Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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Bologna, 27 mag. - Il Meeting di Rimini restituisce alla Regione Emilia-Romagna i contributi dati da viale Aldo Moro nel 2009 e 2010, anni per i quali i vertici della Fondazione per la amicizia tra i popoli sono a processo con l'accusa di aver percepito irregolarmente finanziamenti. A renderlo noto e' la vicepresidente della Regione, Simonetta Saliera, rispondendo oggi in Assemblea legislativa all'interrogazione del consigliere regionale LibDem Franco Grillini. Il Meeting ha fatto un bonifico da 90.000 euro lo scorso 12 marzo, dopo che la Regione aveva deciso di prendere parte al procedimento penale in qualita' di persona offesa. Gli avvocati delle due parti si sono quindi accordati, spiega Saliera, per la restituzione della somma: si  tratta di 80.000 euro dati come contributo dalla Regione al Meeting per le edizioni 2009 e 2010, piu' i relativi interessi e circa 2.000 euro di spese legali sostenute da viale Aldo Moro. "Se c'e' stato questo accordo vuol dire che c'e' anche un'ammissione di colpa da parte dei dirigenti del Meeting-attacca Grillini- se si fossero ritenuti innocenti, non l'avrebbero fatto". E aggiunge: "Hanno falsificato i bilanci per ottenere fondi pubblici, c'e' da rimanere sbigottiti". Tra l'altro, "il Meeting fa riferimento a un gruppo come Comunione e Liberazione che dovrebbe essere moralmente irreprensibile". Grillini chiede quindi alla Giunta Errani di non assegnare piu' alcun finanziamento alla Fondazione per l'amicizia tra i popoli, "a partire dal 2014".

DIRE

Tuesday, 27 May 2014 08:56
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Da una parte la possibilità di "poter relazionare alla classe politica regionale" su quella che è "la situazione della magistratura minorile", e "quindi avere attenzione sui problemi che sollevo e i temi di cui mi occupo”, dall’altra la necessità di sottolineare le difficoltà che incontra ogni giorno il Tribunale dei minori di Bologna: dalla “mancanza di funzionalità nei confronti dell’utente”, viste le condizioni della sede, al rischio della “paralisi al supporto dell’attività giurisdizionale”, dovuta a “una carenza di organico nel personale amministrativo pari al 33% rispetto a quanto avremmo bisogno”.
Il presidente del tribunale dei minori di Bologna, Giuseppe Spadaro, è stato ospite della commissione Cultura Scuola Formazione Lavoro Sport, presieduta da Giuseppe Pagani, per una valutazione delle politiche regionali in materia di minori e adolescenti, con l'obiettivo di mettere a punto un’azione integrata. Da febbraio 2014, la Commissione ha ricevuto anche la delega per i “Diritti delle nuove generazioni e rapporti con il Garante per l’infanzia e l’adolescenza”.
Come spiega Spadaro, “i problemi legati alla sede non sono dovuti a motivi di rappresentanza, è semmai una questione di funzionalità nei confronti dell’utenza. Non disponiamo di spazi sufficienti quando, ad esempio, ci troviamo di fronte a casi di genitori in conflitto, e su questo siamo l’unico caso in Italia; manca una aula di ascolto, con i giudici costretti a ascoltare i minori nei loro studi, pur di garantirgli la privacy”. Non è solo un problema di riservatezza, ammette il presidente: “A volte mi stupisco non sia ancora successo nulla di grave, anche se già un nostro cancelliere è stato aggredito e due giudici sono sotto protezione- sottolinea Spadaro-, per ora siamo riusciti ad ottenere due militari in pianta stabile nel nostro palazzo, in modo da garantire più sicurezza sia agli utenti sia ai lavoratori”.
Nuovi spazi potrebbero però essere disponibile a breve, anticipa il giudice: “Siamo in trattativa per una nuova sede in alcuni dei locali dell’ex ospedale dei Bastardini di Bologna, una scelta che avrebbe anche una continuità ideologica importante, e le risposte dal ministero della Giustizia sono state positive, il progetto è già stato elaborato e sottoposto all’attenzione dei capi degli uffici giudiziari interessati, ora attendiamo solo una risposta dalla Provincia”.
L’altra principale difficoltà del tribunale, prosegue Spadaro, risiede nella carenza di personale: “In Emilia-Romagna abbiamo un magistrato minorile ogni 780.000 abitanti, nel Lazio è uno ogni 320.000 e in altre regioni si scende fino al rapporto 1 a 100.000, e il personale amministrativo è ovviamente proporzionale al numero di giudici- informa il presidente-, a preoccuparci è il fattore tempo, che è fondamentale quando si lavora con i minori”. Anche perché, puntualizza Spadaro, “l’Emilia-Romagna è un territorio con un sistema di servizi sociali davvero efficiente e puntale, e questa presenza comporta ovviamente lavoro aggiuntivo per il tribunale”. Secondo le stime del giudice, “ci manca un terzo del personale necessario, e se a questa carenza di base si aggiungono anche solo le malattie ci ritroviamo spesso con metà delle risorse umane di cui avremmo bisogno e il rischio paralisi è davvero alto- continua-, un aiuto fondamentale arriva dall’Università che mette a disposizione alcuni stagisti, che comunque non possiamo pagare per prolungare la collaborazione, anche solo delle borse di studio ci sarebbero di grandissimo aiuto”. Spesso, racconta Spadaro, “i ragazzi arrivati in stage continuano a lavorare con noi anche dopo il periodo ufficiale, a titolo puramente volontario, questa passione mi riempie sicuramente di orgoglio, ma non è certo corretto che un tema così cruciale come la giustizia minorile venga affidato alla buona volontà dei singoli”.
Ad introdurre il presidente del tribunale dei minori è stato il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Luigi Fadiga: “Il cammino percorso fino ad ora è stato davvero importante, adesso abbiamo una visione completa di una fascia di età, i minori, che non sono rappresentati e non hanno voce- ricorda il Garante-, il nostro obiettivo è creare reti tra scuola, servizi e giustizia, rinforzando contemporaneamente quelle già esistenti, il sistema a doppio binario tra servizi e giustizia deve essere armonizzato e reso capace di comunicare maggiormente”.

Thomas Casadei (Pd) è intervenuto per “proporre una sessione straordinaria dell’Assemblea legislativa dedicata ai minori, possibilmente a ridosso della Giornata internazionale del 20 novembre, abbiamo il dovere di dare a queste tematiche la loro giusta centralità nell’agenda politica locale e nazionale”.

Per Franco Grillini (Misto) è necessario “intervenire al più presto per quanto riguarda il personale e la struttura sfruttando ogni nostra competenza, chi si occupa di minori deve poterlo fare nel miglior modo possibile”.

Secondo Paola Marani (Pd), infine, “è decisamente importante questa possibilità di valutare le politiche regionali secondo i risultati raggiunti, le risorse sono scarse, anzi scarsissime, ed è quindi fondamentale puntare forte sull’integrazione”.

Friday, 13 June 2014 08:54
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Una coltura estremamente importante quella della canapa (cannabis sativa L. 1753) che nel periodo immediatamente precedente il secondo conflitto mondiale vide una superficie coltivata di oltre 100.000 Ettari dei quali oltre il 60% situati nella nostra regione. Un’intera filiera produttiva molto redditizia che negli anni si è progressivamente perduta anche per una forte mancanza di innovazione tecnologica nei processi produttivi, ma che oggi viene sempre più spesso riscoperta in tutti i suoi aspetti: storici, sociali, economici ed ambientali.

Wednesday, 11 June 2014 14:11
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Ostilia Mulas, presidente Arcigay Genova, è scomparsa oggi in seguito ad una lunga malattia. La ricordo con affetto e riconoscenza durante il grande pride di Genova del 2009. Purtroppo non vorremmo mai dare notizie di questo tipo, ma è infinitamente giusto che quando una persona che ha lottato con noi ci lascia sia ricordata per quel che ha fatto, per le battaglie comuni e per il bene che ha lasciato a tutti. So che ha chiesto le bandiere di Arcilesbica e di Arcigay sulla sua bara, un esempio per tutti coloro che hanno dedicato la loro vita per i diritti lgbt, orgogliose/i fino in fondo, anche nell'addio. Ciao Ostilia e grazie per quello che hai fatto

 

Pubblichiamo alcune foto di Ostilia tra cui quella del pride di Genova dove la vediamo dietro lo striscione di apertura della grande manifestazione.

Sunday, 08 June 2014 09:02
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“Sono veramente soddisfatto per la risposta della Vicepresidente Simonetta Saliera. E’ proprio il caso di dire che mai una interrogazione ha avuto un impatto così forte e così produttivo.” Queste le prime parole del consigliere Franco Grillini (Gruppo Misto-LibDem) dopo aver ascoltato la replica alle domande poste sui contributi indebitamente percepiti dalla Fondazione Meeting, braccio operativo di Comunione e Liberazione. Nell’interrogazione depositata lo scorso 6 marzo, e che faceva seguito ad una serie di quesiti sulla partecipazione della Regione Emilia Romagna al Meeting, Grillini denunciava pubblicamente quanto già ipotizzato dalla Procura della Repubblica di Rimini: la falsificazione dolosa dei documenti contabili. Il consigliere LibDem, indagando sulle somme dei contributi erogati negli ultimi anni, metteva in evidenza i 50 Mila Euro concessi nel 2009 e un’eguale cifra per l’anno 2010 (periodo oggetto dell’inchiesta della magistratura riminese). I contributi provenienti dalla Regione e destinati a Comunione e Liberazione terminavano con un’erogazione di 30 Mila Euro nell’anno 2011. “A fronte del fiume di denaro erogato – conclude il consigliere LibDem – ho chiesto a più riprese conto per tali interventi che, nel periodo dal 2002 al 2011, hanno visto la Regione sborsare oltre mezzo Milione di Euro alla Fondazione Meeting. Nel momento in cui si è formalizzata un’inchiesta su reati così gravi ho poi ritenuto giusto esortare la Giunta a costituirsi parte lesa in un’inchiesta di questa portata e delicatezza.” Il consigliere Grillini, infine, considera doverosa la restituzione dei contributi provenienti dalla Regione Emilia Romagna, ma auspica che l’inchiesta della Procura di Rimini possa procedere con la massima forza e velocità per accertare ogni ulteriore profilo penale.

Bologna, 27 maggio 2014

Tuesday, 27 May 2014 09:42
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«I giuristi cattolici seminano odio. Noi omosessuali siamo a favore di tutte le famiglie. Li sfido a confrontarsi con me su tutti i temi». Franco grillini, consigliere regionale LibDem (e presidente di Gaynet), dopo l'incontro in Cattolica sul tema "Le ragioni della famiglia" - nel mirino c'era il disegno di legge Scalfarotto contro l'omofobia e transfobia, non ci sta e replica: «Noi omosessuali siamo a favore di tutte le famiglie. Vorremmo che uno Stato che si definisse democratico ci riconoscesse in quanto ‘formazione sociale ove si svolge la personalità dell'uomo/donna', come dice la Costituzione. Le frasi riportate della stampa in merito a quell'incontro sono quanto di più omofobo si possa pensare e meraviglia che a pronunciarle siano dei giuristi che, seppure orientati moralmente dalla matrice ultracattolica, fanno finta di non distinguere peccato e reato e un diritto da un capriccio - proseguegrillini -. Spero che l'obiettivo dei giuristi cattolici, che attaccan o la proposta di legge Scalfarotto contro l'omofobia, non sia quello di poter continuare ad offendere impunemente le persone omosessuali rivendicando la libertà d'insulto, che è già ora reato, che non è certamente libertà di opinione. Le piazzate dei giuristi cattolici sono sempre a senso unico e non prevedono mai il contraddittorio, forse perché sanno bene di non avere argomenti se non quelli della propaganda fanatica e bigotta. Concludo manifestando la mia solidarietà all'assessore Giulia Piroli che da sempre, in seno al Comune di Piacenza attaccato dai giuristi ultracattolici per avere, a loro dire, tutelato anche le coppie omosessuali, si è spesa a sostegno delle battaglie per i diritti civili».

 

Da Libertà

Friday, 16 May 2014 09:15
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"Ok l'insulto è giusto", attacca un utente sulla sua pagina Facebook, ma lei non ci sta a passare per omofoba. Dopo l'intervento alla trasmissione La Zanzara, in cui Iva Zanicchi ha insultato una professoressa del liceo romano Giulio Cesare per aver fatto leggere un estratto del libro di Melania Mazzucco ("Schifosa, le vomiterei in bocca", disse) su un rapporto omosessuale tra due ragazzi, l'europarlamentare di Forza Italia ed ex presentatrice della trasmissione "Ok, il prezzo è giusto!" contrattacca: "Ricevo molti messaggi, alcuni anche pesanti, relativi ad un mio intervento nel corso della trasmissione radiofonica "la Zanzara" - scrive sulla sua pagina Fb - Qualcuno, addirittura, mi accusa di omofobia. Ma stiamo scherzando? Forse fa comodo screditare l'immagine di Iva Zanicchi semplicemente perché dice sempre quello che pensa".

In quell'intervento, spiega la Zanicchi, si riferiva alla lettura di un passaggio di un libro "molto forte, per studenti troppo giovani. Un testo, a mio giudizio, inadeguato in ambito scolastico. Quindi, rispedisco al mittente tutte le accuse infondate, ingiuste, strumentali che mi sono state rivolte. Il mio concetto di libertà - mette in chiaro - è universale e vale per tutto e tutti". Una autodifesa che divide i suoi follower. "Addirittura accusata di omofobia? Ebbene sì, ogni volta che fa certe uscite muore ogni forma di libertà e di rispetto", twitta un utente. Un altro: "La questione non sarebbe respingere le accuse, ma pensare a quel che dice". E poi: "Troppo tardi befana, hai già fatto una figura di m...a dimostrando quello che sei, un'ignorante e un'ipocrita". Interviene anche Franco Grillini, presidente onorario di ArciGay, la stessa associazione che conferì alla Zanicchi il premio "Pegaso d'oro" (assegnato alle personalità che sostengono la dignità delle persone omosessuali): "Uno dovrebbe stare attento anche a come parla alla Zanzara", scrive.

Ma su Facebook c'è anche chi manifesta pieno sostegno alla cantante prestata alla politica: "Quel libro è pornografia omosessuale . Se la scuola è diventata questa , non ci si lamenti della dispersione scolastica e se dissentire da questo indottrinanento significa essere omofobi , allora sono omofoba anche io!". Un altro ci va giù pesante: "Ma anche se di omofobia si trattasse, te ne vergogni??? Lo sono anch'io, omofobo, lo siamo in tantissimi, e non ce ne vergogniamo per niente, sono loro che devono vergognarsi, i culattoni, per quello che sono e per quello che fanno!". E ancora: "Non cambiare Iva, rimanga così come è: vera!"; "Se l'avessero consigliato a mia figlia quel libro... glielo avrei fatto mangiare alle prof... e non scherzo!"; " Iva fagli una pernacchia".

L'Huffinghton Post

Tuesday, 13 May 2014 09:03
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Questa sera alle 21 (unico spettacolo) al cinema Globo ci sarà la proiezione del film «Felice chi è diverso» di Gianni Amelio per la rassegna «Nessuno è diverso- Il cinema contro l'omofobia». Interverranno sul film, e non solo, Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay, e Tina Nuti, assessore alle politiche giovanili del Comune di Pistoia.

 

La Nazione

Thursday, 15 May 2014 08:48
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BOLOGNA - È competenza dello Stato stabilire le norme generali per tutte le scuole, sia per le discipline di insegnamento che per gli standard di qualità del servizio, ma dal 1999 le scuole hanno personalità giuridica e autonomia didattica e organizzativa: nel nostro ordinamento l'educazione sessuale è «una delle attività educative che le singole autonomie scolastiche possono promuovere». Lo ha precisato il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, Alfredo Bertelli, rispondendo a una interrogazione di Franco Grillini, storico leader del movimento gay e ora consigliere LibDem, presentata dopo le polemiche suscitate dall'opuscolo Safer Sex Hiv distribuito agli inizi di aprile.

Da Libertà

Thursday, 08 May 2014 08:05
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La Corte dei Conti contesta ai gruppi dell'Assemblea regionale 147 mila euro di spese «irregolari» nel 2013. Si salvano solo l'ex grillino Giovanni Favia e Franco Grillini (LibDem), tutti gli altri rischiano di dover restituire i soldi spesi. Il dato sembra clamoroso perché il 2013 segue le inchieste giudiziarie e il decreto Monti che ha tagliato i fondi e imposto regole serie. Insomma si poteva immaginare che i partiti smettessero di spendere e spandere. E infatti i capigruppo respingono le contestazioni, dicono che in parte (55.400 euro) si riferiscono a pagamenti effettuati nel 2013 per servizi del 2012, quando il controllo della Corte dei Conti non era previsto. Peraltro, le spese controllate ammontano a circa due milioni: 479 mila euro per il funzionamento dei gruppi (solo queste erano 2 milioni prima del decreto Monti), 1,2 milioni per il personale e i residui attivi (soldi non spesi) dell'anno precedente. Le contestazioni riguardano quindi meno del 10 per cento del totale. Nel dettaglio c'è di tutto e la parte del leone la fa il Pd, il gruppo più consistente: quasi 85 mila euro di spese contestate, soprattutto in comunicazione e attività promozionali. La capogruppo Anna Pariani, in carica da quando si è dimesso Marco Monari per le troppe cene di lusso pagate con fondi pubblici, nega qualsiasi irregolarità. E sottolinea che per circa 22 mila euro si tratta di «pubblicazioni di articoli su Noi donne, regolarmente fatturate dalla cooperativa che edita il giornale» e per 40 mila della «convenzione con la Fondazione Gramsci, inserita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali tra gli istituti di rilevanza nazionale, per realizzare studi e iniziative su temi di interesse della Regione e del gruppo». Alla Corte non va bene. Con 22 mila euro arriva secondo il Movimento 5 Stelle. Secondo Andrea Defranceschi si tratta di pagamenti anticipati a due collaboratori: «È l'ennesimo sfregio di una burocrazia che non distingue il valore del lavoro dal furto. In Italia c'è il vizio di pagarti (forse) 90 giorni dopo. Io invece li ho pagati anticipatamente. Li pagherò di tasca mia ma non prima di aver fatto ricorso al Tar». Liana Barbati dell'Idv, con 10 mila euro di contestazioni, dice che per oltre seimila si tratta della rassegna stampa di Press Line. Per la Corte deve bastarle quella della Regione, a lei però non basta «perché riguarda l'azione dei consiglieri, non dà un'idea generale del territorio». Questi rilievi arriveranno anche alla Procura che presto chiuderà l'inchiesta per peculato sugli anni precedenti. Il braccio di ferro tra la Corte e i partiti è già iniziato. Alessandro Mantovani

Corriere della Sera

Monday, 12 May 2014 07:56
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