Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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Dalla madre del giovane picchiato al Cassero riceviamo e pubblichiamo «ONOREVOLE Grillini, ho letto sulla stampa alcuni suoi commenti relativi al pestaggio del ragazzo al Cassero venerdì scorso. Mi stupisce che una persona che fa politica da decenni in diverse formazioni, che ha condotto dure battaglie civili (che la onorano e che ho condiviso) contro le discriminazioni di genere e per la pari dignità e opportunità di tutti gli esseri umani, possa oggi banalizzare un episodio così grave. Certo, la responsabilità prima è del criminale e del suo branco, ma è grande anche la responsabilità di chi ha visto le provocazioni che hanno preceduto il pestaggio e non ha fatto quasi nulla per evitare il peggio. Non solo: a crimine accaduto, con motivazioni false e ridicole, non ha fatto l'unica cosa che era da fare: chiamare immediatamente le forze dell'ordine. Almeno li avrebbero presi subito! VEDA, noi, e in particolare mio figlio che lo frequenta, non abbiamo pregiudizio alcuno contro il Cassero e ci auguriamo che non ci siano speculazioni di alcun tipo su questo caso, noi vogliamo solo giustizia. Consigliere Grillini, mi dica che cosa c'entra, in questo caso, il politicamente corretto'? In questo caso potevano mobilitarsi tutti i partiti che credono nella giustizia e nella legalità, compreso il suo attuale e quello in cui ha militato in passato, per svegliare le coscienze e consolidare un maggior controllo sociale. L'avrei apprezzato molto! Ho molti amici e amiche omosessuali e transessuali che adoro e che sono vicini a me e a mio figlio, sconcertati e delusi a loro volta».

Da Il Carlino
Friday, 21 March 2014 14:39
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Per la prima volta in oltre trent’anni di storia, arrivano i sigilli per il Cassero. Il questore Vincenzo Stingone chiude la discoteca della Salara (ma non il circolo Arcigay e le sue altre attività) per 10 giorni, dopo che nella notte di venerdì scorso un 25enne in pista ha pestato a sangue un ragazzo di 28 anni, spedendolo in ospedale con una mandibola fratturata. Tra le motivazioni della decisione, il ritardo nell’avvertire la polizia dopo il pestaggio, anzi si rimarca anche il fatto che la vittima abbia chiesto che la polizia venisse chiamata. «Quando non c’è una tempestiva chiamata si preclude alle forze dell’ordine la possibilità di un eventuale procedimento giudiziario», ha detto ieri il questore Vincenzo Stingone. Ma l’associazione Lgbt, con a capo il suo presidente Vincenzo Branà, non ci sta e in una nota giudica «ingiusto» il provvedimento di sospensione, che adesso valuta di impugnare: «Ci considera corresponsabili di un fatto violento, anziché vittime».
Due posizioni differenti che si riflettono anche nel fiume di dichiarazioni che ieri ha fatto da cornice alla decisione della Questura. Con tanti interrogativi: perché non è stata chiamata subito la polizia, considerate le responsabilità di garantire la sicurezza dentro al locale durante serate come quella di venerdì?
Il questore Stingone chiarisce: «E’ un provvedimento severo, ma non si vuole criminalizzare nessuno. A volte si commettono leggerezze e superficialità perché non si segue la situazione con zelo. Per queste leggerezze ci possono essere conseguenze terribili e noi dobbiamo evitarle». Il consiglio direttivo del Cassero ribatte: «Rigettiamo l’idea che siano i sigilli a porre rimedio a un pericolo che in realtà sta esclusivamente nelle persone responsabili del fatto e che perciò può ancora manifestarsi in qualunque luogo della città». Il presidente del Cassero Branà, a proposito dei ritardi nel chiamare la polizia, aggiunge: «Noi ci affidiamo a un’agenzia di sicurezza che è riconosciuta dalla Prefettura, e sulla quale non escludo ci rivarremo. Si tratta di persone che fanno corsi di formazione, hanno certificazioni. Con loro dovremmo sentirci al sicuro».

A livello politico la polemica è infuocata. Per il presidente onorario di Arcigay Franco Grillini, la chiusura del Cassero è «opinabile ed eccessiva». Ma, sottolinea, «il circolo dovrà mettere in atto una strategia perché non accada più. E servirebbe un protocollo tra locali e forze dell’ordine sui comportamenti da seguire». Sul caso interviene pure il senatore Pd Sergio Lo Giudice: «Non commento la decisione del questore. Prendo atto che viene punito un posto che ha sempre fatto e fa del controllo e della garanzia della sicurezza dei suoi soci un punto di attenzione forte. Con modalità spesso concordate con la questura, che prevedono un controllo serrato all’ingresso. Cosa che infatti ha consentito la rapida identificazione dell’aggressore ». L’assessore alla Cultura Alberto Ronchi non critica la sospensione, che definisce «coerente ed equilibrata», ma difende anche il circolo, assicurando che la convenzione (cioè la concessione gratuita della sede della Salara e il finanziamento di 10mila euro per Gender Bender) non è in discussione: «E’ evidente che fatti del genere possono dare un’immagine che non corrisponde alla realtà. Serve un occhio di attenzione piuttosto elevato». Infine Sel scandisce: «E’ fuori discussione il valore del Cassero».

 

La Reopubblica

Friday, 21 March 2014 11:15
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Bologna, 20 mar. - Franco Grillini va controcorrente e difende la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, al centro di una inchiesta della Procura di Bologna (tre indagati per truffa aggravata) e di una offensiva politica per chiederne l'abolizione. Col Pd, rimasto pressoche' solo a sostenere la Consulta, si schiera il consigliere regionale ex Idv, che mette in guardia anche da una eccessiva ingerenza della magistratura nelle scelte politiche. "C'e' una guerra attorno alla Consulta che secondo me e' sbagliata, perche' i moltissimi emiliano-romagnoli nel mondo possono rappresentare una risorsa preziosa per i rapporti economici della Regione Emilia-Romagna. Ci sono state delle irregolarita'? Se ne sta occupando la magistratura, vedremo. Ma io dico: attenzione, non e' che tutta la politica puo' finire al vaglio della magistratura". Gia' tutta la politica, sottolinea Grillini, questa mattina su Radio Tau, "e' al vaglio della Corte dei conti, per cui si passano intere settimane a discutere di qualsiasi cosa sia stata fatta. La politica ha una parte di discrezionalita', allora bisogna stabilire il criterio dell'onesta' e se uno non e' onesto deve pagare. Ma se uno schieramento fa delle scelte sono gli elettori a dover giudicare, piu' che la Corte dei conti e piu' della magistratura. Stiamo attenti a non trasformare ogni processo politico in una questione giudiziaria". Inoltre, avverte Grillini, "stiamo attenti perche' la riduzione della rappresentanza puo' essere una strada molto pericolosa".

Quanto alla Consulta, ammette ancora Grillini (oggi alfiere LibDem in viale Aldo Moro), "il mio giudizio non e' obiettivo perche' sono amico di Silvia Bartolini (la presidene, ndr) da quando eravamo adolescenti, ma la mia opinione e' che ha lavorato bene". Secondo il consigliere regionale "si puo' contestare l'esistenza dell'organismo, e' politicamente legittimo, ma la mia opinione e' che la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo abbia persone che le hanno dedicato un sacco di tempo e che questo tempo si sia rivelato estremamente produttivo per gli interessi della nostra collettivita'". (DIRE)

Thursday, 20 March 2014 15:07
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Bologna, per amore o per forza, è diventata in questi giorni una specie di teatro dello scontro sulle questioni “eticamente sensibili”. Confesso che tutte le volte che sento queste parole metterai mano alla pistola se non fossi un non violento e pacifista inveterato. Perché tutte le questioni relative alla vita umana, ai rapporti di relazione, al lavoro, alla salute, all’istruzione e ai diritti sono “eticamente sensibili”. Preferisco quindi parlare più propriamente di diritti umani sui quali non ci possono essere sfumature di grigio ma si è d’accordo o si dissente. Dissentono gli ultraclericali del NCD concentrati sabato 15 marzo in un albergone alla periferia di Bologna. Dissentono i bolognesi che un anno fa hanno dato una schiacciante maggioranza laica al referendum contro il finanziamento alla scuola confessionale cattolica. Dissente persino il sanguigno cardinal Carlo Caffarra che apre clamorosamente le danze da chi non vuole il nuovo corso del papa contestando con una intervista al Foglio le caute aperture del cardinale Kasper sulla comunione ai divorziati. Dice il nostro che se si da la comunione ai divorziati poi non si capisce perchè non anche ai concubini (cioè in conviventi) e persino alle coppie gay, udite udite.

Confesso di provare un certo piacere ad abitare in una città la cui laicità è consolidata e definiva e proprio per questo mi chiedo se non era meglio per Alfano & Company andare a trovare qualche consenso da qualche altro lido, magari per esprimere solidarietà agli organizzatori del meeting di CL sotto processo per una truffetta agli enti locali che si ostinano a finanziare il festival del fanatismo, tanto caro anche a molti personaggi del centrosinistra.

Come tutti sanno il NCD con i vari Giovanardi, Roccella, Sacconi, ecc mette al centro della sua azione politica e della propria esistenza la difesa della famiglia tradizionale contro tutte le altre.  A spiegare il motivo dell’incontro al Savoia Regency hotel al Pilastro è stato il coordinatore regionale Sergio Pizzolante: «Questa è una terra complicata, dove oltre al nemico storico c’è l’avversario nuovo. Grazie a noi al Governo non ci saranno né famiglie per persone dello stesso sesso né adozioni gay». Rincara la dose Giovanardi, sempre in prima linea nelle sparate anti-gay: «Temo una rivoluzione antropologica ha detto E’ la prima volta che in un aula parlamentare si presenta una proposta che prevede due matrimoni».

Il giornale di CL Tempi si compiace e da una mano: “non è un caso che il Nuovo centrodestra abbia scelto proprio Bologna per il suo convegno nazionale (“Famiglia Bene Comune”): per due giorni la neonata forza politica discuterà sul tema della famiglia, concetto tanto elementare quanto purtroppo sempre più messo in pericolo … dalle nuove correnti che vorrebbero cambiarla, scardinandone l’autentica origine, l’unione tra un uomo e una donna. E il capoluogo emiliano, in questi anni, più volte è diventato il laboratorio di tentativi per minare quel legame”.

E’ quindi un po’ patetico Quagliariello che dichiara alle agenzie che “non e’ un convegno contro ma un convegno per. Un convegno per le famiglie: non abbiamo alcuna volontà di polemica”. In realtà, con Berlusconi in declino, l’NCD si vuole rappresentare con l’ascaro del vaticano, il guardiano del bidone vuoto della morale familista, il partito Kattolico per eccellenza, quello che mai e poi mai il matrimonio gay e l’adozione delle coppie omosessuali. E’ un partito che si definisce solo in negativo, che coltiva al suo interno un nucleo clericofascista in Network con i movimenti omofobi dell’estrema destra europea. C’ è quella cattiveria di fondo, quella crudeltà che in altri contesti, come quello Ugandese e Nigeriano, hanno portato all’approvazione di leggi criminali contro la popolazione lgbt.

Questi signori sono decisivi dal punto di vista numerico per l’attuale alleanza governativa e non ho dubbi che la loro azione parlamentare sarà molto efficace nell’impedire l’approvazione di una legislazione a favore della comunità lgbt italiana. Basti vedere le manifestazioni ultracattoliche organizzate in Italia dalle sedicenti “sentinelle” contro qualsiasi legge antidiscriminatoria.

Fino alla fine del secolo scorso gli omosessuali erano nel mirino della destra e degli ultrà cattolici solo marginalmente. Ora l’omofobia è diventata un’autentica ossessione e sull’altare dell’odio verso gli omosessuali si organizzano convegni e manifestazioni. Forse è il caso di rispolverare il vecchio simbolo del movimento lgbt: quel triangolo rosa che veniva messo sugli stracci indossati dagli omosessuali destinati ai campi di sterminio nazisti, gli unici a non essere liberati dalla fine della guerra perchè passarono direttamente nelle carceri delle nuove democrazie.

 

Franco Grillini

Wednesday, 19 March 2014 11:33
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Gentile direttore, a Bologna sabato 15 e domenica 16 marzo c’è stato un convegno, organizzato dal Nuovo centrodestra (Ncd), sul tema 'Famiglia Bene Comune'. Sono importanti questi convegni perché la famiglia è così ricca di risorse e problemi che la formazione e lo studio non sono mai abbastanza. Ma subito gli attivisti gay hanno lanciato i loro strali 'famigliofobi'. Il consigliere regionale LibDem, e presidente di Gaynet, Franco Grillini ha sentenziato che il convegno sarebbe stato «il festival dell’omofobia ». Per Grillini parlare della famiglia è solo un «penoso tentativo di fermare la storia, la laicità dello Stato e la moderna secolarizzazione. Vedremo sfilare i 'gioielli' del fanatismo clericale a guardia del bidone vuoto della morale clericale, sempre più violata dai suoi portatori nella vita privata». Ma allora con questi criteri le persone 'omofobe' sono milioni. Possibile ? Ci chiediamo serenamente se parlare di famiglia sia «fermare la storia» o non piuttosto guardare al futuro. Andare contro la famiglia sembra che faccia perdere la bussola. 
Gabriele Soliani

Da Avvenire
Wednesday, 19 March 2014 09:57
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Sì all'utilizzo di farmaci a base di cannabis a favore dei pazienti ricoverati in ospedale, paga l'Ausl. Ieri, la commissione Sanità e politiche sociali di viale Aldo Moro ha nominato Franco Grillini (LibDem) relatore di un progetto di legge condiviso da tutti i partiti di maggioranza e non solo. Un testo che rappresenta il primo via libera all'utilizzo di questi medicinali a spese del servizio sanitario regionale.
«Speriamo di riuscire ad approvare la legge entro maggio dice Grillini -. La norma tiene conto di tre sentenze della Corte costituzionale e dei testi delle altre Regioni che hanno già approvato provvedimenti simili. Meglio tardi che mai». Se il progetto di legge andasse in porto, l'Emilia-Romagna sarebbe la settima Regione a pagare, attraverso soldi pubblici, farmaci a base di cannabinoidi in corsia dopo Toscana (la prima in Italia), Liguria, Veneto, Friuli, Marche e, appena dieci giorni fa, l'Abruzzo. Quest'ultimo caso ha avuto particolare risonanza anche perché il governo Renzi ha deciso di non impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale.
Il provvedimento riguarda i farmaci «già prescrivibili ai sensi della normativa nazionale». Ad esempio il Sativex, usato in tutta Europa, il primo medicinale a base di cannabinoidi approvato in Italia dall'Aifa (l'agenzia del farmaco) il 9 aprile 2013. L'associazione italiana sclerosi multipla lo segnala per i trattamenti antispastici. Grillini aggiunge che alcuni farmaci «hanno una forte valenza antiematica, antivomito, e possono essere utili ai pazienti che sono in cura per i tumori. In Abruzzo una donna, consigliere regionale, si è battuta molto per questa legge prima di morire perché malata, lasciando come testamento politico la sua proposta. Proprio perché sapeva dei benefici che alcuni di questi mediaderito
cinali possono dare». Infine, un provvedimento ministeriale del 5 dicembre 2013 consente già l'utilizzo da parte dei farmacisti dei principi attivi della cannabis per preparare alcuni medicinali.
La proposta di legge che tra poche settimane approderà in Consiglio regionale è stata firmata da un ampio arco di partiti. Folta la delegazione del Pd: sette democratici tra cui la capogruppo Anna Pariani. Hanno anche l'Idv, Sel, la Federazione della sinistra (c'è anche Monica Donini, presidente della commissione Sanità) e Andrea Defranceschi del Movimento 5 Stelle.
Il testo mette a punto alcune regole, a partire dalla somministrazione dei farmaci che potrà avvenire «in ambito ospedaliero oppure in ambito domiciliare ». «La fase di inizio del trattamento – si specifica nel progetto di legge – si svolge nelle strutture del servizio sanitario regionale e i farmaci cannabinoidi sono acquistati tramite la farmacia ospedaliera o dell'Ausl di appartenenza » del paziente. «Le relative spese sono a carico del Servizio sanitario regionale anche nell'ipotesi in cui il trattamento terapeutico sia iniziato in ambito ospedaliero ma proseguito in sede di dimissioni assistite».
Infine, la legge prevede «per il personale medico, sanitario e socio-sanitario specifici percorsi di formazione e aggiornamento sull'utilizzo, sull'efficacia e sullo sviluppo biomedico e sanitario dei farmaci cannabinoidi » e autorizza la Regione a «stipulare convenzioni con i centri e gli istituti autorizzati alla produzione o alla preparazione dei farmaci cannabinoidi», così da «ridurre la spesa sostenuta dal servizio sanitario per l'importazione di medicinali dall'estero».

Da La Repubblica Bologna

Wednesday, 19 March 2014 09:55
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AL CASSERO ci sono regole chiare su cosa fare in caso di rissa. «Ci sono disposizioni orali su come gestire le risse o casi simili, e queste disposizioni ricomprendono anche chiamare le forze dell'ordine». L'ha detto ieri Vincenzo Branà, presidente del circolo Arcigay di via don Minzoni, sentito dai poliziotti del Commissariato Due Torri-San Francesco, dove è stato convocato a seguito del grave pestaggio subito da un giovane di 28 anni venerdì notte all'interno del locale. L'aggressore è un venticinquenne pregiudicato che si è vendicato per essere stato rimproverato dopo aver cercato di saltare la fila guardaroba. La polizia l'ha già identificato e il pm vuol chiedere per lui una misura cautelare, mentre si sta cercando di identificare anche i 2-3 amici che avrebbero aiutato il picchiatore. IN ATTESA di sviluppi su quel fronte, l'indagine si concentra ora su un altro aspetto non di poco conto e cioè il motivo per cui non è stata chiamata subito la polizia. Proprio per questo sono stati sentiti ieri Branà e un buttafuori presente quella sera al Cassero. Branà ha appunto spiegato che il circolo ha regole precise, che prevedono che in certi casi si chiami la polizia. Il problema è che venerdì notte, a fronte di un pestaggio violentissimo (la vittima ha riportato la frattura multipla della mascella ed è stata operata al Bellaria), nessuno ha chiamato il 113 nell'immediatezza, ma solo due ore dopo i fatti. Branà su questo non ha dato spiegazioni: «Non c'ero quella sera, non saprei dire cos'è successo». Il ventottenne, peraltro, al Carlino ha detto che i buttafuori l'avevano invitato a non chiamare la polizia. Oggi sarà perciò sentito il responsabile organizzativo della serata. INTANTO, sulla vicenda interviene il consigliere regionale Franco Grillini, ex presidente dell'Arcigay, che su Facebook parla di «corvi e sciacalli» puntando il dito contro Forza Italia e il Silb, il sindacato locali da ballo che l'altro giorno hanno attaccato il Cassero. «Evidentemente scrive la tentazione di approfittarne è troppo forte. Più che la riprovazione per l'aggressore, il vero e solo responsabile, a corvi e sciacalli non sembra vero di poter sputazzare sul Cassero, tanto scomodo quanto inattaccabile politicamente». Gilberto Dondi

 

Il Resto del Carlino

Wednesday, 19 March 2014 09:53
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Roma, 16 mar. (Adnkronos) - "La due giorni dell'Ncd a Bologna si è svolta all'insegna della polemica verso i diritti delle persone omosessuali: c'è da chiedersi se l'Ncd, tolta la polemica sui gay, sul fine vita e sulla legge 40, ha qualcosa da dire sul resto della politica italiana...". E' quanto sostiene il presidente di Gaynet Franco Grillini, per il quale "sembra infatti che sappiano parlare solo di gay e di famiglia tradizionale, che nessuno mette in discussione e che non confligge affatto con tutte le altre forme di famiglia".

Sunday, 16 March 2014 13:35
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Una ventina di anni fa partecipai al dibattito sui diritti delle coppie omosessuali con l'allora sindaco Bianco nella gremita sala matrimoni del Comune di Catania.
Già allora si parlò della possibilità di un registro delle Unioni Civili come stimolo per il Parlamento e per una buona legge nazionale. Nel '98 Pisa approvò il primo registro e a tutt'oggi sono almeno 150 i registri votati nei vari comuni italiani. Probabilmente sono molto di più perché in molti casi l'approvazione è avvenuta senza particolari clamori e senza particolari problemi in sede consigliare.
Ma l'approvazione del registro di Catania ha un particolare valore perché il sindaco Enzo Bianco già 20 anni fa si prese l'impegno di appoggiare una giusta battaglia sui diritti civili e sulle coppie conviventi etero od omosessuali che fossero. Oggi, assieme al Consiglio comunale e alla maggioranza di centrosinistra, il sindaco onora la sua promessa con un nuovo regolamento che offre alla città uno spostamento in avanti di civiltà e garanzia dei diritti e delle libertà personali.
Qualcuno dice che i registri non sono utili, che li usano in pochi e che hanno un valore puramente simbolico. Personalmente sono invece convinto che questi strumenti possono essere di grande impatto e utilità purché siano riempiti di contenuti e compiti precisi con una certificazione valida anche per l'applicazione di norme regionali di garanzia come il diritto di visita in ospedale, l'accesso alle case popolari e agli aiuti per l'acquisto della prima casa e via dicendo.
Complimenti quindi al sindaco Bianco, alla giunta e ai consiglieri che hanno votato un documento di civiltà, esempio anche per altre città siciliane e di tutto il territorio nazionale.

Franco Grillini
Presidente Gaynet Italia
Friday, 14 March 2014 12:01
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"Famiglia bene comune": oggi e domani appuntamento del Nuovo Centro Destra in città, al Savoia Regency, in via del Pilastro. Il leader Angelino Alfano e il coordinatore Gaetano Quagliariello, Maurizio Sacconi, Carlo Giovanardi, Laura Bianconi ed Eugenia Rocella per "rilanciare" la famiglia e per ribadire la contrarietà al testo sulle unioni civili presentato al Senato dal Pd.

La scelta di tenere a Bologna questo evento, dove è nato nel lontano 1985 l'Arcigay, è legata al fatto che questa è "una regione dove il concetto di famiglia è stato più messo in discussione in questi anni", spiega il coordinatore emiliano-romagnolo di Ncd, Sergio Pizzolante. Quindi nessuna legge per le coppie gay e tantomeno adozioni per l'NCD.

"Alfano è proprio alla frutta se per dimostrare che NCD esiste deve attaccare le famiglie gay a Bologna", ha scritto il senatore Sergio Lo Giudice, che organizzò il primo Gay and Lesbian Pride in città e ora è presidente onorario dell'Arcigay.

"Sarà il festival dell'omofobia e dei no, no e ancora no" gli fa eco Franco Grillini, Presidente Gaynet Italia "hanno sostituito l'anticomunismo con l'omofobia, una vera ossessione, vedremo sfilare i gioielli del fanatismo clericale... Il festival dell'omofobia promosso non a caso a Bologna, da dove è partita la moderna battaglia per i diritti Lgbt ,è un penoso tentativo di fermare la storia, la laicità dello Stato e la moderna secolarizzazione".

Saturday, 15 March 2014 11:57
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