Con buona pace di coloro che sostengono che le discriminazioni verso le persone omo e transessuali non esistono più, la roicerca dell’Arcigay sulle discriminazioni sui posto di lavoro ci riporta alla realtà. E’ i fatti, cioè i numeri duri e cridu, ci dicono che non solo le discriminazioni ci sono, non solo sono consistenti (4,8% di licenziati, 19% discriminati nella carriera, 13% non assunti dopo il colloquio di lavoro). Per non parlare della “paura” che hanno i lavoratori omo e transessuali di “rivelarsi” sul luogo di lavoro al punto che solo il 52% dei datori di lavoro sono a conoscenza dell’identità dei lavoratori lgbt.
Esiste un vero e proprio “negazionismo in materia” di discriminazioni sui luoghi di lavoro e soltanto la CGIL è intervenuta su questi temi organizzando gli “uffici per i nuovi diritti” e cercando di discutere il tema della lotta alle discriminazioni nei contratti collettivi di lavoro.
Dopo questa ricerca il razzismo omofobico e le discriminazioni sui luoghi di lavoro non potranno più essere negati e il ministero del lavoro non potrà più far finta di nulla com’è successo finora.
Franco Grillini
Resèposnabile nazionale diritti civili Idv
GAY: ARCIGAY, OMOSESSUALI E TRANS DISCRIMINATI SUL LAVORO =
(AGI) - Roma, 12 ott. - La discriminazione di gay, lesbiche, bisessuali e trans esce dall'invisibilita' e dal silenzio grazie a "Io Sono Io Lavoro": la prima ricerca scientifica quali-quantitativ di rilievo nazionale mai realizzata in questo campo in Italia. La rilevazione e' stata svolta da Arcigay, nell'ambito di un progetto omonimo, con il contributo del ministero del Lavoro.
Attraverso 2.229 questionari compilati da persone lgbt, 52 interviste a testimoni qualificati e 17 storie di discriminazione sul lavoro prende finalmente forma un fenomeno finora inesistente nella riflessione scientifica e per il quale non esiste ancora alcun sistema consolidato di rilevazione.
"Grazie a questa ricerca la discriminazione delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans sul lavoro assume una dimensione reale sia attraverso i dati qualitativi che quantitativi", dichiara Paolo Patane', presidente nazionale Arcigay, Il 19.1% delle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e trans) intervistate riferisce di essere stata discriminata sul lavoro.
Quanto alle discriminazioni la forma piu' grave, il licenziamento, e' stata esperito dal 4,8% degli intervistati, in particolare da trans.
Anche l'accesso al lavoro risulta difficoltoso: il 13% delle persone lgbt dichiara di aver vista respinta la propria candidatura per un posto di lavoro in ragione della propria identita' sessuale. Il 48% del campione controlla scrupolosamente le informazioni personali che comunica sul posto di lavoro per non correre il rischio di essere trattato ingiustamente. Cosi' un quarto degli omosessuali e' completamente invisibile (nessuno e' a conoscenza dell'orientamento sessuale) sul posto di lavoro; si tratta, in particolare, di intervistati con titolo di studio e livelli di inquadramento elevati. Negli enti pubblici lo svelamento del proprio orientamento, e quindi la condivisione serena della propria realta', e' meno diffuso, mentre lo e' maggiormente nelle cooperative e associazioni. La visibilita' e' piu' elevata con sottopostie colleghi, meno con datori di lavoro (52,5%), molto meno con clienti, utenti o committenti (24,6%).
I settori lavorativi nei quali le persone lgbt sono maggiormente visibili sono nell'ordine: attivita' artistiche sportive e ricreative, poi alberghiero e ristorazione, poi le libere professioni, poi il commercio. Le persone lgbt sono maggiormente invisibili, in ordine di invisiblita', nelle forze armate, nei trasporti, nella scuola e nel'industria. A parita' di lavoro, gli uomini omosessuali guadagnano dal 10% al 32% in meno dei loro colleghi eterosessuali. (AGI)
