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24 Jun

Grillini al garante delle carceri: Bisogna rafforzare l’assistenza psicologica per evitare i suicidi

In Emilia-Romagna «la diminuzione del sovraffollamento carcerario prosegue, in linea con il resto d'Italia, grazie all'importante cambiamento normativo in corso a livello nazionale», ma nel «lento processo di normalizzazione della vita in carcere» permangono «numerose criticità», in particolare «Parma e Piacenza, vere e proprie criticità tra le criticità». Così Desi Bruno, Garante regionale dei detenuti, ha anticipato alla commissione Salute e politiche sociali della Regione, presieduta da Monica Donini, la relazione 2013 attesa in Assemblea legislativa prima della pausa estiva.
«È stato raggiunto - ha precisato - il risultato minimo dei tre metri quadrati per detenuto che ci era stato richiesto dall'Unione europea, ma gli obiettivi della cosiddetta sentenza Torreggiani sono ben più ampi, e riguardano anche la differenziazione degli spazi detentivi e l'umanizzazione della pena, che passa soprattutto dalla possibilità di poter occupare il proprio tempo». Il primo intervento necessario è «rivedere gli investimenti in edilizia penitenziaria, a partire dai nuovi padiglioni di Bologna e Ferrara: se venissero costruiti oggi finirebbero per essere inutili nel giro di pochi anni, data la carenza cronica di personale di polizia e civile. Tutto ciò avviene mentre si spende poco, molto poco, per la messa a norma degli istituti già presenti, che sono fatiscenti e presentano problemi strutturali insuperabili». In Emilia le situazioni più difficili: «A Piacenza semplicemente non c'è niente, nessuna iniziativa che riguardi formazione o lavoro, aumentando il rischio di recidiva in maniera significativa, specialmente per categorie come i responsabili di crimini sessuali». Anche a Parma, «il problema è enorme, con diversi detenuti sottoposti al regime di carcere duro 41bis e oltre 80 ergastolani senza che sia mai stato sviluppato un percorso adeguato, questa è una ipoteca pesante sulla vivibilità della struttura».
L'Emilia-Romagna comunque non è stata toccata in modo significativo dalle recenti modifiche in materia di stupefacenti «perché non abbiamo molti detenuti in carcere per reato di piccolo spaccio, semmai sono molti i tossicodipendenti che hanno compiuto crimini come rapine o furti per i loro problemi di tossicodipendenza, e al momento sono troppo pochi i trattamenti ad hoc, con la conseguenza di una recidiva quasi sicura».
Andrea Pollastri (Fi-Pdl) ha sollecitato più iniziative scolastiche, di formazione e per l'occupazione dei detenuti a Piacenza. Franco Grillini (LibDem) ha chiesto di «rafforzare l'assistenza psicologica» perchè «oltre 40 casi di suicidio sono davvero troppi».

Da Libertà

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