Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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19 Mar

“Cannabis negli ospedali emiliani” al via la legge per l’uso terapeutico. Il dibattito in Regione, con la ricetta anche a casa e a spese dell’Asl

Sì all'utilizzo di farmaci a base di cannabis a favore dei pazienti ricoverati in ospedale, paga l'Ausl. Ieri, la commissione Sanità e politiche sociali di viale Aldo Moro ha nominato Franco Grillini (LibDem) relatore di un progetto di legge condiviso da tutti i partiti di maggioranza e non solo. Un testo che rappresenta il primo via libera all'utilizzo di questi medicinali a spese del servizio sanitario regionale.
«Speriamo di riuscire ad approvare la legge entro maggio dice Grillini -. La norma tiene conto di tre sentenze della Corte costituzionale e dei testi delle altre Regioni che hanno già approvato provvedimenti simili. Meglio tardi che mai». Se il progetto di legge andasse in porto, l'Emilia-Romagna sarebbe la settima Regione a pagare, attraverso soldi pubblici, farmaci a base di cannabinoidi in corsia dopo Toscana (la prima in Italia), Liguria, Veneto, Friuli, Marche e, appena dieci giorni fa, l'Abruzzo. Quest'ultimo caso ha avuto particolare risonanza anche perché il governo Renzi ha deciso di non impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale.
Il provvedimento riguarda i farmaci «già prescrivibili ai sensi della normativa nazionale». Ad esempio il Sativex, usato in tutta Europa, il primo medicinale a base di cannabinoidi approvato in Italia dall'Aifa (l'agenzia del farmaco) il 9 aprile 2013. L'associazione italiana sclerosi multipla lo segnala per i trattamenti antispastici. Grillini aggiunge che alcuni farmaci «hanno una forte valenza antiematica, antivomito, e possono essere utili ai pazienti che sono in cura per i tumori. In Abruzzo una donna, consigliere regionale, si è battuta molto per questa legge prima di morire perché malata, lasciando come testamento politico la sua proposta. Proprio perché sapeva dei benefici che alcuni di questi mediaderito
cinali possono dare». Infine, un provvedimento ministeriale del 5 dicembre 2013 consente già l'utilizzo da parte dei farmacisti dei principi attivi della cannabis per preparare alcuni medicinali.
La proposta di legge che tra poche settimane approderà in Consiglio regionale è stata firmata da un ampio arco di partiti. Folta la delegazione del Pd: sette democratici tra cui la capogruppo Anna Pariani. Hanno anche l'Idv, Sel, la Federazione della sinistra (c'è anche Monica Donini, presidente della commissione Sanità) e Andrea Defranceschi del Movimento 5 Stelle.
Il testo mette a punto alcune regole, a partire dalla somministrazione dei farmaci che potrà avvenire «in ambito ospedaliero oppure in ambito domiciliare ». «La fase di inizio del trattamento – si specifica nel progetto di legge – si svolge nelle strutture del servizio sanitario regionale e i farmaci cannabinoidi sono acquistati tramite la farmacia ospedaliera o dell'Ausl di appartenenza » del paziente. «Le relative spese sono a carico del Servizio sanitario regionale anche nell'ipotesi in cui il trattamento terapeutico sia iniziato in ambito ospedaliero ma proseguito in sede di dimissioni assistite».
Infine, la legge prevede «per il personale medico, sanitario e socio-sanitario specifici percorsi di formazione e aggiornamento sull'utilizzo, sull'efficacia e sullo sviluppo biomedico e sanitario dei farmaci cannabinoidi » e autorizza la Regione a «stipulare convenzioni con i centri e gli istituti autorizzati alla produzione o alla preparazione dei farmaci cannabinoidi», così da «ridurre la spesa sostenuta dal servizio sanitario per l'importazione di medicinali dall'estero».

Da La Repubblica Bologna

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