Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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25 Sep

Outing politici gay, rassegna stampa di domenica 25 settembre con le dichiarazioni di Franco Grillini sull'apertutra dell'indagine da parte della procura di Roma

 

LO SCONTRO POLITICO

DOPO I DIECI NOMI PUBBLICATI SUL WEB
«Gay omofobi», inchiesta sul sito che ha infangato i politici
Aperto a Roma un fascicolo contro ignoti: l’ipotesi èviolazione della privacy. Caccia agli hacker, il blog registrato negli Usa
Patricia Tagliaferri Roma È partita ufficialmente la caccia ai blogger-hacker che hanno messo online i nomi di dieci politici del centrodestra presunti gay nonostante le loro posizioni pubbliche omofobe. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti,sull’elenco diffuso venerdì dal blog anonimo listaouting. wordpress.com .
Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pm Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici, ipotizzano la violazione dell’articolo 167 della legge sulla privacy, che punisce il trattamento illecito di dati sensibili relativi alla sfera sessuale. E non ci sono dubbi sul fatto che diffondere informazioni sulle tendenze sessuali dell- e persone senza il consenso degli interessati sia illegale. Infatti chi ha diffuso la lista ha preso tutte le precauzioni necessarie per tutelarsi,registrando il sito all’estero e inserendo i nominativi in California. I magistrati hanno incaricato la polizia postale di verificare la provenienza della pubblicazione e di risalire ai responsabili, con la consapevolezza che per portare a termine tutti gli accertamenti sarà necessario un complesso iter di rogatorie. Nel frattempo il sito non è stato oscurato, basta un clic per scorrere l’elenco dei politici che sarebbero omosessuali oltre le apparenze, oltre le loro manifeste convinzioni anti-gay. In attesa di vedere se verranno, come annunciato, pubblicati altri nomi. Notizie vere? False? Sul web non ci sono prove di certe affermazioni. E comunque ai magistrati non interessa. Gli inquirenti vogliono solo capire chi è perché ha messo in rete informazioni tutelate dalla legge sulla privacy. L’inchiesta è stata aperta d’ufficio, ma nei prossimi giorni potrebbero arrivare a piazzale Clodio lequerele per diffamazione firmate dagli esponenti politici tirati in ballo. E chissà che gli investigatori non vogliano ascoltare la versione di Aurelio Mancuso, uno dei leader del movimento gay che a lugliodopo la bocciatura delle norme che aumentavano le pene sull’omofobia - aveva posto l’accento sull’ipocrisia di certi politici augurandosi che qualcuno di loro si decidesse prima o poi a fare outing , e che ora garantisce di non avere nulla a che fare con la pubblicazione della lista.Franco Grillini, responsabile nazionale Diritti civili e associazionismo dell’Idv, prende atto della mossa della Procura, ma osserva che «la lotta politica si fa a viella non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze per difendere i diritti civili».

La Sicilia

Gay, «quella lista è un illecito»
Aperta un'inchiesta a Roma
La pista porta dritto in California dove è materialmente avvenuta l'immissione in rete
Domenica 25 Settembre 2011 I FATTI, pagina 8 e-mail print Roma. Il giorno dopo le polemiche e le battute politiche, ieri è stato il giornoo dell'azione giudiziaria. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla pubblicazione della lista dei politici presunti omosessuali da parte del blog «listaouting». Illecito trattamento dei dati sensibili attinenti, nel caso in questione, la sfera sessuale, il reato ipotizzato.
Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici-violazione della privacy, hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se è già noto che l'immissione dei nominativi nel sito è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali.
Il fascicolo processuale è stato aperto d'ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei dieci politici chiamati in causa.
Già l'altro ieri il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, si era scagliato contro l'elenco: «I dati sulle tendenze sessuali delle persone non possono mai essere diffusi senza il consenso degli interessati - aveva detto -, indipendentemente dal fatto se si tratti di eterosessuali o omossessuali: è assolutamente illecito».
Intanto, continua la bagarre politica, con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che definisce la lista «uno scherzo». Uno dei deputati coinvolti, Mario Baccini, parla di «mezza vendetta». «È una sciocchezza, resta una sciocchezza - ha detto Baccini - e io non sono gay: e lo dico con tutto il rammarico possibile, ma davvero, purtroppo, si tratta di un dono che il Padreterno mi ha voluto negare».
Dall'Idv, Franco Grillini sostiene che la lotta politica non si fa sul web, ma «a viso aperto, con le armi della legalità e della non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze per difendere i diritti civili».
Ma proprio dalla rete continuano ad arrivare battute e scherzi sulla lista. Su Twitter è stato creato un gruppo ad hoc dove c'è chi annuncia la pubblicazione dell'elenco di ministri e parlamentari «che credono di avere un cervello» e chi si dice sconvolto non tanto dalla lista ma dal fatto che «quei nomi abbiano una vita sessuale». C'è chi scherza sulle camicie di Formigoni e chi critica la scelta di pubblicare i nomi.
Insomma, tra il serio e il faceto, si è aperto un dibattito sul quale ora la Procura vuole vederci chiaro.


Il Messaggero

Domenica 25 Settembre 2011  

di VALENTINA ERRANTE
ROMA - Violazione della privacy: il giorno dopo le polemiche e le battute sulla pubblicazione della lista dei politici presunti omosessuali, diffusa dal blog listaouting, entra in campo la procura di Roma con un’inchiesta. Un fascicolo contro ignoti per illecito trattamento dei dati sensibili attinenti la sfera sessuale. Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pm Eugenio Albamonte, del pool reati informatici-violazione della privacy, hanno delegato gli accertamenti alla Polizia postale per risalire ai responsabili della divulgazione dei dati. Ma si sa già che quell’elenco, creato per additare gli omofobi, integerrimi difensori dei costumi e della morale, come gay, è stato inserito in rete in California, circostanza che comporta non pochi ostacoli. Per procedere, sarà necessaria una rogatoria internazionale.
Il fascicolo è stato aperto d’ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare denunce per diffamazione da parte dei dieci politici chiamati in causa e accusati di doppia morale.
Il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, si era scagliato contro l’elenco: «I dati sulle tendenze sessuali delle persone non possono mai essere diffusi senza il consenso degli interessati - aveva detto - indipendentemente dal fatto che si tratti di etero o omosessuali: è assolutamente illecito».
Intanto della lista si continua a parlare, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la definisce «uno scherzo». Uno dei deputati coinvolti, Mario Baccini, parla invece di «mezza vendetta». «È una sciocchezza, resta una sciocchezza - ha detto Baccini - e io non sono gay: e lo dico con tutto il rammarico possibile ma davvero, purtroppo, si tratta di un dono che il Padreterno mi ha voluto negare». Maurizio Gasparri si è definito un «banale eterosessuale». Mentre è stata più dura la reazione di Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, che ha definito l’elenco nel quale è finito frutto di «fantasie malate».
E sono in tanti a criticare la scelta di pubblicare quei nomi, Nichi Vendola in testa: «L'outing, la costruzione sensazionalistica e morbosa della rivelazione dell’identità sessuale degli altri la trovo una violenza - commenta il presidente della Regione Puglia - la battaglia per l'affermazione dei diritti non può cedere sul terreno della violenza», e dall’Idv, Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, sostiene che la lotta politica non si fa sul web ma «a viso aperto, con le armi della legalità e della non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze per difendere i diritti civili».
Ma in rete il tormentone sull’elenco è cominciato. Su Twitter è stato creato un gruppo ad hoc, nel quale si annuncia la pubblicazione di una lista di ministri e parlamentari «che credono di avere un cervello» e c’è chi si dice sconvolto non tanto dalla notizia ma dal fatto che «quei nomi abbiano una vita sessuale».


Alto Adige e giornali del gruppo Repubblica

Inchiesta sulla lista dei politici gay 

Fascicolo contro ignoti per violazione della privacy  


ROMA. La lista dei (presunti) politici gay ma omofobi arriva anche nelle stanze della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per “illecito trattamento dei dati sensibili attinenti alla sfera sessuale”, in violazione del codice della privacy. L’inchiesta, che al momento è senza indagati, è affidata al Procuratore aggiunto Nello Rossi, e al sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici.
Gli inquirenti hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se è già noto che l’immissione dei nominativi nel sito «listaouting» è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali. E, d’altra parte, finora non ci sono state “rivendicazioni” dell’iniziativa.
Il fascicolo processuale è stato aperto d’ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei politici chiamati in causa.
Sull’iniziativa di piazzale Clodio interviene Franco Grillini, per anni presidente di Arcigay e ora responsabile nazionale diritti civili dell’Idv: «Era prevedibile che la Procura aprisse un fascicolo. Prendiamo atto, però, che questa triste vicenda ha permesso di aprire un dibattito sull’ipocrisia di molti politici che non sono affatto coerenti nella loro vita privata con ciò che pubblicamente e legislativamente vogliono imporre a tutta la comunità».
E, il giorno dopo, ritorna sulla vicenda anche Mario Baccini (Udc), uno dei politici il cui nome compare nella lista: «È una sciocchezza, resta una sciocchezza. Probabilmente qualcuno c’è rimasto male per non aver visto la mia firma su un documento contro l’omofobia».


Carlino, Giorno Nazionae qn

PRIMO PIANO pag. 11
Lista gay, la Procura apre un'inchiesta
IL CASO L'ELENCO DEI DIECI POLITICI INDICATI DA UN BLOG CONTRASTA CON LA LEGGE SULLA PRIVACY
ROMA POLITICI e omosessualità, la bufera non diminuisce. Entra in campo la magistratura. Come noto, la pubblicazione dei nomi di dieci rappresentanti delle istituzioni bollati come gay su un sito anonimo ha sollevato polemiche a non finire. Un'iniziativa condannata sia dalle più note associazioni per la difesa dei diritti dei gay, sia da parte del mondo politico. Un'idea che pare essere stata un boomerang visto che la maggioranza dei commenti ha rilevato come così non si aiuti la battaglia contro le discriminazioni. Nichi Vendola, leader di Sel e omosessuale, scandisce: «L'outing, la costruzione sensazionalistica e morbosa della rivelazione dell'identità sessuale degli altri la trovo una violenza. La battaglia per l'affermazione dei diritti non può cedere sul terreno della violenza». I nomi sono stati pubblicati, secondo gli anonimi promotori, per mettere in evidenza come i politici che hanno bocciato la legge contro l'omofobia siano in realtà omosessuali. Ma il garante della privacy Pizzetti ha detto che ogni preferenza sessuale divulgata senza il consenso degli interessati è una chiara violazione della sfera privata e perciò illegale. ORA LA PROCURA di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla vicenda. Reato ipotizzato: illecito trattamento dei dati sensibili (articolo 167 del codice della privacy) attinenti, nel caso in questione, la sfera sessuale. L'inchiesta è affidata al procuratore aggiunto Nello Rossi, e al sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici-violazione della privacy. Gli inquirenti hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se è già noto che l'immissione dei nominativi nel sito è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali. Il fascicolo processuale è stato aperto d'ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei politici chiamati in causa. TRA I COMMENTI, quello del sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «Si tratta di uno scherzo». Più ampio il ragionamento di Franco Grillini, responsabile diritti civili dell'Idv: «La lotta politica si fa a viso aperto. Pensare a scorciatoie è illusorio, come illusorio è offrire a una base, giustamente esasperata, qualche vendetta e ritorsione, consumata all'oscuro di alcune tastiere di computer. Prendiamo atto che questa triste vicenda ha permesso di aprire un dibattito sull'ipocrisia di molti politici che non sono affatto coerenti nella loro vita privata con ciò che pubblicamente e legislativamente vogliono imporre a tutta la comunità». Ma dalla rete continuano ad arrivare battute e scherzi sulla lista. Su Twitter è stato creato un gruppo ad hoc dove si annuncia la pubblicazione dell'elenco di politici «che credono di avere un cervello»... f. gh.


L'Adige


Lista di politici gay, procura avvia inchiesta 


ROMA - Il giorno dopo le polemiche e le battute politiche, per altro non ancora sopite, ieri è stato il momento dell'azione giudiziaria. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla pubblicazione della lista dei politici presunti omosessuali da parte del blog «listaouting». Illecito trattamento dei dati sensibili attinenti, nel caso in questione, la sfera sessuale, il reato ipotizzato. Il procuratore aggiunto e il sostituto, entrambi del pool reati informatici-violazione della privacy, hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati, anche se è già noto che l'immissione dei nominativi nel sito è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali. Il fascicolo processuale è stato aperto d'ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei dieci politici chiamati in causa. Già ieri il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, si era scagliato contro l'elenco: «I dati sulle tendenze sessuali delle persone non possono mai essere diffusi senza il consenso degli interessati - aveva detto -, indipendentemente dal fatto se si tratti di eterosessuali o omossessuali: è assolutamente illecito». Intanto continua la bagarre politica, con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che definisce la lista «uno scherzo». Uno dei deputati coinvolti, Mario Baccini (foto) , parla di «mezza vendetta». «È una sciocchezza - ha detto Baccini - e io non sono gay: e lo dico con tutto il rammarico possibile ma davvero, purtroppo, si tratta di un dono che il Padreterno mi ha voluto negare». E anche Francesco Pionati (Alleanza di centro) cerca di allentare la tensione. «Qui siamo a livello di cabaret. Come dire, sarà Zelig ad occuparsi di questa vicenda». «La lista - ha aggiunto il segretario dell'Adc - nemmeno la conosco. Stamattina (ieri n.d.r.) ho telefonato a Baccini, che è un mio fraterno amico e sono sicuro della sua eterosessualità, e mi ha risposto con la seguente battuta: "qui arcigay istituto associazioni". Ci stiamo scherzando su». Dall'Idv, Franco Grillini sostiene che la lotta politica non si fa sul web ma «a viso aperto, con le armi della legalità e della non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze». E Nichi Vendola si sofferma su cosa significa riconoscere e dichiarare la propria omosessualità. «L'outing, la costruzione sensazionalistica e morbosa della rivelazione dell'identità sessuale degli altri, la trovo una violenza. La battaglia per l'affermazione dei diritti non può cedere sul terreno della violenza», ha detto ieri il leader di Sel. Ma proprio dalla rete continuano ad arrivare battute e scherzi sulla lista. Su Twitter è stato creato un gruppo ad hoc dove c'è chi annuncia la pubblicazione dell'elenco di ministri e parlamentari «che credono di avere un cervello» e chi si dice sconvolto non tanto dalla lista, ma dal fatto che «quei nomi abbiano una vita sessuale». C'è chi scherza sulle camicie di Formigoni e chi critica la scelta di pubblicare i nomi.

Gazzetta del Sud

Lista di presunti gay la Procura romana apre un fascicolo


Cinzia Sebastiani
ROMA
Il giorno dopo le polemiche e le battute politiche, è il momento dell'azione giudiziaria. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla pubblicazione della lista dei politici presunti omosessuali da parte del blog «Listaouting». Reato ipotizzato: illecito trattamento dei dati sensibili attinenti, nel caso in questione, la sfera sessuale.
Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici-violazione della privacy, hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se è già noto che l'immissione dei nominativi nel sito è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali.
Il fascicolo processuale è stato aperto d'ufficio, ma non è escluso che possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei dieci politici chiamati in causa.
Già il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, si era scagliato contro l'elenco: «I dati sulle tendenze sessuali delle persone non possono mai essere diffusi senza il consenso degli interessati, indipendentemente dal fatto se si tratti di eterosessuali o omossessuali: è assolutamente illecito».
Intanto continua la bagarre politica, con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che definisce la lista «uno scherzo». Uno dei coinvolti, Mario Baccini, ex Udc adesso del Pdl, parla di «mezza vendetta». «È una sciocchezza, resta una sciocchezza – ha detto Baccini al Corriere della Sera – e io non sono gay: e lo dico con tutto il rammarico possibile ma davvero, purtroppo, si tratta di un dono che il Padreterno mi ha voluto negare».
Dall'Idv, Franco Grillini sostiene che la lotta politica non si fa sul web ma «a viso aperto, con le armi della legalità e della non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze per difendere i diritti civili».
Nichi Vendola, ospite di «In Onda» su La7, afferma: «L'outing, la costruzione sensazionalistica e morbosa della rivelazione dell'identità sessuale degli altri la trovo una violenza. La battaglia per l'affermazione dei diritti non può cedere sul terreno della violenza».
Il coordinatore nazionale di Gaycs, Adriano Bartolucci Proietti, si dichiara «in assoluto disaccordo con la nascita del blog ed il suo insensato obiettivo che, sicuramente, lede l'immagine della comunità Lgbt e mina ad una libertà sessuale limpida e privata. Credo sia ormai superato l'utilizzo dei mezzi di informazione con finalità politiche in un ambito, quello Lgbt, che deve essere invece costantemente tutelato, fin quando l'equiparazione e il godimento dei diritti civili sia fruibile per tutti i cittadini».
Ma dalla rete continuano ad arrivare battute e scherzi sulla lista. Su Twitter è stato creato un gruppo ad hoc dove c'è chi annuncia la pubblicazione dell'elenco di ministri e parlamentari «che credono di avere un cervello» e chi si dice sconvolto non tanto dalla lista ma dal fatto che «quei nomi abbiano una vita sessuale». Insomma, tra il serio e il faceto, si è aperto un dibattito sul quale ora la Procura vuole vederci chiaro.

Il Tirreno

Inchiesta sulla lista dei politici gay 

Fascicolo contro ignoti per violazione della privacy 



ROMA. La lista dei (presunti) politici gay ma omofobi arriva anche nelle stanze della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per “illecito trattamento dei dati sensibili attinenti alla sfera sessuale”, in violazione del codice della privacy. L’inchiesta, che al momento è senza indagati, è affidata al Procuratore aggiunto Nello Rossi, e al sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici.
Gli inquirenti hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se è già noto che l’immissione dei nominativi nel sito «listaouting» è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali. E, d’altra parte, finora non ci sono state “rivendicazioni” dell’iniziativa.
Il fascicolo processuale è stato aperto d’ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei politici chiamati in causa.
Sull’iniziativa di piazzale Clodio interviene Franco Grillini, per anni presidente di Arcigay e ora responsabile nazionale diritti civili dell’Idv: «Era prevedibile che la Procura aprisse un fascicolo. Prendiamo atto, però, che questa triste vicenda ha permesso di aprire un dibattito sull’ipocrisia di molti politici che non sono affatto coerenti nella loro vita privata con ciò che pubblicamente e legislativamente vogliono imporre a tutta la comunità».
E, il giorno dopo, ritorna sulla vicenda anche Mario Baccini (Udc), uno dei politici il cui nome compare nella lista: «È una sciocchezza, resta una sciocchezza. Probabilmente qualcuno c’è rimasto male per non aver visto la mia firma su un documento contro l’omofobia».


Stampaweb


Lista dei politici gay,
ora indaga la Procura

 


Il gay pride a Torino lo scorso maggio

 

 

Aperto un fascicolo contro ignoti
Caccia aperta agli autori del blog,
ma il sito è registrato in America

 

ROMA
Il giorno dopo le polemiche e le battute politiche, oggi è il momento dell'azione giudiziaria. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla pubblicazione della lista dei politici presunti omosessuali da parte del blog "listaouting".

Il reato ipotizzato è illecito trattamento dei dati sensibili attinenti, nel caso in questione la sfera sessuale. Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici-violazione della privacy, hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se è già noto che l'immissione dei nominativi nel sito è avvenuta in California e ciò comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali.

Il fascicolo processuale è stato aperto d'ufficio, ma non è escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei dieci politici chiamati in causa. Già ieri il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, si era scagliato contro l'elenco: «I dati sulle tendenze sessuali delle persone non possono mai essere diffusi senza il consenso degli interessati - aveva detto -, indipendentemente dal fatto se si tratti di eterosessuali o omossessuali: è assolutamente illecito». Intanto continua la bagarre politica, con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che definisce la lista «uno scherzo». Uno dei deputati coinvolti, Mario Baccini, parla di «mezza vendetta». «È una sciocchezza, resta una sciocchezza - ha detto Baccini al Corriere della Sera - e io non sono gay: e lo dico con tutto il rammarico possibile ma davvero, purtroppo, si tratta di un dono che il Padreterno mi ha voluto negare».

Dall'Idv Franco Grillini sostiene che la lotta politica non si fa sul web ma «a viso aperto, con le armi della legalità e della non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze per difendere i diritti civili». Ma proprio dalla rete continuano ad arrivare battute e scherzi sulla lista. Su Twitter è stato creato un gruppo ad hoc dove c'è chi annuncia la pubblicazione dell'elenco di ministri e parlamentari «che credono di avere un cervello» e chi si dice sconvolto non tanto dalla lista ma dal fatto che «quei nomi abbiano una vita sessuale». C'è chi scherza sulle camicie di Formigoni e chi critica la scelta di pubblicare i nomi. Insomma, tra il serio e il faceto, si è aperto un dibattito sul quale ora la Procura vuole vederci chiaro.

 

 

Ansa

ANSA/ LISTA GAY:PROCURA ROMA VUOLE VEDERCI CHIARO, APRE INDAGINE ILLECITO TRATTAMENTO DATI SENSIBILI, MA SITO E' IN CALIFORNIA (ANSA) - ROMA, 24 SET - Il giorno dopo le polemiche e le battute politiche, oggi e' il momento dell'azione giudiziaria.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla pubblicazione della lista dei politici presunti omosessuali da parte del blog 'listaouting'.
Illecito trattamento dei dati sensibili attinenti, nel caso in questione, la sfera sessuale, il reato ipotizzato.
Il procuratore aggiunto Nello Rossi e il sostituto Eugenio Albamonte, entrambi del pool reati informatici-violazione della privacy, hanno incaricato la polizia postale di risalire ai responsabili della divulgazione dei dati anche se e' gia' noto che l'immissione dei nominativi nel sito e' avvenuta in California e cio' comporta una serie di problemi in quanto, per procedere, sono necessarie le rogatorie internazionali.
Il fascicolo processuale e' stato aperto d'ufficio, ma non e' escluso che nei prossimi giorni possano arrivare sul tavolo dei magistrati denunce per diffamazione da parte dei dieci politici chiamati in causa.
Gia' ieri il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, si era scagliato contro l'elenco: 'I dati sulle tendenze sessuali delle persone non possono mai essere diffusi senza il consenso degli interessati - aveva detto -, indipendentemente dal fatto se si tratti di eterosessuali o omossessuali: e' assolutamente illecito'.
Intanto continua la bagarre politica, con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che definisce la lista 'uno scherzo'. Uno dei deputati coinvolti, Mario Baccini, parla di 'mezza vendetta'.
'E' una sciocchezza, resta una sciocchezza - ha detto Baccini al Corriere della Sera - e io non sono gay: e lo dico con tutto il rammarico possibile ma davvero, purtroppo, si tratta di un dono che il Padreterno mi ha voluto negare'.
Dall'Idv, Franco Grillini sostiene che la lotta politica non si fa sul web ma 'a viso aperto, con le armi della legalita' e della non violenza, con la forza delle proposte e nelle piazze per difendere i diritti civili'.
Ma proprio dalla rete continuano ad arrivare battute e scherzi sulla lista. Su Twitter e' stato creato un gruppo ad hoc dove c'e' chi annuncia la pubblicazione dell'elenco di ministri e parlamentari 'che credono di avere un cervello' e chi si dice sconvolto non tanto dalla lista ma dal fatto che 'quei nomi abbiano una vita sessuale'. C'e' chi scherza sulle camicie di Formigoni e chi critica la scelta di pubblicare i nomi.
Insomma, tra il serio e il faceto, si e' aperto un dibattito sul quale ora la Procura vuole vederci chiaro. (ANSA).


Corriere del sud

Lista Gay: Grillini, indagine ma politici Non sono coerenti nella loro vita privata

 

(ANSA) – ROMA, 24 SET – ”Com’era prevedibile la procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla lista dell’Outing di 10 politici italiani. D’altra parte anche gli estensori della lista erano consapevoli dell’illegalita’ dell’operazione dato che hanno registrato il sito in California e non ci hanno messo la faccia. Prendiamo atto che questa vicenda ha permesso di aprire un dibattito sull’ipocrisia di molti politici che non sono coerenti nella loro vita privata”. Cosi’Franco Grillini,responsabile diritti civili Idv

 

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