Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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02 Jul

C’è il via libera della Regione alla cannabis per uso terapeutico

BOLOGNA – Via libera in Emilia Romagna all’erogazione della cannabis per uso terapeutico a carico dell’Ausl. Potrà essere prescritta pure dal medico di famiglia e non solo da uno specialista. Sono già undici le regioni italiane ad aver legiferato in questa direzione. Adesso arriva l’ok anche di viale Aldo Moro. «Sarà una delle leggi più avanzate perché prevede il trattamento sia in ambito ospedaliero che in ambito domiciliare» afferma il consigliere regionale Franco Grillini (Lib Dem), padre e relatore della nuova legge. La fase di inizio del trattamento si svolgerà in ospedale, sotto prescrizione di un medico specialista che ha in cura il paziente. Poi potrà proseguire a casa. A quel punto sarà il medico di base a prescrivere le ricette per i farmaci a carico del Servizio Sanitario Regionale. Ovviamente non tutti potranno usufruire dei cannabinoidi per questi scopi: l’impiego avverrà nell’ambito di un protocollo che, dice la legge regionale, ne «evidenzi l’obiettivo terapeutico ». Sono sette gli articoli e tredici gli emendamenti approvati ieri commissione Sanità e politiche sociali da Grillini e dal Pd, FdS, Idv, M5Stelle e Giovanni Favia (gruppo Misto). L’Emilia Romagna diventa così la settima regione a pagare, attraverso soldi pubblici, farmaci a base di cannabinoidi dopo la Toscana (prima in Italia), Liguria, Veneto, Friuli, Marche e Abruzzo. Quest’ultimo caso ha avuto particolare importanza perché il governo Renzi ha deciso di non impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale visto che «in Italia – ha ricordato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin – l’uso dei cannabinoidi è pienamente legittimo e le Regioni possono decidere di porre il relativo costo a carico del Servizio Sanitario Regionale ». L’esatto percorso individuato dai consiglieri di viale Aldo Moro. C’è da aggiungere che il provvedimento riguarda farmaci anti spastici, contro la nausea, utili per i malati di tumore, già prescrivibili «ai sensi della normativa nazionale», come il Sativex, il primo approvato in Italia dall’Agenzia del Farmaco (Aifa). Dopo l’ok di ieri della commissione regionale (astenuti Udc e Forza Italia, Lega Nord assente al momento del voto), ora la parola finale spetta all’Assemblea legislativa che darà il suo via libera con buona probabilità a metà mese. Ad oggi sono circa 200 in Emilia Romagna i pazienti seguiti con terapie che prevedono l’uso di farmaci a base di cannabinoidi spesso acquistati, prima dell’arrivo di questa nuova norma, all’estero, per un costo annuo pro capite che varia dai mille ai 10 mila euro. Esemplare fu il caso di Patrizia N., una signora bolognese di 58 anni che a gennaio aveva presentato denuncia perché, a suo dire, l’Ausl di Bologna non le forniva un farmaco di questa natura introvabile in Italia. L’Azienda sanitaria decise poi di provvedere all’importazione del medicinale ma «con oneri a carico della signora ». Ora con l’approvazione della nuova legge il farmaco sarà per la donna gratuito e disponibile in tutta la regione. C’è un altro aspetto al centro del dibattito politico, che non riguarda l’uso terapeutico ma la depenalizzazione della cannabis e di altre droghe leggere: questa mattina se ne parlerà in Comune durante la commissione Affari generali, visto che la capogruppo di Sel Cathy La Torre ha presentato un ordine del giorno che invita il Parlamento a legiferare in tal senso.

 

BEPPE PERSICHELLA

 

La Repubblica

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