Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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09 Jul

“Vasco ripensaci” tutto il Pd dalla sua parte solo i grillini attaccano

BOLOGNA – Sono le 15:30 in punto quando a viale Aldo Moro, dopo 15 anni, si chiude l’era di Vasco Errani. L’annuncio delle dimissioni arriva improvviso e lascia di sasso i pochi consiglieri che in quel momento vagano, spaesati, tra i corridoi. Un attimo prima l’assessore Massimo Mezzetti (Sel) aveva parlato di «sentenza viziata», mentre il consigliere Franco Grillini di «processo politico ». In pochi attimi, però, l’addio del governatore gela i presenti. Anche i volti dei suoi avversari politici sono tirati. «Sciogliamo tutto e mettiamo fine a questa pena di legislatura », dice a denti stretti l’ex grillino Giovanni Favia, mentre Forza Italia e Andrea Defranceschi dei 5 Stelle chiedono «elezioni immediate » (come Beppe Grillo). Arrivano alla spicciolata gli assessori, che si riuniscono di corsa (ma senza Errani) per capire come muoversi. «Ci ha chiesto di concludere il lavoro », dicono dopo il summit, convinti che in Cassazione la sua «innocenza emergerà senza dubbio». Nel frattempo, i big nazionali del Pd danno piena solidarietà all’ormai ex governatore. E gli chiedono di ripensarci. «Non si può dubitare della sua onestà», commenta l’ex segretario Pier Luigi Bersani, di cui Errani fu il braccio destro nei mesi successi alle politiche. Anche Palazzo Chigi si stringe attorno a lui: «Sono vicino a Errani in questo momento difficile — dice il sottosegretario Graziano Delrio — certo potrà dimostrare la sua innocenza». Gli attestati di stima sono centinaia, dal sindaco Virginio Merola a Legacoop, fino alla Confindustria. Il leader della minoranza Pd, Gianni Cuperlo, lo definisce «una delle persone più integre che conosco». Col passare delle ore si fa più insistente il pressing per chiedergli di ripensarci. Dal presidente Pd, Matteo Orfini, all’intera segreteria nazionale del partito: «Le parole con cui ha motivato la sua decisione dimostrano il suo senso dello Stato». In alcuni prevale l’amarezza. Il sindaco di Imola, Daniele Manca, parla di «giorno triste». Idem il segretario bolognese del Pd, Raffaele Donini («provo grande amarezza»). Le dimissioni? «Gli abbiamo chiesto di riconsiderarle, ma rispetteremo la sua scelta», dice il segretario regionale, Stefano Bonaccini. In pochi casi sul web i toni si scaldano: su facebookManlio Di Stefano, deputato 5 Stelle, lo attacca: «Pensionamento anticipato? No, galera!». A risponderli è il deputato Andrea De Maria: «Grillo freni gli insulti».

ENRICO MIELE

La Repubblica

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