Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

LoginRegister
Home » RSS PRINCIPALE
A+ R A-
RSS PRINCIPALE
A sostegno di Merola ci sarà anche la lista dell'Italia dei Valori, che schiererà come capolista Franco Grillini, attualmente in consiglio regionale.


CORRIERE DI BOLOGNA - BOLOGNA

03/04/2011 - pag: 8
Liste, pronti via: ecco chi le guida E l'ex Mr. Hera «ritira» Guazza
Nessun «numero uno» per Aldrovandi. Tandem per Sel
Il candidato civico Stefano Aldrovandi sacrifica Giorgio Guazzaloca entrambi nella foto tonda). L'ex sindaco, indagato per il reato di corruzione nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Bologna sul Civis, difficilmente sarà il capolista del candidato civico come era stato deciso a suo tempo. E Guazzaloca non dovrebbe essere nemmeno nella lista. La decisione sarebbe stata presa con grande sofferenza da parte di Aldrovandi. Che però con ogni probabilità accompagnerà la scelta con un bel gesto nei confronti di Guazzaloca, di cui è amico da una vita. Non ci dovrebbe essere infatti nessun capolista, ma solo una lista di nomi in rigoroso ordine alfabetico. Insomma, come nel calcio si ritira il numero della maglia dei campioni quando smettono, così Aldrovandi decide di non dare ad altri il ruolo che era stato pensato per Guazza. La scelta sarebbe coraggiosa perché potrebbe costare qualcosa in termini elettorali: solitamente il capolista con la sua maggiore visibilità fa infatti da traino all'intera formazione. Con la scelta dell'ex manager Hera si completa quasi definitivamente il quadro delle squadre dei candidati sindaci per le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. Vediamo di riassumere le scelte principali. Il Partito democratico schiera come capolista Maurizio Cevenini, recordman di preferenze che non ha certo bisogno di presentazioni. Il Pdl ha scelto ieri come capolista Lorenzo Tomassini, giovane avvocato che è già stato consigliere comunale. Tomassini è anche l'uomo indicato dal partito come candidato vicesindaco nel ticket elettorale con il candidato sindaco Manes Bernardini. Sulla lista del Pdl dovrebbe esserci scritto «Berlusconi per Bernardini» , una scelta che l'esponente del Carroccio sembra gradire: «A me ha detto ieri Bernardini va bene tutto, basta che scelgano. Dobbiamo partire con i manifesti» . La Lega Nord, che presenterà ufficialmente alla città la sua lista sabato prossimo, ha scelto da alcuni giorni come capolista Lucia Borgonzoni, giovane capogruppo del Carroccio in Provincia. Domani verrà presentata alla stampa la lista «Con Amelia per Bologna con Vendola» , in pratica la formazione mista della candidata alle primarie Amelia Frascaroli e di Sinistra e Libertà che appoggerà la candidatura a sindaco di Virginio Merola. Due i capilista: la stessa Amelia Frascaroli e la coordinatrice di Sel, Cathy La Torre. A sostegno di Merola ci sarà anche la lista dell'Italia dei Valori, che schiererà come capolista Franco Grillini, attualmente in consiglio regionale. Mancano ancora all'appello la lista dei socialisti e della Federazione della sinistra nel fronte della coalizione che sosterrà Virginio Merola. Il movimento di Beppe Grillo che candida Massimo Bugani come sindaco ha scelto come capolista Federica Salsi, consigliere di quartiere al Navile nell'ultimo mandato mentre il candidato civico Angelo Maria Carcano ha scelto a sorpresa di candidare Cinzia Cracchi, l'ex compagna di Flavio Delbono che, attraverso la denuncia di Alfredo Cazzola e la conseguente inchiesta della procura ha di fatto provocato le dimissioni di Flavio Delbono. Nei prossimi giorni dovrebbe presentare la lista, e anche il capolista, il movimento Bologna capitale di Daniele Corticelli, la cui candidatura appoggiata anche dalla lista dei consumatori, dei repubblicani e degli ex leghisti di Agire insieme. Infine ci sono poi le liste migliori dove anche questa volta è presente Bologna futura di Michele Laganà. Altri ancora si scontreranno con il problema di raccogliere le firme. Complessivamente comunque ci sarà il solito esercito di oltre 400 candidati. Olivio Romanini olivio. romanini@rcs. it

Sunday, 03 April 2011 08:17
Published in Rassegna stampa
Read more... 0
Duello con Vanzina contro la battuta omofoba del suo ultimo film

31/03/2011 - pag: 55

L'articolo del carlino sullo scontro Grillini vanzina
«Via la battuta contro i gay dal film sulla moda»

MILANO «Stilista ricchione» . È polemica sulla battuta che il commissario Malerba interpretato da Francesco Montanari, nel nuovo film dei fratelli Vanzina Sotto il vestito niente -L'ultima sfilata, rivolge alla bella Vanessa Hessler che dovrebbe convolare a nozze con uno stilista, che poi è il protagonista del film (Federico Marinoni -Richard E. Grant). «Come fai a sposarti con lui se quello è ricchione?» , le dice. A rilevare la battuta omofoba è stato Klaus Davi, che nella puntata di KlausCondicio dal titolo «Vanzina squadristi?» ha sollecitato i commenti in proposito dei sindacati di polizia e di politici. Durissimo il Sap (Sindacato autonomo di polizia). Il segretario nazionale, Nicola Tanzi, dichiara: «Siamo allibiti. Come si può mettere in bocca a un personaggio dai contorni positivi una simile caduta di bassa omofobia? I Vanzina stanno danneggiando l'immagine dei poliziotti. Chiediamo di tagliare quella battuta» . Per il segretario generale Uil, Oronzo Cosi «un poliziotto che dice che gli stilisti sono "ricchioni"appartiene ad un immaginario legato agli anni Settanta, al poliziotto da "caserma"» . Dello stesso tenore la dichiarazione del segretario generale del Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori polizia), Felice Romano: «Il commissario descritto dai Vanzina è completamente fuori dalla realtà. In polizia non c'è nessun pregiudizio su questo e su altri temi. Al poliziotto vengono richieste caratteristiche psicofisiche, non certo i suoi orientamenti sessuali, religiosi o politici» . Duro anche Franco Grillini, responsabile per i diritti civili dell'Idv: «I Vanzina chiedano scusa per aver sovrapposto l'immagine del commissario Malerba a quello di un omofobo della peggior specie e della più bassa categoria. Chiediamo che la battuta sia tagliata. In Spagna, Francia e Germania un film che incita all'omofobia non potrebbe mai uscire» . La deputata Pd, Anna Paola Concia, relatrice della proposta di legge contro l'omofobia e la transfobia, non fa mancare la sua riflessione: «"Ricchione"è una parola brutta e atavica. Le poliziotte e i poliziotti italiani sono molto diversi rispetto al modello descritto nel film. I Vanzina, per il loro prossimo film prendano esempio dal capo della polizia, Antonio Manganelli, che tanto ha fatto e continua a fare sul tema della lotta contro l'omofobia e la transfobia» . In tutto ciò, Enrico Vanzina casca dalle nuvole. «Poliziotto omofobo? Ma quando mai! Il nostro commissario Malerba è una persona per bene, rispettosissima delle regole. Questa polemica è pretestuosa e ingiusta» . R. S. RIPRODUZIONE RISERVATA


Il richiamo in prima pagina del carlino

Questo articolo è stato pubblicato su Gay.it (http://www.gay.it)
"Stilista ricchione": è bufera sull'ultimo film dei Vanzina di Mercoledì 30 Marzo 2011

La frase pronunciata dal commissario Malerba nel film "Sotto il vestito niente" scatena le proteste non solo della comunità lgbt, ma anche dei sindacati di polizia: "I poliziotti non sono così".
"Stilista ricchione". Questa è la battuta, pronunciata dal commissario Malerba di "Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata", che ha fatto scatenare la bufera sull'ultimo film dei fratelli Vanzina. Il commissario, interpretato da Francesco Montanari (noto al grande pubblico per avere impersonato il Libanese della serie "Romanzo Criminale") apostrofa così la volontà dello stilista protagonista del film Federico Marinoni (Richard E. Grant) di sposarsi con una donna (Vanessa Hessler): "come fai a sposarti con lui se quello è ricchione?". Ad accorgersi per primo della battuta omofoba è stato Klaus Davi, che nella puntata di KlausCondicio dal titolo "Vanzina squadristi?" ha chiesto ai sindacati di Polizia e a politici dicommentare la frase. Durissimo il Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) che per bocca del segretario nazionale Nicola Tanzi dichiara: "Siamo allibiti. Come si può mettere in bocca a un personaggio dai contorni positivi una simile caduta di bassa omofobia. I Vanzina stanno danneggiando l'immagine dei poliziotti e stanno instillando nell'opinione pubblica l'idea che un servitore dello Stato, che per di più nel film ristabilisce la legalità, si abbandoni a una simile considerazione. Chiediamo ai Vanzina di intervenire subito e di tagliare quella battuta".

Ai microfoni di KlausCondicio Tanzi ha aggiunge: "Non solo, col poliziotto omofobo i Vanzina descrivono una figura di commissario non attuale, e non tengono neppure conto dell'impegno del prefetto Antonio Manganelli contro l'omofobia e i crimini che colpiscono gay e lesbiche." Per il segretario generale Uil Oronzo Cosi, poi, "un poliziotto che dice che gli stilisti sono 'ricchioni' appartiene ad un immaginario legato agli anni settanta, al poliziotto da 'caserma'. Noi non ci riconosciamo in questo commissario e nel suo linguaggio".

"Il commissario descritto dai Vanzina non è un poliziotto reale - commenta il segretario generale del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) Felice Romano-. E' completamente fuori dalla realtà. In polizia non c'è nessun pregiudizio su questo e su altri temi. Al poliziotto vengono richieste determinate caratteristiche psicofisiche, non certo i suoi orientamenti sessuali, religiosi o politici". Romano ha poi aggiunto: "E' capitato di dover aiutare una collega lesbica che non era stata oggetto di discriminazione, ma che tuttavia aveva chiesto il nostro intervento che ha poi chiarito la situazione. La satira e la comicità devono ispirarsi alla realtà vera, altrimenti si rischia di arrecare un cattivo servizio alla societa'".

Sulla vicenda interviene anche Franco Grillini, responsabile per i diritti civili dell'Idv. "I Vanzina chiedano scusa per aver sovrapposto l'immagine del commissario Malerba a quello di un omofobo della peggior specie e della più bassa categoria - dice Grillini -. Tra l'altro corroborando il trito e ritrito luogo comune dello stilista per forza di cose omosessuale". "Noi chiediamo - aggiunge - che la battuta sia tagliata immediatamente perché fortemente razzista e offensiva. In Spagna, Francia e Germania un film che incita all'omofobia non potrebbe mai uscire".

"Conosciamo bene l’importanza che il cinema ha nel veicolare messaggi - rincara la dose Paola Concia, deputata del Pd -, soprattutto alle nuove generazioni. La frase del film dei Vanzina ci riporta indietro di molti anni, quando la polizia era poco sensibile alla questione delle discriminazioni subite dalla comunità lgbt. 'Ricchione' è una parola brutta e atavica che suona come una bestemmia in bocca a coloro che dovrebbero proporsi come un modello positivo per tutti i cittadini, nessuno escluso.

"Le poliziotte e i poliziotti italiani sono molto diversi rispetto al modello descritto nel film - conclude l'onorevole - e sanno bene che il valore più importante per un servitore dello stato è il rispetto verso tutti i cittadini indipendentemente dal loro orientamento sessuale. I Vanzina prendano esempio dal Capo della Polizia, Antonio Manganelli, che tanto ha fatto e continua a fare sul tema della lotta contro l’omofobia e la transfobia".

Travolto dalla polemica Enrico vanzina tenta la difesa in extremis.

"Poliziotto omofobo? Ma quando mai! Il nostro commissario Malerba è una persona per bene - dice il regista -, rispettosissima delle regole, talmente seria da rifiutare di tradire la moglie quando gli si presenta l'occasione. Questa polemica è pretestuosa e ingiusta. Il mondo del cinema è pieno di poliziotti corrotti e negativi. Il commissario Malerba del nostro film, invece, è un poliziotto per bene: intelligente, rispettosissimo delle regole e delle persone. Il ritratto di una persona assolutamente positiva". "Come si puo' criticare una persona se, in privato, dice una battuta che, peraltro, viene pronunciata in una circostanza particolare - si chiede Vanzina alludendo ad un privato rappresentato sugli schermi dei cinema di tutta Italia, però -? In realtà abbiamo pensato di fare il ritratto di un poliziotto per bene che a mio giudizio non risulta mai offensivo ed è sempre rispettoso di tutti. Se poi si vuole cercare la polemica per forza allora posso consigliare chi critica di andare a guardarsi come sono stati descritti i poliziotti nel cinema in centinaia di film...". Nessun accenno all'offesa arrecata alla comunità lgbt, naturalmente.
Monday, 04 April 2011 22:09
Published in Rassegna stampa
Read more... 0
Franco Grillini era presente all'evento in qualità di presidente di Gaynet, l'associazione Lgbt che si occupa di comunicazione.

Roma, 7 aprile 2011 - Con la firmadel protocollo tra Oscad (l’Organismo per la lotta alla omofobia di polizia ecarabinieri) e l'Unar (Ufficio antidiscriminazioni del Ministro per le pariopportunità ) si è dato oggi il via a Roma, in modo solenne, a unacollaborazione istituzionale di grande importanza che potrà essere di grandeefficacia nella lotta all'omofobia in Italia.

Franco Grillini era presente all'evento in qualità di presidente di Gaynet, l'associazione Lgbt che si occupa di comunicazione.

Molto significativi gli interventi del prefetto di Roma, FrancescoCirillo, che ha ricordato con Grillini la sua esperienza di questore diBologna, e del Capo della Polizia di Stato, Antonio Manganelli, che ha sottolineatoche la lotta all'omofobia è soprattutto impegno culturale contro ilpregiudizio.

Manganelli ha ricordato gli interventi della polizia contro lediscriminazioni, mentre Massimiliano Monnanni, direttore dell’Unar, ha parlatodegli oltre 700 interventi e segnalazioni di fatti di violenza ediscriminazione omofobica raccolti dal suo Ufficio.

«Ciò che è avvenuto oggi era impensabile solo pochi anni fa – hadichiarato Franco Grillini – ed è il segnale migliore del profondocambiamento avvenuto nel Paese. Da oggi la lotta all'omofobia ha uno strumentoin più che speriamo sia decisivo.






Documento di cooperazione fra l’Oscad della Polizia e l’Unar del Ministero per le Pari Opportunità

di Enrico Oliari


La sala dell'Incontro

Firmato oggi alla Scuola Superiore della Polizia, a Roma, il protocollo di cooperazione nella lotta alla discriminazione ed ai reati discriminatori fra l’Oscad, l’Osservatorio per la Sicurezza contro gli atti discriminatori della Polizia di Stato e l’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali del Ministero per le Pari Opportunità.
Alla riunione hanno partecipato i massimi esponenti delle Forze dell’Ordine nelle persone dei prefetti Antonio Manganelli, dirigente generale delle Forze di Polizia, del prefetto Francesco Cirillo, vicecapo, del questore Enzo Calabria, direttore del servizio di Analisi criminale, del generale Fischione dei Carabinieri, dei rappresentanti di alcune fra le principali associazioni del movimento gay (GayLib, Arcigay, Gay Center, Polis Aperta, Rete Lendford e Gay Net, quest’ultima rappresentata dall’on. Franco Grillini), di Massimiliano Monanni, direttore dell’Unar e di altre associazioni di lotta alla discriminazione (ACLI, Amnesty International, CIR - Consiglio Italiano Rifugiati -, Comunità Sant' Egidio, Polis e l' UFTDU - Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani).
Gli onori di casa sono stati tenuti dal Dirigente generale della Scuola Superiore di Polizia, Gerardo Cautilli, il quale ha esordito ricordando che dietro ad ogni discriminazione o reato discriminatorio vi è sempre un individuo.
Il prefetto Francesco Cirillo ha voluto ribadire l’importanza della formazione nella lotta al reato omofobico, motivo per cui si è scelta come sede dell’incontro la Scuola Speriore di Polizia, dove si formano i nuovi commissari, ma anche il ritardo con cui l’Italia si pone, rispetto all’Europa, sulla questione. Il prefetto ha informato l’assemblea che nel breve periodo di operatività dell’Oscad sono arrivate 42 segnalazioni, dato che può essere interpretato sotto diversi aspetti, e che in almeno un caso si è intervenuti in tempo per procedere all’arresto del criminale. Anche secondo Cirillo c’è ancora molta gente che non ha il coraggio di denunciare i soprusi e quindi di rapportarsi con le Forze dell’Ordine, nonostante sia ormai indiscutibile che la vita di ogni giorno sia fatta di bianchi e neri, di eterosessuali e gay. “Lo stesso termine ‘integrazione’ – ha spiegato il dirigente di Polizia – appare inappropriato, poiché siamo in una società in cui si vive insieme”. Sempre Cirillo ha poi ribadito che per quanto la Polizia si occupi di perseguire il reato e l’Unar di combattere la discriminazione, i canali di comunicazione restano identici e per questo motivo è importante che i due osservatori utilizzino i medesimi canali comunicativi.
Il rappresentante dell’Unar, Massimiliano Monanni, ha voluto affermare di come l’interazione con l’Oscad permetta di lavorare in modo decisamente migliore nella lotta alla discriminazione ed ha spiegato di come l’Unione Europea abbia chiesto all’Italia un maggior impegno nella formazione finalizzata alla lotta alla discriminazione.
Anche il prefetto Antonio Manganelli ha indicato nella scelta della Scuola dei Superiore di Polizia una scelta non casuale, in quanto, ha spiegato “la Scuola è la casa della cultura, delle ricerche e delle strategie che servono per progredire, dove nascono le cose che facciamo, ovvero il ‘prodotto’ del nostro lavoro, che è la sicurezza. Tant’è che all’incontro sono presenti i massimi vertici delle Forze di Sicurezza, dal capo dell’Antiterrorismo, al capo dell’Anticrimine ed il generale dei Carabinieri Maruccio per significare la capillarità della presenza sul territorio delle Forze dell’Ordine. La stessa legislazione tiene conto dei dati che arrivano presso questa sede”.
Manganelli ha poi detto che vi sono i sensori di una catena di pregiudizi in atto che poi arrivano a formare il reato, ma vi è anche il fattore non secondario della paura del diverso per cui è necessario colmare un vuoto immediato, dove lo Stato è in colpevole ritardo. “Va anche detto – ha continuato il Capo della Polizia – che solo fino a qualche anno fa una riunione come quella di oggi sarebbe stata del tutto impensabile anche per via della figura virile e sceriffesca del poliziotto. Il reato discriminatorio ed omofobico va colpito, ma il nostro motto resta più sicurezza insieme”.


Il simbolo dell'Oscad
Il prefetto ha poi spiegato lo scopo della firma del protocollo di cooperazione fra Unar e Oscad, poiché “bisogna porsi obiettivi ambiziosi, non solo sedersi intorno ad un tavolo, ovvero dar vita ad un vero osservatorio che unisca le energie di tutti”.
Sempre Manganelli sì è poi soffermato sull’importanza di agevolare le denunce reperendo interlocutori giusti e con la dovuta professionalità. Ha poi concluso l’incontro con la promessa di prossimi incontri a cadenza periodica anche di natura tecnica per valutare il raggiungimento degli obiettivi dell’Oscad.

Ministero dell'Interno e Presidenza del Consiglio uniscono le loro forze per combattere in maniera più efficace tutte le discriminazioni, da quelle fondate su razza, origine etnica e handicap, a quelle relative a credo religioso ed orientamento sessuale.

Da sito della polizia di stato

Questa mattina a Roma, nella sede della Scuola superiore di Polizia, è stato firmato un protocollo d'intesa, per definire il rapporto di collaborazione tra l'Oscad (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori), istituito nell'ambito del Dipartimento della pubblica sicurezza, all'interno della Direzione centrale della polizia criminale, e l'Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), articolazione del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio.

Alla presenza del Capo della polizia, Antonio Manganelli, l'accordo è stato siglato tra il presidente dell'Oscad, il direttore centrale della polizia criminale, Francesco Cirillo, e il direttore generale dell'Unar, Massimiliano Monnanni.

Obiettivo primario del protocollo è facilitare la denuncia da parte delle vittime degli atti discriminatori. A tal fine sono stati definiti i flussi di informazioni tra i due organismi, in particolare l'Unar trasmetterà all'Oscad i casi di rilevanza penale mentre il contrario avverrà nei casi che non avranno tale valenza.

"Con la firma di questo accordo non vogliamo solo parlare di questi problemi, ma vogliamo qualificare e quantificare i fenomeni in tutta la loro gravità - Ha dichiarato il capo della Polizia durante il suo intervento - mettere in campo, in modo strutturato, dividendo i compiti e mettendo a fattor comune le specifiche competenze e conoscenze, per la soluzione di questo problema: la prevenzione di ogni forma di discriminazione ma anche la repressione immediata di ogni comportamento che costituisca un vero e proprio reato".

Manganelli ha anche sottolineato come l'azione sinergica e parallela dei due organismi sia il mezzo per raggiungere l'obiettivo: "Per fare questo bisogna agevolare le denunce e creare degli interlocutori che possano dialogare con i cittadini con quella sensibilità e professionalità che non è da tutti; bisogna convogliare le segnalazioni verso personale specializzato che possa risolvere i problemi".

"L'Oscad vuole essere un organismo operativo - ha concluso il Prefetto - che non faccia solo chiacchiere ma fatti, che riceva segnalazioni di fenomeni ed organizzi le concrete contromisure".

L'organismo della presidenza del Consiglio potrà contribuire inoltre alla formazione degli operatori delle forze di polizia, grazie alle esperienze qualificate dei propri esperti in questo settore, coinvolgendoli anche in progetti di collaborazione con le varie reti territoriali


Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori - OSCAD
L'Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad) è stato istituito allo scopo di agevolare i soggetti facenti parte di minoranze nel concreto godimento del diritto all'uguaglianza dinanzi alla legge ed alla protezione contro le discriminazioni.

Rimuovere gli ostacoli che impediscono la fruizione di tale diritto universale, riconosciuto dalla "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo" nonché da varie Convenzioni europee ed internazionali, è segno del livello di civiltà di un Paese e costituisce, pertanto, un obiettivo da perseguire con determinazione.

L'Oscad, incardinato nell'ambito del Dipartimento della pubblica sicurezza - Direzione centrale della polizia criminale, è presieduto dal prefetto Francesco Cirillo, vice direttore generale della pubblica sicurezza - direttore centrale della polizia criminale, ed è composto da autorevoli rappresentanti della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri.

In particolare l'Oscad:

mantiene rapporti con le associazioni rappresentative degli interessi lesi dalle varie tipologie di discriminazione e con le altre istituzioni, pubbliche e private, che si occupano di contrasto alle discriminazioni.
In particolare, sono stabiliti stretti contatti con l'Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o l'origine etnica (Unar) del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del consiglio dei ministri, con il quale è stato siglato, il 7 aprile 2011, un protocollo di intesa finalizzato a definire i contenuti del rapporto di collaborazione tra i due organismi, allo scopo di ottimizzarne i risultati;
riceve le segnalazioni di atti discriminatori attinenti alla sfera della sicurezza, da parte di istituzioni, associazioni di categoria e privati cittadini, per monitorare efficacemente i fenomeni di discriminazione determinati da origine etnica o razziale, credo religioso, orientamento sessuale, handicap:

via e-mail all'indirizzo This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it

via fax ai numeri 06 46542406 e 0646542407

attiva, alla luce delle segnalazioni ricevute, interventi mirati sul territorio, da parte della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri;
segue l'evoluzione delle denunce di atti discriminatori presentate direttamente alle forze di polizia;
propone idonee misure di prevenzione e contrasto.
In ogni caso, la segnalazione di un atto discriminatorio all'Oscad non sostituisce la denuncia di reato alle forze di polizia, né costituisce una modalità di attivazione d'emergenza delle medesime in alternativa al 112 o al 113
Thursday, 07 April 2011 21:39
Read more... 0
Le fa eco Franco Grillini che sui dirigenti di quello che è ormai il partito più antico del parlamento italiano lancia frecciate ben precise.

L'ex presidente della Camera si dice per niente meravigliata dalla scelta di Cota di non finanziare il Festival del cinema Gay di Torino. E il Comune, intanto, aderisce alla Conferenza dell'Ilga
"Non mi stupisce la scelta di Cota di non sponsorizzare il festival dei gay, ai miei tempi la Lega era un partito in cui aleggiava moltissima omofobia. Se c'era un difetto era certamente una visione distorta della sessualità, un machismo fastidioso. Che costava qualcosa alla presenza femminile". Lo ha detto l'ex presidente della Camera Irene Pivetti, che ha scritto il proprio commento sulla vicenda del Torino lgbt Film Festival alla pagina Facebook di "Porca Italia - Cosa dicono (e pensano) di noi nel mondo", l'ultimo libro di Klaus Davi edito da Garzanti con la prefazione di Gian Antonio Stella.

Come avete già letto su questo sito, i fatti si riferiscono alla decisione della giunta presieduta dal governatore piemontese Roberto Cota di negare il patrocinio della Regione alla 26esima edizione del Festiva del Cinema Gay in programma a Torino dal 28 aprile al 4 maggio. La Pivetti esprime molti dubbi sul prototipo iper virile del leghista: "Secondo me - dice - l'idolatria del 'celodurismo' è un 'vorrei ma non posso', ma lasciamo perdere... credo che l'omofobia e il machismo siano ancora molto presenti nella Lega e non solo. e che non sono affatto superati, anche se io militavo tanti anni fa e quindi mi potrei sbagliare". "Sono convinta che la politica omofoba, a prescindere da chi viene portata avanti, danneggi l'immagine internazionale del nostro Paese", osserva infine la Pivetti.

Le fa eco Franco Grillini che sui dirigenti di quello che è ormai il partito più antico del parlamento italiano lancia frecciate ben precise. "Nella Lega sono almeno sei i dirigenti top notoriamente omosessuali, nel senso che si sa di loro nella ristretta cerchia leghista e anche in una più ampia di chi fa politica". "Alcuni gay - continua Grillini - per fare carriera si infilano nei partiti di destra, anche perché forse lo sono sinceramente. Sta di fatto che, se facessero coming out, la loro carriera terminerebbe ipso facto perché quei partiti sono ferocemente omofobi. Quindi si fa finta di essere machi, si spara a zero sugli omosessuali, si chiudono i posti di incontro gay, si favoriscono petizioni anti-omosessuali ecc. Dico solo che, quando uno è particolarmente feroce sulla questione omosessuale evidentemente deve allontanare da sé il sospetto".

Intanto a fare la differenza, alla vigilia delle elezioni amministrative, è l'aministrazione comunale, guidata dal democratico Chiamparino. Il comune, infatti, ha approvato una delibera di adesione al Comitato d'Onore della XV Conferenza di ILGA Europa che quest'anno si svolgerà proprio nel capoluogo piemontese.

"In un Paese come il nostro, ideologicamente paralizzato dai pregiudizi nel riconoscimento dei diritti civili delle persone omosessuali e transessuali - commenta in una nota il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè -, l'adesione rappresenta il segno di una buona amministrazione, non perchè amica ma perchè giusta e rispettosa dei tanti modi di essere uomini e donne ed egualmente cittadini".

"Dal Comune di Torino - continua Patané - ci arriva la conferma del ruolo che Comuni, Province e Regioni possono svolgere nel velocizzare il riavvicinamento della politica alla reale varietà della società italiana e che proprio la politica e le pubbliche amministrazioni dovrebbero rappresentare con oggettivo rispetto per tutti. Ora ci aspettiamo che anche la Regione Piemonte sappia ritornare sui propri passi e dare un segno di apertura a quell'Europa di cui il Piemonte è sempre stato storicamente porta privilegiata, aderendo alla Conferenza di ILGA con altrettanto doveroso riconoscimento della vita e dei diritti di tutti. Alla fine prevarrà la consapevolezza che questa adesione, come anche la riattribuzione del patrocinio regionale al Festival del Cinema lgbt di Torino, farebbero e faranno come sempre bene all'immagine ed alla cultura di tutto il Paese, del Piemonte e di chi lo amministra".
Friday, 08 April 2011 21:19
Published in Rassegna stampa
Read more... 0

Scegli la categoria degli articoli per visualizzarli

Login

Register

*
*
*
*
*

* Field is required