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08 Apr

“Addio a Braibanti, intellettuale gentile, omosessuale perseguitato per plagio”. E’stato antifascista, partigiano e filosofo che ha conosciuto la prigione per la sua relazione con un altro uomo

E' stato tumulato stamattina in forma strettamente privata, nella cappella di famiglia di Fiorenzuola d’Arda, Aldo Braibanti, intellettuale ed ex partigiano che fu accusato di plagio, e condannato, nel 1968, per avere avuto una relazione con un altro uomo. Il protagonista di quello che i giornali definirono il “caso Braibanti” era da tempo malato ed è scomparso due giorni fa nel più stretto riserbo come da sua richiesta. Presenti alla tumulazione solo i figli del fratello Lorenzo, Paride, Mariolina e Ferruccio, e l’amico di famiglia Pierluigi Filippi, già funzionario del Pci di Piacenza incaricato dal partito di allora di seguire a Roma il processo per plagio con cui fu condannato Aldo Braibanti nel 1968.

“Braibanti era un intellettuale gentile che subì le purghe di stato per essere omosessuale. – ha affermatoFranco Grillini, presidente di Gaynet Italia ed ex parlamentare, che prosegue – Da parlamentare mi battei perché il governo Prodi concedesse i benefici della legge Bacchelli a Braibanti. Riuscimmo infatti ad ottenere per Braibanti l’assegno vitalizio e per noi fu un risarcimento per una condanna omofoba assurda e frutto di una norma del codice fascista Rocco (poi cancellata dalla Corte Costituzionale). Di sicuro quel processo, contro il quale si scagliarono moltissimi intellettuali dell’epoca (tra cui Pasolini, Moravia, Pannella, e molti altri) rappresenta una pagina vergognosa sulla condizione degli omosessuali nell’Italia democristiana.Diciamo quindi addio ad Aldo perché grazie a lui, che è stato un pioniere involontario delle battaglie per i diritti civili -vittima di un giustizia non giusta- noi omosessuali italiani, come disse Ginsberg dopo i moti di Stonewall, abbiamo perso il nostro sguardo ferito ed abbiamo iniziato a lottare per i nostri diritti.

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

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