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17 Jun

Treviso, Grillini (Gaynet): “Bene il sindaco Manildo sul registro, cambio di passo progressista per la città. Ma la curia non faccia politica”

La curia di Treviso e il suo vescovo, Gianfranco Agostino Gardin, hanno il vizietto della politica. Lo stop dell’alto prelato al neo sindaco Manildo rispetto al suo annuncio per l’istituzione di un registro delle coppie di fatto, anche omosessuali, rattrista. Non tanto perché si vuole impedire ai religiosi di esprimere una loro legittima opinione ma per il fatto che, ogni volta si trattano diritti di tutti (testamento biologico, fecondazione assistita, diritti delle persone lgbt) nelle sedi istituzionali, sbagliano intenzionalmente il destinatario dei loro messaggi. La curia infatti sarebbe meglio parlasse ai fedeli se ha cose da dire alle loro coscienze non alla politica. La politica agisca e si esprima pensando a tutti i cittadini senza farsi intimidire.

Che la curia trevigiana paventi “scenari gravissimi” a seguito dell’istituzione di un registro delle coppie di fatto e dica che non “è civiltà giuridica” l’equiparazione delle coppie omosessuali a quelle eterosessuali è del tutto fuori luogo e smentita da diverse sentenze dell’Alta Corte e della Cassazione che invitano il parlamento a sanare questa lacuna giuridica in ottemperanza agli articoli 2 e 3 della Carta. Piuttosto è socialmente iniquo che se la priorità, anche per i trevigiani sia il lavoro, vi siano enti come la curia che non pagano l’Imu per i suoi beni immobili a carattere commerciale. O che percepiscano i proventi dell’8 per mille secondo un concordato che imporrebbe loro di non fare politica.

Detto ciò, pur nella convinzione che il registro delle coppie di fatto rappresenti un primo ma significativo passo da parte dei comuni per indurre lo Stato a legiferare sulla piena parità delle coppie, ivi compreso l'estensione del matrimonio civile anche per le persone dello stesso sesso, sottolineiamo come questa proposta rappresenti la pietra tombale del gentilinismo omofobo e della Lega veneta che ha passato gli ultimi anni ad insultare gay ed immigrati. Anni fa, come Gaynet assieme a tante altre associazioni a difesa dei diritti delle persone lgbt, organizzammo una manifestazione di protesta in città contro il prosindaco Gentilini e la sua spalla Gobbo per il loro atteggiamento razzista, offensivo e omofobo per alcune frasi pronunciate contro i gay che, qualora fosse esistita una legge contro l'omofobia, avrebbero avuto un seguito diverso. Da bolognese sono quindi contento che una bella città come Treviso abbia chiuso la buia pagina leghista per aprirne quella dei diritti della persona, dell'inclusione contro il razzismo omofobo.

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

Associazione di giornalisti lgbt

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