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24 Apr

"Prodotti nostalgici" del Ventennio: una vergogna da combattere con decisione

Il consigliere LibDem Franco Grillini ha presentato oggi una risoluzione sul preoccupante fenomeno dei cosiddetti “prodotti nostalgici”: una vasta gamma di oggetti, gadget e suppellettili inneggianti in vario modo al fascismo e al nazismo. “Il contrasto della commercializzazione di tali prodotti – afferma Grillini – deve riguardare innanzitutto quelli che nell’etichettatura elogiano, esaltano o promuovono illecitamente ideali o personaggi direttamente o indirettamente rappresentanti il fascismo”.

Già lo scorso dicembre il consigliere Grillini aveva depositato un’interpellanza sul tema, nella quale si rilevava la diffusione endemica di questa grottesca e illegale attività. Da specifici dossier stampa risalenti al biennio 2012/2013 si stima che il commercio di “prodotti nostalgici” (in prevalenza costituito da bottiglie di vino, birre e bustine di zucchero) generi un volume di affari di oltre 350 mila euro annui con un consistente flusso di esportazioni verso l’estero che determina un evidente danno dì immagine per il nostro Paese.

L’importanza di combattere questa fattispecie di apologia – prosegue il consigliere LibDem – è stata ribadita più volte, ultima in ordine di tempo anche dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), che ha verificato una volta di più la sempre maggiore diffusione sul territorio di prodotti ed esercizi commerciali che inneggiano chiaramente al fascismo. Ricordo che nel nostro ordinamento vige una specifica Legge che punisce, con la reclusione da sei mesi a due anni, chiunque pubblicamente esalti esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo e le sue chiare finalità antidemocratiche”.

Per contrastare decisamente il dilagare di questo fenomeno, la risoluzione presentata da Franco Grillini chiede all’Assemblea legislativa di una Regione simbolo dell’antifascismo qual è l’Emilia-Romagna, di farsi portavoce presso il Governo nazionale per una disciplina che vieti espressamente il commercio e la diffusione di questi prodotti.

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