(ANSA) - BOLOGNA, 13 NOV - ''La Consulta non e' un organo religioso ma istituzionale''. Lo sottolinea Franco Grillini, Consigliere regionale Idv, replicando a Bologna 7.
''Bologna 7, inserto domenicale dell'Avvenire, quotidiano dei vescovi intaliani - ricorda Grillini -, si schiera contro l'ingresso nella consulta per le famiglie del Comune di Bologna delle associazioni familiari che si occupano di diritti lgbt. Si parla di buon senso, di 'legge naturale' (di cui peraltro ci manca un codice scritto, ci potreste dire dove ne troviamo una copia?), di opinione comune su matrimonio e famiglia. Che poi la grande maggioranza dei bolognesi (visti anche i risultati delle elezioni) sia di orientamento laico e pensi che la famiglia sia quella costituita da due persone che stanno assieme indipendentemente dal loro sesso o dalla celebrazione di un rito, sembra non preoccupare piu di tanto l'editorialista.
Vorremmo dire sommessamente all'Avvenire che la Consulta del Comune di Bologna non e' un organismo religioso e non puo' esprimere soltanto l'idea religiosa della famiglia e delle famiglie, ma un organismo istituzionale che deve rappresentare tutti gli interessi della citta' e la sua composizione sociale e culturale''.
''La curia non condivide? - aggiunge - Pazienza, ma non si puo' dire che se la si pensa in un altro modo si e' contro natura, contro il senso comune, contro il buon senso, contro la presunta legge naturale. Per favore: uno sforzo di creativita', di novita'. Basta con la solita tiritera della legge naturale che non ha nulla a che vedere con le leggi dello Stato.
In ogni caso e' bene sapere che a Ferrara e in diverse altre citta' le associaizoni lgbt fanno parte da tempo della Consulta e che cio' accadra' tra breve anche in molte amministrazioni dove si e' votato di recente. Sarebbe veramente bizzarro che solo a Bologna non ci fosse la possibilita' di un'ampia rappresentanza delle organizzazioni familiari nella Consulta''.
(ANSA).
BS 13-NOV-11 18:33
ASSOCIAZIONI CATTOLICHE SIANO COERENTI CON VALORI RIFERIMENTO
(ANSA) - BOLOGNA, 13 NOV - Nella vicenda della Consulta delle associazioni familiari di Bologna, ''c'e' un problema di coerenza''. E' quanto si legge su 'Bologna Sette', inserto domenicale di 'Avvenire', quotidiano che fa capo alla Cei, in merito all'ingresso nella stessa Consulta di due associazioni - 'Famiglie Arcobaleno' e 'Agedo' - vicine alla realta' gay.
''Al di la' del percorso formale richiesto dalle procedure'' per l'ingresso delle due associazioni nella Consulta, percorso ''nel quale non entriamo ma a nostro avviso piuttosto tortuoso - si legge - ci pare ora debba prevalere quel buon senso comune che e' patrimonio della gente comune, della nostra gente. La quale - viene osservato - sa benissimo che cosa e' matrimonio e che cosa e' famiglia, perche a dirglielo e' la stessa legge naturale, cioe' quella legge che e' connaturata alla persona umana''.
A giudizio dell'inserto del quotidiano curato dal centro servizi generali dell'Arcidiocesi di Bologna, ''e' questa fiducia nel patrimonio di buon senso naturale e comune che ancora connota la nostra societa' a farci sperare, qui poi a maggior ragione, che le numerose associazioni cattoliche che gia' fanno parte della Consulta agiscano sempre ma specialmente nei momenti decisivi della loro identita' - si legge ancora - in coerenza con i loro valori di riferimento. In argomento - conclude l'articolo - ricordiamo che questi sono magistralmente riassunti nella nota dottrinale 'Matrimonio e unioni omosessuali' del nostro cardinale arcivescovo''.
Dopo il sostanziale nulla osta alla segreteria generale di Palazzo d'Accursio all'ingresso nella Consulta delle due associazioni vicine al mondo omosessuale (la sola ipotesi di un loro ingresso, lo scorso ottobre, aveva scatenato polemiche tra le diverse parti politiche) e' emersa nelle scorse ore, secondo indiscrezioni di stampa, la possibilita' da parte delle associazioni cattoliche di uscire dall'organismo.(ANSA).
Il Resto del Carlino
BOLOGNA CRONACA pag. 4
Consulta, monito di Avvenire: «Ora prevalga il buon senso»
GAY E FAMIGLIE EDITORIALE SU «BOLOGNA SETTE»
NELLA VICENDA della Consulta delle famiglie del Comune «c'è un problema di coerenza». Lo afferma Bologna Sette, inserto domenicale di Avvenire, quotidiano dei vescovi della Cei, in merito all'ingresso nella stessa Consulta di due associazioni gay: Famiglie Arcobaleno' (genitori omosessuali) e Agedo' (genitori con figli gay). «Al di là del percorso formale richiesto dalle procedure» per l'ingresso delle due associazioni nella Consulta», si legge, «ci pare debba prevalere quel buon senso comune che è patrimonio della gente comune, della nostra gente». La quale, scrive ancora Bologna Sette, «sa benissimo cosa è matrimonio e cosa è famiglia, perché a dirglielo è la stessa legge naturale, cioè quella legge connaturata alla persona umana». A giudizio del quotidiano dell'Arcidiocesi, «è questa fiducia nel patrimonio di buon senso naturale e comune che ancora connota la nostra società a farci sperare, qui poi a maggior ragione, che le numerose associazioni cattoliche che già fanno parte della Consulta agiscano sempre, specie nei momenti decisivi della loro identità, in coerenza con i loro valori di riferimento». Valori che «sono magistralmente riassunti nella nota dottrinale Matrimonio e unioni omosessuali' del nostro cardinale arcivescovo» Carlo Caffarra. DOPO il sostanziale nulla osta alla segreteria generale di Palazzo d'Accursio all'ingresso nella Consulta delle due associazioni vicine al mondo omosessuale (la sola ipotesi di un loro ingresso, lo scorso ottobre, aveva scatenato polemiche tra le diverse parti politiche) è emersa nelle scorse ore, secondo quanto dichiarato da Francesco Murru, presidente delle Acli, la possibilità da parte delle associazioni cattoliche di uscire dall'organismo. La replica a Bologna Sette viene da Franco Grillini, consigliere regionale Idv: «Vorremmo dire sommessamente che la Consulta non è un organismo religioso e non può esprimere solo l'idea religiosa della famiglia e delle famiglie, ma un organismo istituzionale che deve rappresentare tutti gli interessi della città La Curia non condivide? Pazienza».
