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06 Mar

Unioni civili, la proposta dei 22 senatori cattolici del Pd non risponde al diritto all'uguaglianza

Al Senato è stato depositato l'ennesimo testo sulle Unioni Civili. Si tratta di una proposta elaborata da 22 senatori di area cattolica del Partito democratico la cui principale preoccupazione è quella di bypassare la richiesta di uguaglianza matrimoniale del movimento lgbt italiano e internazionale. Questa rivendicazione è molto semplice e dice che non c'è alcuna differenza tra "famiglie" omosessuali e famiglie eterosessuali e che, pertanto, occorre realizzare il matrimonio egualitario così come è stato fatto in moltissimi paesi da moltissimi partiti presi spesso ad esempio dal Pd stesso per altri obiettivi politici.

Si dice da parte dei 22 che si vuole rifuggire da letture estremiste della richiesta di diritti delle coppie omosessuali. Sarebbero estremisti leader del calibro di Obama, Hollande e persino il conservatore Cameron che hanno voluto l'estensione del matrimonio civile anche alle coppie omosessuali?

Ieri il papa ha fatto un cenno alla possibilità di discutere i diritti delle coppie conviventi; evidentemente anche in ambienti vaticani si da ormai per scontato che non si può più ignorare un tema che nella modernità riguarda milioni di persone. Tuttavia non ci convince affatto l'idea di una proposta "moderata" perchè, come si è visto nella vicenda del Pacs (di cui sono stato il primo firmatario), appena si arriva alla discussione parlamentare si salda il fronte clericale e moderato che vanifica anche la proposte minimali.

I 22 senatori cattolici del Pd devono fare i conti con la furiosa opposizione di chi, nella Cei, non vuole nessuna legge e che è tutt'ora in grado di bloccare qualsiasi provvedimento in sede parlamentare, prova ne sia che ad un anno di inizio della legislatura non si è ancora concretizzato nulla.

D'altra parte da quel poco che si sa qualunque legge si approvasse sarebbe così povera di contenuti che persino la reversibilità della pensione nelle coppie omosessuali sarebbe negata, come se le persone lgbt non pagassero le tasse e i contributi come chiunque altro.

La politica sui diritti delle coppie omosessuali è fatta fin qui da anatemi e  annunci di Pdl senza seguito e ci si consenta di essere pessimisti anche in questa circostanza.

 

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

 

ROMA, 6 MAR – Un nuovo disegno di legge del Pd, a prima firma Emma Fattorini e Stefano Lepri, sulle Unioni civili tra persone dello stesso sesso e’ stato presentato al Senato. Questo testo, sottoscritto da 22 senatori, si va ad aggiungere alle altre proposte che, ferme in Parlamento, provano a regolamentare una materia da sempre fonte di polemiche. ”Si tratta di una proposta – spiegano i senatori democratici - che intende riconoscere uno specifico assetto giuridico, per garantire alcuni diritti e doveri civili: mutuo aiuto morale e materiale, regime patrimoniale comune, pari condizioni nei negozi e contratti sociali, nel campo del lavoro, dell’assistenza sanitaria, dell’abitazione, dei diritti successori, del trattamento previdenziale e pensionistico”. ”La proposta di legge – precisano Fattorini e Lepri – non modifica la disciplina giuridica del matrimonio cosi’ come attualmente regolata dalla legislazione italiana, ne’ influisce in alcun modo sulla condizione giuridica dei figli o sulla disciplina delle adozioni dei minori. Cio’ in coerenza con il lavoro svolto lo scorso anno dal gruppo del PD sul tema dei diritti civili. Secondo Fattorini e Lepri, “in Parlamento si sono accumulate decine di proposte di legge che, lacerate da estremismi diversi, non hanno trovato una sintesi condivisa sulle unioni civili. Lo spirito di questo disegno di legge e’ quello di definire un nuovo istituto giuridico che, senza modificare o riferirsi all’istituto del matrimonio, consenta pero’ alle coppie omosessuali di vivere, con la serenita’ che deriva dalle giuste garanzie giuridiche, la propria vita affettiva”.

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