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25 Feb

Strutture pubbliche di commiato nel territorio regionale: quasi nulle quelle laiche o riservate a culti non cattolici

Il Consigliere Franco Grillini (Gruppo Misto-LibDem) ha presentato oggi un’interrogazione a risposta immediata in Aula sull’evidente carenza di strutture pubbliche per il commiato per celebrazioni laiche o per culti diversi da quello cattolico sul territorio regionale.

 

“L’oggetto dela mia denuncia –afferma Grillini– si basa su un’elementare considerazione che ha generato numerose proteste: se è vero che gli abitanti del nostro territorio sono oltre quattro Milioni e che di questi l’85% circa sono di religione cattolica, allora vi sono quasi settecentomila emiliano romagnoli laici o di culto non cattolico che sono costretti a celebrare il commiato dei propri defunti in strutture che contravvengono i più elementari diritti (quelli che vietano le discriminazioni religiose) sanciti dalla Carta Costituzionale.

 

Dai dati raccolti dal Consigliere Grillini e confermati dall’Assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti, a fronte di sei strutture private situate prevalentemente in Emilia, sono solo due (sebbene concepite con la forma di camere ardenti e quindi inadatte per l’allestimento di qualunque cerimonia di commiato) le strutture pubbliche adibite ad una fruizione laica o non cattolica: Borgo Panigale alle porte di Bologna e Ferrara. “Mi sembra di tutta evidenza –prosegue Grillini– la totale inadeguatezza della situazione in essere ed auspico un celere intervento della Giunta per sanare l’evidente problema”.

 

L’Assessore Lusenti, nel confermare i dati forniti dal Consigliere LibDem, ha ricordato come le strutture del commiato, nate con la Legge Regionale 19/2004 non solo dovrebbero garantire un luogo neutro di cordoglio per differenti identità e fedi religiose, ma dovrebbero offrire una vasta gamma di servizi alla persona che vanno dall’accoglienza dei congiunti, all’assistenza psicologica, alla veglia del congiunto e alla cerimonia di commiato vera e propria. Il titolare dell’Assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna ha poi concluso la sua replica sottolineando come, alla luce della situazione sollevata dal Consigliere Grillini e “in ragione dell’avvento di una società multiculturale, con la presenza sempre più importante di costumi ed esigenze diverse nei nostri orizzonti geografici e di un sempre crescente processo di secolarizzazione, si debba promuovere in collaborazione con i Comuni, la ricerca di soluzioni più adeguate e sostenibili per rispondere a tali legittime istanze, per rendere possibile in modo più diffuso la realizzazione di luoghi specifici per riti funebri di tutti, progettati e curati per essere dignitosi e privi di precise connotazioni ideologiche o religiose”.

 

Bologna, 25 Febbraio 2014

 

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