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17 Jun

Unioni Civili, primo passo verso il matrimonio, ma no alla "strategia del carciofo"

L'annuncio della discussione in aula a settembre della legge sulle unioni civili simile alla legge tedesca (lebenspartnerschaft) rappresenta un fatto molto positivo soprattutto se agli annunci e alle parole seguiranno i fatti e la reale volontà di portare a casa il provvedimento. Per chi come me è stato ben 7 anni in Parlamento e ha cercato in tutti i modi di portare in aula la legge sui diritti delle coppie omosessuali un certo grado di scetticismo è d'obbligo. Basti pensare alla collezione di sigle: si è partiti dal "riconoscimento legale delle convivenze", poi le coppie di fatto, poi il Pacs, quindi i Dico, i Cus, i Didorè, i patti notarili e chi più ne ha più ne metta. Ora siamo di fronte anche alle "esortazioni" delle alti corti italiane che ad ogni piè sospinto sgridano il Parlamento perchè non legifera in questa materia così come hanno fatto gli altri paesi europei e democratici.

Come Gaynet temiamo la "strategia del carciofo" perchè nella proposta di legge che va in discussione già ora non ci sono la parola "matrimonio", la "celebrazione" avviene in un registro separato da quello dei matrimoni, non c'è l'adozione, non c'è l'inseminazione assistita  né la GPA. Ora appena annunciata la Pdl è già cominciato il gioco al ribasso, la "strategia del carciofo", che abbiamo già visto in passato: si è già cominciato a dire niente reversibilità della pensione, niente legittima ereditaria, nessun costo pubblico, come se la collettività lgbt non pagasse le tasse come tutti gli altri.

Se così fosse sarebbe una presa in giro. La sfida quindi è che la legge passi così com'è nella Pdl a prima firma Cirinnà, nulla di meno. Sarà un primo passo verso quella totale parificazione tra tutte le famiglie, omo o etero che siano. Si tratta infatti di rompere quel muro esistente da 30 anni contro qualsiasi legge sui diritti civili, rotto il muro tutto diventa possibile. Anche perchè finalmente in questo Parlamento esiste una maggioranza laica trasversale assieme a un buon numero di cattolici democratici che non ubbidiscono alle sirene del clericalismo bacchettone e bigotto.

Come Gaynet siamo convinti della necessità di un vero pluralismo degli istituti giuridici in campo familiare come nel nord Europa. Tutti dovrebbero poter scegliere tra Unione Civili, matrimonio, convivenze di fatto o patti notarili, senza distinzione tra coppie etero o gay. Pluralismo e universalità dei diritti, come si addice ad ogni sistema liberaldemocratico.

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

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