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Nella casa di Di Pietro amici e avversari: "Qui mai Berlusconi". Grillini porta 5 kg di tagliatelle fatte a mano

L'unità di domenica 7 agosto 2011
Articolo di Claudia Fusani

Nella casa di Di Pietro amici e avversari:   "Qui mai Berlusconi". Grillini porta 5 kg di tagliatelle fatte a mano

Alla festa delle trebbiatura vanno tutti, “amici e avversari” dice Di Pietro, chi passa di qua, anche chi non ha aiutato nel raccolto,  “purchè abbia voglia di collaborare e condividere qualcosa”. Alla masseria Di Pietro, sul cucuzzolo di Montenero di Bisaccia arrivano tutti, ogni anno. Anche gli avversari: “Il sindaco è di centro destra ma stamani ha riaperto gli uffici comunali apposta per noi per timbrare i moduli per la raccolta delle firme per l’abolizione del porcellum”. Quello del referendum per una nuova legge elettorale è il primo banchetto entrando sulla destra nel grande prato, tra mazzi di bandiere tricolori, alzate di frutta, fantasie di pasticceria secca, grill per arrosticini, porchetta, il pasta party e il palco musica dal vivo, anni sessanta e settanta, Nomadi, Battisti, Mina, Creedence clear water revival fino a “Guarda” di Giuliano e i notturni e l’intramontabile Gloria Gaynor. Tremila coperti, decine e decine di tavolate di legno con tavoglie di carta. La festa comincia al tramonto.  I ritmi della terra restano gli stessi negli anni. A volte possono cambiare i prodotti. “Una volta a mio padre erano cresciuti proprio qua sotto centinaia di meloni, siccome non sapeva che farsene e mia madre brontolava perché stavano andando a male, lui li mise in strada con il cartello regalasi. Sparirono in poche ore”. Una volta i meloni. Oggi la possibilità di firmare per cambiare la legge elettorale. 
C’è poco da fare: quando è quassù Di Pietro diventa Tonino ed è un uomo felice, ride e sorride cosa che gli riesce assai poco laggiù a Roma. Maglietta e jeans e sandali si piazza sul vialetto d’ingresso in mezzo al prato e dà vita alla cerimonia dei saluti. Arriva Sabatino, da Isernia, con caciocavallo di 20 chili, Tonino: “Iamma mò, questo è il più grande di sempre”. Arriva Franco Grillini con 5 chili di tagliatelle “in onore delle sfogline”. E poi vino e grappe. Dalla Calabria una grappa di fichi. “Ma mica i fichi secchi che ci ha raccontato ieri Berlusconi in quella conferenza stampa  che gli ha imposto di fare l’Europa e la Bce per correre ai ripari in questo disastro economico”. Ecco, la manovra anticipata e il dietro front del premier irrompono tra i tavoli e i profumi delle grigliate che alle otto di sera cominciano a diffondere i sapori e gli odori antichi delle feste della trebbiatura. Tonino salta sul palco, con la moglie Susanna e i figli Cristiano e Totò e Anna, a cui dedica la festa perché si è appena laureata. Ci sono molti onorevoli - Zazzera, Evangelisti, Belisario, Caforio -, politici locali (Franco Grillini, Cristina Scaletti, un polemico assessore provinciale di Torino Roberto Cermignani che ce l’ha con il taglio delle province, ospite d’onore il professor Roberto D’Alimonte, docente a Firenze, esperto di sistemi elettorali. Il richiamo che arriva dai buffate e dalle griglie è forte. Ma gli ospiti hanno voglia di sapere. “Il momento è grave – dice Di Pietro – perché abbiamo due presidenti del consiglio, uno che mercoledì va alla Camere, dice che va tutto bene, ragiona con la sua testa e quindi sragiona; uno che venerdì dice il contrario, che il paese è a rischio fallimento, perché parla con la testa dell’Unione europea e quindi racconta come è stato commissariato.  Uno così è incapace di intendere e di volere e va espulso perché da solo non se ne va”. 
Alla festa della trebbiatura andavano e vanno tutti, nemici e amici. Anche al tavolo della crisi. “Sia chiaro – scandisce le parole Tonino - noi collaboriamo, con tutte le opposizioni (il 16 settembre alla festa del partito è a Vasto con Bersani e Vendola, ndr)  e non solo e siamo disposti a fare una manovra fino a 70 miliardi con il pareggio nel 2013”.  Prende fiato e la dice ancora meglio: “Il problema non è tanto chi c’è al tavolo, può esserci Berlusconi, Alfano e anche Genoveffa. Il punto è i contenuti della manovra Tremonti vanno cambiati perché pagano solo i disgraziati”.
Ogni tanto, tra la musica anni sessanta, si fa largo il “po-ro-po-pò” di tamburelli, fisarmoniche e  du bot  (i due bassi). Tra l’odore della griglia sale anche quello dell’erba tagliata. Tonino chiama la carica “per un rinnovato impegno civile e politico” e per partire “con una nuova battaglia”, quella dei referendum. Suggerimento tra gli ospiti: “Tonino, prendi lu scateno”. E’ uno dei tre trattori custoditi gelosamente sul retro della masseria. “E’ quello per arare – dice Tonino - , quello che scatena la terra, che tira sotto quella vecchia e mette sopra quella nuova”.  Dopo la trebbiatura.dopo il raccolto, la terra va rinnovata

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