Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

LoginRegister
Home » RSS PRINCIPALE
A+ R A-
RSS PRINCIPALE

Gli #omofobi si divertono su Twitter ad attaccarmi sulla mia laurea, loro che tanto colti non sono. Gli completo le informazioni: mi sono laureato col massimo dei voti sia negli esami che nel giudizio di laurea.

Franco Grillini

Thursday, 10 July 2014 14:42
Published in Comunicati Stampa
Read more... 0

La trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all'estero nel registro dello stato civile dei comuni italiani è giusta e doverosa per molte ragioni:

Perché c’è una richiesta di uguaglianza delle coppie omosessuali italiane sposate all’estero che, giustamente, rifiutano di essere considerate di serie B, vale a dire che le “famiglie” omosessuali sono famiglie a tutti gli effetti ed esattamente come tutte le altre;

La Corte di Cassazione nel 2012 ha confermato con chiarezza che la diversità di sesso non è più un presupposto naturalistico del matrimonio. Dice infatti la Corte: “E’ stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire “naturalistico”, della stessa esistenza “del matrimonio”. Ciò vale per l'Italia anche perchè ha sottoscritto la Carta di Nizza, la quale riconosce la possibilità del matrimonio tra persone dello stesso sesso, così come ha anche riconosciuto la Corte Europea dei Diritti Umani. D'altronde basti ricordare che le famiglie dello stesso sesso possono sposarsi in 11 Paesi europei;

Il legislatore, se volesse, potrebbe aprire il matrimonio alle coppie dello stesso sesso (tutte le sentenze delle alti corti l’hanno confermato, vale a dire che il matrimonio gay in Italia sarebbe perfettamente costituzionale), ma intanto è obbligato a trascrivere i matrimoni contratti all'estero perché i cittadini italiani hanno anche la cittadinanza europea e la trascrizione gli serve per poter circolare nell'UE con tutti i loro diritti;

La trascrizione ha un valore di pubblicità e non è possibile che tale regola giuridica venga ignorata quando si tratta di trascrivere un matrimonio tra persone dello stesso sesso.

A Ravenna si è celebrato il matrimonio tra due donne alla presenza del Sindaco e di centinaia di presenti che hanno persino fatto un piccolo corteo. E’ solo l’ultimo degli episodi di una Italia che è profondamente cambiata e che vede ormai migliaia di coppie omosessuali spesso con figli essere protagonista di una nuova e positiva coesione sociale che rappresenta un bene per tutta la società ed è per questo che occorre riconoscere questa nuova realtà e le trascrizioni sono un passo ulteriore e importante verso questa direzione.


Franco Grillini

Presidente Gaynet

Consigliere regionale LibDem

 

Monday, 07 July 2014 11:06
Published in Comunicati Stampa
Read more... 0

BOLOGNA – La curia torna all’attacco sul riconoscimento delle nozze gay di chi si è sposato all’estero. Una proposta, rilancia nei giorni scorsi anche dal sindaco Virginio Merola, bollata dalla Chiesa come «propaganda politica ». Come già più volte in passato, le critiche arrivano dalle colonne di Bologna sette, il settimanale dell’Arcidiocesi allegato al quotidiano cattolico Avve-nire. Nell’articolo, a firma del giurista Paolo Cavana, «il favore espresso da alcuni sindaci per la trascrizione di simili matrimoni contratti all’estero» viene definito come «un’evidente forzatura della legge». La testata della Curia si dice convinta che le aperture dei sindaci siano «forse dettate da ragioni di visibilità politica e poco in sintonia anche con la linea dell’attuale governo». Palazzo Chigi, ricorda l’articolo, è «favorevole piuttosto al riconoscimento delle unioni civili». L’accusa manda su tutte le furie Franco Grillini, presidente Gaynet, che rispondere per le rime: «La propaganda è dell’Avvenire » ribatte il consigliere regionale. Convinto che questo sia un tentativo della Curia bolognese di «interferire sull’attività della pubblica amministrazione e cercare di bloccare la trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, celebrati all’estero, nel registro dello stato civile del Comune di Bologna». Come invece auspicato, durante i giorni del Gay Pride, da Merola.
Ma il tema non coinvolge solo i delicati rapporti tra la Chiesa di Bologna e Palazzo d’Accursio. Continuano, infatti, le fibrillazioni anche dentro il Pd, soprattutto sul web. Ieri su fa-cebook c’è stato lo sfogo del consigliere regionale Giuseppe Paruolo, che ha risposto al deputato Sergio Lo Giudice (che su questi temi aveva definito «Berlusconi più avanti» di alcuni colleghi di partito). Sulle unioni civili, ribatte Paruolo, serve invece «una soluzione condivisa» e se la prende con «chi in questa fase ritiene di agitare lo spettro di un integralismo cattolico interno al Pd».

In Emilia Romagna, nel frattempo, si moltiplicano i sindaci che aprono sul tema dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Un segnale in questo senso è arrivato dal primo cittadino di Ravenna, Fabrizio Matteucci, Pd, che sabato scorso ha simbolicamente “sposato” Barbara e Carla, una coppia che sognava anni di poter celebrare il proprio matrimonio in municipio. La cerimonia non ha avuto alcun valore legale, ma ha visto lo stesso la partecipazione di centinaia di cittadini ravennati (e qualche turista), con un piccolo corteo che ha attraversato il centro storico della città. «Non bisogna aver paura dell’amore tra due persone» spiega Matteucci che per tutta la durata della cerimonia ha tenuto in mano la sua fascia tricolore: «Non avevo intenzione di forzare la legge, ma spero che al più presto anche noi sindaci potremo indossare la fascia e celebrare queste unioni». Vista l’impossibilità di un riconoscimento legale della cerimonia, le due donne (entrambe in abito bianco) hanno chiesto a tutti i presenti di firmare, come atto simbolico, un finto registro nozze. «Così abbiamo reso testimoni delle nostre nozze tutta la città» racconta Barbara, che al più presto volerà all’estero con la compagna («stiamo insieme da dieci anni ») per sposarsi legalmente. L’unico dubbio è «tra la Danimarca e il Portogallo». Per questo, «volevamo che la nostra festa a Ravenna fosse un messaggio politico». Un modo per chiedere «ai sindaci di andare avanti sui diritti degli omosessuali ».

La Repubblica


Tuesday, 08 July 2014 10:55
Published in Rassegna stampa
Read more... 0

BOLOGNA - «Entro la settimana potremo registrare le coppie gay sposate all’estero». Virginio Merola accelera sui diritti civili. Incurante dello stop della Curia (che su “Bologna Sette” ha accusato il Comune di «fare propaganda ») e degli appelli alla cautela giunti dai cattolici del Pd, il sindaco va avanti. «La Curia non è d’accordo? Me ne farò una ragione » fa spallucce Merola, che ieri ha pure aperto le porte alla candidatura di Paolo Calvano a segretario regionale. «Noi - spiega - siamo per sostenere tutte le famiglie e le relazioni d’affetto». Il modello è quello di Napoli, dove il sindaco De Magistris ha reso possibile la registrazione delle coppie omosessuali sposate fuori dall’Italia. Nonostante le perplessità dei “renziani della prima ora” vicini a Giuseppe Paruolo (attaccati anche dall’ex sindaco di San Lazzaro Marco Macciantelli, che li ha definiti «da Tso». Parole poi corrette in serata), Palazzo d’Accursio ha avviato su questo una verifica legale: «Sta andando a buon fine, mi devono solo dire conclude Merola - quale atto è necessario». Difficile comunque serva una delibera di giunta. Felice il senatore Pd Sergio Lo Giudice: «Virginio ha la schiena diritta». «Riconoscere le coppie gay sposate è un atto di civiltà» plaude Franco Grillini. All’attacco invece Ncd, con Valentina Castaldini che accusa: «Il Comune va verso un atto illegittimo».

La Repubblica

Tuesday, 08 July 2014 10:51
Published in Rassegna stampa
Read more... 0

BOLOGNA – Sono le 15:30 in punto quando a viale Aldo Moro, dopo 15 anni, si chiude l’era di Vasco Errani. L’annuncio delle dimissioni arriva improvviso e lascia di sasso i pochi consiglieri che in quel momento vagano, spaesati, tra i corridoi. Un attimo prima l’assessore Massimo Mezzetti (Sel) aveva parlato di «sentenza viziata», mentre il consigliere Franco Grillini di «processo politico ». In pochi attimi, però, l’addio del governatore gela i presenti. Anche i volti dei suoi avversari politici sono tirati. «Sciogliamo tutto e mettiamo fine a questa pena di legislatura », dice a denti stretti l’ex grillino Giovanni Favia, mentre Forza Italia e Andrea Defranceschi dei 5 Stelle chiedono «elezioni immediate » (come Beppe Grillo). Arrivano alla spicciolata gli assessori, che si riuniscono di corsa (ma senza Errani) per capire come muoversi. «Ci ha chiesto di concludere il lavoro », dicono dopo il summit, convinti che in Cassazione la sua «innocenza emergerà senza dubbio». Nel frattempo, i big nazionali del Pd danno piena solidarietà all’ormai ex governatore. E gli chiedono di ripensarci. «Non si può dubitare della sua onestà», commenta l’ex segretario Pier Luigi Bersani, di cui Errani fu il braccio destro nei mesi successi alle politiche. Anche Palazzo Chigi si stringe attorno a lui: «Sono vicino a Errani in questo momento difficile — dice il sottosegretario Graziano Delrio — certo potrà dimostrare la sua innocenza». Gli attestati di stima sono centinaia, dal sindaco Virginio Merola a Legacoop, fino alla Confindustria. Il leader della minoranza Pd, Gianni Cuperlo, lo definisce «una delle persone più integre che conosco». Col passare delle ore si fa più insistente il pressing per chiedergli di ripensarci. Dal presidente Pd, Matteo Orfini, all’intera segreteria nazionale del partito: «Le parole con cui ha motivato la sua decisione dimostrano il suo senso dello Stato». In alcuni prevale l’amarezza. Il sindaco di Imola, Daniele Manca, parla di «giorno triste». Idem il segretario bolognese del Pd, Raffaele Donini («provo grande amarezza»). Le dimissioni? «Gli abbiamo chiesto di riconsiderarle, ma rispetteremo la sua scelta», dice il segretario regionale, Stefano Bonaccini. In pochi casi sul web i toni si scaldano: su facebookManlio Di Stefano, deputato 5 Stelle, lo attacca: «Pensionamento anticipato? No, galera!». A risponderli è il deputato Andrea De Maria: «Grillo freni gli insulti».

ENRICO MIELE

La Repubblica
Wednesday, 09 July 2014 10:48
Published in Rassegna stampa
Read more... 0

BOLOGNA – «Un bambino appena nato chiede una sola cosa: il seno della sua mamma». Bastano queste poche parole, scritte su Facebook dalla consigliera comunale del Pd Raffaella Santi Casali, cattolica e renziana della prima ora, per scatenare sul suo profilo decine di commenti. E per rimarcare una volta di più le anime diverse che convivono tra i Democratici riguardo ai diritti civili, come la possibilità per le famiglie omosessuali di avere dei figli. Durante la giornata di ieri il tenore dei commenti (più o meno cauti) alla frase della consigliera si è spaccato in due. Tra chi le dà ragione («L’amore si esprime con la tetta, il neonato cerca quella» o il rischio di «sovvertire dati elementari di natura» con le parole) e chi fa notare che la “gestazione per altri” (o utero in affitto, come è più conosciuto in Italia), è una pratica a cui nel mondo si affidano nella grande maggioranza dei casi le coppie eterosessuali. Ad ogni modo la Santi Casali tira dritto: questi metodi sono «un orrore», «un furto con scasso ai danni delle donne». E poi siamo mammiferi: «Babbo, mamma, figlio». Franco Grillini, consigliere regionale e presidente onorario di Arcigay, ci scherza su: «Questi cattolici integralisti pensano solo al loro mondo fatato dove la realtà non esiste. O il mondo è come lo vogliono loro, o è sbagliato». ( r. d. r.)

La Repubblica
Saturday, 05 July 2014 10:39
Published in Rassegna stampa
Read more... 0

Alfano apre alle coppie Lgbt? Potrebbe essere una notizia positiva soprattutto se si considera che il suo partito, l'Ncd, concentra buona parte dell'integralismo clericale della politica italiana. Evidentemente la competition aperta nel campo della destra italiana dall'iniziativa Pacale-Feltri e la presa di posizione di Berlusconi inquieta il partito democristiano doc.
Tuttavia vorremmo dire ad Alfano che non si può brandire la Costituzione contro le coppie omosessuali perché non c'è articolo dove si dica esplicitamente che la famiglia è composta da un uomo e da una donna, lo sfidiamo Alfano a dimostrare il contrario. Inoltre le numerose sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione hanno affermato la piena legittimità del Parlamento a legiferare in materia di estensione del matrimonio civile alle coppie Lgbt.

La presunta apertura di Alfano e del suo partito consiste in "paletti", in minacciosi distinguo e in molti no designando la prevista strategia del "carciofo" già ampiamente sperimentata nelle scorse legislature. Si sfoglia in sostanza il carciofo per dire più no che sì: no al matrimonio per le persone Lgbt (discriminazione inaccettabile), no alle adozioni (anche al figlio del compagno?), no alla gestazione per altri (GPA), no alle pensioni di reversibilità. Ma molti no non fanno un sì quindi, di grazia, cosa rimane? E perché la collettività Lgbt paga le tasse come tutti gli altri e poi dovrebbe subire divieti in base alla propria identità personale?
Bene ha fatto quindi la relatrice Cirinnà nel suo progetto di legge a dire con chiarezza che si applica alle Unioni Civili in relazione ai diritti ciò che è previsto dal codice civile per il matrimonio.
La rivendicazione della collettività Lgbt è quella sulla pari dignità delle famiglie omosessuali e dell'uguaglianza a dei diritti, è così difficile da capirne onorevole Alfano?

 

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

Thursday, 03 July 2014 14:14
Published in Comunicati Stampa
Read more... 0

BOLOGNA - Case di accoglienza per vittime di violenza omofoba e spazi pro-Lgbt in tv. Franco Grillini presenta in Regione una proposta di legge contro le discriminazioni ai danni degli omosessuali. La legge, firmata anche da M5S, Idv, Sel e Verdi, Fds «e dai consiglieri Pd Mori, Mumolo, Casadei e Carini», intende «favorire il raggiungimento dell'uguaglianza tra le persone a prescindere dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere». In nove articoli, la legge non si occupa solo di prevenzione e contrasto delle discriminazioni, ma vuole anche promuovere una cultura dell'integrazione «attraverso specifiche politiche del lavoro, interventi di formazione per il personale scolastico e collaborazione continua con associazioni del terzo settore». Intanto il grillino Defranceschi stuzzica il Pd: «Spero che al momento della votazione in aula, i renziani non si tirino indietro come fecero in occasione della discussione per garantire il diritto all'assegnazione degli alloggi popolari anche per le coppie dello stesso sesso».

Il Corriere della Sera

Thursday, 03 July 2014 12:45
Published in Rassegna stampa
Read more... 0

Una legge per favorire il raggiungimento dell’uguaglianza tra le persone a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. Poche parole per definire un concetto tanto ovvio e autorevolmente sancito (i diritti fondamentali enunciati dalla Costituzione italiana e ribaditi dalla cospicua produzione legislativa italiana, europea e internazionale) quanto regolarmente disatteso, procrastinato, promesso e mai realizzato. Questa è la situazione concreta con la quale si confrontano giornalmente le persone LGBT.

“A poche ore dal grande successo del Pride di Bologna che si è svolto nella giornata di Sabato –afferma il consigliere LibDem Franco Grillini– ho ritenuto fosse importante presentare un Progetto di Legge regionale che riassumesse le battaglie che sto combattendo da un’intera vita. Anche se il nostro territorio si segnala per un sufficiente livello di civiltà, non si possono dimenticare tutta una serie di segnali che vogliono negare la fruizione dei diritti fondamentali da parte delle persone LGBT e che anzi incitano all’odio e all’omofobia. Una pratica, quest’ultima, che suscita sgomento, indignazione e rabbia soprattutto quando viene propugnata, più o meno apertamente, da rappresentanti istituzionali e religiosi”.

Il Progetto di Legge regionale depositato oggi da Franco Grillini in qualità di primo firmatario, appoggiato e firmato dai consiglieri Barbati e Mandini (Idv), Naldi e Meo (Sel-Verdi), De Franceschi (M5S), Sconciaforni (FdS), Riva (Gruppo Misto) e dai consiglieri del Partito Democratico Mori, Mumolo, Casadei e Carini, si compone di nove articoli che non solo si dedicano alla prevenzione e contrasto delle discriminazioni e violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, ma promuovono la cultura dell’integrazione attraverso specifiche politiche del lavoro, interventi di formazione per il personale scolastico e collaborazione continua con associazioni del “terzo settore”, senza dimenticare i necessari supporti socio-assistenziali in favore delle persone omosessuali, transessuali, transgender, intersessuate e delle loro famiglie.

“Di particolare rilievo e con un’evidente ricaduta pratica –conclude Grillini– gli ultimi articoli del Progetto di Legge: nell’Articolo 6 prevediamo l’istituzione sul territorio di centri e case per l’accoglienza e sostegno per tutte le vittime di atti di violenza, nell’Articolo 7 proponiamo che la Regione assuma un chiaro ruolo operativo attraverso un osservatorio di raccolta ed elaborazione delle migliori prassi nell’ambito del lavoro pubblico e privato oltre al continuo monitoraggio degli episodi di violenza omofoba, mentre nell’Articolo 8 prevediamo una costante rilevazione sui contenuti della programmazione televisiva e radiofonica, regionale e locale, da parte del CORECOM, il quale dovrebbe attivarsi anche per predisporre adeguati spazi di informazione ed espressione delle tematiche LGBT”.

Bologna, 2 luglio 2014

Wednesday, 02 July 2014 12:42
Published in Comunicati Stampa
Read more... 0

MILANO - «Non c'è nessuno stop, il calendario è rispettato». La frase, il presidente lombardo Roberto Maroni, la pronuncia alla fine di una giornata ad alta tensione al Pirellone. Protagonista è il «Libro bianco sullo sviluppo del sistema socio-sanitario». È sul percorso delle linee guida per il ridisegno della sanità lombarda che si è consumata la «resa dei conti» tra governatore e una parte della maggioranza: Forza Italia e Ncd, per una volta tornati a braccetto. La richiesta dei «suoi» consiglieri: maggiore condivisione. E non solo sulla proposta di fusione degli assessorati alla Salute e alla Famiglia, ma su molte delle prossime partite, dalle nomine alla legge sul consumo di suolo. «Abbiamo chiesto a Maroni che le scelte per il futuro siano frutto di una maggiore condivisione», sintetizza la coordinatrice azzurra, Mariastella Gelmini. «Forza Italia vuole essere protagonista nei processi decisionali. Sembrava che la tendenza fosse quella di metterci di fronte al fatto compiuto. Per evitare fraintendimenti prosegue abbiamo proposto un tavolo politico per rideterminare il modo di procedere nelle scelte». I malumori, già emersi nel vertice di maggioranza di lunedì disertato da Maroni riprendono forza ieri. E finiscono per ripercuotersi anche sulla riunione di giunta. Alla fine, nessuno ok sul «Libro Bianco». Anzi, si corre ai ripari con un vertice di maggioranza d'urgenza. La protesta infatti monta e il timore è di ripercussioni sui lavori del consiglio. In particolare su quella mozione, targata Lega Nord, sulla famiglia naturale. Un'ora e mezza di confronto serrato tra governatore e capigruppo ritarda la ripresa dei lavori d'aula, ma porta alla tregua. «Abbiamo chiarito tutto assicura alla fine Maroni , si è trattato di una serie di equivoci. Ho confermato che venerdì faremo l'incontro con le parti sociali e da qui a giovedì sera i capigruppo potranno fornirmi valutazioni sul testo. Ho parlato anche con la Gelmini e ci siamo chiariti, problema risolto». Per il governatore «erano circolate male alcune informazioni: io sono per il metodo della massima condivisione». E anche sul super-assessorato «la polemica è su una riga e mezzo su 95. Ma il libro bianco non è una delibera, è una serie di proposte. A settembre, dopo due mesi di confronto, faremo la sintesi». Da Alessandro Colucci e Luca Del Gobbo (Ncd) arriva «soddisfazione per il riaffermarsi di un metodo di lavoro collegiale che rafforza la maggioranza». Di tutt'altro avviso l'opposizione. Per il M5S «è evidente che governa una maggioranza di separati in casa che sta insieme solo per logiche spartitorie». Sullo stesso punto insiste il Pd: «Tra Maroni e la sua maggioranza c'è da mesi una crisi strisciante, con frequenti episodi di scontro. Il governatore ne esce sempre più logorato». Il voto sulla mozione in difesa della famiglia naturale vede il centrodestra compatto. Pd, Patto civico e 5 Stelle abbandonano i banchi per protesta al momento del voto. Il testo chiede una data per una festa ad hoc. Dura la reazione di Arcigay: «Una festa abominevole, che distingue tra bambini di serie A è la bocciatura del presidente nazionale Flavio Romani e di serie B. Un atto barbaro che rende i più piccoli bersaglio di un'inaudita rappresaglia ideologica». Di «squallore clerico-fascista» parla invece Franco Grillini, presidente di Gaynet.

Il Corriere della Sera

Wednesday, 02 July 2014 08:23
Published in Rassegna stampa
Read more... 0

Scegli la categoria degli articoli per visualizzarli

Login

Register

*
*
*
*
*

* Field is required