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05 Feb

Preti pedofili, Onu contro Vaticano: "Ha permesso abusi". La replica: "No interferenze"

 

Grillini (Gaynet), scandalo Pedofilia, il Vaticano rifletta sul fallimento della sua morale, contronatura presunta castità e celibato del clero

Vietare domande sessuali ai minori di 18 anni in confessionale e nelle scuole agli insegnanti di religione

 

E' agghiacciante e documentato l'atto d'accusa della commissione Onu per i diritti dei minori nei confronti del Vaticano a proposito dei preti pedofili. In sostanza il vaticano avrebbe coperto lo scandalo planetario e molte curie avrebbero protetto i responsabili. Ma di fronte a questa enormità incredibilmente in Italia tutti tacciono. Tace la politica che non osa mai criticare il Vaticano nemmeno di fronte a questo disastro, tace il mondo della scuola che dovrebbe proteggere per primo i minori, tacciono tutte quelle organizzazioni che urlano contro le adozioni alle coppie gay, contro le tecniche di inseminazione assistita e contro la GPA. Tacciono coloro che hanno inscenato manifestazioni omofobe in Francia e in Italia additando gli omosessuali come pericolo per i minori.

Ecco da dove viene invece il pericolo per i minori: lo dice l'Onu in modo inequivocabile ed estremamente documentato. Centinaia di migliaia di casi, di abusi, di vere e proprie violenze sessuali perpetrati su minori anche sotto i dieci anni.

Diciamoci la verità: le misure prese finora dal Vaticano per contrastare questa piaga sono solo pannicelli caldi perchè il difetto sta nel manico ovvero nella struttura e nell'identità del clero. Imporre un'impossibile astinenza nonché il celibato al clero cattolico è un fatto incontestabilmente contronatura (ci si consenta di rispedire al mittente l'accusa bimillenaria che il Vaticano ha brandito contro gli omosessuali). Come si fa ad impedire a persone adulte l'esercizio di una sana e consapevole sessualità nonché una normale vita sentimentale? Si tratta di pura follia perché come insegna qualsiasi psicologo e qualsiasi sessuologo la sessualità umana non è comprimibile essendo la libido la principale forza che ci caratterizza. E' evidente che in condizione di astinenza in molte persone con psicologia fragile o con problemi di vere e proprie patologie psichiche si può sfociare in abusi verso minori affidati a quelli che dovrebbero essere loro tutori con compiti educativi.

Da Parlamentare membro della Commissione Giustizia proposi con una mozione che vietasse al clero di porre domande sulla vita sessuale dei bambini in confessionale. Il presidente della Commissione dichiarò inammissibile la mia mozione.  Ma alla luce dell'enorme scandalo sessuale che senso ha che, anche in tenera età, il clero sottoponga i bambini loro affidatigli a domande sulla propria sessualità e sulla propria vita intima? La questione vale anche per gli insegnati di religione cattolica nelle scuole pubbliche che dovrebbero astenersi dal parlare di morale sessuale e persino di fare corsi sulla sessualità perché nelle scuole italiane non esiste l'educazione sessuale.

 

In sostanza questo enorme scandalo toglie al moralismo sessuofobico e omofobico vaticano qualsiasi autorità e qualsiasi pretesa di dettare legge in materia di bioetica. In Vaticano la morale è morta e nessuna lezione morale può venire da chi non ha saputo prima di tutto vigilare al proprio interno essendo incapace di cambiare la vita del proprio clero e di espellere tutti coloro che avevano commesso gravi reati.

 

Franco Grillini

Psicologo e Presidente di Gaynet Italia

 

 

Da Repubblica.it

CITTA' DEL VATICANO - Pesante atto d'accusa della commissione Onu per i diritti dei minori nei confronti del Vaticano a proposito dei preti pedofili. In un durissimo rapporto, l'organismo delle Nazioni Unite denuncia le politiche della Santa Sede che hanno permesso a religiosi di abusare sessualmente di decine di migliaia di bambini e ragazzi. E chiede "l'immediata rimozione" dei responsabili di quegli atti, che dovrebbero essere "consegnati" alle autorità civili, oltre all'apertura degli archivi sui pedofili e sugli uomini di chiesa che hanno coperto i loro crimini. Il Vaticano ha violato la convenzione per i diritti dei minori, ha detto il presidente del Comitato Onu per i diritti dei bimbi Kristen Sandberg, rispondendo alla domanda se il dossier presentato oggi mostra che sia stata violata la convenzione. "La mia semplice risposta è sì, perché non hanno fatto tutto quello che avrebbero dovuto". La commissione critica il Vaticano anche per le sue posizioni sull'omosessualità, la contraccezione e l'aborto.

 

La replica della Santa Sede. Non si è fatta attendere la reazione della  Santa Sede che in una nota ha fatto sapere che "prende atto" delle osservazioni conclusive dell'Onu di Ginevra sulla pedofilia e ribadisce il proprio "impegno a difesa dei diritti del fanciullo", ma esprime rincrescimento per il "tentativo di interferire nell'insegnamento della chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell'esercizio della libertà religiosa". "Sorpresa" di fronte alle Osservazioni fornite oggi a Ginevra dal Comitato Onu alla Santa Sede viene espressa dal mons. Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede a Ginevra. In particolare Tomasi rileva che "il documento sembra quasi non essere aggiornato, tenendo conto di quello che negli ultimi anni" ha fatto la Santa Sede, con lo Stato Città del Vaticano e le conferenze episcopali. Mons. Tomasi avanza l'interpretazione che "le organizzazioni non governative, che hanno interessi sull'omosessualità, sul matrimonio gay e su altre questioni" "In qualche modo hanno rafforzato una linea ideologica".

 

Il rapporto. Il rapporto è stato redatto dopo un'indagine condotta il mese scorso con audizioni pubbliche di alti esponenti vaticani. Al centro di quelle audizioni l'applicazione della Convenzione Onu sui diritti del bambino. "La Commissione - si legge nel documento diffuso a Ginevra - è profondamente preoccupata che la Santa Sede non abbia riconosciuto l'estensione dei crimini commessi, che non abbia preso le misure necessarie per affrontare i casi di abusi sessuali sui bambini e per proteggerli e che abbia adottato politiche e pratiche che hanno condotto alla continuazione degli abusi ed all'impunità dei responsabili".

 

L'organismo Onu garante dei diritti dei minori ricorda in particolare lo scandalo irlandese delle "case Magdalene", istituti gestiti da suore in cui le ragazze facevano le lavandaie, in condizioni praticamente di schiavitù. Su posti del genere, sostiene il rapporto, il Vaticano dovrebbe indagare in modo che chi si è macchiato di crimini possa essere perseguito e che "un risarcimento adeguato possa essere pagato alle vittime e alle loro famiglie".

 

Nel rapporto si ricorda che i responsabili degli abusi sono stati spostati di parrocchia in parrocchia "in un tentativo di coprire questi crimini". E ancora: "A causa di un codice del silenzio imposto su tutti i membri del clero sotto la pena della scomunica i casi di abuso sono stati anche difficilmente riferiti alle autorità giudiziarie nei Paesi in cui sono stati commessi".

 

Secondo l'organismo delle Nazioni Unite, poi, la commissione creata a dicembre da papa Francesco dovrebbe indagare su tutti i casi di abuso e "sulla condotta della gerarchia cattolica nell'affrontarli". La Santa Sede viene inoltre esortata a "valutare il numero di bambini nati da preti cattolici, scoprire chi sono e prendere tutte le misure necessarie per garantire i diritti di questi bambini a conoscere e ad essere curati dai loro padri".

Nelle audizioni di metà gennaio, la commissione aveva spinto i rappresentanti vaticani a rivelare l'ampiezza degli abusi su minori perpetrati per decenni da religiosi cattolici che papa Francesco ha definito "la vergogna della Chiesa". Rispondendo a domande del genere per la prima volta da quando lo scandalo scoppiò oltre 20 anni fa, la delegazione della Santa Sede aveva respinto le accuse relative alle coperture fornite ai pedofili e aveva sostenuto che erano state tracciate delle linee guida chiarissime per proteggere i minori. In quell'occasione i vertici vaticani presentarono un documento da cui risultava che in due anni papa Benedetto XVI aveva ridotto allo stato laicale 400 religiosi.

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