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01 Jul

Grillini (Gaynet), matrimoni gay, la storia SIAMO NOI caro Caffarra. Si consoli sapendo che il 30% dell’umanità vive in paesi dove è riconosciuto il matrimonio egualitario. Questa sera su Rai 3 la storia del matrimonio in Olanda della prima coppia ga

Brisa par criticher, ma Caffarra sui matrimoni gay se la dovrebbe prendere anche con Obama, con la Corte Suprema Usa, con Cameron, con Hollande, con Zapatero, con i portoghesi, gli olandesi, gli svizzeri, gli svedesi, i danesi (che sono stati addirittura i primi nel lontano ’89), con gli argentini della Kirckner, con i Wilma Youssef, con gli uruguaiani, i neozelandesi, ecc (abbiamo perso il conto) e infine con la nostra Corte Costrituzionale e la Cassazione che ha detto che è radicalmente superata l’idea che si possono sposare solo un uomo e una donna. Se la dovrebbe prendere anche con il popolo di 4 stati americani più gli svizzeri che hanno detto si con un referendum perché la novità, caro Caffarra, è che la maggioranza del popolo ormai è d’accordo con il matrimonio egualitario.

Insomma, il 30% dell’umanità vive in paesi dove i diritti sono uguali per tutti i cittadini (dimondi, come as dis a Bulaggna), omo o etero che siano.

Il nostro esimio cardinale a Bologna in regime di prorogatio esprime nostalgia per il bel mondo antico dove i gay non avevano alcun diritto e dove, dice lui, le cose sono sempre andate come dice la chiesa romano cattolica. Ma nel mondo antico, per es Roma, il pater familias aveva il potere di vita e di morte su moglie e figli, potere che a tutt’oggi qualcuno, troppi, continuano ad esercitare senza che da via Altabella vengano gli alti lai frequenti invece contro gay e lesbiche.

Caffarra faccia il pastore di anime anziché intromettersi nella vita degli altri insultando e insolentendo milioni di persone della comunità lgbt che spesso sono pure cattolici.

Caffarra piange? Am spies! Ma si ricordi che la chiesa cattolica ha fatto piangere le persone lgbt per 2000 anni massacrandole sui roghi una volta reali ed ora virtuali. A Bologna l’ultimo “sodomita” impiccato fu alla Montagnola a metà settecento.

La storia siamo noi, caro cardinale, voi siete antistorici, antimoderni e ormai minoranza. Potete pensarla come volete, ma, se dio vuole, non potete più imporre alla maggioranza di non credenti o di altre religioni la vostra religione per legge.

Proprio questa sera su Rai 3 alle 23,45 a “I dieci comandamenti” (sarà un caso?) andrà in onda la storia di Antonio Garullo e Mario Ottocento che ho accompagnato nel 2002 a sposarsi nella sala dei matrimoni del comune dell’Aia in Olanda, prima coppia gay italiana a unirsi pubblicamente in matrimonio.

Stanno insieme da una vita, si amano e si aiutano. Noi riteniamo che siano un esempio per tutti. Guardi la trasmissione caro cardinale, non si sa mai che cambi idea.

 

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

Consigliere Regionale ER

 

GAY: ARCIVESCOVO BOLOGNA CONTRO SINDACO, 'VIENE DA PIANGERE' DOPO APERTURA A MATRIMONI E ADOZIONI, ' SI OSCURA LA RAGIONE' (ANSA) - BOLOGNA, 1 LUG - ''Affermare che omo ed etero sono coppie equivalenti, che per la societa' e per i figli non fa differenza, e' negare un'evidenza che a doverla spiegare vien da piangere. Siamo giunti a un tale oscuramento della ragione, da pensare che siano le leggi a stabilire la verita' delle cose''. E' la presa di posizione del cardinale di Bologna Carlo Caffarra alle parole del sindaco Virginio Merola che sabato, durante il Pride, aveva auspicato il riconoscimento dei matrimoni e delle adozioni per le coppie gay.

 

''Le affermazioni fatte dal sindaco di Bologna riguardanti il matrimonio e diritto all'adozione per le coppie gay sono di tale gravita', che meritano qualche riflessione'', scrive in una nota Caffarra. Merola, dal palco del Pride, aveva detto: ''La strada e' segnata, la direzione e' chiara. Anche l'Italia deve riconoscere i matrimoni gay e i diritti gayall'adozione''. Secondo Caffarra, ''quanto da lui profetato come ineluttabile destino del Paese a diventare definitivamente civile riconoscendo alle coppie omosessuali il diritto alle nozze e all'adozione e' una battuta a braccio che costa poco: tanto non dipende dal sindaco''. Ma, prosegue l'arcivescovo, ''cio' non toglie la gravita' di tale pubblica presa di posizione da parte di chi rappresenta l'intera citta'. E dove mettere il cittadino che non per fobia ma con motivate ragioni ritiene matrimonio cio' che e' stato definito tale fin dagli albori della civilta' o ritiene non si possa parlare di un diritto ad adottare ma del diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre?''. Davvero, continua Caffarra, ''questo cittadino, con la sua cultura e le sue ragioni, e' da giudicare incivile e fuori dalla storia, condannato a sentirsi estraneo in casa sua, perche' non riesce a stare al passo del sedicente progresso?''. Dunque, ''naturalmente ci sara' chi, riempiendosi la bocca di laicita' dello Stato (che e' cosa ben piu' seria!), ci accusera' di voler imporre una dottrina religiosa. Ma qui non c'entra religione o partito, omofobia o discriminazione: sono i fondamentali di una civilta' estesa quanto il mondo e antica quanto la storia ad essere minati; e forse non ci si accorge dell'enormita' della posta in gioco'', conclude il religioso.(ANSA).

 

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