Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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VICENZA - Continuano le iniziative di «Arcigay Vicenza». Oltre al dibattito di lunedì sera (vedi articolo a lato), è in programma per venerdì un doppio appuntamento in città. Alle 20 all'Hotel Palladio il presidente onorario di Arcigay, Franco Grillini, interverrà sul tema «L'Italia delle promesse e dei diritti mancati», mentre alle 22 al cinema Odeon verrà proiettato il documentario di Gianni Amelio «Felice chi è diverso», in collaborazione con la Società Generale di Mutuo Soccorso - Casa di Cultura Popolare (sono in calendario altre proiezioni della pellicola tra venerdì e domenica). «Saranno due serate dedicate ai diritti civili», osserva il presidente di Arcigay Vicenza Mattia Stella.

 

Corriere Veneto

Wednesday, 05 March 2014 11:25
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Per la prima volta nella storia della Repubblica un omosessuale dichiarato assume un incarico di governo e per di più in un ruolo chiave come quello dei "Rapporti col Parlamento" e delle "riforme".

Sappiamo che sul suo nome c'è stato un veto inaccettabile dell'NCD che non lo voleva alle Pari Opportunità, le quali non sono state assegnate a dimostrazione che nella maggioranza esiste uno scontro sui temi relativi alle Unioni Civili e alle questioni di "genere". Questioni che non sono state risolte se è vero che non si sa se e quando la delega alle PPOO sarà assegnata e a chi.

Si tratta quindi di una grossa novità accompagnata però dall'accettazione di un veto sulla persona perchè evidentemente i clericofanatici da brivido di cui è popolata l'NCD alla fine l'hanno spuntata visto che hanno anche piazzato all'istruzione tal Toccafondi distintosi per le sue sparate contro la presenza di una sacrosanta educazione contro il razzismo e contro l'omofobia nelle scuole.

Quindi un omosessuale alle PPOO non andava bene ma un integralista alla Pubblica istruzione sì.

Ci lascia molto perplessi che la delega alle Pari Opportunità non solo non sia stata assegnata ma non si sa nemmeno che fine farà.

Resta da vedere se un gay dichiarato ai "Rapporti col Parlamento" sarà in grado di operare perché l'Italia diventi finalmente un paesi civile e abbia una buona legge contro le discriminazioni e una buona legge sull'uguaglianza dei diritti delle coppie lgbt.

Proprio per questo facciamo a Ivan Scalfarotto i migliori auguri per il suo nuovo incarico nell'interesse del paese e della comunità lgbt.

 

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

 

Friday, 28 February 2014 18:05
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L’intervista all’ambasciatore russo Alexey Komov, pubblicata la scorsa settimana dal nostro giornale a seguito dell’affollato incontro avvenuto nella Sala Caritro di Rovereto (con la presenza del console onorario, l’altoatesino Bernhard Kiem, e lo stato maggiore del “Borodina” di Merano schierato in prima fila), è diventata un caso internazionale: il suo credo religioso di cristiano ortodosso radicale e ultraconservatore, per non dire reazionario, che vede nell’omosessualità e nella massiccia immigrazione, soprattutto islamica, due delle principali cause di decadenza della società occidentale, ha suscitato una marea di reazioni indignate. I deputati Florian Kronbichler e Alessandro Zan di Sel , hanno infatto portato la questione in Parlamento (Ne riportiamo i contenuti a parte, ndr) chiedendo l’intervento del ministro degli Esteri. Dura anche la reazione del mondo omosessuale italiano, ad iniziare da una figura storica come Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay e dal 2001 al 2008 parlamentare alla Camera e sempre in prima linea contro l’omofobia. Franco Grillini, cosa pensa delle posizioni conservatrici dell’ambasciatore Komov? «Siamo a un delirio autoritario di stampo reazionario che non ha nulla da invidiare allo stalinismo: la paranoia omofoba è la principale caratteristica del nuovo corso putiniano, basato su un cinico compromesso storico con l’ultrareazionaria chiesa ortodossa russa. Da ateo capo del Kgb, Putin è diventato un fervente sostenitore del tradizionalismo per una logica di potere e perché non si sente affatto al sicuro, dal momento che governa in maniera autocratica e non democratica, e sa che può essere disarcionato dalla piazza. Non a caso, al Cremlino sono preoccupati per quello che sta succedendo in Ucraina». Quindi sarebbe il potere personale la ragione di questo compromesso? «Sì, legato alla nostalgia della grandeur della vecchia Unione Sovietica, quando il mondo era diviso in due blocchi, e tutti erano sotto l’influenza russa o quella americana. Oggi le cose sono molto cambiate, ci sono nuovi attori dello sviluppo economico e geopolitico come la Cina: cosi da capo dei servizi segreti, Putin ha consolidato il suo potere alleandosi con la neonata chiesa ortodossa che si sta riprendendo i suoi spazi». L’avversione all’omosessualità della Russia si può spiegare con le politiche familiari volte a favorire dell’incremento demografico? «La repressione omosessuale è un tratto tipico dei regimi totalitari che praticano sistematicamente il controllo sociale della sessualità, perché è la cosa meno controllabile e più anarchica di ogni essere umano: la legge in Russia, infatti, è esplicita, in quanto vieta l’espressione di tutta la sessualità “non tradizionale”, e così si controllano i comportamenti privati, le relazioni tra persone e le dinamiche sociali». Gli omosessuali, quindi, non rientrano in questo modello? «Sì e sono scomodi al potere perché sono i più liberi e smentiscono le teorie idiote sulla superiorità della famiglia tradizionale, che invece è al centro di tutti gli abusi e le violenze sui minori e sulle donne, mentre i gruppi omosessuali, che sono in assoluto tra i meno violenti e aggressivi, sono accusati di ogni nefandezza. Questo è il frutto di un odio verso tutte le minoranze, che vengono sempre attaccate con accuse infamanti prive di fondamento, proprio come è avvenuto con gli ebrei sotto il nazismo». Cosa risponde a chi vi accusa di voler imporre alla maggioranza i vostri modelli di vita, tipo la sostituzione della dicitura mamma e papà, con quella di genitore uno e genitore due? «Che sono loro che vogliono imporre a tutti il loro modello di vita, attraverso la repressione degli altri. Noi vogliamo solo vivere in pace la nostra vita e non vogliamo distruggere la famiglia, anzi, vogliamo esattamente la stessa cosa, il matrimonio, che in Europa è garantito dal Trattato di Lisbona, e che in Italia non è applicato perché domina una cultura clerico-fascista”». In questi giorni c’è il caso clamoroso dell’Uganda dove l’omosessualità è considerata un crimine. «Anche per la chiesa ortodossa l’omosessualità è un crimine, esattamente come lo è in Uganda, e ricordo che anche per il fascismo era un reato politico: certo, Putin non si può permettere di criminalizzare l’omosessualità perché non potrebbe più mettere piede in Occidente, allora l’ha messa sotto la voce “divieto di propaganda omosessuale”, con la scusa di tutelare i minori. La legislazione omofoba russa ha legittimato la violenza contro i gay e, addirittura, in caso di omicidio, le pene sono più lievi: siamo tornati in pieno stalinismo, che quanto a trattamento nei confronti degli omosessuali non aveva nulla da invidiare ai nazisti». A proposito di sessualità, che differenze vede tra chiesa ortodossa russa e la chiesa cattolica? «La chiesa ortodossa è basata sulla antica cultura contadina russa che non è certo progressista, mentre la chiesa cattolica è sostanzialmente ipocrita, per facciata spara a zero su questioni bioetiche, ma di fatto ha una doppia morale, dove con la confessione tutto si risolve. E questa doppia morale è passata anche alla politica: Togliatti, ad esempio, in piazza inneggiava alla rivoluzione mentre in parlamento era su posizioni ben diverse». Che cosa si aspetta dal nuovo Presidente del Consiglio Matteo Renzi? «Lo sforzo di Renzi sarà quello di promuovere le unioni civili alla tedesca, che di fatto sono dei matrimoni: la mia previsione però, è che ci sarà la pressione vaticana per bloccare tutto, con una strategia basata sulla teoria del piano inclinato, per cui se passa uno spillo poi passa tutto il mare. e dunque bisogna intervenire preventivamente E per fare questo, basterà una telefonata: dopo sette anni in parlamento, e in particolare alla commissione giustizia, so bene come funzionano le cose. E poi, insieme all’ostruzionismo del Vaticano, ci sarà anche quello della destra che in tutta Europa sta promuovendo gravi manifestazioni razziste e omofobe. Finito l’anticomunismo, la lotta all’omosessualità è diventata il nuovo collante delle destre reazionarie in tutta Europa».

Fonte: Alto Adige

Friday, 28 February 2014 17:59
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Il Consigliere Franco Grillini (Gruppo Misto-LibDem) ha presentato oggi un’interrogazione a risposta immediata in Aula sull’evidente carenza di strutture pubbliche per il commiato per celebrazioni laiche o per culti diversi da quello cattolico sul territorio regionale.

 

“L’oggetto dela mia denuncia –afferma Grillini– si basa su un’elementare considerazione che ha generato numerose proteste: se è vero che gli abitanti del nostro territorio sono oltre quattro Milioni e che di questi l’85% circa sono di religione cattolica, allora vi sono quasi settecentomila emiliano romagnoli laici o di culto non cattolico che sono costretti a celebrare il commiato dei propri defunti in strutture che contravvengono i più elementari diritti (quelli che vietano le discriminazioni religiose) sanciti dalla Carta Costituzionale.

 

Dai dati raccolti dal Consigliere Grillini e confermati dall’Assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti, a fronte di sei strutture private situate prevalentemente in Emilia, sono solo due (sebbene concepite con la forma di camere ardenti e quindi inadatte per l’allestimento di qualunque cerimonia di commiato) le strutture pubbliche adibite ad una fruizione laica o non cattolica: Borgo Panigale alle porte di Bologna e Ferrara. “Mi sembra di tutta evidenza –prosegue Grillini– la totale inadeguatezza della situazione in essere ed auspico un celere intervento della Giunta per sanare l’evidente problema”.

 

L’Assessore Lusenti, nel confermare i dati forniti dal Consigliere LibDem, ha ricordato come le strutture del commiato, nate con la Legge Regionale 19/2004 non solo dovrebbero garantire un luogo neutro di cordoglio per differenti identità e fedi religiose, ma dovrebbero offrire una vasta gamma di servizi alla persona che vanno dall’accoglienza dei congiunti, all’assistenza psicologica, alla veglia del congiunto e alla cerimonia di commiato vera e propria. Il titolare dell’Assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna ha poi concluso la sua replica sottolineando come, alla luce della situazione sollevata dal Consigliere Grillini e “in ragione dell’avvento di una società multiculturale, con la presenza sempre più importante di costumi ed esigenze diverse nei nostri orizzonti geografici e di un sempre crescente processo di secolarizzazione, si debba promuovere in collaborazione con i Comuni, la ricerca di soluzioni più adeguate e sostenibili per rispondere a tali legittime istanze, per rendere possibile in modo più diffuso la realizzazione di luoghi specifici per riti funebri di tutti, progettati e curati per essere dignitosi e privi di precise connotazioni ideologiche o religiose”.

 

Bologna, 25 Febbraio 2014

 

Tuesday, 25 February 2014 11:45
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Vorremmo prendere in parola quando il neopresidente del Consiglio Matteo Renzi dice concludendo la sua presentazione al Senato: "il tempo del coraggio non esclude nessuno e non lascia indietro nessuno". Ma è sufficiente il compromesso che Renzi propone sui diritti civili per dare valore pratico ad una brillante e condivisibile affermazione? Secondo noi di Gaynet Italia la vera sfida è quella dell'uguaglianza che giustamente Renzi ha ribadito sullo jus soli, chi nasce in Italia è "uguale" a un italiano cioè è un italiano. Ma un omosessuale è un italiano? Al momento no perchè non abbiamo nessun diritto e in particolare siamo uno dei pochi paesi della vecchia Europa a non avere alcuna norma sulle coppie lgbt e persino nulla sui conviventi in generale.

Renzi cita una sua amica che gli dice "o tutto o niente" sui diritti civili e, contestandola, invita tutti a fare un compromesso e a discutere non di matrimonio egualitario ma di Unioni Civili.

Ma il compromesso è possibile? Le Unioni Civili si faranno? Renzi sfida tutti dicendo che gli altri hanno parlato ma "noi le faremo".

Noi pensiamo che non si faranno perchè se in una maggioranza ci sono esponenti reazionari (per esprimerci in termini eufemistici) come Giovanardi, Roccella, Sacconi, Formigoni, Lupi, Quagliariello, Mauro, Binetti, ecc, che sono numericamente decisivi allora vuol dire che non se ne farà nulla al di la delle buone intenzioni di cui sono lastricate le vie dell'inferno.

In questi giorni stiamo assistendo ad un'isterica campagna ossessivamente omofoba dell'Avvenire, del Giornale e di altri organi di stampa legati all'estrema destra per non parlare di una miriade di manifestazioni di fanatici religiosi contro "qualsiasi" cosa ricordi anche lontanamente i diritti civili delle persone lgbt. La loro strategia è chiara: avviare una gigantesca campagna diffamatoria verso gay e lesbiche per bloccare qualunque provvedimento. Quindi le nostre perplessità sull'effettiva realizzabilità non dico del matrimonio egualitario ma persino di un banale compromesso (qualcuno ci spiegherà in cosa consiste...) sono molto fondate. Prova ne sia che non è stato nominato la Ministra per le Pari Opportunità e che su questo ministero e le sue deleghe al momento notiamo solo un eloquente silenzio.

 

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

 

Monday, 24 February 2014 17:41
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Il consigliere Franco Grillini ha incontrato stamattina Izzat Karaki e Jawad Abu Aisha, i due rappresentanti palestinesi che in questi giorni sono in Italia per tentare di sensibilizzare il mondo politico e tutta la società su quanto sta accadendo ad Hebron. A pochi giorni dall’anniversario della strage di palestinesi compiuta vent’anni fa dal colono Baruch Goldstein nella moschea della Tomba del Patriarca, a tutt’oggi la situazione che si registra nel principale centro abitato della Cisgiordania è molto difficile. A fronte di un’occupazione abusiva della città vecchia da parte di qualche centinaio di coloni protetti da un’imponente dispositivo militare, fa da contraltare una situazione di continua vessazione per le diverse decine di migliaia di palestinesi residenti nella zona. “Sono assolutamente solidale alla battaglia nonviolenta che stanno compiendo queste organizzazioni palestinesi –dichiara Franco Grillini– e spero che la campagna d’informazione e sensibilizzazione che stanno portando avanti possa determinare nel più breve tempo possibile una decisa inversione di tendenza nelle politiche israeliane sulla città di Hebron.” Karaki e Abu Aisha, in particolare, fanno parte dell’Associazione nonviolenta “Youth Against Settlements in Palestine” e si batte per la campagna “Open Shuhada Street”, la riapertura ai palestinesi, cioè, della principale arteria della città di Hebron che determina un durissimo regime di apartheid per le numerose migliaia di palestinesi che abitano in zona.


Bologna, 20 Febbraio 2014

Thursday, 20 February 2014 12:37
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BOLOGNA, 22 FEB - Gian Luca Galletti ministro dell'Ambiente non piace a chi ricorda le sue simpatie nucleariste, esplicitate in un'intervista del 2010 a una radio bolognese, quando era candidato presidente della Regione Emilia-Romagna, per l'Udc. E' la stessa Radio Citta' del Capo a ricordarlo, in un post sul proprio sito e in un tweet che rimanda anche all'audio di quattro anni fa, quando Galletti esortava a rilanciare la produzione di energia da fonti nucleari. Ma era prima del 2011, l'anno del referendum (cassate le norme che permettevano la costruzione di nuove centrali) e del devastante incidente di Fukushima, che ha contribuito a mutare la consapevolezza del pericolo. Ne approfitta lo storico leader del movimento gay Franco Grillini, consigliere regionale ex Idv e ora LibDem. Oggi twitta cosi', rimbalzando su Fb: "Galletti, nuclearista, all'ambiente. Quindi Roccella alle pari opportunita', Borghezio all'integrazione, Formigoni al turismo, Berlusconi alla giustizia, Razzi alla cultura, Marchionne al lavoro...". (ANSA). SE 22-FEB-14 18:10

Sunday, 23 February 2014 10:49
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(ANSA) - BOLOGNA, 21 FEB - C'e' soddisfazione in Emilia-Romagna per la presenza, nel nuovo governo Renzi, di tanti ministri emiliano-romagnoli. Fra i piu' soddisfatti ci sono imprenditori e cooperatori, per la presenza di Federica Guidi e Giuliano Poletti. "Grande soddisfazione" e' stata espressa da Confindustria Emilia-Romagna, anche se ad esultare e' il movimento cooperativo, per la nomina del presidente nazionale di Legacoop, l'imolese Poletti. "Come cooperatori - ha detto il presidente regionale di Legacoop Giovanni Monti - ci rallegriamo che per un ruolo tanto importante e impegnativo sia stata scelta una persona che conosce intimamente criticita' e potenzialita' del mondo del lavoro e ha a cuore sia i bisogni dei lavoratori, soci e dipendenti, sia quelli delle imprese, sia quelli dei cittadini per un nuovo welfare potenziato e inclusivo". E festeggia pure il consigliere regionale Franco Grillini. "Voglio sperare - ha detto - che le deleghe per le pari opportunita' rimangano al ministero di Poletti che e' persona saggia e da sempre contro ogni discriminazione". Soddisfatto anche il Pd: "Finalmente un mondo invisibile arriva al governo. Un mondo decisivo per l'innovazione civile e sociale", dice Marco Macciantelli. "La nomina di Poletti - ha detto il capogruppo in Regione, Anna Pariani - ci riempie di orgoglio e rappresenta un forte riconoscimento del valore del mondo cooperativo e della nostra terra su questi temi". E ai neominsitri bolognesi ed emiliano-romagnoli sono arrivati gli auguri del sindaco di Bologna Virginio Merola. Come pure al neo presidente del Consiglio: "A Matteo Renzi spetta una prova impegnativa, noi sindaci lo sosterremo affinche' la sua azione di governo sia concreta e incisiva", ha detto il primo cittadino bolognese.

 

(ER) GOVERNO. GRILLINI (GAYNET): MANCA DELEGA A PARI OPPORTUNITÀ

"DECISIONE ASSAI OPINABILE, SPERIAMO IN POLETTI"

 

(DIRE) Bologna, 21 feb. - Subito una grana per il nuovo Governo Renzi: la comunita' omosessuale non ha digerito la mancanza di una delega specifica alle Pari opportunita' e alla lotta alle discriminazioni. "Il problema e' risolto, il ministero non c'e'", commenta su Facebook con amarezza Franco Grillini, consigliere regionale in Emilia-Romagna e presidente nazionale di Gaynet. Per questo, in una nota Grillini si rivolge direttamente "all'amico Giuliano Poletti", neo ministro al Lavoro e alle Politiche sociali, "con cui ho condiviso cinque anni di consiglio provinciale a Bologna". A lui Grillini indirizza "i migliori e piu' sinceri auguri di buon lavoro", ma anche "una preghiera. Mentre trovo assai opinabile che non sia stata nominata la ministra ad hoc" alle Pari opportunita' e alla lotta alle discriminazioni, "voglio sperare che le deleghe rimangano al ministero di Poletti, che e' persona saggia e da sempre contro ogni discriminazione", cosi' come nel Governo Letta erano state assegnate alla viceministro del Lavoro, Cecilia Guerra.

Friday, 21 February 2014 19:47
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«Cercheremo di riaprire il Pantheon alla città il prima possibile». L’assessore alla Sanità Luca Rizzo Nervo risponde alla lettera pubblicata ieri da Repubblica in cui i familiari di una persona defunta i primi di febbraio esprimono tutta la loro amarezza per non aver potuto salutare in forma laica il proprio caro al Pantehon della Certosa. La struttura è infatti chiusa al pubblico dopo i danni causati dal terremoto del maggio 2012 e, in attesa della riapertura, gli addii laici sono stati spostati in periferia, nella sala del Commiato del Polo crematorio di Borgo Panigale. Ma nessuno pare aver informato i familiari di questa opportunità. Ora però Palazzo D’Accursio promette di dare un’accelerata ai lavori di ripristino del Pantheon. «Riaprirlo è una nostra priorità — assicura Rizzo Nervo — , e nel frattempo faremo un supplemento di indagine per vedere se alla Certosa ci sono altri spazi idonei». Da due anni infatti il Pantheon è per tutti off limits: le lesioni causate dal sisma hanno colpito la parte strutturale, la zona della volta ovale e quella dei finestrini. Da qui la decisione di chiudere tutto. Passati due anni però, dei lavori nemmeno l’ombra. Ritardi che risentono soprattutto dei ricorsi e controricorsi che hanno segnato il bando comunale trentennale per la gestione dei cimiteri cittadini, pubblicato a fine 2011 e vinto a dicembre 2012 da una cordata di privati che si sono però insediati nell’estate del 2013, solo dopo il responso del Tar che ha dato loro ragione e torto alla cordata uscita sconfitta dalla gara. A seguito di questa sentenza è stata creata la nuova società Bologna Servizi Cimiteriali, al 51% di proprietà del Comune e per il restante in mano ai vincitori del bando. Da qualche mese quindi qualcosa si è messo in moto, ma bisognerà aspettare ancora del tempo per rivedere il Pantheon aperto. La fase di progettazione dei lavori è partita, spiegano gli uffici comunali, e tutti i sopralluoghi sono stati effettuati.

Palazzo D’Accursio conta di chiudere questa prima fase entro la metà di marzo. Ma prima di poter dare il via libera ai lavori, il progetto di ristrutturazione dovrà passare al vaglio della Soprintendenza ai beni culturali. La previsione è quindi di aprire i cantieri in estate, salvo intoppi e imprevisti dell’ultim’ora. «Abbiamo chiesto a Bologna Servizi Cimiteriali di dare nel piano di manutenzione straordinaria priorità proprio al Pantheon» spiega l’assessore.

Lavori che riguardano principalmente il rinforzo strutturale di cerchiatura della struttura muraria. Intanto, proprio alla luce della lettera pubblicata da Repubblica, il consigliere regionale Franco Grillini (LibDem) ha presentato un’interrogazione alla giunta Errani per chiedere «quali interventi e opere siano stati effettuati al fine di favorire un’adeguata presenza sul territorio di strutture per il commiato, fruibili senza discriminazione da parte dei cittadini che non praticano il culto cattolico».

 

Beppe Persichella

 

Fonte : La Repubblica

Wednesday, 19 February 2014 12:50
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«Il matrimonio? Sta attraversando il deserto del non riconoscimento». Parola del cardinale di Bologna Carlo Caffarra, che punta il dito contro lo smarrimento vissuto da uomini e donne che sempre più spesso «perdono coscienza della verità della loro femminilità e mascolinità». Immediata, e durissima, la replica di Arcigay. A scatenare la reazione, le parole pronunciate dal cardinale nella basilica di Terni, nel giorno di San Valentino (a cui è intitolata la chiesa umbra). Caffarra si dice preoccupato perché la società «fatica a percepire la bellezza» dell'amore coniugale. I sintomi della crisi, secondo il cardinale, sono due: «Il calo dei matrimoni e la progressiva equiparazione della comunità coniugale ad aggregati di individui legati fra loro da affetti privati». Ancora più esplicito il passaggio successivo: «Questo deserto porta l'uomo e la donna a perdere coscienza della verità della loro femminilità e mascolinità». Caffarra invita le coppie a seguire l'esempio dei martiri: «Non piegatevi ai potenti mezzi della produzione del consenso, orientati a mascherare la verità sull'uomo e sulla donna». Durissima la replica di Vincenzo Branà, presidente del circolo Lgbt Il Cassero: «Caffarra ha tumulato l'amore in un voto di castità e con ogni probabilitá non ha mai festeggiato San Valentino. Il suo livore racconta la malinconia di chi non ha mai ricevuto nè inviato una lettera d'amore». Mentre il consigliere regionale Franco Grillini, presidente di LibDem, ex leader Arcigay: «Per Caffarra se il matrimonio è in crisi è colpa di gay e lesbiche, non lo sfiora il dubbio che la gente non si sposa perché è impossibile mettere su casa». Nel frattempo, il sindaco di Bologna Virginio Merola, in risposta a una polemica della Lega, difende il ciclo di letture proposto dal Comune ai bambini fino ai 10 anni (e alle loro famiglie) che prevede anche il libro «E con Tango siamo in tre» incentrato sulla storia vera di «due pinguini maschi dello zoo di New York che hanno adottato un uovo». È «intenzione dell'amministrazione dice il sindaco favorire iniziative che contrastano la discriminazione». Pierpaolo Velonà

Saturday, 15 February 2014 13:00
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