Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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“Tra qualche giorno le dimissioni del Presidente della Giunta regionale determineranno la conclusione formale della legislatura. Vedo volteggiare molti gufi che, strumentalizzando le inchieste giudiziarie, vagheggiano l'eliminazione di chiunque abbia avuto a che fare con la legislatura che si chiude. Fondi strutturali, terremoto, alluvione, completamento ordinato della legislatura ed esaurimento dell'esame dei provvedimenti in corso. Tutto si ferma per andare a votare con due o tre mesi di anticipo sulla scadenza naturale che sarebbe marzo 2015.
Peggio, in Emilia-Romagna si parla già da tempo di date per il voto anticipato quando non ci sono ancora le dimissioni formali del Presidente e nonostante Regioni con Presidenti dimissionari non parlino minimamente di voto anticipato.
Tutto ciò nel bel mezzo dell'inchiesta giudiziaria che dovrebbe arrivare a conclusione proprio durante le operazioni di voto. Non sarebbe quindi più ragionevole andare a votare assieme alle altre regioni magari anticipando con un decreto governativo la data delle elezioni al mese di febbraio? L'alternativa che si prospetta è quella di una campagna elettorale regionale dove non si parlerà di programmi e di proposte ma si processeranno 15 anni di buon governo facendo di ogni erba un fascio e trasformando, di fatto, le elezioni in Emilia Romagna in elezioni di rilevanza politica nazionale con tanto di giudizio sul governo centrale.
A chi conviene tutto ciò?”
Bologna, 16 luglio 2014
“Il via libera del Viminale alla prossima legge elettorale è un fatto positivo per l’Emilia Romagna perché consente la doppia preferenza di genere e riporta in capo al Consiglio Regionale la possibilità di decidere anche la data del voto senza i tempi eccessivamente stretti della normativa nazionale valida proprio per le regioni che non si sono dotate di legge elettorale propria.
La mia opinione è nota: occorrerebbe andare a scadenza naturale della legislatura (i primi giorni di marzo) perché tale scadenza non rappresenta una data eccessivamente lontana nel tempo, consentirebbe il voto assieme alle altre regioni, non si sovrapporrebbe all’inchiesta giudiziaria in corso e soprattutto permetterebbe di fare una campagna elettorale tutta incentrata sui programmi e le proposte di politica regionale, cosa che finora non è accaduto.
Con il voto a novembre inevitabilmente le elezioni nella nostra regione assumeranno una valenza nazionale diventando, di fatto, anche l’occasione per un giudizio sul governo e sulla sua politica. Vogliamo un’elezione o un processo politico mediatico (e magari anche giudiziario) sui 15 anni di governo regionale?
Ecco perché è ragionevole andare al voto assieme alle altre regioni italiane e sulla base di queste considerazioni annuncio che, in occasione della discussione della nuova legge elettorale, presenterò un emendamento sulla data del voto che va in questa direzione.”
Bologna, 17 luglio 2014
Franco Grillini
Gruppo Misto-LibDem
BOLOGNA - Franco Grillini insiste e annuncia che presenterà un emendamento alla nuova legge elettorale dell'Emilia-Romagna perché non si voti a novembre ma nella primavera 2015, a scadenza naturale della legislatura, insieme alle altre Regioni italiane. «Il via libera del Viminale alla prossima legge elettorale scrive Grillini in una nota è un fatto positivo per l'Emilia-Romagna, perché consente la doppia preferenza di genere e riporta in capo al Consiglio regionale la possibilità di decidere anche la data del voto, senza i tempi eccessivamente stretti della normativa nazionale valida proprio per le Regioni che non si sono dotate di legge elettorale propria». Per questo, fa sapere il consigliere regionale di LibDem, «presenterò un emendamento sulla data del voto che va in questa direzione». Secondo Grillini, del resto, votare in primavera «non è troppo lontano» e, soprattutto, permetterebbe di «non sovrapporsi all'inchiesta giudiziaria in corso», facendo una «campagna elettorale tutta incentrata sui programmi». Col voto anticipato, invece, le elezioni in Emilia-Romagna «assumeranno una valenza nazionale diventando, di fatto, anche l'occasione per un giudizio sul governo» nonché un «processo politico mediatico e giudiziario sui 15 anni di governo regionale». INTANTO, l'iter per l'approvazione della legge prosegue secondo le scadenze previste. La riforma, conferma il presidente della commissione Statuto, Giovanni Favia, «ha passato il vaglio del ministero» cui era stato chiesto un parere urgente. Il Viminale ha sollevato solo alcuni rilievi tecnici, spiega l'ex consigliere grillino, «a mero titolo di collaborazione». Il testo dovrebbe essere approvato nella prossima seduta della commissione, convocata per lunedì prossimo, e incassare l'ok dell'aula in una delle ultime due sedute dell'Assemblea legislativa, martedì 22 e mercoledì 23 luglio. «Ci sono i tempi nel caso si ritenga di approvare la legge elettorale ha chiarito la presidente dell'aula di viale Aldo Moro, Palma Costi . Noi siamo pronti».
“Una legge importantissima, un momento storico per la nostra Regione che, con la votazione di oggi, dimostra una volta di più di essere all’avanguardia nella gestione della cosa pubblica secondo criteri di laicità e concreta giustizia sociale”. E’ un Franco Grillini particolarmente soddisfatto quello che commenta il voto odierno in Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna. Il padre della Legge per l’erogazione di farmaci a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche nell’ambito del servizio sanitario regionale è riuscito a stragrande maggioranza ad abbattere un tabù che da sempre avvolge la cannabis.
“Con 29 voti favorevoli e neppure un voto contario –afferma il consigliere LibDem Grillini– credo che tutto il mondo politico regionale abbia riconosciuto la valenza medico-farmacologica della cannabis in presenza di determinate patologie e che quindi sia sacrosanto che il servizio sanitario regionale provveda alla distribuzione gratuita a tutti i pazienti”.
Prima dell’approvazione della “Legge Grillini sulla cannabis terapeutica”, i medicinali in Emilia-Romagna potevano essere reperiti a carico del servizio sanitario regionale solo in seguito ad un protocollo di cura prettamente ospedaliero e a patto che ci si rivolgesse alla farmacia del locale nosocomio mentre, dopo il voto di oggi, il protocollo medico autorizzato ricomprenderà anche le prescrizioni dei medici di base. Analogamente i medicinali (o le preparazioni magistrali equivalenti) potranno essere reperiti anche nelle normali farmacie.
“Una legge che ripristina il principio fondamentale secondo cui tutti i cittadini hanno diritto al medesimo livello di assistenza sanitaria –conclude Franco Grillini– e che obbliga a rivedere, almeno in parte, posizioni del tutto gratuite e preconcette nei confronti della cannabis e delle sue capacità terapeutiche”.

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