BUGANI: E ALLORA FESTA PER NOZZE LO GIUDICE ERA SOLO MARKETING
(DIRE) Bologna, 20 ott. - "Siamo alle solite: anche sui matrimoni gay, sulle coppie di fatto, sulle pari opportunita', sulle associazioni da inserire in consulta, cosi' come su tutti gli altri temi del nostro tempo, il Pd ha mille anime e mille idee diverse al suo interno che non fanno altro che confondere i loro elettori". Lo rileva il capogruppo del Movimento 5 stelle a Palazzo D'Accursio, Massimo Bugani, commentando la presa di distanza dei consiglieri democratici di area cattolica dal capogruppo Sergio Lo Giudice sull'apertura della Consulta delle famiglie a due associazioni vicine al mondo gay.
"Avevo apprezzato molto il valore simbolico e l'impatto mediatico che il Pd aveva voluto dare al matrimonio di Sergio Lo Giudice avvenuto questa estate. Avevo apprezzato la presenza del sindaco alla festa organizzata a Bologna in onore del capogruppo Lo Giudice al suo rientro da Oslo dove era andato a sposarsi": per Bugani era "un segnale forte, l'inizio di un nuovo corso volto al pieno riconoscimento del valore dei sentimenti umani senza valutazioni sui generi, i colori e gli atteggiamenti". Ma ora che alcuni eletti prendono le distanze dal loro capogruppo, "e' evidente che quella era stata esclusivamente un'operazione di marketing, un fumo con pochissimo arrosto, un tentativo di dare freschezza e modernita' ad un partito che stenta a trovare un'identita'".
