strappare la risata al popolo che festeggia in piazza Nettuno per la vittoria referendaria. Ombrelli di tutte le tinte colorano un tardo pomeriggio di entusiasmo collettivo. Peccato che manchi la folla, in piazza Nettuno, scoraggiata forse dall'acqua battente. I comitati invece ci sono tutti, pronti al brindisi con bicchieri di spumante. Attacca Alessandro Bernardi del comitato referendario 2 Sì per l'acqua, che ricorda l'entomologo ed ecologista Giorgio Celli, scomparso alcuni giorni fa, «era un ambientalista che amava la natura dice dal palco improvvisato sui gradini di Palazzo Re Enzo , ci piace pensare che sarebbe stato qui con noi» . Poi tutti gli altri rappresentanti dei comitati, compresi gli studenti di Battiquorum, a rivendicare l'inatteso risultato. E Domenico Mucignat del Tpo che passa la parola a Merola chiedendogli di rispettare la parola degli elettori. «Lo farò» , assicura il sindaco. Non potevano mancare ambientalisti della prima ora. Come gli ex Verdi Silvia Zamboni e Filippo Boriani. Presente tutto lo stato maggiore del Pd, dal segretario regionale Stefano Bonaccini a quello bolognese Raffaele Donini, dai capogruppo in Comune e Regione (Sergio Lo Giudice e Marco Monari) a Francesca Puglisi della segreteria nazionale. Sotto l'ombrello il governatore Vasco Errani, così come deputato Salvatore Vassallo. E ancora mister preferenze Maurizio Cevenini, il segretario della Cisl Alessandro Alberani, gli assessori Riccardo Malagoli e Nadia Monti, Gian Guido Naldi di Sel, l'Idv Franco Grillini, Stefano Bonaga, Gianni Sofri. L'ex assessore ed ex sovrintendente Felicia Bottino è pronta ad aprire casa sua, sui colli, domenica prossima per «una festa alle vittorie di Milano, Napoli, Bologna e dei referendum» . A parte il sindaco nessuno ha parlato in piazza Nettuno, lasciando il proscenio ai referendari. Fittissime però, nel pomeriggio, le reazioni. «È l'Italia che vuole cambiare» , commenta il governatore Errani. Per Donini è «in atto nel Paese un vero e proprio sentimento insurrezionale pacifico e democratico nei confronti del governo Berlusconi, non si disperda ora questo patrimonio straordinario di partecipazione» . Analogo il commento di Bonaccini sul «risultato straordinario» . Sorridente e soddisfatto Alberani che al contrario del suo sindacato a livello nazionale ha sostenuto i quattro sì e che sul ruolo di Hera dice «bisogna aprire una riflessione importante» . «Mentre il premier Berlusconi andava al mare, la maggioranza dei cittadini italiani ha invece scelto di recarsi alle urne per votare» , dichiara Monari. Entusiasta Filippo Bortolini, presidente dei Verdi di Bologna, «una grande vittoria degli ecologisti dice , vogliamo assistere a un vera rivoluzione anche dentro Hera che non può più essere un mostro senza testa che fagocita piccole imprese e non da servizi di qualità al territorio» . Per il capogruppo di viale Aldo Moro del Movimento 5 stelle, Andrea Defranceschi, «la massiccia partecipazione al referendum è una splendida notizia per tutta l'Italia» , mentre per la capogruppo Idv Liana Barbati «hanno vinto gli italiani e il risultato è sotto gli occhi di tutti» . Anche la Federazione della sinistra parla di una «grande giornata di festa per la democrazia e per chi vuole un Paese diverso» . Soddisfatto Giacomo Venturi, vicepresidente della Provincia, «la maggioranza assoluta degli italiani si è espressa contro il Governo e le sue leggi, in un Paese normale dopo questo risultato il Governo si dimetterebbe, non credo succederà, ma sarà un inutile accanimento terapeutico» . Per l'ex segretario Pd Andrea De Maria «è un'altra bellissima giornata per l'Italia, chi ha votato ha scelto di scommettere sulla democrazia e sulla partecipazione» . Per Vittorio Prodi, europarlamentare del Pd, «si apre una nuova stagione in cui i cittadini decidono del futuro del loro Paese responsabilmente, per la prima volta dopo 16 anni» . Per il sindaco di San Lazzaro Marco Macciantelli «il nostro territorio tutto, ancora una volta, ha saputo dare un contributo determinante, ponendosi alla guida di questo processo, del tutto nuovo» . «Tutto bene quel che finisce bene» , commenta infine il leghista Manes Bernardini che aveva annunciato il sì ai quesiti sull'acqua e sul nucleare. Marina Amaduzzi marina.
La repubblica
MARTEDÌ, 14 GIUGNO 2011
Pagina V - Bologna
Movimenti, partiti, associazioni è la festa del "legittimo godimento"
Errani: "Un messaggio dell´Italia che vuole cambiare"
I grillini: "È la sconfitta delle tv di regime e la vittoria della Rete"
La dedica a Celli dei comitati per l´acqua pubblica "Sarebbe stato qui con noi"
LUCA BORTOLOTTI
VALERIO VARESI
È stato importante partecipare (leggi quorum), ma soprattutto vincere. Tuttavia, il «legittimo godimento», come riportava un altrettanto legittimo cartello, i bolognesi hanno preferito fruirlo in privato. In piazza del Nettuno, sotto un diluvio che ha annacquato il vino del brindisi, c´erano solo un centinaio di persone a festeggiare la schiacciante vittoria dei referendum e una città che pare essere tornata la prima della classe fra i capoluoghi di regione per affluenza e passione civica. Il colpo d´occhio davanti a palazzo Re Enzo, dove verso le 18,15 si affaccia il sindaco Virginio Merola, non è quello delle grandi occasioni. Ad ascoltarlo sotto la pioggia c´è il vertice del Pd emiliano con il segretario cittadino Raffaele Donini e il suo omologo regionale Stefano Bonaccini, «mister preferenze» Maurizio Cevenini, Gianni Sofri, il capogruppo Pd in regione Marco Monari, il segretario della Cisl Alessandro Alberani, il presidente della Regione Vasco Errani, la vice sindaco Silvia Giannini e il consigliere regionale Idv Franco Grillini. Più in disparte, sotto un grande ombrello, c´è anche il candidato sindaco dei «grillini» Massimo Bugani che rivendica un bel po´ di merito nella vittoria: «La sconfitta della tv contro la Rete» commenta. «Sono andati a votare i bolognesi che hanno voglia di tornare a partecipare».
Dal palco parlano anche quelli in prima fila nella promozione dei referendum e Alessandro Bernardi di «Acqua bene pubblico», ricorda Giorgio Celli, lo scienziato ecologista scomparso sabato: «Sarebbe sicuramente stato qui con noi» afferma con sicurezza. Ne è convinto anche Errani che gongola per il risultato dell´Emilia Romagna, la prima regione per affluenza dopo il Trentino, tradizionalmente il più fedele alle urne. «È l´Italia che vuole cambiare» chiosa, mentre al suo fianco Donini parla di «insurrezione pacifica» nei confronti del Governo Berlusconi. L´euforia della vittoria esalta la fantasia affabulatoria di Merola che ribadisce quanto la città sia di «sana e robusta Costituzione» visto che sotto le due torri c´è «gente di grande quorum». Gli fanno eco i cartelli, pochi ma salaci in linea coi partecipanti. Uno riportava a caratteri di scatola la scritta «Goderendum» e accanto campeggiava la foto di Berlusconi con la scritta «bollito». Sotto il Nettuno un altro cartello ironizzava su un atomo da fumetto: «Volete il nucleare? Andate a Springfield». Più esplicita una ragazza che sintetizzava la sua euforia in un «Altro che più uno! 57% vaffanquorum».
Più sobrio il commento di Bonaccini che trasuda della magnanimità del vincitore: «Un risultato straordinario con dimensioni che lasciano poco spazio ai dubbi su cosa pensa il Paese riguardo temi così importanti», mentre Alberani si spinge un po´ più in là sulle conseguenze di tale risultato auspicando «una riflessione importante su Hera». Chi sprizza gioia più degli zampilli della fontana del Nettuno sono i comitati. Anche Andrea Caselli, che capeggia quello «Due sì per l´acqua bene comune», se la prende con Hera: «Pare che i titoli delle multiutility che puntavano sulla privatizzazione siano colati a picco» ironizza. Forse in un mare di acqua pubblica, verrebbe da aggiungere, mentre il comitato gemello «Vota sì per fermare il nucleare» si appresta a festeggiare il tramonto dell´«incubo di una nuova centrale atomica a Caorso» e la nascita di «un nuovo modello energetico per il futuro». E se sotto il Nettuno si applaude, a pochi passi, in cappella Farnese a palazzo d´Accursio, Massimo D´Alema, chiamato a parlare di trasparenza degli archivi storici, alludendo al segnale di trasparenza dato dal voto, suscita una sorta di tripudio.
Dalla parte degli sconfitti parla il coordinatore provinciale Pdl Alberto Vecchi costretto a raccogliere la palla in rete per la seconda volta nel giro di un mese. Vecchi si affida al social forum Facebook per esprimere le perplessità sulla prosecuzione dell´esperienza di Governo: «Se non cominciamo la ‘fase due´, cioè una manovra economica che venga incontro ai ceti medi ormai allo stremo e porti risorse alle imprese è meglio staccare la spina» spiega con chiarezza persino spietata. Dal canto loro, gli ex alleati del Fli, rincarano la dose. «Il centro destra ha perso un´altra occasione per recuperare il contatto con gli elettori» tuona il coordinatore provinciale Roberto Flaiani. Intanto in piazza continuano i festeggiamenti. «Una vittoria degli ecologisti», proclama Filippo Bortolini presidente dei Verdi bolognesi quando cala la luce e la pioggia, il simbolo più eloquente dell´acqua pubblica, continua a sferzare la piazza. I referendari vincitori tolgono le tende sciamando via sulle note sempre significative e commoventi di «Bella ciao».
Se è vero che ormai molto più della metà delle persone in Europa e persino in Italia non vive più in una famiglia tradizionale, le dichiarazioni del Papa tedesco contro le coppie conviventi sono non solo fuori dal mondo ma delineano una chiesa cattolica che vive in un mondo parallelo fatto solo di moralismo e non di realismo.
Il papa tedesco evidentemente non sa che ogni epoca ha la sua forma familiare che corrisponde spesso al sistema economico del tempo. Nell'epoca del precariato, del reddito virtuale, della mancanza di servizi, dei posti che non ci sono agli asili pubblici, Ratzinger se la dovrebbe prendere con le politiche dei governi di destra anzichè con i conviventi che spesso non possono nemmeno permetterselo il matrimonio tradizionale.
In questo quadro il papa tedesco sembra la regina Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena  che diceva al popolo "se non hanno pane mangino brioches". Sposatevi e fate figli, ma con che mezzi di grazia?
I conviventi spesso cercano di fare famiglia come possono, senza sostegno e riconoscimento dallo Stato ed è veramente maramaldesco additare al pubblico ludibrio giovani coppie e persone conviventi quando i problemi sono le politiche economiche e sociali devastanti delle destre governative ma che, guarda caso, sono sempre filo vaticane.
Franco Grillini
Presidente nazionale di gaynet

La Repubblica
DOMENICA, 15 MAGGIO 2011
Pagina 19 - Cronaca

Il ministro Giovanardi e l´Udc Carlo Casini contro il gioco campione di incassi: educa all´omosessualità, pericoloso per i minori. Concia e Grillini: solo assurdità
"Vietate il videogame, simula nozze gay". Bufera su "The Sims"


DOMENICA, 15 MAGGIO 2011
Pagina 19 - Cronaca

"È in atto un tentativo di distruggere la famiglia come riferimento"

MARINA CAVALLIERI

ROMA - No ai matrimoni gay. Anche quando avvengono tra avatar e in una realtà virtuale. Anche quando è possibile farlo solo per gioco. In una vigilia elettorale già tesa è scoppiata all´improvviso la guerra del videogioco.
Questa volta a inquietare il fronte cattolico più intransigente è "The Sims", il reality game più venduto al mondo, dove è possibile simulare ogni particolare della vita reale, creare personaggi, vivere esistenze parallele. E dove è possibile formare famiglie gay. «É inaccettabile - ha detto Carlo Casini europarlamentare Udc, leader del Movimento per la Vita - che un videogioco che entra nelle case di milioni di italiani permetta ad un bambino di 6-7-8 anni di creare una coppia gay che può anche adottare bambini. Questi videogiochi sono molto pericolosi, intervengono in quel momento di sviluppo parziale, in cui è normale che ci siano tendenze omosessuali che rischiano di essere fissate. Non va venduto ai minorenni». L´attacco alla realtà virtuale è venuta durante KlausCondicio, il salotto tv di Klaus Davi in onda su YouTube, forse una polemica confezionata con qualche astuzia, ma che ha avuto il suo effetto mediatico. 
Contro i videogiochi che confondono le idee si schiera anche il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi, che ha invitato i produttori a spiegare ai consumatori che in Italia il matrimonio omosessuale «è fuori legge». Anche il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri ritiene di «buon senso» la proposta di Casini. Eppure "The Sims" è un gioco che ha venduto già 110 milioni di copie, tradotto in 26 lingue, permette di creare 700 milioni di personaggi in città virtuali. Ma in Italia fa paura.
«É evidente che siamo davanti a una campagna delle lobby che vogliono promuovere certi valori. Questo non avviene solo con i videogiochi ma anche con libri destinati ai bambini», rilancia Giovanardi. Per Rocco Buttiglione, vice presidente della Camera «è in atto un tentativo pervicace di distruggere la famiglia come punto di riferimento culturale». Meglio non giocare con la famiglia. É invece il giudizio del deputato cattolico del Pd, Beppe Fioroni. «Sono assurdità», dice Franco Grillini, presidente di Gaynet, «non sono i videogiochi ad alterare la realtà ma è la realtà a entrare nei videogiochi e nei libri. Le famiglie omogenitoriali sono tante anche in Italia». Le critiche a "The Sims" arrivano dopo un´altra polemica contro i legami omosessuali. Quella del sottosegretario Giovanardi contro la pubblicità Ikea, l´azienda aveva scelto per l´apertura di un suo spazio manifesti con una coppia di uomini. «Ho un sospetto», dice Paola Concia deputata del Pd, «siccome dobbiamo andare a votare una legge contro l´omofobia, questo scatenamento di reazioni ha tutta l´aria di voler essere una crociata contro una battaglia di civiltà».

La Gazzetta del Sud

Bufera per un videogioco «Educa all'omosessualità» Sott'accusa "The Sims". Grillini: hanno idee confuse
ROMABufera su un videogioco che dà la possibilità di creare coppie e famiglie dello stesso sesso, attraverso il matrimonio e l'adozione omosessuale. Va almeno vietata la sua vendita ai minori perchè educa all'omosessualità, chiede a gran voce l'europarlamentare Udc, Carlo Casini, leader del "Movimento per la Vita". Con lui si schiera il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi, che invita i produttori quantomeno a spiegare ai consumatori che in Italia il matrimonio omosessuale «è fuori legge», ma anche il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, che ritiene di «buon senso» la proposta di Casini. Una presa di posizione contestata dalle associazioni gay. Il videogioco sotto accusa si chiama «The Sims», cioè la simulazione della vita, e nella sua versione omosex dà la possibilità al giocatore di dar vita a matrimoni e adozioni da parte di coppie gay. «È inaccettabile che un videogioco che entra nelle case di milioni di italiani permetta ad un bambino di 6-7-8 anni di creare una coppia gay che può anche adottare bambini», insorge Casini. E la ragione è presto detta: «lo sviluppo della sessualità di un adolescente – spiega a Klauscondicio - presenta inizialmente aspetti di omosessualità e bisessualità, che poi si armonizzano e l'eterosessualità diventa la regola. Questi videogiochi intervengono in quel momento di sviluppo parziale, in cui è normale che ci siano tendenze omosessuali che rischiano di essere fissate. Questo è un modo per fissare l'omosessualità». «È evidente che siamo davanti a una grande campagna delle lobby che vogliono promuovere certi valori. Questo non avviene solo con i videogiochi come "The Sims", ma anche con libri destinati ai bambini che invece di proporre una famiglia con papà e mamma, quando si parla di genitori ne propongono una di un papà con un papà», rilancia Giovanardi, convinto perciò che «questi videogiochi confondono le idee». È il sottosegretario alla Famiglia, «primatista assoluto di assurdità», replica Franco Grillini, presidente nazionale di Gaynet, «ad avere le idee confuse: non sono i videogiochi e neppure i libri ad alterare la realtà, ma è la realtà a entrare nei videogiochi e nei libri. Le famiglie omogenitoriali sono tante anche in Italia e la Costituzione afferma all'articolo 3 che tutti i cittadini hanno uguali diritti. Il fatto che in Italia non ci sia ancora neppure una legge che riconosca le semplici convivenze non è dovuto alla Costituzione, ma all'arretratezza culturale di chi ci malgoverna». Sulla stessa linea Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, che nota come la polemica sia stata sollevata "ad arte" in una «giornata di silenzio elettorale».

 

Brescia Oggi
Domenica 15 Maggio 2011 NAZIONALE Pagina 5


IL CASO


Videogioco nella bufera: Valori gay» Ed è polemica

ROMA
Bufera su un videogioco che dà la possibilità di creare coppie e famiglie dello stesso sesso, attraverso il matrimonio e l'adozione omosessuale. «Va vietata la sua vendita ai minori perché educa all' omosessualità», attacca l'europarlamentare Udc Carlo Casini, del Movimento per la Vita. Con lui si schiera il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi, che invita i produttori a spiegare ai consumatori che in Italia il matrimonio omosessuale «è fuorilegge». Ma anche il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, che ritiene di «buon senso» la proposta di Casini. Presa di posizione contestata dalle associazioni gay.
Il video-gioco si chiama «The Sims», cioè la simulazione della vita e nella sua versione omosex dà la possibilità al giocatore di dar vita a matrimoni e adozioni da parte di coppie gay. «È inaccettabile che un videogioco permetta ad un bambino di creare una coppia gay che può anche adottare bambini», insorge Casini. «È una campagna delle lobby che vogliono promuovere certi valori», rincara Giovanardi. Franco Grillini (Gaynet) replica: «Non sono i videogiochi o i libri ad alterare la realtà ma è la realtà ad entrare nei videogiochi e nei libri».


La Sicilia
Nozze e adozioni gay
·         Domenica 15 Maggio 2011
·         I FATTI,
·         pagina 8
         
Roma. Bufera su un videogioco che dà la possibilità di creare coppie e famiglie dello stesso sesso attraverso il matrimonio e l'adozione omosessuale. «Va almeno vietata la sua vendita ai minori perché educa all'omosessualità», chiede a gran voce l'europarlamentare Udc, Carlo Casini, leader del Movimento per la vita. Con lui si schiera il sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi, che invita i produttori a spiegare ai consumatori che in Italia il matrimonio omosessuale «è fuori legge», ma anche il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che ritiene di «buon senso» la proposta di Casini. Il video-gioco sotto accusa si chiama «The Sims» e, nella sua versione omosex, dà la possibilità al giocatore di dar vita a matrimoni e adozioni da parte di coppie gay. «È inaccettabile che un videogioco permetta ad un bambino di 6-8 anni di creare una coppia gay che può anche adottare bambini», insorge Casini. «È evidente che siamo davanti a una grande campagna delle lobby che vogliono promuovere certi valori», rilancia Giovanardi, convinto perciò che «questi videogiochi confondono le idee». È il sottosegretario alla Famiglia, «primatista assoluto di assurdità», replica Franco Grillini, presidente nazionale di Gaynet, «ad avere le idee confuse».

 

Il Corriere della Sera
CORRIERE DELLA SERA - CORRIERE DELLA SERA
15/05/2011 - pag: 16


Videogioco con coppie gay «Minaccia l'educazione»
Accuse di Giovanardi. Luxuria: solo qui ci si stupisce
ROMA C'è un videogioco che, secondo Carlo Casini, eurodeputato Udc, corrompe i minori e «li educa all'omosessualità» . Si chiama «The Sims» e con oltre 125 milioni di copie in 10 anni e un incasso di 2 miliardi e mezzo di dollari (dati 2010) è la serie per pc più venduta. Nelle sue tre versioni (l'ultima in 3D) il game di simulazione consente di creare un mondo di personaggi virtuali, che nascono e muoiono, scegliendone ogni dettaglio, colore dei capelli, mobili di casa, professione, amicizie, amori, matrimoni e bebè. Senza regole fisse. Perciò è possibile selezionare coppie dello stesso sesso e farli diventare genitori. Ed è questo a indignare Casini, leader del Movimento per la Vita: «È inaccettabile che un videogioco che entra nelle case di milioni di italiani permetta a un bambino di 6,7, 8 anni di formare una coppia gay che poi può adottare bambini. Minaccia la loro educazione in un momento di sviluppo parziale, si rischia di fissarne l'omosessualità latente» . E chiede di vietarne la vendita almeno ai minorenni. «Una proposta di buon senso» , commenta Maurizio Gasparri, presidente senatori Pdl. Concorda e rilancia Carlo Giovanardi: «È evidente che siamo davanti a una grande campagna delle lobby che vogliono promuovere certi valori» , spiega il sottosegretario alla Famiglia, già critico verso la pubblicità dell'Ikea con la coppia di soli uomini. «Questo accade non solo con i giochi per pc ma anche con libri destinati ai bambini che invece di proporre una famiglia con papà e mamma ne propongono una con due papà» . Si appella ai produttori di videogames: «Siano trasparenti e spieghino che da noi non esiste questa possibilità e che il matrimonio donna-donna e uomo uomo è fuorilegge» . Si offendono le associazioni che lottano per i diritti omosessuali. «Giovanardi è il primatista assoluto di assurdità» dice Franco Grillini, presidente di Gaynet. «Le famiglie omogenitoriali sono tante e per la Costituzione tutti i cittadini hanno uguali diritti» . Aurelio Mancuso di Equality Italia sostiene che sia una polemica «sollevata ad arte prima delle elezioni» . Paolo Patanè di Arcigay osserva che «Giovanardi deve avere un problema con l'omosessualità visto che siamo sempre nei suoi pensieri» . Il deputato Pd Paola Concia accusa Carlo Casini di «integralismo» e ritiene che «siano le sue idee ad essere pericolose per i bambini» . Il collega Beppe Fioroni replica: «Le scelte individuali meritano rispetto ma l'educazione dei figli è cosa diversa su cui non si può scherzare. La famiglia è un'istituzione da tutelare» . Secondo Rocco Buttiglione «l'Italia ha una Costituzione che definisce cos'è la famiglia e c'è un attacco contro questo valore» . Paola Binetti, deputato Udc dice che «un gioco per bambini deve riflettere la rappresentazione della realtà e della famiglia in cui vivono per capire il loro ruolo e i valori di riferimento» . Per Luca Borgomeo dell'Aiart (telespettatori cattolici) «il videogioco è un pericolo per il corretto sviluppo della personalità dei bambini» . Chiude Vladimir Luxuria: «Solo In Italia ci si stupisce delle unioni gay» . Giovanna Cavalli

Il Gazzettino
Domenica 15 Maggio 2011,

ROMA - Bufera su un videogioco che dà la possibilità di creare coppie e famiglie dello stesso sesso, attraverso il matrimonio e l'adozione omosessuale. Va almeno vietata la sua vendita ai minori perché educa all'omosessualità, chiede a gran voce l'europarlamentare Udc Carlo Casini, leader del Movimento per la Vita. Con lui si schiera il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi, ma anche il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, che ritiene di «buon senso» la proposta di Casini. Una presa di posizione contestata dalle associazioni gay.
Il video-gioco sotto accusa si chiama «The Sims», cioè la simulazione della vita, e nella sua versione omosex dà la possibilità al giocatore di dar vita a matrimoni e adozioni da parte di coppie gay. È Giovanardi, «primatista assoluto di assurdità», replica Franco Grillini presidente nazionale di Gaynet, «ad avere le idee confuse: non sono i videogiochi ad alterare la realtà, ma è la realtà a entrare nei videogiochi».


La Città di Salerno
DOMENICA, 15 MAGGIO 2011

Pagina 10 - Attualita
Coppie gay, bufera sul videogioco
Giovanardi attacca “The Sims”. E i luterani benedicono l’omosessualità

ROMA. Un videogioco che permette di creare coppie e famiglie dello stesso sesso, attraverso il matrimonio e l’adozione omosessuale, ha portato scompiglio tra gli scranni del Parlamento. Va almeno «vietata la sua vendita ai minori perché educa all’ omosessualità», chiede a gran voce l’europarlamentare Udc Carlo Casini, subito appoggiato da Maurizio Gasparri, Pdl. Con lui si schiera il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi, che invita i produttori quantomeno a spiegare ai consumatori che in Italia il matrimonio omosessuale «è fuori legge». Commenti e prese di posizione che hanno fatto infuriare le associazioni gay. Il video-gioco sotto accusa si chiama “The Sims”, cioè la simulazione della quotidianità, e nella sua versione omosex dà la possibilità al giocatore di dar vita a matrimoni e adozioni da parte di coppie gay. «È evidente che siamo davanti a una grande campagna promozionale delle lobby che vogliono promuovere certi valori» sostiene Giovanardi. Ma Franco Grillini, presidente nazionale di Gaynet, ribatte: «Il fatto che in Italia non ci sia ancora neppure una legge che riconosca le semplici convivenze non è dovuto alla Costituzione, ma all’arretratezza culturale di chi ci malgoverna». Sulla stessa linea Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, e la deputata del pd Paola Concia che notano come la polemica sia stata sollevata «ad arte» in una «giornata di silenzio elettorale».
Intanto, a fare da contraltare alla crociata giovanardiana anti-gay, la decisione arrivata proprio ieri dal Sinodo dei luterani italiani di dire “sì” alle benedizioni di unioni non tradizionali, etero ed omosessuali. Per i sinodali «l’omosessualità fa parte delle espressioni della sessualità».

Il Giornale di Vicenza
IL CASO
Videogioco nella bufera: «Valori gay» Ed è polemica
Domenica 15 Maggio 2011 NAZIONALE, pagina 5

ROMA
Bufera su un videogioco che dà la possibilità di creare coppie e famiglie dello stesso sesso, attraverso il matrimonio e l'adozione omosessuale. «Va vietata la sua vendita ai minori perché educa all' omosessualità», attacca l'europarlamentare Udc Carlo Casini, del Movimento per la Vita. Con lui si schiera il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi, che invita i produttori a spiegare ai consumatori che in Italia il matrimonio omosessuale «è fuorilegge». Ma anche il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, che ritiene di «buon senso» la proposta di Casini. Presa di posizione contestata dalle associazioni gay.
Il video-gioco si chiama «The Sims», cioè la simulazione della vita e nella sua versione omosex dà la possibilità al giocatore di dar vita a matrimoni e adozioni da parte di coppie gay. «È inaccettabile che un videogioco permetta ad un bambino di creare una coppia gay che può anche adottare bambini», insorge Casini. «È una campagna delle lobby che vogliono promuovere certi valori», rincara Giovanardi. Franco Grillini (Gaynet) replica: «Non sono i videogiochi o i libri ad alterare la realtà ma è la realtà ad entrare nei videogiochi e nei libri».


La Nuova Venezia e i giornali del gruppo Repubblica
DOMENICA, 15 MAGGIO 2011
Pagina 9 - Attualità
Coppie gay, bufera sul videogioco
Giovanardi attacca “The Sims”. E i luterani benedicono l’omosessualità

ROMA. Un videogioco che permette di creare coppie e famiglie dello stesso sesso, attraverso il matrimonio e l’adozione omosessuale, ha portato scompiglio tra gli scranni del Parlamento. Va almeno «vietata la sua vendita ai minori perché educa all’ omosessualità», chiede a gran voce l’europarlamentare Udc Carlo Casini, subito appoggiato da Maurizio Gasparri, Pdl. Con lui si schiera il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi, che invita i produttori quantomeno a spiegare ai consumatori che in Italia il matrimonio omosessuale «è fuori legge». Commenti e prese di posizione che hanno fatto infuriare le associazioni gay. Il video-gioco sotto accusa si chiama “The Sims”, cioè la simulazione della quotidianità, e nella sua versione omosex dà la possibilità al giocatore di dar vita a matrimoni e adozioni da parte di coppie gay. «È evidente che siamo davanti a una grande campagna promozionale delle lobby che vogliono promuovere certi valori» sostiene Giovanardi. Ma Franco Grillini, presidente nazionale di Gaynet, ribatte: «Il fatto che in Italia non ci sia ancora neppure una legge che riconosca le semplici convivenze non è dovuto alla Costituzione, ma all’arretratezza culturale di chi ci malgoverna». Sulla stessa linea Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, e la deputata del pd Paola Concia che notano come la polemica sia stata sollevata «ad arte» in una «giornata di silenzio elettorale».
Intanto, a fare da contraltare alla crociata giovanardiana anti-gay, la decisione arrivata proprio ieri dal Sinodo dei luterani italiani di dire “sì” alle benedizioni di unioni non tradizionali, etero ed omosessuali. Per i sinodali «l’omosessualità fa parte delle espressioni della sessualità».


L'Adige
Bufera su un videogioco a favore dei gay

ROMA - Bufera su un videogioco che dà la possibilità di creare coppie e famiglie dello stesso sesso, attraverso il matrimonio e l'adozione omosessuale. Va almeno vietata la sua vendita ai minori perché educa all' omosessualità, chiede a gran voce l'europarlamentare Udc Carlo Casini, leader del Movimento per la Vita. Con lui si schiera il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi, che invita i produttori quantomeno a spiegare ai consumatori che in Italia il matrimonio omosessuale «è fuori legge». Una presa di posizione contestata dalle associazioni gay. Il video-gioco sotto accusa si chiama «The Sims», cioè la simulazione della vita, e nella sua versione omosex dà la possibilità al giocatore di dar vita a matrimoni e adozioni da parte di coppie gay. «È inaccettabile che un videogioco che entra nelle case di milioni di italiani permetta ad un bambino di 6-7-8 anni di creare una coppia gay che può anche adottare bambini, in una età in cui non è ancora chiaramente fissata la sessualità», insorge Casini. «È evidente che siamo davanti a una grande campagna delle lobby che vogliono promuovere certi valori», rilancia Giovanardi, convinto perciò che «questi videogiochi confondono le idee». È il sottosegretario alla Famiglia, «primatista assoluto di assurdità», replica Franco Grillini presidente nazionale di Gaynet, «ad avere le idee confuse: non sono i videogiochi e neppure i libri ad alterare la realtà, ma è la realtà a entrare nei videogiochi e nei libri. Il fatto che in Italia non ci sia ancora una legge che riconosca le semplici convivenze non è dovuto alla Costituzione, ma all'arretratezza culturale di chi ci malgoverna».


15/05/2011


L'Arena di Verona
IL CASO

Videogioco
nella bufera:
«Valori gay»
Ed è polemica

ROMA 
Bufera su un videogioco che dà la possibilità di creare coppie e famiglie dello stesso sesso, attraverso il matrimonio e l'adozione omosessuale. «Va vietata la sua vendita ai minori perché educa all' omosessualità», attacca l'europarlamentare Udc Carlo Casini, del Movimento per la Vita. Con lui si schiera il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi, che invita i produttori a spiegare ai consumatori che in Italia il matrimonio omosessuale «è fuorilegge». Ma anche il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, che ritiene di «buon senso» la proposta di Casini. Presa di posizione contestata dalle associazioni gay.
Il video-gioco si chiama «The Sims», cioè la simulazione della vita e nella sua versione omosex dà la possibilità al giocatore di dar vita a matrimoni e adozioni da parte di coppie gay. «È inaccettabile che un videogioco permetta ad un bambino di creare una coppia gay che può anche adottare bambini», insorge Casini. «È una campagna delle lobby che vogliono promuovere certi valori», rincara Giovanardi. Franco Grillini (Gaynet) replica: «Non sono i videogiochi o i libri ad alterare la realtà ma è la realtà ad entrare nei videogiochi e nei libri».


Repubblica.it
Attacco al videogioco con le famiglie gay
"Minaccia l'educazione dei bambini"
Dagli ultrà cattolici anatemi su "The Sims", che simula la vita quotidiana con episodi su coppie omosessuali e adozioni. Carlo Casini: "Da vietare ai minori". Giovanardi e Buttiglione scomodano la Costituzione. Le associazioni: "Ridicolo, può accadere solo in Italia"
di MARCO PASQUA

La tradizionale opposizione del centrodestra alle unioni tra persone omosessuali punta dritta alla realtà virtuale. Al centro di un vero e proprio fuoco incrociato di cattolici, esponenti di Udc e Pdl, è finito "The Sims", la simulazione della vita quotidiana "colpevole" di proporre, nel suo terzo capitolo, famiglie formate da gay e lesbiche e, quindi, di "minacciare" l'educazione dei bambini, tanto da poter essere paragonata alla pornografia. Almeno questa è la posizione di Carlo Casini, leader del movimento della Vita, ed europarlamentare dell'Udc, che oggi si è scagliato contro il gioco che consente ai protagonisti di formare coppie gay in grado di sposarsi e adottare bambini. "Non va venduto ai minorenni", ha sentenziato. A dargli man forte, quei politici che, tra una condanna e l'altra delle violenze omofobe che avvengono in Italia, continuano a voler negare alle coppie Glbt gli stessi diritti di quelle eterosessuali. E che sono convinti che i diritti di questo tipo vadano contrastati anche a livello virtuale. 

GUARDA IL VIDEO 1

"È inaccettabile - ha detto Casini durante la trasmissione KlausCondicio - che un videogioco che entra nelle case di milioni di italiani permetta ad un bambino di 6-7-8 anni di creare una coppia gay, che può anche adottare bambini. Questi videogiochi sono molto pericolosi, minacciano l'educazione di
un bambino, la loro diffusione ha risvolti di carattere igienico-sanitario. Lo sviluppo della sessualità di un adolescente presenta inizialmente aspetti di omosessualità e bisessualità, che poi si armonizzano e l'eterosessualità diventa la regola. Questi videogiochi intervengono in quel momento di sviluppo parziale, in cui è normale che ci siano tendenze omosessuali che rischiano di essere fissate. Questo è un modo per fissare l'omosessualità".

Casini annuncia di voler portare il problema all'attenzione dell'Europarlamento: "Vietare la vendita del gioco almeno ai minorenni (come è avvenuto con la pornografia) è una strada percorribile. Mi farò carico di intervenire in questa materia sia a livello europeo che italiano". Parole che trovano subito d'accordo il sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi, acerrimo nemico (dichiarato) delle rivendicazioni dei movimenti Glbt. Dietro a "The Sims" c'è, secondo lui, una "campagna promozionale delle lobby che vogliono promuovere certi valori. Queste lobby promuovono una cultura in contrasto con le leggi di un paese, come nel caso del matrimonio gay che da noi non è consentito". Giovanardi se la prende anche con i "libri destinati ai bambini, che invece di proporre una famiglia con papà e mamma, quando si parla di genitori ne propongono una di un papà con un papà". Il membro del governo Berlusconi, ricordando ai produttori del gioco che "il matrimonio uomo-uomo e donna-donna da noi è fuori legge", chiama in causa la Costituzione: "Con queste iniziative viene tolta la normalità costituzionale per spiegare al bambino che invece è tutto lecito, tutto uguale e che possono essere messe sullo stesso piano situazioni che giuridicamente e costituzionalmente non lo sono. Questi videogiochi confondono le idee per cui si deve spiegare che il matrimonio gay non ha alcuna attinenza con la realtà. Auspico che i produttori lo facciano al più presto soprattutto se dovesse uscire la prossima edizione".

Alla Costituzione si appella anche Rocco Buttiglione, vice presidente della Camera: "L'Italia ha una Costituzione che definisce cos'è la famiglia e c'è un attacco contro questo valore sociale. È in atto un tentativo pervicace di distruggere la famiglia come punto di riferimento culturale, in un più ampio processo di abbattimento dei valori nazionali. Si tentano di diffondere stili di vita che umiliano la famiglia". Paola Binetti, deputato Udc, sostiene che il videogioco in questione non riflette "la rappresentazione della realtà e della famiglia in cui vivono i bambini", dimenticandosi che, secondo uno studio del 2005, nel nostro Paese ci sarebbero 100mila bambini, figli di genitori omosessuali. Interviene anche l'associazione di telespettatori cattolici, Aiart: "Vietiamone la vendita agli adolescenti. Rischia di essere un pericolo per il corretto sviluppo della personalità dei bambini e di fare passare una visione fuorviante di famiglia". "Una proposta di buon senso, quella di Casini - la definisce Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl - L'integralismo di certi omosessuali è inaccettabile al punto tale da far perdere di vista il vero obiettivo, che è la tutela dei minori".

Il movimento omosessuale è compatto nel respingere la posizione dei politici del centrodestra. "In questa giornata di silenzio elettorale siamo sublimati dall'ennesima polemica che ad arte viene lanciata da Carlo Casini, eterno esponente del Movimento per la vita, che trent'anni fa proiettava nelle chiese filmati di aborti al settimo mese per far sì che venisse abolita la legge 194 e da Carlo Giovanardi, di cui si è già detto tutto il possibile - sottolinea Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia - Tutti questi campioni di educazione sessuale, che mai hanno pronunciato una parola di condanna rispetto agli abusi sessuali perpetrati dentro la chiesa, nei seminari, nelle scuole, negli oratori cattolici, che si oppongono all'uso del preservativo, dell'educazione sessuale, che contestano la scienza rispetto alla naturalità dell'omosessualità, hanno le carte in regola per chiedere una legge che bandisca le vite e gli amori delle persone gay da tutti i luoghi e tutti i laghi! Almeno per un giorno non potevano stare zitti?".

"Un gioco in cui essere omosessuali è una possibile variabile, non solo non altera la realtà, ma semplicemente la descrive con naturalità, poiché essere omosessuali è uno dei tanti naturali modi di essere uomini e donne", dice Paolo Patanè, presidente di Arcigay, che aggiunge: "Viva dunque tutto quello che contribuisce a raccontare la vita, la società, le persone per come sono, perché contribuisce al benessere di tutti, all'equità e alla giustizia". "Sono le sue idee a essere pericolose per i bambini - osserva Paola Concia, deputata del Pd - è l'integralismo di Casini e la sua mancanza di rispetto a minacciare lo sviluppo dei bambini che vanno cresciuti nella consapevolezza della diversità". "Manca solo che contesti briscola e tresette e poi Giovanardi avrà fatto l'en plein delle assurdità di cui è primatista assoluto nella politica italiana", commenta ironico Franco Grillini, presidente nazionale di Gaynet. Polemica tutta italiana, che difficilmente si potrà mai registrare all'estero, secondo Vladimir Luxuria: "Prima la pubblicità di Ikea, oggi il video gioco 'the Sims'. Solo in Italia ci si stupisce che possano esistere delle famiglie omosessuali. Siamo davvero al limite del ridicolo".
(14 MAGGIO 2011)
Adnkronos

Nel videogioco 'The Sims' matrimoni tra omosessuali, scoppia la polemica politica
ultimo aggiornamento: 14 maggio, ore 17:19
Roma - (Adnkronos/Ign) - Nella simulazione di Electronic Arts le unioni tra persone dello stesso sesso non piacciono all'europarlamentare Casini (Udc): "Non va venduto ai minorenni, mi farò carico di intervenire". Replica la Concia: "Le sue sono idee pericolose". Il sottosegretario Giovanardi parla di "lobby che vogliono promuovere certi valori, viene alterata la realtà".

Roma - (Adnkronos/Ign) - Nel giorno del silenzio elettorale, a scatenare polemiche nel mondo della politica è il videogioco 'The Sims 3', la simulazione di 'vita quotidiana' che dal 2000, anno di lancio del primo capitolo, viene commercializzata da Electronic Arts. Nel terzo capitolo della saga è stato reso possibile, per i giocatori, stringere relazioni omosessuali. Una questione che non è andata giù all'europarlamentare Carlo Casini, dell'Udc e leader del Movimento per la Vita. Intervendo ai microfoni della trasmissione KlausCondicio su YouTube, il politico ha sostenuto che il gioco "che promuove le famiglie, matrimoni e adozioni gay consentendo ai protagonisti di formare coppie omosessuali in grado di sposarsi e adottare bambini, non va venduto ai minorenni". ''E' inaccettabile - spiega ancora - che un videogioco che entra nelle case di milioni di italiani permetta ad un bambino di 6-7-8 anni di creare una coppia gay, che può anche adottare bambini. Questi videogiochi sono molto pericolosi, minacciano l'educazione di un bambino, la loro diffusione ha risvolti di carattere igienico-sanitario. Lo sviluppo della sessualità di un adolescente presenta inizialmente aspetti di omosessualità e bisessualità, che poi si armonizzano e l'eterosessualità diventa la regola".
"Questi videogiochi intervengono in quel momento di sviluppo parziale, in cui è normale che ci siano tendenze omosessuali che rischiano di essere fissate. Questo è un modo per fissare l'omosessualità. Vietare la vendita del gioco almeno ai minorenni, come è avvenuto con la pornografia, è una strada percorribile. mi farò carico di intervenire in questa materia -conclude Carlo Casini- sia a livello europeo che italiano. Ma so già che saranno puntelli insufficienti".
Parole che hanno trovato subito la replica di Paola Concia, deputata del Pd: "Sono le sue idee a essere pericolose per i bambini". "E' l'integralismo di Casini e la sua mancanza di rispetto a minacciare lo sviluppo dei bambini che vanno cresciuti nella consapevolezza della diversità", conclude. Replica che non piace al presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: "Senza rispetto è l'onorevole Concia, che offende Carlo Casini per aver mosso delle legittime preoccupazioni circa la diffusione di un videogioco che consente di simulare vite di coppia omosessuali". "Trovo di buon senso -aggiunge- la proposta di Casini che ha chiesto solo un controllo maggiore perché i minori, il loro sviluppo, siano adeguatamente garantiti e che non sia un videogioco a dare immagini surrogate della realtà".
A supporto della Concia interviene l'ex parlamentare Vladimir Luxuria: "Prima la pubblicità di Ikea, oggi il video gioco 'the Sims'. Solo in Italia ci si stupisce che possano esistere delle famiglie omossessuali. Siamo davvero al limite del ridicolo".
Di lobby "che vogliono promuovere certi valori" parla il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi. "Questo non avviene solo con videogiochi come The Sims - spiega - ma anche con libri destinati ai bambini che invece di proporre una famiglia con papà e mamma ne propongono una di un papà con un papà. Queste lobby promuovono una cultura in contrasto con le leggi di un paese, come nel caso del matrimonio gay che da noi non è consentito". E prosegue: "Auspico che i produttori di questo videogioco spieghino che da noi non esiste questa possibilità, che il matrimonio uomo-uomo e donna-donna da noi è fuori legge. Che siano trasparenti verso i consumatori".
E' Franco Grillini, presidente di Gaynet, a replicare al sottosegretario: "Vorrebbe che i produttori del videogioco e gli editori dei libri correggessero queste situazioni, che 'confondono le idee'. E' il sottosegretario Giovanardi ad avere le idee confuse. Non sono i videogiochi e neppure i libri ad alterare la realtà, ma è la realtà a entrare nei videogiochi e nei libri. Le famiglie omogenitoriali sono tante anche in Italia e la Costituzione afferma all'articolo 3 che tutti i cittadini hanno uguali diritti. Il fatto che in Italia non ci sia ancora neppure una legge che riconosca le semplici convivenze non è dovuto alla Costituzione -conclude Grillini- ma all'arretratezza culturale di chi ci malgoverna''.
Per Rocco Buttiglione, deputato Udc, si tratta di "un attacco al valore sociale della famiglia definito nella Costituzione. E' in atto un tentativo pervicace di distruggere la famiglia come punto di riferimento culturale, in un più ampio processo di abbattimento dei valori nazionali. Si tentano di diffondere stili di vita che umiliano la famiglia", ha concluso Buttiglione al quale fa eco Paola Binetti, ex Pd e ora sua collega di partito: "Un gioco per i bambini deve riflettere la rappresentazione della realtà e della famiglia in cui vivono. Il bambino deve essere tenuto vicino all'esperienza concreta della famiglia in cui vive per capire il suo ruolo all'interno del nucleo familiare e i valori di riferimento", conclude.

COPPIE DI FATTO: GRILLINI (GAYNET), SU APERTURA LUTERANI BUTTIGLIONE TORQUEMADA =
'NON C'E' CONTRADDIZIONE TRA FEDE E TUTELA MINORANZE' 

Roma, 14 mag. (Adnkronos) - "Buttiglione si metta il cuore in pace, ci sono cristiani, come gli appartenenti alle chiese evangeliche, che non sono omofobi, schierati da tempo per la realizzazione dei diritti delle persone lgbt, dimostrando che non c'e' contraddizione tra fede cristiana e difesa e tutela dei diritti delle minoranze". Lo sottolinea in una nota Franco Grillini, presidente nazionale di Gaynet, a proposito del riconoscimento delle coppie di fatto e omosessuali da parte del Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia.

"Buttiglione - continua Grillini - pretende di dettare legge anche alle chiese cristiane evangeliche bacchettando tutti coloro che da cristiani non la pensano come lui. Per fortuna che non c'e' piu' il tribunale dell'inquisizione e Buttiglione non puo' fare il Torquemada de noantri". "La presa di posizione del Sinodo delle chiese evangeliche e' di grandissima importanza perche' dimostra che ci puo' essere un vero pluralismo tra le fedi cristiane, perche' aiuta le persone omosessuali accettandole come tali senza negare la loro identita'", conclude il presidente di Gaynet.

(Vim/Zn/Adnkronos) 14-MAG-11 19:53

 

FAMIGLIA: GRILLINI (GAYNET), GIOVANARDI PRIMATISTA DI ASSURDITA' =
SU COPPIE GAY SE LA PRENDE CON I VIDEOGIOCHI
Roma, 14 mag. - (Adnkronos)

'Manca solo che contesti briscola e tresette e poi Giovanardi avra' fatto l'eplain delle assurdita' di cui e' primatista assoluto nella politica italiana'. Cosi' Franco Grillini, presidente nazionale di Gaynet, commenta le dichiarazioni del sottosegretario con delega alla Famiglia, Carlo Giovanardi, che ha contestato il videogioco 'The Sims', che mostra famiglie composte da coppie omosessuali.

'Con un cortocircuito neuronale non insolito, il sottosegretario Carlo Giovanardi se la prende con il videogioco 'Sims' e con alcuni libri per i ragazzi che mostrano famiglie composte da genitori dello stesso sesso con bambini -osserva Grillini- Per Giovanardi, questi prodotti rappresentano una situazione contraria ai principi costituzionali e non hanno a che fare con la situazione reale'.

'Vorrebbe anche che i produttori del videogioco e gli editori dei libri correggessero queste situazioni, che 'confondono le idee'.
E' il sottosegretario Giovanardi ad avere le idee confuse -sottolinea il presidente di Gaynet- non sono i videogiochi e neppure i libri ad alterare la realta', ma e' la realta' a entrare nei videogiochi e nei libri. Le famiglie omogenitoriali sono tante anche in Italia e la Costituzione afferma all'articolo 3 che tutti i cittadini hanno uguali diritti. Il fatto che in Italia non ci sia ancora neppure una legge che riconosca le semplici convivenze non e' dovuto alla Costituzione -conclude Grillini- ma all'arretratezza culturale di chi ci malgoverna'.

(Sin/Zn/Adnkronos) 14-MAG-11 17:00

GAY: GRILLINI, GIOVANARDI SI CONFERMA PRIMATISTA ASSURDITA'
(V. GAY: GIOVANARDI, THE 'SIMS'?... DELLE 14,36 (ANSA) - ROMA, 14 MAG - 'Manca solo che contesti briscola e tresette e poi Giovanardi avrà fatto l'en plain delle assurdità di cui è primatista assoluto nella politica italiana. Con un cortocircuito neuronale non insolito, il sottosegretario Carlo Giovanardi se la prende con il videogioco Sims e con alcuni libri per i ragazzi che mostrano famiglie composte da genitori dello stesso sesso con bambini'. A criticare il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi per le affermazioni fatte oggi a KlausCondicio e' Franco Grillini Presidente nazionale di Gaynet.
'Per Giovanardi, questi prodotti rappresentano una situazione contraria ai principi costituzionali e non hanno a che fare con la situazione reale. Vorrebbe anche che i produttori del videogioco e gli editori dei libri correggessero queste situazioni, che 'confondono le idee''; ma e' lui - sottolinea Grillini- ad avere le idee confuse: non sono i videogiochi e neppure i libri ad alterare la realtà, ma è la realtà a entrare nei videogiochi e nei libri. Le famiglie omogenitoriali sono tante anche in Italia e la Costituzione afferma all'articolo 3 che tutti i cittadini hanno uguali diritti. Il fatto che in Italia non ci sia ancora neppure una legge che riconosca le semplici convivenze non è dovuto alla Costituzione, ma all'arretratezza culturale di chi ci malgoverna'.
(ANSA).

FH 14-MAG-11 16:47

GAY. SIMS, GRILLINI: GIOVANARDI CI MANCA CHE CONTESTI LA BRISCOLA
È LUI AD AVERE LE IDEE CONFUSE.

(DIRE)
Roma, 14 mag. - "Manca solo che contesti briscola e tresette e poi Giovanardi avra' fatto l'eplain delle assurdita' di cui e' primatista assoluto nella politica italiana". Cosi' Franco Grillini, presidente nazionale di Gaynet, commenta l'attacco di Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Famiglia ed esponente del Pdl, al videogioco 'The Sims' accusato di promuovere valori come il matrimoni gay "che da noi non e' consentito".
"Con un cortocircuito neuronale non insolito- dice ancora Grillini- il sottosegretario Carlo Giovanardi se la prende con il videogioco Sims e con alcuni libri per i ragazzi che mostrano famiglie composte da genitori dello stesso sesso con bambini. Per Giovanardi, questi prodotti rappresentano una situazione contraria ai prinicpi costituzionali e non hanno a che fare con la situazione reale. Vorrebbe anche che i produttori del videogioco e gli editori dei libri correggessero queste situazioni, che 'confondono le idee'". Secondo Grillini "e' il sottosegretario Giovanardi ad avere le idee confuse: non sono i videogiochi e neppure i libri ad alterare la realta', ma e' la realta' a entrare nei videogiochi e nei libri. Le famiglie omogenitoriali sono tante anche in Italia e la Costituzione afferma all'articolo 3 che tutti i cittadini hanno uguali diritti".
Conclude la nota: "Il fatto che in Italia non ci sia ancora neppure una legge che riconosca le semplici convivenze non e' dovuto alla Costituzione, ma all'arretratezza culturale di chi ci malgoverna".


(Com/Gas/ Dire) 16:12 14-05-11

GAY: BUFERA SU 'SIM'S', GIOVANARDI 'PROMUOVE CULTURA FUORILEGGE' =
(AGI) - Roma, 14 mag. -
Diventa un caso in Italia 'Sim's', videogioco campione di vendite che consente di creare e controllare diversi personaggi, far formare loro una famiglia, anche omosessuale. E proprio questo ha provocato oggi le reazioni prima di Carlo Casini, leader del Movimento per la Vita, poi del sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi .
'Sim's', ha spiegato Casini intervistato da Klaus Davi a KlausCondicio, "non va venduto ai minorenni". E' inaccettabile, ha detto, "che un videogioco che entra nelle case di milioni di italiani permetta a un bambino di 6-7-8 anni di creare una coppia gay che puo' anche adottare bambini. Questi videogiochi sono molto pericolosi, minacciano l'educazione di un bambino, la loro diffusione ha risvolti di carattere igienico-sanitario".
Per l'europarlamentare Udc, "lo sviluppo della sessualita' di un adolescente presenta inizialmente aspetti di omosessualita' e bisessualita', che poi si armonizzano e l'eterosessualita' diventa la regola. Questi videogiochi intervengono in quel momento di sviluppo parziale, in cui e' normale che ci siano tendenze omosessuali che rischiano di essere fissate. Questo e' un modo per fissare l'omosessualita'". Dunque, bisognerebbe "vietare la vendita del gioco almeno ai minorenni come e' avvenuto con la pornografia".
Durissimo anche il giudizio di Giovanardi. "E' evidente che siamo davanti a una grande campagna promozionale delle lobby che vogliono promuovere certi valori", ha detto il sottosegretario ospite sempre del talk show KlausCondicio.
Questo non avviene solo con i videogiochi come 'The Sim's' ma anche con libri destinati ai bambini che invece di proporre una famiglia con papa' e mamma quando si parla di genitori ne propongono una di un papa' con un papa'".
"Queste lobby - ha insistito - promuovono una cultura in contrasto con le leggi di un paese, come nel caso del matrimonio gay che da noi non e' consentito". Dunque, ha proseguito, "auspico che i produttori di questo videogioco spieghino che da noi non esiste questa possibilita'. Che il matrimonio uomo-uomo e donna-donna da noi e' fuori legge".
Respinge al mittente le critiche Franco Grillini, presidente di Gaynet. "E' Giovanardi ad avere le idee confuse: non sono i videogiochi e neppure i libri ad alterare la realta', ma e' la realta' a entrare nei videogiochi e nei libri", ha assicurato, "le famiglie omogenitoriali sono tante anche in Italia e la Costituzione afferma all'articolo 3 che tutti i cittadini hanno uguali diritti".
Si schiera con Casini invece Maurizio Gasparri. "Il rispetto per il bambino e per una crescita naturale e non indotta e condizionata deve essere l'unico interesse di tutti", ha dichiarato, "l'integralismo di certi omosessuali e' inaccettabile al punto tale da far perdere di vista il vero obiettivo, che e' la tutela dei minori". (AGI)

Gay, Grillini: Giovanardi confuso se la prende con i videogiochi
Roma, 14 MAG (Il Velino) - "Manca solo che contesti briscola e tresette e poi Giovanardi avra' fatto l'eplain delle assurdita' di cui e' primatista assoluto nella politica italiana. Con un cortocircuito neuronale non insolito, il sottosegretario Carlo Giovanardi se la prende con il videogioco Sims e con alcuni libri per i ragazzi che mostrano famiglie composte da genitori dello stesso sesso con bambini". Lo dichiara Franco Grillini (Gaynet). "Per Giovanardi - continua Grillini -, questi prodotti rappresentano una situazione contraria ai prinicpi costituzionali e non hanno a che fare con la situazione reale. Vorrebbe anche che i produttori del videogioco e gli editori dei libri correggessero queste situazioni, che 'confondono le idee'. E' il sottosegretario Giovanardi ad avere le idee confuse: non sono i videogiochi e neppure i libri ad alterare la realta', ma e' la realta' a entrare nei videogiochi e nei libri. Le famiglie omogenitoriali sono tante anche in Italia e la Costituzione afferma all'articolo 3 che tutti i cittadini hanno uguali diritti. Il fatto che in Italia non ci sia ancora neppure una legge che riconosca le semplici convivenze non e' dovuto alla Costituzione, ma all'arretratezza culturale di chi ci malgoverna. - www.ilvelino.it - (com/chi)
141547 MAG 11 NNNN

ANSA/ GAY: BUFERA SU VIDEOGIOCO, 'EDUCA ALL' OMOSSESSUALITA'
GIOVANARDI E MOVIMENTO VITA,VIETARLO A MINORI. GRILLINI,ASSURDO (ANSA) - ROMA, 14 MAG - Bufera su un videogioco che da' la possibilita' di creare coppie e famiglie dello stesso sesso, attraverso il matrimonio e l'adozione omosessuale. Va almeno vietata la sua vendita ai minori perche' educa all' omosessualita', chiede a gran voce l'europarlamentare Udc Carlo Casini, leader del Movimento per la Vita. Con lui si schiera il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi, che invita i produttori quantomeno a spiegare ai consumatori che in Italia il matrimonio omosessuale 'e' fuori legge', ma anche il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, che ritiene di 'buon senso' la proposta di Casini. Una presa di posizione contestata dalle associazioni gay.
Il video-gioco sotto accusa si chiama 'The Sims', cioe' la simulazione della vita, e nella sua versione omosex da' la possibilita' al giocatore di dar vita a matrimoni e adozioni da parte di coppie gay. "E' inaccettabile che un videogioco che entra nelle case di milioni di italiani permetta ad un bambino di 6-7-8 anni di creare una coppia gay che puó anche adottare bambini', insorge Casini. E la ragione e' presto detta: 'lo sviluppo della sessualità di un adolescente - spiega a Kluascondicio- presenta inizialmente aspetti di omosessualità e bisessualità, che poi si armonizzano e l'eterosessualità diventa la regola. Questi videogiochi intervengono in quel momento di sviluppo parziale, in cui è normale che ci siano tendenze omosessuali che rischiano di essere fissate. Questo è un modo per fissare l'omosessualità'."E' evidente che siamo davanti a una grande campagna delle lobby che vogliono promuovere certi valori. Questo non avviene solo con i videogiochi come 'The Sims', ma anche con libri destinati ai bambini che invece di proporre una famiglia con papà e mamma, quando si parla di genitori ne propongono una di un papà con un papà', rilancia Giovanardi, convinto percio' che 'questi videogiochi confondono le idee'.
E' il sottosegretario alla Famiglia, 'primatista assoluto di assurdita'', replica Franco Grillini Presidente nazionale di Gaynet, 'ad avere le idee confuse: non sono i videogiochi e neppure i libri ad alterare la realtà, ma è la realtà a entrare nei videogiochi e nei libri. Le famiglie omogenitoriali sono tante anche in Italia e la Costituzione afferma all'articolo 3 che tutti i cittadini hanno uguali diritti. Il fatto che in Italia non ci sia ancora neppure una legge che riconosca le semplici convivenze non è dovuto alla Costituzione, ma all'arretratezza culturale di chi ci malgoverna" . Sulla stessa linea Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, che nota come la polemica sia stata sollevata "ad arte" in una "giornata di silenzio elettorale".
(ANSA).

FH 14-MAG-11 18:52 NNNN

COPPIE DI FATTO: VIA LIBERA CHIESA LUTERANA ITALIA A BENEDIZIONE UNIONI GAY =
GROEBEN, ACCOMPAGNARE LE PERSONE IN TUTTI I MODI DI VIVERE, SIA ETERO CHE OMOSESSUALI 

Roma, 14 mag. - (Adnkronos) -
Il Sinodo della Celi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, ha approvato la relazione della Commissione Sinodale per la benedizione di persone etero ed omosessuali 'in comunioni di vita particolari': la mozione sull'argomento e' stata, infatti, approvata dall'Assemblea e sara' cosi' possibile in Italia la benedizione delle persone in unioni di vita non tradizionali, anche omosessuali, 'nel solco dell'apertura in linea di principio espressa gia' dal Sinodo 2010'.

'Come si legge nella relazione - spiega Christiane Groeben, Presidente del Sinodo e della specifica Commissione Sinodale - la molteplicita' dei modi di vivere e delle relazioni che si conoscono oggi e' conseguenza della fragile esistenza umana. Uomini e donne sono alla continua ricerca di forme di relazione stabili e sostenibili. Il matrimonio rappresenta una forma centrale fra queste. Oltre al matrimonio esistono pero' altri modi di vivere la sessualita' in maniera responsabile. Anche l'omosessualita' e' una delle espressioni della sessualita' e gli omosessuali non inventano il loro orientamento ma lo trovano. E il compito della Chiesa e' quello di accompagnare le persone in tutti i modi di vivere, siano esse etero o omosessuali'.

La benedizione potra' essere impartita solo alle coppie etero od omosessuali 'che vivano la propria relazione in modo responsabile e cioe' con volonta', continuita', fiducia e assenza di violenza. E soltanto -viene rilevato- nel caso in cui ricorrano tutte le tre seguenti condizioni: uno dei due partner sia membro della Celi o di altre Chiese con cui la Celi ha la piena comunione ecclesiale, la presidenza ecclesiastica della Comunita' d'appartenenza abbia dato il suo benestare e il titolare della sede pastorale abbia espresso il consenso'. (segue) 

(Sin/Zn/Adnkronos) 14-MAG-11 17:54 

NNNN
COPPIE DI FATTO: VIA LIBERA CHIESA LUTERANA ITALIA A BENEDIZIONE UNIONI GAY (2) =
MILKAU, NON SI CONFONDA SIGNIFICATO BENEDIZIONE CON QUELLO ECCLESIASTICO 

(Adnkronos) - La benedizione, 'che ha sempre origine da Dio e che consente alle persone di sentirsi creature amate e accettate indipendentemente dal giudizio altrui, avverra' con culti pubblici o nell'ambito di culti pubblici, anche se -rileva la Chiesa Evangelica Luterana in Italia- con una forma liturgica nettamente differente da quella del matrimonio'.

'Non si deve confondere il significato comune della benedizione con quello ecclesiastico - aggiunge Holger Milkau, Decano della Celi- non si tratta di benedire comportamenti e relazioni umane, ma di incoraggiare e rafforzare le persone nel proprio percorso di vita per percepire quest'ultima con gratitudine'.

'La benedizione all'inizio del cammino comune -prosegue- deve donare a queste coppie la forza di vivere il loro rapporto in maniera eticamente responsabile e con il sostegno di Dio. La Bibbia ci insegna che l'azione di Dio, la sua benedizione, e' piu' forte della paura e della morte e questo vale per tutti incondizionatamente, a prescindere dal loro modo di vivere, dall'essere etero o omosessuali'. (segue) 

(Sin/Zn/Adnkronos) 14-MAG-11 18:15

COPPIE DI FATTO: BUTTIGLIONE, VIA LIBERA LUTERANI A GAY NON FAVORISCE DIALOGO =
Roma, 14 mag. (Adnkronos) - Il via libera alla benedizione delle unioni di fatto, anche omosessuali, sancito dal Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia "e' un passo che non favorisce il dialogo ecumenico". Lo sottolinea all'Adnkronos il vicepresidente della Camera dei deputati Rocco Buttiglione (Udc).

"Le Chiese che si adeguano al mondo e alla mentalita' corrente, pensando di raggiungere piu' persone, si restringono e scompaiono.
Quelle che invece hanno il coraggio di svelare le grandi verita' -conclude Buttiglione- sono destinare a resistere".

(Vim/Col/Adnkronos) 14-MAG-11 18:00

FAMIGLIA: GRILLINI (GAYNET), FIORONI SHOCCANTE CONTRO VIDEOGIOCO SIMS =
POSIZIONI INACCETTABILI 

Roma, 14 mag. - (Adnkronos) - 'Forse Fioroni non conosce il mondo dei videogiochi essendo di una generazione che non sa nemmeno usare il cellulare. Ma trovo francamente inaccettabile che un uomo politico che si definisca minimamente progressista possa usare un linguaggio cosi' ostinatamente contrario ai diritti delle persone omosessuali. Nel videogioco non si scherza, semplicemente si impara a vivere anche in una famiglia omosessuale come ce ne sono tante.
Famiglia, caro Fioroni, come tutte le altre'. Lo afferma Franco Grillini di Gaynet, che rincara: 'Una delle ragioni dell'arretratezza dell'Italia e' che persino nel campo progressista non si riesce ad imporre l'abc dei diritti. Verrebbe da dire 'povera Italia''.

(Pol/Zn/Adnkronos) 14-MAG-11 20:44

COPPIE DI FATTO: GRILLINI (GAYNET), SU APERTURA LUTERANI BUTTIGLIONE TORQUEMADA =
'NON C'E' CONTRADDIZIONE TRA FEDE E TUTELA MINORANZE' 

Roma, 14 mag. (Adnkronos) - "Buttiglione si metta il cuore in pace, ci sono cristiani, come gli appartenenti alle chiese evangeliche, che non sono omofobi, schierati da tempo per la realizzazione dei diritti delle persone lgbt, dimostrando che non c'e' contraddizione tra fede cristiana e difesa e tutela dei diritti delle minoranze". Lo sottolinea in una nota Franco Grillini, presidente nazionale di Gaynet, a proposito del riconoscimento delle coppie di fatto e omosessuali da parte del Sinodo della Chiesa Evangelica Luterana in Italia.

"Buttiglione - continua Grillini - pretende di dettare legge anche alle chiese cristiane evangeliche bacchettando tutti coloro che da cristiani non la pensano come lui. Per fortuna che non c'e' piu' il tribunale dell'inquisizione e Buttiglione non puo' fare il Torquemada de noantri". "La presa di posizione del Sinodo delle chiese evangeliche e' di grandissima importanza perche' dimostra che ci puo' essere un vero pluralismo tra le fedi cristiane, perche' aiuta le persone omosessuali accettandole come tali senza negare la loro identita'", conclude il presidente di Gaynet.

(Vim/Zn/Adnkronos) 14-MAG-11 19:53

GAY: GRILLINI, GIOVANARDI SI CONFERMA PRIMATISTA ASSURDITA'
(V. GAY: GIOVANARDI, THE 'SIMS'?... DELLE 14,36 (ANSA) - ROMA, 14 MAG - 'Manca solo che contesti briscola e tresette e poi Giovanardi avrà fatto l'en plain delle assurdità di cui è primatista assoluto nella politica italiana. Con un cortocircuito neuronale non insolito, il sottosegretario Carlo Giovanardi se la prende con il videogioco Sims e con alcuni libri per i ragazzi che mostrano famiglie composte da genitori dello stesso sesso con bambini'. A criticare il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi per le affermazioni fatte oggi a KlausCondicio e' Franco Grillini Presidente nazionale di Gaynet.
'Per Giovanardi, questi prodotti rappresentano una situazione contraria ai principi costituzionali e non hanno a che fare con la situazione reale. Vorrebbe anche che i produttori del videogioco e gli editori dei libri correggessero queste situazioni, che 'confondono le idee''; ma e' lui - sottolinea Grillini- ad avere le idee confuse: non sono i videogiochi e neppure i libri ad alterare la realtà, ma è la realtà a entrare nei videogiochi e nei libri. Le famiglie omogenitoriali sono tante anche in Italia e la Costituzione afferma all'articolo 3 che tutti i cittadini hanno uguali diritti. Il fatto che in Italia non ci sia ancora neppure una legge che riconosca le semplici convivenze non è dovuto alla Costituzione, ma all'arretratezza culturale di chi ci malgoverna'.
(ANSA).

FH 14-MAG-11 16:47 NNNN

GAY. SIMS, GRILLINI: GIOVANARDI CI MANCA CHE CONTESTI LA BRISCOLA
È LUI AD AVERE LE IDEE CONFUSE.

(DIRE) Roma, 14 mag. - "Manca solo che contesti briscola e tresette e poi Giovanardi avra' fatto l'eplain delle assurdita' di cui e' primatista assoluto nella politica italiana". Cosi' Franco Grillini, presidente nazionale di Gaynet, commenta l'attacco di Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Famiglia ed esponente del Pdl, al videogioco 'The Sims' accusato di promuovere valori come il matrimoni gay "che da noi non e' consentito".
"Con un cortocircuito neuronale non insolito- dice ancora Grillini- il sottosegretario Carlo Giovanardi se la prende con il videogioco Sims e con alcuni libri per i ragazzi che mostrano famiglie composte da genitori dello stesso sesso con bambini. Per Giovanardi, questi prodotti rappresentano una situazione contraria ai prinicpi costituzionali e non hanno a che fare con la situazione reale. Vorrebbe anche che i produttori del videogioco e gli editori dei libri correggessero queste situazioni, che 'confondono le idee'". Secondo Grillini "e' il sottosegretario Giovanardi ad avere le idee confuse: non sono i videogiochi e neppure i libri ad alterare la realta', ma e' la realta' a entrare nei videogiochi e nei libri. Le famiglie omogenitoriali sono tante anche in Italia e la Costituzione afferma all'articolo 3 che tutti i cittadini hanno uguali diritti".
Conclude la nota: "Il fatto che in Italia non ci sia ancora neppure una legge che riconosca le semplici convivenze non e' dovuto alla Costituzione, ma all'arretratezza culturale di chi ci malgoverna".
(Com/Gas/ Dire) 16:02 14-05-11

ANSA/ GAY: BUFERA SU VIDEOGIOCO, 'EDUCA ALL' OMOSSESSUALITA'
GIOVANARDI E MOVIMENTO VITA,VIETARLO A MINORI. GRILLINI,ASSURDO (ANSA) - ROMA, 14 MAG - Bufera su un videogioco che da' la possibilita' di creare coppie e famiglie dello stesso sesso, attraverso il matrimonio e l'adozione omosessuale. Va almeno vietata la sua vendita ai minori perche' educa all' omosessualita', chiede a gran voce l'europarlamentare Udc Carlo Casini, leader del Movimento per la Vita. Con lui si schiera il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi, che invita i produttori quantomeno a spiegare ai consumatori che in Italia il matrimonio omosessuale 'e' fuori legge', ma anche il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, che ritiene di 'buon senso' la proposta di Casini. Una presa di posizione contestata dalle associazioni gay.
Il video-gioco sotto accusa si chiama 'The Sims', cioe' la simulazione della vita, e nella sua versione omosex da' la possibilita' al giocatore di dar vita a matrimoni e adozioni da parte di coppie gay. "E' inaccettabile che un videogioco che entra nelle case di milioni di italiani permetta ad un bambino di 6-7-8 anni di creare una coppia gay che puó anche adottare bambini', insorge Casini. E la ragione e' presto detta: 'lo sviluppo della sessualità di un adolescente - spiega a Kluascondicio- presenta inizialmente aspetti di omosessualità e bisessualità, che poi si armonizzano e l'eterosessualità diventa la regola. Questi videogiochi intervengono in quel momento di sviluppo parziale, in cui è normale che ci siano tendenze omosessuali che rischiano di essere fissate. Questo è un modo per fissare l'omosessualità'."E' evidente che siamo davanti a una grande campagna delle lobby che vogliono promuovere certi valori. Questo non avviene solo con i videogiochi come 'The Sims', ma anche con libri destinati ai bambini che invece di proporre una famiglia con papà e mamma, quando si parla di genitori ne propongono una di un papà con un papà', rilancia Giovanardi, convinto percio' che 'questi videogiochi confondono le idee'.
E' il sottosegretario alla Famiglia, 'primatista assoluto di assurdita'', replica Franco Grillini Presidente nazionale di Gaynet, 'ad avere le idee confuse: non sono i videogiochi e neppure i libri ad alterare la realtà, ma è la realtà a entrare nei videogiochi e nei libri. Le famiglie omogenitoriali sono tante anche in Italia e la Costituzione afferma all'articolo 3 che tutti i cittadini hanno uguali diritti. Il fatto che in Italia non ci sia ancora neppure una legge che riconosca le semplici convivenze non è dovuto alla Costituzione, ma all'arretratezza culturale di chi ci malgoverna" . Sulla stessa linea Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, che nota come la polemica sia stata sollevata "ad arte" in una "giornata di silenzio elettorale".
(ANSA).

FH 14-MAG-11 18:52 NNNN

il Movimento 5 Stelle disinforma e manipola

Saturday, 14 May 2011 20:42 Published in Rassegna stampa

Franco Grillini, Idv: il Movimento 5 Stelle disinforma e manipola. Altro che primi della classe.

Verrebbe voglia di chiuderla qui, alle dieci di sera, ma con i primi della classe non c'è mai pace.
I grillini bolognesi sostengono che sul proibizionismo sarei in contraddizione in quanto a) il gruppo conisliare IdV della Porvincia di Bologna avrebbe proposto un odg destinato a far sì che tutti gli eletti in Provincia si sottoponessero a test anti drogra; b) che, quando ero parlamentare, mi sarei sottoposto analogo test fatto dalle Iene.
A: non faccio parte del gruppo consiliare Idv in Provincia e non ho avvallato in alcun modo quella che era e resta una iniziativa presa in autonomia dagli eletti in Provincia.
B. Com'è noto, le Iene non proposero un test, ma lo fecero di nascosto. Successivamente ebbi modo di dire ai giornalisti delle Iene che, se ne fossi sato avvisato, io, che non ho mai neppure fumato una sigaretta, avrei provato a farmi uno spinello per dargli soddisfazione.
Infine, i grillini mi invitano a evitare le droghe pesanti. Purtroppo, ne faccio uso, ed è piuttosto evidente: la mia droga pesante si chiama tagliatella.
Dai primi della classe mi sarei aspettato qualche contestazione nel merito o, quantomeno, una replica attendibile: li vedrei bene per una oretta dietro la lavagna, con le orecchie da asino in testa.

 

(DIRE) Bologna, 13 mag. - "Non capiamo tutta questa agitazione nel centrosinistra per la nostra richiesta di un test anti-droga ai candidati: quando lo chiese Daniele Corticelli nessuno alzo' un polverone cosi'. Massimo Bugani pero' l'ha fatto subito, e appena arriveranno i risultati li daremo. Non capisco... La destra mi sembra piu' calma, la sinistra nel panico, anche se ne' Manes Bernardini ne' Virginio Merola hanno ancora risposto. Li aspettiamo". Cosi' Giovanni Favia, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, rintuzza cosi' gli attacchi ricevuto oggi da Idv e Verdi, "una classica 'arma di distrazione di massa'".
Secondo il 'grillino', "il centrosinistra sposta l'attenzione su di noi, e su un solo concetto di una lunga conferenza stampa, perche' non sa come rispondere alle nostre vere domande, quelle che interessano i cittadini: cosa vogliamo fare con la cementificazione del territorio? Cosa vogliamo fare sull'abbassamento dei costi della politica? Cosa vogliamo fare con il People Mover e il Civis? Il Pd e' incostante, non riesce a mantenere una posizione chiara". Andrea Defranceschi, capogruppo M5s in Regione, aggiunge in una nota: il capolista Idv Franco Grillini "si scalda ma quando 'Le Iene' di Italia 1 gli chiesero il test antidroga davanti al Parlamento non ebbe problemi a farlo. Perche' ora non va piu' bene? Cos'e' cambiato?". Defranceschi chiosa cosi': "Problemi di memoria corta? A Franco Grillini sconsigliamo l'uso di droghe pesanti, e invece consigliamo di assumere molto fosforo...".

(Com/Mac/ Dire) 19:38 13-05

 

COMUNALI:BOLOGNA; GRILLINO CONTRO 'GRILLINI',E' METODO BOFFO (2)

(ANSA) - BOLOGNA, 13 MAG - 'Verrebbe voglia di chiuderla qui, alle dieci di sera, ma con i primi della classe non c'e' mai pace'. Cosi' la controreplica di Franco Grillini, ricordando di non far 'parte del gruppo consiliare Idv in Provincia: non ho avvallato in alcun modo quella che era e resta una iniziativa presa in autonomia dagli eletti in Provincia'.
Inoltre, Grillini rileva che a Roma 'le Iene non proposero un test, ma lo fecero di nascosto. Successivamente ebbi modo di dire ai giornalisti delle Iene che, se ne fossi stato avvisato, io, che non ho mai neppure fumato una sigaretta, avrei provato a farmi uno spinello per dargli soddisfazione'. Evitare le droghe pesanti? 'Purtroppo, ne faccio uso - commenta ironicamente - ed e' piuttosto evidente: la mia droga pesante si chiama tagliatella. Dai primi della classe - conclude - mi sarei aspettato qualche contestazione nel merito o, quantomeno, una replica attendibile: li vedrei bene per una oretta dietro la lavagna, con le orecchie da asino in testa'. (ANSA).

SE 13-MAG-11 22:08 NNNN

Il Resto del Carlino

 

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 4

«Sbalzi d'umore inspiegabili Test antidroga ai candidati»

Favia rilancia la proposta per chi va al ballottaggio


di ANDREA ZANCHI

 

LA DROGA in campagna elettorale? A Bologna tra la politica e gli stupefacenti sembra essersi instaurata una specie di attrazione fatale. Archiviato il clamore mediatico per le dichiarazioni di Virginio Merola, candidato del Pd, rilasciate a Radio24, in cui affermava che era più pericoloso per la salute fumare sigarette che spinelli («Il Pd è contro la cultura dello sballo» lo aveva corretto due giorni dopo il segretario regionale democratico, Stefano Bonaccini), ieri a riportare il tema in primo piano è stato il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Giovanni Favia, che ha rilanciato l'idea che i candidati che andranno al ballottaggio si sottopongano al test antidroga. Una pratica cui hanno già aderito il candidato di Bologna Capitale, Daniele Corticelli (esito negativo), e quello del Movimento 5 Stelle, Massimo Bugani («I risultati si sapranno il 17 maggio» ha detto quest'ultimo). «SE NON dovesse esserci Bugani al ballottaggio ha detto Favia chiederemo ai due candidati in corsa di sottoporsi al test, dal quale risulterà anche l'uso di eventuali psicofarmaci. E' solo una questione di trasparenza e informazione nei confronti dei cittadini, d'altronde chi verrà eletto dovrà guidare la città per i prossimi cinque anni. Se poi i due contendenti non vorranno sottoporsi all'esame dovranno pubblicamente dire il perché». Favia lancia poi una stoccata al veleno: «Non ci riferiamo a nessun candidato in particolare dice il consigliere regionale , ma in città le voci circolano e in questa campagna elettorale abbiamo sentito interviste a candidati in cui a momenti di ilarità si sono alternati momenti di irascibilità». LA PROPOSTA del Movimento 5 Stelle non viene commentata dallo staff di Merola (favorito per la vittoria finale, al primo turno o al ballottaggio) mentre l'altro candidato che secondo i pronostici potrebbe giocarsi l'elezione al secondo turno, il leghista Manes Bernardini, si è detto disponibile: «Il test? No problem, in Regione c'è in discussione un progetto di legge simile che mi trova completamente d'accordo. Vorrei solo che questi argomenti non diventassero oggetto di gossip». Nel centrosinistra, comunque, non mancano le polemiche per l'idea lanciata da Favia. Franco Grillini, capolista Idv per il consiglio comunale e consigliere regionale, va giù duro: «Siamo al metodo Boffo fatto in casa attacca , all'infamia dell'ultimo minuto di campagna elettorale basata sulle voci. Ai seguaci di Beppe Grillo basta che una voce giri in città per farla propria: colpisce il fatto che si usino argomenti già strumentalizzati dai più beceri esponenti della destra». Non meno pesanti le dichiarazioni di Filippo Bortolini, presidente dei Verdi, che parla di «campagna elettorale fatta solo di fango» da parte dei grillini'.

 

La Repubblica

14 MAGGIO 2011

Pagina VIII - Bologna

 

Un test antidroga per i due candidati sindaco che andranno al ballottaggio. Lo chiedono i "grillini" bolognesi, una delle grandi incognite su questo primo turno elettorale. «Se al ballottaggio non dovesse esserci il nostro Massimo Bugani chiederemo a entrambi i candidati di sottoporsi al testa antidroga, dal quale risulterà anche l´uso di psicofarmaci», ha annunciato Giovanni Favia, consigliere regionale e leader in Regione del Movimento Cinque Stelle. «È solo una questione di trasparenza e chiarezza nei confronti dei cittadini che si apprestano a votare l´uomo che guiderà la città per almeno cinque anni», ha aggiunto Favia, spiegando che proprio Bugani, il candidato sindaco dei grillini, «l´ha già fatto e pubblicheremo i risultati a breve». Purtroppo, ha concluso Favia «in città le voci girano, e non vediamo ragioni per non fare questo test: non abbiamo elementi per dire nulla di più se non chiedere a tutti di fare il test». Non commenta il candidato Pd Virginio Merola, che nei giorni scorsi ha ammesso di aver fatto uso di spinelli negli anni ‘70. A prendersela, e molto, è invece il consigliere regionale Franco Grillini, capolista Idv in Comune: «Siamo al proibizionismo, alle voci, al metodo Boffo fatto in casa, al colpo di coda simil-Moratti, all´infamia dell´ultimo minuto basata sulle voci. Fanno illazioni per generare sospetti». Ma i grillini vanno avanti per la loro strada, e respingono gli attacchi del Pd, che li accusano di «favorire il centrodestra». «Mandare Merola al ballottaggio sarebbe un merito» dice Bugani, che lascia carta bianca sul ballottaggio.

 

COMUNALI:BOLOGNA; GRILLINI CONTRO 'GRILLINI',E' METODO BOFFO

(V.'COMUNALI: BOLOGNA; GRILLINI, TEST ANTIDROGA...' DELLE 15.50)

(ANSA) - BOLOGNA, 13 MAG - I 'grillini' di Beppe Grillo attaccati sul test antidroga da Franco Grillini, storico leader del movimento gay e ora capolista Idv a Bologna: 'fanno riferimenti non troppi velati al candidato del centrosinistra, Virginio Merola', accusa il dipietrista.
'Siamo al proibizionismo da quattro soldi - prosegue -, alle voci, al metodo Boffo fatto in casa, al colpo di coda simil-Moratti, alla infamia dell'ultimo minuto di campagna elettorale basata sulle voci. Ai seguaci di Beppe Grillo basta che una voce giri in citta' per farla propria. Se si usasse lo stesso metodo, chiunque potrebbe dire che Bugani abbia commesso questo o quel reato, lasciando poi a lui l'onere di mostrare un certificato giudiziario immacolato'.
'Colpisce anche il fatto - aggiunge - che si usino argomenti a volte usati dai piu' beceri esponenti della destra, come il test anti-droga, per fare battaglia politica'.
Al dipietrista replicano i due consiglieri regionali 5 Stelle, Favia e Defranceschi: 'Forse non ricorda la proposta del gruppo Idv di istituire il test tossicologico obbligatorio per i consiglieri e gli assessori della Provincia di Bologna.
Presentata nel dicembre scorso, il Partito Democratico gliela boccio': problemi di memoria corta? A Franco Grillini sconsigliamo l'uso di droghe pesanti, e invece consigliamo di assumere molto fosforo'. (ANSA).

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