Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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BOLOGNA – Via libera in Emilia Romagna all’erogazione della cannabis per uso terapeutico a carico dell’Ausl. Potrà essere prescritta pure dal medico di famiglia e non solo da uno specialista. Sono già undici le regioni italiane ad aver legiferato in questa direzione. Adesso arriva l’ok anche di viale Aldo Moro. «Sarà una delle leggi più avanzate perché prevede il trattamento sia in ambito ospedaliero che in ambito domiciliare» afferma il consigliere regionale Franco Grillini (Lib Dem), padre e relatore della nuova legge. La fase di inizio del trattamento si svolgerà in ospedale, sotto prescrizione di un medico specialista che ha in cura il paziente. Poi potrà proseguire a casa. A quel punto sarà il medico di base a prescrivere le ricette per i farmaci a carico del Servizio Sanitario Regionale. Ovviamente non tutti potranno usufruire dei cannabinoidi per questi scopi: l’impiego avverrà nell’ambito di un protocollo che, dice la legge regionale, ne «evidenzi l’obiettivo terapeutico ». Sono sette gli articoli e tredici gli emendamenti approvati ieri commissione Sanità e politiche sociali da Grillini e dal Pd, FdS, Idv, M5Stelle e Giovanni Favia (gruppo Misto). L’Emilia Romagna diventa così la settima regione a pagare, attraverso soldi pubblici, farmaci a base di cannabinoidi dopo la Toscana (prima in Italia), Liguria, Veneto, Friuli, Marche e Abruzzo. Quest’ultimo caso ha avuto particolare importanza perché il governo Renzi ha deciso di non impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale visto che «in Italia – ha ricordato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – l’uso dei cannabinoidi è pienamente legittimo e le Regioni possono decidere di porre il relativo costo a carico del Servizio Sanitario Regionale ». L’esatto percorso individuato dai consiglieri di viale Aldo Moro. C’è da aggiungere che il provvedimento riguarda farmaci anti spastici, contro la nausea, utili per i malati di tumore, già prescrivibili «ai sensi della normativa nazionale», come il Sativex, il primo approvato in Italia dall’Agenzia del Farmaco (Aifa). Dopo l’ok di ieri della commissione regionale (astenuti Udc e Forza Italia, Lega Nord assente al momento del voto), ora la parola finale spetta all’Assemblea legislativa che darà il suo via libera con buona probabilità a metà mese. Ad oggi sono circa 200 in Emilia Romagna i pazienti seguiti con terapie che prevedono l’uso di farmaci a base di cannabinoidi spesso acquistati, prima dell’arrivo di questa nuova norma, all’estero, per un costo annuo pro capite che varia dai mille ai 10 mila euro. Esemplare fu il caso di Patrizia N., una signora bolognese di 58 anni che a gennaio aveva presentato denuncia perché, a suo dire, l’Ausl di Bologna non le forniva un farmaco di questa natura introvabile in Italia. L’Azienda sanitaria decise poi di provvedere all’importazione del medicinale ma «con oneri a carico della signora ». Ora con l’approvazione della nuova legge il farmaco sarà per la donna gratuito e disponibile in tutta la regione. C’è un altro aspetto al centro del dibattito politico, che non riguarda l’uso terapeutico ma la depenalizzazione della cannabis e di altre droghe leggere: questa mattina se ne parlerà in Comune durante la commissione Affari generali, visto che la capogruppo di Sel Cathy La Torre ha presentato un ordine del giorno che invita il Parlamento a legiferare in tal senso.

 

BEPPE PERSICHELLA

 

La Repubblica

«Quella per i diritti civili degli omosessuali — dice l’ex Cavaliere — è una battaglia che in un Paese davvero moderno e democratico dovrebbe essere un impegno di tutti». Impossibile non pensare che l’improvvisa accelerazione non sia collegata ad una chiacchiera tra le mura di casa, magari con Dudù sulle ginocchia. Comunque vada, sia merito dell’influenza della Pascale su Silvio, o di una folgorazione personale, Franco Grillini, presidente di Gaynet, deve ammettere che «qualcosa a destra si muove»: «Magari Berlusconi si fosse pronunciato così 20 anni fa! In passato invece è stato birichino. Ma se è vero quel che dice adesso è un segnale forte che isola politicamente Giovanardi e gli ultra clericali di Alfano ». Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, rilancia: «Se Berlusconi vuole abbiamo la tessera già pronta per lui».
Parole così chiare sui diritti dei gay aprono un capitolo nuovo nell’anedottica del già presidente del consiglio ora ai servizi sociali. Un anno fa c’era stata, invero, un’uscita possibilista sul riconoscimento delle coppie gay, lasciata però affogare in un mare di battutacce da caserma. Silvio e i gay: una lunga sequenza di ammiccamenti di basso profilo. Per esempio, nel novembre 2010, al Salone internazionale del ciclo e motociclo, quando il Nostro, in pieno scandalo sessuale, se ne uscì così: «Meglio essere appassionati delle belle ragazze che essere gay». Giù risate in platea. Mentre un gruppo Facebook attrezzava la risposta: «Meglio gay che Berlusconi».
Non proprio elegante, certo poco liberal come pretende di essere adesso: «Ritengo, da liberale, che attraverso un confronto ampio e approfondito si possa raggiungere un traguardo ragionevole di giustizia e di civiltà». Miracolo Pascale, appunto. Pensate che nel 2009, in visita al cantiere di Bazzano, sui luoghi del terremoto aquilano, il suo scherzo con gli operai fu questo: «Ragazzi, se tutto va bene, ve le porto le veline, le minorenni, altrimenti ci prendono tutti per gay». Frase accompagnata dal dito che toccava il lobo dell’orecchio. Tutto si tiene. La sua amicizia con Putin, sponsor della legge contro la propaganda omosex, nasce dal feeling comune. Nel tentativo di difendere Silvio, alle prese con una bufera giudiziaria dietro l’altra, ecco cosa disse «Vladi»: «Se Berlusconi fosse stato gay non lo avrebbero toccato con un dito».
I gay, un’ossessione: «Tutti dall’altra parte». Questo pensava Berlusconi nel 2006 (la Pascale non aveva ancora il controllo della situazione). L’occasione: un comizio per la campagna elettorale del candidato sindaco di Monza. Piovvero commenti indignati. Durissima Titti De Simone, di Rifondazione: «Il Cavaliere ha un doppio pregiudizio: “Siamo tutti non solo froci ma anche comunisti!”». Intervenne
persino Franco Zeffirelli, pur estimatore di Forza Italia: «Supplicherei Silvio di non dire sempre battute spiritose ad ogni occasione, a scanso di fraintendimenti». Invito non raccolto perché due anni dopo, eccolo di nuovo commentare il siluramento di Rocco Buttiglione alla Commissione Europea causa dichiarazioni omofobe. All’Italia venne assegnata la Commissione Trasporti anziché quella della Giustizia. Reazione: «Meglio occuparci di infrastrutture e trasporti che di omosessualità ».

La Repubblica


E non prometteva nulla di buono nemmeno il 2014. Solo nel febbraio scorso, il presidente di Forza Italia, nel presentare l’astro nascente Giovanni Toti, non trovò meglio che precisare: «Ci vedete sempre assieme ma vi assicuro
che non è gay». Negli stessi giorni la sua vestale, Micaela Biancofiore, si dava da fare per difendere Dudù dalle insinuazioni che ne facevano un
cane gay. Come vedete, argomento primario. Di queste ore l’inversione di tendenza. I diritti civili degli omosessuali diventano la madre di tutte le battaglie. Esultano le Associazioni. Vladimir Luxuria invita al Gay Village di Roma anche Marina Berlusconi: «Se accetta le canto “Marina, Marina, Marina”, al Gay Village ti voglio invitar...».

45 anni fa, il 28 giugno del 1969,  la polizia irruppe allo Stonewall Inn, un bar di New York al Greenwic Village, quartiere molto gayfriendly. Arcistufi delle angherie della polizia scatta la prima grande rivolta della collettività lgbt della storia moderna e, come disse il poeta Allen Ginsberg, l'omosessualità perse il suo sguardo ferito.

Quest'anno in Italia si celebra il pride in 10 città contemporaneamente con "l'Onda pride": Alghero, Bologna, Catania, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Torino, Venezia dopo Roma e prima di Siracusa.

Sono 45 anni che hanno cambiato il mondo con la conquista delle leggi sui diritti civili egualitari come il matrimonio per le coppie dello stesso sesso in vigore in moltissimi stati. Ma lo hanno cambiato soprattutto dal punto di vieta sociale consentendo a milioni di persone lgbt di vivere alla luce del sole la propria identità. Come dice l'Istat solo in Italia vivono piu di un milione di persone lgbt "dichiarate" e. aggiungiamo noi, altre 5 milioni che ancora non hanno avuto la possibilità di fare il "coming out".

Mercoledì prossimo alla regione Emilia Romagna presenterò la proposta di legge "contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere" proponendo a tutti i partiti di sottoscriverla. Si tratta di una iniziativa particolarmente urgente se si considera che l'omofobia è ormai una grande emergenza nazionale. L'atro ieri abbiamo avuto a Roma l'ennesimo episodio di odio omofobico con la vigliacca aggressione al circolo romano DI' Gay Project a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza.

A Bologna bene ha fatto l'amministrazione comunale ad individuare nel welfare un nuovo campo di impegno per la collettività lgbt, mentre a Roma rimangono da discutere e votare in Parlamento le leggi contro l'omofobia e il matrimonio egualitario. Dal pride di Bologna e delle altre città verrà una spinta decisiva al Parlamento  perchè l'Italia si metta al passo con l'Europa sui diritti e sulle libertà.

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

32 anni fa, il 28 giugno del 1982,  con un pride che partiva da piazza Nettuno, si inaugurava il Cassero di Porta Saragozza, prima sede che un comune dava in affitto ad una organizzazione omosessuale che a quel tempo si chiamava "Circolo di cultura omosessuale 28 giugno". Proprio dalla sede del Cassero nacque nel 1985 l'organizzazione nazione di Arcigay con l'adesione di 25 città.

Nel 2015 ricorrerà il 30° anniversario. In questi 32 anni abbiamo cambiato Bologna e l'Italia soprattutto dal punto di vieta sociale consentendo a milioni di persone lgbt di vivere alla luce del sole la propria identità. Come dice l'Istat solo in Italia vivono piu di un milione di persone lgbt "dichiarate" e, aggiungiamo noi, altre 5 milioni che ancora non hanno avuto la possibilità di fare il "coming out".

 

Mercoledì prossimo alla regione Emilia Romagna presenterò la proposta di legge"contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere" proponendo a tutti i partiti di sottoscriverla. Si tratta di una iniziativa particolarmente urgente se si considera che l'omofobia è ormai una grande emergenza nazionale con episodi di violenza e aggressioni ormai quotidiane.

 

La proposta di legge si compone di 9 articoli su: Interventi in materia di politiche del lavoro, formazione e aggiornamento professionale e integrazione sociali, Istruzione,Promozione di eventi culturali, Interventi in materia socio - assistenziale e socio - sanitaria, Misure di contrasto alla discriminazione e alla violenza e di sostegno alle vittime, di osservatorio regionale sulle discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, interventi sull'informazione e la comunicazione.

 

A Bologna bene ha fatto l'amministrazione comunale ad individuare nel welfare un nuovo campo di impegno per la collettività lgbt, mentre a Roma rimangono da discutere e votare in Parlamento le leggi contro l'omofobia e il matrimonio egualitario. Mentre sono incomprensibili le polemiche su presunto "marketing" anche perché è anche dal turismo lgbt che può venire un contributo forte ad uno scambio positivo soprattutto per quanto riguarda i giovani, sempre alla ricerca delle città dove si vive meglio. In questi anni sono decine di migliaia le persone lgbt che si  sono trasferite a Bologna proprio per la sua storia di città accogliente e apripista in Italia. Moltissimi studenti lgbt si sono poi stabiliti nella nostra città e nella nostra regione contribuendo alla sua crescita e al suo benessere.

 

 

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

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