Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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28 Feb

«L’ambasciatore russo? Puro delirio autoritario»

L’intervista all’ambasciatore russo Alexey Komov, pubblicata la scorsa settimana dal nostro giornale a seguito dell’affollato incontro avvenuto nella Sala Caritro di Rovereto (con la presenza del console onorario, l’altoatesino Bernhard Kiem, e lo stato maggiore del “Borodina” di Merano schierato in prima fila), è diventata un caso internazionale: il suo credo religioso di cristiano ortodosso radicale e ultraconservatore, per non dire reazionario, che vede nell’omosessualità e nella massiccia immigrazione, soprattutto islamica, due delle principali cause di decadenza della società occidentale, ha suscitato una marea di reazioni indignate. I deputati Florian Kronbichler e Alessandro Zan di Sel , hanno infatto portato la questione in Parlamento (Ne riportiamo i contenuti a parte, ndr) chiedendo l’intervento del ministro degli Esteri. Dura anche la reazione del mondo omosessuale italiano, ad iniziare da una figura storica come Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay e dal 2001 al 2008 parlamentare alla Camera e sempre in prima linea contro l’omofobia. Franco Grillini, cosa pensa delle posizioni conservatrici dell’ambasciatore Komov? «Siamo a un delirio autoritario di stampo reazionario che non ha nulla da invidiare allo stalinismo: la paranoia omofoba è la principale caratteristica del nuovo corso putiniano, basato su un cinico compromesso storico con l’ultrareazionaria chiesa ortodossa russa. Da ateo capo del Kgb, Putin è diventato un fervente sostenitore del tradizionalismo per una logica di potere e perché non si sente affatto al sicuro, dal momento che governa in maniera autocratica e non democratica, e sa che può essere disarcionato dalla piazza. Non a caso, al Cremlino sono preoccupati per quello che sta succedendo in Ucraina». Quindi sarebbe il potere personale la ragione di questo compromesso? «Sì, legato alla nostalgia della grandeur della vecchia Unione Sovietica, quando il mondo era diviso in due blocchi, e tutti erano sotto l’influenza russa o quella americana. Oggi le cose sono molto cambiate, ci sono nuovi attori dello sviluppo economico e geopolitico come la Cina: cosi da capo dei servizi segreti, Putin ha consolidato il suo potere alleandosi con la neonata chiesa ortodossa che si sta riprendendo i suoi spazi». L’avversione all’omosessualità della Russia si può spiegare con le politiche familiari volte a favorire dell’incremento demografico? «La repressione omosessuale è un tratto tipico dei regimi totalitari che praticano sistematicamente il controllo sociale della sessualità, perché è la cosa meno controllabile e più anarchica di ogni essere umano: la legge in Russia, infatti, è esplicita, in quanto vieta l’espressione di tutta la sessualità “non tradizionale”, e così si controllano i comportamenti privati, le relazioni tra persone e le dinamiche sociali». Gli omosessuali, quindi, non rientrano in questo modello? «Sì e sono scomodi al potere perché sono i più liberi e smentiscono le teorie idiote sulla superiorità della famiglia tradizionale, che invece è al centro di tutti gli abusi e le violenze sui minori e sulle donne, mentre i gruppi omosessuali, che sono in assoluto tra i meno violenti e aggressivi, sono accusati di ogni nefandezza. Questo è il frutto di un odio verso tutte le minoranze, che vengono sempre attaccate con accuse infamanti prive di fondamento, proprio come è avvenuto con gli ebrei sotto il nazismo». Cosa risponde a chi vi accusa di voler imporre alla maggioranza i vostri modelli di vita, tipo la sostituzione della dicitura mamma e papà, con quella di genitore uno e genitore due? «Che sono loro che vogliono imporre a tutti il loro modello di vita, attraverso la repressione degli altri. Noi vogliamo solo vivere in pace la nostra vita e non vogliamo distruggere la famiglia, anzi, vogliamo esattamente la stessa cosa, il matrimonio, che in Europa è garantito dal Trattato di Lisbona, e che in Italia non è applicato perché domina una cultura clerico-fascista”». In questi giorni c’è il caso clamoroso dell’Uganda dove l’omosessualità è considerata un crimine. «Anche per la chiesa ortodossa l’omosessualità è un crimine, esattamente come lo è in Uganda, e ricordo che anche per il fascismo era un reato politico: certo, Putin non si può permettere di criminalizzare l’omosessualità perché non potrebbe più mettere piede in Occidente, allora l’ha messa sotto la voce “divieto di propaganda omosessuale”, con la scusa di tutelare i minori. La legislazione omofoba russa ha legittimato la violenza contro i gay e, addirittura, in caso di omicidio, le pene sono più lievi: siamo tornati in pieno stalinismo, che quanto a trattamento nei confronti degli omosessuali non aveva nulla da invidiare ai nazisti». A proposito di sessualità, che differenze vede tra chiesa ortodossa russa e la chiesa cattolica? «La chiesa ortodossa è basata sulla antica cultura contadina russa che non è certo progressista, mentre la chiesa cattolica è sostanzialmente ipocrita, per facciata spara a zero su questioni bioetiche, ma di fatto ha una doppia morale, dove con la confessione tutto si risolve. E questa doppia morale è passata anche alla politica: Togliatti, ad esempio, in piazza inneggiava alla rivoluzione mentre in parlamento era su posizioni ben diverse». Che cosa si aspetta dal nuovo Presidente del Consiglio Matteo Renzi? «Lo sforzo di Renzi sarà quello di promuovere le unioni civili alla tedesca, che di fatto sono dei matrimoni: la mia previsione però, è che ci sarà la pressione vaticana per bloccare tutto, con una strategia basata sulla teoria del piano inclinato, per cui se passa uno spillo poi passa tutto il mare. e dunque bisogna intervenire preventivamente E per fare questo, basterà una telefonata: dopo sette anni in parlamento, e in particolare alla commissione giustizia, so bene come funzionano le cose. E poi, insieme all’ostruzionismo del Vaticano, ci sarà anche quello della destra che in tutta Europa sta promuovendo gravi manifestazioni razziste e omofobe. Finito l’anticomunismo, la lotta all’omosessualità è diventata il nuovo collante delle destre reazionarie in tutta Europa».

Fonte: Alto Adige

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