Franco Grillini un impegno per i diritti e le libertà

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Domani alla Regione Emilia Romagna quasi tutti i gruppi gay italiani saranno presenti al convegno “Gli ambienti particolari” sul tema del rapporto tra comunità lgbt e l'informazione stampata, on line e radiotelevisiva.. Naturalmente si parlerà anche di ciò che è appena successo in regione a proposito di edilizia popolare e della bocciatura degli emendamenti sull'accesso anche delle coppie dello stesso sesso ai bandi per le case popolari.

Con l'incontro su omofobia e comunicazione si vuole discutere le linee guida del Ministero delle Pari Opportunità che saranno presentate domani al convegno e una proposta di Gaynet, che è l'associazione dei giornalisti gay italiani, in 8 punti dal titolo "esercizi di comunicazione sulle tematiche Lgbt".

Il convegno si svolge presso la sede regionale perché siamo convinti che proprio le Regioni possano esprimere una potenzialità di cambiamento in materia di diritti civili e la questione "informazione e comunicazione" è senza dubbio il primo tema da cui partire per un lavoro che vogliano impostare per il resto della legislatura con altri appuntamenti sui diritti civili che renderemo noti nella giornata di domani.

Franco Grillini

Gruppo Misto-LibDem

Presidente nazionale Gaynet Italia

Thursday, 12 December 2013 16:46
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Bologna, 12 dic. - Il Pd non e' contro le nozze gay, anzi. "L'Emilia-Romagna e' la prima Regione ad aver inserito in tutte le sue leggi l'idea che il diritto ai servizi sociali e' legato alla persone all'interno di qualsiasi tipo di nucleo familiare". Anna Pariani, capogruppo del Pd in viale Aldo Moro, torna questa mattina sullo scontro che si e' acceso ieri in Assemblea legislativa con il consigliere regionale Franco Grillini, leader storico del movimento omosessuale, che chiedeva di inserire nella riforma dell'Erp il riferimento specifico ai coniugi gay. Una proposta respinta dal Pd col voto di astensione, perche' "rischiava di inficiare quella legge", ribadisce ancora oggi Pariani. Ovvero, esponeva la normativa al ricorso del Governo davanti alla Corte Costituzionale, non essendo competenza della Regione il riconoscimento delle nozze omosessuali. Mentre la specifica sulle convivenze "non aggiugeva nulla a una legge che gia' prevede quello che vuole Grillini". Pariani ammette che la proposta dell'ex presidente di Arcigay abbia mandato un po' in fibrillazione il gruppo Pd, soprattutto l'ala cattolica. "Non e' una questione di renziani- sottolinea- c'e' una discussione in tutta Italia sui diritti civili che attraversa anche le grandi forze politiche. E il Pd e' come il Paese, quindi per noi significa trovare una posizione comune". E aggiunge, anche come messaggio per Grillini: "Non si prescinde dal confronto tra culture. A Grillini riconosco un grandissimo merito, ma se si porta dietro solo i suoi gia' convinti, non si fanno passi avanti".

Secondo Pariani, invece, "bisogna far avanzare la battaglia per il riconoscimento dei diritti civili e delle nozze gay in questo Paese. E il Pd c'e', ma gli strappi non servono. Evitiamo che una giusta rivendicazione metta a rischio l'applicazione gia' larga e inclusiva che la legge prevede. Per questo ieri ho detto che non serve piantare bandierine, con tutto il rispetto per Grillini, perche' qui c'e' gia' un bandierone dei diritti sociali garantiti a tutti". In Emilia-Romagna, insiste la capogruppo Pd, "sul piano dei diritti nessuno e' discriminato: sfido chiunque a tirar fuori dei casi di discriminazione". Pariani ha parlato questa mattina con Grillini e fra i due c'e' stato un chiarimento. "Il Pd- afferma la capogruppo- e' disponibile a lavorare perche' l'Emilia-Romagna sia di stimolo nazionale su questi temi, affrontando la questione ad esempio nei lavori della commissione Pari opportunita'".

Bologna, 12 dic. - Franco Grillini non molla. Stoppato ieri in Assemblea legislativa dal Pd sugli alloggi popolari ai coniugi gay, il consigliere regionale LibDem e presidente di Gaynet rilancia. "Sto preparando una proposta complessiva- spiega Grillini alla 'Dire'- per scrivere nome e cognome dei diritti delle coppie omosessuali in tutta la legislazione regionale che riguarda l'accesso ai servizi. Ne faccio una questione nominalistica, perche' i diritti vanno cristalizzati. E' ora che quanto previsto dalla finanziaria 2010 della Regione, quella che ci attiro' la scomunica del cardinale Carlo Caffarra, venga attuata. Ieri poteva essere il primo passo". Invece i due emendamenti di Grillini, che chiedeva di specificare nella riforma dell'Erp il riferimento a coppie "dello stesso sesso" sia in riferimento ai coniugi che ai conviventi, sono stati bocciati.    "Non e' vero che la legge cosi' emendata correva il rischio di essere impugnata dal Governo davanti alla Corte costituzionale afferma Grillini- lo stesso ministro Cancellieri ha fatto tempo fa una circolare per garantire il permesso di soggiorno anche al coniuge omosessuale sposato regolarmente all'estero. E proprio oggi la Corte di giustizia europea ha stabilito di fatto che i matrimoni gay celebrati nei Paesi che le consentono devono essere riconosciuti in tutta Europa". In ogni caso, insiste l'ex presidente Arcigay, "se il Governo faceva ricorso si andava davanti alla Corte a resistere. La rivoluzione non e' un pranzo di gala". Grillini si dice ancora "scioccato" per quanto accaduto ieri, in particolare per le parole della capogruppo Pd, Anna Pariani. "Io non pianto bandierine- rivendica il leader storico del movimento omosessuale- sono 40 anni che faccio queste battaglie".

Grillini se la prende soprattutto con l'ala cattolica del Pd. "La ragione di quella bocciatura e' il casino che e' nato nel gruppo Pd- attacca l'esponente LibDem- ma si puo' sapere perche' due clericali mi devono fermare sui diritti civili? Che votino contro, non mi arrabbio. Ma per causa loro, tutto il partito si e' astenuto". Proprio domani in Regione Grillini fara' gli onori di casa al convegno su omofobia e informazione, alla presidenza di "quasi tutti i gruppi gay italiani. Naturalmente si parlera' anche di cio' che e' appena successo in Regione a proposito di edilizia popolare- avverte Grillini- e a marzo faremo un altro convegno, su diritti civili e legislazione nazionale. Spero questa volta che il Pd collabori e che dia segnali, anche prima". Grillini pensa non solo ai diritti delle coppie gay, ma anche al progetto di legge sulla cannabis terapeutica che galleggia in commissione da mesi. Al convegno di domani, spiega ancora il presidente di Gaynet, saranno presentate le linee guida del ministero delle Pari Opportunita' e una proposta dell'associazione dei giornalisti gay italiani su "esercizi di comunicazione sulle tematiche Lgbt. Il convegno si svolge presso la sede regionale- spiega ancora Grillini - perche' siamo convinti che proprio le Regioni possano  esprimere una potenzialita' di cambiamento in materia di diritti civili e la questione informazione e comunicazione e' senza dubbio il primo tema da cui partire per un lavoro che vogliano impostare per il resto della legislatura con altri appuntamenti sui diritti civili".

Thursday, 12 December 2013 16:45
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DA AVVENIRE

Case popolari ai gay. Emendamenti bocciati

Di Dall'Olio Caterina

BOLOGNA - I1 centrosinistra in Emilia Romagna si frantuma sulla possibilità di assegnare gli alloggi di Edilizia residenziale pubblica (Erp) anche alle coppie omosessuali. I pomi della discordia sono stati due emendamenti proposti da Franco Grillini, consigliere regionale del gruppo misto (ex Idv) e presidente onorario di Arcigay. Chiedeva che nella legge regionale, che regola l'assegnazione delle case popolari, fosse specificato che ad avere diritto all'assegnazione degli alloggi fossero anche i conviventi dello stesso sesso (che già hanno accesso alle abitazioni) e le coppie gay sposate all'estero. Niente da fare. Il Pd, insieme alla Federazione della sinistra, si è astenuto ieri in Assemblea legislativa sui due emendamenti, causandone di fatto la bocciatura. Alla fine entrambi sono stati bocciati con l'astensione del Pd e il voto contrario delle opposizioni di centro destra (Fi-Pdl, Lega nord e Udc). Favorevoli invece l'Idv, l'indipendente Fa-via, Franco Grillini eSel-Verdi.Ilconsigliere M 5S Andrea Defranceschi si è detto «assolutamente favorevole a entrambi, ma al momento del voto - ha spiegato - ero impegnato in una conversazione e mi sono distratto, non ho spinto il pulsante». Precisa invece la distinzione fatta dai consiglieri della Federazione della sinistra, favorevoli al secondo emendamento che si riferiva a «nuclei» dello stesso sesso e astenuti invece sul primo, che parlava di «famiglie» dello stesso sesso: «Non possiamo introdurre in una legge regionale sugli alloggi pubblici una modifica costituzionale come lo è il matrimonio gay - ha spiegato la consigliera Monica Donini -. Non perché siamo contrari, ma perché le leggi devono essere precise e non si fanno così».

CORRIERE DI BOLOGNA

Ossessione Grillini, Figurine di Bottura Luca

Il Pd regionale si è sfilato dalla proposta di Franco Grillini per l'attribuzione di case pubbliche anche a coppie stabili dello stesso sesso. Confermato, invece, il sostegno alla coppia instabile Renzi-Letta sotto il tetto di Largo del Nazareno.

Stop ai gay dal Pd renziano. I renziani ottengono il no del Pd

Di P.v.

Regione, l'astensione del Partito democratico spacca il fronte del centrosinistra Stop ai gay dal Pd renziano No alla norma per favorire l'assegnazione di case Erp Un emendamento proposto dall'ex Idv Franco Grillini sull'assegnazione delle case popolari alle coppie gay manda in pezzi la maggioranza in Regione. Con i renziani contrari che chiedono e ottengono l'astensione del Pd. «Ho detto ai democratici che sono proprio dei reazionari», ha spiegato il leader storico dell'Arcigay (a favore insieme a Sel, Idv, Sinistra, Favia e grillini). «Qui c'era solo qualcuno che voleva piantare delle bandierine», ha risposto la capogruppo pd, Anna Pariani. E i tre consiglieri «rottamatori» hanno preferito il silenzio.

Il partito alla fine si astiene sull'emendamento proposto da Grillini (ex Idv) Maggioranza in pezzi. La Pariani: «Qui non serviva piantare bandierine» Galeotte, ancora una volta, le unioni gay che si confermano nel centrosinistra eterno seme della discordia. Il teatro del dissidio è l'assemblea regionale dell'Emilia-Romagna. Dove ieri, il consigliere del gruppo misto (ex Idv) Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, ha chiesto di inserire nella legge regionale che regola l'assegnazione delle case popolari Erp, due emendamenti che tutelassero esplicitamente le coppie gay. Niente da fare. Il Pd si è astenuto e le due modifiche sono state bocciate. Insufficienti i voti favorevoli di Sel, Idv, degli indipendenti Franco Grillini e Giovanni Favia e l'ok (su una delle due proposte) del Prc. Lega, Fi-Pdl e Udc hanno votato no in blocco e hanno vinto. Andrea Defranceschi (M5s) che pure era d'accordo con Grillini, si è incartato al momento del voto: «Ero impegnato in una conversazione e mi sono distratto, non ho spinto il pulsante». In casa Pd, prima di andare alla conta in aula, si è discusso sul da farsi. Alla fine è passata la decisione di affossare gli emendamenti attraverso l'astensione: una scelta particolarmente caldeggiata dai renziani Damiano Zoffoli e Beppe Pagani (Giuseppe Paruolo, che non ha partecipato alla discussione, alla fine si è adeguato) e infine sposata da tutto il gruppo. In realtà, la legge regionale in vigore già riconosce ai conviventi «more uxorio» l'accesso alle case popolari: una definizione nella quale rientrano, pur senza essere citate esplicitamente, anche le coppie gay. Grillini mirava al passo successivo: chiedeva di specificare nel testo che hanno diritto all'assegnazione degli alloggi anche i conviventi «dello stesso sesso» e le coppie gay sposate all'estero. «E vero che la legge regionale non discrimina i conviventi "more uxorio", però non esplicita chiaramente il loro diritto all'alloggio — dice Grillini — Uxor in latino significa "moglie". Applicando la legge alla lettera, qualcuno potrebbe impugnarla sostenendo che le coppie gay non rientrano nella definizione di more uxorio». Grillini non le manda a dire al Pd: «L'ho detto ai Democratici: Certo che siete proprio reazionari. Sono stupito dalla posizione del Pd, speravo che questa Regione fosse anco *** ra all'avanguardia sui diritti. Anche Renzi è d'accordo, significa che a parole il Pd è avanti ma nei fatti ha ancora posizioni arretrate». Immediata la replica della capogruppo Pd Anna Pariani, che al congresso di partito si era schierata con Gianni Cuperlo: «C'è chi lavora concretamente per i diritti e chi vuole piantare bandierine. Qui non serve piantare bandierine, perché c'è già un bandierone che copre i diritti sociali delle persone in Emilia-Romagna». Idem il relatore della legge Mario Mazzotti, sempre del Pd: «Il miglior modo per non riconoscere questi diritti è fare una forzatura in una legge che non ha niente a che fare con il riconoscimento del matrimonio omosessuale». Ma gli altri partiti non ci stanno. E attaccano il Pd a muso duro. La capogruppo Idv Liana Barbati ricorre a una domanda retorica: «Per il Pd emiliano le coppie omosessuali sono un tabù? Non è vero che va tutto bene. Mi è dispiaciuto molto sentire rispondere che sul tema dei diritti "ce ne sono già a sufficienza" come ha detto la Parianv . E Giovanni Fa-via: «Non si tratta di piantare bandierine ma di riconoscere il valore politico della proposta». Esulta invece il consigliere di Fi Fabio Filippi che (grazie all'astensione del Pd) è riuscito ad affossare gli emendamenti: «Non esistono dieci tipi di famiglie, la famiglia è una sola ed è formata da un uomo e una donna. Chi sponsorizza sempre i gay è fuori dal comune sentire».

E i consiglieri di Matteo scelsero il silenzio

Di O.Ro.

La modifica non avrebbe cambiato nulla, ma i tre consiglieri renziani non hanno voluto spiegare E i consiglieri di Matteo scelsero il silenzio Il teatrino della politica ieri ha fatto tappa in viale Aldo Moro e ha visto all'opera molti protagonisti su più fronti. Il capogruppo dei LibDem, Franco Grillini (per chi non lo sapesse trattasi di formazione nata da una costola della quasi defunta Idv) è una vecchia volpe della politica ed è riuscito — con una sola mossa che sposta poco o niente nella realtà — a mandare in tilt il centrosinistra e in panico i renziani cattolici del Pd. Grillini ha proposto un emendamento che prevede che l'assegnazione degli alloggi pubblici in Emilia-Romagna anche al nucleo di persone «dello stesso sesso». Cioè quello che succede già: le persone dello stesso sesso nell'assegnazione delle case popolari sono equiparate a tutte le altre famiglie da molti anni e per evitare ogni dubbio interpretativo la giunta regionale, tra grandi polemiche, introdusse nel 2009 una legge che garantiva parità di accesso alle coppie di fatto nei confronti di tutti i servizi. A Bologna i pari diritti furono sanciti da Guazzaloca dieci anni fa. Ieri i consiglieri regionali renziani Damiano Zoffoli e Beppe Pagani (pare anche il cattolico cuperliano Marco Barbieri) hanno minacciato di votare contro quell'emendamento. Il gruppo Pd ha scelto dunque di astenersi dal voto, una decisione che ha avuto comunque l'effetto di non farlo passare. Nella truppa dei renziani cattolici c'è anche Giuseppe Paruolo che non era presente alla riunione e si è astenuto al voto. A favore della proposta di Franco Grillini si sono invece espressi i Verdi, Sel, i Cinquestelle e il consigliere indipendente Giovanni Favia. «Quanto siete di destra» ha detto Grillini all'uscita completando egregiamente il suo lavoro. La cosa surreale è che i consiglieri renziani si sono fatti di nebbia (per usare un eufemismo) di fronte alla richiesta di motivare la propria posizione. Il motivo è immaginabile: il timore che la notizia che i renziani bloccano una riforma a favore delle coppie omosessuali potesse far arrabbiare Renzi. Avrebbero però dovuto seguire il consiglio del sindaco di Firenze che ha detto di non stimare chi si fa chiamare con un cognome di un altro (renziani) e ha invitato tutti a pensare con la propria testa. Non c'è niente di male ad essere contrari ad un emendamento che non emenda niente, è preoccupante non avere il coraggio di spiegarlo.

REPUBBLICA BOLOGNA

Case popolari alle coppie gay la legge c’è già, la polemica resta

Di Persichella Beppe

ANCHE questa volta insomma i segnali per un nuovo psicodramma in casa Pd ci sono tutti. E il ricordo va subito allo scorso luglio, quando proprio i consiglieri regionali vicini a Renzi, e cioè Beppe Pagani e Damiano Zoffoli, assieme ai cattolici Gabriele Ferrari e Marco Barbieri, escono dall'aula mentre si sta per votare l'istituzione dei registri per le unioni civili in ogni comune. Giuseppe Paruolo invece, altro consigliere renziano, alla fine decide di astenersi ma commenta: «Mi sono sentito a disagio». Ecco, quello che stava andando in scena ieri nel parlamentino di viale Aldo Moro sembrava il perfetto seguito della seduta di cinque mesi fa. Complici i due emendamenti del navigato consigliere Grillini (se ha voluto tendere un tranello ai colleghi democratici non è dato sapere), il Pd stava per finire di nuovo ko. Il finale però questa volta è diverso, anche perché la legge regionale già riconosce alle coppie dello stesso sesso l'accesso alle case popolari. Il Pd quindi non abbocca e la capogruppo Anna Pariani riesce a tenere compatti i suoi consiglieri. Così il dissenso dei renziani rientra subito e la tentazione di chi era pronto a votare sì viene stoppata sul nascere. Alla fine si decide per l'astensione che accontenta tutti meno Grillini che si vede bocciare i suoi due emendamenti. «Avrebbero messo al riparto le coppie omosessuali da eventuali ricorsi» insiste lui. «Non è vero, in Emilia Romagna i diritti sociali non possono essere messi in discussione dalla forma di famiglia che ognuno sceglie. Questo è un punto già presente in questa legge» replicala Pariani. Al termine della giornata, sul campo c'è una sola vittima, il centrosinistra di viale Aldo Moro che al momento del voto va in frantumi, con Sel e Idv che, a differenza dell'alleato Pd, votano sì.

IL RESTO DEL CARLINO

I gay spaccano la maggioranza in Regione. Il Pd chiude le porte ai gay

BOLOGNA L'ULTIMA grana della Regione? I gay. La maggioranza di centrosinistra si è spaccato ieri sulla possibilità di assegnare gli alloggi Erp anche alle coppie omosessuali. Il Pd, insieme alla Federazione della sinistra, si è astenuta in Assemblea legislativa sui due emendamenti (di fatto bocciandoli) alla legge regionale di riforma dell'edilizia popolare proposti dall'esponente LibDem Franco Grillini, che aggiungono le parole «dello stesso sesso» dopo il riferimento alla «famiglia costituita dai coniugi» e al «nucleo di persone» a cui possono essere assegnati gli alloggi Erp. A favore di Grillini si sono schierati invece Idv, Sel e Verdi, oltre al consigliere regionale ex M5s Giovanni Favia (d'accordo anche il grillino Andrea Defranceschi, che però non ha votato). La capogruppo Pd in Regione, Anna Pariani, in aula ha spiegato: «Trovo importante che la maggioranza in Emilia-Romagna condivida l'idea politica che i diritti sociali delle persone non possono essere messi in discussione dalla forma di famiglia che ognuno sceglie. E questo è un punto avanzato già presente in questa legge». In altre parole, ha rivendicato la Pariani, «c'è chi lavora concretamente per i diritti personali e chi invece vuole piantare bandierine. Qui non serve piantare bandierine, perchè c'è già un bandierone che copre i diritti sociali delle persone in Emilia-Romagna».

MA GRILLINI non ci sta e attacca. «Sono stupito dalla posizione del Pd — afferma — perché non è vero che la legge esplicita il diritto all'alloggio pubblico per le coppie omosessuali: non c'è scritto esplicitamente». Grillini esorta quindi il Pd a prendere «una posizione politica chiara sul riconoscimento delle nozze gay. Anche Renzi è d'accordo. Significa che a parole il Pd e' avanti, ma nei fatti ha ancora posizioni arretrate». Per Liana Barbati, capogruppo Idv in viale Aldo Moro, la posizione del Pd «è molto pesante e molto difficile da sostenere», mentre per Favia «non si tratta di piantare bandierine ma di riconoscere il valore politico della proposta». Contrario su tutta la linea invece il centrodestra. «Grillini continua a farsi pubblicità sulle coppie gay-ha tuonato Fabio Filippi, consigliere regionale di Forza Italia —non esistono 10 tipi di famiglie, la famiglia è una sola ed è formata da un uomo e una donna».

Thursday, 12 December 2013 11:45
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BOLOGNA, 11 DIC - "Ma quanto siete di destra...": Franco Grillini e' uscito cosi' dall'aula dell'Assemblea legislativa all'ora di pranzo, dopo l'intervento della capogruppo del Pd, Anna Pariani, che ha annunciato l'astensione agli emendamenti per l'assegnazione di alloggi pubblici in Emilia-Romagna anche al nucleo di persone "dello stesso sesso". Le modifiche erano state presentate dall'Idv e dall'indipendente Favia insieme allo stesso Grillini, storico leader del movimento gay e consigliere regionale LibDem. Pariani ha sottolineato che l'assegnazione anche alle coppie dello stesso sesso e' gia' prevista dalla legge, ma Grillini non e' d'accordo. Una volta fuori dall'aula, e' stato un fiume in piena: ha spiegato che "la legge ora prevede l'assegnazione alle coppie conviventi more uxorio, ma queste sono composte da un uomo e da una donna, chi vuole si puo' appellare contro l'assegnazione a coppie omosessuali". E ha puntato il dito contro i consiglieri regionali renziani: "gia' una volta sono usciti dall'Aula sulle unioni civili, avranno minacciato di farlo di nuovo – ipotizza Grillini - e la capogruppo, pur di evitare la spaccatura del Pd sui gay, ha deciso per l'astensione. Ma questa - conclude - e' una posizione ben piu' a destra di quel che prevede Renzi stesso". (ANSA).

 

"Per il Pd emiliano le coppie omosessuali sono tabu'?". Se lo chiede la capogruppo dell'Idv in Regione, Liana Barbati, dopo l'astensione annunciata dal Pd in Assemblea legislativa agli emendamenti per l'assegnazione di alloggi pubblici esplicitamente a coppie "dello stesso sesso". "Mi e' dispiaciuto molto - sottolinea la Barbati, responsabile nazionale Idv per i diritti civili - sentire rispondermi che sul tema dei diritti 'ce ne sono gia' a sufficienza' come ha fatto la neo-capogruppo del Pd Anna Pariani. No, di diritti (soprattutto in Italia) non ce ne sono mai abbastanza. Questi atteggiamenti pilateschi che prevedono l'astensionismo, quindi la non scelta, sull'emendamento proposto da me e Franco Grillini dimostrano una mancanza di sensibilita' politica e sociale totalmente incomprensibile". "Ricordo a tutti - prosegue -, soprattutto ai colleghi del Partito Democratico, che sarebbe ora di dimostrare questa presunta modernita' e innovazione della Regione Emilia-Romagna: il boicottaggio continuo di ogni mozione o risoluzione che abbia per argomento una qualsiasi proposta sul tema dei diritti civili e' arrivato a un livello veramente mortificante. Non oso immaginare quando e come verra' trattata la mia risoluzione sul testamento biologico presentata a giugno 2012 o quella sul registro delle coppie di fatto o sull'erogazione di farmaci a base di cannabinoidi per finalita' terapeutiche''. "A cosa serve - aggiunge - una commissione Pari opportunita' & diritti civili? Quali sono i diritti civili ammessi per Pariani? Sono tabu' le coppie di fatto per la Regione Emilia-Romagna? Sono tabu' le coppie omosessuali? Basta nascondersi dietro i 'ma c'e' gia' implicitamente' o i 'non c'e' bisogno': non e' vero che va tutto bene", non va bene "soprattutto quando sei (volente o nolente) parte di una minoranza". (ANSA).

 

Wednesday, 11 December 2013 15:52
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Venerdì 13 Dicembre 2013

Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna

Auditorium “Guido Fanti”

Viale Aldo Moro 50

Bologna

La componente LibDem

del Gruppo assembleare Misto – Regione Emilia-Romagna

organizza il convegno

Informazione e persone LGBT: il rispetto da costruire

« GLI AMBIENTI “PARTICOLARI” »

I compiti del Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom)

 

Stereotipi e pregiudizi si propagano attraverso la comunicazione a tutti i livelli, ma sono proprio la comunicazione e la corretta informazione le principali risorse per sconfiggere l’omofobia. Per trattare un tema di così cogente attualità e delicatezza la componente LibDem del Gruppo assembleare Misto della Regione Emilia-Romagna ha organizzato per Venerdì 13 Dicembre presso l’Auditorium “Guido Fanti” di Viale Aldo Moro 50 un convegno sul rapporto tra comunicazione e comunità LGBT, intitolato «Gli ambienti ‘particolari’» come la più becera e allusiva frase usata dalla cattiva informazione sui questi temi.

L’obiettivo del convegno (sessione antimeridiana ore 10-13.30 sessione pomeridiana ore 15-18.30) è quello di costruire con gli operatori dell’informazione una proposta di Carta deontologica contro la diffamazione e per il rispetto delle persone LGBT. Per questo motivo sono stati invitati i vertici dell’Ordine e del Sindacato dei Giornalisti, rappresentanti istituzionali, professionisti della comunicazione e rappresentanti delle associazioni per verificare la possibilità che i Comitati regionali per le comunicazioni (Corecom) inseriscano anche le istanze LGBT nei loro compiti di controllo dell’emittenza radiotelevisiva. Se da un lato un certo modo di fare informazione si è prestato colpevolmente al fenomeno omofobico con linguaggi umilianti ed insultanti, dall’altro va ricordato come proprio gli organismi di rappresentanza del mondo giornalistico abbiano riconosciuto da oltre vent’anni eguali diritti e doveri tra i loro associati attraverso il riconoscimento delle coppie di giornalisti omosessuali da parte di Casagit (Cassa mutua dei giornalisti), aprendo un percorso di rispetto e riconoscimento a cui questo appuntamento vuole dare nuovo impulso.

Di assoluto rilievo i relatori del Convegno che sarà presieduto da Franco Grillini. Oltre agli interventi del Viceministro del Lavoro con delega alle Pari Opportunità Cecilia Guerra (saluto video), spiccano gli interventi della Vicepresidente della Giunta regionale Simonetta Saliera, del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna Gerardo Bombonato e del Presidente della Federazione Nazionale della stampa Giovanni Rossi. Nella sessione mattutina gli interventi della Presidentessa  del Corecom Giovanna Cosenza e del Difensore Civico dell’Emilia-Romagna Gianluca Gardini, il quale afferma: “a mio avviso l’orientamento sessuale e l’identità di genere sono libertà entrate a pieno titolo nella lista dei diritti umani fondamentali, e meritano una protezione altrettanto forte della libertà di espressione del pensiero. È non solo possibile, ma doveroso operare un bilanciamento tra questi valori: ciò si può ottenere sia imponendo limitazioni per legge alla comunicazione omofobica o, meglio ancora, favorendo una self-regulation degli operatori della comunicazione, i quali,  convenzionandosi con le istituzioni di garanzia (AGCOM, CORECOM), possono dare vita a efficaci sistemi di autoregolamentazione (Carte deontologiche) a tutela dei diritti delle comunità LGBT”

In allegato alla presente la locandina con il dettaglio degli interventi di entrambe le sessioni del Convegno.

 

TO

Wednesday, 11 December 2013 15:51
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Venerdì 13 Dicembre 2013

Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna

Auditorium “Guido Fanti”

Viale Aldo Moro 50

Bologna

La componente LibDem

del Gruppo assembleare Misto – Regione Emilia-Romagna

organizza il convegno

Informazione e persone LGBT: il rispetto da costruire

« GLI AMBIENTI “PARTICOLARI” »

I compiti del Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom)

Stereotipi e pregiudizi si propagano attraverso la comunicazione a tutti i livelli, ma è proprio la comunicazione la principale risorsa per sconfiggere l'omofobia. Per questo abbiamo organizzato un incontro sul rapporto tra comunità LGBT e la comunicazione, intitolato «Gli ambienti 'particolari'» come la più becera e allusiva frase usata dalla cattiva comunicazione sui nostri temi. L'obiettivo dell'incontro è quello di costruire con gli operatori dell'informazione una carta deontologica contro la diffamazione e per il rispetto delle persone LGBT. Per questo abbiamo invitato giornalisti, militanti, rappresentanti istituzionali e operatori della comunicazione per verificare la possibilità che i Comitati regionali per le comunicazioni (Corecom) inseriscano anche le istanze LGBT nei loro compiti di controllo dell'emittenza radiotelevisiva. Con il riconoscimento delle coppie di giornalisti omosessuali da parte di Casagit (Cassa mutua dei giornalisti), avvenuto oltre vent'anni fa e primo in Italia, si è aperto un percorso di rispetto e riconoscimento reciproco a cui vogliamo dare nuovo impulso con questo convegno.

 

Sessione antimeridiana (10.00-13.30)

 

Introduzione di Franco Grillini, consigliere regionale LibDem-Misto

 

Saluti di:

Saluto video del Vice Ministro del Lavoro Cecilia Guerra con delega alle Pari Opportunità

Simonetta Saliera (Vicepresidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna)

On. Paola Concia (Esperta del Ministero per le Pari Opportunità)

Marco De Giorgi (Unar)

 

Interventi di:

Delia Vaccarello “Le questioni di genere”

Stefano Bolognini “La stampa gay”

Andrea Pini “La cronaca nera”

Porpora Marcasciano “Il transessualismo nel vocabolario dei media”

Sen. Sergio Lo Giudice

Gianluca Gardini (Difensore Civico dell’Emilia Romagna)

Giovanna Cosenza (Presidente Corecom)

Gerardo Bombonato (Presidente Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna)

Serena Bersani (Presidente Associazione Stampa Emilia-Romagna)

Giovanni Rossi (Presidente Federazione Nazionale della Stampa)

Laura Delli Colli (già consigliere e vicepresidente vicario Casagit)

 

Sessione pomeridiana (15.00-18.30)

 

Tavola rotonda:

Tommaso Cerno

Luca Morassutto

Laura Maragnani

Beppe Ramina

Filippo Vendemmiati (Articolo 21)

Mara Cinquepalmi (Rete Giulia E-R)

Antonio Rotelli (Rete Lenford)

Sen. Gianpaolo Silvestri

 

Coordina: Vincenzo Branà

 

A seguire interventi delle e dei rappresentanti delle associazioni LGBT: Fiorenzo Gimelli (Agedo), Marco Canale (Anddos), Flavio Romani (Arcigay), Paola Brandolini (Arcilesbica), Certi Diritti, Andrea Maccarrone (Circolo Mario Mieli di Roma), Aurelio Mancuso (Equality Italia), Famiglie Arcobaleno, Daniele Priori (GayLib), Valerio Mezzolani e Rosario Coco (Gaynet), Innocenzo Pontillo (Gionata.org), Massimiliano Gualdi (Gruppo amici lgbt 5 Stelle), Marco Volante e Davide Montanari (Linfa), Mauro Ortelli (Narciso e Boccadoro), Enrico Oliari (Direttore Responsabile Notizie Geopolitiche), Fabrizio Paoletti (Rete Genitori Rainbow).

Tuesday, 10 December 2013 11:01
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Se applicassimo al referendum omofobo croato il giudizio della curia bolognese a proposito del nostro referendum sui finanziamenti pubblici alle Scuole cattoliche potremmo dire che ha votato una minoranza e che quindi il referendum non vale nulla.
In Croazia infatti ha votato solo un cittadino su 5 degli aventi diritto in un referendum che è già stato definito "triste e inutile" dal premier Zoran Milanovic perché comunque il Parlamento a maggioranza laica adotterà una legge sulle Unioni Civili in tutto e per tutto simile al matrimonio.
Quel 65% dei no al matrimonio gay rappresentano quindi solo un cittadino croato su 5. Vorremmo pertanto invitare i clericali a ragionare bene sull'uso di questo strumento perché come dimostra la vittoria laica a Bologna chi di referendum ferisce poi di referendum perisce perché se si facesse una consultazione sui soldi alla chiesa cattolica il Vaticano perderebbe dappertutto. 
Consola, invece, il risultato per noi positivo, di Fiume e dell'Istria che hanno votato a favore del matrimonio gay. Evidentemente le popolazioni di cultura italiana dell'ex Jugoslavia sono più avanti persino del legislatore italiano.

Franco Grillini
Presidente Gaynet Italia

Monday, 02 December 2013 16:15
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"Ai Comuni dell'Emilia Romagna sarà finalmente chiaro possono rivedere la tassa di religione che versano ogni anno alle Chiese". Lo dichiara Roberto Grendene, portavoce del Circolo Uaar di Bologna, che aggiunge: "Soprattutto in tempo di crisi è scandaloso regalare soldi pubblici a Curie miliardarie sottraendoli alle opere pubbliche come scuole, asili nido, parchi".

Da anni il circolo Uaar di Bologna indaga sul 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria devoluto in Emilia Romagna alle confessioni religiose per "edilizia di culto". Un lavoro faticoso (*), che si scontra con comuni niente affatto trasparenti sul denaro che amministrano e arrivano a devolvere a enti privati come diocesi e parrocchie.
"Una percentuale che si può ridurre e addirittura azzerare con una semplice votazione in consiglio comunale", precisa Grendene, "ma i comuni rispondono inopportunamente che avrebbero le mani legate dalla normativa".

I dati raccolti dall'Uaar sono alla base della mozione depositata due giorni fa dal consigliere regionale Franco Grillini (Gruppo Misto - LibDem), che sottopone all'assemblea legislativa dell'Emilia Romagna il problema di rimodulare le percentuali di assegnazione degli oneri di urbanizzazione, di informare i comuni e di monitorare il loro utilizzo nel territorio al variare dei cambiamenti sociali e delle necessità pubbliche (CS Emilia Romagna)

Circolo Uaar di Bologna
Portavoce: Roberto Grendene 340 7278 317

Sede: c/o "il Cassero", via Don Minzoni n.18, 40121 Bologna
apertura: sabato ore 10-12 (festivi esclusi)

(*) I dati possono essere consultati sul blog del circolo Uaar di Bologna:
http://bologna.uaar.it/2013/04/12-milioni-fondi-pubblici-edilizia-culto-ricerca-provincia-di-bologna/
e, a livello nazionale, sulla pagina delle Campagna Oneri Uaar:
http://www.uaar.it/uaar/campagne/oneri/
Friday, 29 November 2013 15:12
Published in Rassegna stampa
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Grillini (Gaynet), Putin e la persecuzione degli omosessuali in Russia, l’Italia dia asilo politico a chi è costretto a fuggire dalla dittatura russa

 

Il Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna ha approvato di recente una mozione che condanna la legislazione omofoba che in Russia criminalizza l’omosessualità e di fatto vieta ogni manifestazione pubblica del movimento per i diritti civili delle persone lgbt. In occasione dell’incontro tra il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e il governo italiano a Trieste si ribadisce la richiesta contenuta nella mozione di concedere asilo politico alle persone lgbt costrette a fuggire dal territorio russo a causa delle vere e proprie persecuzioni omofobe favorite dalla legislazione repressiva in Russia e nei paesi dell’est europeo.

 

Oggi il governo Letta che incontra gli 11 ministri russi a Trieste dovrebbe mettere sul piatto della bilancia nei rapporti bilaterali la questione dei diritti civili negati nelle dittature. Purtroppo sappiamo bene che quando ci sono imponenti interessi economici negli scambi bilaterali si chiude un occhio, e anche tutt’e due, sulle gravi violazioni dei diritti umani. E’ stato così per il gravissimo caso “Shalabayeva” nei rapporti con il Kazakhstan, stesso comportamento con la Cina e immaginiamo che anche oggi la questione sarà ignorata nell’incontro triestino. Si potrebbe dire a ragion veduta che Mosca e il suo petrolio val bene una messa e che si può tranquillamente ignorare che la Russia è una dittatura di fatto. Ma noi ci ribelliamo al cinismo della ragion di Stato e insistiamo perché i diritti umani universali siano rispettati in qualunque situazione, in qualunque paese e per qualsiasi ragione. Piuttosto è bene avviare una seria riflessione sul fatto che gli approvvigionamenti energetici avvengono quasi sempre verso paesi non democratici e che il passivo della nostra bilancia dei pagamenti è non solo di carattere economico ma anche, e forse soprattutto, di natura etico-morale.

 

Franco Grillini

Consigliere regionale LibDem-Misto

 

Presidente nazionale Gaynet

 

 

 

 

(DIRE) Roma, 26 nov. - Il Consiglio regionale dell'Emilia Romagna ha approvato di recente una mozione che condanna la legislazione omofoba che in Russia criminalizza l'omosessualita' e di fatto vieta ogni manifestazione pubblica del movimento per i diritti civili delle persone lgbt. In occasione dell'incontro tra il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e il governo italiano a Trieste si ribadisce la richiesta contenuta nella mozione di concedere asilo politico alle persone lgbt costrette a fuggire dal territorio russo a causa delle vere e proprie persecuzioni omofobe favorite dalla legislazione repressiva in Russia e nei paesi dell'est europeo. Cosi' in una nota Franco Grillini consigliere regionale LibDem-Misto e presidente nazionale Gaynet. "Oggi il governo Letta che incontra gli 11 ministri russi a Trieste dovrebbe mettere sul piatto della bilancia nei rapporti bilaterali la questione dei diritti civili negati nelle dittature. Purtroppo- prosegue Grillini- sappiamo bene che quando ci sono imponenti interessi economici negli scambi bilaterali si chiude un occhio, e anche tutt'e due, sulle gravi violazioni dei diritti umani. È stato cosi' per il gravissimo caso 'Shalabayeva' nei rapporti con il Kazakhstan, stesso comportamento con la Cina e immaginiamo che anche oggi la questione sara' ignorata nell'incontro triestino. Si potrebbe dire a ragion veduta che Mosca e il suo petrolio val bene una messa e che si puo' tranquillamente ignorare che la Russia e' una dittatura di fatto. Ma noi ci ribelliamo al cinismo della ragion di stato e insistiamo perche' i diritti umani universali siano rispettati in qualunque situazione, in qualunque paese e per qualsiasi ragione.- conclude Grillini- Piuttosto e' bene avviare una seria riflessione sul fatto che gli approvvigionamenti energetici avvengono quasi sempre verso paesi non democratici e che il passivo della nostra bilancia dei pagamenti e' non solo di carattere economico ma anche, e forse soprattutto, di natura etico-morale". (Com/Wel/ Dire)

Tuesday, 26 November 2013 10:51
Published in Comunicati Stampa
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Bologna: Una bimba di tre anni in affidamento temporaneo a una coppia di omosessuali, due uomini di mezza eta': lo ha deciso il Tribunale dei minori di Bologna, presieduto dal giudice Giuseppe Spadaro. La Procura minorile si era invece opposta al provvedimento, ritenendo la coppia non all'altezza del compito. Lo riferisce il Corriere della Sera, spiegando che la coppia vive pero' in un'altra citta' della regione. I due uomini convivono da tempo, hanno un lavoro e un buon reddito, sono una coppia 'stabile e affidabile' secondo i servizi sociali, che - come i giudici - hanno dato parere favorevole all'affidamento, ritenendo che ci fossero tutte le condizioni di serenita' e benessere richieste dalla legge. La piccola vive in un contesto familiare difficile nella stessa citta' e conosce bene i due gay, tanto da chiamarli 'zii' sebbene non vi sia tra loro alcun legame di parentela. A differenza dell'adozione, per la quale la legge italiana parla espressamente di coppia sposata, per l'affidamento la nuova famiglia temporanea puo' essere una famiglia tradizionale, meglio se con altri figli in casa, ma anche una 'comunita' di tipo familiare', formata da due persone che assolvono alla funzione di genitori, o un single. Non ci sono voci specifiche sull'ipotesi di una coppia omosex. Nel gennaio scorso la Cassazione, esprimendosi su un'altra vicenda, aveva sancito il diritto dei gay ad ottenere in affido un minore.

 

Grillini: "Ottima decisione del Tribunale dei Minori. Si riconosce una volta di più che quella gay è una famiglia come tutte le altre"

La decisione del Tribunale di Bologna di dare in affido una bambina di 3 anni ad una coppia delle stesso sesso rappresenta un fatto molto positivo prima di tutto per la bambina, che già conosceva le persone affidatarie. In secondo luogo, per il significato della decisione che stabilisce che una coppia gay è una famiglia come le altre. Con ogni probabilià' ci sono in Italia molti altri casi come questo, che però non hanno avuto gli onori delle cronache. L'affitto, infatti, può essere attivo anche per i single, per le comunità e per famiglie allargate. La decisione di Bologna in altri paesi non farebbe nemmeno notizia perchè considerata del tutto normale. Bene quindi  il tribunale, bene la coppia che si prende in carico un minore in difficoltà e bene anche per la società che un minore vada in una famiglia accogliente e non in un istituto. Diversa invece la questione adozione sulla quale è bene ricordare che l'Italia è sotto procedura di infrazione per non aver adottato la direttiva europea sull'adozione ai single, che dovrebbe essere possibile in modo omogeneo su tutto il territorio europeo.

 

Tuesday, 19 November 2013 10:05
Published in Comunicati Stampa
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