Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

LoginRegister
Home » RSS PRINCIPALE
A+ R A-
RSS PRINCIPALE

Caro Barilla, ho visto il suo video dove chiede accoratamente scusa e dove si dichiara disponibile, avendo ancora molto da imparare sull'evoluzione della società, ad un incontro con le associazioni che si occupano di nuove famiglie tra cui le associazioni per i diritti delle persone omosessuali.

Capita a tutti di sbagliare nella vita, l'importante è scorgersi dell'errore, ammetterlo sinceramente e fare di tutto perchè ci sia un atteggiamento e una azione riparatrice. Il suo marchio è entrato nelle case di milioni di famiglie nel mondo, molte vi si identificano trasformandolo addirittura in una sorte di "parente" con cui si ha a che fare quotidianamente. L'Italia è il primo produttore mondiale di pasta che è un alimento sempre più presente sulla tavola di ogni paese. Ecco perché le sue dichiarazioni hanno avuto una eco mondiale e purtroppo hanno creato molta sofferenza in chi era affezionato al brand e in tutti coloro che vivono nelle famiglie moderne affatto diverse dall'iconografia della famiglia tradizionale perfetta che non esiste più, se mai è esistita. Perché ogni famiglia vive la fatica della propria vita quotidiana nelle sue imperfezioni e spesso affrontando i drammi dei conflitti di cui ogni giorno ci da conto la stampa quotidiana.

Lei ha detto "non si può accontentare tutti", ma questo è proprio il compito di una azienda e di un imprenditore, quello cioè di essere rispettoso degli stili di vita di chiunque e di cercare di arrivare col proprio prodotto nelle case di ogni persona perchè, nel caso della pasta, l'importante è amare questo alimento. Come hanno capito da tempo molti imprenditori la "diversity" è un vantaggio perchè è il luogo della creatività, dell'accettazione, e persino di una maggiore produttività aziendale. Proprio quest'anno Zuckenberg  ha partecipato con 700 dipendenti di Facebook al Pride di San Francisco e così ha fatto anche Serghiei Brin con centinaia di dipendenti di Google. Si tratta di stare dentro la modernità, di accompagnare anche con i messaggi promozionali per la propria azienda il cambiamento sociale e di dare del proprio paese un'immagine di innovazione e di disponibilità al cambiamento e non il solito stereotipo dell'Italietta ipocrita, bacchettona e familista dove però nella vita privata ognuna ne combina di ogni colore.

Facendo quindi tesoro della sua disponibilità sono a invitarla ad un incontro nel mio ufficio alla Regione Emilia Romagna dove ho l'onore di presiedere la Commissione Politiche Economiche e Agroalimentari. La proposta che le facciamo come GAYNET, associazione di operatori lgbt della comunicazione, è quella di una sua disponibilità ad una comunicazione rivolta anche al target lgbt e alle nuove famiglie che, ne siamo sicuri, non potrebbe che fare piacere alla grande maggioranza dell'opinione pubblica italiana e mondiale, ormai particolarmente sensibile ai diritti civili e di libertà della persona.

 

on. Franco Grillini

Presidente di Gaynet

Presidente Commissione Politiche Economiche della Regione Emilia Romagna

Saturday, 28 September 2013 13:51
Published in Comunicati Stampa
Read more... 0

La delle pregiudiziali  sull'omofobia è una buona notizia anche se i 100 voti a favore ci dicono che qualche esponente del CS a voto segreto ha votato con la destra com'è successo anche in altre occasioni.

Lascia perplesso ciò che è successo in commissione dove era stato approvato un emendamento dell'on Businarolo volto a chiarire cosa si intende sul piano giuridico per omofobia e transfobia. Perché prima si vota a favore poi lo si respinge?

Come Gaynet ci auguriamo che domani ci sia un voto positivo sul provvedimento nel quale occorre che sia reintrodotto l'aggravante prevista dall'art 3 della legge Mancino e che non ci sia ambiguità di interpretazione della norma stessa con l'introduzione dell'emendamento cosiddetto "salvavescovi".

Come abbiamo detto più volte con la scusa del presunto e inesistente rischio per la libertà di opinione (di cui non ci è accorti nei 38 anni di esistenza della legge Mancino-Reale) si vorrebbe indebolire la norma inserendo un emendamento che in realtà è volto a garantire la libertà di insulto verso le persone lgbt. Ecco: noi ci auguriamo che ciò non avvenga.

 

Franco Grillini

Presidente nazionale Gaynet

Tuesday, 17 September 2013 21:47
Published in Comunicati Stampa
Read more... 0

VENEZIA. Dopo la vicenda dell’Imu sulla casa-palestra che le è costato il posto di ministro, Josefa Idem torna a fare vita pubblica, stavolta da semplice senatrice. Sarà lei infatti a consegnare la targa del «Queer Lion», il leone d’oro per il miglior film a tematica omosessuale tra quelli presentati alla Mostra del Cinema di Venezia. Il premio collaterale è giunto alla settima edizione e vede confermati tutti i patrocini istituzionali già ottenuti negli ultimi due anni: Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, Regione del Veneto, Provincia di Venezia, Città di Venezia e Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.

Giuria. Presidente di giuria è Angelo Acerbi, dal ’92 al 2010 collaboratore presso il Torino Film Festival, il Palm Springs International Film Festival, il Noir Film Festival e la Film Commission Torino Piemonte, attualmente è programmatore per Europa e Italia del Seattle International Film Festival, produttore e programmatore per il Torino Glbt Film Festival. Come di consuetudine, completano la giuria il creatore del leoncino queer Daniel N. Casagrande e Marco Busato, delegato generale dell’associazione culturale CinemArte.

I film in concorso. Nove i film in gara per il Queer Lion Award 2013: lo “scandaloso” «Gerontophilia» di Bruce LaBruce, gli italiani «Via Castellana Bandiera» di Emma Dante e «Piccola patria» di Alessandro Rossetto, le tematiche trans protagoniste in «Julia» di J. Jackie Baier e «3 bodas de mas» di Javier Ruiz Caldera, l’attesissimo «Kill Your Darlings» di John Krokidas con le star Daniel Radcliffe, Michael C. Hall, Elizabeth Olsen, Jennifer Jason Leigh, «Tom à la ferme» del giovane Xavier Dolan, la prostituzione degli «Eastern Boys» di Robin Campillo, ed infine «L’armée du salut» di Abdellah Taïa, primo scrittore arabo ad aver pubblicamente dichiarato la propria omosessualità. Meritano inoltre una segnalazione per parziali contenuti «queer» anche i film anche «Philomena» di Stephen Frears (Venezia 70), «The Canyons» di Paul Schrader (Fuori Concorso), «May in the Summer» di Cherien Dabis (Giornate degli Autori), «Las analfabetas» di Moisés Sepúlveda (SIC). Ultima segnalazione per il restauro del capolavoro «Merry Christmas Mr. Lawrence» di Nagisa Ôshima (Venezia Classici).

L’evento di chiusura. Sabato 7 settembre alle 16 al cinema Astra del Lido di Venezia, evento speciale con la proiezione de «Il rosa nudo» di Giovanni Coda, introdotto in sala dal critico Vincenzo Patanè: il film è un’opera di cinema sperimentale ispirato alla vita di Pierre Seel, deportato nel campo di Schimerck, ed alla autobiografia scritta in collaborazione con Jean Le Bitoux. A seguire, alle 17:30, consegna del Queer Lion 2013 ed incontro pubblico dal titolo «Lotta all’omofobia: quali strumenti?» con la partecipazione della senatrice Josefa Idem (Pd), del deputato Alessandro Zan (Sel) e di Franco Grillini (presidente Gaynet).

 

da La Nuova

 

Tuesday, 20 August 2013 10:53
Published in Rassegna stampa
Read more... 0

Da El Pais

 

Ludovico Mattei, de 18 años, pelo al uno y ojos marrón chocolate, recuerda sobre todo un sábado por la tarde, el invierno pasado. La calle del Corso, paraíso de las compras en la capital italiana, estaba a rebosar por las rebajas. “Caminaba de la mano con mi novio y me di cuenta de que la muchedumbre se abría conforme íbamos avanzando: todo el mundo se alejaba y nos miraba con recelo o, al menos, extrañados”. El pequeño episodio de vida cotidiana funciona como metáfora de una dificultad permanente: “Es duro ser gay hoy en Italia. Luchas con un clima que dice que estás sucio, infectado, que quién sabe qué cosas horribles haces”.

El mismo aislamiento, más desesperado y menos cosciente, sintió Roberto, de 14 años, en San Basilio, situado a cuarenta minutos de autobús del Coliseo. En la madrugada del jueves se tiró de la ventana de su comunidad, que ahora se ahoga en el bochorno y en la incredulidad. Dejó una carta en el ordenador, dijo que no soportaba los insultos de los coetáneos y la vergüenza de deber “confesar” al padre su homosexualidad. No es un caso aislado: en noviembre, un chico de 14 años se ahorcó con una bufanda en su habitación en el sur de Roma. Se había convertido en el hazmerreír de sus compañeros, que le tildaban de maricón. En Novara, entre Turín y Milán, a principios de año, una chica lesbiana de 15, se tiró por la ventana. En los tres casos, los fiscales investigan a desconocidos por instigación al suicidio.

 

En Italia no existe un delito de homofobia. El Congreso cerró por vacaciones dejando en suspenso la aprobación de un proyecto de ley que lo introduce. “Estos episodios solo representan la punta de un iceberg, síntomas de un sufrimiento general. Necesitamos un cambio cultural, sobre todo, pero la política debe marcar el camino, la dirección", evalúa Franco Grillini, presidente honorario de la mayor asociación para los derechos de homosexuales y transexuales, Arcigay.

Ludovico no tiene miedo. Su madre y sus amigos le quieren. El padre y otros conocidos se alejaron desde que salió del armario hace cuatro años. “Es mejor, así aprendes en quién puedes confiar”, dice. En septiembre se presentó a las elecciones en su instituto de Monterotondo, una localidad de 42.000 habitantes a unos 25 kilómetros de Roma. “Una noche me agredieron cerca de casa”. El acoso y las trabas le motivaron aún más. Ahora es representante de los estudiantes y sueña con hacer política activa en unos años. Se considera “afortunado”, sin titubear. “Sé de chicos de mi edad a quienes sus padres les pegan, les echan de casa”. Son fenómenos confirmados por las 20.000 llamadas anuales al Gay center de Roma. “La mayoría denuncia agresiones o discriminaciones en casa y en la escuela. Pero deben seguir compartiendo tiempo y espacio con sus esbirros en un creciente sentimiento de aislamiento”, resume Fabrizio Marrazzo, portavoz de la asociación. Según sus datos, “de 4.000 chicos de entre 14 y 18 años, el 5% se declara homosexual y uno de cada tres ha pensado en suicidarse”.

“Cuando creces y te formas en un ambiente que reconoce como correcto un único modelo de relación, si te das cuenta de que para ti no funciona, sufres un trauma. En la adolescencia se exaspera esta dificultad de aceptarse, el sentimiento de derrota, el miedo a decepcionar a los seres queridos. En Italia, además falta una cultura civil capaz de acompañar a los muchachos en este momento delicado”, comenta Vittorio Lingiardi, psicoanalista y catedrático de la Universidad La Sapienza, autor de Citizen gay. Familias, derechos negados, salud mental.

 

Dos hombres se besan ante el Coliseo de Roma en solidaridad con una pareja detenida en 2007 por besarse de forma "indecente". / AP

“Hemos dado pasos gigantescos hacia la apertura. Reconforta pensar que regiones del Sur no muy modernizadas como Apulia y Sicilia eligieron a presidentes homosexuales declarados. Sin embargo, más del 30% de la población sigue teniendo recelos, lo que significa que no considera oportuno ampliar derechos o admite preferir que el maestro de sus hijos o el médico de familia no sea gay”, resume Marzio Barbagli, sociólogo jubilado de la Universidad de Bolonia, autor de un estudio de 2007 sobre los homosexuales italianos (Omosessuali moderni). “La tradición católica tiene raíces fuertes. Este clima dificulta la salida del armario. La mitad de los gais italianos no se declaró ni con sus padres”, explica Barbagli.

“Me levanto por la mañana y solo deseo ser invisible”, dice Davide Tancredi, de 18 años. Pide, por favor, que no se publique el nombre de la ciudad norteña desde donde contesta al móvil, ni el nombre de su instituto: “Ninguno de mis compañeros lo sabe. No soportaría su juicio”, se excusa. Y enseguida pregunta: “En España es distinto, ¿verdad?”. Busca un horizonte más abierto, la esperanza de oxígeno, más allá de su casa, donde sus padres le aman y respetan por lo que es. Fuera de allí, la vida de Davide es una guerra. Lo escribió en una carta al diarioLa Repubblica. Los políticos contestaron, conmovidos.

“Hay que pisar el acelerador y aprobar la ley”, dijo la presidenta del Congreso, Laura Boldrini. El diseño de iniciativa parlamentaria pasó el examen de la Comisión de Justicia y fue debatido en la Cámara baja —casi a escondidas—, pero no fue votado. Se presentaron 300 enmiendas, sobre todo de la derecha y la Liga Norte. “No tuvimos tiempo para aprobarla y pasarla al Senado”, admite Sergio Lo Giudice, del Partido Democrático, veterano defensor de los derechos de los gais. “Pero seguro que lo lograremos en septiembre. Se trata de un texto propuesto por el Pueblo de la Libertad y por nosotros. Amplía una ley de 1993 que castiga la instigación a la violencia y a la discriminación por razones raciales, étnicas o religiosas. Vamos a añadir ‘de inclinación sexual”.

Muchas voces críticas se levantaron durante el debate. Los católicos —en el partido centrista de Mario Monti, en el Pueblo de la Libertad y en la Liga Norte— sostuvieron que viola la libertad de expresión, que castraría, por ejemplo, a alguien que se exprese contra el matrimonio entre personas del mismo sexo. Es optimista Cecilia Guerra: “Es una ley mínima, de marco, para lanzar una señal”, indica la viceministra de Trabajo y Políticas Sociales, con poderes en esta materia desde que dimitió la titular de Igualdad. “Intentaremos encarrillar proyectos en las escuelas: la formación lo es todo”. Flavio Romani, presidente de Arcigay, añade: “No basta una ley que no previene, sino que solo castiga a los responsables de hechos extremos. Pero es un primer paso, un ejemplo para lavar el estigma”.

Tuesday, 13 August 2013 14:55
Published in Rassegna stampa
Read more... 0

Anche Nitto Palma si aggiunge alla ormai lunghissima schiera di chi vuole una "modica quantità" di omofobia tollerata e chiede che venga scritto a chiare lettere nella legge che si sta discutendo in questo momento in Parlamento. 
Tuttavia come Gaynet dissentiamo in modo netto da questa impostazione perché una legge che nasce per combattere anche sul piano culturale il drammatico fenomeno dell'omofobia non può essere occasione di legittimazione dell'omofobia stessa nemmeno se si tratta di "volgarità" e di "maleducazione" perché nella boccali molti queste parole possono diventare proiettili e uccidere. 

Una legge per essere efficace deve dare un'indicazione netta. Spetta poi al giudice applicarla in modo ragionevole e proporzionato. Dire "frocio di merda" è già adesso un'ingiuria punita di recente dal giudice di Chieti con una condanna pecuniaria e detentiva esattamente come prevede la legge Mancino per chi insulta le persone di colore o per motivi di religione. Perché per le offese agli omosessuali si dovrebbe applicare una forma attenuata di legislazione penale? 
Abbiamo il sospetto, che ormai sta diventando certezza, che dietro alla nota querelle sulla "libertà  di opinione" si nasconda una sorta di lasciapassare per la libertà d'insulto e  per la modica quantità di omofobia consentita. 
Si realizzerebbe così il paradosso che una legge nata per condannare e contrastare l'omofobia in realtà la consente e la legittima perdendo di fatto la sua funzione deterrente. 
Nitto Palma dice che non si può far rientrare nella legge penale maleducazione e volgarità che però rappresentano larga parte dell'immagine incivile di un paese come il nostro il cui senso civico e molto al di sotto dello standard europeo. 
La cultura della destra italiana, come ci dice Tommaso Cerno sull'ultimo numero dell'Espresso, è quella della legalità attenuata (un po' evadere è comprensibile, un po' falsificare i bilanci è inevitabile, essere maleducati e volgari bisogna supportarlo, ecc). 
La nostra opinione è nota: applicare integralmente la legge Mancino-Reale in vigore da 38 anni in Italia anche ai reati commessi in base all'odio omo-transfobico. In 38 anni nessuno ha parlato di lesione della libertà di opinione; è ridicolo paventare questo inesistente pericolo solo ora se si aggiungono alla legge due parole: omofobia e transfobia.

Franco Grillini
Presidente Gaynet Italia

Friday, 16 August 2013 14:50
Published in Comunicati Stampa
Read more... 0

(DIRE) Bologna, 13 ago. - La Polizia municipale di Rimini ha messo i sigilli al Classic club di Rimini, storico circolo della comunita' omosessuale affiliato all'Arci. A darne notizia e' il consigliere regionale LibDem Franco Grillini, che si aspetta dal sindaco Andrea Gnassi "una presa di distanza" dall'operato dei Vigili urbani. "Sequestrato il Classic di Rimini- scriveGrillini su Faecbook- a cui viene contestato la natura di circolo dopo 26 anni di esistenza": fu inaugurato nel 1987, in occasione di un congresso dell'Arcigay (e Grillini c'era). La stessa accusa, cioe' il fatto di non essere un circolo, era gia' stata respinta in Tribunale in passato e ora gli avvocati del Classic si rimetteranno al lavoro perche' la contestazione decada di nuovo. Grillini la butta in politica, ricordando che peraltro Gnassi fece tappa al Classic per la sua campagna elettorale. "Gli spazi di agibilita' per le persone Lgbt si stanno restringendo in Italia sempre di piu'- attacca il consigliere regionale- ci aspettiamo un'adeguata presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale di Rimini, visto che il tutto e' dipeso dalla Polizia municipale. Il Classic e' tra l'altro uno dei pochi luoghi della Riviera in grado di accogliere anche le persone disabili", aggiunge Grillini, che alla ripresa dei lavori in Assemblea legislativa presentera' un'interrogazione sul caso all'assessore regionale al Turismo, Maurizio Melucci.

Tuesday, 13 August 2013 16:03
Published in Rassegna stampa
Read more... 0

È un bene la precisazione del Papa sul tema della presunta lobby gay vaticana quando si riferisce alle consorterie e non alle persone in sé. Potremmo dire che assieme alle varie lobby citate si potrebbe aggiungere anche l'atteggiamento lobbistico della struttura di potere cattolica italiana e della sua inveterata tendenza a volersi intromettere nella politica italiana come sta succedendo a proposito della legge sull'omofobia.

Prendiamo però atto, almeno dalle dichiarazioni sulle agenzie, che non esiste in questo papa un'idea preconcetta degli omosessuali mentre non si può dire altrettanto della CEI e dei vari vescovi italiani come quello di Bologna che a proposito di Pride ha persino parlato di "oscuramento della ragione".

Sarebbe molto utile, quindi, che Francesco mettesse un freno alle manifestazioni antigay che abbiamo visto in questi giorni davanti a Montecitorio fatta da personaggi che sembravano la versione italiana del Klu Klux Klan.

È bene infine chiarire che semmai esistesse una lobby gay vaticana finora si è ben guardata dal fare gli interessi della comunità Lgbt, anzi: per allontanare da se il sospetto i gay "velati" di solito sono gli omofobi più incalliti.

Franco Grillini

 

Presidente Gaynet Italia

Monday, 29 July 2013 11:00
Published in Comunicati Stampa
Read more... 0

I clericali continuano a chiedere che nella proposta di legge contro l'omofobia sia inserita la "modica quantità di omofobia" consentita al clero, agli psicologi di orientamento bacchettone e agli pseudoscienziati di area. Si grida al vulnus della libertà di opinione ma non spiegano come mai la legge Mancino contro il razzismo viola la libertà di opinione solo se è applicata ai reati commessi in base all'orientamento sessuale e all'identità di genere. In altri termini, ad es, la Mancino tutela da atti e incitamenti odiosi commessi per motivi religiosi. Le Roccelle, le Binetti i Pagano, i Sacconi, i Sisto non ci spiegano perché le tutele della Mancino sulla religione garantiscono la libertà di opinione mentre le tutele contro l'omofobia la negherebbe.

La verità è che vogliono continuare a garantire libertà di diffamare gli/le omosessuali come succede quotidianamente nelle strutture clericali e da sempre.

Strilli e strepiti non nascondono di certo la doppiezza morale di costoro che in realtà vogliono solo una legge inutile, inefficace e che garantisca libertà d'insulto.

E' per questo che diciamo no alla pelosa "mediazione" e al compromesso che legittimerebbe per legge l'omofobia proprio nella legge che la dovrebbe combatterla.

E diciamo invece sì alla reintroduzione dell'aggravante senza la quale il testo contro l'omofobia sarebbe una pura petizione di principio.

 

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

Tuesday, 06 August 2013 16:51
Published in Comunicati Stampa
Read more... 0

E' profondamente sbagliata la decisione di rinviare a settembre il voto sul PDL contro l'omofobia perchè si poteva discutere e approvare già questa settimana vista la disponibilità di alcuni gruppi politici, tra cui l'M5S, ad estendere i lavori fino a venerdì.

Si è quindi ceduto a chi chiedeva di far slittare la legge per una "pausa di riflessione" che in realtà dura da 20 anni cioè dal quel 1993 quando, per volere dell'allora DC, non si inserì tra le aree tutelate dalla legge Mancino anche l'orientamento sessuale e l'identità di genere limitandosi ad un inefficace ordine del giorno.

In realtà si vuole un altro mese per portare avanti l'isterica campagna sull'inesistente pericolo per la libertà di opinione, campagna pelosa visto che chi la conduce non si è mai preoccupato più di tanto della questione prima d'ora.

Ma in Parlamento, a differenza del passato, esistono ben due maggioranze disponibili per l'estensione della Mancino: quella dei relatori e quella trasversale che aveva sottoscritto il testo originario elaborato dalla Rete Lenford, l'avvocatura Lgbt, che poi era anche quello condiviso da larga parte dell'associazionismo lgbt, Gaynet compresa.

Non si capisce quindi la ratio del rinvio se non quella di trovare una "mediazione" che non disturbi la "strana", e -aggiungiamo noi- traballante maggioranza. La mediazione consisterebbe in una modifica generale della Mancino che solleverebbe il clero dall'obbligo di osservarne i dettami. Si introdurrebbe quindi non solo la "modica quantità di omofobia" consentita ma addirittura una modica quantità di antisemitismo e di razzismo tollerabile. Saremmo quindi di fronte ad un radicale stravolgimento della legge Mancino-Reale che da strumento di tutela di alcune minoranze discriminate diverrebbe strumento di legittimazione dell'odio, sia pure attenuato, verso i diversi.

Siamo di fronte, come si vede, ad una pura follia e come Gaynet speriamo proprio che l'estate porti consiglio soprattutto a sinistra e in autunno, quando ci saranno i tempi contingentati (conseguenza tecnica del rinvio) non si arrivi allo stravolgimento della Mancino ma all'approvazione di un testo utile contro i crimini dell'odio omofobico e transfobico.

 

Franco Grillini

Presidente Gaynet Italia

Wednesday, 07 August 2013 10:45
Published in Comunicati Stampa
Read more... 0

(DIRE) Bologna, 24 lug. - Dovrebbe entrare a regime nel 2014 il ticket unico regionale, per viaggiare su treni e bus in Emilia-Romagna con lo stesso biglietto (elettronico). A dirlo e' l'assessore regionale ai Trasporti, Alfredo Peri, rispondendo questa mattina in Assemblea legislativa alla domanda di attualita' del consigliere regionale ex Idv (oggi LibDem), Franco Grillini. "Il progetto Stimer poteva essere gia' pronto da tempo- sottolinea Peri- se non fosse stato per l'unico di debolezza, ovvero l'installazione delle macchinette obliteratrici nelle stazioni da parte di Trenitalia". Ad ogni modo, ci tiene a dire l'assessore, "siamo nella parte finale del progetto. Tutte le macchinette sono state installate su tutti gli autobus di tutte le aziende di trasporto locali e sui mezzi regionali Tper. Trenitalia- insiste Peri- che doveva finire il suo lavoro un anno e mezzo, si e' presa l'impegno di completare l'installazione delle obliteratrici nelle stazioni entro la fine del 2013". Dall'anno prossimo, dunque, "il progetto Stimer dovrebbe andare a regime. Con un'unica tessera magnetica- ricorda dunque Peri- sara' possibile viaggiare su tutti i mezzi di trasporto pubblico locale". Il biglietto elettronico, sottolinea l'assessore, sara' ricaricabile via internet, in banca, in posta, al supermercato e anche via smartphone. In altre parole, "sparira' il cartaceo", afferma Peri, che spiega anche come la nuova tessera dia la possibilita' anche di "registrare la salita e la discesa dei passeggeri. Uno strumento in piu' contro l'evasione". Soddisfatto della risposta Grillini, che pero' non rinuncia alla critica. "Non si puo' parlare di nuove tecnologie su mezzi vecchi: almeno il 30% del parco autobus e' da sostituire".   (San/ Dire)

Wednesday, 24 July 2013 15:50
Published in Rassegna stampa
Read more... 0

Scegli la categoria degli articoli per visualizzarli

Login

Register

*
*
*
*
*

* Field is required