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Franco Grillini

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GRILLINI: Grazie, presidente. L'interrogazione è molto semplice. Esiste una legge regionale del 18 giugno 2007, la n. 8, recante: "Promozione della coltura della canapa (cannabis sativa L.) e altre colture innovative nel territorio dell'Emilia Romagna". E' una legge che finora non ha avuto attuazione ed è un vero peccato perché la coltura della canapa, come tutti sanno, è un elemento della nostra storia e neanche troppo lontana. Chi non è più giovanissimo come me ha potuto vedere da piccolo la coltura della canapa, magari aveva anche parenti che vivevano di canapa. C'è stato un periodo in cui una parte non irrilevante del prodotto interno lordo del nostro paese, per quanto riguarda l'agricoltura, derivava dalla coltura della canapa. Chi vive in campagna tutt'oggi vede ancora la persistenza dei maceri, dei piccoli laghetti dove la canapa veniva lasciata macerare, i "masnadur", come si dice in bolognese. Abbiamo ancora tutto il macchinario che veniva usato per questa coltura che possiamo ancora oggi vedere nei vari musei sparsi per la nostra Regione, cito quello di Ferrara e quello di Bologna a San Marino di Bentivoglio, che è uno dei più importanti e dei più rilevanti, che addirittura dedica ogni tanto delle vere e proprie iniziative su questo tipo di coltivazione.

Come si sa la canapa è una pianta straordinaria. Non richiede diserbanti, è facile da coltivare, è strepitosa per il rapporto biologico con il territorio, con il terreno. Dalla canapa si possono ricavare i famosissimi tessuti in canapa. Adesso che finalmente è arrivata l'estate, chiunque si può ricordare come si stava bene a dormire, in estate, in un lenzuolo di canapa. Si possono fare vestiti, ci sono delle filature, adesso, che fanno cose straordinarie, anche molto raffinate, si sa che c'era un accordo con il mondo della moda, ma si possono ricavare anche farmici, alimenti, olio, si può fare addirittura la plastica.

Da un punto di vista biologico, quindi, è una pianta straordinaria. C'è, però, una certa ritrosia da parte dei coltivatori, intanto perché ovviamente ci vuole un committente, ma anche perché, con la follia proibizionista dei precedenti Governi, siamo arrivati al punto che chi coltiva la canapa deve avere il permesso della Questura e ogni tanto fanno un'analisi e se trovano un contenuto di THC più alto di quello ritenuto consentito, viene ordinato l'abbattimento dell'impianto. Quindi siamo proprio in piena follia proibizionista da questo punto di vista, che fa un danno grave alla nostra agricoltura. Allora semplicemente si vuole sapere quali sono le iniziative della Giunta per incentivare la coltivazione di questa pianta straordinaria parte integrante della nostra storia e per l'effettiva applicazione della normativa esistente nella nostra regione.

Una coltura estremamente importante quella della canapa (cannabis sativa L. 1753) che nel periodo immediatamente precedente il secondo conflitto mondiale vide una superficie coltivata di oltre 100.000 Ettari dei quali oltre il 60% situati nella nostra regione. Un’intera filiera produttiva molto redditizia che negli anni si è progressivamente perduta anche per una forte mancanza di innovazione tecnologica nei processi produttivi, ma che oggi viene sempre più spesso riscoperta in tutti i suoi aspetti: storici, sociali, economici ed ambientali.

(AGI) - Roma, 7 lug. - "Anche oggi siamo costretti a commentare le infelici esternazioni del senatore Giovanardi che, negli ultimi tempi, ha preso l'abitudine di inveire contro gli omosessuali e l'omosessualita'. Stavolta propone una vera e propria apartheid per le persone omosessuali che sono nell'esercito e suggerisce di separarli dagli etero con apposite camerate. Cio' perche', secondo Giovanardi, un omosessuale farebbe il militare, non per lavoro, ma solo per 'praticare' la propria omosessualita'. Ovviamente, non e' cosi' ed e' evidente che le strane fantasie di Giovanardi lo portano a pensare che gli omossessuali potrebbero rappresentare un pericolo per gli altri militari, quando invece e' il maschilismo il problema di molte strutture militari, che va combattuto. Pertanto, Giovanardi la smetta di lanciare invettive caratterizzate da pregiudizio e di promuovere squallide forme di ghettizzazione". Lo afferma in una nota Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell'Italia dei Valori.
Dobbiamo proprio dire bravo Vasco! Perché sulle coppie di fatto ha detto una sacrosanta verità e cioè  in Italia non esiste alcuna tutela per le persone che vivono assieme e si vogliono bene.
Giusta anche l'analisi delle cause ovvero l'opposizione vaticana alla quale la maggior parte dei partiti si genuflette incurante dei diritti calpestati di milioni di persone.
Un altro merito di Vasco è quello di aver pensato in vita alle persone amate cosa che non hanno fatto un paio di personaggi molto famosi della musica della nostra provincia di Bologna.
Auguri, quindi, a Vasco e alla sua compagna e auguri a tutte le coppie di fatto come la sua.

Franco Grillini
Presidente di Gaynet

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