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02 Jul

Sanità, resa dei conti in consiglio regione Lomardia. Grillini: "Squallore clerico-fascista la posizione sulla famiglia"

MILANO - «Non c'è nessuno stop, il calendario è rispettato». La frase, il presidente lombardo Roberto Maroni, la pronuncia alla fine di una giornata ad alta tensione al Pirellone. Protagonista è il «Libro bianco sullo sviluppo del sistema socio-sanitario». È sul percorso delle linee guida per il ridisegno della sanità lombarda che si è consumata la «resa dei conti» tra governatore e una parte della maggioranza: Forza Italia e Ncd, per una volta tornati a braccetto. La richiesta dei «suoi» consiglieri: maggiore condivisione. E non solo sulla proposta di fusione degli assessorati alla Salute e alla Famiglia, ma su molte delle prossime partite, dalle nomine alla legge sul consumo di suolo. «Abbiamo chiesto a Maroni che le scelte per il futuro siano frutto di una maggiore condivisione», sintetizza la coordinatrice azzurra, Mariastella Gelmini. «Forza Italia vuole essere protagonista nei processi decisionali. Sembrava che la tendenza fosse quella di metterci di fronte al fatto compiuto. Per evitare fraintendimenti prosegue abbiamo proposto un tavolo politico per rideterminare il modo di procedere nelle scelte». I malumori, già emersi nel vertice di maggioranza di lunedì disertato da Maroni riprendono forza ieri. E finiscono per ripercuotersi anche sulla riunione di giunta. Alla fine, nessuno ok sul «Libro Bianco». Anzi, si corre ai ripari con un vertice di maggioranza d'urgenza. La protesta infatti monta e il timore è di ripercussioni sui lavori del consiglio. In particolare su quella mozione, targata Lega Nord, sulla famiglia naturale. Un'ora e mezza di confronto serrato tra governatore e capigruppo ritarda la ripresa dei lavori d'aula, ma porta alla tregua. «Abbiamo chiarito tutto assicura alla fine Maroni , si è trattato di una serie di equivoci. Ho confermato che venerdì faremo l'incontro con le parti sociali e da qui a giovedì sera i capigruppo potranno fornirmi valutazioni sul testo. Ho parlato anche con la Gelmini e ci siamo chiariti, problema risolto». Per il governatore «erano circolate male alcune informazioni: io sono per il metodo della massima condivisione». E anche sul super-assessorato «la polemica è su una riga e mezzo su 95. Ma il libro bianco non è una delibera, è una serie di proposte. A settembre, dopo due mesi di confronto, faremo la sintesi». Da Alessandro Colucci e Luca Del Gobbo (Ncd) arriva «soddisfazione per il riaffermarsi di un metodo di lavoro collegiale che rafforza la maggioranza». Di tutt'altro avviso l'opposizione. Per il M5S «è evidente che governa una maggioranza di separati in casa che sta insieme solo per logiche spartitorie». Sullo stesso punto insiste il Pd: «Tra Maroni e la sua maggioranza c'è da mesi una crisi strisciante, con frequenti episodi di scontro. Il governatore ne esce sempre più logorato». Il voto sulla mozione in difesa della famiglia naturale vede il centrodestra compatto. Pd, Patto civico e 5 Stelle abbandonano i banchi per protesta al momento del voto. Il testo chiede una data per una festa ad hoc. Dura la reazione di Arcigay: «Una festa abominevole, che distingue tra bambini di serie A è la bocciatura del presidente nazionale Flavio Romani e di serie B. Un atto barbaro che rende i più piccoli bersaglio di un'inaudita rappresaglia ideologica». Di «squallore clerico-fascista» parla invece Franco Grillini, presidente di Gaynet.

Il Corriere della Sera

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