Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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Sabato scorso 300 mila persone in 9 città si sono messe in movimento per l'Onda Pride e non è un caso se proprio dopo i pride Berlusconi annuncia un cambio di passo della destra sui diritti civili delle persone lgbt e abbandona le battutacce. Ciò significa che le manifestazioni di popolo servono  cambiano le cose.

Evidentemente anche a destra qualcosa si muove e speriamo  che si rompa definitivamente quel muro di NO che da sempre caratterizza la destra italiana in materia di diritti civili.

Che in Italia finora sia stata soprattutto la sinistra ad ascoltare la parte laica e libertaria del paese è un dato di fatto. Se da oggi si aprirà una competizione tra gli schieramenti politici sui diritti civili sarà un bene per il paese perché in Italia da sempre si registra un deficit di libertà individuale e collettiva a causa dell'ipocrisia clericale.

L'iniziativa di Berlusconi, assieme a quella di Francesca Pascale e Vittorio Feltri sull'iscrizione all'associazionismo lgbt,segnala  che a destra non ci sono solo Gasparri, Giovanardi e gli ultra clericali dell'Ncd che tengono in ostaggio la libertà di milioni di persone e sognano una sharia in salsa nostrana.

Competition is Competition, speriamo che finalmente ci si confronti in Italia non se garantire o meno i diritti civili ma come promuoverli nella loro forma più ampia ed egualitari (per es con l'estensione del matrimonio civile anche alle coppie omosessuali) perché la libertà fa bene al paese, alla cultura, alla società e persino all'economia.

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

Molte bene il sindaco di Bologna sulla trascrizione dei matrimoni celebrati all'estero dalle coppie omosessuali bolognesi. Sono diverse infatti che non potendosi sposare in Italia si sono dovute recare in una città europea o americana per celebrare quelle nozze che sono il coronamento di una vita di coppia. Molte di queste coppie, hanno anche dei figli e quindi la trascrizione sarebbe  anche un atto positivo dell'amministrazione pubblica nei loro confronti.

Il primo sindaco che ha deciso unilateralmente per la trascrizione è quello di Fano al quale si è aggiunto anche il sindaco di Napoli De Magistris, mentre a Grosseto era stato il Pm a ordinare all'Amministrazione Comunale la trascrizione stessa.

A Bologna occorrerebbe anche riempire di contenuti quella delibera di giunta del 1999 che introduceva il certificato di Unione Affettiva che a tutt'oggi si può richiedere all'anagrafe. Tuttavia il certificato stesso è rimasto un atto poco più che simbolico mentre dovrebbe essere un'occasione per far valere diversi diritti delle coppie conviventi omosessuali o etero che siano. Per es si potrebbe far passare per questa certificazione la graduatoria per le case di edilizia popolare laddove possono accedere anche i conviventi. I passi da fare quindi possono essere tanti anche nella nostra città che era ed è all'avanguardia.

D'altra parte è proprio per i successo delle manifestazioni del pride, compresa quella molto partecipata di Bologna, se addirittura Berlusconi ha cambiato idea sui diritti civili delle persone lgbt.

Vorremmo quindi dire all'ncd bolognese e alla consigliera Castaldini #staiserena perchè il movimento lgbt da solo a Bologna vale 100 volte di più del suo partito ultraclericale.

 

Franco Grillini

Presidente Gaynet

 

Merola, sì a riconoscimento matrimoni contratti estero. Plauso da esponenti Lgbt. Lo Giudice: 'sindaco e' in prima fila'

 

BOLOGNA, 30 GIU - "Tutto quello che e' possibile fare legalmente lo faremo. Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo". Partendo dal riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero. Due giorni dopo l'Onda pride che ha attraversato anche Bologna, il primo cittadino, Virginio Merola, ha fatto il punto sulla posizione del Comune sul fronte dei diritti per la comunita' Lgbt.

Le parole di Merola - che ha ricordato il ruolo storico avuto da Bologna nei rapporti tra istituzioni e movimento gay, partendo dalla prima storica sede arcigay - sono state apprezzate dagli esponenti vicini al mondo gay: se va in porto, per il presidente del circolo Arcigay il Cassero di Bologna, Vincenzo Brana' "e' una buona notizia" e un plauso e' arrivato anche dal consigliere regionale e presidente di Gaynet, Franco Grillini.

Il senatore bolognese del Pd Sergio Lo Giudice, che tre anni fa si e' sposato ad Oslo con il suo compagno Michele Giarratano, ha detto che "Virginio Merola dimostra ancora una volta di essere in prima fila insieme ai sindaci impegnati a sostegno dei diritti delle persone Lgbt" e ha definito quella del sindaco "una bella risposta alla richiesta di uguaglianza dei ventimila bolognesi che hanno sfilato sabato in citta'. Io e mio marito, come tante altre coppie bolognesi, siamo pronti a richiedere la trascrizione". (ANSA).

BOLOGNA, 25 GIU - Decine di donne hanno assistito dagli spalti del pubblico alla discussione in Assemblea legislativa sul progetto di Legge Quadro per la parita' e contro le discriminazioni di genere, risultato di due anni di lavoro della Commissione Parita' presieduta da Roberta Mori, relatrice in Aula.

Per l'elaborazione di un testo che affronta le pari opportunita' in tutti i settori, dalla sanita' all'educazione alla politica, sono state organizzate sull'intero territorio regionale 16 informative, sette audizioni, una udienza conoscitiva e 14 visite nelle sedi dei centri antiviolenza dell'Emilia-Romagna e l'Assemblea ha approvato all'unanimita' nove atti di indirizzo negli ultimi tre anni, anche prima costituire la stessa commissione nel 2012. Una unanimita' rotta da alcuni consiglieri di Forza Italia, nei giorni scorsi in commissione e oggi in Aula con Andrea Leoni: "Si spende in comunicazione invece che potenziare strutture gia' esistenti", ha detto tra l'altro. "E' una legge manifesto - ha aggiunto - la sua unica finalita' e' lanciare un messaggio politico-elettorale" in vista delle regionali.

Il Pd ha difeso con Thomas Casadei una legge fortemente sostenuta dai suoi movimenti femminili: "una legge che determina un cambiamento profondo - ha detto - davvero una democrazia paritaria". Ma non l'ha difesa solo il Pd, anche se per Sandro Mandini (Idv) queste norme sono "un messaggio importante ma che va supportato con sostanza e investimenti opportuni". "Veniamo 'accusati' di fare legge bandiera, ma ben venga – ha rivendicato Mauro Malaguti (Fdi), vicepresidente della Commissione Parita' - le bandiere guidano i popoli. E con questa legge entriamo concretamente nella societa', rispondendo a problemi reali".

Gabriella Meo (Sel-Verdi), ha ricordato che la Legge Quadro contiene "fondamentali correttivi per il riequilibrio della rappresentenza, fin dalle prossime elezioni regionali, cosi' si aiuta a rinnovare Italia, si creano opportunita' per il futuro, e' un punto di partenza". Certo, manca la relativa modifica alla legge ellettorale regionale, ma nei giorni scorsi la presidente Mori ha avvertito che se non arrivera' entro l'autunno, ci pensera' direttamente la Commissione Parita'. Per il capogruppo della Lega nord, Mauro Manfredini, "le donne sono l'asse portante della societa', e' un dovere della politica difenderle dalla violenza. La legge deve poi tradursi in fatti concreti, come i premi nei bandi pubblici". Per Franco Grillini (LibDem), storico leader del movimento gay, sulla questione della parita' serve una importante "attenzione ai simboli, una rivoluzione culturale: in Italia c'e' un maschilismo criminale e gli uomini opprimono le donne". Nella relazione, la presidente Mori ha ricordato quanto bisogno c'e' ancora di contrastare la violenza sulle donne, ma no solo: "Vogliamo una societa' che rifiuti una rappresentazione minoritaria e deficitaria delle donne - ha detto -. Prima delle prossime elezioni regionali devono arrivare i correttivi paritari alla legge elettorale. La Legge Quadro e' stata pensata per tutte le donne in un intenso percorso di approfondimento e partecipazione". Stefano Bonaccini, segretario regionale del Pd e responsabile Enti Locali nella segreteria di Matteo Renzi, in Aula in veste di consigliere regionale, ha assicurato che "questa legge fara' da esempio a livello nazionale: per il metodo e per il merito". Il voto e' atteso in giornata. (ANSA).

BOLOGNA, 23 GIU - L'obiettivo e' "rendere disponibile ai pazienti un farmaco a costo piu' basso e nel minor tempo possibile", attraverso "un accordo con l'Istituto farmacologico militare e il Centro superiore di ricerca di Rovigo per la fornitura del principio attivo, cosi' da evitare gli ordini all'estero, che allungano i tempi e aumentano i costi". Sono le linee guida del progetto di legge sottoscritto a larga maggioranza da Pd, Fds, Sel-Verdi, Idv, M5s, LibDem e Favia "per l'erogazione di farmaci a base di cannabinoidi per finalita' terapeutiche nell'ambito del Servizio sanitario regionale".

Il relatore Franco Grillini (LibDem) l'ha presentato alla commissione regionale Salute e politiche sociali, presieduta da Monica Donini: "Gia' dieci Regioni italiane, di ogni colore politico, hanno normato la materia, che riguarda unicamente i farmaci, non e' affatto una discussione ideologica sul proibizionismo e l'antiproibizionismo".

Non e' della stessa opinione Silvia Noe' (Udc): "E' giusto trovare modalita' e sostanze per alleviare il dolore alle persone malate, ma attenzione a non confondersi con discussioni preconcette e sterili che fanno smarrire questo giusto obiettivo. Grillini, invece di concentrarsi sull'obiettivo che propone la rimborsabilita' dei farmaci, quando prescritti, ha spostato il dibattito su temi non pertinenti, come la produzione e la coltivazione di piante di cannabis. Ancora una volta, dunque, ha prevalso l'ideologia, pregiudicando un confronto laico e costruttivo. Auspico che dalla prossima seduta si rientri in carreggiata altrimenti e' tempo perso". Per Noe', inoltre, "manca ancora una specifica sulla non cedibilita' a terzi del prodotto". Anche secondo Marco Barbieri (Pd) "ci sono molti elementi che lasciano perplessi, c'e' troppa enfasi sull'autarchia farmacologica e sull'approvvigionamento, non vorrei che l'idea di fondo, piu' o meno esplicita, fosse voler permettere la coltivazione di cannabis in Italia". Gian Guido Naldi (Sel-Verdi), partendo da una "esperienza personale, o per meglio dire familiare, che mi ha mostrato l'importanza dell'utilizzo dei farmaci cannabinoidi per alleviare il dolore durante i cicli di chemioterapia", ha tacciato questi interventi come  "considerazioni ipocrite e ideologiche". Andrea Pollastri (Fi-Pdl) ha chiesto chiarimenti sulla situazione nelle Regioni italiane che hanno gia' adottato leggi analoghe e sulla legislatura dei Paesi europei confinanti con l'Italia. (ANSA).

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