Mancava solo Giovanardi nella discussione sulla Consulta per le famiglie del comune di Bologna ed ecco puntuale il suo intervento per dire che la maggioranza dei gay a suo avviso non vorrebbe entrare nella Consulta stessa. Da dove vengano queste convinzioni quantomeno bizzarre il sottosegretario non lo dice. Anche perchè è del tutto infondata. Sono secoli che andiamo dicendo che quella omosessuale è una famiglia come le altre e che deve avere gli stessi diritti compreso quello della rappresentanza nelle consulte.
Fa scompisciare dal ridere poi l'accusa di ideologismo rivolta al movimento lgbt da un sottosegretario che ha dedicato la sua vita alla battaglia ideologica contro qualsiasi diritto civile di questo mondo.
Vorremmo informare Giovanardi, ed anche i clericali di casa nostra, che l'associazionismo omosessuale e l'associazionismo familiare laico è già presente in numeroso Consulte in altrettante numerose città come Ferrara e non si capisce bene in base a cosa proprio a Bologna si dovrebbe escludere l'associazionismo familiare lgbt dalla Consulta.
In realtà sul termine famiglia c'è un malinteso, quello sì ideologico, che dura da tempo e cioè che famiglia e consulte siano terreno di caccia solo delle organizzazioni religiose in generale e cattoliche integraliste in particolare. Qualcuno dovrà rassegnarsi al fatto che non esiste un monopolio clericale della famiglia ma che stanno nascendo e si stanno consolidando i "concorrenti" laici di questo settore di cui nessuno può pretendere l'esclusiva.
Franco Grillini
Consigliere regionale Idv
Presidente di gaynet
GAY: GIOVANARDI, SU CONSULTA BOLOGNA BATTAGLIA IDEOLOGICA
(ANSA) - BOLOGNA, 22 OTT - Le polemiche in corso a Bologna sull'eventuale partecipazione di alcune associazioni omosessuali alla Consulta per la famiglia sono il frutto di ''una battaglia ideologica''. Ne e' convinto Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla famiglia, che ne ha parlato a Bologna a margine di un convegno di Confabitare. ''L'articolo 3 della Costituzione - ha spiegato Giovanardi - pone tutti sullo stesso piano ed e' giustissimo. Io continuo a dire che le persone, qualunque orientamento sessuale abbiano debbano essere trattate in maniera uguale, debbano avere pari diritti sul luogo di lavoro, senza nessuna discriminazione.
Questa battaglia - ha aggiunto, riferendosi alla Consulta bolognese - e' di una minoranza del mondo gay, che non rappresenta la maggioranza dei gay e trasforma tutto in una battaglia ideologica''. Non si tratta, per Giovanardi, di una battaglia come quella ''per la non discriminazione''. Ma di una simile a quelle, per esempio, ''sull'accesso al matrimonio che diventa una battaglia ideologica, perche' bisognerebbe cambiare la Costituzione''.
Il sottosegretario ha raccontato infine, di aver sentito, qualche giorno fa, ''una proposta intelligente da parte dei notai italiani: hanno detto di essere a disposizione - ha proseguito - per i problemi successori, collegati a persone che vivono assieme''. Problemi che ''possono benissimo essere risolti attraverso contratti privatistici senza imbarcarsi in questa battaglia che mi sembra ideologica''.(ANSA).
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