Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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Il sindaco sollecita il Parlamento in materia di parità dei diritti delle coppie omosessuali auspicando che non sia un istituto giuridico di serie B. Non possiamo che essere d’accordo nella speranza che a settembre se ne discuta veramente e si approvi una buiona legge in materia.
Anche la decisione di dare seguito all’odg approvato tempo fa dal Consiglio Comunale sulla sepoltura delle persone che hanno vissuto assieme in un unico spazio anche se non sono parenti, ci sembra un passo avanti di civismo positivo perché riconosce e tutela la libera volontà delle persone al di là di antichi pregiudizi e di vetusti regolamenti.
Bene ha fatto il sindaco a ricordare che quasi la metà dei bolognesi vive sola, e che riconoscere tutte le forme famigliari dando loro pari dignità non è solo un dovere politico morale ma sta diventando anche una necessità vera e propria nella direzione della coesione sociale.
Franco Grillini
Presidente Gaynet
Consigliere regionale LibDem
BOLOGNA, 22 LUG - La nuova legge e' stata votata praticamente all'unanimita' (unico astenuto il consigliere di Fratelli d'Italia, Mauro Malaguti). Dopo le polemiche di ieri in commissione sull'emendamento che fissava il dimezzamento del numero delle firme da raccogliere in caso di elezioni anticipate solo se si fosse andati al voto oltre 150 giorni prima della naturale data delle elezioni, oggi, con il passo indietro del Pdl - che ha abbassato a 120 giorni la soglia - la frattura tra grandi e piccoli partiti si e' ricomposta. Con la nuova legge, quaranta dei cinquanta consiglieri saranno eletti con criterio proporzionale sulla base di liste coincidenti con le province; altri nove con sistema maggioritario su un unico collegio regionale, un seggio riservato al primo dei candidati non eletti alla carica di presidente - carica che da ora non potra' essere ricoperta dalla stessa persone per piu' di due mandati consecutivi. Non partecipano al riparto dei seggi le liste che abbiano ottenuto meno del 3% dei voti validi, a meno che non siano collegate a un candidato presidente che abbia ottenuto almeno il 5% - la proposta che aboliva lo sbarramento e' stato bocciato. A garantire la governabilita' dovrebbe essere un premio di maggioranza per la coalizione vincente, che in ogni caso dovra' disporre di almeno 27 dei 50 seggi (in precedenza il 'premio' minimo portava la maggioranza a 29). Nelle liste, i candidati di entrambi i generi dovranno essere rappresentati in maniera paritaria e viene introdotto il criterio della doppia preferenza di genere: si potra' esprimere una seconda preferenza sulla scheda elettorale solo se di genere diverso dal primo candidato. L'aula ha anche approvato due ordini del giorno: il primo, bipartisan, invita il Governo a estendere a altre figure istituzionali, fra cui i consiglieri regionali, la competenza sull'autenticazione delle firme dei sottoscrittori delle liste di candidati alle elezioni. Nel secondo, primo firmatario Franco Grillini (Misto) si chiede che 'nelle prossime tornate elettorali regionali le eventuali candidature delle persone transessuali avvengano nel massimo rispetto dell'identita' di genere' e si auspica "il massimo rispetto per le persone transessuali e per la loro identita' durante lo svolgimento delle operazioni di voto, in particolare nei seggi elettorali".(ANSA).
BOLOGNA - Bologna diventa “arcobaleno”. Le nozze gay, celebrate all’estero, da metà settembre saranno trascritte anche sotto le Due Torri. Ma entrambi gli sposi dovranno risiedere a Bologna.
Dopo la vicenda dell’ex Cie, la giunta Merola tira dritto anche sul delicato tema dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Sfidando gli strali della Curia bolognese e di una parte del Pd, il sindaco Virginio Merola ha firmato lunedì sera il provvedimento, promesso all’indomani del Gay Pride. «È un fatto di civiltà sostenere i legami tra le persone, continuiamo a stare all’avanguardia su questo terreno », rivendica il primo cittadino, fiducioso che l’eco di questa decisione arrivi fino a Roma: «È necessaria al più presto una legge nazionale». Nell’attesa, dice, la città «afferma un importante principio di libertà e di giustizia, andiamone orgogliosi».
Dal 15 settembre, Palazzo d’Accursio darà quindi la possibilità di trascrivere nei registri anagrafici i matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso (almeno uno dei due però dovrà essere cittadino italiano). La decisione potrebbe essere impugnata dal ministero dell’Interno, ma su questo il sindaco appare sereno: «Non temiamo nessuno stop dal Viminale ». La direttiva voluta dalla giunta Merola per ora non avrà effetti giuridici in Italia, ma resta il forte valore simbolico dell’iniziativa. Chiesta in questi anni a gran voce dalla comunità omosessuale, che ieri ha festeggiato: il direttivo del Cassero, storico circolo Arcigay, ha definito il prossimo 15 settembre «un giorno di festa, per alcune coppie in particolare, ma anche per tutta la città». Elogiando il sindaco che con «la sua firma polverizza un confine odioso».
Tra i primi a esultare («è una bella pagina, sono orgoglioso della mia città») Sergio Lo Giudice del Pd, che si è sposato con il suo compagno tre anni fa ad Oslo e nei mesi scorsi, ricorrendo negli Usa alla tecnica dell’utero in affitto, è anche diventato padre. «Io e mio marito Michele abbiamo i documenti già pronti», spiega il senatore, il cui matrimonio sarà a breve trascritto nei registri comunali. In fondo, 30 anni fa «nessuno immaginava di arrivare qui», festeggia Franco Grillini di Gaynet. Ma una parte del centro destra insorge. Per Fratelli d’Italia «la registrazione dei matrimoni è inaccettabile», mentre la Lega Nord chiede addirittura che Merola si dimetta.
ENRICO MIELE
La Repubblica
Con la decisione di firmare l'atto che consentirà il 15 settembre di trascrivere i matrimoni tra le persone dello stesso sesso celebrati all'estero il Sindaco di Bologna Virginio Merola conferma la tradizione di libertà e civiltà della nostra città.
La lotta per i diritti partì a Bologna a metà degli anni '70 con il "collettivo frocialista" bolognese che si riuniva in via Castiglione in una sede socialista, poi prese il nome di "circolo culturale 28 giungo" e infine "ARCIGAY Cassero" con la conquista della prima prestigiosa sede data in affitto ad un gruppo gay da parte di una amministrazione cittadina nel 1982. 30 anni fa nessuno avrebbe immaginato che saremmo arrivati alla trascrizione dei matrimoni gay presso il Comune. Di strada quindi se n'è fatta molta e molta ne rimane da fare affinché quei matrimoni omosessuali celebrati all'estero siano pienamente riconosciuti dalla legislazione nazionale. In una recente inchiesta sulla composizione delle famiglie a Bologna è emerso il dato preoccupante per cui 91 mila cittadini vivono da soli in nuclei mono familiari, pari al 47% della popolazione complessiva della città. È bene quindi favorire il riconoscimento di tutti i nuclei familiari come bene per la coesione sociale e la libertà degli affetti.

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