Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

LoginRegister
Home » RSS PRINCIPALE » David
A+ R A-
David

David

E-mail: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

BOLOGNA – La curia torna all’attacco sul riconoscimento delle nozze gay di chi si è sposato all’estero. Una proposta, rilancia nei giorni scorsi anche dal sindaco Virginio Merola, bollata dalla Chiesa come «propaganda politica ». Come già più volte in passato, le critiche arrivano dalle colonne di Bologna sette, il settimanale dell’Arcidiocesi allegato al quotidiano cattolico Avve-nire. Nell’articolo, a firma del giurista Paolo Cavana, «il favore espresso da alcuni sindaci per la trascrizione di simili matrimoni contratti all’estero» viene definito come «un’evidente forzatura della legge». La testata della Curia si dice convinta che le aperture dei sindaci siano «forse dettate da ragioni di visibilità politica e poco in sintonia anche con la linea dell’attuale governo». Palazzo Chigi, ricorda l’articolo, è «favorevole piuttosto al riconoscimento delle unioni civili». L’accusa manda su tutte le furie Franco Grillini, presidente Gaynet, che rispondere per le rime: «La propaganda è dell’Avvenire » ribatte il consigliere regionale. Convinto che questo sia un tentativo della Curia bolognese di «interferire sull’attività della pubblica amministrazione e cercare di bloccare la trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, celebrati all’estero, nel registro dello stato civile del Comune di Bologna». Come invece auspicato, durante i giorni del Gay Pride, da Merola.
Ma il tema non coinvolge solo i delicati rapporti tra la Chiesa di Bologna e Palazzo d’Accursio. Continuano, infatti, le fibrillazioni anche dentro il Pd, soprattutto sul web. Ieri su fa-cebook c’è stato lo sfogo del consigliere regionale Giuseppe Paruolo, che ha risposto al deputato Sergio Lo Giudice (che su questi temi aveva definito «Berlusconi più avanti» di alcuni colleghi di partito). Sulle unioni civili, ribatte Paruolo, serve invece «una soluzione condivisa» e se la prende con «chi in questa fase ritiene di agitare lo spettro di un integralismo cattolico interno al Pd».

In Emilia Romagna, nel frattempo, si moltiplicano i sindaci che aprono sul tema dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Un segnale in questo senso è arrivato dal primo cittadino di Ravenna, Fabrizio Matteucci, Pd, che sabato scorso ha simbolicamente “sposato” Barbara e Carla, una coppia che sognava anni di poter celebrare il proprio matrimonio in municipio. La cerimonia non ha avuto alcun valore legale, ma ha visto lo stesso la partecipazione di centinaia di cittadini ravennati (e qualche turista), con un piccolo corteo che ha attraversato il centro storico della città. «Non bisogna aver paura dell’amore tra due persone» spiega Matteucci che per tutta la durata della cerimonia ha tenuto in mano la sua fascia tricolore: «Non avevo intenzione di forzare la legge, ma spero che al più presto anche noi sindaci potremo indossare la fascia e celebrare queste unioni». Vista l’impossibilità di un riconoscimento legale della cerimonia, le due donne (entrambe in abito bianco) hanno chiesto a tutti i presenti di firmare, come atto simbolico, un finto registro nozze. «Così abbiamo reso testimoni delle nostre nozze tutta la città» racconta Barbara, che al più presto volerà all’estero con la compagna («stiamo insieme da dieci anni ») per sposarsi legalmente. L’unico dubbio è «tra la Danimarca e il Portogallo». Per questo, «volevamo che la nostra festa a Ravenna fosse un messaggio politico». Un modo per chiedere «ai sindaci di andare avanti sui diritti degli omosessuali ».

La Repubblica


BOLOGNA - «Entro la settimana potremo registrare le coppie gay sposate all’estero». Virginio Merola accelera sui diritti civili. Incurante dello stop della Curia (che su “Bologna Sette” ha accusato il Comune di «fare propaganda ») e degli appelli alla cautela giunti dai cattolici del Pd, il sindaco va avanti. «La Curia non è d’accordo? Me ne farò una ragione » fa spallucce Merola, che ieri ha pure aperto le porte alla candidatura di Paolo Calvano a segretario regionale. «Noi - spiega - siamo per sostenere tutte le famiglie e le relazioni d’affetto». Il modello è quello di Napoli, dove il sindaco De Magistris ha reso possibile la registrazione delle coppie omosessuali sposate fuori dall’Italia. Nonostante le perplessità dei “renziani della prima ora” vicini a Giuseppe Paruolo (attaccati anche dall’ex sindaco di San Lazzaro Marco Macciantelli, che li ha definiti «da Tso». Parole poi corrette in serata), Palazzo d’Accursio ha avviato su questo una verifica legale: «Sta andando a buon fine, mi devono solo dire conclude Merola - quale atto è necessario». Difficile comunque serva una delibera di giunta. Felice il senatore Pd Sergio Lo Giudice: «Virginio ha la schiena diritta». «Riconoscere le coppie gay sposate è un atto di civiltà» plaude Franco Grillini. All’attacco invece Ncd, con Valentina Castaldini che accusa: «Il Comune va verso un atto illegittimo».

La Repubblica

BOLOGNA – Sono le 15:30 in punto quando a viale Aldo Moro, dopo 15 anni, si chiude l’era di Vasco Errani. L’annuncio delle dimissioni arriva improvviso e lascia di sasso i pochi consiglieri che in quel momento vagano, spaesati, tra i corridoi. Un attimo prima l’assessore Massimo Mezzetti (Sel) aveva parlato di «sentenza viziata», mentre il consigliere Franco Grillini di «processo politico ». In pochi attimi, però, l’addio del governatore gela i presenti. Anche i volti dei suoi avversari politici sono tirati. «Sciogliamo tutto e mettiamo fine a questa pena di legislatura », dice a denti stretti l’ex grillino Giovanni Favia, mentre Forza Italia e Andrea Defranceschi dei 5 Stelle chiedono «elezioni immediate » (come Beppe Grillo). Arrivano alla spicciolata gli assessori, che si riuniscono di corsa (ma senza Errani) per capire come muoversi. «Ci ha chiesto di concludere il lavoro », dicono dopo il summit, convinti che in Cassazione la sua «innocenza emergerà senza dubbio». Nel frattempo, i big nazionali del Pd danno piena solidarietà all’ormai ex governatore. E gli chiedono di ripensarci. «Non si può dubitare della sua onestà», commenta l’ex segretario Pier Luigi Bersani, di cui Errani fu il braccio destro nei mesi successi alle politiche. Anche Palazzo Chigi si stringe attorno a lui: «Sono vicino a Errani in questo momento difficile — dice il sottosegretario Graziano Delrio — certo potrà dimostrare la sua innocenza». Gli attestati di stima sono centinaia, dal sindaco Virginio Merola a Legacoop, fino alla Confindustria. Il leader della minoranza Pd, Gianni Cuperlo, lo definisce «una delle persone più integre che conosco». Col passare delle ore si fa più insistente il pressing per chiedergli di ripensarci. Dal presidente Pd, Matteo Orfini, all’intera segreteria nazionale del partito: «Le parole con cui ha motivato la sua decisione dimostrano il suo senso dello Stato». In alcuni prevale l’amarezza. Il sindaco di Imola, Daniele Manca, parla di «giorno triste». Idem il segretario bolognese del Pd, Raffaele Donini («provo grande amarezza»). Le dimissioni? «Gli abbiamo chiesto di riconsiderarle, ma rispetteremo la sua scelta», dice il segretario regionale, Stefano Bonaccini. In pochi casi sul web i toni si scaldano: su facebookManlio Di Stefano, deputato 5 Stelle, lo attacca: «Pensionamento anticipato? No, galera!». A risponderli è il deputato Andrea De Maria: «Grillo freni gli insulti».

ENRICO MIELE

La Repubblica

BOLOGNA – «Un bambino appena nato chiede una sola cosa: il seno della sua mamma». Bastano queste poche parole, scritte su Facebook dalla consigliera comunale del Pd Raffaella Santi Casali, cattolica e renziana della prima ora, per scatenare sul suo profilo decine di commenti. E per rimarcare una volta di più le anime diverse che convivono tra i Democratici riguardo ai diritti civili, come la possibilità per le famiglie omosessuali di avere dei figli. Durante la giornata di ieri il tenore dei commenti (più o meno cauti) alla frase della consigliera si è spaccato in due. Tra chi le dà ragione («L’amore si esprime con la tetta, il neonato cerca quella» o il rischio di «sovvertire dati elementari di natura» con le parole) e chi fa notare che la “gestazione per altri” (o utero in affitto, come è più conosciuto in Italia), è una pratica a cui nel mondo si affidano nella grande maggioranza dei casi le coppie eterosessuali. Ad ogni modo la Santi Casali tira dritto: questi metodi sono «un orrore», «un furto con scasso ai danni delle donne». E poi siamo mammiferi: «Babbo, mamma, figlio». Franco Grillini, consigliere regionale e presidente onorario di Arcigay, ci scherza su: «Questi cattolici integralisti pensano solo al loro mondo fatato dove la realtà non esiste. O il mondo è come lo vogliono loro, o è sbagliato». ( r. d. r.)

La Repubblica

Scegli la categoria degli articoli per visualizzarli

Login

Register

*
*
*
*
*

* Field is required