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02 Jul

Monari (Pd): “Referedum sulle nozze gay”. Grillini:"Referendum proposta suggestiva, dove si sono svolti sono stati vinti"

Monari (Pd): “Referedum sulle nozze gay”

 

Grillini (Gaynet), matrimoni gay a Bologna, referendum proposta suggestiva, dove si sono svolti sono stati vinti

Dopo i fulmini dell'esimio cardinale di Bologna Carlo Caffarra contro i matrimoni gay arriva la suggestiva proposta del collega Monari sulla possibilità di tenere un referendum consultivo nella città di Bologna. Al di la della sua effettiva fattibilità la proposta ci permette di parlare di un tema assai rilevante e cioè il consenso della maggioranza dei cittadini sull'estensione del matrimonio civile alle persone omosessuali. Già i conservatori americani usarono l'arma del referendum in ben 10 stati in bilico negli Usa in occasione delle elezioni presidenziali di Bush jr contro il democratico Jhon Kerry. Scopo dei referendum era stimolare l'elettorato conservatore alle urne e, ahimè, la strategia ebbe successo. Ma 10 anni dopo l'orientamento della maggioranza della popolazione è radicalmente mutato prova ne sia che Obama, inizialmente contrario al matrimonio egualitario, si è poi "convertito" non appena è stato chiaro che il 55% degli americani era ormai favorevole al provvedimento sui diritti delle coppie omosessuali. È in questo modo che la questione "matrimoni gay" è stata decisiva nella mobilitazione che ha riportato Obama alla Casa Bianca, Zapatero alla Zarzuela e Hollande all'Eliseo. 
Analogamente in Europa si è tenuto in Svizzera un referendum sui matrimoni gay che sono stati confermati dal 60% del voto popolare in una consultazione dove si è recato eccezionalmente alle urne un'ampia maggioranza degli svizzeri stessi.
A Bologna si è appena tenuto un referendum su temi che vedono al centro la laicità dello Stato e non ho dubbi che sul tema del matrimonio egualitario il risultato sarebbe molto simile se non superiore. 
Il gentile cardinale di Bologna deve fare i conti, quindi, più che col sindaco, interprete di un comune sentire inclusivo largamente maggioritario in città, con quell'opinione pubblica che da tempo non segue più 'verità rivelate' valide solo per chi ci crede.

Franco Grillini
Consigliere regionale Er
Presidente Gaynet Italia

 

Pubblichiamo le agenzie stampa delle altre reazioni a seguito delle dichiarazioni di Marco Monari (PD) 

 

Bologna, 2 lug. - Dopo lo scontro tra il sindaco Virginio Merola e il cardinale Carlo Caffarra su nozze e adozioni gay, mossa a sorpresa del capogruppo Pd in Regione Marco Monari, che sul filo della provocazione propone un nuovo referendum tra i bolognesi. "Siccome sono opinioni entrambe legittime ma che non porteranno mai ad una sintesi, visto che nessuno dei due fara' cambiare idea all'altro, in una fase in cui ascoltiamo i bolognesi su tutto possiamo ascoltarli anche su questo". Il riferimento e' ovviamente al recente referendum sui finanziamenti alle scuole paritarie private, che ha spaccato la maggioranza di centrosinistra e fatto tremare Palazzo D'Accursio. Sui matrimoni gay "so bene che non ci sono competenze giuridiche" a livello cittadino, ma "un sondaggio si puo' fare", butta li' Monari, questa mattina a margine della seduta dell'assemblea legislativa. "Non banalizzerei la discussione in atto a scontro ideologico- suggerisce il democratico- il cardinale ha mosso osservazioni che interpellano non solo i cattolici osservanti ma anche le coscienze dei laici. Il sindaco ha espresso una opinione a titolo personale, ma quando parla un sindaco, a meno che non parli nel chiuso di una stanza di casa sua, non parla mai a titolo personale", avverte il capogruppo.

Merola pero', ammette Monari, "porta avanti una visione molto condivisa in Europa. Sono due visioni legittime e opposte, schierarsi pro sindaco o pro cardinale e' un esercizio anacronistico di una Bologna del passato che ritorna a Peppone e Don Camillo". Piuttosto, allora, meglio contarsi sulla proposta. "Questo apre lo spazio per un dibattito che la citta' e' matura per svolgere. Abbiamo aperto discussioni, dibattiti e anche referendum interpellando la citta' su questioni anche di perimetro piu' ristretto rispetto a quella in campo. Sarei curioso- conclude Monari- di sapere cosa pensano i bolognesi, senza pero' precostituire fazioni".

BOLOGNA, 2 LUG - Sulle nozze gay e sulle adozioni, i consiglieri regionali Thomas Casadei e Antonio Mumolo del Pd si dicono ''pienamente d'accordo con il sindaco Merola. E' urgente pensare a leggi che garantiscano pieni diritti a tutte e tutti''.

''Il totale oscuramento della ragione - affermano in una nota - e', a nostro avviso, quello di chi continua a negare diritti, utilizzando parole eccessive e lontane da istanze e bisogni delle odierne societa' pluraliste. I toni usati dal cardinale di Bologna, Carlo Caffarra, contro la condivisibile posizione del sindaco Merola su unioni e adozioni per le coppie gay, ci rammaricano e feriscono migliaia di persone che, al momento, sono costrette a rivendicare la propria esistenza quotidianamente, lottando con fatica in un Paese ai margini dell'Europa quanto a riconoscimento e tutela dei diritti. Speriamo che le parole del sindaco di Bologna servano a far comprendere la necessita' e l'urgenza di leggi che non escludano ma, al contrario, possano garantire pieni diritti a tutte e tutti, superando cosi' una grave mancanza democratica''. (ANSA).

BRANA': DIRITTI FONDAMENTALI, PROPOSTA SINTOMO DI VUOTO POLITICO

 

(DIRE) Bologna, 2 lug. - Un referendum dove i bolognesi possano decidere su nozze e adozioni gay? "Una barzelletta inopportuna". Vincenzo Brana', presidente del circolo Arcigay "il Cassero" di Bologna, stronca la proposta di Marco Monari, capogruppo del Pd in Emilia-Romagna, che questa mattina ha lanciato l'idea di far esprimere ai bolognesi la loro opinione sui matrimoni e sulle adozioni di persone dello stesso sesso attraverso un referendum. "Ne penso tutto il peggio possibile. Sui diritti fondamentali non si indicono referendum e una persona eletta in uno Stato di diritto dovrebbe saperlo". Secondo Brana', si tratta di un segnale che sintetizza il "vuoto ideologico" all'interno del Pd, "inadeguato" per quest'epoca: "E' preoccupante quando un partito torna indietro di 2.000 anni e fa come Ponzio Pilato, che nonostante abbia potere decisionale lascia decidere alla folla tra Gesu' e Barabba. Ricordiamoci poi chi hanno scelto. Del resto, non ricordiamo Pilato come statista e non ricorderemo neppure Monari".

E sulla vicenda che ha originato il dibattito, ovvero la 'querelle' tra il sindaco Virginio Merola e l'arcivescovo Carlo Caffarra, Brana' afferma che il primo cittadino ha detto semplicemente "l'unica cosa che si puo' dire: che siamo in grave ritardo. Tutto cio' che e' fuori luogo viene dall'arcivescovo, che con la sua istituzione e' fuori dalla storia". Di questo dibattito, "Monari dice che le due posizioni sono legittime, ma non e' assolutamente cosi'- conclude Brana'- quando una delle due nega il diritto alla felicita' di un gruppo di persone". Sull'idea di un referendum rincara la dose (contro il Pd) anche Sel accogliendo "con favore l'inedita passione referendaria che anima alcuni esponenti di punta del Pd" ed apprezzando "il desiderio manifestato dal capogruppo Monari di interprellare la citta' su ampie questioni che la riguardano e la dividono". Cio' detto, pero', Sel ricorda che "il referendum non costituisce una nuova frontiera del sondaggismo ma, sia esso nazionale o locale, abrogativo o consultivo, rappresenta un prezioso strumento di democrazia che chiama i cittadini a scegliere su tematiche concrete e precise".

Anche per queste ragioni Sel ha deciso di appoggiare i referendum promossi da associazioni e partiti, in particolare i Radicali, su cinque quesiti "fondamentali": abrogazione del reato di clandestinita'; decarcerizzazione delle violazioni per fatti di lieve entita' della normativa sugli stupefacenti; divorzio breve; liberta' di scelta nella destinazione dell'8 per mille.

“Forse, prima di derubricare il referendum a sondaggio, specie su questioni di particolare rilevanza, sarebbe opportuno che il Pd si risolvesse a tradurre in scelte politiche conseguenti gli orientamenti espressi dai cittadini gia' interprellati, a Bologna, su questioni importanti come la scuola, e, magari, che contribuisse al buon esito della campagna referendaria su importanti battaglie di civilta' che vanno dalle migrazioni alla politica in materia di droghe, dal divorzio breve all'8 per mille". Se poi si trovasse modo e tempo "per ascoltare utilmente l'opinione dei bolognesi anche in tema di matrimoni e adozioni gay", Sel non si sottrarrebbe, ma "sarebbe pero' interessante se il Pd lanciasse un sondaggio tra i suoi iscritti, simpatizzanti ed elettori, cosi' potremmo finalmente sapere qual e' la posizione del partito".

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