Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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Alfano apre alle coppie Lgbt? Potrebbe essere una notizia positiva soprattutto se si considera che il suo partito, l'Ncd, concentra buona parte dell'integralismo clericale della politica italiana. Evidentemente la competition aperta nel campo della destra italiana dall'iniziativa Pacale-Feltri e la presa di posizione di Berlusconi inquieta il partito democristiano doc.
Tuttavia vorremmo dire ad Alfano che non si può brandire la Costituzione contro le coppie omosessuali perché non c'è articolo dove si dica esplicitamente che la famiglia è composta da un uomo e da una donna, lo sfidiamo Alfano a dimostrare il contrario. Inoltre le numerose sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione hanno affermato la piena legittimità del Parlamento a legiferare in materia di estensione del matrimonio civile alle coppie Lgbt.

La presunta apertura di Alfano e del suo partito consiste in "paletti", in minacciosi distinguo e in molti no designando la prevista strategia del "carciofo" già ampiamente sperimentata nelle scorse legislature. Si sfoglia in sostanza il carciofo per dire più no che sì: no al matrimonio per le persone Lgbt (discriminazione inaccettabile), no alle adozioni (anche al figlio del compagno?), no alla gestazione per altri (GPA), no alle pensioni di reversibilità. Ma molti no non fanno un sì quindi, di grazia, cosa rimane? E perché la collettività Lgbt paga le tasse come tutti gli altri e poi dovrebbe subire divieti in base alla propria identità personale?
Bene ha fatto quindi la relatrice Cirinnà nel suo progetto di legge a dire con chiarezza che si applica alle Unioni Civili in relazione ai diritti ciò che è previsto dal codice civile per il matrimonio.
La rivendicazione della collettività Lgbt è quella sulla pari dignità delle famiglie omosessuali e dell'uguaglianza a dei diritti, è così difficile da capirne onorevole Alfano?

 

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

BOLOGNA - Case di accoglienza per vittime di violenza omofoba e spazi pro-Lgbt in tv. Franco Grillini presenta in Regione una proposta di legge contro le discriminazioni ai danni degli omosessuali. La legge, firmata anche da M5S, Idv, Sel e Verdi, Fds «e dai consiglieri Pd Mori, Mumolo, Casadei e Carini», intende «favorire il raggiungimento dell'uguaglianza tra le persone a prescindere dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere». In nove articoli, la legge non si occupa solo di prevenzione e contrasto delle discriminazioni, ma vuole anche promuovere una cultura dell'integrazione «attraverso specifiche politiche del lavoro, interventi di formazione per il personale scolastico e collaborazione continua con associazioni del terzo settore». Intanto il grillino Defranceschi stuzzica il Pd: «Spero che al momento della votazione in aula, i renziani non si tirino indietro come fecero in occasione della discussione per garantire il diritto all'assegnazione degli alloggi popolari anche per le coppie dello stesso sesso».

Il Corriere della Sera

Una legge per favorire il raggiungimento dell’uguaglianza tra le persone a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. Poche parole per definire un concetto tanto ovvio e autorevolmente sancito (i diritti fondamentali enunciati dalla Costituzione italiana e ribaditi dalla cospicua produzione legislativa italiana, europea e internazionale) quanto regolarmente disatteso, procrastinato, promesso e mai realizzato. Questa è la situazione concreta con la quale si confrontano giornalmente le persone LGBT.

“A poche ore dal grande successo del Pride di Bologna che si è svolto nella giornata di Sabato –afferma il consigliere LibDem Franco Grillini– ho ritenuto fosse importante presentare un Progetto di Legge regionale che riassumesse le battaglie che sto combattendo da un’intera vita. Anche se il nostro territorio si segnala per un sufficiente livello di civiltà, non si possono dimenticare tutta una serie di segnali che vogliono negare la fruizione dei diritti fondamentali da parte delle persone LGBT e che anzi incitano all’odio e all’omofobia. Una pratica, quest’ultima, che suscita sgomento, indignazione e rabbia soprattutto quando viene propugnata, più o meno apertamente, da rappresentanti istituzionali e religiosi”.

Il Progetto di Legge regionale depositato oggi da Franco Grillini in qualità di primo firmatario, appoggiato e firmato dai consiglieri Barbati e Mandini (Idv), Naldi e Meo (Sel-Verdi), De Franceschi (M5S), Sconciaforni (FdS), Riva (Gruppo Misto) e dai consiglieri del Partito Democratico Mori, Mumolo, Casadei e Carini, si compone di nove articoli che non solo si dedicano alla prevenzione e contrasto delle discriminazioni e violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, ma promuovono la cultura dell’integrazione attraverso specifiche politiche del lavoro, interventi di formazione per il personale scolastico e collaborazione continua con associazioni del “terzo settore”, senza dimenticare i necessari supporti socio-assistenziali in favore delle persone omosessuali, transessuali, transgender, intersessuate e delle loro famiglie.

“Di particolare rilievo e con un’evidente ricaduta pratica –conclude Grillini– gli ultimi articoli del Progetto di Legge: nell’Articolo 6 prevediamo l’istituzione sul territorio di centri e case per l’accoglienza e sostegno per tutte le vittime di atti di violenza, nell’Articolo 7 proponiamo che la Regione assuma un chiaro ruolo operativo attraverso un osservatorio di raccolta ed elaborazione delle migliori prassi nell’ambito del lavoro pubblico e privato oltre al continuo monitoraggio degli episodi di violenza omofoba, mentre nell’Articolo 8 prevediamo una costante rilevazione sui contenuti della programmazione televisiva e radiofonica, regionale e locale, da parte del CORECOM, il quale dovrebbe attivarsi anche per predisporre adeguati spazi di informazione ed espressione delle tematiche LGBT”.

Bologna, 2 luglio 2014

MILANO - «Non c'è nessuno stop, il calendario è rispettato». La frase, il presidente lombardo Roberto Maroni, la pronuncia alla fine di una giornata ad alta tensione al Pirellone. Protagonista è il «Libro bianco sullo sviluppo del sistema socio-sanitario». È sul percorso delle linee guida per il ridisegno della sanità lombarda che si è consumata la «resa dei conti» tra governatore e una parte della maggioranza: Forza Italia e Ncd, per una volta tornati a braccetto. La richiesta dei «suoi» consiglieri: maggiore condivisione. E non solo sulla proposta di fusione degli assessorati alla Salute e alla Famiglia, ma su molte delle prossime partite, dalle nomine alla legge sul consumo di suolo. «Abbiamo chiesto a Maroni che le scelte per il futuro siano frutto di una maggiore condivisione», sintetizza la coordinatrice azzurra, Mariastella Gelmini. «Forza Italia vuole essere protagonista nei processi decisionali. Sembrava che la tendenza fosse quella di metterci di fronte al fatto compiuto. Per evitare fraintendimenti prosegue abbiamo proposto un tavolo politico per rideterminare il modo di procedere nelle scelte». I malumori, già emersi nel vertice di maggioranza di lunedì disertato da Maroni riprendono forza ieri. E finiscono per ripercuotersi anche sulla riunione di giunta. Alla fine, nessuno ok sul «Libro Bianco». Anzi, si corre ai ripari con un vertice di maggioranza d'urgenza. La protesta infatti monta e il timore è di ripercussioni sui lavori del consiglio. In particolare su quella mozione, targata Lega Nord, sulla famiglia naturale. Un'ora e mezza di confronto serrato tra governatore e capigruppo ritarda la ripresa dei lavori d'aula, ma porta alla tregua. «Abbiamo chiarito tutto assicura alla fine Maroni , si è trattato di una serie di equivoci. Ho confermato che venerdì faremo l'incontro con le parti sociali e da qui a giovedì sera i capigruppo potranno fornirmi valutazioni sul testo. Ho parlato anche con la Gelmini e ci siamo chiariti, problema risolto». Per il governatore «erano circolate male alcune informazioni: io sono per il metodo della massima condivisione». E anche sul super-assessorato «la polemica è su una riga e mezzo su 95. Ma il libro bianco non è una delibera, è una serie di proposte. A settembre, dopo due mesi di confronto, faremo la sintesi». Da Alessandro Colucci e Luca Del Gobbo (Ncd) arriva «soddisfazione per il riaffermarsi di un metodo di lavoro collegiale che rafforza la maggioranza». Di tutt'altro avviso l'opposizione. Per il M5S «è evidente che governa una maggioranza di separati in casa che sta insieme solo per logiche spartitorie». Sullo stesso punto insiste il Pd: «Tra Maroni e la sua maggioranza c'è da mesi una crisi strisciante, con frequenti episodi di scontro. Il governatore ne esce sempre più logorato». Il voto sulla mozione in difesa della famiglia naturale vede il centrodestra compatto. Pd, Patto civico e 5 Stelle abbandonano i banchi per protesta al momento del voto. Il testo chiede una data per una festa ad hoc. Dura la reazione di Arcigay: «Una festa abominevole, che distingue tra bambini di serie A è la bocciatura del presidente nazionale Flavio Romani e di serie B. Un atto barbaro che rende i più piccoli bersaglio di un'inaudita rappresaglia ideologica». Di «squallore clerico-fascista» parla invece Franco Grillini, presidente di Gaynet.

Il Corriere della Sera

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